Theodora di Händel con Christophe Rousset a Santa Cecilia — 16 novembre 2026
Theodora di Händel arriva all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia lunedì 16 novembre 2026 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, con il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists diretti da Christophe Rousset. Nei ruoli principali cantano Marie Lys, Alice Coote, Iestyn Davies, Guy Cutting, John Chest e Jonathan Hanley. I biglietti costano da 28 a 52 euro e si comprano sul sito ufficiale dell'Accademia, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6. All'Auditorium si arriva con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53; la stazione della metro più vicina è Flaminio, sulla linea A.

Theodora a Santa Cecilia: data, orario e biglietti
Theodora di Händel va in scena in forma di concerto lunedì 16 novembre 2026 alle 20:00 nella Sala Sinopoli, con biglietti da 28 a 52 euro.
L'orario e la puntualità
L'Accademia avverte che i suoi concerti cominciano con puntualità: chi arriva in ritardo non può entrare in sala e deve attendere il primo momento utile. Per un oratorio in tre atti, arrivare mezz'ora prima non è un eccesso di prudenza.
I prezzi
La pagina ufficiale del concerto indica biglietti da 28 a 52 euro, secondo il settore. Le riduzioni per i giovani, le convenzioni, le carte cultura e la carta del docente sono spiegate nelle sezioni dedicate del sito dell'Accademia.
Dove comprare
Secondo l'Accademia, gli unici rivenditori autorizzati sono i punti vendita del circuito di prevendita a cui rimanda il pulsante di acquisto della pagina ufficiale, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e quello di via Vittoria 6. L'Accademia non risponde di maggiorazioni applicate da soggetti non autorizzati.
Informazioni
L'infoline dell'Accademia risponde allo 06 8082058; per la biglietteria c'è l'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. La pagina ufficiale del concerto è sul sito di Santa Cecilia.
Gli interpreti: Monteverdi Choir, English Baroque Soloists, Christophe Rousset
Il concerto riunisce due formazioni britanniche specializzate nella musica antica, il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists, sotto la direzione del clavicembalista e direttore francese Christophe Rousset.
Il cast vocale
La pagina dell'Accademia indica Marie Lys nel ruolo di Theodora, Alice Coote in quello di Irene, Iestyn Davies come Didimo, Guy Cutting come Settimio, John Chest come Valente e Jonathan Hanley come Messaggero.
Il coro e l'orchestra
In Theodora il coro ha un ruolo decisivo: interpreta due popoli opposti, i cristiani perseguitati e i pagani di Antiochia. Affidarlo al Monteverdi Choir significa mettere al centro una delle compagini corali più celebri al mondo.
Strumenti d'epoca
Gli English Baroque Soloists suonano su strumenti d'epoca, come si conviene alla musica di Händel: archi con corde di budello, fiati naturali, clavicembalo e organo per il continuo.
Theodora di Händel: l'oratorio
Theodora, catalogata come HWV 68, è un oratorio drammatico in tre atti di Georg Friedrich Händel su libretto inglese di Thomas Morell, eseguito per la prima volta al Covent Garden Theatre di Londra il 16 marzo 1750.
La composizione
Händel comincia a lavorarci nel giugno 1749, a sessantaquattro anni, e lo completa il 31 luglio dello stesso anno. Viene dopo Solomon e Susanna ed è il suo penultimo oratorio.
Una tragedia cristiana
A differenza degli oratori precedenti, Theodora è una tragedia, che si chiude con la morte della protagonista e del suo compagno convertito. È anche l'unico oratorio drammatico di Händel in inglese su un soggetto cristiano, lontano dalle storie dell'Antico Testamento a cui il pubblico londinese era abituato.
Il libretto
Thomas Morell, amico del compositore e già autore di altri suoi libretti, si ispira a The Martyrdom of Theodora and of Didymus di Robert Boyle, scienziato e teologo, pubblicato nel 1687, e alla Théodore, vierge et martyre di Corneille. Händel gli lascerà duecento sterline nel testamento.
