The fabulous Thad Jones con la Casa del Jazz Orchestra alla Casa del Jazz — 23 e 24 ottobre 2026
In breve. Dossier pratico. Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle 19.30, la Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini presenta "The fabulous Thad Jones", un programma dedicato al trombettista, compositore e arrangiatore statunitense…
Dossier pratico. Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, alle 19.30, la Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini presenta "The fabulous Thad Jones", un programma dedicato al trombettista, compositore e arrangiatore statunitense Thad Jones, nell'ambito degli appuntamenti Big Band Weekend. Le due serate si tengono nella Sala concerti "Armando Trovajoli" della Casa del Jazz, in Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma, all'interno del parco della villa. Il biglietto è unico e costa 15 euro. Si acquista online attraverso il canale indicato sulla scheda ufficiale dell'evento su casadeljazz.com oppure al botteghino, aperto nei giorni di spettacolo dalle 19 fino a 40 minuti dopo l'inizio. La sala conta circa 150 posti. Per informazioni la Casa del Jazz indica il numero 06 80241281 e l'indirizzo info@musicaperroma.it. Il sito non pubblica indicazioni sui mezzi pubblici: per il percorso conviene usare il calcolatore ATAC.

The fabulous Thad Jones: il concerto
Il titolo scelto dalla Casa del Jazz Orchestra non è un'invenzione pubblicitaria. "The Fabulous Thad Jones" è il nome dell'album in cui confluirono le prime sessioni da leader del trombettista, registrate tra il 1954 e il 1955 insieme a musicisti come Charles Mingus e Max Roach. Riprenderlo oggi significa dichiarare subito la prospettiva del concerto: raccontare un musicista attraverso la sua opera di autore, prima ancora che di solista.
La presentazione ufficiale descrive la serata come un viaggio nella musica di una delle figure più influenti della storia del jazz, capace di rivoluzionare il linguaggio della big band con una scrittura raffinata e innovativa. Il fuoco è sulla grande formazione: Thad Jones è ricordato soprattutto per gli arrangiamenti scritti per l'orchestra di Count Basie e poi per la big band che fondò con il batterista Mel Lewis, residente per anni al Village Vanguard di New York.
Due serate gemelle
Il sito della Casa del Jazz pubblica due schede distinte, una per il 23 e una per il 24 ottobre, con lo stesso titolo, lo stesso orario e lo stesso prezzo. Si tratta quindi di due repliche dello stesso programma. La scelta tra le due date dipende solo dalla disponibilità dei posti, che in una sala di circa 150 posti può esaurirsi in fretta.
Il formato del Big Band Weekend
Big Band Weekend è il contenitore con cui la Casa del Jazz programma i concerti della propria orchestra residente, spesso in coppie di date ravvicinate. Nella primavera e nell'estate 2026 lo stesso formato ha ospitato un omaggio a Duke Ellington, uno a Benny Goodman e un concerto con Fabrizio Bosso dedicato a Miles Davis e Gil Evans.
Chi era Thad Jones
Thaddeus Joseph Jones nacque a Pontiac, nel Michigan, il 28 marzo 1923 e morì a Copenaghen il 20 agosto 1986. Era fratello di Hank ed Elvin Jones, due nomi a loro volta centrali nella storia del jazz. Charles Mingus lo definì, secondo la voce di Wikipedia, «il più grande trombettista che abbia mai ascoltato». Oltre alla tromba suonava la cornetta, il flicorno e il trombone a pistoni.
Una famiglia di musicisti
I genitori incoraggiarono la passione musicale di tutti i figli: oltre ai tre fratelli diventati professionisti del jazz, anche due sorelle studiarono pianoforte e violino. Thad ricevette la prima tromba da uno zio, imparò le basi a scuola e, dopo aver visto suonare Louis Armstrong, si costruì la tecnica da autodidatta.
