Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow all’Auditorium Parco della Musica — 3 febbraio 2027
Il violinista Sergej Khachatryan e il pianista Alexandre Kantorow suonano in duo mercoledì 3 febbraio 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30, per la stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In programma quattro sonate per violino e pianoforte: Mozart K 304, Brahms n. 3 op. 108, Debussy e Babadžanjan. All'Auditorium si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano 38 euro in platea, 26 in galleria II settore e 18 in galleria III settore; si comprano al botteghino dell'Auditorium, a quello di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto.

Un violinista armeno che ha vinto il Sibelius a quindici anni e il Regina Elisabetta a venti, un pianista francese che nel 2019 è diventato il primo francese a vincere il Concorso Čajkovskij di Mosca: il duo è di quelli che nelle grandi sale europee riempiono i cartelloni. A Roma suona in una sala raccolta, con un programma che attraversa tre secoli di sonata per violino e pianoforte.
Khachatryan e Kantorow a Santa Cecilia: la serata
Il recital di Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow è in data unica, mercoledì 3 febbraio 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, dentro la stagione da camera 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Una sola data
A differenza dei concerti sinfonici, replicati tre volte, i recital della stagione da camera si tengono in una sola serata. Chi vuole esserci non ha una seconda occasione: è la ragione principale per non rimandare l'acquisto.
La prevendita
L'Accademia ha aperto dal 10 settembre 2026 la vendita dei biglietti per tutti i concerti in programma fino al 27 febbraio 2027, e quindi anche per questo recital; dal 12 gennaio 2027 si apre la vendita per i concerti da marzo a fine stagione.
La stagione da camera
La stagione da camera dell'Accademia si è aperta in ottobre al Teatro dell'Opera di Roma con il soprano Lisette Oropesa e prosegue per tutto l'inverno, in gran parte in Sala Sinopoli. Nelle settimane precedenti passano il Quatuor Ebène con l'integrale dei quartetti di Beethoven e Die Winterreise di Schubert, il 20 gennaio. Il duo Khachatryan e Kantorow si inserisce in un cartellone di grande livello.
Il programma: Mozart, Brahms, Debussy e Babadžanjan
Il programma del recital di Khachatryan e Kantorow comprende la Sonata per pianoforte e violino K 304 di Mozart, la Sonata n. 3 per violino e pianoforte op. 108 di Brahms, la Sonata per violino e pianoforte di Debussy e la Sonata per violino e pianoforte di Arno Babadžanjan.
Mozart, K 304
Il titolo stesso, sonata per pianoforte e violino, indica l'ordine delle parti come lo intendeva l'epoca: il pianoforte è protagonista quanto il violino. È un'apertura adatta a un duo in cui il pianista è un solista di primo piano, e non un accompagnatore.
Brahms, Sonata n. 3
La Terza Sonata di Brahms ha un legame preciso con Khachatryan: era nel suo primo disco per EMI Classics, uscito il 7 ottobre 2002, suonata con la sorella Lusine; dieci anni dopo il violinista ha inciso l'integrale delle sonate di Brahms per Naïve. Kantorow, dal canto suo, ha vinto il Gramophone Piano Award 2025 con un album dedicato a Brahms e Schubert. Due interpreti che su Brahms hanno già detto molto si incontrano sul pezzo centrale della serata.
Debussy
La Sonata per violino e pianoforte di Debussy porta la serata in Francia, il paese di Kantorow. Accanto alla densità di Brahms offre un altro modo di pensare il duo, più libero nella forma, fatto di colori e di improvvisi cambi di clima.
Babadžanjan
La chiusura è armena. Arno Babadžanjan è fra i compositori presenti nell'album My Armenia, che Khachatryan ha inciso con la sorella per Naïve e che ha vinto l'Echo Klassik come migliore registrazione cameristica nella categoria del XX e XXI secolo. È il pezzo in cui il violinista porta sul palco la musica del suo paese, e a nostro giudizio il momento più personale del recital.
