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Eleonora Strino Trio, Lumithia alla Casa del Jazz — 13 novembre 2026

In breve. La chitarrista Eleonora Strino porta il suo nuovo album Lumithia alla Casa del Jazz di Roma venerdì 13 novembre 2026 alle 19:30, in trio con Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, nella Sala concerti "Armando Trovajoli".

La chitarrista Eleonora Strino porta il suo nuovo album Lumithia alla Casa del Jazz di Roma venerdì 13 novembre 2026 alle 19:30, in trio con Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, nella Sala concerti "Armando Trovajoli". Il concerto è inserito nel Roma Jazz Festival 2026. La Casa del Jazz ha sede in Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma, nella ex Villa Osio, all'interno di un parco pubblico tra le Mura Aureliane e via Cristoforo Colombo. Prezzo ufficiale: biglietto unico 20 euro. I biglietti sono in vendita online tramite il collegamento presente nella scheda dell'evento sul sito della Casa del Jazz e al botteghino, che nei giorni di concerto apre alle 19:00 e chiude 40 minuti dopo l'inizio. Il sito ufficiale indica come mezzi pubblici la metro B (fermata Piramide) e l'autobus 714 (fermata Colombo/Marco Polo), e segnala un parcheggio all'angolo tra via Cristoforo Colombo e Viale di Porta Ardeatina; per calcolare il percorso dalla propria partenza c'è il servizio di pianificazione di ATAC. Contatti della sede: 06 80241281, info@musicaperroma.it.

Eleonora Strino con una chitarra elettrica appoggiata sulla spalla, davanti a un muro chiaro
Foto dal sito ufficiale della Casa del Jazz

Lumithia dal vivo

Lumithia è il disco che Eleonora Strino pubblica nel 2026. La presentazione della Casa del Jazz lo descrive come un lavoro inciso per sola chitarra, molto intimo, costruito come un diario delle emozioni. Il filo che lo attraversa è una ricerca sul mondo femminile, popolata da figure reali e immaginarie: scrittrici, personaggi letterari, rivoluzionarie, persone care.

Il risultato, secondo la stessa presentazione, è un universo fatto di fragilità, ribellione, memoria e identità, in cui la musica traduce direttamente esperienze interiori. È un progetto che sposta il centro dell'attenzione dalla tecnica al racconto personale.

Il titolo

Le fonti ufficiali non spiegano l'origine della parola Lumithia, che non appartiene al vocabolario italiano corrente. In mancanza di una spiegazione dell'autrice, è più corretto lasciare il titolo alla libera interpretazione del pubblico, come accade per molti dischi strumentali.

Dal solo al trio

C'è un elemento che rende il concerto romano particolarmente interessante. Il disco è registrato per chitarra sola, mentre sul palco della Casa del Jazz Eleonora Strino si presenta in trio, con contrabbasso e batteria. Significa che i brani di Lumithia, pensati per un solo strumento, verranno riletti da una formazione più ampia: una trasformazione che nel jazz è normale, ma che in questo caso cambia profondamente il carattere di una musica nata come confessione.

Un diario di ritratti

La presentazione ufficiale non elenca i titoli dei brani né le figure a cui sono dedicati, quindi non è possibile anticipare quali scrittrici o rivoluzionarie compaiano nel diario sonoro. Anche la scaletta del concerto non è pubblicata.

Chi è Eleonora Strino

La Casa del Jazz la presenta come una delle chitarriste più dotate della scena jazz internazionale. Il percorso descritto nella scheda ufficiale parte dall'orchestra di Roberto De Simone, dove ha mosso i primi passi; poi un incontro a Berlino con il contrabbassista Greg Cohen ha aperto la strada alla carriera internazionale.