Gli esordi
A sedici anni entrò nel professionismo con la formazione in cui suonavano il fratello Hank e il sassofonista Sonny Stitt; nel 1941 passò nella Connie Connell Band, con cui fece la prima tournée. Congedato dall'esercito nel 1946, raggiunse a Oklahoma City il gruppo di Charles Young e ne prese la guida dopo la morte improvvisa del leader. Nei primi anni Cinquanta suonò con Elvin nel quintetto di Billy Mitchell e nel gruppo stabile del Blue Bird Inn di Detroit.
Con Count Basie
La notorietà nazionale arrivò nel 1954, quando entrò nella cosiddetta New Testament band di Count Basie. Il sito della Casa del Jazz ricorda che con Basie si distinse come solista e come autore di arrangiamenti destinati a diventare classici. Tre anni dopo, nel 1957, Jones e Basie furono a Londra per un'esibizione in onore della regina Elisabetta.
Le registrazioni da leader
Tra il 1954 e il 1955 Jones debuttò come leader in studio con Charles Mingus, Max Roach e altri, nelle sessioni dell'album che dà il titolo al concerto. Il 1959 fu un anno ricco di incisioni, con Kenny Burrell, Tommy Flanagan e Paul Chambers, e in un'altra occasione con Thelonious Monk. Nel 1963, poco prima di lasciare Basie, partecipò in Giappone alla colonna sonora del film "Asphalt Girl" insieme al pianista Roland Hanna.
La Thad Jones/Mel Lewis Orchestra
Dopo l'uscita dall'orchestra di Basie, Jones incrociò Gerry Mulligan e conobbe Mel Lewis, all'epoca batterista di Mulligan. Con lui creò una big band di diciotto elementi, la Thad Jones/Mel Lewis Orchestra, formata da musicisti con grande esperienza di sala d'incisione. Sull'anno di nascita del progetto le fonti si integrano: la Casa del Jazz indica il 1965 come data di fondazione, Wikipedia colloca l'esordio al Village Vanguard nel febbraio del 1966.
I lunedì del Village Vanguard
Al Village Vanguard l'orchestra divenne l'ospite fissa degli spettacoli del lunedì sera. Seguirono tournée internazionali, compresa una nell'Unione Sovietica. Nel tempo passarono dalla formazione trombettisti come Snooky Young e Marvin Stamm, sassofonisti come Pepper Adams e Billy Harper, trombonisti come Bob Brookmeyer e i pianisti Roland Hanna e Hank Jones.
Una big band che sopravvive
Wikipedia ricorda che la musica di quell'orchestra continua a essere suonata dalla Vanguard Jazz Orchestra, erede diretta della formazione originale. Tra i suoi trombonisti c'era Bob Brookmeyer, che figura anche tra gli autori a cui la Casa del Jazz Orchestra ha dedicato il proprio programma iniziale: un filo che lega i due omaggi.
Gli album da ascoltare
Tra i titoli della discografia citati da Wikipedia figurano "Mean What You Say" del 1966, "Consummation" e i "Village Vanguard Live Sessions" del 1970, "Suite for Pops" del 1972. Ascoltarne uno prima del concerto è il modo più semplice per familiarizzare con la scrittura di Jones e riconoscerla poi dal vivo.
Gli ultimi anni: Danimarca e ritorno da Basie
Nel 1978, durante una tournée in Jugoslavia, Jones ebbe un incidente al labbro e per un periodo si dedicò al trombone a pistoni. Nello stesso anno, in modo inatteso, interruppe il sodalizio con Mel Lewis e si trasferì in Danimarca, dove formò il gruppo Eclipse e lavorò con un'orchestra radiofonica locale.
Alla guida dell'orchestra di Basie
Nel 1984 tornò alle origini e prese la direzione dell'orchestra di Count Basie, incarico che dovette lasciare l'anno successivo per motivi di salute. Morì di tumore a 63 anni, il 20 agosto 1986, a Copenaghen. La traiettoria si chiude così dove era cominciata la sua fama, accanto alla musica di Basie.