Chi è Sergej Khachatryan
Sergej Khachatryan, violinista armeno nato a Erevan il 5 aprile 1985, è uno dei violinisti più premiati della sua generazione: primo premio al Concorso Sibelius di Helsinki nel 2000, a quindici anni, e al Concorso Regina Elisabetta di Bruxelles nel 2005.
Dall'Armenia alla Germania
Vive in Germania dal 1993; a nove anni ha tenuto il suo primo concerto con orchestra, al Kurhaus di Wiesbaden. Il suo nome si trova scritto anche Sergey o Sergei: l'Accademia usa Sergej per questo recital e Sergey per il concerto sinfonico di gennaio.
I concorsi
Nel 2000 ha vinto il Concorso Louis Spohr per giovani violinisti e il Concorso Sibelius, primo vincitore così giovane nella storia della competizione, e ha ottenuto il secondo premio al Concorso Fritz Kreisler; nel 2002 il secondo premio a Indianapolis. Il primo premio al Regina Elisabetta, nel 2005, gli ha portato in prestito lo Stradivari «Huggins» del 1708.
Una carriera fra orchestre e recital
Ha debuttato a New York il 4 agosto 2006 con il Concerto di Beethoven all'Avery Fisher Hall, diretto da Osmo Vänskä, e ha suonato con i Berliner Philharmoniker, la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony, la Cleveland Orchestra e la New York Philharmonic. In recital suona regolarmente con la sorella pianista Lusine, dalla Wigmore Hall di Londra alla Carnegie Hall; ha girato con Alisa Weilerstein e Inon Barnatan il programma Transfigured Nights.
Premi e dischi
Nel 2010 ha ricevuto il Beethoven Ring di Bonn, nel 2012 il titolo di Artista emerito dell'Armenia, nel 2014 il Credit Suisse Young Artist Award. Dal 2010 al 2022 ha suonato il Guarneri del Gesù «Ysaÿe» del 1740; con quello strumento ha inciso le sei sonate di Ysaÿe per violino solo, uscite nel 2024 e premiate dalla critica discografica tedesca.
Chi è Alexandre Kantorow
Alexandre Kantorow è un pianista francese nato il 20 maggio 1997, vincitore nel 2019 del primo premio, della medaglia d'oro e del Grand Prix al XVI Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca: primo francese a vincerlo nella storia del concorso.
Una famiglia di violinisti
Il padre è il violinista e direttore Jean-Jacques Kantorow, la madre, Kathryn Dean, è anch'essa violinista. Secondo le biografie, i genitori esitarono a indirizzarlo alla musica e lo lasciarono a lungo in una scuola non specialistica, perché coltivasse altri interessi, dall'astrofisica alla poesia.
La formazione
Ha cominciato il pianoforte a cinque anni al conservatorio di Pontoise; a undici ha studiato con Pierre-Alain Volondat, poi con Igor Lazko alla Schola Cantorum di Parigi, con Frank Braley e Haruko Ueda, e infine con Rena Shereshevskaya all'École Normale de Musique. A sedici anni era invitato alla Folle Journée di Nantes, a diciassette suonava alla Philharmonie de Paris con l'Orchestre Pasdeloup davanti a circa 2.500 persone.
Il Čajkovskij e dopo
Al Concorso Čajkovskij del 2019 fu l'unico finalista a suonare il Secondo Concerto di Čajkovskij, oltre al Secondo di Brahms. Nel 2023 ha ricevuto il Gilmore Artist Award, un riconoscimento che non si concorre per ottenere. Il 26 luglio 2024 ha suonato Jeux d'eau di Ravel sotto la pioggia durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi.
Onorificenze e dischi
Nel 2024 è stato nominato cavaliere dell'Ordine nazionale al merito, dopo esserlo stato dell'Ordine delle arti e delle lettere. Incide per l'etichetta svedese BIS; il suo album Brahms Schubert ha vinto il Gramophone Piano Award 2025. La sua prima incisione, nel 2014, fu un album di sonate francesi per violino e pianoforte con il padre.
