Marco Valeri Quartet in concerto a Roma — Casa del Jazz — 16 ottobre 2026
Il Marco Valeri Quartet suona venerdì 16 ottobre 2026 alle 19:30 alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, nella Sala concerti Armando Trovajoli. Sul palco quattro musicisti: Marco Valeri alla batteria, Lorenzo Simoni al sax alto, Vittorio Esposito al pianoforte e Alessandro Bintzios al contrabbasso. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, e poi un quarto d'ora a piedi lungo le Mura Aureliane; in alternativa l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo. Il biglietto è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz; si acquista sul sito ufficiale della sede o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, e la sera del concerto al botteghino, che apre alle 19. Per informazioni la Fondazione Musica per Roma risponde allo 06 80241281 e all'indirizzo info@musicaperroma.it.
La serata è un appuntamento di jazz acustico in una sala piccola, con un repertorio di composizioni originali del leader e di autori contemporanei. Un concerto di prima sera, che lascia libera la cena e chiude la settimana con ordine.
Marco Valeri Quartet alla Casa del Jazz in breve
Il Marco Valeri Quartet è una formazione romana guidata dal batterista Marco Valeri, che il 16 ottobre porta alla Casa del Jazz la nuova band con cui prepara il suo secondo disco da leader.
La scheda essenziale
Data: venerdì 16 ottobre 2026. Ora: 19:30. Sede: Casa del Jazz, Sala concerti Armando Trovajoli, viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma. Genere: jazz acustico, fra swing e linguaggio contemporaneo. Formazione: batteria, sax alto, pianoforte, contrabbasso. Biglietto: unico, 15 euro. Gestione della sede: Fondazione Musica per Roma.
Perché questa sera conta
Il primo disco di Valeri come leader, «The Apple», è uscito da anni. Il concerto del 16 ottobre appartiene alla fase successiva: una band nuova, un repertorio in costruzione, il secondo album in preparazione. Chi ascolta jazz dal vivo sa che questo è spesso il momento migliore per sentire un gruppo, quando i brani sono ancora aperti e ogni sera cambiano.
Per chi è
Il concerto interessa chi ama il jazz di tradizione swing suonato con orecchio moderno, chi segue la scena romana, chi studia batteria o sassofono e vuole vedere da vicino come si regge un quartetto. Non serve essere specialisti: una sala di queste dimensioni rende la musica leggibile anche a chi entra per la prima volta in un club di jazz.
Che cosa si ascolta al concerto del Marco Valeri Quartet
Secondo la presentazione ufficiale della Casa del Jazz, il Marco Valeri Quartet propone un repertorio improntato su composizioni originali del leader e di altri compositori contemporanei di jazz, con sonorità swinganti e contemporanee.
Swing e contemporaneità
Il testo della sede usa tre parole per descrivere la musica dei quattro: energia, swing, eleganza. È una definizione precisa più di quanto sembri. Lo swing indica una radice, quella del jazz afroamericano classico, con il suo passo ternario e la sua spinta ritmica; la parola contemporaneo indica che quella radice viene trattata con armonie, forme e metri di oggi. È il campo in cui si muove gran parte del jazz italiano migliore degli ultimi vent'anni.
Le composizioni del leader
Il cuore del concerto sono i brani di Valeri. Un batterista che scrive musica non è una rarità, ma nemmeno la regola: di solito il batterista è chiamato a sostenere i brani degli altri. Quando è lui a firmare il repertorio, la scrittura tende a partire dal ritmo, dalla forma e dall'interplay, più che dalla melodia sola. È una buona chiave d'ascolto per la serata: seguire come la batteria apre, chiude e sposta le sezioni dei pezzi.
La scaletta
La scaletta non è pubblicata. Nel jazz di questo tipo raramente lo è: i brani si scelgono in base alla sala, al pubblico, all'andamento della serata. Sappiamo che il gruppo è in tour per preparare il nuovo disco, dunque è ragionevole attendersi brani inediti accanto a qualche composizione già nota, ma i titoli li scopre chi è in sala.
Un concerto di prima sera
L'inizio alle 19:30 è un orario tipico della Casa del Jazz nelle rassegne autunnali. Il concerto non dichiara una durata; per un quartetto in sala piccola la misura abituale è intorno all'ora, ma su questo punto il riferimento resta la sede.