The Great Guitarists e International Guitars Night

Nel 2022 Eleonora Strino ha partecipato al tour di International Guitars Night, che la scheda della Casa del Jazz definisce il festival itinerante dedicato alla chitarra acustica più importante e longevo, ed è diventata la prima donna a far parte del trio The Great Guitarists. Secondo il sito del Sligo Jazz Project, in quel gruppo ha suonato con Ulf Wakenius e Martin Taylor.

Il primo album da leader

Il primo disco a suo nome è I Got Strings, uscito nel maggio 2023 per Cam Jazz. Il sito del Sligo Jazz Project racconta che fu registrato dal vivo a Berlino nel novembre 2021 con Greg Cohen al contrabbasso e Joey Baron alla batteria. Lumithia, tre anni dopo, segna un cambio netto: dal trio alla solitudine della chitarra sola.

Collaborazioni e riconoscimenti

La stessa fonte cita collaborazioni con il quartetto di Dado Moroni, con il quartetto di Emanuele Cisi in un progetto con l'attore Filippo Timi e con il trio di Greg Cohen. La rivista Jazz Guitar Today le ha dedicato la copertina del numero di febbraio 2020, indicandola tra i giovani talenti più promettenti della scena internazionale.

Musicista, compositrice, docente

La scheda della Casa del Jazz insiste su tre ruoli: musicista, compositrice e docente. L'attività didattica di Eleonora Strino è molto ampia. Secondo il Sligo Jazz Project, ha tenuto seminari e masterclass al Conservatorio di San Salvador in Brasile, all'HEMU di Losanna, al Conservatoire Pierre Cochereau di Nizza, al Conservatorio di Tirana e al Taller de Músics di Barcellona, ed è docente di chitarra jazz al Conservatorio di Cosenza.

Un manuale sul bebop

Nel marzo 2023 ha pubblicato con l'editore Fundamental Changes il libro didattico Bebop Scales for Jazz Guitar, dedicato alle scale del bebop applicate alla chitarra. Per gli studenti di chitarra che vanno al concerto è un dettaglio da ricordare: la stessa musicista che si ascolta in sala è autrice di un metodo usato per studiare il linguaggio del jazz moderno.

La tournée americana

Il 2026, secondo la presentazione ufficiale, è anche l'anno del debutto con una tournée negli Stati Uniti. Il concerto romano arriva quindi in un momento di grande attività, tra la pubblicazione del disco e i concerti oltreoceano.

Il trio: Corini e De Rossi

Al contrabbasso c'è Giulio Corini, alla batteria Zeno De Rossi. La scheda ufficiale non fornisce note biografiche sui due musicisti, che compaiono soltanto nella formazione. Il dato rilevante per l'ascoltatore è la scelta stessa di un trio classico, chitarra, contrabbasso e batteria, la formazione con cui la chitarrista aveva già inciso il suo primo album.

Il trio come dialogo

Nel trio con chitarra la sezione ritmica ha un ruolo particolarmente esposto: non c'è un pianoforte a riempire l'armonia, e il contrabbasso diventa spesso il secondo protagonista. In una sala raccolta come la Trovajoli, questa conversazione a tre si ascolta in ogni dettaglio, dal pizzicato del contrabbasso alle spazzole sulla batteria.

Che cosa aspettarsi

Lumithia è un disco intimo; il concerto in trio sarà verosimilmente più dinamico, con spazi per l'improvvisazione dei tre musicisti. Le pagine ufficiali non indicano se in scaletta ci siano anche brani del primo disco o standard: il dato non è pubblicato, e la sorpresa fa parte del piacere.

Al Roma Jazz Festival 2026

Il concerto fa parte del Roma Jazz Festival 2026, l'edizione numero 50, chiamata Anniversary, in calendario fra il 1 e il 24 novembre sotto il titolo "Rileggere Miles, ripensare il jazz". La serata di Eleonora Strino porta nel festival la voce di una musicista che lavora sul repertorio moderno della chitarra jazz e, con Lumithia, su un racconto in prima persona.

