Giacomo Ancillotto + Roberto Fega — Via Ettore Giovenale, 16 — 4 ottobre 2026
Giacomo Ancillotto e Roberto Fega suonano domenica 4 ottobre 2026 da Zazie nel metrò, il locale di via Ettore Giovenale 16, al Pigneto, dove tornano le domeniche sperimentali: il duo sonorizza dal vivo i film d'animazione dei fratelli Quay. Il calendario della rivista Zero indica l'inizio alle 19 e l'ingresso libero; conviene comunque controllare l'orario sui canali ufficiali del locale il giorno stesso, perché l'organizzazione avverte che il programma può subire variazioni. Si arriva con la metro C, fermata Pigneto, e da lì in pochi minuti a piedi; su via Prenestina passano i tram 5, 14 e 19, sulla Casilina la ferrovia Termini Centocelle ferma a Ponte Casilino. Non c'è biglietto da comprare: si entra, si prende qualcosa al bancone e si ascolta.
Ancillotto e Fega da Zazie: data, ora, ingresso
Il concerto di Giacomo Ancillotto e Roberto Fega è in programma domenica 4 ottobre 2026 da Zazie nel metrò, in via Ettore Giovenale 16, con inizio alle 19 secondo il calendario di Zero e ingresso libero.
Quando
Domenica 4 ottobre 2026, in prima serata. L'orario delle 19 fa di questo appuntamento una cosa rara nella Roma della musica di ricerca, dove i concerti cominciano quasi sempre dopo le 22: si esce da Zazie in tempo per cenare, e il lunedì mattina non pesa.
Dove
Zazie nel metrò è in via Ettore Giovenale 16, nel Pigneto, Municipio V. La via corre a nord dell'isola pedonale, nel reticolo di strade fra via del Pigneto e via Prenestina, a pochi passi da via Romanello da Forlì.
Quanto costa
L'ingresso è libero. La consuetudine dei locali che ospitano musica senza biglietto è semplice: si consuma al bancone, e chi ha apprezzato lo dimostra così. Per chi arriva da fuori Roma vale la pena ricordarlo.
Che cosa si vede e si ascolta
La descrizione ufficiale è di una riga: Ancillotto e Fega sonorizzano i film dei Quay Brothers. Quali film, in che ordine e per quanto tempo non è pubblicato. È il genere di serata in cui la scaletta si decide nella stanza, e questo fa parte del gioco.
Le domeniche sperimentali di Zazie
Le domeniche sperimentali di Zazie sono una rassegna di musica di ricerca che il locale di via Ettore Giovenale ospita da diverse stagioni: il 4 ottobre 2026 ne segna il ritorno, con Ancillotto e Fega.
Una rassegna costruita intorno a Fega
Scorrendo i calendari del quartiere, il nome di Roberto Fega torna di continuo nelle domeniche di Zazie: in solo, in duo con Domenico Velluci, con Cristian Maddalena, con il batterista Stefano Costanzo, con il sassofonista Federico Pascucci in un progetto dal titolo Balkan meet Electroacoustic. Una delle edizioni si chiamava Zazie appelle l'expérimentation, con un gioco di parole francese che al nome del locale si addice.
Il formato del duo
La formula è quasi sempre la stessa: Fega con i suoi campionatori e i fiati, e un secondo musicista che cambia di volta in volta. Il risultato è una serie di incontri, mai due uguali. Il 4 ottobre il compagno è un chitarrista, e la serata ha in più un elemento visivo: i film dei fratelli Quay.
Ancillotto a Zazie
Per Giacomo Ancillotto non è una prima volta nel locale: da Zazie ha già suonato con il trio Match, insieme a Giuliano Ferrari e alla contrabbassista Federica Michisanti. La sua chitarra è di casa nella piccola sala.
Perché la domenica
Sulla scelta del giorno non ci sono dubbi: la domenica sera è il momento migliore per questa musica. Il quartiere è più calmo, il pubblico è venuto apposta, e chi ascolta non ha fretta di passare al locale successivo. Il sabato sera, al Pigneto, una musica fatta di silenzi farebbe più fatica.
I fratelli Quay, il cinema che Ancillotto e Fega sonorizzano
I fratelli Quay sono Stephen e Timothy Quay, gemelli identici nati il 17 giugno 1947 a Norristown, in Pennsylvania, animatori in stop motion che vivono e lavorano in Inghilterra dal 1969.
