Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz — 18 ottobre 2026
Domenica 18 ottobre 2026 alle 18:00 il violinista Luca Ciarla porta Molisound alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, nella Sala concerti Armando Trovajoli. Con lui suonano Manuel Petti alla fisarmonica, Lorenzo Mastrogiuseppe al contrabbasso e Marco Molino alle percussioni, con gli ospiti Ilaria Bucci alla voce, Federico Rondolini alla chitarra, Giuseppe Spedino Moffa alla zampogna, un coro di sette elementi e la video arte di Keziat. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, e poi un quarto d'ora a piedi lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo. Il biglietto è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz; si acquista sul sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il concerto era in programma il 3 maggio 2026 ed è stato rinviato: i biglietti acquistati per quella data restano validi. Per informazioni la Fondazione Musica per Roma risponde allo 06 80241281 e all'indirizzo info@musicaperroma.it.
Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz in breve
Molisound è il progetto con cui il violinista termolese Luca Ciarla rilegge le tradizioni musicali del Molise con un linguaggio fra jazz, classica e world music; alla Casa del Jazz si ascolta il 18 ottobre 2026, prima di un tour mondiale.
La scheda essenziale
Data: domenica 18 ottobre 2026. Ora: 18:00. Sede: Casa del Jazz, Sala concerti Armando Trovajoli, viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma. Rassegna: Beyond Jazz. Formazione: violino, fisarmonica, contrabbasso, percussioni, con chitarra, voce, zampogna, coro e video arte. Biglietto: unico, 15 euro. Gestione della sede: Fondazione Musica per Roma.
Un concerto rinviato
Il comunicato stampa di Violipiano annunciava la presentazione ufficiale di Molisound alla Casa del Jazz per domenica 3 maggio 2026, alle 18:00. La sede ha poi posticipato il concerto al 18 ottobre, stessa ora, specificando che i biglietti già acquistati restano validi per la nuova data e indicando le modalità di rimborso per chi non può partecipare. Chi aveva un biglietto di maggio non deve fare nulla: basta presentarsi.
Per chi è
Il concerto interessa chi ama il violino fuori dai confini della classica, chi segue il jazz europeo contaminato dalla musica popolare, chi ha radici molisane e vuole sentire la propria terra raccontata con strumenti nuovi. Alle 18 di domenica è anche un concerto adatto alle famiglie con ragazzi.
Che cosa si ascolta a Molisound
Secondo la presentazione della Casa del Jazz, Molisound propone nuove composizioni, arrangiamenti inusuali e l'uso degli strumenti popolari molisani con un approccio contemporaneo, in un progetto che affonda le radici nell'essenza della regione che non esiste.
La regione che non esiste
La formula è un'ironia che tutti gli italiani conoscono: il Molise che non esiste è una battuta diffusa da anni sul web. Ciarla la prende sul serio e la rovescia. Il comunicato parla di nuove composizioni ispirate alla regione che non esiste, di una reinterpretazione moderna delle tradizioni popolari e della riscoperta degli strumenti tradizionali del territorio. Il risultato, sulla carta, è una regione che esiste eccome, e che suona.
Il suono del Molise incontra il mondo
Il sottotitolo del progetto è Il suono del Molise incontra il mondo. Il comunicato descrive Molisound come un collettivo di musicisti di estrazione classica, capaci di muoversi con naturalezza anche nel jazz e nella musica etnica. In concerto la proposta musicale si abbina alla presentazione del territorio, con immagini e racconti: ogni nota, dice il testo, diventa lo strumento per raccontare luoghi e tradizioni.
Un omaggio a una terra ferita
C'è anche una ragione civile. Il comunicato presenta Molisound come un sentito omaggio al Molise, una regione recentemente colpita da calamità naturali. Un concerto di presentazione a Roma, a poche ore di strada da quella terra, ha anche questo significato.
