Andromaca, il candore del cigno al Teatro Basilica — dal 15 al 18 ottobre 2026
Andromaca. Il candore del cigno, testo di Gianni Guardigli con Daniela Giovanetti, musiche dal vivo di Damiano Giuranna e regia di Valeria Almerighi, va in scena al Teatro Basilica da giovedì 15 a domenica 18 ottobre 2026: giovedì 15 e venerdì 16 alle 21, sabato 17 alle 19.30, domenica 18 alle 16.30. Il teatro è in Piazza di Porta San Giovanni 10, 00183 Roma, a pochi minuti a piedi dalla stazione San Giovanni, dove si incrociano la metro A e la metro C. Il biglietto intero costa 18 euro, quello acquistato online 15 euro, il ridotto per operatori e operatrici dello spettacolo 15 euro, il ridotto under 26 e convenzioni 10 euro; esiste anche un carnet da 7 spettacoli a 70 euro, in vendita solo alla biglietteria del teatro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Basilica, sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione o alla biglietteria, aperta un'ora prima di ogni spettacolo. Il programma, precisa il portale turistico di Roma Capitale, può subire variazioni.
Andromaca. Il candore del cigno: lo spettacolo
Andromaca. Il candore del cigno è un monologo con musica dal vivo che apre, il 15 ottobre 2026, Minima, l'ottava stagione del Teatro Basilica: in scena una sola attrice, Daniela Giovanetti, accanto al musicista Damiano Giuranna.
Il punto di partenza è Omero. La compagnia indica esplicitamente il canto XXII dell'Iliade, quello del duello fra Ettore e Achille, il canto in cui Andromaca perde il marito sotto le mura di Troia. Da lì il testo di Gianni Guardigli prende il volo, per usare l'immagine degli autori, e diventa la voce di una donna che la guerra ha spogliato di tutto: il padre, i fratelli, il marito, il figlio, la terra.
La scelta di fondo è chiara, ed è la più interessante. Questa Andromaca non è la vedova che si consuma nel lutto, figura che la tradizione ha consegnato a secoli di pittura e di teatro. È una donna che si rialza dalle macerie e cerca ancora la vita, la costruzione di un futuro possibile. La compagnia usa una parola precisa, resistenza, e la collega al significato del nome greco: Andromaca, colei che combatte gli uomini.
Il cigno di Baudelaire
Il sottotitolo viene dalla poesia. Il candore del cigno è quello de Il cigno di Charles Baudelaire, la lirica dei Fiori del male che si apre invocando proprio Andromaca: il poeta paragona la propria malinconia, nata dalla Parigi sventrata dai grandi lavori urbanistici, al dolore dell'esule troiana. La compagnia legge quel candore come amore e pietas, e ne fa un omaggio ai prigionieri, agli esuli e ai vinti.
La musica dal vivo
Nelle note della produzione le musiche di Damiano Giuranna non accompagnano soltanto: dialogano con Andromaca nella lotta fra il ricordo e la necessità di guardare altrove. È la differenza fra un monologo con colonna sonora e uno spettacolo a due voci, una delle quali senza parole. In una sala da cento posti, la musica suonata dal vivo arriva allo spettatore senza filtri.
L'ascolto come atto politico
C'è un'idea che attraversa tutte le note di regia: l'ascolto come essenza di ogni forma di giustizia e di rivoluzione. Lo spettacolo chiede al pubblico di esercitarsi ad ascoltare una voce che arriva da tremila anni fa e che parla, dicono gli autori, di oggi come di allora. La nota chiude con un verso che guarda esplicitamente al presente: dal fiume al mare la nostra Ilio chiede salvezza.
Chi firma Andromaca: la squadra artistica
Andromaca. Il candore del cigno è una produzione del Gruppo della Creta, realizzata in collaborazione con Mythos Troina Festival e con il sostegno del Ministero della Cultura.
Il testo è di Gianni Guardigli, drammaturgo romagnolo. In scena c'è Daniela Giovanetti, con le musiche dal vivo di Damiano Giuranna. La regia è di Valeria Almerighi. Il disegno luci è di Matteo Ziglio, il costume di Andromaca di Giulia Barcaroli, le foto di scena di Piero De Grossi.
