Danzando nel ghiaccio di Paolo Bielli al Giardino Muzzone — dal 20 settembre al 3 ottobre 2026
Danzando nel ghiaccio è la mostra di Paolo Bielli aperta dal 20 settembre al 3 ottobre 2026 a Monteverde Vecchio: disegni realizzati fra il 2015 e il 2025 e rielaborati con spray e graffi, con al centro i pugili, figura chiave del suo lavoro. Il calendario turistico di Roma Capitale colloca la mostra al Giardino Muzzone, il piccolo giardino pubblico di via Fratelli Bandiera, con l'indicazione tutti i giorni alle 12; l'annuncio pubblicato dall'artista indica come sede Storie Contemporanee, lo spazio curato da Anna Cochetti in via Alessandro Poerio 16b, la strada accanto, sempre alle 12 e con ingresso gratuito. Le due indicazioni sono a pochi passi l'una dall'altra: prima di muoversi conviene telefonare allo spazio, al numero 328 8698229, per avere conferma dell'orario di apertura. La zona si raggiunge con il bus 75, che ferma in via Giacinto Carini davanti al Teatro Vascello, oppure con il treno metropolitano da Ostiense alla stazione Quattro Venti. Il testo critico è di Anna Cochetti e Andrea Iezzi.

Danzando nel ghiaccio in breve: date, orari, sede
Danzando nel ghiaccio chiude sabato 3 ottobre 2026; l'ingresso è gratuito.
Date
La mostra è cominciata domenica 20 settembre e resta aperta fino al 3 ottobre 2026. Due settimane in tutto: una durata tipica delle mostre di Storie Contemporanee, che lavora per brevi personali, spesso inaugurate la domenica.
Orari
Il calendario indica tutti i giorni alle 12, un orario che ha l'aria di un appuntamento più che di una fascia di apertura. Nelle mostre passate lo spazio di via Poerio ha ricevuto il pubblico nel tardo pomeriggio, fra le 17.30 o le 18 e le 19.30, e su appuntamento negli altri orari. Per non trovare la porta chiusa, la telefonata allo spazio è il passaggio obbligato.
La sede
Il Giardino Muzzone è un giardino pubblico di quartiere presso via Fratelli Bandiera; Storie Contemporanee è uno spazio privato di ricerca e documentazione, lo Studio Poerio 16/B, in via Alessandro Poerio 16b. Sono entrambi nel cuore residenziale di Monteverde Vecchio, nel Municipio XII, a poche decine di metri di distanza.
Cosa si vede in Danzando nel ghiaccio
In Danzando nel ghiaccio Paolo Bielli espone disegni realizzati fra il 2015 e il 2025, rimasti a lungo in quello che lui chiama un letargo glaciale e oggi rielaborati con spray e graffi.
L'idea di partenza è raccontata dall'artista stesso. I disegni, lasciati per anni fermi, cercano di liberarsi dal ghiaccio che li blocca in pose statuarie. Gli spray e i graffi servono a scalfire gli involucri che li costringono dentro realtà opprimenti, e fra queste Bielli nomina esplicitamente la guerra.
I pugili
I protagonisti sono pugili colti in una danza, potente e insieme delicata. Non è uno scontro convenzionale: è un tentativo ostinato di rompere la superficie del ghiaccio. Ogni colpo, ogni passo sospeso nella materia gelida, è presentato come un gesto creativo e liberatorio, che rompe l'isolamento e rivendica una presenza.
La boxe come metafora
Il pugilato, nella lettura dell'artista, perde la sola componente agonistica e diventa una metafora esistenziale: una danza di liberazione in cui la forza incontra la vulnerabilità, e in cui il contatto umano passa attraverso la crepa, la scheggia, la spaccatura del proprio limite. Bielli ricorda anche un dato sociale: molti pugili, grazie alla boxe, sono usciti da situazioni difficili come la povertà. Il ring, qui, è un'ancora di salvezza.
Il ghiaccio colorato
Il ghiaccio della mostra non è bianco. Gli spray lo colorano di arancione o di rosso, con colori sgargianti in cui ironia e tragedia si fondono. E gli spray, sottolinea l'artista, sono all'origine della sua ricerca: il cerchio si chiude, perché lo strumento con cui Bielli ha cominciato negli anni Ottanta torna qui a liberare i disegni recenti.