Una curiosità su Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow all'Auditorium Parco della Musica — 3 febbraio 2027
La curiosità più bella riguarda il pianista. Alexandre Kantorow è figlio di due violinisti, e il suo primo disco, nel 2014, fu proprio un album di sonate francesi per violino e pianoforte registrato con il padre Jean-Jacques. Il repertorio che porta a Roma con Khachatryan, sonata di Debussy compresa, è dunque quello da cui è partita la sua vita discografica: il duo con un violino è per lui una lingua di famiglia.
La seconda riguarda i concorsi. Khachatryan vinse il Sibelius a quindici anni, il più giovane della storia del concorso; Kantorow vinse il Čajkovskij a ventidue, il primo francese di sempre. Sul palco della Sala Sinopoli si incontrano due primati, a distanza di diciannove anni l'uno dall'altro.
Terza curiosità: pochi giorni prima, a metà gennaio, Khachatryan suona nella Sala Santa Cecilia, a pochi metri di distanza, il Concerto per violino di Beethoven con Thomas Guggeis. In meno di tre settimane il pubblico romano lo ascolta nelle due vesti, solista con orchestra e camerista, nelle due sale principali dello stesso complesso.
La Sala Sinopoli, sala della musica da camera
La Sala Sinopoli è la sala intermedia delle tre dell'Auditorium Parco della Musica, dedicata a Giuseppe Sinopoli, e fu la prima ad aprire, il 21 aprile 2002. Più raccolta della Sala Santa Cecilia, ospita gran parte della stagione da camera dell'Accademia.
L'inaugurazione con Petrassi
All'apertura della sala, nell'aprile 2002, Goffredo Petrassi volle essere presente e ascoltò la prima esecuzione assoluta della sua Ouverture da concerto per orchestra, scritta nel 1931. La sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome: le tre sale insieme rendono omaggio alla storia musicale di Roma.
Il museo Aristaios
Nel complesso dell'Auditorium c'è anche il museo Aristaios, con la collezione di Giuseppe Sinopoli, accanto al museo archeologico, al Museo degli Strumenti Musicali dell'Accademia e agli spazi espositivi AuditoriumGarage e AuditoriumArte. Chi arriva presto può trasformare l'attesa in una piccola visita.
Perché un recital in una sala raccolta
Una sonata per violino e pianoforte vive di dettagli: il respiro dell'arco, il pedale, i pianissimo. In una sala di dimensioni medie questi dettagli arrivano anche in galleria, e il pubblico ha la sensazione di un concerto privato, pur restando dentro una delle strutture musicali più grandi d'Europa.
Una cosa che non ti dice nessuno su Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow all'Auditorium Parco della Musica — 3 febbraio 2027
La prima cosa che quasi nessuno dice è che per questo recital il biglietto più economico, 18 euro in galleria III settore, non è una scelta di ripiego. In una sala da camera il suono di un duo arriva con buona definizione anche dai posti alti, e la visione dall'alto della tastiera di Kantorow ha il suo fascino. Chi ha un budget limitato può ascoltare due vincitori dei maggiori concorsi internazionali al prezzo di un cinema con popcorn.
La seconda è che il nome del violinista cambia fra una pagina e l'altra del sito dell'Accademia: Sergej per questo recital, Sergey per il concerto sinfonico di gennaio con Guggeis. È la stessa persona. Chi cerca informazioni o registrazioni trova il suo nome anche come Sergei.
La terza è l'ordine del programma. Babadžanjan in chiusura è una scelta rara per un recital europeo: il compositore armeno è poco eseguito in Italia, e la serata finisce con una pagina che molti in sala ascolteranno per la prima volta, invece che con il Brahms che tutti conoscono.
Il consiglio che ti do per visitare Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow all'Auditorium Parco della Musica — 3 febbraio 2027
Il consiglio è ascoltare prima una sola cosa: la Terza Sonata di Brahms, in qualunque buona incisione. È il pezzo più lungo e più denso del programma, e conoscerne il profilo permette di seguire in sala il dialogo fra i due, invece di inseguire la forma.
Secondo consiglio: sedersi, se possibile, sul lato da cui si vedono le mani del pianista. In un duo con un pianista come Kantorow, osservare la tastiera aggiunge molto; il violino, invece, si vede bene da quasi ogni posto.