Da Filadelfia a Londra
Timothy studia illustrazione e Stephen cinema al Philadelphia College of Art; nel 1969 i due si trasferiscono in Inghilterra per frequentare il Royal College of Art di Londra. I primi cortometraggi girati lì non esistono più: le sole copie si sono danneggiate in modo irreparabile. Dopo un periodo nei Paesi Bassi negli anni Settanta tornano a Londra e incontrano Keith Griffiths, altro studente del Royal College, che produrrà tutti i loro film. Nel 1980 i tre fondano i Koninck Studios.
Street of Crocodiles
Il loro film più noto è Street of Crocodiles, del 1986, tratto dal racconto omonimo dello scrittore polacco Bruno Schulz. Fu candidato alla Palma d'oro a Cannes, e anni dopo Terry Gilliam lo mise fra i dieci migliori film d'animazione di sempre. Roberto Fega lo conosce bene: fra le sue sonorizzazioni dal vivo ha già portato in scena proprio Street of Crocodiles.
Pupazzi smontati e nessuna parola
I film dei Quay sono popolati di pupazzi costruiti con pezzi di bambole e materiali di recupero, spesso smontati a metà, in ambienti bui e polverosi. Quasi nessuno ha dialoghi parlati: tutto il peso del racconto è affidato alla musica, spesso scritta per loro dal compositore polacco Leszek Jankowski. È la ragione per cui questi film si prestano così bene a essere risuonati dal vivo: il vuoto sonoro è previsto, anzi voluto.
Le influenze
Nel loro cinema confluiscono gli animatori polacchi Walerian Borowczyk e Jan Lenica, gli scrittori Franz Kafka, Bruno Schulz e Robert Walser, i compositori Leoš Janáček e Zdeněk Liška. Al ceco Jan Švankmajer hanno dedicato un film, The Cabinet of Jan Svankmajer, ma lo scoprirono tardi, nel 1983, quando il loro stile era già formato. Anche Švankmajer è un nome che torna nella storia di Fega, che ha sonorizzato dal vivo la sua Alice.
Dal cortometraggio al lungometraggio
Accanto ai cortometraggi, i Quay hanno girato lungometraggi dal vero: Institute Benjamenta (1995), da Robert Walser, e The Piano Tuner of Earthquakes (2005). Nel 2024 è uscito Sanatorium Under the Sign of the Hourglass, di nuovo da Schulz. The Comb ha vinto il Grand Prix di Oberhausen nel 1990.
Dai video musicali al MoMA: il mondo dei Quay
La carriera dei fratelli Quay va molto oltre il cortometraggio d'autore: hanno animato sequenze per videoclip celebri, disegnato scene per l'opera e il teatro, e nel 2012 il Museum of Modern Art di New York ha dedicato loro una grande retrospettiva.
Sledgehammer e gli altri video
Nel 1986 lavorarono come animatori a Sledgehammer di Peter Gabriel, un video diretto da Stephen R. Johnson. Hanno firmato video per His Name Is Alive, Michael Penn, 16 Horsepower e Sparklehorse. Il loro stile è stato imitato al punto che molti hanno attribuito a loro i video dei Tool, che invece sono opera di Fred Stuhr e del chitarrista Adam Jones.
Il teatro e l'opera
Dal 1988 disegnano scene e proiezioni per il teatro, l'opera e la danza: per il regista Richard Jones hanno lavorato all'Amore delle tre melarance di Prokof'ev e alla Mazeppa di Čajkovskij. Per Le sedie di Ionesco, messo in scena da Simon McBurney, hanno vinto il Drama Desk Award del 1998. Nel 2016 hanno firmato le scene di Theatre of the World di Louis Andriessen.
Christopher Nolan
Fra gli ammiratori dichiarati dei Quay c'è Christopher Nolan, che li scoprì da ragazzo nelle programmazioni notturne di Channel 4. Nel 2015 ha curato una tournée di copie restaurate in 35 millimetri di In Absentia, The Comb e Street of Crocodiles, e ha girato come omaggio un breve documentario, Quay.
Il MoMA
Dal 12 agosto 2012 al 7 gennaio 2013 il MoMA ha ospitato Quay Brothers: On Deciphering the Pharmacist's Prescription for Lip-Reading Puppets, una retrospettiva dell'intera carriera, con molto materiale mai mostrato prima. Vederli proiettati in un locale del Pigneto, con due musicisti al posto della colonna sonora, è un modo di incontrarli che a New York non era previsto.
Chi è Roberto Fega: biografia
Roberto Fega è un musicista nato a Formia nel 1965, che suona sassofono tenore e soprano, clarinetto basso e campionatori, e lavora da decenni fra jazz, improvvisazione radicale, elettroacustica e musica di strada.