Chi è Paolo Bielli
Paolo Bielli è un artista e performer nato a Roma, diplomato al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Roma, noto per una ricerca centrata sullo scontro e sul contrasto.
La formazione e gli esordi
Ha seguito i corsi dell'incisore Guido Strazza, che nel 1987 lo selezionò per una collettiva di incisione a Biella. Le prime performance, sviluppate come happening attorno a una figura dark, lo vedono comparire con il nome di Klaus: il fotografo Mauro Baldrati lo ritrae in un servizio sulla rivista Frigidaire, nel numero 34 del settembre 1983, intitolato Notti romane.
Gli spray sulle riviste
Già dagli anni Ottanta Bielli interviene con le bombolette spray sulle immagini patinate delle riviste glamour, copertine e pagine di moda: un periodo che chiama Beauty, o Dal bello, e che la sua biografia presenta come un'anticipazione della Low-Brow italiana. Nel 2005 espone questi lavori nella galleria di Vincenzo Mazzarella con il titolo Sapone, e Pier Paolo Pancotto ne scrive su l'Unità il 4 ottobre 2005. Marco Schifano lo coinvolge nel suo studio per un'installazione sul tema dell'Aids; nel 2007 espone all'Electronic Art Cafè, a cura di Achille Bonito Oliva. Fra il 2009 e il 2010 entra nella collezione privata di Ovidio Iacorossi.
Dal teatro alla Biennale
Nel 2009 crea personaggi-sagome per lo spettacolo teatrale La donna uomo di Vladimir Luxuria. È Luxuria a segnalarlo a Vittorio Sgarbi per il Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia, nel 2011, dove Bielli presenta l'opera Ring: un cerchio di coltelli da cucina intrecciati. Da quel cerchio nasce il supereroe Pugile Rosa e, nella mostra Ring del 2012 a cura di Enzo Mazzarella alla Palazzetto Art Gallery di Roma, compaiono per la prima volta i pugili.
Musei e performance
Nelle vesti del lottatore partecipa nel 2014 a Banlieusart al MAAM, a cura di Giorgio De Finis; nel 2018 espone al Macro. Nel 2019 riveste parte del pavimento della Galleria d'Arte Moderna di Roma in una bipersonale con Susanne Kessler, Wechselspiel. Sue opere sono nelle collezioni del MU.SP.A.C. dell'Aquila, del MAAAC di Cisternino e del museo del pugilato di Assisi. Nel 2020, in piena pandemia, porta al Museo PAN di Napoli la personale Napoli in Ring, su grandi pannelli pubblicitari di profumi. Nell'aprile 2024, alla galleria AOC di Bruno Lisi, espone cinquanta lavori e chiude con una performance in cui colpisce con tredici medaglie sette sagome di pannolenci, gettando via la corona. Il sito ufficiale di Paolo Bielli raccoglie biografia, opere e galleria.
Storie Contemporanee e Anna Cochetti
Storie Contemporanee, Arti visuali Scritture Società è il progetto curatoriale ideato da Anna Cochetti e inaugurato a Roma nel giugno 2012 nello spazio privato Studio Poerio 16/B Ricerca e Documentazione.
Uno spazio di ricerca
Il progetto si definisce luogo di ricerca, documentazione, narrazione ed editoria autoprodotta, e insieme programma di mostre. Non è una galleria commerciale: è lo studio di una curatrice indipendente che invita artisti, fotografi e autori di tecniche miste a presentare cicli di lavoro compatti. Ha partecipato a più edizioni di Rome Art Week, dal 2019 al 2025.
Le mostre
Negli anni sono passati da via Poerio, fra gli altri, Claudia Bellocchi con Cosmologia del Ciuchino Volante, disegni a biro sul circo nel 2022, Gilles Cuomo con décalages nel 2023, Caterina Ciuffetelli, Béatrice Pasquet e, nell'aprile 2026, la prima personale romana di Dominique Pasquet. Bielli e il fotografo Goffredo Adinolfi hanno condiviso la mostra Vis à Vis.