Il weekend del 13 e 14 novembre

Il giorno successivo, sabato 14 novembre, la stessa sala ospita il Nexus Quartet con l'album d'esordio Appunti di viaggio; domenica 15 il parco della Casa del Jazz accoglie Elective Lines con Andrea Colella. Chi vuole vivere la sede per un intero fine settimana trova un programma continuo.

Una chitarra per l'anniversario

In un'edizione dedicata a ripensare il jazz, la presenza di una chitarrista che è stata la prima donna in un trio storico dedicato al suo strumento ha un valore anche simbolico. Il festival dei cinquant'anni tiene insieme così la memoria del jazz e le figure che ne rinnovano il presente.

Come si ascolta un trio con chitarra

Il trio di chitarra, contrabbasso e batteria è una delle formazioni più trasparenti del jazz. Senza un pianoforte, l'armonia è affidata quasi interamente alla chitarra, che deve alternare accordi e linee melodiche; il contrabbasso sostiene e commenta; la batteria dà respiro e colore. Per chi ascolta, il piacere consiste spesso nel seguire come le tre voci si passano il ruolo di protagonista nel corso di un brano.

Il suono della chitarra jazz

Chi è abituato alla chitarra rock potrebbe sorprendersi del timbro. La chitarra jazz tende a un suono pieno e morbido, con poche distorsioni, che mette in primo piano la precisione del fraseggio. È un ascolto che premia l'attenzione ai dettagli: le note di passaggio, le pause, il modo in cui una frase si chiude.

Dall'intimità del disco alla sala

Lumithia nasce come disco per chitarra sola, e alcuni brani potrebbero conservare dal vivo momenti in solo. La scheda ufficiale non lo specifica; ma in un concerto di presentazione di un album pensato per un solo strumento, l'alternanza tra parti in solitudine e parti in trio sarebbe una scelta naturale. In ogni caso, la sala raccolta favorisce un ascolto concentrato.

A chi è adatto il concerto

Il concerto si rivolge innanzitutto agli appassionati di chitarra jazz, per i quali Eleonora Strino è un nome di riferimento anche come docente e autrice di un manuale sul bebop. Gli studenti di conservatorio e di scuole di musica troveranno l'occasione di ascoltare da vicino una musicista che insegna lo strumento in un conservatorio italiano.

Per chi ama la musica d'autore

Il tema di Lumithia, una ricerca sul mondo femminile tra scrittrici, personaggi letterari e rivoluzionarie, avvicina il disco anche a chi ascolta musica d'autore e cerca nella musica strumentale un racconto. Non servono competenze tecniche per seguire un diario emotivo.

Per chi segue il festival

Nel cartellone del Roma Jazz Festival alla Casa del Jazz, il concerto rappresenta la voce più classica, nel senso migliore del termine: un trio acustico guidato da una chitarrista di formazione bebop, tra due serate dedicate a progetti più sperimentali e a giovani formazioni.

Le informazioni utili in breve

Quando

Venerdì 13 novembre 2026, con inizio alle 19:30. Il botteghino apre alle 19:00, l'accesso in sala comincia di norma mezz'ora prima.

Dove

Casa del Jazz, Sala concerti Armando Trovajoli. L'ingresso del complesso è su Viale di Porta Ardeatina, al civico 55, codice postale 00154.

Quanto

Venti euro, prezzo unico per tutti i posti, con le riduzioni previste dal regolamento per le persone con disabilità.

Chi contattare

La Fondazione Musica per Roma risponde alle domande sui biglietti al numero 06 80241281 e alla casella info@musicaperroma.it; per le prenotazioni dei posti accessibili lo stesso numero è attivo tutti i giorni dalle 11 alle 18.

Il novembre della Casa del Jazz

Il calendario della sede per novembre 2026 è particolarmente fitto, e il concerto di Eleonora Strino si inserisce in una sequenza che vale la pena conoscere per programmare altre serate.