Prima l'elettronica, poi i fiati
In un'intervista del 2020 a The New Noise, Fega racconta di aver cominciato con l'elettronica, un sintetizzatore Korg MS20 e il Casio SK1, uno dei primi campionatori economici. Il sassofono e il clarinetto arrivano dopo, per il fascino del polistrumentismo e del suono dei Tuxedomoon. Con il tempo le due anime si separano: l'elettronica per la ricerca e l'improvvisazione radicale, il sassofono per la musica di strada.
Cervello a Sonagli e il Circa
Decisiva, nel suo racconto, è l'esperienza decennale con il collettivo romano Cervello a Sonagli e con quello nazionale del Circa, entrambi dedicati a diffondere musiche eterodosse con concerti, laboratori e trasmissioni radiofoniche. In quegli anni frequenta i laboratori di improvvisazione di Tim Hodgkinson, degli Henry Cow, e quelli di composizione di Amy Denio e Jessica Lurie.
Taxonomy e gli altri gruppi
Fega ha fatto parte dei gruppi Iato, Ixem, Circ.a e Circuiterie. Con Elio Martusciello e l'argentino Graziano Lella ha formato il trio di improvvisazione elettroacustica Taxonomy, che ha pubblicato due cd per la canadese Ambiances Magnétiques, un'etichetta di riferimento per la musica di ricerca.
La Titubanda
L'altra metà della sua vita musicale è la Titubanda, banda di strada romana aperta a tutti e dichiaratamente politica, con un repertorio che va dalla musica sudamericana a quella dell'Est europeo, dall'Egitto all'India, fino a Sun Ra e all'Art Ensemble of Chicago. La banda fa parte dell'Internazionale Fanfare Activiste, una rete di fanfare europee e d'oltreoceano. Per Fega suonare per strada nei quartieri dimenticati è già un gesto politico.
I dischi
Fra i suoi lavori ci sono Daily Vision, il doppio Folk! e Echoes From The Planet, uscito nel 2019 per l'etichetta Setola di Maiale e salutato dalla critica specializzata fra i dischi migliori di quell'anno: una sorta di giornale sonoro fatto di voci campionate, groove irregolari e temi di attualità, dalle migrazioni alla crisi climatica. Un brano mette in relazione due date, il disastro di Marcinelle del 1956 e il naufragio nel Canale di Sicilia del 18 aprile 2015.
Le sonorizzazioni dal vivo
Dal vivo Fega preferisce non riproporre i dischi. I suoi concerti sono sonorizzazioni di film, come Alice di Jan Švankmajer, Arzak Rhapsody di Moebius e appunto Street of Crocodiles dei Quay, oppure concerti costruiti su un concetto. I suoni nati per il palco vengono poi riusati in studio, in un riciclo continuo. Fra i musicisti che sente vicini cita Bob Ostertag, con cui ha suonato a Napoli, Heiner Goebbels e soprattutto Robert Wyatt.
Chi è Giacomo Ancillotto: biografia
Giacomo Ancillotto è un chitarrista romano, attivo in disco dal 2010, fra i più presenti nella scena del jazz e dell'improvvisazione della capitale: ha registrato Tribe con Enrico Rava per ECM e nel 2025 ha pubblicato il primo album a suo nome, Descansate Niño.
Luz, Sudoku Killer e Rava
Il suo percorso passa per i Luz, gruppo con cui ha girato l'Europa per anni insieme al contrabbassista salentino Igor Legari, per i Sudoku Killer, e per le sessioni di Tribe, il disco di Enrico Rava per l'etichetta tedesca ECM. Più di recente ha suonato nei progetti di Simone Alessandrini, Marco Cerri Ciommei e Maria Pia De Vito.
Franco Ferguson al Fanfulla
Per dodici anni Ancillotto è stato parte attiva del collettivo di improvvisazione Franco Ferguson & Improring, che ogni mese chiamava sul palco del Fanfulla, al Pigneto, musicisti da tutta Italia senza distinzione di genere. Prima di loro se ne occupava il collettivo Iato, oggi lo fa Åltera. Il filo che lega i due musicisti della serata passa anche da qui: Iato è uno dei gruppi del curriculum di Fega.
Descansate Niño
Descansate Niño è un album in trio con Alessandra D'Alessandro e Marco Zenini, uscito per Folderol, etichetta che dal 2018 documenta la musica sperimentale romana. Il titolo viene da Alle prese con una verde milonga di Paolo Conte, ascoltata in macchina lungo la via Aurelia. Dentro ci sono jazz, improvvisazione, attitudine punk, accenni di elettronica e omaggi alla canzone romana: Sinnò me moro di Carlo Rustichelli, resa celebre da Gabriella Ferri, e Se telefonando di Ennio Morricone.