La formazione del Marco Valeri Quartet: quattro musicisti
Il quartetto del 16 ottobre è formato da Marco Valeri alla batteria, Lorenzo Simoni al sax alto, Vittorio Esposito al pianoforte e Alessandro Bintzios al contrabbasso, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz.
Lorenzo Simoni, sax alto
La Casa del Jazz presenta Lorenzo Simoni come un giovane talento italiano del sax alto. Il sax alto è lo strumento che in un quartetto senza tromba porta quasi tutto il peso melodico: espone i temi, apre gli assoli, dialoga con il pianoforte. Affidarlo a un musicista giovane è una scelta che dice molto della band: Valeri non cerca un nome di richiamo, cerca un suono.
Vittorio Esposito, pianoforte
Vittorio Esposito è descritto dalla sede come un pianista elegante, tra i migliori prospetti del panorama jazz attuale. Esposito non è nuovo al quartetto: nel novembre 2025 figurava già al pianoforte nella formazione con cui il Marco Valeri Quartet suonò in Sardegna per il circuito The Jazz Club Network, secondo il sito del Cedac Sardegna. La continuità del pianista fra una tournée e l'altra è un indizio della direzione che Valeri ha dato al nuovo progetto.
Alessandro Bintzios, contrabbasso
Al contrabbasso c'è Alessandro Bintzios, che la Casa del Jazz definisce un bassista solido e di grande gusto. In un gruppo guidato da un batterista, il rapporto fra batteria e contrabbasso è la spina dorsale: chi siede in sala faccia caso a come i due si passano il tempo, a come il contrabbasso tiene il passo mentre la batteria si allontana, e viceversa.
Una band che cambia
Le formazioni di Valeri cambiano nel tempo. Nel disco d'esordio suonavano con lui Daniele Tittarelli, Francesco Lento e Pietro Ciancaglini; nella tournée sarda del 2025 c'erano Tittarelli, Esposito e Gabriele Pagliano; a Roma nel 2026 arrivano Simoni, Esposito e Bintzios. È la normalità del jazz, dove un leader costruisce il suono di un progetto scegliendo di volta in volta i compagni.
Chi è Marco Valeri, batterista romano
Marco Valeri è un batterista jazz romano che ha suonato con musicisti come Kurt Rosenwinkel, Sarah McKenzie, Danny Grissett, Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani, e si è esibito a festival come Umbria Jazz, Jazz in Marciac e Java Jazz.
Le collaborazioni internazionali
L'elenco dei nomi con cui Valeri ha lavorato, riportato dalla Casa del Jazz e dal Cedac Sardegna, attraversa generi e continenti. Kurt Rosenwinkel è uno dei chitarristi più influenti del jazz statunitense degli ultimi trent'anni. Sarah McKenzie è una pianista e cantante australiana. Danny Grissett è un pianista statunitense della scena newyorkese. Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani, trombettista e sassofonista, sono due dei nomi italiani più noti all'estero. Per un batterista, suonare con musicisti così diversi significa saper cambiare peso, dinamica e colore del suono da una sera all'altra.
I festival
Le apparizioni citate dalle fonti ufficiali sono tre: Umbria Jazz, il principale festival italiano del genere; Jazz in Marciac, nel sud ovest della Francia, uno dei grandi appuntamenti europei dell'estate; Java Jazz, a Giacarta, tra i maggiori festival dell'Asia. Tre palchi in tre continenti: è la misura di una carriera che si svolge in buona parte fuori da Roma.
Il profilo di un sideman diventato leader
Il Cedac Sardegna presenta Valeri come una delle figure più rispettate della batteria jazz in Italia e a livello internazionale. È il profilo tipico di un batterista che si è fatto un nome accompagnando altri, e che poi, a un certo punto, ha scelto di mettere il proprio nome in testa a una band. Il passaggio da sideman a leader, nel jazz, è sempre un cambio di prospettiva: non si tratta più di servire la musica di un altro, ma di decidere quale musica suonare.
The Apple: il disco d'esordio del Marco Valeri Quartet
«The Apple» è il primo disco di Marco Valeri come leader, pubblicato dal Marco Valeri Quartet in coproduzione fra Jando Music e Via Veneto Jazz, con numero di catalogo VVJ 081.