L'orchestra di Händel
La partitura prevede archi, due flauti, due oboi, due fagotti, controfagotto, due corni, due trombe, timpani, clavicembalo e organo. Trombe, corni e timpani sottolineano le scene romane; i flauti compaiono nella scena della prigione.
La trama di Theodora
La vicenda si svolge ad Antiochia nel IV secolo, durante le persecuzioni dei cristiani: al centro ci sono la nobile cristiana Theodora e Didimo, soldato romano convertito in segreto, che rischia la vita per salvarla.
Primo atto
Il governatore romano Valente ordina che, per il compleanno dell'imperatore Diocleziano, tutti i cittadini offrano sacrifici a Venere e a Flora, pena la morte, e affida a Settimio l'esecuzione del decreto. Didimo chiede clemenza per chi non può sacrificare agli idoli, ma viene respinto. Theodora e l'amica Irene pregano in segreto con gli altri cristiani; Settimio le arresta, e Theodora viene condannata non alla morte, che preferirebbe, ma a servire nel tempio di Venere.
Secondo atto
Mentre i pagani celebrano la festa, Theodora, prigioniera, passa dalla paura alla contemplazione della vita eterna. Didimo confessa a Settimio di essere cristiano e ottiene di poterla visitare; la convince a scambiare con lui gli abiti e a fuggire con il suo elmo e la sua uniforme, restando al suo posto. I cristiani ricordano il miracolo della vedova di Nain.
Terzo atto
I cristiani festeggiano il ritorno di Theodora, ma lei si sente in colpa per il rischio corso da Didimo. Quando giunge notizia della sua cattura, si consegna a Valente per salvarlo. I due si contendono il diritto di morire l'uno al posto dell'altra; Settimio chiede clemenza, ma Valente li condanna entrambi. L'oratorio si chiude con il loro duetto e con il coro dei cristiani.
La musica: i cori, i duetti, l'aria più celebre
La musica di Theodora alterna i cori dei pagani, pieni di slancio e di brillantezza, alla convinzione quieta e profonda dei cori cristiani, con pagine di bellezza luminosa e una caratterizzazione dei personaggi affidata alla musica.
Angels, ever bright and fair
Alla fine del primo atto Theodora canta Angels, ever bright and fair, l'aria in cui chiede agli angeli di portarla con sé: è la pagina più conosciuta dell'oratorio, spesso eseguita anche da sola nei recital.
He saw the lovely youth
Il coro che chiude il secondo atto, He saw the lovely youth, racconta la resurrezione del figlio della vedova di Nain. Comincia con figure cromatiche lente e solenni in tonalità minore e passa al maggiore quando il giovane torna alla vita. Händel lo considerava superiore persino all'Hallelujah del Messiah.
Tre duetti
L'oratorio contiene tre duetti; l'ultimo, Streams of pleasure ever flowing, è quello in cui Theodora e Didimo vanno incontro alla morte, una delle pagine più alte di tutto il catalogo händeliano.
Il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists
Il Monteverdi Choir è stato fondato nel 1964 da John Eliot Gardiner per un'esecuzione del Vespro della Beata Vergine di Monteverdi nella cappella del King's College di Cambridge, ed è considerato da oltre sessant'anni uno dei cori più influenti del mondo.
Il repertorio
Il coro è noto per la coerenza stilistica e per un repertorio che va dal Rinascimento al Novecento. Si esibisce spesso con gli English Baroque Soloists e con l'Orchestre Révolutionnaire et Romantique, fondati anch'essi da Gardiner.
Il pellegrinaggio bachiano
Nel 2000, per i duecentocinquant'anni dalla morte di Bach, coro e orchestra hanno intrapreso il Bach Cantata Pilgrimage, eseguendo quasi tutte le cantate sacre del compositore in più di sessanta chiese d'Europa e degli Stati Uniti, seguendo il calendario liturgico.