Chitarre costruite in giardino
Nell'intervista concessa a Zero nel febbraio 2025 Ancillotto racconta che durante il lockdown si è costruito da sé, in giardino e con l'aiuto di Massimiliano Rasori, le chitarre che si ascoltano nel disco, registrato senza cuffie né divisori al Jambona Lab di Livorno. Annunciava anche un disco successivo tutto costruito sulla chitarra acustica, più sperimentale.
Il Pigneto secondo Ancillotto
Ancillotto vive a Valle Aurelia, ex quartiere operaio delle fornaci, ma considera il Pigneto l'unico quartiere di Roma che produca cultura in modo costante. Suonare da Zazie, per lui, è giocare in casa.
Chitarra ed elettronica: che cosa aspettarsi dal duo
Il duo Ancillotto e Fega mette insieme una chitarra, spesso trattata con l'elettronica, e un musicista che alterna fiati e campionatori: davanti allo schermo con i film dei Quay, il suono diventa la colonna sonora improvvisata di un cinema senza parole.
Due modi di intendere l'improvvisazione
Ancillotto ama preparare l'improvvisazione, costruire recinti dentro cui lasciare accadere l'imprevisto. Fega compone per strati e usa suoni già registrati come strumenti di un'orchestra personale. È un incontro fra due metodi, e la sonorizzazione di un film offre a entrambi una struttura: il montaggio dei Quay detta i tempi.
La chitarra come orchestra
Ancillotto cita volentieri la definizione di Segovia della chitarra come orchestra da gamba: uno strumento armonico, capace di sovrapporre linee come un pianoforte, e insieme un controller per pilotare suoni elettronici. Da Zazie è probabile sentirla in entrambe le vesti.
Zazie nel metrò, il locale di via Ettore Giovenale
Zazie nel metrò è un bar con musica al civico 16 di via Ettore Giovenale, al Pigneto, che affianca alla vita di quartiere una programmazione di concerti, spesso di jazz e musica di ricerca, fra cui le domeniche sperimentali.
Il nome
Il nome viene da Zazie nel metrò, il romanzo di Raymond Queneau del 1959 da cui Louis Malle trasse l'anno dopo il film omonimo: la storia di una ragazzina di provincia che arriva a Parigi con un solo desiderio, prendere la metropolitana, e la trova chiusa per sciopero. Per un locale che dal 2015 ha la metro C a poche centinaia di metri, il nome ha acquistato col tempo un'ironia in più.
Una sala piccola
Zazie è uno spazio raccolto, con il pubblico a pochi passi dai musicisti. Per una sonorizzazione conta dove sarà montato lo schermo: arrivare con qualche minuto di anticipo permette di scegliere un posto da cui vedere bene le immagini e le mani dei musicisti insieme.
Intorno a Zazie: via Giovenale e via Romanello da Forlì
Via Ettore Giovenale e la parallela via Romanello da Forlì formano, a nord dell'isola pedonale, una delle zone più dense del Pigneto per musica, cinema e librerie indipendenti.
Radiation Records e i vicini
A un centinaio di metri da Zazie, al civico 14 di via Romanello da Forlì, c'è Radiation Records, negozio di dischi; poco più in là Realismo Magico al civico 11 e Studio Quipu al 24. In via Ettore Giovenale, al civico 43, Mercurio Pigneto.
Il Cineclub Alphaville
Al civico 30 di via Romanello da Forlì ha sede dal dicembre 2022 il Cineclub Alphaville, associazione nata nel 2001 da cinque amici, che oggi unisce un negozio per cinefili, con poster e dvd, a una piccolissima sala di proiezione. Chi viene per il cinema dei Quay trova qui un vicino di casa affine.
Metro Core
Poco distante, in via Guglielmo Albimonte 18c, è il circolo Arci Metro Core, dove si fanno jazz, teatro, danza e arte figurativa. La sera del 4 ottobre, al Pigneto, la musica improvvisata ha più di un indirizzo.
Il Pigneto, quartiere della musica di ricerca
Il Pigneto è un quartiere del Municipio V, fra via Prenestina e via Casilina, a est di Porta Maggiore, che negli ultimi vent'anni è diventato uno dei centri della musica indipendente e improvvisata romana.
Da campagna a quartiere
Fino all'Ottocento la zona fuori Porta Maggiore era fatta di orti e vigne; il nome viene da una fila di pini lungo il muro di una villa settecentesca. Le prime case arrivano dopo il 1870, e il Novecento porta le fabbriche lungo la Prenestina e la Casilina, dalla Pantanella alla fabbrica di viscosa dell'ex SNIA.