Un quartetto senza pianoforte
La scelta che distingue il disco è strutturale: un quartetto piano-less, senza pianoforte. Con Valeri alla batteria suonavano Daniele Tittarelli al sax, Francesco Lento alla tromba e Pietro Ciancaglini al contrabbasso. La recensione della rivista Suono la definì una scelta coraggiosa. Senza pianoforte l'armonia non viene riempita da uno strumento accordale: sono i due fiati e il contrabbasso a disegnarla, e la batteria ha più spazio per suonare. È una formula con una lunga storia nel jazz, e per un batterista esordiente come leader era un modo chiaro di dichiarare le proprie intenzioni.
L'anno e l'etichetta
La scheda di Jando Music indica un'uscita a febbraio, e il catalogo discografico Discogs data il CD al 2013. Via Veneto Jazz è l'etichetta legata al festival e alla scena jazz romana; Jando Music, fondata nel 2011, è una società di produzione musicale e di spettacoli che ha coprodotto il disco.
I brani
Fra i titoli del disco, sulle piattaforme digitali compaiono «L.M.» e «Zeman». Sono titoli brevi, quasi sigle, come spesso accade nel jazz, dove un brano prende il nome da una persona, da un luogo o da una battuta nata in sala prove. Il disco non ne spiega l'origine, e qui non la inventiamo.
Dal primo al secondo disco
La presentazione della Casa del Jazz dice che Valeri è in tour con una nuova band per preparare il suo secondo lavoro discografico da leader. Il confronto con il disco d'esordio è istruttivo: allora un quartetto senza pianoforte, oggi un quartetto con pianoforte e un solo fiato. È un cambio di impostazione netto, e il concerto del 16 ottobre è una delle occasioni per ascoltarne i risultati prima che finiscano su disco.
La Casa del Jazz: la villa che ospita il Marco Valeri Quartet
La Casa del Jazz si trova in viale di Porta Ardeatina 55, dentro Villa Osio, ed è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, che gestisce anche l'Auditorium Parco della Musica.
Una villa restituita alla città
La sede ha una storia che vale la pena conoscere prima di entrare. Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana; confiscata, fu assegnata al Comune di Roma e trasformata, per volontà dell'amministrazione guidata da Walter Veltroni, in un centro dedicato interamente al jazz. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, ricorda il senso di quella trasformazione.
Com'è fatto il complesso
Villa Osio occupa circa 2.500 metri quadrati ed è circondata da un parco di oltre 25.000 metri quadrati, aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. Il complesso comprende tre edifici: nel principale c'è la sala da concerto, con un sistema di registrazione che permette di trasformare i concerti in dischi; nel secondo si trovano sale prova e di registrazione e una foresteria per i musicisti ospiti; nel terzo un ristorante.
La Sala Armando Trovajoli
Il concerto si tiene nella sala intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano che negli anni Cinquanta fu tra i protagonisti del jazz italiano, prima di diventare autore di colonne sonore e di commedie musicali. Le pagine della sede indicano una capienza fra i 134 e i 150 posti circa. Poche file, dunque: la batteria è a pochi metri dal pubblico.
Perché la sala è giusta per un batterista
Un quartetto acustico guidato da un batterista, in una grande sala, rischia di arrivare al pubblico come un'unica massa sonora. In una sala come la Trovajoli si sentono le spazzole sul rullante, i piatti suonati appena, le differenze di tocco che fanno di un batterista jazz un musicista e non un metronomo. Per il concerto di Valeri è la condizione migliore possibile.
Come arrivare alla Casa del Jazz per il Marco Valeri Quartet
La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B fino a Piramide, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; per chi arriva in auto c'è un parcheggio adiacente alla villa.
In metro
La fermata indicata dalla sede è Piramide, sulla linea B. Dalla stazione alla villa c'è poco meno di un chilometro, un quarto d'ora a passo tranquillo, in buona parte lungo le Mura Aureliane. Con l'inizio alle 19:30, conviene uscire dalla metro verso le 19, anche per ritirare il biglietto senza fretta.
In autobus
L'autobus 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso. È la soluzione più comoda per chi arriva dalla zona di Termini o dall'EUR, e per chi preferisce evitare il tratto a piedi da Piramide.