La Casa del Jazz Orchestra e Mario Corvini
La CDJO è la nuova orchestra residente della Casa del Jazz, una produzione originale del Centro di Produzione Musica Jazz della Fondazione Musica per Roma. La pagina ufficiale, pubblicata nel marzo 2026, riporta le parole di Mario Corvini, che ne è il Direttore Musicale: la formazione è prevalentemente giovanile, affiancata da alcuni musicisti di grande esperienza, con l'obiettivo di valorizzare le nuove generazioni di jazzisti.
Il repertorio
Il progetto unisce una visione contemporanea alle radici storiche del jazz orchestrale, con un repertorio che va dal linguaggio swing alle grandi partiture del Novecento. Il programma iniziale dichiarato rende omaggio a quattro autori: Duke Ellington, Benny Goodman, Thad Jones e Bob Brookmeyer. Il concerto di ottobre è quindi una tappa di un percorso già annunciato in primavera.
Le tappe precedenti
Il calendario del Big Band Weekend ha visto la CDJO il 24 e 25 aprile con "Echoes of Duke Ellington", il 22 e 23 maggio con "Benny Goodman, the Golden Age of Swing" e il 17 luglio con Fabrizio Bosso per il centenario della nascita di Miles Davis, in un programma intitolato "Sketches of Spain / Miles Davis and Gil Evans". La formazione completa e la biografia di Corvini non sono pubblicate sul sito.
La Fondazione Musica per Roma
La fondazione che gestisce la Casa del Jazz gestisce anche l'Auditorium Parco della Musica e possiede un'etichetta discografica. La nascita di un Centro di Produzione Musica Jazz, da cui dipende la CDJO, indica la volontà di produrre musica originale oltre che ospitare concerti: un'orchestra residente è lo strumento più adatto a questo scopo, perché permette di lavorare per mesi su un repertorio e di farlo crescere nel tempo.
Un'altra orchestra residente
La Casa del Jazz ospita anche la Jazz Campus Orchestra diretta da Massimo Nunzi, segno di una politica che punta sulle grandi formazioni come laboratorio di crescita per i musicisti. Per chi segue il jazz orchestrale a Roma, la presenza di due big band residenti in una stessa struttura è un fatto raro.
Come ascoltare una big band in una sala da 150 posti
Una big band in una sala di circa 150 posti è un'esperienza molto diversa da quella di un grande auditorium. Il suono delle sezioni arriva diretto, quasi fisico, e la distanza tra palco e pubblico si riduce. Chi è abituato ai dischi della Thad Jones/Mel Lewis Orchestra, registrati spesso dal vivo in un club, ritroverà in parte quella dimensione ravvicinata.
Cosa osservare
Nella musica di Jones il gioco tra le sezioni è fondamentale: trombe, tromboni e sassofoni si passano frasi, si sovrappongono, si interrompono. Seguire con lo sguardo il passaggio delle idee da una fila all'altra, e osservare i gesti con cui il direttore governa dinamiche e attacchi, rende l'ascolto più consapevole.
L'orario delle 19.30
Le serate cominciano alle 19.30, un orario che consente di cenare dopo il concerto. Il botteghino apre alle 19, mezz'ora prima: è il momento giusto per arrivare, ritirare o acquistare il biglietto e fare due passi nel parco prima di entrare in sala.
Piccolo glossario per ascoltare una big band
Per chi si avvicina per la prima volta a un concerto di jazz orchestrale, qualche parola chiave aiuta a orientarsi. Non serve una preparazione tecnica: bastano pochi riferimenti per seguire quello che accade sul palco e capire perché la scrittura di Thad Jones sia considerata così importante.
Le sezioni
Una big band è organizzata per famiglie di strumenti: le trombe, i tromboni, i sassofoni e la sezione ritmica, con pianoforte, contrabbasso, batteria e talvolta chitarra. Ogni sezione suona come un'unica voce a più parti, e l'arrangiatore decide come farle dialogare, sovrapporre o contrapporre. La Thad Jones/Mel Lewis Orchestra, con i suoi diciotto elementi, era una formazione di questo tipo.