Terzo: non guardare il telefono fra una sonata e l'altra. Il passaggio dalla densità di Brahms alla leggerezza di Debussy è uno dei momenti più belli della serata, e lo si coglie solo restando dentro il concerto.
E per chi può, vale la pena abbinare il recital di febbraio al concerto sinfonico di gennaio con Khachatryan: ascoltare lo stesso violinista con un'orchestra intera e poi a tu per tu con un pianoforte è il modo migliore per capire che interprete sia.
Biglietti per Khachatryan e Kantorow: prezzi e punti vendita
I biglietti per il recital di Khachatryan e Kantorow costano 38 euro in platea, 26 euro in galleria II settore e 18 euro in galleria III settore. Gli unici rivenditori autorizzati sono il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, il botteghino di via Vittoria 6 e i punti vendita del circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia.
I due botteghini
Il botteghino dell'Auditorium, nello spazio serra, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. Quello di via Vittoria 6, vicino a via del Corso e a piazza del Popolo, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14, con pagamento solo elettronico.
Online
Per acquistare online si parte dalla pagina ufficiale del concerto, con il pulsante di acquisto sotto la data, che porta alla pagina dell'evento sul circuito autorizzato. L'Accademia avverte che non risponde di maggiorazioni applicate da rivenditori non autorizzati.
Giovani
L'Accademia ha una pagina dedicata a tutte le agevolazioni per i giovani, all'indirizzo santacecilia.it/giovani; condizioni e disponibilità per i concerti da camera vanno verificate lì o all'infoline 06 8082058, oppure scrivendo a biglietteria@santacecilia.it.
Come arrivare all'Auditorium per il recital
Per il recital di Khachatryan e Kantorow all'Auditorium Parco della Musica si prende la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro; in alternativa gli autobus 910, 53, 982 e 168.
Metro e tram
Da piazzale Flaminio il tram 2 sale lungo via Flaminia in direzione piazza Mancini. Scesi a Flaminia/Reni o ad Apollodoro, pochi minuti a piedi attraverso il Villaggio Olimpico portano a viale Pietro de Coubertin.
Autobus
Il 910 collega direttamente piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, all'Auditorium. Il 53 passa per piazza Mancini, il 982 serve viale XVII Olimpiade, il 168 arriva dalla stazione Tiburtina. Per gli orari serali, il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana.
In auto
Viale Pietro de Coubertin è chiuso al traffico davanti all'ingresso. I parcheggi a pagamento dell'Auditorium hanno posti limitati, e nelle sere con più concerti in contemporanea le vie del Villaggio Olimpico si saturano. Un mercoledì sera di febbraio è in genere più tranquillo di un weekend, ma il margine resta consigliabile.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Concorso Čajkovskij di Mosca è una delle competizioni più importanti del mondo. È meno citato che fino al 2019 nessun francese lo aveva mai vinto: Kantorow è stato il primo, e lo ha fatto portando in finale il Secondo Concerto di Čajkovskij, che nessun altro finalista aveva scelto. Chi lo ascolta a Roma in un programma cameristico vede un pianista che sa essere solista da grande concerto e partner discreto.
Un secondo fatto noto agli addetti ai lavori riguarda Roma: prima del 2002 la città non aveva un complesso di sale costruito per la musica. L'Augusteo era stato demolito nel 1936, e per oltre sessant'anni le stagioni vissero in sale di ripiego. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso.
La Sala Sinopoli, dove suona il duo, è stata la prima delle tre sale a entrare in funzione, nell'aprile 2002, alcuni mesi prima della Sala Santa Cecilia: la stagione da camera abita dunque la sala più antica del complesso.
Come organizzare la serata
Per il recital di mercoledì 3 febbraio conviene arrivare all'Auditorium mezz'ora prima delle 20. La Sala Sinopoli è più piccola della Santa Cecilia e le code sono più brevi, ma guardaroba e controlli richiedono comunque qualche minuto.
Prima del concerto
Il foyer comune alle sale ha bar, caffetteria e una grande libreria di dischi e libri musicali, dove spesso si trovano le incisioni degli interpreti in cartellone. Dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori.