La scaletta
La scaletta non è pubblicata. Si sa che il repertorio unisce composizioni nuove e brani della tradizione riarrangiati, e che nel concerto romano gli ospiti allargano la tavolozza: la zampogna, la voce, il coro, la chitarra. I titoli li scopre chi è in sala.
La formazione di Molisound alla Casa del Jazz
Il quartetto di Molisound è formato da Luca Ciarla al violino, Manuel Petti alla fisarmonica, Lorenzo Mastrogiuseppe al contrabbasso e Marco Molino alle percussioni; il comunicato aggiunge per Ciarla voce, pianoforte ed elettronica.
Il quartetto
Violino e fisarmonica sono la coppia melodica, due strumenti che nella musica popolare europea si incontrano da secoli e che nel jazz hanno una tradizione più recente e più rara. Il contrabbasso, suonato da Mastrogiuseppe anche nella versione elettrica, e le percussioni di Molino, che il comunicato indica anche alla batteria, tengono insieme il suono fra danza popolare e groove jazzistico.
Gli ospiti
Il concerto romano è più ricco del quartetto di tour. Ci sono la cantante Ilaria Bucci, il chitarrista Federico Rondolini, il coro di ragazzi diretto da Marilicia Piccaluga, che la pagina della sede indica come coro di sette elementi, e Giuseppe Spedino Moffa alla zampogna. Il comunicato cita anche i Piccaluga's fra gli ospiti annunciati per la data originaria.
La zampogna di Spedino Moffa
La zampogna è lo strumento simbolo della pastorizia dell'Appennino centro meridionale, e il Molise ne custodisce una delle tradizioni più vive. Vederla sul palco di una sala da jazz, accanto a un violino e a un contrabbasso, è la sintesi più immediata del progetto: la tradizione non viene esposta in vetrina, viene messa a suonare con strumenti di altri mondi.
La video arte di Keziat
Sul palco c'è anche Keziat, l'artista visiva con cui Ciarla collabora stabilmente. Insieme hanno ideato la performance Music for your Eyes, presentata anche a Johannesburg su invito dell'artista sudafricano William Kentridge. A Molisound le immagini accompagnano il racconto del territorio: un concerto da guardare oltre che da ascoltare.
Chi è Luca Ciarla, violinista di Termoli
Luca Ciarla è un violinista, pianista e compositore nato a Termoli, in Molise, che ha suonato in festival e rassegne di jazz, classica e world music in oltre 70 paesi, dal Montreal Jazz Festival al Melbourne Jazz Festival.
La formazione classica
Secondo la biografia ufficiale, Ciarla comincia a suonare violino e pianoforte a otto anni e a dodici studia al conservatorio. Pochi anni dopo scopre il jazz, poi la musica popolare. Si diploma in violino nel 1993 sotto la guida di Antonio Salvatore e prosegue gli studi alla Scuola di Musica di Fiesole, come membro dell'Orchestra Giovanile Italiana, e alla Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo.
Gli anni americani
Nel 1996 si trasferisce negli Stati Uniti per un master all'Indiana University, dove studia jazz con David Baker, uno dei grandi didatti del jazz americano. Porta poi a termine un dottorato in arti musicali all'Università dell'Arizona, dove insegna per alcuni anni. Nel 1999 è premiato dall'organizzazione newyorkese Chamber Music America. È un percorso raro per un violinista italiano: una formazione classica completa in Italia, poi la scuola del jazz americano dall'interno.
I palchi
La biografia elenca fra i palchi il Montreal Jazz Festival, il Performing Arts Centre di Hong Kong, Celtic Connections in Scozia, il Festival Villa-Lobos di Rio de Janeiro, il Teatro La Fenice di Venezia, l'Opera di Dubai, il Melbourne Jazz Festival e l'Auditorium Parco della Musica di Roma. Jazz, musica celtica, musica brasiliana, sale d'opera: la geografia dei concerti dice già tutto sullo stile.