In auto
Il parcheggio adiacente alla villa è in via Cristoforo Colombo, all'angolo con viale di Porta Ardeatina. Il venerdì sera alle 19 il traffico della Colombo e dell'Ostiense è ancora sostenuto: chi viene in auto calcoli un margine generoso.
Il ritorno
Un concerto che comincia alle 19:30 finisce in genere quando la metro è ancora in pieno servizio. Prima di partire conviene comunque controllare sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti le corse per la propria zona.
Biglietti per il Marco Valeri Quartet alla Casa del Jazz
Il biglietto per il Marco Valeri Quartet è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz.
Dove comprarli
I biglietti si acquistano dal sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il botteghino della sede è aperto al pubblico solo nei giorni di spettacolo, dalle 19 fino a quaranta minuti dopo l'inizio degli eventi.
Un prezzo contenuto
Quindici euro per un concerto di jazz dal vivo in una sala da poco più di cento posti è una cifra onesta, più bassa di quella di molti club. È anche un invito: per chi non ha mai messo piede alla Casa del Jazz, questo è un buon modo per cominciare.
Posto unico
Non ci sono settori né categorie. Chi vuole vedere il lavoro della batteria da vicino deve arrivare presto e scegliere un posto laterale, dal lato dello strumento.
Come organizzare la serata del Marco Valeri Quartet
Un concerto alle 19:30 di venerdì si organizza bene con una passeggiata nel parco di Villa Osio prima e una cena dopo, fra Testaccio e San Saba.
Il tardo pomeriggio
Il parco della villa è aperto fino al tramonto, che a metà ottobre cade intorno alle 18:30. Chi arriva verso le 18 ha il tempo per un giro fra gli alberi prima di entrare in sala. In alternativa si può salire all'Aventino, a pochi minuti, e raggiungere il Giardino degli Aranci per l'ultima luce.
Il dopo concerto
Si esce dalla sala a un orario perfetto per cenare. Piramide e Testaccio sono a pochi minuti a piedi. Il venerdì sera Testaccio è pieno: chi ha in mente un indirizzo preciso prenoti.
Con un gruppo
Con un gruppo il consiglio è uno: biglietti prima, programma della giornata dopo. Una sala da un centinaio di posti si riempie in fretta, e dividere il gruppo fra concerto e cena è sempre peggio che rinunciare a qualcosa del resto.
Accessibilità della Casa del Jazz
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità, e le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 80241281.
Riduzioni e accompagnatori
La Fondazione Musica per Roma prevede un biglietto ridotto per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore; condizioni specifiche valgono per le persone non vedenti. I posti riservati sono limitati: meglio telefonare con anticipo.
Il percorso
Il tratto a piedi da Piramide è lungo quasi un chilometro. Per chi ha difficoltà motorie è più indicato l'autobus 714 con fermata Colombo/Marco Polo, o l'auto con il parcheggio adiacente.
Il Marco Valeri Quartet con bambini e ragazzi
Un concerto di jazz acustico alle 19:30 è adatto a ragazzi che studiano musica, soprattutto batteria, sassofono, pianoforte o contrabbasso. Vedere a pochi metri quattro professionisti che si ascoltano e si rispondono insegna più di un anno di lezioni sul metodo. Per i bambini piccoli l'attenzione richiesta è molta; il parco della villa, prima del concerto e finché c'è luce, è invece uno spazio ottimo per loro. Per le condizioni di ingresso dei minori il riferimento è la sede.
Dove mangiare vicino alla Casa del Jazz
Uno dei tre edifici di Villa Osio ospita un ristorante: è la scelta più comoda per chi vuole cenare senza spostarsi dopo il concerto del Marco Valeri Quartet.
Piramide e Testaccio
Verso Piramide ci sono bar e locali di quartiere, adatti a un aperitivo prima del concerto sulla strada fra la metro e la villa. Oltre la Piramide si apre Testaccio, il quartiere della cucina romana di tradizione, con trattorie e pizzerie frequentate soprattutto dai romani.
San Saba
Salendo verso San Saba si trova un quartiere residenziale tranquillo, con qualche locale di vicinato. Per una cena quieta dopo il concerto è un'alternativa al movimento del venerdì sera di Testaccio.