L'arrangiamento
Nel jazz orchestrale l'arrangiatore è spesso il vero autore della musica che si ascolta: prende un tema, a volte proprio, a volte altrui, e lo distribuisce tra le sezioni, scrive i passaggi d'insieme e lascia spazi per gli assoli. La fama di Jones nasce proprio da qui, dagli arrangiamenti scritti per Basie che il sito della Casa del Jazz definisce destinati a diventare classici.
Il solista e l'orchestra
In una big band i solisti si alzano o avanzano per improvvisare sopra il tessuto delle sezioni, e il pubblico applaude spesso alla fine di ogni assolo, oltre che al termine del brano. È un'abitudine che sorprende chi viene dalla musica classica, ma fa parte del rito del concerto jazz.
Il direttore
Il direttore di una big band governa attacchi, dinamiche e ordine dei soli, e spesso presenta i brani al pubblico. Nella CDJO questo ruolo è di Mario Corvini, che la Casa del Jazz indica come Direttore Musicale del progetto.
Informazioni pratiche
Biglietti e acquisto
Il biglietto è unico e costa 15 euro, senza distinzione di settore. La scheda ufficiale dell'evento sul sito della Casa del Jazz rimanda al canale di vendita online autorizzato; in alternativa si può acquistare al botteghino il giorno dello spettacolo, dalle 19 fino a 40 minuti dopo l'inizio. Il regolamento della biglietteria è consultabile sul sito.
Contatti
La Casa del Jazz è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, che gestisce anche l'Auditorium Parco della Musica. Per informazioni si possono usare il numero 06 80241281 e gli indirizzi info@casadeljazz.it e info@musicaperroma.it, entrambi indicati sulla pagina della sala.
Come arrivare
L'indirizzo è Viale di Porta Ardeatina 55. La Casa del Jazz non pubblica sul proprio sito indicazioni su bus, metro o parcheggi: il percorso migliore con i mezzi pubblici si calcola sul sito ATAC inserendo l'indirizzo. Accessibilità e servizi di ristorazione nei giorni di concerto non sono specificati nella pagina della sala, quindi è utile chiedere al numero di telefono indicato.
Armando Trovajoli, il nome della sala
Ascoltare una big band in una sala intitolata a Trovajoli ha un significato preciso. Nato a Roma il 2 settembre 1917 e morto a Roma il 1° marzo 2013, Trovajoli è ricordato soprattutto per il cinema e la commedia musicale, ma la sua formazione fu jazzistica. Dopo la guerra fondò il gruppo Il club del ritmo con il chitarrista Libero Tosoni e la cantante Anna Maria Dionisi, proseguendo un'attività di pianista cominciata nelle orchestre romane degli anni Trenta.
Dal cinema a Rugantino
La sua carriera nel cinema passò da successi come "El Negro Zumbón", la canzone del film "Anna" del 1951, e "Che m'è 'mparato a fa'", lanciata da Sophia Loren nel 1956, fino alla lunga collaborazione con Ettore Scola, di cui musicò quasi tutta la filmografia, oltre ai lavori con Vittorio De Sica e Dino Risi. Con Garinei e Giovannini firmò "Rugantino", andato in scena nel 1962, e "Aggiungi un posto a tavola".
Roma nun fa' la stupida stasera
Da "Rugantino" viene "Roma nun fa' la stupida stasera", che Wikipedia indica come il suo terzo grande successo internazionale. Trovarla idealmente associata a una sala da jazz ricorda che, a Roma, il confine tra canzone, cinema e jazz è stato spesso attraversato dagli stessi musicisti.
La villa e il parco: un'architettura degli anni Trenta
Il complesso della Casa del Jazz si compone di tre edifici immersi in un parco pubblico di circa due ettari e mezzo. Il progetto della villa padronale porta la firma di Cesare Pascoletti, ingegnere formatosi nella cerchia di Piacentini, mentre la sistemazione del verde fu affidata a Pietro Porcinai, architetto paesaggista. L'insieme nacque tra il 1936 e il 1939 come residenza privata, sul sito di un casale del Seicento.
