EIC Eden Inverted Collective di Zoe Pia, Atlantidei alla Casa del Jazz — 7 novembre 2026
In breve. Atlantidei, il nuovo progetto discografico della clarinettista e polistrumentista sarda Zoe Pia alla guida del collettivo EIC Eden Inverted Collective, arriva alla Casa del Jazz di Roma sabato 7 novembre 2026 alle 19:30, nella Sala…
Atlantidei, il nuovo progetto discografico della clarinettista e polistrumentista sarda Zoe Pia alla guida del collettivo EIC Eden Inverted Collective, arriva alla Casa del Jazz di Roma sabato 7 novembre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti "Armando Trovajoli", all'interno del Roma Jazz Festival 2026. L'indirizzo è Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma, nel parco della ex Villa Osio, tra la Piramide Cestia e le Terme di Caracalla. Il biglietto è unico, 20 euro, secondo la scheda ufficiale dell'evento. I biglietti si acquistano dal sito ufficiale della Casa del Jazz, che indica il proprio circuito di vendita online, oppure al botteghino della sede, aperto nei giorni di spettacolo dalle 19:00 fino a 40 minuti dopo l'inizio. Le domande frequenti del sito della Casa del Jazz indicano come collegamenti la linea B della metropolitana (fermata Piramide) e l'autobus 714 (fermata Colombo/Marco Polo), con un parcheggio accanto alla villa all'angolo tra via Cristoforo Colombo e Viale di Porta Ardeatina; per il percorso dalla propria zona vale il calcolatore di viaggio di ATAC. Per informazioni la sede indica il numero 06 80241281 e l'indirizzo info@musicaperroma.it.

Atlantidei: il concerto
Atlantidei nasce da un viaggio. Secondo la presentazione della Casa del Jazz, l'idea del progetto si è formata durante una navigazione lungo i confini della Sardegna, attorno alla costellazione di faraglioni della costa sud-occidentale dell'isola, una zona che viene indicata tra le terre emerse più antiche d'Europa. Da quel paesaggio di rocce e mare deriva la domanda che dà il titolo al lavoro: che rapporto c'è tra la Sardegna e il mito di Atlantide.
La scheda ufficiale ricorda che diversi studiosi, oggi, collocano nell'isola la mitica Atlantide. Il concerto non pretende di risolvere la questione, ma la usa come materiale poetico: la musica del collettivo diventa un modo per interrogare il passato remoto del Mediterraneo occidentale attraverso strumenti antichissimi e tecnologie contemporanee.
Da Platone a Kircher
La presentazione completa del progetto, pubblicata sul sito della sede, ripercorre la fortuna del mito nei secoli. Parte dalle prime esplorazioni greche verso occidente e dai riferimenti di Platone, Aristotele e Timeo di Tauromenio, che legano il racconto alla Sardegna e ai popoli del mare, tra cui gli Shardana. Arriva poi all'età moderna con il gesuita Athanasius Kircher, la cui mappa immaginaria di Atlantide, pubblicata nel 1665 nel Mundus Subterraneus, ha ispirato i titoli dei brani e il loro linguaggio sonoro.
Una mappa che diventa partitura
L'idea di partire da una carta geografica fantastica per comporre musica è uno degli aspetti più interessanti del progetto. Una mappa del Seicento, costruita su ipotesi erudite più che su osservazioni, viene trattata come una partitura: i luoghi immaginari diventano titoli, le distanze diventano strutture. È un procedimento che ricorda il modo in cui il jazz contemporaneo europeo lavora spesso su materiali extramusicali.
Chi è Zoe Pia
La Casa del Jazz presenta Zoe Pia come una delle figure più rilevanti della nuova scena musicale sarda, clarinettista e polistrumentista, interprete delle launeddas, il prezioso strumento tradizionale dell'isola. È anche ideatrice di rassegne e festival, un'attività che la colloca tra i musicisti che costruiscono contesti oltre a suonare.
I progetti precedenti
La rivista britannica Jazz Journal ha recensito nel 2025 il disco Indindara, firmato da Zoe Pia con il Tenores di Orosei Antoni Milia per l'etichetta Losen Records: un lavoro in cui il canto a tenore sardo dialoga con clarinetto, launeddas, percussioni ed elettronica. Il Free Jazz Collective ha invece recensito Rite, il duo con il sassofonista Mats Gustafsson, registrato tra studio, concerti e festival durante un tour italiano nel maggio 2023: lì Zoe Pia suona launeddas, clarinetto in si bemolle, percussioni sarde e synth. La stessa recensione cita il progetto Shardana, guidato dalla musicista.
Una ricerca coerente
Il filo che lega questi lavori è evidente: la tradizione sarda non viene trattata come un repertorio da conservare, ma come una lingua viva da far dialogare con l'improvvisazione, l'elettronica e la musica d'avanguardia. Atlantidei porta questa ricerca su un terreno nuovo, quello del mito e della geografia immaginaria.
