Daniel Harding e Beatrice Rana all’Auditorium Parco della Musica — dal 4 al 6 marzo 2027
Daniel Harding dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con la pianista Beatrice Rana giovedì 4 marzo 2027 alle 19:30, venerdì 5 alle 20:00 e sabato 6 marzo alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). In programma la fantasia-ouverture Romeo e Giulietta di Čajkovskij, il Concerto per pianoforte n. 3 di Prokof'ev e la Sinfonia n. 2 di Sibelius. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore, sono in vendita dal 12 gennaio 2027 e si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. All'Auditorium si arriva con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.

Il direttore musicale dell'Accademia e una delle pianiste italiane più celebri della sua generazione, che vive a Roma e con questa orchestra ha già inciso un disco: il programma attraversa, come scrive l'Accademia, tre diverse tradizioni musicali europee, dalla Russia romantica di Čajkovskij al Prokof'ev degli anni Venti fino alla Finlandia di Sibelius.
Daniel Harding e Beatrice Rana: date, orari e interpreti
Il concerto di Daniel Harding e Beatrice Rana è in programma in tre serate nella Sala Santa Cecilia: giovedì 4 marzo 2027 alle 19:30 per il turno G-G2, venerdì 5 alle 20:00 per il turno V-V2 e sabato 6 marzo alle 18:00 per il turno S-S2.
Gli interpreti
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, direttore Daniel Harding, pianoforte Beatrice Rana.
Il programma
Pëtr Il'ič Čajkovskij, Romeo e Giulietta. Sergej Prokof'ev, Concerto per pianoforte e orchestra n. 3. Jean Sibelius, Sinfonia n. 2.
Quale sera scegliere
Le tre esecuzioni hanno lo stesso programma e gli stessi interpreti. Il giovedì alle 19:30 è la scelta di chi esce dal lavoro; il venerdì alle 20:00 la sera più classica; il sabato alle 18:00 quella di chi viene da fuori Roma o vuole cenare con calma dopo il concerto.
Il programma: tre tradizioni europee
La presentazione dell'Accademia descrive il concerto come un programma che attraversa tre diverse tradizioni musicali europee: la fantasia-ouverture di Čajkovskij, il Terzo Concerto di Prokof'ev con Beatrice Rana e la Seconda Sinfonia di Sibelius.
Čajkovskij, Romeo e Giulietta
Si comincia con Romeo e Giulietta, che l'Accademia definisce una fantasia-ouverture capace di rileggere in chiave romantica la celebre tragedia shakespeariana.
Prokof'ev, Concerto n. 3
Al centro, Beatrice Rana è protagonista del Terzo Concerto per pianoforte di Prokof'ev, che l'Accademia descrive come una pagina caratterizzata da una marcata componente ritmica e da un serrato dialogo fra solista e orchestra.
Sibelius, Sinfonia n. 2
Chiude la Seconda Sinfonia di Sibelius, nella quale, secondo la presentazione, il compositore finlandese sviluppa un linguaggio personale a partire da motivi e atmosfere della tradizione nordica.
Il Terzo Concerto di Prokof'ev
Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do maggiore op. 26 è il più famoso ed eseguito dei cinque concerti per pianoforte di Sergej Prokof'ev: composto fra il 1917 e il 1921, fu presentato per la prima volta all'Orchestra Hall di Chicago il 16 dicembre 1921 e dura circa mezz'ora.
Una lunga gestazione
Il concerto fu scritto in tempi lunghi, anche a causa delle peregrinazioni del compositore in cerca di una dimora stabile. Alcuni temi sono molto antecedenti, altri risentono dell'Amore delle tre melarance, l'opera a cui Prokof'ev lavorava negli stessi anni. Fu pubblicato a Parigi nel 1923 ed è dedicato al poeta Konstantin Bal'mont.
Il primo movimento
Il concerto si apre con un clarinetto solo che espone il primo tema, pianissimo e lento; poi gli archi, un crescendo improvviso e l'entrata guizzante del pianoforte. È uno degli inizi più riconoscibili del repertorio concertistico del Novecento.