Il quartiere del cinema
Il Pigneto è entrato nella storia del cinema italiano: Pier Paolo Pasolini vi girò Accattone nel 1961, e Roberto Rossellini vi ambientò scene di Roma città aperta. Proiettare qui i film dei Quay, con la loro Europa centrale di fantasmi e manichini, ha un che di naturale.
I collettivi
Dal circolo di via Fanfulla da Lodi ai collettivi Iato, Franco Ferguson e Åltera, il Pigneto ha dato casa per anni alla scena dell'improvvisazione romana. Nel 2011 la rivista Blow Up battezzò Borgata Boredom il giro di gruppi underground che suonavano a Fanfulla 101.
L'isola pedonale
Dal 2015 via del Pigneto è pedonale nel suo tratto centrale, e il quartiere è diventato una delle mete serali della città. La domenica alle 19, prima che si riempia, è il momento giusto per attraversarlo.
Come arrivare da Zazie nel metrò
Zazie nel metrò si raggiunge con la metro C, fermata Pigneto: dalla stazione, all'incrocio con via del Pigneto, si cammina pochi minuti verso nord fino a via Ettore Giovenale.
Metro C
La fermata Pigneto è la più comoda. La linea C incrocia la A a San Giovanni: da Termini si prende la A fino a San Giovanni e si cambia. Poco più a est c'è anche la fermata Malatesta.
Tram e bus
Su via Prenestina corrono i tram 5, 14 e 19, che collegano il quartiere a Porta Maggiore e alla zona di Termini. Nella zona passano anche i bus 81 e 412. Sulla Casilina la ferrovia Termini Centocelle ferma a Ponte Casilino.
In auto
La domenica il parcheggio è meno difficile che il sabato, ma le strade del Pigneto restano strette e affollate di residenti. Il consiglio non cambia: mezzi pubblici, bicicletta o taxi.
Il ritorno
Con un inizio alle 19 il ritorno non è un problema: a fine concerto la metro C e i tram sono ancora in servizio regolare. È uno dei vantaggi più concreti di questa rassegna.
Come organizzare la domenica
La domenica di Ancillotto e Fega si organizza bene in tre tempi: pomeriggio a piedi fra Porta Maggiore e il Pigneto, concerto da Zazie alle 19, cena nel quartiere subito dopo.
Il pomeriggio
Chi ha tempo parte da Porta Maggiore, con gli archi degli acquedotti Claudio e Aniene Nuovo e il sepolcro del fornaio Eurisace, e risale verso il Pigneto. In mezz'ora si passa dalla Roma imperiale a quella delle borgate.
La sera
Il concerto è il centro della giornata. Arrivate qualche minuto prima delle 19, ordinate al bancone e prendete posto con lo schermo davanti. Poi cena: la domenica, dopo le 20:30, al Pigneto si trova tavolo più facilmente che nel fine settimana pieno.
Con un gruppo
Una sala piccola non regge gruppi numerosi. Per un gruppo organizzato conviene dividersi, o contattare prima il locale. Per serate su misura nei luoghi della musica romana, Tour Leader Pro costruisce percorsi privati.
Accessibilità, bambini e pubblico
La sonorizzazione dei film dei Quay da Zazie nel metrò è una serata per un pubblico adulto o per ragazzi abituati al cinema d'autore: l'orario è comodo, ma le immagini sono cupe e inquietanti.
Accessibilità
Il locale non pubblica informazioni dettagliate sull'accessibilità. Chi ha difficoltà motorie farebbe bene a contattare Zazie attraverso i suoi canali ufficiali prima della serata, per sapere com'è l'ingresso e come è organizzata la sala.
Con i ragazzi
I film dei Quay non sono cartoni animati: pupazzi smontati, stanze buie, meccanismi misteriosi. Un adolescente curioso può restarne affascinato; un bambino piccolo può spaventarsi. Il giudizio spetta ai genitori, ma è adatto soprattutto a ragazzi che hanno già visto qualcosa di simile.
Dove mangiare al Pigneto dopo il concerto
Il Pigneto è uno dei quartieri romani con più scelta per mangiare la sera, e da via Ettore Giovenale l'isola pedonale di via del Pigneto è a pochi minuti a piedi.
L'isola pedonale
Lungo via del Pigneto e nelle traverse si trovano trattorie romane, pizzerie, osterie, bistrot e cucine di molti paesi, riflesso di un quartiere multietnico. La domenica sera l'atmosfera è più tranquilla del sabato.
Intorno a Zazie
Le vie intorno al locale, fra via Romanello da Forlì e via Albimonte, hanno bar, caffetterie e piccoli locali: per un aperitivo prima delle 19 non serve allontanarsi.