Le tappe recenti
Nel 2014 il coro ha festeggiato i cinquant'anni ripetendo i Vespri di Monteverdi nella cappella del King's College; nel 2023 ha cantato con gli English Baroque Soloists all'incoronazione di Carlo III; nel gennaio 2024 è stato premiato come miglior coro agli Oper! Awards di Amsterdam. Nel luglio 2024 Gardiner ha lasciato la direzione artistica.
Händel nel catalogo
La discografia del coro comprende diversi titoli händeliani, dal Messiah del 1982 al Dixit Dominus e alla Semele dal vivo del 2019. Theodora si inserisce in una familiarità lunga decenni con la musica del compositore.
Chi è Christophe Rousset
Christophe Rousset è un clavicembalista e direttore d'orchestra francese nato ad Avignone il 12 aprile 1961, studioso e interprete della musica barocca su strumenti d'epoca.
La formazione
Dopo il pianoforte, a tredici anni scopre la musica antica e il clavicembalo. Studia a Parigi alla Schola Cantorum con Huguette Dreyfus e si perfeziona al Conservatorio reale dell'Aia con Kenneth Gilbert, Bob van Asperen e Gustav Leonhardt. Nel 1983 vince il primo premio al Concorso internazionale di clavicembalo di Bruges.
La carriera
Comincia un'attività concertistica internazionale come solista nei festival di musica antica e con orchestre barocche come l'Academy of Ancient Music, Les Arts Florissants, Musica Antiqua Köln, La Petite Bande e Il Seminario Musicale.
Les Talens Lyriques
Nel 1991 fonda il proprio ensemble, Les Talens Lyriques, con un nome che rende omaggio a Rameau e alla sua opéra-ballet Les Fêtes d'Hébé ou les Talens lyriques. Con l'ensemble e da solista ha inciso molti dischi.
Con il Monteverdi Choir
Il rapporto con le formazioni londinesi è recente e documentato: nel dicembre 2024 Rousset ha diretto coro e orchestra nella registrazione di un disco natalizio dedicato a Marc-Antoine Charpentier, pubblicato nel 2025 sull'etichetta del coro.
Una curiosità su Theodora di Händel con Christophe Rousset a Santa Cecilia — 16 novembre 2026
La curiosità più sorprendente è che Theodora fu un fiasco, e che Händel la amava più di ogni altro suo oratorio. Alla prima, il 16 marzo 1750, il pubblico londinese la accolse con freddezza: fu eseguita solo tre volte e ripresa una sola volta, nel 1755, diventando il meno eseguito dei suoi oratori. Due le spiegazioni tramandate: il soggetto cristiano, lontano dalle storie bibliche a cui Londra era abituata, e un terremoto avvenuto circa una settimana prima della prima, che spinse alcuni dei suoi abituali sostenitori a lasciare la città.
Eppure alcuni intenditori capirono subito. Lord Shaftesbury, dopo averla ascoltata tre volte, la giudicò una delle composizioni più rifinite di Händel; Mary Delany, una delle sue più fedeli ammiratrici, ne ricordava con la sorella l'ascolto come un piacere intimo. E lo stesso Händel riteneva il coro He saw the lovely youth superiore all'Hallelujah del Messiah.
Oggi Theodora è riconosciuta come un capolavoro: il tempo ha dato ragione al compositore e ai pochi ascoltatori del 1750.
La Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica
La Sala Sinopoli è una delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il complesso progettato da Renzo Piano in viale Pietro de Coubertin 30, sede stabile della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003.
La prima sala aperta
La Sala Sinopoli è stata la prima ad aprire, il 21 aprile 2002, alcuni mesi prima dell'inaugurazione del resto del complesso, avvenuta il 21 dicembre 2002 con la Sala Santa Cecilia.