Gli interventi di Nicoletti
Gli abusi edilizi realizzati negli anni Ottanta hanno alterato in modo pesante interni e facciate, e la villa che si vede oggi è il risultato del recupero seguito alla confisca. La storia materiale dell'edificio porta così i segni delle tre fasi: la residenza borghese, la proprietà criminale, il centro culturale pubblico.
Una curiosità sulla Casa del Jazz
Dentro la villa che oggi ospita concerti di jazz c'è un affresco che raffigura piazza Navona. Secondo Wikipedia, il pittore Amerigo Bartoli dipinse una veduta della piazza nella sala da pranzo al pian terreno, trasformata in sala multimediale. È un dettaglio che ricorda come l'edificio sia nato come residenza privata di lusso, con un apparato decorativo pensato per una famiglia della borghesia romana degli anni Trenta.
La villa padronale oggi
La villa ospita l'auditorium da 150 posti, attrezzato con un sistema di registrazione per conservare e diffondere gli eventi, oltre a una mediateca, una biblioteca aperta al pubblico, una libreria e una caffetteria. Negli edifici secondari ci sono sale prova e di registrazione, una foresteria per i musicisti e un ristorante.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Casa del Jazz
Sotto la villa c'è una catacomba romana. Lo hanno accertato le ricerche condotte tra il novembre 2025 e la metà di aprile 2026, quando, come ha ricostruito Il Post, i vigili del fuoco hanno scavato un tunnel di circa 25 metri raggiungendo un'antica catacomba, a suo tempo ampliata e pavimentata, e da lì un pozzo poi interrato collegato a una galleria sotterranea.
Perché si scavava
Le ricerche cercavano i resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994 dopo aver indagato sulla banda della Magliana, nell'ipotesi che fosse stato sepolto nei sotterranei della villa appartenuta a Enrico Nicoletti. Analisi e test non hanno dato alcun esito, e la prefettura ha concluso che non è stato trovato nulla di rilevante sul piano investigativo. Già nel 1997 la polizia scientifica aveva svolto ricerche negli stessi sotterranei.
Il consiglio che ti do per visitare la Casa del Jazz
Il mio consiglio è di arrivare alle 19, quando apre il botteghino, e di usare la mezz'ora prima del concerto per attraversare il parco: è un giardino di circa due ettari e mezzo, disegnato in origine dal paesaggista Pietro Porcinai, e attraversarlo prima di entrare in sala prepara all'ascolto meglio di un'attesa in coda. Con soli 150 posti e due repliche, conviene comprare il biglietto online appena deciso, scegliendo la data meno richiesta.
Una giornata tra Caracalla e il jazz
Chi ha il pomeriggio libero può visitare le vicine Terme di Caracalla, verificando l'orario di chiusura, e poi raggiungere la Casa del Jazz per il concerto. In alternativa, nella zona di Ostiense, la Piramide Cestia offre una sosta breve e fotogenica prima di dirigersi verso Porta Ardeatina.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Quasi tutti sanno che la Casa del Jazz è un bene confiscato a Enrico Nicoletti, indicato come cassiere della banda della Magliana. Molto meno citato è chi abbia costruito la villa e perché. Fu edificata tra il 1936 e il 1939, sulle rovine di un casale seicentesco, per Arturo Osio, socio fondatore della Banca Nazionale del Lavoro, che rilevò l'area e affidò il progetto all'ingegnere Cesare Pascoletti, allievo di Marcello Piacentini.
Dal vicariato a Nicoletti
Negli anni Ottanta Nicoletti acquistò la villa dal vicariato di Roma e vi fece eseguire interventi e abusi edilizi che alterarono pesantemente interni e facciate. La storia di questo edificio, dunque, non comincia con la criminalità, ma con la borghesia finanziaria degli anni Trenta e con un progetto firmato da un allievo del più influente architetto dell'epoca.