Apnea, il precedente del 2025
Nell'ottobre 2025 Storie Contemporanee ha ospitato Apnea, personale di Bielli nell'ambito di Rome Art Week: circa ottanta opere di piccolo formato nate da fotografie di moda, velate e trasfigurate con gli spray, da una ricerca cominciata nel 1996 e 1997 e ripresa all'inizio degli anni Duemila. Al finissage l'artista presentò un libro d'artista in copia unica e una performance. Danzando nel ghiaccio è la seconda tappa di questo dialogo fra l'artista e la curatrice, che firma anche il testo critico insieme ad Andrea Iezzi.
Il Giardino Muzzone, la sede indicata per Danzando nel ghiaccio
Il Giardino Muzzone è un piccolo giardino pubblico di Monteverde Vecchio presso via Fratelli Bandiera, intitolato a Margherita Muzzone e curato con un patto di collaborazione fra Municipio XII, Monteverde Attiva e ANPI XII.
Un giardino adottato dai cittadini
Il 26 marzo 2025 il Municipio XII ha firmato con l'associazione Monteverde Attiva e con la sezione ANPI del municipio un patto per il decoro dei giardini Margherita Muzzone e Quinto Cecilio. I volontari ne curano la pulizia e il verde; in occasione della giornata Roma Cura Roma 2026 il giardino è stato uno dei due luoghi scelti per le attività di pulizia del mattino.
La panchina rossa
Con la firma del patto, nel giardino è stata installata una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. È il segno più visibile di un luogo che il quartiere usa per tenere viva la memoria.
Un luogo della memoria
Nel settembre 2025, durante la Settimana europea della mobilità, una passeggiata guidata da Monteverde Attiva è partita dalla stazione Quattro Venti, è passata da largo Oriani e si è fermata al Giardino Muzzone, dove l'ANPI ha parlato di Margherita Muzzone; il percorso è poi proseguito per Villa Sciarra fino al Giardino Scotto, dedicato a Lorenzo Achille Scotto, e alla statua di Ciceruacchio. Una mostra sui pugili che lottano per liberarsi, in un giardino della memoria, ha una sua coerenza.
Come arrivare a Danzando nel ghiaccio
Per Danzando nel ghiaccio il bus di riferimento è il 75, che ferma in via Giacinto Carini davanti al Teatro Vascello, a pochi minuti a piedi da via Poerio e da via Fratelli Bandiera.
In autobus
Il 75 parte da Termini e passa dal Colosseo e da Piramide: per chi viene dal centro è il collegamento più diretto. Il Teatro Vascello indica anche le linee 44, 710, 870 e 871 per raggiungere via Carini. Dalla fermata si scende verso via Fratelli Bandiera in cinque o sei minuti.
In treno
Dalla stazione Ostiense, collegata alla metro B di Piramide, il treno metropolitano porta in pochi minuti alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti. È la stessa stazione da cui è partita la passeggiata di Monteverde Attiva che toccava il Giardino Muzzone.
In auto
Si trova sosta lungo via delle Mura Gianicolensi; ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22 e in via Raffaello Giovagnoli 20. Le strade di Monteverde Vecchio sono strette e residenziali: i mezzi pubblici restano la scelta migliore.
A piedi da Trastevere
Da Trastevere si sale a Monteverde lungo le strade che portano al Gianicolo. È una salita vera, da affrontare con scarpe comode, che ripaga con la vista.
Una curiosità su Danzando nel ghiaccio di Paolo Bielli al Giardino Muzzone — dal 20 settembre al 3 ottobre 2026
Prima di diventare il pittore dei pugili, Paolo Bielli è apparso nella Roma notturna dei primi anni Ottanta con il nome di Klaus, fotografato da Mauro Baldrati sulla rivista Frigidaire nel settembre 1983.