Le collaborazioni
Ciarla ha lavorato con musicisti di mondi molto diversi: Luciano Berio e Joshua Bell sul versante classico; Greg Cohen, Chris Jarrett, Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Luciano Biondini e Simone Zanchini sul versante jazz; Daniele Sepe, Peppe Voltarelli, Antonio Forcione e Meklit Hadero fra world music e canzone; e poi Paola Turci, Marina Rei, Sergio Cammariere, Mimmo Locasciulli, Rodolfo Maltese, Ferruccio Spinetti. Un elenco che attraversa la musica italiana degli ultimi trent'anni da un capo all'altro.
Violipiano e la stampa
Dopo aver inciso con diverse etichette, Ciarla ha fondato Violipiano Music, la casa di produzione che segue tutta la sua attività. La biografia ricorda l'attenzione di testate come la Repubblica, il New York Times, Il Fatto Quotidiano e The Sydney Morning Herald, di Rai 1, Radio2 e RTHK Hong Kong. Di recente, su invito della Scuola di Musica di Fiesole, ha suonato a Firenze per il festival Strings City, negli spazi della retrospettiva dedicata a Marina Abramović a Palazzo Strozzi.
L'ultimo tour
Prima di Molisound, dice il comunicato, Ciarla ha attraversato tre continenti e cinque nazioni in un tour fra Sudafrica, Zimbabwe, Emirati Arabi Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Molisound nasce al ritorno da quel viaggio: il musicista di Termoli volge lo sguardo verso casa.
Il tour mondiale di Molisound
Molisound ha vinto il bando Boarding Pass 2025/2027 del Ministero della Cultura ed è ideato e promosso dall'Associazione Culturale Adri|Art di Termoli; dopo Roma il progetto è atteso da un tour internazionale in ogni continente.
Le tappe
La pagina della Casa del Jazz cita tappe negli Emirati Arabi Uniti, in Germania, negli Stati Uniti, in Brasile, a Singapore, in Cina, in Nuova Zelanda e in Sudafrica. Il comunicato allarga l'elenco a Colombia, Messico, Arabia Saudita, Kuwait e Azerbaigian, con concerti, residenze, attività didattiche e incontri con artisti ospiti.
I festival partner
Fra i palchi annunciati ci sono il Blue Note di Shanghai, l'Elb Jazz Festival di Amburgo e il WOMAD South Africa a Città del Capo, parte del circuito di festival fondato da Peter Gabriel. I partner internazionali elencati dal comunicato sono Elb Jazz Festival, The Fridge negli Emirati, Arte no Dique in Brasile, Vamp Productions a Singapore, il Dunedin Arts Festival in Nuova Zelanda, Blue Note China, il FreshGrass Festival negli Stati Uniti e Womad South Africa.
Il senso della data romana
Per un progetto costruito per viaggiare, il concerto alla Casa del Jazz è il punto di partenza e la verifica davanti al pubblico di casa. Ascoltarlo qui significa sentirlo prima che lo ascoltino Shanghai e Città del Capo, in una sala da poco più di cento posti.
La Casa del Jazz, dove suona Molisound
La Casa del Jazz è il centro dedicato al jazz ricavato in Villa Osio, in viale di Porta Ardeatina 55, e gestito dalla Fondazione Musica per Roma, la stessa che gestisce l'Auditorium Parco della Musica.
Una villa confiscata
Prima di diventare una casa della musica, Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana. Confiscata e assegnata al Comune di Roma, fu trasformata per volontà dell'amministrazione guidata da Walter Veltroni in un centro interamente dedicato al jazz. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, ricorda il senso dell'operazione.
Tre edifici e un parco
Il complesso occupa circa 2.500 metri quadrati dentro un parco di oltre 25.000, aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. Nell'edificio principale c'è la sala da concerto, attrezzata per registrare; nel secondo si trovano sale prova e di registrazione e una foresteria per i musicisti; nel terzo un ristorante.
La Sala Armando Trovajoli
Molisound suona nella sala intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano che negli anni Cinquanta fu fra i protagonisti del jazz italiano prima di scrivere colonne sonore e commedie musicali. Le pagine della sede indicano una capienza fra i 134 e i 150 posti circa. Un ensemble allargato, con coro e zampogna, in una sala di queste dimensioni suona vicino, quasi in salotto.