Il Gruppo della Creta
Il Gruppo della Creta è il nome collettivo sotto cui si riconoscono gli artisti e gli organizzatori che abitano il Teatro Basilica. La direzione artistica del teatro è affidata ad Alessandro Di Murro e alla stessa Daniela Giovanetti, con la consulenza artistica di Antonio Calenda. Andromaca è quindi uno spettacolo di casa: nasce dal gruppo che guida la sala e inaugura la stagione che quel gruppo ha costruito.
Mythos Troina Festival
La collaborazione con Mythos Troina Festival lega lo spettacolo al circuito dei festival dedicati al mito classico. Al Basilica il testo trova invece una sala piccola e raccolta: le distanze si accorciano, la voce non ha bisogno di essere spinta, ogni gesto si vede. Per un monologo è la condizione ideale.
Daniela Giovanetti: biografia
Daniela Giovanetti è un'attrice nata a Rimini, diplomata all'Accademia Nazionale di Danza di Roma, che dopo gli esordi come danzatrice ha costruito una lunga carriera teatrale, in gran parte al fianco del regista Antonio Calenda.
Dalla danza alla televisione
Il primo mestiere di Daniela Giovanetti è la danza. Secondo il curriculum pubblicato dalla sua agenzia, nel 1980 entra nel corpo di ballo della RAI e partecipa a spettacoli di varietà diretti da Gianni Boncompagni e Giancarlo Landi. È una formazione che si riconosce ancora nel suo modo di stare in scena: il corpo come strumento, prima ancora della voce.
L'incontro con Antonio Calenda
Il passaggio alla recitazione avviene nel 1986 con Le ragazze di Lisistrata, regia di Antonio Calenda. Da allora il sodalizio con Calenda attraversa quasi quarant'anni: Irma la dolce nel 1996, Agamennone e Coefore nel 2001, Lei dunque capirà nel 2007, Baccanti nel 2012, Nuvole di Aristofane nel 2021. Nel 1989 lavora con Gigi Proietti in Il sistema Ribadier di Feydeau.
Il repertorio
Il curriculum di Giovanetti è un piccolo atlante del teatro di prosa italiano degli ultimi decenni: Antigone di Jean Anouilh con la regia di F. Bordon nel 1997, Pallido oggetto del desiderio con la regia di A. Arias nel 2002, Re Lear nel 2003, Cuore di cane di Michail Bulgakov nel 2005, Prometeo con la regia di Claudio Longhi nel 2012, Jackie di Elfriede Jelinek nel 2015, Enrico IV di Pirandello nel 2018, Cuore: sostantivo maschile nel 2022. Nel 2017 è interprete di Bianca, un altro testo di Gianni Guardigli, con la regia di Alessandro Di Murro: il legame con l'autore di Andromaca non comincia oggi.
Cinema e televisione
Al cinema ha lavorato con Pupi Avati; fra i suoi titoli figurano Il signor Diavolo e Novembre. Le giornate di Trieste. In televisione è nel cast della terza stagione di Blanca, nel 2024.
I premi
Il suo palmarès comprende il Premio IDI nel 1992, il Premio della Critica Italiana nel 1995, il Premio Randone nel 1997, il Premio dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro nel 2003 per il ciclo delle tragedie greche a Siracusa, il Premio Vallecorsi nel 2014. Il riconoscimento del 2003 è quello che più conta per questa Andromaca: la tragedia greca, e le sue donne, sono un terreno che Giovanetti frequenta da più di vent'anni.
Gianni Guardigli, l'autore del testo
Gianni Guardigli è un drammaturgo nato a Forlì il 23 settembre 1961, vincitore del Premio Flaiano per il teatro nel 2000 con Le luci di Algeri, il suo primo lavoro scritto in versi.
La Trilogia tedesca
Il suo esordio riconosciuto è Parole scritte in cartolina, premio Anticoli Corrado nel 1991, primo capitolo di una Trilogia tedesca che racconta la Germania quasi come metafora del mondo; seguono Erinnerung e Sotto Berlino, fotografia degli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale. Con Erinnerung vince nel 1998 il Premio Rosso di San Secondo.