Tre sale e una cavea
Accanto alla Sinopoli ci sono la Sala Santa Cecilia, la più grande, e la Sala Petrassi, oltre alla cavea all'aperto e al Teatro Studio. Per un oratorio barocco con coro da camera e orchestra su strumenti d'epoca, la Sinopoli offre una dimensione più raccolta della grande sala sinfonica.
L'Accademia e l'Auditorium
L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva anche la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. Le informazioni generali sul complesso sono nella scheda dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Theodora di Händel con Christophe Rousset a Santa Cecilia — 16 novembre 2026
Quello che pochi dicono è che Theodora, pur essendo un oratorio, è spesso trattata come un'opera. È stata messa in scena al Festival di Glyndebourne nel 1996, con la regia di Peter Sellars e la direzione di William Christie, in uno spettacolo considerato una pietra miliare, e al Festival di Salisburgo nel 2009. Nel 2022 la Royal Opera House di Londra ne ha presentato la prima produzione dalla prima assoluta del 1750, con la regia di Katie Mitchell. A Santa Cecilia l'oratorio torna invece alla forma per cui è nato, il concerto: niente scene, niente costumi, tutta l'attenzione sulle voci, sul coro e sull'orchestra.
La seconda cosa poco detta riguarda il ruolo di Didimo. Alla prima del 1750 fu scritto per un castrato contralto, Gaetano Guadagni, mentre Theodora fu cantata dal soprano Giulia Frasi. Nelle esecuzioni moderne la parte di Didimo è affidata a voci che possono sostenere quella tessitura; a Roma la canta Iestyn Davies.
La terza è pratica: l'Accademia è inflessibile sulla puntualità. Un oratorio in tre atti comincia alle 20 in punto, e chi arriva dopo resta fuori fino al primo momento utile.
Il consiglio che ti do per visitare Theodora di Händel con Christophe Rousset a Santa Cecilia — 16 novembre 2026
Il primo consiglio è prepararsi sul testo. Theodora si canta in inglese: leggere la trama prima del concerto, atto per atto, permette di seguire l'azione anche senza scene. Il libretto completo di Morell è facilmente reperibile in rete.
Il secondo è ascoltare prima tre pagine: l'aria Angels, ever bright and fair, il coro He saw the lovely youth e il duetto finale. Riconoscerle in sala cambia l'esperienza.
Il terzo è arrivare presto. Il concerto comincia alle 20 in punto, di lunedì, e i mezzi dell'ora di punta rallentano. Mezz'ora di anticipo permette di ritirare i biglietti, lasciare il cappotto e salire in sala senza affanno.
Il quarto è scegliere il posto per l'ascolto più che per la vista: in un oratorio in forma di concerto non c'è una scena da guardare, e un posto centrale un po' arretrato restituisce meglio l'equilibrio fra coro, solisti e orchestra.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che percorre via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi: la soluzione più lineare per chi arriva in treno o dorme vicino alla stazione.
Le altre linee
Il 53, il 982 e il 168 completano i collegamenti. Il 16 novembre è un lunedì feriale; per il ritorno serale conviene verificare gli orari sul pianificatore di viaggio dell'azienda dei trasporti romana.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati; nelle sere di concerto le strade del Villaggio Olimpico si riempiono presto.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto che Händel è il compositore del Messiah. Meno spesso si ricorda quanto i suoi oratori siano legati al teatro: Theodora debuttò nel 1750 al Covent Garden Theatre, una sala di spettacolo, non in una chiesa. È una delle ragioni per cui, oggi, i registi portano volentieri questi lavori in scena, da Glyndebourne a Salisburgo fino alla Royal Opera House, che ha riportato Theodora sul proprio palcoscenico nel 2022 per la prima volta dal 1750.
Altro fatto poco citato: il libretto di Theodora nasce da un libro di Robert Boyle, scienziato e teologo di primo piano nell'Inghilterra del Seicento. Il racconto del martirio di Theodora e di Didimo, pubblicato nel 1687, arrivò a Händel attraverso l'amico Thomas Morell, che vi aggiunse spunti dalla tragedia di Corneille.