Il consiglio pratico
Se volete una trattoria precisa, prenotate per le 20:30. Se vi basta un trancio di pizza, il Pigneto ne offre in abbondanza, anche la domenica.
Cosa vedere nei dintorni del Pigneto
Il Pigneto è a pochi minuti da monumenti poco frequentati dai turisti e molto interessanti, da abbinare al concerto nel pomeriggio.
Porta Maggiore e la basilica sotterranea
Oltre a Porta Maggiore, sotto la ferrovia c'è la basilica sotterranea di Porta Maggiore, aperta su prenotazione: un ambiente misterioso che ai fratelli Quay piacerebbe.
L'ex SNIA e il suo lago
Sulla Prenestina si trova l'area dell'ex SNIA, la fabbrica di viscosa attiva dal 1923 al 1954, con il suo lago, nato per caso durante i lavori di un cantiere.
Il Fanfulla e il Mandrione
A pochi isolati c'è il Fanfulla 5/a, il circolo Arci dove è cresciuta la scena dell'improvvisazione. Più a sud, il Mandrione porta verso il Parco degli Acquedotti.
Ottobre a Roma, la stagione della musica di ricerca
Ottobre è il mese in cui a Roma riprendono le rassegne al chiuso, e il 4 ottobre 2026 la sola domenica del Pigneto mette in fila più appuntamenti di musica improvvisata.
Una domenica piena
Lo stesso 4 ottobre, alle 21, il sassofonista Cosimo Fiaschi, il contrabbassista Gabriele Pagliano e il percussionista Thomas Canna presentano il loro nuovo trio di musica improvvisata nel quartiere. Chi vuole fare una domenica intera di ascolto può mettere in fila le due serate.
Una curiosità su Giacomo Ancillotto + Roberto Fega — Via Ettore Giovenale, 16 — 4 ottobre 2026
La curiosità più bella della serata è un incrocio di cognomi e di storie. Roberto Fega ha fatto parte del gruppo Iato; Giacomo Ancillotto, raccontando la scena romana dell'improvvisazione, cita proprio il collettivo Iato come quello che, prima del suo Franco Ferguson, si prendeva cura di queste musiche sul palco del Fanfulla. Due generazioni della stessa scena, a pochi isolati di distanza, si ritrovano ora sullo stesso palco.
La seconda curiosità riguarda i Quay. I due gemelli prima di diventare registi erano illustratori di professione: disegnarono le tavole della prima edizione di un romanzo di Anthony Burgess e, nel 1973, la copertina di un libro di conversazioni con Karlheinz Stockhausen. Quasi trent'anni dopo, nel 2000, girarono per la BBC un cortometraggio su un brano dello stesso Stockhausen. Il cerchio fra immagini e musica, nella loro carriera, si chiude spesso.
La terza riguarda Ancillotto: il suo disco d'esordio, Descansate Niño, prende il titolo da un verso di Paolo Conte, e contiene un brano intitolato a un collega, il contrabbassista Igor Legari, costruito sulle note che il musicista suona per accordare lo strumento prima di ogni concerto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Giacomo Ancillotto + Roberto Fega — Via Ettore Giovenale, 16 — 4 ottobre 2026
Quello che nessuno scrive è che i film dei Quay sono nati per essere ascoltati. Quasi tutti sono privi di dialoghi, e i due registi hanno sempre preferito lavorare su musiche già registrate, costruendo le immagini sul suono. Una sonorizzazione dal vivo capovolge questo metodo: qui la musica nasce dopo le immagini, in tempo reale, e deve inventare un rapporto che nel film originale era già scritto. È una sfida vera, non una colonna sonora di sottofondo.
Seconda cosa che si dice poco: l'orario delle 19 non è un dettaglio. A Roma la musica di ricerca vive quasi sempre dopo le 22, nei circoli Arci, con la tessera e le file del sabato. Una serata a ingresso libero, di domenica, in prima serata, abbassa tutte le barriere: è l'occasione giusta per chi non ha mai ascoltato musica improvvisata e vuole provare senza impegnare una notte intera.
Terzo dettaglio: in una sala piccola la posizione conta più del solito. Mettetevi in modo da vedere insieme lo schermo e le mani dei musicisti. Metà dello spettacolo è capire da dove viene un suono mentre sullo schermo un pupazzo si muove.
Il consiglio che ti do per visitare Giacomo Ancillotto + Roberto Fega — Via Ettore Giovenale, 16 — 4 ottobre 2026
Conviene arrivare con un minimo di preparazione e poi dimenticarla. A casa, nei giorni prima, guardate un solo film dei Quay: Street of Crocodiles è il più famoso e dura una ventina di minuti. Guardatelo una volta con l'audio originale. Poi, da Zazie, ascoltate come due musicisti romani lo rileggono. Il confronto fra le due versioni è metà del piacere.