Come arrivare alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B fino a Piramide, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; per chi arriva in auto c'è un parcheggio adiacente alla villa.
In metro
Dalla stazione Piramide della linea B alla villa c'è poco meno di un chilometro, circa un quarto d'ora a piedi, in buona parte lungo le Mura Aureliane. Con l'inizio alle 18:00, uscire dalla metro verso le 17:30 lascia il tempo di entrare con calma.
In autobus
Il 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso. È la soluzione più comoda da Termini e dall'EUR, e per chi preferisce evitare il tratto a piedi. La domenica le frequenze sono più basse: conviene controllare gli orari prima di partire.
In auto
Il parcheggio adiacente alla villa è su via Cristoforo Colombo, all'angolo con viale di Porta Ardeatina. La domenica pomeriggio il traffico della Colombo è di solito più leggero che nei giorni feriali.
Biglietti per Luca Ciarla Molisound
Il biglietto per Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della sede.
Dove comprarli
I biglietti si acquistano dal sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il botteghino della sede apre al pubblico solo nei giorni di spettacolo, e resta aperto fino a quaranta minuti dopo l'inizio.
Chi aveva il biglietto di maggio
La sede ha comunicato che i biglietti del 3 maggio restano validi per il 18 ottobre. Chi non può partecipare alla nuova data trova sulla pagina ufficiale dell'evento rinviato le modalità per chiedere il rimborso.
Posto unico
Non ci sono settori né categorie. Con un ensemble di questa ampiezza vale la pena sedersi al centro, a qualche fila di distanza, per avere insieme il palco e le immagini di Keziat.
Come organizzare la domenica di Molisound
Un concerto alle 18:00 di domenica si incastra bene con una passeggiata pomeridiana fra l'Aventino e Caracalla e una cena presto a Testaccio.
Il pomeriggio
Il parco di Villa Osio chiude al tramonto, che a metà ottobre cade intorno alle 18:30: il giro nel verde va fatto prima del concerto. In alternativa si sale all'Aventino, al Giardino degli Aranci, e si scende verso la villa lungo San Saba.
Il dopo concerto
Si esce dalla sala in prima serata, all'ora giusta per cenare. Testaccio è a pochi minuti oltre la Piramide Cestia; la domenica sera molte trattorie sono piene di famiglie romane, e chi ha un indirizzo in mente prenoti.
Con un gruppo
Con un gruppo il biglietto viene prima di tutto: la sala è piccola, e per una data rinviata una parte dei posti è già occupata da chi aveva comprato per maggio.
Accessibilità e bambini alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità, e le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 80241281.
Riduzioni e accompagnatori
La Fondazione Musica per Roma prevede un biglietto ridotto per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore. I posti riservati sono pochi: meglio telefonare con anticipo. Per chi ha difficoltà motorie il tratto a piedi da Piramide è lungo, e l'autobus 714 o l'auto sono più indicati.
Con i bambini
Molisound è uno dei concerti della stagione più adatti ai ragazzi: l'orario pomeridiano, un coro di ragazzi sul palco, strumenti popolari che si vedono di rado, immagini proiettate. Una zampogna suonata a pochi metri è un'esperienza che un bambino ricorda. Per le condizioni di ingresso dei minori il riferimento è la sede.
Dove mangiare vicino alla Casa del Jazz
Uno dei tre edifici di Villa Osio ospita un ristorante, la soluzione più comoda per chi vuole cenare senza spostarsi dopo Molisound.
Piramide e Testaccio
Fra la metro e la villa, verso Piramide, ci sono bar e locali di quartiere per un caffè prima del concerto. Oltre la Piramide si apre Testaccio, il quartiere della cucina romana di tradizione, con trattorie e pizzerie frequentate soprattutto dai romani.