Cosa c'è intorno alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz si trova fra l'Aventino e l'Appia, a circa seicento metri dalle Terme di Caracalla e a un chilometro dalla Piramide Cestia.
Le Mura Aureliane
Viale di Porta Ardeatina corre lungo il tracciato delle Mura Aureliane, costruite nel III secolo. Arrivando da Piramide si cammina accanto alla cinta: uno dei tratti meno frequentati e più belli delle mura.
San Saba e l'Aventino
A pochi minuti si trova la basilica di San Saba, sul Piccolo Aventino, e poco oltre la basilica di Santa Sabina. Chi vuole continuare la serata con altro jazz ha a Roma club storici come l'Alexanderplatz Jazz Club.
Ottobre a Roma: il momento del jazz al chiuso
A metà ottobre le rassegne estive all'aperto sono finite e il jazz romano rientra nelle sale. È il periodo delle ottobrate, con giornate ancora tiepide e sere fresche, e la Casa del Jazz costruisce proprio in queste settimane un calendario fitto, prima dei concerti di novembre del Roma Jazz Festival. Il 16 ottobre è un venerdì: il concerto si inserisce bene in un fine settimana a Roma, come prima serata prima del sabato.
Una curiosità su Marco Valeri Quartet in concerto a Roma — Casa del Jazz — 16 ottobre 2026
Il primo disco di Marco Valeri come leader non aveva il pianoforte. «The Apple» era suonato da un quartetto piano-less, con sax, tromba, contrabbasso e batteria, e la rivista Suono parlò di scelta coraggiosa. Il quartetto che arriva alla Casa del Jazz il 16 ottobre è costruito all'opposto: un solo fiato, il sax alto di Lorenzo Simoni, e il pianoforte di Vittorio Esposito al centro della band.
La differenza non è un dettaglio da discografici. Senza pianoforte, un gruppo di jazz lascia vuoto lo spazio armonico, e sono i fiati e il contrabbasso a disegnare gli accordi, a volte solo per allusione. Con il pianoforte l'armonia viene riempita e colorata, e il batterista cambia il suo modo di suonare: meno spazio da occupare, più dialogo con la mano sinistra del pianista.
Ascoltare Valeri dal vivo con questa formazione, dopo aver sentito il disco d'esordio, significa ascoltare lo stesso musicista in due situazioni opposte. È un esercizio che consiglio a chiunque voglia capire che cosa fa davvero un batterista jazz: basta mettere «The Apple» in cuffia sulla metro B, scendere a Piramide e confrontare.
Una cosa che non ti dice nessuno su Marco Valeri Quartet in concerto a Roma — Casa del Jazz — 16 ottobre 2026
Un concerto di un gruppo in tour per preparare un disco è una cosa diversa da un concerto di presentazione. Nel secondo caso si ascolta un repertorio fissato, già registrato, spesso suonato come sul disco. Nel primo si ascolta un repertorio in lavorazione: brani che il gruppo sta ancora mettendo a punto, forme che cambiano da una sera all'altra, assoli che trovano la loro misura. La presentazione della Casa del Jazz dice chiaramente che Valeri è in tour con la nuova band per preparare il secondo lavoro da leader.
Per chi ascolta, questo vuol dire due cose. La prima: la serata non si ripete. Se il disco uscirà, i brani che si sentiranno lì saranno diversi, magari di poco, magari molto. La seconda: il pubblico conta. In una sala da poco più di cento posti le reazioni della sala arrivano ai musicisti, e un gruppo che prova il repertorio le registra.
C'è poi un fatto pratico che pochi considerano: la sala Trovajoli è attrezzata per registrare. Non c'è alcun annuncio di registrazione per questa serata, e non lo inventiamo; ma chi siede in quella sala sa di trovarsi in un luogo dove i concerti possono diventare dischi.
Il consiglio che ti do per visitare Marco Valeri Quartet in concerto a Roma — Casa del Jazz — 16 ottobre 2026
Sedetevi dal lato della batteria. In un quartetto guidato da un batterista, il punto di vista conta: da lì si vedono le mani sul rullante, il piede sul charleston, gli sguardi con cui Valeri dà gli attacchi al contrabbasso e al pianoforte. Si capisce così come un batterista guida una band senza dire una parola.