Le voci delle vittime
C'è un filo che lega molti suoi testi ad Andromaca. Le luci di Algeri nasce dalla cronaca di un massacro avvenuto in Algeria durante il Ramadan ed è un pianto funebre per bambini vittime innocenti. Tutte le notti, del 2008, è ispirato al dramma del popolo armeno. Faust a Hiroshima, scritto con Imogen Kusch, riflette sul conflitto fra etica e scienza. Guardigli scrive da sempre dalla parte di chi la storia la subisce.
Gli adattamenti
Guardigli ha portato in scena romanzi di Thomas Bernhard (Gelo), Antonio Tabucchi (Notturno indiano e Sostiene Pereira), Goethe (Le affinità elettive), Émile Zola (La bestia umana) e la novella Senso di Camillo Boito, rappresentata da diverse compagnie per più stagioni. I suoi testi sono stati messi in scena in Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Polonia e Scozia. Fra gli altri riconoscimenti ha ricevuto il Premio Fondi La Pastora nel 2006 e il Premio Ombra della Sera nel 2012.
Andromaca nel mito: chi era
Andromaca è, nella mitologia greca, la principessa di Tebe Ipoplacia figlia di Eezione, sposa di Ettore e madre di Astianatte: il suo nome significa colei che combatte gli uomini.
Una vita di perdite
La tradizione le attribuisce una sequenza di lutti quasi insostenibile. Un'incursione achea le uccide il padre e i fratelli; nel decimo anno di guerra Achille uccide Ettore; alla caduta di Troia il piccolo Astianatte viene gettato dalle mura da Neottolemo, su consiglio di Odisseo, perché la stirpe di Priamo non abbia discendenza. Andromaca diventa schiava e concubina dello stesso Neottolemo. È il ritratto che lo spettacolo riassume in una riga: la guerra le ha tolto tutto.
L'addio alle porte Scee
Andromaca compare per la prima volta nel libro VI dell'Iliade, nella scena dell'addio a Ettore, quando scongiura il marito di non uscire a combattere. È uno dei passi più letti della letteratura occidentale. Lo spettacolo al Teatro Basilica sceglie invece il canto XXII, il momento dopo: quando le suppliche non sono servite e resta da capire come si sopravvive.
Dopo Troia
Nell'Eneide Virgilio racconta un'Andromaca che ha ritrovato una forma di pace: sposata con Eleno, fratello di Ettore, vive a Butrinto, dove gli esuli hanno costruito una piccola Troia per ritrovare la patria perduta. È forse questa l'Andromaca più vicina alla lettura della compagnia: una donna che, dopo la catastrofe, ricostruisce.
Andromaca a teatro
Il personaggio attraversa tutta la storia del teatro: Euripide le dedica Andromaca e la fa protagonista delle Troiane, Seneca riscrive Le troiane, Jean Racine scrive nel 1667 la sua Andromaque. Nella musica compare in opere di Caldara, Paisiello, Grétry e nell'Ermione di Rossini. Nessuno di questi testi, però, le concede un monologo da sola: lo spettacolo di Guardigli lo fa.
Il Teatro Basilica
Il Teatro Basilica è una sala da 100 poltroncine rosse in Piazza di Porta San Giovanni 10, nata nel 2019 e guidata dal Gruppo della Creta, che nel 2026 inaugura con Andromaca la sua ottava stagione.
Un teatro di comunità
Chi guida il Basilica racconta la costruzione di un teatro come un lavoro manuale: molte persone, di età ed esperienze diverse, la maggior parte non nate a Roma ma accolte dalla città. L'obiettivo dichiarato è fare della sala un luogo vivo e aperto, dove si vedono spettacoli, si frequentano laboratori, si visitano mostre, si presentano libri. La parola chiave è comunità: il teatro come luogo in cui le persone si incontrano.