La foto giusta da fare alla Casa del Jazz
La fotografia più significativa si fa all'ingresso del parco, davanti alla stele della memoria realizzata con l'associazione Libera, che riporta i nomi di 683 vittime di mafia dal 1893 al 2005. È un'immagine che racconta il senso civile del luogo meglio di qualsiasi veduta della villa, e va scattata con il rispetto che quei nomi richiedono, evitando pose o selfie.
La villa tra gli alberi
Per un'immagine più architettonica, la villa padronale vista dal viale del parco, con il verde in primo piano, restituisce l'impianto da residenza signorile degli anni Trenta. Con un concerto alle 19.30, a fine ottobre la luce naturale è ormai scarsa: conviene puntare sulle luci dell'edificio.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1996-2001: sequestro e confisca
Il 14 novembre 1996 la villa fu sequestrata; la confisca divenne definitiva il 20 febbraio 2001 e il 26 settembre 2001 il bene fu assegnato al Comune di Roma in base alla legge 109 del 1996 sui beni sequestrati e confiscati alle mafie.
Aprile 2005: l'apertura
La Casa del Jazz fu inaugurata nell'aprile 2005, un progetto che il sito ufficiale definisce fortemente voluto dal sindaco Walter Veltroni. La prima direzione fu affidata a Luciano Linzi e la gestione all'Azienda speciale Palaexpo; oggi la struttura è gestita dalla Fondazione Musica per Roma.
24 giugno 2025: la sala Trovajoli
Dal 24 giugno 2025 la sala concerti porta il nome di Armando Trovajoli, il compositore romano nato nel 1917 e morto nel 2013, che prima di diventare celebre per il cinema e per "Rugantino" fu pianista jazz.
2025-2026: le ricerche nei sotterranei
Tra il novembre 2025 e l'aprile 2026, con un'interruzione invernale per mancanza di fondi, si sono svolte le ricerche dei resti del giudice Adinolfi, concluse senza esito ma con la scoperta della catacomba sotto la villa.
Chi è passato dalla Casa del Jazz
Il primo nome da ricordare è quello a cui è dedicata la sala. Armando Trovajoli nel 1937 entrò nell'orchestra di Rocco Grasso, nel 1939 suonò con quella di Sesto Carlini e nel 1949 rappresentò l'Italia al Paris Jazz Festival, alla Salle Pleyel, con Gorni Kramer al contrabbasso e Gil Cuppini alla batteria. Intitolargli la sala significa legare la villa alla storia del jazz italiano del dopoguerra.
Le voci di questo ottobre
Nello stesso mese di "The fabulous Thad Jones" la sala ospita Enrico Rava in un incontro il 15 ottobre, il Marco Valeri Quartet il 16, Luca Ciarla con "Molisound" il 18 e il Matteo Fagioli Trio il 25 ottobre: un campionario della scena attuale che si alterna con la grande orchestra.
Fabrizio Bosso e Miles Davis
Il 17 luglio 2026 la stessa CDJO ha suonato con Fabrizio Bosso per il centenario della nascita di Miles Davis. Chi vuole proseguire su quel filo trova a Roma anche la mostra Miles Davis 100. L'arte del cambiamento.
Il jazz a Roma oltre la Casa del Jazz
La Casa del Jazz è il polo pubblico del jazz romano, ma la città ha anche una rete di club storici e nuovi. Per una serata diversa si può guardare alla programmazione dell'Alexanderplatz Jazz Club o del Gregory's Jazz Club, mentre per i grandi nomi internazionali c'è il cartellone del Roma Jazz Festival 2026.
La villa come luogo da conoscere
A chi vuole approfondire la storia e gli spazi del complesso, indipendentemente dal concerto, è dedicata la scheda sulla Casa del Jazz. Per una lettura più ampia esiste anche un volume di Guido Ingrao, "La Casa del Jazz a Roma", pubblicato da Mondadori Electa nel 2008.
Domande frequenti su The fabulous Thad Jones alla Casa del Jazz
Quando si tiene il concerto?