Secondo consiglio, pratico: arrivate prima delle 19 e prendete qualcosa al bancone. L'ingresso è libero, e in una sala che ospita musica senza biglietto la consumazione è il modo più semplice di sostenere la rassegna. Poi silenziate il telefono: la luce di uno schermo in una stanza buia disturba la proiezione più di qualunque rumore.
Terzo consiglio: dopo il concerto fermatevi qualche minuto. In un locale di quartiere i musicisti restano, e scambiare due parole con loro su quale film hanno scelto e perché è il modo migliore di chiudere la serata. Fega e Ancillotto sono musicisti che parlano volentieri del proprio lavoro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Pigneto è il quartiere di Pasolini, che qui girò Accattone nel 1961. È molto meno citato il fatto che il quartiere ha una lunga tradizione di cinema che non passa dalle grandi sale. A pochi metri da Zazie, in via Romanello da Forlì, il Cineclub Alphaville proietta dal 2001 monografie di maestri, retrospettive di genere e capolavori dimenticati; nei primi anni, raccontano i fondatori, il cinema era itinerante, con schermi portati a spalla da un cortile all'altro, dai giardini delle scuole alle biblioteche di periferia.
La sonorizzazione dei Quay si inserisce in questa tradizione di cinema fatto in piccolo, con passione e pochi mezzi. È un'idea antica: il cinema muto era sempre accompagnato dal vivo, da un pianista o da un'orchestra, e ogni proiezione era diversa dalle altre. I film dei Quay, senza parole, riportano il cinema a quella condizione.
C'è anche un altro fatto noto e poco citato: Christopher Nolan, il regista di Inception, considera i fratelli Quay fra i suoi maestri, e nel 2015 ha dedicato loro un cortometraggio. Chi entra da Zazie per vedere dei film d'animazione sperimentale scopre di essere in buona compagnia.
La foto giusta da fare a Giacomo Ancillotto + Roberto Fega — Via Ettore Giovenale, 16 — 4 ottobre 2026
La foto giusta è quella in controluce: i due musicisti di spalle, in silhouette davanti allo schermo, con un fotogramma dei Quay proiettato sopra. È l'immagine che racconta la serata meglio di qualunque primo piano: il cinema davanti, la musica che lo accompagna. Scattatela senza flash, in un momento di pausa, e senza alzare il telefono sopra le teste di chi è dietro di voi.
La seconda foto è un dettaglio: le mani di Ancillotto sulla chitarra, o il tavolo di Fega con campionatori, cavi e fiati. In un concerto di musica elettroacustica gli strumenti sono spesso più eloquenti dei volti.
La terza si fa fuori, all'uscita: via Ettore Giovenale con le luci della sera, o l'insegna del locale con il nome preso da Queneau. Chi ha tempo nel pomeriggio aggiunga gli archi di Porta Maggiore con il tram che ci passa sotto: la porta d'ingresso del Pigneto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Pigneto è quella di una campagna diventata quartiere operaio e poi quartiere della cultura indipendente. Dopo il 1870, con Roma capitale, nascono i primi insediamenti fuori Porta Maggiore. Fra il 1886 e il 1891 in piazza Caballini viene costruito il primo deposito di omnibus e tram a cavallo fuori dalle Mura Aureliane, che nel 1904 diventa deposito tranviario con l'elettrificazione.
Il Novecento porta le fabbriche: il pastificio Pantanella sulla Casilina, la fabbrica di viscosa sulla Prenestina, attiva dal 1923 al 1954. Durante la seconda guerra mondiale il quartiere, popolare e antifascista, subisce i bombardamenti del 1943 e del 1944. Nel dopoguerra diventa set cinematografico: Rossellini, poi Pasolini con Accattone nel 1961.
Gli ultimi vent'anni sono quelli della musica. Nel 2006 apre in via Fanfulla da Lodi il circolo che diventerà un punto di riferimento della scena indipendente; nel 2011 Blow Up conia l'etichetta Borgata Boredom; nel 2015 via del Pigneto diventa pedonale e la metro C arriva in stazione. Il 21 dicembre 2022 il Cineclub Alphaville inaugura la sua sede in via Romanello da Forlì 30, a due passi da Zazie.