La programmazione
Il cartellone del Basilica mescola la nuova drammaturgia italiana, le proposte dell'ultima generazione di teatranti e spettacoli scelti dal panorama contemporaneo, con una riflessione continua sulla storia del teatro. Accanto alla stagione ci sono i laboratori del Basilica Lab, il bando di drammaturgia P.S. Pagina Seguente, Pubblico Medium, presentato come l'aftershow di chi osa chiedere, e Spasmodica, la rassegna nata dalla collaborazione con BeiRicordi.
Minima, l'ottava stagione
La stagione 2026-2027 si chiama Minima. Il testo di presentazione gioca con tutti i significati della parola, dalla minima musicale alla temperatura minima, dal minimo storico alla paga minima dei teatranti, e rivendica ciò che è piccolo come ciò che resta. C'è una frase che vale da manifesto: il teatro oggi appare inutile, mentre le città vengono bombardate, ma una sua parte infinitesimale è essenziale. Aprire con Andromaca, la donna che sopravvive alla distruzione della sua città, è una scelta coerente fino in fondo.
Orari e biglietteria
Gli spettacoli del Basilica vanno in scena di norma dal martedì al venerdì alle 21, il sabato alle 19.30 e la domenica alle 16.30: Andromaca segue esattamente questo schema. La biglietteria apre un'ora prima di ogni spettacolo o su appuntamento, tutti i giorni. Per informazioni e prenotazioni il teatro indica un numero di telefono, attivo dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, e l'indirizzo email info@teatrobasilica.com.
Piazza di Porta San Giovanni e i dintorni
Il Teatro Basilica si trova sulla piazza che separa la basilica di San Giovanni in Laterano da Porta San Giovanni, la porta nelle Mura Aureliane aperta da papa Gregorio XIII e inaugurata nel 1574.
La porta di Gregorio XIII
Porta San Giovanni è un unico grande arco bugnato, attribuito a Giacomo Del Duca, collaboratore di Michelangelo a Porta Pia, o secondo altri a Giacomo Della Porta. Più che un'opera difensiva somiglia all'ingresso di una villa: niente torri, niente bastioni, solo la bugnatura e un grande volto barbuto sulla chiave dell'arco, sul lato esterno. Fu aperta per agevolare il traffico verso il sud d'Italia nell'ambito della sistemazione del Laterano, e dava accesso alla via Campana, l'odierna Appia Nuova. I fornici laterali che si vedono oggi sono stati aperti più tardi, per ragioni di viabilità.
La basilica e la Scala Santa
Uscendo dal teatro si ha davanti la basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, e poco oltre la Scala Santa. Per chi arriva per lo spettacolo della domenica pomeriggio, una visita alla basilica prima dell'inizio è la combinazione più naturale.
Lungo le Mura
Seguendo le Mura Aureliane verso est si arriva a Santa Croce in Gerusalemme, con accanto il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali e il Museo Storico della Fanteria, e più avanti a Porta Maggiore. Verso sud, la passeggiata porta a San Giovanni a Porta Latina, una delle chiese medievali più belle della città.
Verso il Colosseo
Dall'altra parte, Via di San Giovanni in Laterano scende verso il Colosseo passando accanto alla basilica di San Clemente, con i suoi livelli sovrapposti, e sotto la collina dei Santi Quattro Coronati. È un percorso a piedi di una ventina di minuti, ideale prima dello spettacolo delle 19.30 del sabato.
Come arrivare al Teatro Basilica per Andromaca
Il modo più semplice per arrivare al Teatro Basilica è la metro: la stazione San Giovanni, servita dalla linea A e dalla linea C, è a pochi minuti a piedi da Piazza di Porta San Giovanni.
In metropolitana
Dalla linea A si arriva da Termini, da Piazza di Spagna, da Ottaviano o dalla zona di Cinecittà; dalla linea C si arriva dal Pigneto, da Centocelle e dai quartieri orientali. Si esce a San Giovanni, si attraversa Porta San Giovanni e ci si trova sulla piazza del teatro.
In autobus
San Giovanni è uno dei principali nodi di superficie della città, servito da numerose linee di autobus. Per il percorso esatto dal proprio indirizzo conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana, che tiene conto delle deviazioni e degli orari serali.