È un dettaglio che dice molto sul personaggio. Frigidaire era la rivista del fumetto e della controcultura italiana di quegli anni, e un servizio intitolato Notti romane, con un giovane performer vestito da figura dark, colloca l'esordio di Bielli nel mondo underground più che in quello delle gallerie. Da lì viene l'attitudine che attraversa tutto il suo lavoro: l'artista che usa il proprio corpo, che si traveste, che entra nel ring come lottatore in una performance al MAAM, che colpisce sagome con le medaglie e getta via la corona. La seconda curiosità è tecnica. Lo strumento che Danzando nel ghiaccio usa per liberare i disegni, la bomboletta spray, è lo stesso con cui Bielli ha cominciato, intervenendo sulle copertine e sulle pagine delle riviste di moda. Il ghiaccio arancione e rosso della mostra è quindi un ritorno alle origini, e l'artista lo dice espressamente. Terza curiosità: il pugile rosa. Il personaggio non nasce da un ring ma da un cerchio di coltelli da cucina, l'opera Ring presentata alla Biennale di Venezia del 2011. Dal cerchio al quadrato del ring, dai coltelli ai guantoni: la violenza viene prima evocata e poi smontata, fino alla danza di questi disegni recenti.
Il quartiere intorno a Danzando nel ghiaccio: Monteverde Vecchio
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo, Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj.
Villa Sciarra
Villa Sciarra è a pochi minuti a piedi da via Fratelli Bandiera: un giardino raccolto, con fontane e statue, che la passeggiata della memoria di Monteverde Attiva attraversa subito dopo il Giardino Muzzone.
Il Gianicolo e San Pancrazio
Salendo si arriva al Gianicolo, con il panorama su tutta la città, e a Porta San Pancrazio, sede del Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Poco oltre la porta c'è la basilica di San Pancrazio; verso Trastevere, la Fontana dell'Acqua Paola.
Villa Doria Pamphilj
A ovest del quartiere si apre Villa Doria Pamphilj, il terzo parco pubblico di Roma, con i suoi 184 ettari. Da ottobre a febbraio i cancelli aprono dalle 7 alle 18: in autunno il tempo per una passeggiata dopo la mostra c'è, ma non va sprecato.
Le altre sale del quartiere
Monteverde Vecchio ha una vita culturale fitta per un quartiere residenziale. Il Teatro Vascello, in via Carini 78, apre la stagione in questi giorni con Tragudia, Il canto di Edipo; in via Giuseppe Dezza, la Pavart Gallery prepara per ottobre la collettiva Si nasce ancora.
Una cosa che non ti dice nessuno su Danzando nel ghiaccio di Paolo Bielli al Giardino Muzzone — dal 20 settembre al 3 ottobre 2026
Per Danzando nel ghiaccio esistono due indirizzi e un orario solo, le 12: prima di andare va chiarito dove e quando la mostra è effettivamente aperta.
È il dettaglio pratico da cui dipende la riuscita della visita. Il calendario di Roma Capitale colloca la mostra al Giardino Muzzone, su via Fratelli Bandiera; l'annuncio dell'artista indica Storie Contemporanee, in via Alessandro Poerio 16, la strada accanto. Le due vie sono a pochi passi, quindi non c'è il rischio di attraversare la città per nulla, ma c'è quello di trovare un cancello o una porta senza sapere dove bussare. Lo spazio di via Poerio è uno studio privato, non una galleria con vetrina: si entra su appuntamento o negli orari indicati, e non ha l'aspetto di un luogo espositivo visto dalla strada. Sull'orario, poi, l'indicazione tutti i giorni alle 12 è insolita. Nelle mostre precedenti Storie Contemporanee ha aperto nel tardo pomeriggio, dalle 17.30 o dalle 18 alle 19.30, e su appuntamento negli altri orari; le inaugurazioni cadono spesso di domenica in tarda mattinata. È probabile che le 12 si riferiscano all'apertura della domenica 20 settembre, ma il dato non è pubblicato. La soluzione è semplice: una telefonata al numero dello spazio, 328 8698229, il giorno prima. In cambio avrete una visita tranquilla, spesso con la possibilità di parlare con la curatrice o con l'artista, che nelle gallerie più grandi è rara.
Il consiglio che ti do per visitare Danzando nel ghiaccio di Paolo Bielli al Giardino Muzzone — dal 20 settembre al 3 ottobre 2026
Il consiglio è di prenotare la visita a Danzando nel ghiaccio per telefono e di costruirci intorno un pomeriggio a Monteverde, fra Villa Sciarra e il Gianicolo.