E ancora: il libretto originale prevedeva una scena in cui Settimio si convertiva a sua volta al cristianesimo, stampata ma mai messa in musica da Händel.
La foto giusta da fare a Theodora di Händel con Christophe Rousset a Santa Cecilia — 16 novembre 2026
La foto giusta a un concerto di Santa Cecilia non si fa durante l'esecuzione: un oratorio vive di silenzi, e uno schermo acceso in sala disturba chi canta e chi ascolta. Il momento è l'applauso finale, con il coro in piedi, i solisti al proscenio e Rousset che indica l'orchestra.
Prima del concerto, la foto da fare è l'Auditorium illuminato, con i tre grandi volumi rivestiti di piombo che Renzo Piano ha disposto intorno alla cavea. Al buio di novembre, alle 19:30, le luci del foyer e della cavea disegnano bene le forme degli edifici.
Chi arriva presto può cercare un dettaglio meno scontato: dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori, un'immagine che accosta antico e contemporaneo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana costruita nel III secolo avanti Cristo sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo; la scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due delle tre sale. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione: nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico; nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, la stessa di questo concerto; il 21 dicembre 2002 fu inaugurato il resto del complesso. Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia; nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone.
Per l'opera in programma, le date che contano sono queste: 1687, il libro di Robert Boyle; giugno e luglio 1749, la composizione; 16 marzo 1750, la prima al Covent Garden; 1755, l'unica ripresa; 1996, lo spettacolo di Glyndebourne; 2009, Salisburgo; 2022, la Royal Opera House; 16 novembre 2026, la Sala Sinopoli.
Chi è passato da Theodora di Händel con Christophe Rousset a Santa Cecilia — 16 novembre 2026
La Sala Sinopoli ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Alla sua apertura, nel 2002, il compositore Goffredo Petrassi volle essere presente e ascoltò la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome. Da allora sulle tavole della Sinopoli sono passati i grandi nomi della musica da camera e del barocco ospiti dell'Accademia.
La storia esecutiva di Theodora ha a sua volta una galleria di interpreti illustri. Alla prima del 1750 cantarono Giulia Frasi, Gaetano Guadagni, Thomas Lowe, Henry Reinhold e Caterina Galli. Nel Novecento l'oratorio è stato inciso da Nikolaus Harnoncourt, Nicholas McGegan, Paul McCreesh e William Christie; a Glyndebourne, nel 1996, cantarono Dawn Upshaw, David Daniels e Lorraine Hunt Lieberson; nel 2021 Maxim Emelyanychev lo ha registrato con Lisette Oropesa, Joyce DiDonato e Michael Spyres.
Il 16 novembre tocca a Christophe Rousset, al Monteverdi Choir, agli English Baroque Soloists e a un cast guidato da Marie Lys, Alice Coote e Iestyn Davies. Nella stessa stagione l'Accademia ospita, fra gli altri, Evgeny Kissin e András Schiff e Kirill Petrenko.
Theodora nella stagione 2026/2027 dell'Accademia
Theodora fa parte della stagione di concerti 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che si apre in autunno e prosegue fino a giugno 2027, con orchestra, coro, musica da camera e ospiti internazionali.
Il calendario di novembre
Nelle stesse settimane il calendario dell'Accademia prevede, fra gli altri, il recital di Kissin e Schiff il 9 novembre, i concerti diretti da Kirill Petrenko, il Quatuor Ebène con il ciclo dei quartetti di Beethoven il 18 novembre e il duo Sol Gabetta e Bertrand Chamayou il 25.
La panoramica
Il programma completo della stagione è raccontato nella scheda dedicata alla stagione 2026/2027 di Santa Cecilia.