Chi è passato da Giacomo Ancillotto + Roberto Fega — Via Ettore Giovenale, 16 — 4 ottobre 2026
Dalle domeniche sperimentali di Zazie è passata una parte consistente della scena dell'improvvisazione romana. I calendari del quartiere registrano, accanto a Roberto Fega, il batterista Stefano Costanzo, il sassofonista Federico Pascucci, Domenico Velluci e Cristian Maddalena; nel locale ha suonato anche il trio Match di Giuliano Ferrari, Federica Michisanti e dello stesso Giacomo Ancillotto.
Attraverso i due musicisti della serata passano idealmente molti altri nomi. Nella carriera di Ancillotto ci sono Enrico Rava, Maria Pia De Vito, Simone Alessandrini, Igor Legari, Alessandra D'Alessandro e Marco Zenini. In quella di Fega ci sono Elio Martusciello e Graziano Lella del trio Taxonomy, i laboratori di Tim Hodgkinson, Amy Denio e Jessica Lurie, un concerto con Bob Ostertag e le decine di musicisti della Titubanda.
E sullo schermo, il 4 ottobre, passano Stephen e Timothy Quay, con il loro mondo di scrittori e compositori dell'Europa centrale: Bruno Schulz, Robert Walser, Franz Kafka, Leoš Janáček, Leszek Jankowski. È la forza di una serata piccola: in una sala del Pigneto si incontrano la Roma dell'improvvisazione e mezzo secolo di cinema d'animazione europeo.
Domande frequenti su Ancillotto e Fega da Zazie
Quando suonano Giacomo Ancillotto e Roberto Fega a Roma?
Giacomo Ancillotto e Roberto Fega suonano domenica 4 ottobre 2026 da Zazie nel metrò, in via Ettore Giovenale 16, al Pigneto. Il calendario di Zero indica l'inizio alle 19. È il ritorno delle domeniche sperimentali di Zazie; il programma può subire variazioni, quindi conviene controllare i canali ufficiali del locale.
Quanto costa il concerto da Zazie nel metrò?
Il concerto di Ancillotto e Fega da Zazie nel metrò è a ingresso libero. Non ci sono biglietti né prevendite: si entra, si consuma al bancone e si ascolta. In una sala piccola conviene arrivare qualche minuto prima dell'inizio per trovare un buon posto davanti allo schermo.
Che cosa proiettano durante il concerto?
Durante il concerto da Zazie vengono proiettati i film dei fratelli Quay, gemelli americani maestri dell'animazione in stop motion, che Ancillotto e Fega sonorizzano dal vivo. Quali film saranno scelti non è pubblicato; il più noto dei Quay è Street of Crocodiles, del 1986, tratto da Bruno Schulz.
Chi è Roberto Fega?
Roberto Fega è un musicista nato a Formia nel 1965 che suona sassofono, clarinetto basso e campionatori, fra jazz, improvvisazione ed elettroacustica. Ha fatto parte del trio Taxonomy, pubblicato per Ambiances Magnétiques, suona nella banda di strada Titubanda e ha inciso Echoes From The Planet per Setola di Maiale nel 2019.
Chi è Giacomo Ancillotto?
Giacomo Ancillotto è un chitarrista romano attivo in disco dal 2010, con i Luz, i Sudoku Killer e nel disco Tribe di Enrico Rava per ECM. Per dodici anni ha animato il collettivo Franco Ferguson al Fanfulla. Nel 2025 ha pubblicato il primo album a suo nome, Descansate Niño, per Folderol.
Come si arriva da Zazie nel metrò?
Zazie nel metrò si raggiunge con la metro C, fermata Pigneto, a pochi minuti a piedi da via Ettore Giovenale. Su via Prenestina passano i tram 5, 14 e 19; sulla Casilina la ferrovia Termini Centocelle ferma a Ponte Casilino. In auto è sconsigliato per le strade strette del quartiere.
Il concerto è adatto ai bambini?
Il concerto di Ancillotto e Fega ha un orario comodo, ma i film dei fratelli Quay hanno atmosfere cupe, con pupazzi smontati e ambienti bui, e possono spaventare i più piccoli. È più adatto ad adolescenti curiosi e ad adulti che amano il cinema d'autore e la musica sperimentale.
Il consiglio finale sulla domenica di Zazie
Le serate che si ricordano non sono quasi mai le più costose. Una domenica alle 19, in un locale del Pigneto, con ingresso libero, due musicisti di lungo corso e i film di due maestri dell'animazione europea: è difficile chiedere di più a una sera d'autunno. Guardate un film dei Quay a casa, arrivate un po' prima, sedetevi dove vedete schermo e mani, e poi andate a cena sull'isola pedonale a parlarne. È il modo migliore di conoscere la Roma che la musica la fa, invece di consumarla.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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