Una mostra così raccolta si vede in mezz'ora; il quartiere intorno merita almeno due ore. L'ordine consigliato è questo. Arrivate con il 75 o con il treno a Quattro Venti, passate prima dal Giardino Muzzone e fermatevi davanti alla panchina rossa: è il modo migliore per entrare nello spirito del luogo. Poi la mostra, con calma, guardando i disegni due volte: la prima per le figure dei pugili, la seconda per i graffi e gli spray, che sono la vera materia del lavoro. Chiedete, se c'è l'occasione, di vedere da vicino il punto in cui lo spray copre il segno a matita: lì si capisce che cosa intende Bielli quando parla di scalfire il ghiaccio. Dopo, Villa Sciarra per una passeggiata breve e il Gianicolo per il panorama al tramonto. Chi ha ancora energie può salire a Porta San Pancrazio e visitare il museo della Repubblica Romana: nei fine settimana apre fino alle 18. Un ultimo consiglio: portate con voi la curiosità di fare domande. In uno spazio di ricerca come Storie Contemporanee la conversazione fa parte della mostra, e il testo critico di Anna Cochetti e Andrea Iezzi è il punto di partenza ideale.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Paolo Bielli ha esposto alla 54ª Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi, e ci è arrivato su segnalazione di Vladimir Luxuria.
Chi segue l'arte romana conosce la partecipazione di Bielli alla Biennale del 2011; meno noto è il percorso che l'ha resa possibile. Nel 2009 l'artista aveva creato i personaggi-sagome per La donna uomo, lo spettacolo teatrale di Vladimir Luxuria. Fu Luxuria a segnalarlo a Sgarbi, curatore del Padiglione Italia di quell'anno. A Venezia Bielli presentò Ring, un cerchio fatto di comuni coltelli da cucina intrecciati. L'opera è lo snodo della sua carriera: da quel cerchio nasce il supereroe Pugile Rosa, e l'anno successivo, nella mostra Ring alla Palazzetto Art Gallery di Roma, compaiono per la prima volta i pugili. Dopo la Biennale l'artista abbandona i coltelli, fin lì protagonisti di molti lavori, e sceglie la boxe come linguaggio per demistificare la violenza. È un passaggio che aiuta a leggere Danzando nel ghiaccio: i pugili di oggi vengono da un'opera sulla minaccia e sull'aggressione, e la danza che l'artista mette in scena è la risposta a quella minaccia. C'è anche un fatto poco citato sul quartiere: Monteverde Vecchio ha una concentrazione di piccoli spazi espositivi indipendenti rara per una zona residenziale, dallo studio di via Poerio alle gallerie di via Dezza, a pochi minuti da un teatro di ricerca come il Vascello.
La foto giusta da fare a Danzando nel ghiaccio di Paolo Bielli al Giardino Muzzone — dal 20 settembre al 3 ottobre 2026
La foto giusta di Danzando nel ghiaccio è un dettaglio ravvicinato di un disegno, dove lo spray arancione o rosso incontra il graffio sul segno a matita.
Le immagini diffuse per la mostra mostrano un pugile con il casco e i guantoni rossi, disegnato a matita e colorato, attraversato da lunghe linee graffiate che sembrano crepe nel ghiaccio. Fotografare l'opera intera funziona poco: meglio avvicinarsi e cercare il punto in cui la superficie è stata scalfita, perché è lì che si vede il gesto dell'artista. Chiedete sempre il permesso prima di scattare, in uno spazio privato è una regola di cortesia. Fuori dallo studio, la foto del quartiere da portare a casa è la panchina rossa del Giardino Muzzone, installata nel 2025 contro la violenza sulle donne: un'immagine semplice, che racconta il senso civico di questo piccolo giardino. Chi ha tempo e luce può salire al Gianicolo e fotografare la città dall'alto, oppure fermarsi a Villa Sciarra fra le statue e le fontane. Per restare in tema con la mostra, cercate in quartiere i contrasti di colore forti: un portone rosso, un muro arancione nella luce del pomeriggio, la stessa tavolozza degli spray di Bielli.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Le colline di Monteverde e del Gianicolo sono il teatro della difesa della Repubblica Romana nel 1849 e dell'ingresso delle truppe italiane del 20 settembre 1870 da Porta San Pancrazio.