La puntualità
L'Accademia avverte che i suoi concerti cominciano con puntualità. Per un recital con quattro sonate, arrivare tardi significa perdere il Mozart d'apertura: meglio evitarlo.
Dopo il concerto
Un recital di sonate lascia in genere il tempo per una cena non troppo tarda. All'uscita, la cavea intitolata a Luciano Berio è il posto naturale per aspettare che il pubblico defluisca.
La foto giusta da fare a Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow all'Auditorium Parco della Musica — 3 febbraio 2027
In sala, durante il recital, niente fotografie: in una sonata per violino e pianoforte il silenzio fa parte della musica. Lo scatto giusto è prima dell'inizio, con il pianoforte aperto sul palco vuoto della Sala Sinopoli e il leggio del violino accanto: un'immagine semplice, che racconta la serata.
Fuori, all'ora del recital è già buio e gli scarabei di Renzo Piano sono illuminati. Dalla cavea si inquadrano i tre volumi rivestiti di piombo, con le luci che si riflettono sulla superficie metallica.
Per un'immagine che nessuno fa, i resti della villa romana dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli: mattoni del III secolo a.C. e architettura del 2002 nello stesso fotogramma, a pochi passi dall'ingresso della sala del recital.
Durante gli applausi finali, senza flash, il duo che si inchina insieme: è l'unico momento in cui il telefono non disturba nessuno.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno dell'Auditorium era abitato già nel VI secolo a.C., quando vi sorgeva una piccola fattoria arcaica; nel III secolo a.C. al suo posto fu costruita una villa romana. I resti emersero durante i lavori e costrinsero Renzo Piano a spostare verso ovest due delle tre sale, fin quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti nel museo archeologico sotto la cavea.
Nel 1936 la demolizione dell'Augusteo lasciò Roma senza sala sinfonica. Il progetto di un nuovo auditorium attraversò decenni, finché nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico e nel 1993 Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, con Goffredo Petrassi presente; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con l'orchestra dell'Accademia diretta da Myung Whun Chung.
Dal 2003 l'Auditorium ospita stabilmente le stagioni dell'Accademia, dal 2006 la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone.
Chi è passato da Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow all'Auditorium Parco della Musica — 3 febbraio 2027
Il primo nome legato alla Sala Sinopoli è quello di Goffredo Petrassi, presente all'inaugurazione del 2002 per ascoltare la prima esecuzione della sua Ouverture da concerto. Luciano Berio, allora presidente dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea; Giuseppe Sinopoli, a cui la sala è dedicata, è ricordato anche dal museo Aristaios con la sua collezione.
La stagione da camera 2026/2027 porta nelle sale dell'Auditorium interpreti come Evgeny Kissin e András Schiff, che suonano insieme in Sala Santa Cecilia, come racconta la scheda del loro concerto; il Quatuor Ebène con l'integrale dei quartetti di Beethoven; Sol Gabetta con Bertrand Chamayou; Jordi Savall con Vivaldi.
Sul versante sinfonico la stagione è aperta da Daniel Harding con il Siegfried di Wagner e a novembre vede sul podio Kirill Petrenko. Il 3 febbraio 2027 tocca a due vincitori del Sibelius e del Čajkovskij, in una delle serate cameristiche più attese dell'inverno.
Accessibilità e ragazzi
Per i concerti dell'Accademia le persone con disabilità deambulanti titolari della Disability Card hanno una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare al botteghino; le persone in carrozzina pagano 10 euro e chi le assiste entra gratis, fino a esaurimento dei posti dedicati.
Prenotazione
Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, allo 06 8082058 o a biglietteria@santacecilia.it. Per il recital del 3 febbraio si prenota dal 19 gennaio.
Arrivare con calma
Chi ha difficoltà motorie farà bene ad arrivare con margine e a chiedere subito al personale il percorso più comodo verso la Sala Sinopoli. Il complesso è aperto e fra un ingresso e l'altro si cammina all'esterno.
Con i ragazzi
Per un ragazzo che studia violino o pianoforte, vedere da vicino un duo di questo livello è un'esperienza formativa rara: in una sala da camera si percepiscono respiri, sguardi, intese. Per i bambini piccoli un recital di quattro sonate resta impegnativo.