In auto
Piazza di Porta San Giovanni è una zona trafficata e ampiamente regolata: trovare parcheggio a ridosso del teatro alle 20.30 di un giorno feriale non è scontato. Chi viene in auto metta in conto qualche minuto a piedi. Con la metro a due passi, la scelta migliore resta quella.
Dopo lo spettacolo
Lo spettacolo delle 21 finisce in tempo per riprendere la metro. Per gli orari dell'ultima corsa del giovedì e del venerdì conviene comunque controllare il sito dell'ATAC, soprattutto se si deve cambiare linea.
Una curiosità su Andromaca, il candore del cigno al Teatro Basilica — dal 15 al 18 ottobre 2026
La curiosità più bella è nel titolo. Il cigno di Baudelaire, da cui lo spettacolo prende il sottotitolo, è una poesia sulla trasformazione di una città: Parigi sventrata dai cantieri che il poeta vede sparire sotto i suoi occhi, e l'esule Andromaca che piange davanti a un fiume che non è il suo. Ritrovare quell'immagine a Roma, in una sala che si affaccia su una porta aperta nel 1574 proprio per ridisegnare il traffico della città, è una coincidenza che chi ama le rime nascoste della storia apprezzerà.
La seconda curiosità riguarda il nome. La compagnia insiste su un dettaglio che spesso si dimentica: Andromaca significa colei che combatte gli uomini. La tradizione ha fatto di lei il simbolo della sposa fedele e della madre in lutto; il nome, invece, parla di lotta. Lo spettacolo parte da quella contraddizione.
La terza riguarda l'autore e l'attrice. Non è la prima volta che Gianni Guardigli scrive per Daniela Giovanetti: nel 2017 l'attrice era stata interprete di Bianca, testo di Guardigli diretto da Alessandro Di Murro, che oggi condivide con lei la direzione artistica del Basilica. Andromaca è il nuovo capitolo di un sodalizio che dura da quasi dieci anni.
Una cosa che non ti dice nessuno su Andromaca, il candore del cigno al Teatro Basilica — dal 15 al 18 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che gli orari cambiano da un giorno all'altro. Giovedì e venerdì si comincia alle 21, sabato alle 19.30, domenica alle 16.30. Chi ha l'abitudine di arrivare a teatro alle nove di sera e sceglie il sabato rischia di presentarsi a spettacolo quasi finito. Controllate la data prima di uscire.
La seconda cosa riguarda il prezzo. Il biglietto acquistato online costa 15 euro, tre in meno dell'intero in biglietteria; il ridotto per under 26 e convenzioni scende a 10 euro. Il carnet da sette spettacoli a 70 euro, invece, si compra solo alla cassa del teatro, di persona o su appuntamento: se pensate di tornare nel corso della stagione, la sera di Andromaca è il momento giusto per prenderlo.
La terza riguarda la sala. Cento posti significano che non esiste un posto lontano dal palco, ma anche che le repliche possono esaurirsi. Per un debutto di stagione, con la compagnia di casa in scena, le serate del weekend sono le più richieste. Chi ha una data sola a disposizione prenoti per tempo.
Il consiglio che ti do per visitare Andromaca, il candore del cigno al Teatro Basilica — dal 15 al 18 ottobre 2026
Conviene rileggere prima il libro VI e il libro XXII dell'Iliade, o almeno l'addio di Ettore e Andromaca e il lamento dopo la morte di Ettore. Bastano venti minuti, e cambiano l'ascolto: lo spettacolo parte da lì, e riconoscere le immagini omeriche quando affiorano nel testo di Guardigli è metà del piacere. Chi ha tempo aggiunga Il cigno di Baudelaire, che è breve.
Secondo consiglio: scegliete la domenica pomeriggio se volete unire teatro e città. Alle 16.30 si esce con la luce ancora buona di metà ottobre, e la basilica di San Giovanni in Laterano è a pochi passi. Il giovedì e il venerdì alle 21 sono invece le serate per chi vuole solo lo spettacolo, con la sala più raccolta.