Le date sono due, venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, entrambe alle 19.30, nella Sala concerti "Armando Trovajoli" della Casa del Jazz, in Viale di Porta Ardeatina 55. Il programma è lo stesso nelle due serate, quindi si può scegliere in base alla propria disponibilità e ai posti rimasti. Il botteghino apre alle 19.
Quanto costa il biglietto?
Il biglietto unico costa 15 euro, senza settori né riduzioni indicate sulla scheda ufficiale. Si compra online tramite il canale indicato su casadeljazz.com oppure al botteghino della Casa del Jazz nei giorni di spettacolo, dalle 19 fino a 40 minuti dopo l'inizio. Con circa 150 posti a sedere è meglio non aspettare l'ultimo momento.
Chi suona?
Suona la Casa del Jazz Orchestra, nuova orchestra residente prodotta dal Centro di Produzione Musica Jazz della Fondazione Musica per Roma, diretta da Mario Corvini. Secondo il direttore, la formazione è prevalentemente composta da giovani musicisti affiancati da alcuni grandi esperti. L'elenco nominativo dei musicisti non è pubblicato sul sito ufficiale.
Perché il concerto si chiama The fabulous Thad Jones?
Il titolo richiama l'album "The Fabulous Thad Jones", nato dalle sessioni che il trombettista registrò da leader tra il 1954 e il 1955 con musicisti come Charles Mingus e Max Roach. Il concerto ripercorre la sua musica, con particolare attenzione alla scrittura per big band, che Jones sviluppò con Count Basie e poi con la Thad Jones/Mel Lewis Orchestra.
Quanto dura il concerto?
La durata non è pubblicata sulla scheda ufficiale. Il dato utile per organizzarsi è l'orario di apertura del botteghino, che resta attivo fino a 40 minuti dopo l'inizio, e l'orario d'inizio alle 19.30, che lascia comunque la possibilità di cenare dopo il concerto, sia nella zona sia rientrando verso il centro.
Come si raggiunge la Casa del Jazz?
L'indirizzo è Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma. Il sito ufficiale non indica linee di autobus o metropolitana né parcheggi, per cui il modo più sicuro per pianificare il viaggio è il calcolatore di percorso ATAC. Chi ha esigenze di accessibilità può chiedere informazioni al numero 06 80241281.
La Casa del Jazz è davvero un bene confiscato alla mafia?
Sì. La villa apparteneva a Enrico Nicoletti, indicato come cassiere della banda della Magliana. Fu sequestrata nel 1996, confiscata definitivamente nel 2001 e assegnata al Comune di Roma con la legge sui beni confiscati, e aprì come Casa del Jazz nel 2005. All'ingresso del parco una stele realizzata con Libera ricorda 683 vittime di mafia.
Si può visitare il parco prima del concerto?
Il parco circonda la villa e l'accesso alla sala passa da lì, quindi chi arriva per il concerto lo attraversa comunque. Gli orari di apertura del parco nei giorni senza eventi non sono indicati sulla pagina della sala; per una visita diurna conviene chiedere ai contatti ufficiali della Casa del Jazz.
Ci sono riduzioni sul biglietto?
La scheda ufficiale indica un biglietto unico da 15 euro e non riporta riduzioni per età, studenti o gruppi: il dato non è pubblicato. Chi ha esigenze particolari, per esempio per un gruppo numeroso o per una scuola di musica, può rivolgersi ai contatti della Casa del Jazz, che restano il riferimento per qualsiasi richiesta non prevista dalla pagina dell'evento.
Il consiglio finale su The fabulous Thad Jones alla Casa del Jazz
"The fabulous Thad Jones" mette insieme tre storie: quella di un trombettista e arrangiatore che ha cambiato il modo di scrivere per big band, quella di una giovane orchestra residente impegnata a costruire il proprio repertorio autore dopo autore, e quella di una villa sottratta alla criminalità e restituita alla città con la musica. Il consiglio è di scegliere una delle due sere, comprare subito il biglietto da 15 euro, arrivare alle 19 per una passeggiata nel parco e una sosta davanti alla stele, e poi lasciarsi travolgere dal suono di una big band ascoltata da vicino.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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