Il festival

Il Roma Jazz Festival alla Casa del Jazz si apre domenica 1 novembre alle 18:00 con il duo di Roberto Gatto e Antonello Salis; seguono sabato 7 Atlantidei di Zoe Pia, domenica 8 il trio di Domenico Rizzuto, venerdì 13 Eleonora Strino e sabato 14 il Nexus Quartet. La domenica successiva, 15 novembre alle 18:00, Elective Lines con Andrea Colella suona nel parco.

Fine mese

Il 27 e il 28 novembre la CDJO diretta da Mario Corvini dedica un programma alla musica di Bob Brookmeyer. Domenica 29 la giornata comincia a mezzogiorno con Le frontiere dell'arpa con Lucia Bova, per la rassegna Junctions Beyond Jazz, e prosegue alle 18:00 con il concerto di Beatrice Gatto.

Un consiglio di programmazione

Chi è interessato in particolare alla chitarra e al jazz acustico può abbinare il concerto del 13 a quello del Nexus Quartet del giorno successivo, che presenta una giovane formazione con tromba, pianoforte, contrabbasso e batteria: due modi diversi di intendere il jazz contemporaneo, a ventiquattr'ore di distanza nella stessa sala.

Dopo il concerto

La scheda ufficiale non indica la durata del concerto, quindi l'orario di uscita non si può prevedere con esattezza. Per chi rientra con i mezzi pubblici, è utile controllare prima dell'uscita gli orari serali della metro B e dell'autobus 714 sul servizio di ATAC, perché il venerdì sera le frequenze possono cambiare.

Il ristorante del complesso

Il terzo edificio del complesso ospita un ristorante. Le pagine ufficiali non ne riportano nome, orari e modalità di prenotazione: chi vuole cenare sul posto prima o dopo il concerto deve informarsi direttamente.

Venerdì 13, nessuna superstizione

Una nota leggera: nella tradizione popolare italiana il giorno considerato sfortunato è il venerdì 17, non il 13. Il concerto di Eleonora Strino cade quindi in una data senza cattive reputazioni, almeno da questa parte delle Alpi.

La Casa del Jazz: com'è fatta

La Casa del Jazz è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, che si occupa anche dell'Auditorium Parco della Musica. Il complesso è formato da tre edifici dentro un parco: la villa principale con la sala concerti, un edificio con sale prova e di registrazione e una foresteria per i musicisti, e un terzo edificio che ospita un ristorante. Altre informazioni sono nella nostra pagina sulla Casa del Jazz.

La Sala Trovajoli

La sala concerti, intitolata al pianista e compositore romano Armando Trovajoli, conta circa 150 posti secondo Wikipedia e secondo la descrizione dei luoghi del sito ufficiale, che altrove indica 134 posti: le cifre non coincidono, ma descrivono comunque uno spazio raccolto.

Libri e dischi

Oltre alla sala, l'enciclopedia ricorda che nella villa si trovano una biblioteca e una mediateca aperte al pubblico, insieme a una libreria e a una caffetteria. Per chi arriva in anticipo, sono spazi in cui la sede si mostra come centro di documentazione oltre che come luogo di spettacolo; orari e modalità di accesso vanno verificati con la sede.

Una sala che registra

Il sito ufficiale spiega che la struttura principale dispone di un sistema di registrazione che permette di produrre dischi e documentare gli eventi. La Fondazione Musica per Roma ha anche una propria etichetta discografica, citata nella pagina sulla storia della sede.