Terzo consiglio: sedetevi nelle prime file se potete. In un monologo con musica dal vivo, vedere il volto dell'attrice e le mani del musicista fa la differenza. Per gruppi, scuole o associazioni che vogliono unire lo spettacolo a una visita guidata del Laterano o a un percorso sul mito troiano nei musei romani, un programma su misura si organizza con Tour Leader Pro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Porta San Giovanni prende il nome dalla basilica. È molto meno citato che la sua apertura, nel 1574, abbia decretato la chiusura definitiva della vicina Porta Asinaria, la porta aureliana ben più imponente, ormai quasi inagibile perché il livello stradale intorno si era alzato nei secoli. La porta nuova fu costruita per il traffico, non per la difesa, e si vede.
Poco ricordata è anche la leggenda popolare legata al suo architetto. La tradizione romana vuole che l'autore fosse Giacomo Della Porta e lo fa morire proprio nei pressi della porta, di ritorno da una gita ai Castelli, per un'indigestione di meloni e cocomeri. Gli storici propendono per Giacomo Del Duca; la leggenda resiste.
E quasi dimenticata è la Notte di San Giovanni, il 23 giugno, quando i romani si radunavano sui prati del Laterano per scacciare con fuochi e schiamazzi le streghe radunate dal fantasma di Erodiade, e mangiavano lumache per seppellire nello stomaco i rancori dell'anno. Una festa di riconciliazione, a pochi metri da dove oggi va in scena una donna che cerca di sopravvivere al rancore della guerra.
La foto giusta da fare a Andromaca, il candore del cigno al Teatro Basilica — dal 15 al 18 ottobre 2026
La foto giusta si fa da Piazza di Porta San Giovanni, con la porta del 1574 nell'inquadratura e, dall'altra parte, la facciata della basilica con le statue che la coronano. Se andate alla replica della domenica pomeriggio, la luce di metà ottobre prima delle 16 è radente e calda: è il momento migliore.
La seconda foto è quella dell'ingresso del teatro con la locandina di Andromaca, un ricordo della serata e dell'inaugurazione della stagione Minima.
Durante lo spettacolo niente foto: in una sala da cento posti un telefono acceso si vede da ovunque, e in un monologo la concentrazione dell'attrice è tutto. Le immagini ufficiali di scena sono di Piero De Grossi, e il teatro le pubblica sui suoi canali. Chi vuole un ricordo, lo cerchi lì.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della piazza comincia con le Mura Aureliane e con la Porta Asinaria, l'antica porta da cui partiva la via Asinaria. Nel Cinquecento, nell'ambito della ristrutturazione dell'area del Laterano voluta dai papi, Gregorio XIII fa aprire una porta nuova, Porta San Giovanni, inaugurata nel 1574; la Porta Asinaria viene chiusa per sempre. La nuova porta dà accesso alla via Campana, la strada per la Campania e per la campagna dei Castelli Romani, oggi via Appia Nuova.
Per secoli la zona resta legata alle tradizioni popolari, in particolare alla festa della Notte di San Giovanni, il 23 giugno. Nel 1926, fuori dalla porta, nasce il moderno quartiere Appio Latino, costruito abbattendo ville e casali ed eliminando vigne, osterie e prati; alla stessa epoca risale l'apertura dei fornici laterali della porta.
Nel 2019, in Piazza di Porta San Giovanni 10, nasce il Teatro Basilica, cento posti e un collettivo di artisti che si chiama Gruppo della Creta. Nel 2026 il teatro ospita, fra le altre iniziative, BeiRicordi 7/7, una settimana dedicata alla creazione contemporanea under 35, e il 15 ottobre inaugura la sua ottava stagione, Minima, con Andromaca. Il candore del cigno.
Chi è passato da Andromaca, il candore del cigno al Teatro Basilica — dal 15 al 18 ottobre 2026
Sulla piazza del teatro sono passati papi e architetti: Gregorio XIII, che volle la porta, e Giacomo Del Duca, allievo e collaboratore di Michelangelo, che con ogni probabilità la disegnò. Per secoli da qui sono passati i viaggiatori diretti a sud lungo la via Campana, e i romani che nella notte di San Giovanni venivano a far festa sui prati del Laterano.