Il tema con variazioni
Il secondo movimento è un tema con cinque variazioni: il clarinetto espone di nuovo la melodia, e il pianoforte la trasforma in episodi di carattere opposto, da una marcia energica a una quarta variazione misteriosa e meditativa, forse la più celebre.
Il finale
Il terzo movimento, Allegro ma non troppo, alterna un tema dei fagotti con il pizzicato degli archi, una melodia lirica affidata ai fiati e agli archi e passaggi di grande virtuosismo, fino a una chiusura in fortissimo sul do maggiore. Rispetto al Secondo Concerto è meno appariscente, ma chiede al solista doti virtuosistiche eccezionali e molto varie.
La Seconda Sinfonia di Sibelius
La Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43 di Jean Sibelius, composta fra il 1900 e il 1902, è la più popolare ed eseguita delle sue sinfonie; la prima, diretta dall'autore, si tenne a Helsinki l'8 marzo 1902, la versione definitiva a Stoccolma il 10 novembre 1903 sotto la direzione di Armas Järnefelt.
Quattro movimenti da un motivo
La sinfonia si sviluppa da un motivo ascendente di tre note presentato all'inizio, che riappare in varie forme in tutti e quattro i movimenti e diventa nel finale il tema drammatico. Sibelius diceva di ammirarne la severità di stile e la profonda coerenza logica dei motivi.
L'Andante
Il secondo movimento si apre con un lungo pizzicato di violoncelli e contrabbassi; il fagotto propone il primo tema, in un clima di ansia crescente, a cui si contrappone un tema più sereno. Nelle bozze di Sibelius uno dei due temi era associato alla figura di Cristo, l'altro all'incontro fra Don Giovanni e la morte, ma il compositore abbandonò poi ogni intento programmatico.
Lo scherzo e il finale
Il Vivacissimo è impetuoso, con un trio che comincia con otto ripetizioni della stessa nota affidate al primo oboe; senza pause si passa al finale, in cui le trombe riprendono il motivo di tre note e i violini cantano un tema ampio e solenne. La sinfonia si chiude in un clima luminoso.
La sinfonia della liberazione
In Finlandia la Seconda è diventata un simbolo nazionale: scritta durante il dominio russo, fu letta dal pubblico come un messaggio patriottico per l'indipendenza e ribattezzata Sinfonia della liberazione. Il direttore George Schnéevoight le associò perfino un programma, dalla vita pastorale alla speranza della liberazione.
Chi è Beatrice Rana
Beatrice Rana è una pianista italiana nata a Copertino il 22 gennaio 1993, vincitrice a diciotto anni del Concorso Internazionale di Montréal e nel 2013 del secondo premio e del premio del pubblico al Concorso Van Cliburn; vive a Roma.
Gli inizi in Puglia
È nata in una famiglia di musicisti e ha cominciato a suonare da piccolissima; a nove anni ha debuttato con l'orchestra, diretta da Francesco Libetta. Ha studiato per otto anni con il pianista Benedetto Lupo al Conservatorio Nino Rota di Monopoli, dove si è diplomata con lode e menzione e ha approfondito la composizione con Marco Della Sciucca. Si è poi perfezionata con Arie Vardi alla Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover.
I concorsi
A diciotto anni ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale di Montréal, la più giovane vincitrice della competizione e la prima italiana. In Italia aveva già vinto il Muzio Clementi di Lastra a Signa, lo Yamaha Del Rio Giovani Talenti di Cesenatico, il primo Concorso Internazionale Repubblica di San Marino, il Marco Bramanti di Forte dei Marmi e il Premio delle Arti 2005. Nel 2013, al Van Cliburn di Fort Worth, il secondo premio e il premio del pubblico.
La carriera internazionale
Da allora ha suonato con molte orchestre e direttori e nei grandi festival, dalla Roque d'Anthéron al Festival di Radio France di Montpellier alla Folle Journée di Nantes. Nel 2014 la rivista International Piano l'ha inserita fra i trenta migliori pianisti sotto i trent'anni; nel 2018 è stata candidata ai Classic BRIT Awards come miglior artista femminile per le Variazioni Goldberg.