Una curiosità sulla Casa del Jazz

Il nome storico del luogo, Villa Osio, viene da un banchiere. Arturo Osio, socio fondatore della Banca Nazionale del Lavoro, rilevò l'area tra il 1936 e il 1939 e vi fece costruire la sua residenza sulle rovine di un casale del Seicento. La villa che oggi ospita i concerti fu quindi pensata come casa di famiglia di uno dei protagonisti della finanza italiana di quegli anni, molto prima di diventare un simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

Il nome che resta

Nelle pagine ufficiali il parco è ancora chiamato "Parco di Casa del Jazz (Villa Osio)". Il nome del primo proprietario sopravvive così accanto a quello della nuova destinazione, mentre quello del proprietario successivo, Enrico Nicoletti, compare solo nei racconti della confisca.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla Casa del Jazz

La Casa del Jazz non è solo una sala da concerti, ma anche un luogo di produzione discografica. Il sito ufficiale descrive un sistema di registrazione nella struttura principale, capace di produrre dischi e di documentare gli eventi. Wikipedia aggiunge che il sistema consente di salvare e diffondere gli eventi in programma.

Che cosa significa per il pubblico

Per chi va a un concerto, questo dettaglio ha una conseguenza curiosa: alcune serate possono essere registrate, e chi è in sala diventa parte dell'ambiente sonoro di un'eventuale incisione. Le pagine dei singoli concerti non dicono quali saranno registrati: il dato non è pubblicato. Vale comunque la regola di sempre, cioè il silenzio durante l'esecuzione.

Il consiglio che ti do per visitare la Casa del Jazz

Il mio consiglio, per un concerto di venerdì sera, è di preferire i mezzi pubblici. L'ora di inizio, le 19:30, coincide con il rientro dal lavoro di molti romani, e la zona di via Cristoforo Colombo è uno degli assi di scorrimento della città. Il sito della sede indica la metro B fino a Piramide e il bus 714: scegliere uno dei due e partire con margine è il modo migliore per arrivare sereni al botteghino, che apre alle 19:00.

Arrivare mezz'ora prima

L'accesso del pubblico alla sala, secondo le domande frequenti, comincia di norma mezz'ora prima del concerto e termina cinque minuti prima dell'inizio. A spettacolo iniziato l'ingresso non è garantito. Per un concerto di chitarra, in cui i primi brani sono spesso i più delicati, entrare in ritardo sarebbe un peccato.

Posti per persone con disabilità

Le persone in sedia a rotelle possono prenotare il proprio posto telefonando allo 06 8024 1281, ogni giorno dalle 11 alle 18. I posti sono limitati e il sito raccomanda di prenotare presto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

La storia della Casa del Jazz come bene confiscato è nota. Si ricorda meno chi la gestì al momento dell'apertura. Wikipedia racconta che all'inaugurazione, nell'aprile 2005, il primo direttore fu Luciano Linzi, mentre l'amministrazione della sede toccò a Palaexpo, l'azienda speciale comunale da cui dipendevano allora anche Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale e Casa del cinema. La Casa del Jazz nacque quindi dentro una rete di istituzioni culturali cittadine, accanto a sedi espositive e cinematografiche.

Oggi con l'Auditorium

Oggi, come precisa il sito ufficiale, la sede è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, cioè dallo stesso ente dell'Auditorium Parco della Musica. È per questo che le riduzioni per le persone con disabilità si ottengono alla biglietteria centrale dell'Auditorium.

La foto giusta da fare alla Casa del Jazz

Il parco disegnato da Pietro Porcinai, architetto del paesaggio nato a Fiesole nel 1910, è il soggetto più sottovalutato del luogo. I viali e il verde che circondano la villa si fotografano bene nelle ore di luce: a metà novembre il tramonto arriva presto, quindi chi vuole una foto del parco deve passare nel pomeriggio, magari prima di un giro tra le mura.

La sera, la villa

Di sera la scelta naturale è la facciata della villa illuminata, vista dal parco. È l'immagine che più somiglia all'idea di una "casa" della musica: un edificio residenziale con le finestre accese, in cui si entra come ospiti. Le riprese in sala durante il concerto vanno evitate per rispetto dei musicisti e del pubblico.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Seicento

Nell'area sorgeva un casale seicentesco, sulle cui rovine fu poi costruita la villa.

1936-1939

Arturo Osio fa costruire la sua residenza su progetto dell'ingegnere Cesare Pascoletti, allievo di Marcello Piacentini; il parco viene disegnato da Pietro Porcinai.