Secondo consiglio: arrivate con la luce. Il parco di Villa Osio chiude al tramonto, che a metà ottobre cade intorno alle 18:30. Uscite dalla metro a Piramide verso le 18, camminate lungo le Mura Aureliane, fate un giro nel parco. È un'ora che predispone all'ascolto meglio di qualunque aperitivo.
Terzo consiglio: comprate il biglietto prima. Quindici euro sono pochi, la sala è piccola, e il venerdì la Casa del Jazz richiama il pubblico di chi esce dal lavoro e cerca una serata breve e buona. Arrivare alle 19:25 sperando nel botteghino è una scommessa che non consiglio.
Ultimo: telefono spento. Il jazz acustico in una sala piccola vive di sfumature, e uno schermo acceso in terza fila le cancella.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
La sala in cui suona il Marco Valeri Quartet porta il nome di Armando Trovajoli. Tutti a Roma conoscono Trovajoli come autore di colonne sonore e di commedie musicali. Meno spesso si ricorda che negli anni Cinquanta Trovajoli fu un pianista jazz, uno dei protagonisti della scena italiana di quegli anni. Intitolargli la sala della Casa del Jazz ha rimesso al suo posto questo pezzo di biografia.
Altro fatto noto e poco citato: la Casa del Jazz è gestita dalla stessa fondazione dell'Auditorium Parco della Musica, la Fondazione Musica per Roma. Chi segue il jazz nelle grandi sale dell'Auditorium e chi lo ascolta nella sala piccola di Villa Osio frequenta, in fondo, la stessa programmazione cittadina, pensata su due scale diverse.
Infine, un fatto sul jazz romano: Valeri è un batterista romano con una carriera in buona parte internazionale, fra Umbria Jazz, Marciac e Giacarta. Il concerto del 16 ottobre è un ritorno a casa, in una sala a pochi chilometri da dove è cresciuto il suo linguaggio. Nel jazz i concerti in casa hanno sempre un sapore particolare, e il pubblico romano lo sa.
La foto giusta da fare a Marco Valeri Quartet in concerto a Roma — Casa del Jazz — 16 ottobre 2026
Durante il concerto non si fotografa: lo chiedono le regole di sala, e in un concerto acustico in una sala piccola è anche una questione di rispetto per chi suona e per chi ascolta. Le foto si fanno prima.
La prima è la batteria sul palco a sala vuota, prima dell'ingresso dei musicisti. Una batteria jazz ha una sua geometria, con i piatti sottili, il rullante inclinato, la cassa piccola; fotografata con le luci basse della sala, racconta la serata meglio di un ritratto.
La seconda è Villa Osio vista dal viale d'ingresso, con il parco intorno e, se arrivate in tempo, l'ultima luce di ottobre sulla facciata. È l'immagine che dice dove siete.
La terza è lungo viale di Porta Ardeatina, con le Mura Aureliane sullo sfondo. Al tramonto la cortina muraria prende un colore caldo, arancio e rosa, e i platani fanno il resto.
La quarta, meno ovvia, è la lapide con i nomi delle vittime di mafia all'ingresso. Non è una foto da cartolina; ma chi la pubblica con due righe di spiegazione racconta la Casa del Jazz come pochi altri.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il luogo in cui suona il Marco Valeri Quartet ha una storia a più strati. Il più antico è quello delle Mura Aureliane, lungo le quali corre viale di Porta Ardeatina: la cinta costruita nel III secolo per difendere Roma, di cui questo tratto conserva il nome di una delle porte che si aprivano verso sud.
Il secondo strato è la villa. Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, l'organizzazione criminale che segnò la cronaca romana fra gli anni Settanta e Novanta del Novecento. La villa fu confiscata e assegnata al Comune di Roma: è questo l'atto da cui nasce la Casa del Jazz.
Il terzo strato è la trasformazione. Per volontà dell'amministrazione guidata da Walter Veltroni, la villa diventa un centro interamente dedicato al jazz, con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria per i musicisti. La lapide con i nomi delle vittime di mafia, voluta con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, segna all'ingresso il significato civile dell'operazione.