Beatrice Rana in disco
La discografia di Beatrice Rana va dai Preludi di Chopin del 2012 ai Concerti per tastiera di Bach con la Amsterdam Sinfonietta del 2025, passando per un disco inciso a Roma con l'Orchestra di Santa Cecilia.
I primi dischi
Nel 2012 ha pubblicato per ATMA Classique i 26 Preludi di Chopin e la Sonata n. 2 di Skrjabin; nel 2013 per Harmonia mundi gli Studi sinfonici di Schumann, Gaspard de la nuit di Ravel e Out of Doors di Bartók.
Warner Classics
Dal 2016 incide per Warner Classics: il Secondo Concerto di Prokof'ev e il Primo di Čajkovskij con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia e Antonio Pappano nel 2016; le Variazioni Goldberg nel 2017; Miroirs e La valse di Ravel con Petruška e L'uccello di fuoco di Stravinskij nel 2019; gli Studi op. 25 e i quattro Scherzi di Chopin nel 2021.
Gli ultimi anni
Nel 2023 ha inciso i Concerti per pianoforte di Clara Wieck Schumann e Robert Schumann con la Chamber Orchestra of Europe diretta da Yannick Nézet-Séguin; nel 2024 la Sonata n. 2 di Chopin e la Hammerklavier di Beethoven; nel 2025 i Concerti per tastiera BWV 1052, 1053, 1054 e 1056 di Bach con la Amsterdam Sinfonietta.
Daniel Harding, direttore musicale di Santa Cecilia
Daniel Harding, nato a Oxford il 31 agosto 1975, è dalla stagione 2024/2025 direttore musicale dell'Orchestra e del Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e dalla stagione 2027/2028 sarà anche direttore musicale della Los Angeles Philharmonic.
Rattle e Abbado
Ha studiato tromba alla Chetham's School of Music e a tredici anni suonava nella National Youth Orchestra britannica. A diciassette anni mandò a Simon Rattle la registrazione di un Pierrot lunaire di Schönberg diretto da lui, e Rattle lo prese come assistente alla City of Birmingham Symphony Orchestra per la stagione 1993/1994. Poi Claudio Abbado lo volle come assistente ai Berliner Philharmoniker, che diresse per la prima volta a ventuno anni. Nel 1996, al debutto ai Proms, era il direttore più giovane mai salito su quel podio.
Le orchestre di una carriera
È stato direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica di Trondheim, della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e della Mahler Chamber Orchestra, che gli ha conferito il titolo a vita di direttore onorario. Dal 2007 al 2025 ha diretto la Swedish Radio Symphony Orchestra, dal 2016 al 2019 l'Orchestre de Paris; dal 2007 al 2017 è stato direttore ospite principale della London Symphony Orchestra. Nel 2005 diresse Idomeneo per l'inaugurazione della Scala.
Il direttore pilota
Harding è anche pilota di linea con licenza: dal 2022 pilota Airbus su tratte di medio raggio per circa una settimana al mese. È Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico dal 2021 e membro straniero della Reale Accademia Svedese di Musica.
La stagione romana di Harding
A Roma Harding ha aperto la stagione in ottobre con il Siegfried di Wagner e tornerà dopo questo concerto con la Nona di Beethoven ad aprile e con Pagliacci di Leoncavallo a maggio 2027.
Una curiosità su Daniel Harding e Beatrice Rana all'Auditorium Parco della Musica — dal 4 al 6 marzo 2027
La curiosità più bella riguarda il rapporto fra Beatrice Rana e l'orchestra che la accoglie. Nel 2016 la pianista ha inciso per Warner Classics il Secondo Concerto di Prokof'ev e il Primo di Čajkovskij proprio con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, allora diretta da Antonio Pappano. Undici anni dopo torna con la stessa orchestra, con un nuovo direttore musicale, per il Terzo Concerto dello stesso Prokof'ev, e in un programma che si apre con Čajkovskij. Il cerchio si chiude, con un concerto in più.