San Saba
Salendo verso San Saba si trova un quartiere residenziale tranquillo, con qualche locale di vicinato: l'alternativa quieta alla domenica sera di Testaccio.
Che cosa c'è intorno alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz si trova fra l'Aventino e l'Appia, a circa seicento metri dalle Terme di Caracalla e a un chilometro dalla Piramide Cestia.
Le Mura Aureliane
Viale di Porta Ardeatina corre lungo il tracciato delle Mura Aureliane, del III secolo. Chi arriva da Piramide cammina accanto a uno dei tratti meno frequentati e più belli della cinta.
San Saba e il jazz in città
A pochi minuti si trova la basilica di San Saba, sul Piccolo Aventino. Per chi vuole altro jazz a novembre, la Casa del Jazz è una delle sedi del Roma Jazz Festival 2026.
Una curiosità su Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz — 18 ottobre 2026
Molisound è stato presentato come debutto per il 3 maggio 2026 e arriva invece in sala il 18 ottobre, cinque mesi e mezzo dopo, alla stessa ora. Nel frattempo il progetto non è rimasto fermo: a luglio l'Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ha annunciato un workshop di Molisound dedicato alla valorizzazione del patrimonio del Molise attraverso la musica. Il concerto romano, dunque, non è più un battesimo assoluto: arriva dopo le prime prove all'estero, con un ensemble che ha già cominciato a viaggiare.
La seconda curiosità riguarda un nome. Nella biografia di Ciarla compare Luciano Berio, il compositore che più di ogni altro nel Novecento ha lavorato sulla musica popolare con strumenti colti, dai Folk Songs in poi. Per un violinista che oggi riscrive le tradizioni molisane con un linguaggio contemporaneo, avere incrociato Berio non è un dettaglio di curriculum: è una parentela d'intenti.
La terza è geografica. Il tour di Molisound tocca Città del Capo, e con Johannesburg il Sudafrica è già un paese chiave nella carriera di Ciarla: fu lì che la performance Music for your Eyes, creata con Keziat, venne presentata su invito di William Kentridge. La stessa artista firma le immagini del concerto romano.
Una cosa che non ti dice nessuno su Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz — 18 ottobre 2026
Il concerto romano è più grande del progetto che andrà in tour. La formazione di Molisound in viaggio è un quartetto: violino, fisarmonica, contrabbasso, percussioni. A Roma arrivano in più una cantante, un chitarrista, uno zampognaro, un coro di ragazzi e una video artista. È un'occasione irripetibile nel senso letterale: difficilmente la stessa squadra salirà insieme sul palco a Shanghai o ad Amburgo.
La seconda cosa che pochi notano è la presenza del coro dei ragazzi. Un progetto che parla di trasmettere una tradizione, portato in una capitale con un coro di giovani sul palco, fa esattamente quello che dichiara: mette la musica popolare in mano a chi verrà dopo. È la parte meno spettacolare del concerto e la più importante.
La terza è pratica. La pagina della Casa del Jazz riporta per il botteghino l'orario generale dei giorni di spettacolo, pensato per i concerti serali. Con un inizio alle 18:00, affidarsi alla biglietteria sul posto è un rischio inutile: comprate il biglietto prima e arrivate con il foglio o il telefono già pronti.
Il consiglio che ti do per visitare Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz — 18 ottobre 2026
Arrivate con la luce e camminate. Uscite dalla metro a Piramide verso le 17, costeggiate le Mura Aureliane lungo viale di Porta Ardeatina e fate un giro nel parco di Villa Osio prima che chiuda. Un concerto che racconta un paesaggio si ascolta meglio dopo aver attraversato un paesaggio, anche se è quello di Roma.
Secondo consiglio: sedetevi al centro. Con un ensemble allargato e le immagini di Keziat, i posti laterali delle prime file tagliano una parte dello spettacolo. Due o tre file indietro, al centro, si hanno insieme il violino, la zampogna e lo schermo.