Anni Ottanta

La villa, passata nel frattempo al Vicariato di Roma, viene acquistata da Enrico Nicoletti, che la trasforma con interventi abusivi.

2001

Dopo il sequestro del 14 novembre 1996, il 20 febbraio 2001 arriva la confisca definitiva e il 26 settembre 2001 l'assegnazione al Comune di Roma in base alla legge 109 del 1996.

2005

Ad aprile apre la Casa del Jazz. All'ingresso viene posta una stele realizzata con Libera, con 683 nomi di vittime della mafia dal 1893 al 2005.

2025

A novembre la Prefettura di Roma avvia sondaggi nel parco per cercare i resti del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994: secondo Wikipedia potrebbero esservi stati nascosti all'epoca in cui la villa era di Nicoletti.

Chi è passato dalla Casa del Jazz

Tra le presenze più singolari della sede ci sono i ragazzi della Jazz Campus Orchestra, il progetto in residenza diretto da Massimo Nunzi che, secondo il sito ufficiale, si rivolge a bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni per far nascere in loro l'interesse per il jazz. In una villa che per anni è stata la residenza di un esponente della criminalità romana, oggi studiano musica i più giovani.

I musicisti della foresteria

Il secondo edificio del complesso ospita una foresteria per i musicisti invitati: chi suona alla Casa del Jazz può dunque anche abitarci per qualche giorno. È un dettaglio che rende la sede diversa da un normale teatro, e che spiega in parte il suo nome.

Le orchestre e le rassegne

Accanto alla Jazz Campus Orchestra, il sito cita come orchestra residente la CDJO Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini, che a fine novembre dedica due concerti a Bob Brookmeyer. Nel corso dell'anno passano dalla villa anche le rassegne come Junctions Beyond Jazz, che fino a dicembre porta in sala solisti dell'ensemble PMCE.

Nei dintorni della Casa del Jazz

La sede si trova lungo il tratto meridionale delle Mura Aureliane, in una zona che unisce monumenti antichi e grandi assi di traffico moderni.

Verso Porta San Sebastiano

Seguendo le mura verso est si arriva a Porta San Sebastiano, l'antica Porta Appia, dove ha sede il Museo delle Mura. Da lì comincia l'Appia Antica, raccontata nella nostra pagina sul Parco dell'Appia Antica. La Porta Ardeatina, che dà il nome al viale della Casa del Jazz, si trova proprio tra Porta San Sebastiano e Porta San Paolo.

La Porta Ardeatina da vicino

Prima di entrare al concerto si può dare un'occhiata al varco antico che dà nome al viale. La voce enciclopedica sulla Porta Ardeatina spiega che non aveva torri di difesa e che il problema fu risolto con una sporgenza del muro, una specie di piccolo bastione. Sul lato interno, vicino alla porta, si riconoscono i resti di una tomba inglobata nella cinta: Aureliano, per costruire in fretta e spendere meno, fece inserire nelle mura edifici già esistenti. Già nell'VIII secolo la porta non compare più nelle fonti, segno che fu chiusa molto presto.

San Saba

Nella direzione opposta, sul Piccolo Aventino, la basilica di San Saba è una meta tranquilla per chi ha tempo nel pomeriggio. Gli orari di apertura delle chiese e dei siti vanno sempre verificati prima di partire.

Domande frequenti su Eleonora Strino alla Casa del Jazz

Quando suona Eleonora Strino alla Casa del Jazz?

Il concerto è fissato per venerdì 13 novembre 2026 alle 19:30, in Sala Trovajoli, all'indirizzo di Viale di Porta Ardeatina 55. Il concerto fa parte della 50ª edizione del Roma Jazz Festival, che si svolge dal 1 al 24 novembre. Il botteghino della sede apre alle 19:00 dello stesso giorno.

Quanto costa e dove si compra il biglietto?