La seconda curiosità è italiana. Sibelius cominciò la Seconda Sinfonia durante un soggiorno a Rapallo, nel 1900, finanziato dal barone Axel Carpelan; i temi dell'Andante furono abbozzati in Liguria nel febbraio 1901. La sinfonia più amata della Finlandia, diventata simbolo di indipendenza nazionale, nasce dunque anche da un inverno sulla riviera ligure.
La terza è una coincidenza di calendario: la prima esecuzione della Seconda Sinfonia, diretta dallo stesso Sibelius a Helsinki, avvenne l'8 marzo 1902. Le serate romane del 4, 5 e 6 marzo 2027 cadono a pochi giorni dai centoventicinque anni esatti da quella prima.
La Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. La scheda generale del complesso è quella dell'Auditorium Parco della Musica.
Il soffitto di ciliegio
Il soffitto è formato da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ognuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati, e l'intera sala funziona come una cassa armonica. Attorno al palco, anche dietro l'orchestra, corre una galleria con altri posti a sedere. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi.
Dove sedersi per un concerto per pianoforte
L'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante: non è necessario sedere a ridosso del palco. Per il Concerto di Prokof'ev, a nostro giudizio, conviene un posto sul lato sinistro della sala, da cui si vedono le mani della solista; per la sinfonia di Sibelius, un posto centrale restituisce meglio l'equilibrio fra archi e ottoni.
Gli scarabei di Renzo Piano
Dall'esterno le tre sale sembrano tre grandi scarabei, rivestiti di lastre di piombo su una base di mattoni e disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto, intitolata a Luciano Berio. Renzo Piano lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari.
Una cosa che non ti dice nessuno su Daniel Harding e Beatrice Rana all'Auditorium Parco della Musica — dal 4 al 6 marzo 2027
La prima cosa che pochi dicono è che il concerto cade all'inizio del secondo periodo di prevendita della stagione. L'Accademia ha diviso la vendita in due fasi: dal 10 settembre 2026 per i concerti fino al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli successivi. I biglietti per Harding e Rana escono dunque il 12 gennaio, e per un'artista romana d'adozione con un seguito così ampio conviene non aspettare.
La seconda è che le porte di Santa Cecilia si chiudono davvero all'orario indicato. L'Accademia avverte che chi arriva in ritardo non può entrare in sala e segue il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Romeo e Giulietta apre il programma: chi arriva tardi la perde, e rischia di attendere fuori fino al concerto per pianoforte.
La terza riguarda la Sinfonia di Sibelius. Nel finale, secondo il musicologo Erkki Salmenhaara, c'è un momento preciso da aspettare: il motivo ascendente di tre note che attraversa tutta la sinfonia raggiunge finalmente, per la prima volta, la quarta nota. Chi lo sa lo sente arrivare, e il finale cambia di senso.
Biglietti per Harding e Rana
I biglietti per il concerto di Daniel Harding e Beatrice Rana costano 54 euro nel primo settore, 47 nel secondo, 37 nel terzo, 35 nel quarto, 30 nel quinto e 23 euro nel sesto, e sono in vendita dal 12 gennaio 2027.
Dove si comprano
Secondo l'Accademia, gli unici rivenditori autorizzati sono i punti vendita del circuito di prevendita a cui rimanda la pagina ufficiale del concerto, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e quello di via Vittoria 6. L'Accademia non risponde di maggiorazioni applicate da soggetti non autorizzati.
Giovani e informazioni
Le agevolazioni per i giovani sono raccolte in una sezione dedicata del sito dell'Accademia. L'infoline risponde allo 06 8082058; per la biglietteria c'è l'indirizzo biglietteria@santacecilia.it.
Il consiglio che ti do per visitare Daniel Harding e Beatrice Rana all'Auditorium Parco della Musica — dal 4 al 6 marzo 2027
Il primo consiglio è ascoltare prima il disco del 2016 in cui Beatrice Rana suona il Secondo Concerto di Prokof'ev con l'Orchestra di Santa Cecilia. È il modo migliore per arrivare al Terzo con l'orecchio pronto: stesso compositore, stessa orchestra, stessa solista, undici anni di distanza.