Terzo: ascoltate la zampogna con attenzione. È lo strumento che si conosce meno e che dice di più. Il modo in cui dialoga con il violino di Ciarla, fra bordone e melodia, è la chiave per capire che cosa intende il progetto quando parla di tradizione e contemporaneità.
Ultimo: se avete origini molisane, portate qualcuno che non ne ha. È il pubblico per cui la regione che non esiste è stata pensata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
La sala in cui suona Molisound porta il nome di Armando Trovajoli. Tutti a Roma conoscono Trovajoli per le colonne sonore e per le commedie musicali; meno spesso si ricorda che negli anni Cinquanta fu un pianista jazz, fra i protagonisti della scena italiana. Intitolargli la sala della Casa del Jazz ha rimesso al suo posto questo pezzo di biografia, e una serata di contaminazione fra popolare e jazz è un buon modo di onorarlo.
Altro fatto noto e poco citato: la Casa del Jazz è gestita dalla stessa fondazione dell'Auditorium Parco della Musica, dove Ciarla ha già suonato. Tornare a Roma nella sala piccola, dopo la grande, è un percorso inverso rispetto a quello abituale, e dice qualcosa sulla natura del progetto: Molisound vuole vicinanza.
Infine, un fatto sul violino nel jazz. È noto che il violino ha nel jazz una tradizione minoritaria ma nobile, da Stéphane Grappelli in poi. Meno citato è quanto spesso i violinisti jazz europei vengano, come Ciarla, da una formazione classica completa e da un'infanzia passata anche fra le musiche di tradizione orale. Il violino è lo strumento che più facilmente passa dalla sala da concerto alla festa di paese, e ritorno.
La foto giusta da fare a Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz — 18 ottobre 2026
Durante il concerto non si fotografa: lo chiedono le regole di sala, e con proiezioni in corso il flash rovinerebbe anche le immagini di Keziat. Le foto si fanno prima e dopo.
La prima è il palco a sala vuota, con la zampogna appoggiata accanto al contrabbasso e alla fisarmonica. Una zampogna su un palco di jazz è un'immagine che si vede raramente, e racconta Molisound da sola.
La seconda è Villa Osio vista dal viale d'ingresso, con il parco intorno e l'ultima luce del pomeriggio di ottobre sulla facciata. È la foto che dice dove siete.
La terza è lungo viale di Porta Ardeatina, con le Mura Aureliane sullo sfondo. Verso le cinque di un pomeriggio di metà ottobre la cortina prende un colore caldo, e i platani fanno il resto.
La quarta, meno ovvia, è la lapide con i nomi delle vittime di mafia all'ingresso. Non è una foto da cartolina, ma chi la pubblica con due righe di spiegazione racconta la Casa del Jazz come pochi altri.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il luogo in cui suona Molisound ha una storia a più strati. Il più antico è quello delle Mura Aureliane, lungo le quali corre viale di Porta Ardeatina: la cinta costruita nel III secolo per difendere Roma, di cui questo tratto conserva nel nome una delle porte che si aprivano verso sud.
Il secondo strato è la villa. Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, l'organizzazione criminale che segnò la cronaca romana fra gli anni Settanta e Novanta del Novecento. La villa fu confiscata e assegnata al Comune di Roma: da quell'atto nasce la Casa del Jazz.
Il terzo strato è la trasformazione voluta dall'amministrazione di Walter Veltroni, che ha fatto della villa un centro interamente dedicato al jazz, con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria per i musicisti. La lapide con i nomi delle vittime di mafia, voluta con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, segna all'ingresso il significato civile dell'operazione.
Il quarto strato è musicale: le rassegne estive nel parco, gli autunni di concerti in sala, il Roma Jazz Festival. In questo quadro il concerto del 18 ottobre 2026 aggiunge una pagina insolita: il giorno in cui la zampogna molisana è entrata nella villa confiscata e ne ha fatto una piazza di paese.
Chi è passato da Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz — 18 ottobre 2026
La sala porta il nome di Armando Trovajoli, pianista jazz prima che compositore per il cinema e il teatro musicale: il primo nome da ricordare, perché è inciso sulla porta. Dalla villa sono passati il sindaco che ne volle la trasformazione e l'associazione Libera, che ha dato voce alla memoria delle vittime.