Il quartiere dell'Auditorium
L'Auditorium occupa circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in una zona di Roma in cui l'architettura del Novecento e quella contemporanea si alternano al verde.
Il MAXXI
A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid. Per chi ha il pomeriggio libero, una mostra e poi la passeggiata fino all'Auditorium sono un modo coerente di passare la giornata.
Verso il Tevere
Il Ponte della Musica collega il Flaminio al Foro Italico a pochi passi dall'Auditorium; più a nord, Ponte Milvio è uno dei ritrovi serali più frequentati di Roma nord.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese, di piazza del Popolo e del Tridente.
Dove mangiare prima o dopo il recital
Nell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per un mercoledì in cui si arriva direttamente dal lavoro.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più da residenti che da turisti. Per cenare prima del recital delle 20 conviene prenotare.
Dopo il concerto
Dopo il recital l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, a pochi minuti. Verso piazzale Flaminio si entra nell'area del centro storico, con i suoi prezzi.
Febbraio a Roma
Inizio febbraio è uno dei periodi più calmi per visitare Roma: poca folla, giornate che cominciano ad allungarsi, stagioni concertistiche e teatrali nel pieno. Per chi viaggia fuori stagione è un momento favorevole, con musei vivibili e prezzi più bassi.
La settimana musicale
Il 6 febbraio 2027 la flautista Lucie Horsch suona all'Aula Magna della Sapienza per la Stagione IUC, con il programma Metamorphosis. Chi resta qualche giorno a Roma può affiancare al recital di Khachatryan e Kantorow un altro concerto da camera in un'altra sala storica della città.
Il clima
Le sere di febbraio possono essere fredde e umide. All'Auditorium fra le sale si cammina all'aperto: cappotto da lasciare al guardaroba e ombrello pieghevole.
Domande frequenti su Khachatryan e Kantorow a Roma
Quando suonano Khachatryan e Kantorow a Roma?
Sergej Khachatryan e Alexandre Kantorow suonano in duo mercoledì 3 febbraio 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30, per la stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È una data unica.
Qual è il programma del recital?
Il recital di Khachatryan e Kantorow comprende la Sonata K 304 di Mozart, la Sonata n. 3 op. 108 di Brahms, la Sonata per violino e pianoforte di Debussy e la Sonata per violino e pianoforte di Arno Babadžanjan, compositore armeno presente anche nell'album My Armenia del violinista.
Quanto costano i biglietti?
I biglietti per il recital di Khachatryan e Kantorow costano 38 euro in platea, 26 euro in galleria II settore e 18 euro in galleria III settore. Le agevolazioni per i giovani sono indicate dall'Accademia sulla pagina santacecilia.it/giovani.
Dove si comprano i biglietti?
I biglietti per Khachatryan e Kantorow si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, aperto ogni giorno dalle 11 alle 20, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto.
Chi è Alexandre Kantorow?
Alexandre Kantorow è il pianista francese nato nel 1997 che nel 2019 ha vinto primo premio, medaglia d'oro e Grand Prix al Concorso Čajkovskij di Mosca, primo francese della storia. Nel 2023 ha ricevuto il Gilmore Artist Award e nel 2025 il Gramophone Piano Award.
Dov'è la Sala Sinopoli?
La Sala Sinopoli è una delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. È la sala intermedia del complesso, la prima inaugurata nel 2002, e ospita gran parte della stagione da camera dell'Accademia.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. Davanti all'ingresso la strada è chiusa al traffico.
Il consiglio finale su Khachatryan e Kantorow a Roma
Due primati dei grandi concorsi, un programma che va da Mozart all'Armenia di Babadžanjan passando per Brahms e Debussy, una sala raccolta e biglietti che partono da 18 euro: a nostro giudizio è uno dei recital da camera più convincenti dell'inverno romano. Il consiglio è comprare presto, perché la data è unica, ascoltare prima la Terza di Brahms e, per chi può, abbinarlo al concerto sinfonico di gennaio con lo stesso Khachatryan.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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