Dal Teatro Basilica passano ogni stagione gli artisti della nuova drammaturgia italiana e i giovani teatranti selezionati dal Gruppo della Creta. La consulenza artistica è di Antonio Calenda, uno dei registi più prolifici del teatro italiano: nato a Buonabitacolo nel 1939, nel 1965 fondò a Roma con Virginio Gazzolo e Gigi Proietti il Teatro Sperimentale Centouno, una cantina di via Turba frequentata anche da Piera Degli Esposti e Francesca Benedetti, e dal 1969 diresse il Teatro Stabile dell'Aquila. Lo stesso Calenda, nel 2015, affermava di aver realizzato 150 spettacoli.
Dal 15 al 18 ottobre 2026 passano dal Basilica Daniela Giovanetti, che del teatro è condirettrice artistica, il musicista Damiano Giuranna, la regista Valeria Almerighi e il testo di Gianni Guardigli, premio Flaiano per il teatro.
Come organizzare la serata a San Giovanni
Per Andromaca al Teatro Basilica la serata ideale comincia con l'arrivo in metro a San Giovanni mezz'ora prima dell'inizio, il tempo di ritirare il biglietto e prendere posto.
Prima dello spettacolo
La biglietteria apre un'ora prima. Chi arriva presto può fare due passi fino alla facciata della basilica o lungo le Mura, verso Santa Croce: il tratto è ampio e illuminato, piacevole anche la sera. Per la replica della domenica alle 16.30 si può pensare a un pranzo in zona e a una visita al Laterano prima dello spettacolo.
La durata
Gli organizzatori non indicano una durata. Per un monologo con musica dal vivo è ragionevole aspettarsi uno spettacolo raccolto, senza intervallo; chi ha vincoli di orario può chiedere conferma alla biglietteria.
Dopo
All'uscita, la zona di San Giovanni e di via Appia Nuova offre molti locali aperti la sera. La metro è a pochi minuti, e dalle 21 di giovedì e venerdì si esce in tempo per un ultimo bicchiere e per il rientro.
Dove mangiare vicino al Teatro Basilica
Intorno a Piazza di Porta San Giovanni, sia dentro sia fuori le Mura, ci sono trattorie, pizzerie, forni e locali per l'aperitivo, frequentati soprattutto da chi abita e lavora nel quartiere.
Prima delle 21
Per una cena prima dello spettacolo delle 21 conviene sedersi verso le 19.15 e scegliere un posto a pochi passi dalla piazza. Il tratto fra via Appia Nuova e via La Spezia, appena fuori dalla porta, offre la scelta più ampia.
Dopo lo spettacolo
Chi preferisce cenare dopo trova locali aperti fino a tardi, soprattutto il venerdì e il sabato. Per una tavolata di gruppo il weekend conviene prenotare.
Qualcosa di veloce
Le vie intorno a San Giovanni sono piene di pizzerie al taglio e forni: una pizza bianca o un supplì in piedi, e poi a teatro, resta la soluzione più romana.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Basilica è una sala da 100 posti con biglietteria aperta un'ora prima dello spettacolo: per esigenze specifiche di accessibilità conviene contattare il teatro prima di acquistare il biglietto.
Persone con disabilità
Per l'accesso alla sala il riferimento è il teatro stesso: conviene telefonare al numero indicato dal teatro, dal lunedì al venerdì fra le 15 e le 19, o scrivere a info@teatrobasilica.com, e concordare l'accesso e il posto. Per l'arrivo in metro conviene verificare lo stato di ascensori e scale mobili della stazione San Giovanni sul sito dell'ATAC.
Con i ragazzi
Andromaca è uno spettacolo adatto a studenti delle superiori che studiano l'epica e il teatro greco: vedere un canto dell'Iliade diventare teatro vivo vale più di una lezione. Il ridotto per under 26 costa 10 euro, e lo stesso prezzo vale per gli allievi delle accademie convenzionate con il teatro.
Chi lavora nello spettacolo
Il Basilica applica un ridotto dedicato a operatori e operatrici dello spettacolo, a 15 euro. È un segnale di attenzione verso il pubblico di mestiere, che in una sala piccola costituisce una parte importante della platea.