Il biglietto è unico e costa 20 euro. Si compra online seguendo il collegamento presente nella scheda dell'evento sul sito della Casa del Jazz, oppure al botteghino nei giorni di spettacolo, dalle 19:00 fino a 40 minuti dopo l'inizio. In una sala di circa 150 posti, durante un festival, l'acquisto anticipato è la soluzione più tranquilla.

Chi suona con Eleonora Strino?

Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, secondo la scheda ufficiale. Si tratta quindi di un trio classico di chitarra, contrabbasso e batteria, la stessa formula con cui la chitarrista aveva inciso nel 2021 a Berlino il suo primo album da leader, I Got Strings, con Greg Cohen e Joey Baron.

Che disco è Lumithia?

È l'album pubblicato da Eleonora Strino nel 2026, inciso per chitarra sola. La Casa del Jazz lo descrive come un diario emotivo dedicato al mondo femminile, con figure reali e immaginarie come scrittrici, personaggi di romanzi, rivoluzionarie e affetti personali. Dal vivo, alla Casa del Jazz, i brani vengono proposti in trio.

Che cos'è The Great Guitarists?

È un trio di chitarristi di cui Eleonora Strino è stata la prima donna a far parte, secondo la scheda ufficiale. Il sito del Sligo Jazz Project ricorda che nel gruppo ha suonato con Ulf Wakenius e Martin Taylor. Nel 2022 ha partecipato anche al tour di International Guitars Night, festival itinerante dedicato alla chitarra acustica.

Come si raggiunge la sede?

Il sito ufficiale indica la metro B con fermata Piramide, l'autobus 714 con fermata Colombo/Marco Polo e un parcheggio vicino alla villa, all'incrocio tra via Cristoforo Colombo e Viale di Porta Ardeatina. Di venerdì sera conviene partire con un buon margine e controllare il percorso sul servizio di pianificazione di ATAC.

Ci sono riduzioni?

La scheda indica un prezzo unico. Le domande frequenti prevedono però riduzioni per le persone con disabilità: chi ha la certificazione della legge 104 paga il 20 per cento in meno e, quando serve, porta con sé gratis un accompagnatore finché ci sono posti; per i non vedenti lo sconto sale alla metà del prezzo. Si ottengono alla biglietteria centrale dell'Auditorium Parco della Musica con documentazione.

Si può arrivare in ritardo?

Le regole della sede prevedono che il pubblico entri in sala da mezz'ora a cinque minuti prima dell'inizio. A concerto iniziato l'accesso non è consentito, salvo decisione diversa dell'organizzazione; in quel caso il personale può indicare un posto diverso da quello acquistato. Per un concerto di chitarra, la puntualità è particolarmente consigliata.

Il consiglio finale su Eleonora Strino Trio

Il concerto del 13 novembre offre l'occasione di ascoltare da vicino una chitarrista che ha costruito una carriera internazionale partendo dall'orchestra di Roberto De Simone e arrivando ai grandi trii di chitarra, e che con Lumithia ha scelto la strada del racconto personale. Prendete il biglietto in anticipo, scegliete la metropolitana o l'autobus per evitare il traffico del venerdì sera, entrate in sala con qualche minuto di margine e ascoltate come un diario scritto per chitarra sola si trasforma, in trio, in una conversazione a tre voci nella sala intitolata ad Armando Trovajoli.

E se il concerto vi lascia la voglia di approfondire, il primo disco I Got Strings e il nuovo Lumithia raccontano due facce della stessa musicista: la chitarrista di trio, a suo agio con una sezione ritmica, e l'autrice che si confronta da sola con il proprio strumento. Ascoltarli entrambi, prima o dopo la serata, aiuta a capire quanto la scelta di riportare in trio un diario per chitarra sola sia una scommessa artistica, e non un semplice adattamento.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Novembre 2026 19:30
IndirizzoCasa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma Ardeatino, Roma, Roma Città