Il secondo è prestare attenzione all'inizio del Concerto: un clarinetto solo, pianissimo, prima dell'entrata del pianoforte. È un attimo, e per coglierlo bisogna essere seduti e in silenzio quando l'orchestra attacca.
Il terzo riguarda Sibelius: seguire il motivo di tre note che apre la sinfonia e tornarci con la mente a ogni movimento. È il filo della composizione, e ritrovarlo trasformato nel finale è uno dei piaceri dell'ascolto.
Il quarto è pratico: arrivare almeno mezz'ora prima, perché le porte si chiudono puntuali, e scegliere la sera in base al rientro. Il sabato alle 18 è la scelta più comoda per chi viene da fuori.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che percorre via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi: la soluzione più lineare per chi arriva in treno.
Le altre linee e l'auto
Il 53, il 982 e il 168 completano i collegamenti; per il ritorno serale conviene verificare gli orari sul calcolatore di percorso ATAC. Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico; il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Terzo è il concerto per pianoforte più eseguito di Prokof'ev. Meno spesso si ricorda che debuttò lontano dalla Russia: la prima esecuzione avvenne a Chicago, all'Orchestra Hall, il 16 dicembre 1921, e la partitura fu pubblicata a Parigi nel 1923. Prokof'ev lo aveva cominciato nel 1917 e lo completò dopo anni di spostamenti fra continenti: un concerto russo nato in viaggio.
Un secondo fatto poco citato riguarda la dedica. Il Terzo Concerto è dedicato al poeta Konstantin Bal'mont: un omaggio letterario per una pagina che, a differenza dei due concerti giovanili, è strutturata in una forma classica in tre movimenti.
E ancora: la prima registrazione della Seconda Sinfonia di Sibelius fu incisa da Robert Kajanus con la London Symphony Orchestra per la HMV nel maggio 1930.
La foto giusta da fare a Daniel Harding e Beatrice Rana all'Auditorium Parco della Musica — dal 4 al 6 marzo 2027
La foto giusta a un concerto di Santa Cecilia non si fa durante l'esecuzione: il silenzio fra un movimento e l'altro è parte della musica, e uno schermo acceso in sala disturba. Il momento è l'applauso dopo il Concerto di Prokof'ev, con Beatrice Rana in piedi accanto al pianoforte e Harding che la indica al pubblico.
Prima del concerto, la foto da fare è l'Auditorium illuminato, con i tre grandi volumi rivestiti di piombo che Renzo Piano ha disposto intorno alla cavea. Nelle sere di inizio marzo, alle 19, è già buio, e le luci del foyer disegnano bene le forme degli edifici.
Chi arriva presto può cercare un dettaglio meno scontato: dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori, un'immagine che accosta antico e contemporaneo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno dell'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo; la scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due delle tre sale. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione: nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia fu inaugurata con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung.
Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, dal 2020 è intitolato a Ennio Morricone. Dal 2024 la Sala Santa Cecilia è la casa di Daniel Harding.
Chi è passato da Daniel Harding e Beatrice Rana all'Auditorium Parco della Musica — dal 4 al 6 marzo 2027
Dalla Sala Santa Cecilia sono passati fin dal primo giorno i direttori che hanno guidato l'Orchestra dell'Accademia: Myung-whun Chung, che la inaugurò nel dicembre 2002, e Antonio Pappano, a lungo direttore musicale, prima dell'arrivo di Daniel Harding. Nei primi mesi di vita la sala fu anche criticata, fra gli altri dal direttore Wolfgang Sawallisch; seguirono interventi di correzione acustica. Luciano Berio ha dato il nome alla cavea.
Nella linea dei direttori stabili dell'Accademia si contano Bernardino Molinari, Franco Ferrara, Fernando Previtali, Igor Markevitch, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, Myung-whun Chung e Antonio Pappano. Harding è l'ultimo di questa serie.
Beatrice Rana è di casa: con Pappano e l'Orchestra dell'Accademia ha inciso nel 2016 Prokof'ev e Čajkovskij per Warner. Dalle carriere dei due interpreti passano anche Simon Rattle e Claudio Abbado, maestri di Harding; Benedetto Lupo e Arie Vardi, maestri di Rana; Yannick Nézet-Séguin e la Chamber Orchestra of Europe, con cui la pianista ha inciso Schumann.