Il quarto strato è musicale: da allora la villa ha ospitato le rassegne estive nel parco, gli autunni di concerti in sala e i concerti del Roma Jazz Festival. Il 16 ottobre 2026 vi suona un batterista romano che porta in città la band del suo secondo disco.
Chi è passato da Marco Valeri Quartet in concerto a Roma — Casa del Jazz — 16 ottobre 2026
La sala porta il nome di Armando Trovajoli, pianista jazz prima che compositore per il cinema e il teatro musicale: il primo nome da ricordare, perché è inciso sulla porta.
Nella storia di Marco Valeri passano musicisti di primo piano. Kurt Rosenwinkel, chitarrista statunitense tra i più ascoltati della sua generazione. Sarah McKenzie, pianista e cantante australiana. Danny Grissett, pianista della scena di New York. Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani, tromba e sax, due volti del jazz italiano nel mondo. E i musicisti del disco d'esordio: Daniele Tittarelli, Francesco Lento, Pietro Ciancaglini, tre nomi solidi della scena romana.
Dalla Casa del Jazz passano durante l'anno i musicisti delle rassegne, italiani ed europei, e a novembre quelli del Roma Jazz Festival. Nelle stesse settimane di ottobre la sala ospita pianisti, trii e quartetti di diverse generazioni, dal piano solo di Franco D'Andrea alle formazioni più giovani.
Fuori dalla musica, dalla villa sono passati il sindaco che ne volle la trasformazione e l'associazione Libera, che ha dato voce alla memoria delle vittime. Sono passaggi che un concerto non cancella, e che anzi gli danno un senso.
Domande frequenti sul Marco Valeri Quartet alla Casa del Jazz
Quando suona il Marco Valeri Quartet alla Casa del Jazz?
Il Marco Valeri Quartet suona alla Casa del Jazz venerdì 16 ottobre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti Armando Trovajoli. È una data unica. Il botteghino della sede apre la sera stessa alle 19; conviene arrivare con un po' di anticipo, anche per una passeggiata nel parco di Villa Osio prima che chiuda al tramonto.
Quanto costa il biglietto per il Marco Valeri Quartet?
Il biglietto per il Marco Valeri Quartet alla Casa del Jazz è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della sede. Non ci sono settori né categorie. Si acquista sul sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino la sera del concerto, se restano posti.
Chi suona nel Marco Valeri Quartet?
Il Marco Valeri Quartet del 16 ottobre è formato da Marco Valeri alla batteria, Lorenzo Simoni al sax alto, Vittorio Esposito al pianoforte e Alessandro Bintzios al contrabbasso. Il repertorio comprende composizioni originali di Valeri e brani di altri compositori contemporanei di jazz, secondo la presentazione della Casa del Jazz.
Che genere di jazz suona Marco Valeri?
Marco Valeri suona un jazz acustico che la Casa del Jazz descrive come swingante e contemporaneo: radici nella tradizione dello swing, linguaggio armonico e formale di oggi. Il suo primo disco da leader, «The Apple», era un quartetto senza pianoforte; la band del 2026 ha invece pianoforte e sax alto.
Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi?
La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B scendendo a Piramide e camminando circa un quarto d'ora lungo le Mura Aureliane. In alternativa c'è l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso. Per chi arriva in auto c'è un parcheggio adiacente alla villa.
La Casa del Jazz è accessibile in carrozzina?
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità; le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala chiamando lo 06 80241281. La Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore.
Si può cenare alla Casa del Jazz dopo il concerto?
La Casa del Jazz ospita un ristorante in uno dei tre edifici di Villa Osio, la soluzione più comoda dopo il concerto del Marco Valeri Quartet. In alternativa, Piramide e Testaccio sono a pochi minuti a piedi, con trattorie e pizzerie di quartiere; il venerdì sera conviene prenotare.
Il consiglio finale sul Marco Valeri Quartet
Le serate di jazz che si ricordano sono quasi sempre quelle in sala piccola, con un gruppo che sta costruendo qualcosa. Il concerto del Marco Valeri Quartet ha entrambe le condizioni. Arrivate con la luce, camminate lungo le Mura, sedetevi dal lato della batteria e lasciate il telefono in tasca. Quindici euro e un'ora di buon jazz: a Roma, un venerdì di ottobre, è difficile spendere meglio la serata.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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