Nella storia di Luca Ciarla passano musicisti di primo piano: Luciano Berio e Joshua Bell, Greg Cohen e Chris Jarrett, Danilo Rea e Fabrizio Bosso, Javier Girotto e Antonio Forcione, Daniele Sepe e Peppe Voltarelli, Paola Turci e Sergio Cammariere. Negli Stati Uniti il suo maestro di jazz fu David Baker all'Indiana University; in Sudafrica la sua performance con Keziat fu ospitata su invito di William Kentridge.
Il 18 ottobre salgono sul palco della Trovajoli Manuel Petti, Lorenzo Mastrogiuseppe e Marco Molino, con Ilaria Bucci, Federico Rondolini, Giuseppe Spedino Moffa e il coro di ragazzi diretto da Marilicia Piccaluga. Nella stessa stagione autunnale dalla sala passano pianisti, trii e quartetti di diverse generazioni, prima dei concerti di novembre del Roma Jazz Festival.
Ottobre a Roma: il jazz torna in sala
A metà ottobre le rassegne all'aperto sono finite e il jazz romano rientra nelle sale. È il periodo delle ottobrate, con pomeriggi ancora tiepidi e sere fresche: il concerto delle 18:00 di domenica ne approfitta, e lascia la serata libera. Una giacca leggera per il ritorno basta quasi sempre.
Domande frequenti su Luca Ciarla Molisound
Quando suona Luca Ciarla con Molisound alla Casa del Jazz?
Luca Ciarla suona con Molisound alla Casa del Jazz domenica 18 ottobre 2026 alle 18:00, nella Sala concerti Armando Trovajoli, in viale di Porta Ardeatina 55. Il concerto era previsto il 3 maggio 2026 ed è stato rinviato; è una data unica.
I biglietti del 3 maggio valgono per il 18 ottobre?
I biglietti di Luca Ciarla Molisound acquistati per il 3 maggio 2026 restano validi per il 18 ottobre, secondo la Casa del Jazz. Chi non può partecipare alla nuova data trova sulla pagina ufficiale dell'evento rinviato le modalità per chiedere il rimborso.
Quanto costa il biglietto per Molisound?
Il biglietto per Luca Ciarla Molisound alla Casa del Jazz è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della sede. Non ci sono settori. Si acquista sul sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
Chi suona in Molisound?
Molisound è formato da Luca Ciarla al violino, Manuel Petti alla fisarmonica, Lorenzo Mastrogiuseppe al contrabbasso e Marco Molino alle percussioni. Alla Casa del Jazz gli ospiti sono Ilaria Bucci alla voce, Federico Rondolini alla chitarra, Spedino Moffa alla zampogna, un coro di sette elementi e la video arte di Keziat.
Che musica è Molisound?
Molisound è un progetto di Luca Ciarla che unisce nuove composizioni e tradizioni popolari del Molise, suonate anche con strumenti tradizionali come la zampogna, con un linguaggio fra jazz, classica e world music. Il sottotitolo è Il suono del Molise incontra il mondo.
Come si arriva alla Casa del Jazz?
La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B scendendo a Piramide e camminando circa un quarto d'ora lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo. Accanto alla villa c'è un parcheggio con ingresso da via Cristoforo Colombo.
La Casa del Jazz è accessibile in carrozzina?
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità; le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala allo 06 80241281. La Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore.
Il consiglio finale su Molisound
Le serate che restano sono quelle in cui una musica arriva da lontano e ti sorprende in una sala piccola. Molisound porta il Molise, la zampogna e un coro di ragazzi dentro una villa confiscata e restituita alla città, una domenica pomeriggio d'ottobre, per quindici euro. Comprate il biglietto prima, arrivate con la luce lungo le Mura e sedetevi al centro. Il resto lo fa il violino di Ciarla.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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