Accessibilità e ragazzi
Per esigenze di accessibilità nella Sala Santa Cecilia conviene contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia all'infoline 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it, per scegliere il posto più adatto e conoscere il percorso d'accesso.
Con i ragazzi
Un programma con Romeo e Giulietta, un concerto per pianoforte molto ritmico e una sinfonia dal finale trionfale è fra i più adatti per portare un ragazzo al suo primo concerto sinfonico. Il sabato alle 18:00 è l'orario più indicato. Le agevolazioni per i giovani sono pubblicate dall'Accademia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium sorge fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma moderna in cui l'architettura contemporanea dialoga con il verde.
Il MAXXI e il Ponte della Musica
Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; verso il Tevere, il Ponte della Musica collega il Flaminio al Foro Italico.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, dove comincia Villa Borghese: una passeggiata al Pincio nel pomeriggio del sabato e il tram verso l'Auditorium sono un modo riposante di arrivare. Dentro il complesso c'è anche il Museo degli Strumenti Musicali dell'Accademia.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere; chi preferisce cenare dopo il concerto trova l'offerta più ampia nella zona di Ponte Milvio, a pochi minuti, dove diversi locali restano aperti fino a tardi.
Inizio marzo a Roma
La settimana del concerto è una delle più ricche della stagione: il 3 marzo Mikhail Pletnëv suona Beethoven e Čajkovskij nella Sala Sinopoli; il 4, la stessa sera della prima di Harding e Rana, l'Accademia Filarmonica Romana porta il Quartetto Prometeo e Claudio Pasceri al Teatro Argentina; il 17 marzo il duo Jussen torna all'Auditorium. Le giornate si allungano, ma le sere sono ancora fresche: all'uscita serve una giacca pesante.
Domande frequenti su Harding e Rana a Santa Cecilia
Quando suonano Daniel Harding e Beatrice Rana a Roma?
Daniel Harding e Beatrice Rana sono in programma nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica giovedì 4 marzo 2027 alle 19:30, venerdì 5 alle 20:00 e sabato 6 marzo alle 18:00, con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Qual è il programma del concerto di Harding e Rana?
Il programma del concerto di Harding e Rana comprende Romeo e Giulietta di Čajkovskij, il Concerto per pianoforte n. 3 di Prokof'ev con Beatrice Rana solista e la Sinfonia n. 2 di Sibelius.
Quanto costano i biglietti per Harding e Rana?
I biglietti per il concerto di Daniel Harding e Beatrice Rana costano da 23 euro nel sesto settore a 54 euro nel primo, con settori intermedi a 47, 37, 35 e 30 euro. Sono in vendita dal 12 gennaio 2027 ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato dall'Accademia.
Chi è Beatrice Rana?
Beatrice Rana, solista del concerto di Harding a Santa Cecilia, è una pianista nata a Copertino nel 1993 che vive a Roma. Ha vinto il Concorso di Montréal a diciotto anni e il secondo premio al Van Cliburn nel 2013, e incide per Warner Classics.
Chi è Daniel Harding?
Daniel Harding, nato a Oxford nel 1975, è il direttore musicale dell'Orchestra e del Coro dell'Accademia di Santa Cecilia dalla stagione 2024/2025 e dal 2027/2028 guiderà anche la Los Angeles Philharmonic.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.
Il consiglio finale su Harding e Rana a Santa Cecilia
Il direttore musicale dell'Accademia, una pianista romana d'adozione che torna con l'orchestra con cui ha inciso Prokof'ev nel 2016, il Terzo Concerto e una delle sinfonie più amate del Novecento: a nostro giudizio è uno dei concerti sinfonici più riusciti della primavera romana. Il consiglio è comprare il biglietto appena si apre la prevendita, il 12 gennaio, riascoltare il disco del 2016, sedersi dal lato della tastiera e seguire, in Sibelius, il motivo di tre note fino alla sua quarta nota.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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