Nel giugno 1849 l'esercito francese assediò per un mese la Repubblica Romana. Il 2 giugno i francesi occuparono Villa Corsini, il 3 giugno i garibaldini tentarono di riconquistarla: morì il colonnello Angelo Masina, fu ferito a morte Goffredo Mameli. La difesa di Porta San Pancrazio fu guidata da Garibaldi; fra i caduti ci furono anche Emilio Dandolo e Luciano Manara. La porta, già colpita dai cannoneggiamenti francesi, fu ricostruita fra il 1854 e il 1857 da Virginio Vespignani per Pio IX. Il 20 settembre 1870 da Porta San Pancrazio entrarono le truppe di Nino Bixio: una coincidenza di calendario curiosa, perché Danzando nel ghiaccio si è inaugurata proprio un 20 settembre. Nel Novecento il quartiere cresce come zona residenziale, con palazzine e villini dei primi decenni del secolo. Nel 1971 Villa Doria Pamphilj viene aperta al pubblico per intero. Il 4 maggio 1989 il Teatro Vascello apre in via Carini con Tadeusz Kantor e il Teatro Cricot. Nel giugno 2012 Anna Cochetti inaugura Storie Contemporanee in via Poerio, e il 26 marzo 2025 il Municipio XII affida la cura del Giardino Muzzone ai cittadini con il patto di collaborazione. Sono storie di scala diversa, ma disegnano un quartiere in cui la memoria civile conta.
Dove mangiare vicino a Danzando nel ghiaccio
Monteverde Vecchio ha trattorie, pizzerie e bar di quartiere, frequentati soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere.
Prima della mostra
Chi arriva in tarda mattinata trova bar e forni di quartiere nelle vie intorno a via Carini e alla stazione Quattro Venti. Un caffè al bistrot del Teatro Vascello è una sosta comoda.
Dopo la mostra
Per la cena si può restare a Monteverde, dove le trattorie lavorano con i residenti, oppure scendere a Trastevere, dove la scelta è più ampia e la folla anche. Nel fine settimana conviene prenotare.
Accessibilità, famiglie e informazioni pratiche
Storie Contemporanee è uno studio privato: per l'accessibilità e per organizzare la visita il riferimento è la curatrice, al numero 328 8698229.
Accessibilità
Le informazioni sull'accesso per persone con disabilità non sono pubblicate con la mostra. Il Giardino Muzzone è un giardino pubblico di quartiere; per lo studio di via Poerio conviene chiedere prima se ci sono gradini.
Con i bambini
I pugili colorati di Bielli sono un buon punto di partenza per parlare con i ragazzi di sport, di fatica e di riscatto. La mostra è breve, e Villa Sciarra con le sue fontane è a pochi minuti per chiudere il pomeriggio all'aperto.
Ingresso
Danzando nel ghiaccio è a ingresso gratuito, secondo l'annuncio dell'artista. Non è indicata una prenotazione obbligatoria, ma la telefonata è comunque consigliata.
Chi è passato da Danzando nel ghiaccio di Paolo Bielli al Giardino Muzzone — dal 20 settembre al 3 ottobre 2026
Nel percorso di Paolo Bielli e nello spazio di Storie Contemporanee si incrociano alcuni nomi importanti dell'arte e della cultura italiana degli ultimi quarant'anni.
Il primo è Guido Strazza, l'incisore di cui Bielli seguì i corsi e che lo selezionò nel 1987 per una collettiva a Biella. Poi Mauro Baldrati, che lo fotografò per Frigidaire nel 1983; Achille Bonito Oliva, curatore della mostra all'Electronic Art Cafè del 2007; Pier Paolo Pancotto, che ne scrisse su l'Unità nel 2005; Marco Schifano, che lo coinvolse in un'installazione sull'Aids. Vladimir Luxuria lo volle per le sagome del suo spettacolo e lo segnalò a Vittorio Sgarbi, curatore del Padiglione Italia alla Biennale del 2011. Giorgio De Finis lo accolse nel 2014 al MAAM, per il progetto Banlieusart; Susanne Kessler condivise con lui nel 2019 la bipersonale Wechselspiel alla Galleria d'Arte Moderna di Roma; Bruno Lisi ne ospitò la personale del 2024 alla galleria AOC. Dallo spazio di via Poerio sono passati, nelle mostre curate da Anna Cochetti, artisti come Claudia Bellocchi, Gilles Cuomo, Caterina Ciuffetelli, Béatrice e Dominique Pasquet, il fotografo Goffredo Adinolfi e il curatore Giorgio Bonomi. E se si allarga lo sguardo al quartiere, le strade fra Monteverde e il Gianicolo hanno visto passare Garibaldi, Goffredo Mameli, Luciano Manara ed Emilio Dandolo nei giorni della Repubblica Romana, e nel 1989 Tadeusz Kantor, che inaugurò il Teatro Vascello a poche strade da qui.