Roma a metà ottobre
La metà di ottobre è una delle stagioni migliori per il teatro a Roma: i cartelloni ripartono, le serate sono ancora miti, e uscire da una sala alle 22.30 per una passeggiata sotto le Mura è un piacere, non una fatica.
È anche il momento in cui molte sale romane inaugurano la stagione. Il Basilica sceglie di farlo con uno spettacolo sulla guerra e sulla sopravvivenza, e con un testo di presentazione della stagione che parla apertamente di città bombardate. Chi cerca un teatro che dialoghi con il presente, a metà ottobre, trova qui una delle proposte più nette della città.
Domande frequenti su Andromaca al Teatro Basilica
Quando va in scena Andromaca al Teatro Basilica?
Andromaca. Il candore del cigno va in scena al Teatro Basilica da giovedì 15 a domenica 18 ottobre 2026. Giovedì 15 e venerdì 16 lo spettacolo comincia alle 21, sabato 17 alle 19.30, domenica 18 alle 16.30. È lo spettacolo che inaugura Minima, l'ottava stagione del teatro.
Dove si trova il Teatro Basilica?
Il Teatro Basilica si trova in Piazza di Porta San Giovanni 10, a Roma, sulla piazza fra la basilica di San Giovanni in Laterano e Porta San Giovanni. La stazione della metro più vicina è San Giovanni, servita dalle linee A e C, a pochi minuti a piedi dal teatro.
Quanto costano i biglietti per Andromaca?
I biglietti per Andromaca al Teatro Basilica costano 18 euro l'intero, 15 euro acquistati online, 15 euro il ridotto per operatori e operatrici dello spettacolo, 10 euro il ridotto per under 26 e convenzioni. Il carnet da 7 spettacoli costa 70 euro e si acquista solo alla biglietteria del teatro.
Chi c'è in scena in Andromaca. Il candore del cigno?
In Andromaca. Il candore del cigno recita Daniela Giovanetti, con le musiche dal vivo di Damiano Giuranna. Il testo è di Gianni Guardigli, la regia di Valeria Almerighi, le luci di Matteo Ziglio e il costume di Giulia Barcaroli. Produce il Gruppo della Creta con Mythos Troina Festival.
Di cosa parla lo spettacolo Andromaca al Teatro Basilica?
Lo spettacolo Andromaca al Teatro Basilica racconta la vedova di Ettore dopo la caduta di Troia, partendo dal canto XXII dell'Iliade. La guerra le ha tolto padre, fratelli, marito e figlio, ma questa Andromaca resiste e cerca un futuro possibile. Il sottotitolo richiama Il cigno di Baudelaire.
Chi è Daniela Giovanetti?
Daniela Giovanetti è un'attrice riminese diplomata all'Accademia Nazionale di Danza, ex ballerina della RAI, protagonista di molti spettacoli di Antonio Calenda, dalle tragedie greche a Irma la dolce. Ha vinto fra gli altri il Premio IDI e il Premio Randone ed è condirettrice artistica del Teatro Basilica.
Come si comprano i biglietti per il Teatro Basilica?
I biglietti per il Teatro Basilica si comprano sul sito ufficiale del teatro, sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione o alla biglietteria, aperta un'ora prima di ogni spettacolo o su appuntamento. Per prenotazioni il teatro risponde anche via email a info@teatrobasilica.com.
Andromaca è adatta agli studenti?
Andromaca al Teatro Basilica è adatta agli studenti delle superiori e universitari che studiano l'epica e il teatro classico, perché porta in scena un canto dell'Iliade con un linguaggio contemporaneo. Per gli under 26 e le convenzioni il biglietto costa 10 euro.
Il nostro giudizio
Andare a vedere Andromaca al Teatro Basilica significa scegliere il teatro nella sua forma più essenziale: una voce, una musica suonata dal vivo, cento spettatori, un mito di tremila anni che parla delle guerre di oggi. Il consiglio netto è prenotare online, arrivare con l'Iliade fresca in testa e sedersi il più vicino possibile al palco. E, uscendo, fare due passi sotto Porta San Giovanni: dopo un'ora con una donna che ha visto cadere la sua città, guardare le Mura di Roma ha un altro sapore.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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