Accessibilità e bambini
Per esigenze di accessibilità nella Sala Sinopoli conviene contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia all'infoline 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it, per scegliere il posto più adatto e conoscere il percorso d'accesso.
Persone con mobilità ridotta
Arrivare con buon anticipo permette di chiedere al personale di sala il percorso migliore prima che si formi la coda all'ingresso.
Con i ragazzi
Un oratorio barocco in inglese, in tre atti, alle 20 di un lunedì, è una serata impegnativa per i bambini. Per un ragazzo che studia canto o musica antica, invece, ascoltare il Monteverdi Choir dal vivo è un'occasione rara. Le agevolazioni per i giovani sono pubblicate dall'Accademia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium sorge fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma moderna in cui l'architettura contemporanea dialoga con il verde.
Il MAXXI
Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio e a piazza del Popolo, dove comincia Villa Borghese: una passeggiata al Pincio nel pomeriggio e il tram verso l'Auditorium è un modo riposante di arrivare.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva direttamente dal lavoro.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere. Di lunedì conviene prenotare per le 18:30 e cenare prima del concerto, invece di sperare in una cucina aperta dopo le 22:30.
Ponte Milvio
Chi preferisce cenare dopo il concerto trova l'offerta più ampia nella zona di Ponte Milvio, a pochi minuti, dove diversi locali restano aperti fino a tardi.
Metà novembre a Roma
Metà novembre è il cuore della stagione concertistica romana, con l'Accademia nel pieno della programmazione e le sale piene di pubblico cittadino. Il 16 novembre è un lunedì: chi viene da fuori può dedicare il giorno alla città, visitare il MAXXI o Villa Borghese nel pomeriggio e chiudere la giornata con Händel. A novembre la sera è fresca e spesso umida: all'uscita dall'Auditorium, verso le 23, serve un cappotto.
Domande frequenti su Theodora a Santa Cecilia
Quando si esegue Theodora di Händel a Santa Cecilia?
Theodora di Händel si esegue all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia lunedì 16 novembre 2026 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30.
Quanto costano i biglietti per Theodora a Santa Cecilia?
I biglietti per Theodora a Santa Cecilia costano da 28 a 52 euro, secondo la pagina ufficiale del concerto. Si comprano sul circuito autorizzato indicato dall'Accademia e ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6.
Chi dirige Theodora a Roma?
A dirigere Theodora a Santa Cecilia è Christophe Rousset, clavicembalista e direttore francese fondatore di Les Talens Lyriques, alla testa del Monteverdi Choir e degli English Baroque Soloists.
Chi canta in Theodora a Santa Cecilia?
Nel cast di Theodora a Santa Cecilia ci sono Marie Lys nel ruolo del titolo, Alice Coote come Irene, Iestyn Davies come Didimo, Guy Cutting come Settimio, John Chest come Valente e Jonathan Hanley come Messaggero.
In che lingua si canta Theodora?
Theodora si canta in inglese, sul libretto di Thomas Morell: è un oratorio drammatico in tre atti eseguito per la prima volta a Londra nel 1750. Conoscere la trama prima del concerto aiuta a seguire l'azione.
Si può entrare in ritardo ai concerti di Santa Cecilia?
I concerti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia iniziano con puntualità e chi arriva in ritardo non può accedere alla sala fino al primo momento utile. Per Theodora conviene arrivare almeno mezz'ora prima delle 20.
Il consiglio finale su Theodora a Santa Cecilia
A nostro giudizio la Theodora del 16 novembre è uno degli appuntamenti barocchi più importanti dell'autunno romano: il capolavoro che Händel amava più di tutti, affidato a un coro leggendario, a un'orchestra su strumenti d'epoca e a uno dei direttori più rigorosi del repertorio. Il consiglio è leggere la trama, ascoltare Angels, ever bright and fair e il coro del secondo atto, arrivare con largo anticipo e lasciarsi portare, per tre atti, dentro una tragedia che la Londra del 1750 non capì.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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