Domande frequenti su Danzando nel ghiaccio
Quando si può vedere Danzando nel ghiaccio di Paolo Bielli?
Danzando nel ghiaccio è aperta dal 20 settembre al 3 ottobre 2026 a Monteverde Vecchio. Il calendario di Roma Capitale e l'annuncio dell'artista indicano le 12 tutti i giorni; lo spazio in passato ha aperto anche nel tardo pomeriggio. Prima di andare conviene telefonare al 328 8698229 per la conferma.
Dove si trova la mostra Danzando nel ghiaccio?
Danzando nel ghiaccio è indicata dal calendario di Roma Capitale al Giardino Muzzone, in via Fratelli Bandiera; l'annuncio dell'artista indica lo spazio Storie Contemporanee, in via Alessandro Poerio 16b. Le due vie sono vicine, entrambe a Monteverde Vecchio, nel codice postale 00152.
Quanto costa l'ingresso a Danzando nel ghiaccio?
L'ingresso a Danzando nel ghiaccio è gratuito, secondo l'annuncio pubblicato dall'artista. Non è indicata una prenotazione obbligatoria, ma trattandosi di uno studio privato di ricerca la telefonata allo spazio è il modo più sicuro per trovare aperto.
Chi è Paolo Bielli?
Paolo Bielli è un artista e performer romano, diplomato all'Accademia di Belle Arti di Roma, allievo di Guido Strazza. Dagli anni Ottanta lavora con gli spray sulle immagini delle riviste; nel 2011 ha esposto Ring alla 54ª Biennale di Venezia, e da allora i pugili sono al centro del suo lavoro.
Cosa si vede in Danzando nel ghiaccio?
In Danzando nel ghiaccio si vedono disegni di Paolo Bielli realizzati fra il 2015 e il 2025 e rielaborati con spray e graffi: pugili colti in una danza, dentro un ghiaccio colorato di arancione e di rosso. La boxe diventa metafora di liberazione, dalla guerra e dalla povertà.
Come si arriva a Danzando nel ghiaccio con i mezzi?
Per Danzando nel ghiaccio il bus più comodo è il 75, da Termini, Colosseo o Piramide, con fermata in via Giacinto Carini davanti al Teatro Vascello. In alternativa ci sono le linee 44, 710, 870 e 871, oppure il treno metropolitano da Ostiense alla stazione Quattro Venti.
Chi ha scritto il testo critico della mostra?
Il testo critico di Danzando nel ghiaccio è firmato da Anna Cochetti e Andrea Iezzi. Cochetti è la curatrice indipendente che nel 2012 ha fondato Storie Contemporanee in via Poerio e che nel 2025 aveva già curato la personale di Bielli intitolata Apnea.
Cosa vedere vicino al Giardino Muzzone?
Vicino al Giardino Muzzone ci sono Villa Sciarra, il Gianicolo con Porta San Pancrazio e il Museo della Repubblica Romana, Villa Doria Pamphilj e la Fontana dell'Acqua Paola. Scendendo si arriva a Trastevere; nel quartiere ci sono anche il Teatro Vascello e la Pavart Gallery.
Il consiglio finale su Danzando nel ghiaccio
Danzando nel ghiaccio è una mostra piccola che racconta bene un artista romano con una storia lunga e irregolare, dall'underground degli anni Ottanta alla Biennale. Il consiglio è semplice: telefonate, fissate l'ora, e fatene il centro di un pomeriggio a Monteverde. Guardate i graffi prima delle figure, poi uscite e salite al Gianicolo. È il genere di visita che resta in mente più di tante grandi mostre.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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