Le launeddas, uno strumento millenario
Per chi le ascolta per la prima volta, le launeddas sono una sorpresa. Secondo l'enciclopedia, si tratta di uno strumento a fiato ad ancia battente originario della Sardegna, capace di produrre polifonia e suonato con la tecnica della respirazione circolare, che permette al musicista di non interrompere mai il suono.
Tre canne, tre funzioni
Lo strumento è formato da tre canne di misure diverse. La più lunga, il basso, chiamato basciu o tumbu, non ha fori e produce una sola nota, il bordone. La seconda, la mancosa manna, è legata al basso con spago impeciato e fornisce l'accompagnamento; la terza, la mancosedda, è libera e suona la melodia. L'accordatura si regola appesantendo o alleggerendo le ance con la cera d'api.
Una storia che parte dai nuraghi
L'uso delle launeddas è attestato dalla preistoria: la voce enciclopedica cita un bronzetto nuragico ritrovato a Ittiri che rappresenterebbe un suonatore. Fino agli inizi degli anni Sessanta lo strumento accompagnava il ballo tondo, con i danzatori disposti in cerchio attorno al suonatore per sonate che potevano superare l'ora. Sentirlo in una sala da concerto romana, intrecciato con l'elettronica, significa ascoltare una storia lunghissima da un punto di vista inedito.
La canna di Seddori
Un dettaglio per curiosi: per costruire mancosa e mancosedda si usa una canna particolare, l'arundo pliniana, chiamata canna mascu o cann'e Seddori, che cresce soprattutto nel territorio tra Samatzai, Sanluri e Barumini. La sua distanza tra i nodi, molto maggiore di quella della canna comune, conferisce allo strumento il suo timbro caratteristico.
EIC Eden Inverted Collective: la formazione
Il collettivo che accompagna Zoe Pia è composto, secondo la scheda ufficiale, da musicisti under 35 provenienti dalle principali orchestre liriche e sinfoniche italiane. Mattia Pia e Paolo Nocentini sono indicati come musicisti stabili dell'Arena di Verona.
Clarinetto, launeddas ed elettronica
Zoe Pia suona clarinetto, launeddas e live electronics. La combinazione permette di passare dal timbro antico delle canne sarde a quello del clarinetto moderno, con l'elettronica che amplia e trasforma entrambi.
Quattro percussionisti
Mattia Pia, Paolo Nocentini, Nicola Ciccarelli e Carlo Alberto Chittolina sono tutti accreditati alle percussioni. Una formazione con quattro percussionisti attorno a un solo strumento a fiato è insolita nel jazz e lascia immaginare un lavoro molto ricco sul ritmo e sul colore, più vicino alla musica d'insieme orchestrale che al quartetto tradizionale.
Come ascoltare Atlantidei
Un concerto come questo si apprezza di più se si conoscono alcuni elementi del linguaggio. Il primo è il bordone: la canna più lunga delle launeddas emette una nota fissa, continua, su cui si appoggiano le altre due. In un contesto contemporaneo, quel suono ininterrotto può diventare il pavimento su cui l'elettronica costruisce stratificazioni, oppure un punto fermo contro cui le percussioni si muovono liberamente.
Il respiro che non si interrompe
Il secondo elemento è la respirazione circolare. Il suonatore inspira dal naso mentre continua a spingere aria nello strumento con le guance, così che il suono non si spezza mai. Per chi ascolta, l'effetto è quello di una linea melodica senza pause, molto diversa dal fraseggio del clarinetto, che invece respira come una voce. Seguire il passaggio da uno strumento all'altro aiuta a capire la struttura dei brani.
Quattro percussionisti, molti colori
Il terzo elemento è la dimensione orchestrale delle percussioni. Quando quattro musicisti abituati al repertorio lirico e sinfonico condividono il palco, la tavolozza timbrica si allarga: tamburi, piatti, strumenti a suono determinato, oggetti. Le pagine ufficiali non elencano gli strumenti utilizzati, quindi l'organico preciso si scoprirà in sala. Vale la pena di sedersi in una posizione da cui si veda bene l'intero palco.
Jazz e Mediterraneo, una lunga conversazione
Da decenni il jazz europeo dialoga con le musiche tradizionali del Mediterraneo, e la Sardegna occupa in questo dialogo un posto particolare, perché possiede strumenti e forme vocali che non hanno equivalenti altrove. Il lavoro di Zoe Pia si colloca dentro questa conversazione con una cifra propria: la tradizione non viene citata come colore folklorico, ma messa al centro della costruzione musicale e confrontata con l'improvvisazione e la ricerca elettronica.
Dal ballo tondo alla sala da concerto
La voce enciclopedica sulle launeddas ricorda che lo strumento ha accompagnato per secoli il canto, i cortei delle sagre, i matrimoni e le occasioni di vita comunitaria, oltre al ballo in cerchio. Portarlo in una sala da concerto significa spostarlo da una funzione sociale a una funzione d'ascolto: il pubblico non balla attorno al suonatore, ma segue il suono seduto, con un'attenzione diversa. È un passaggio che molte musiche tradizionali hanno vissuto, e che Atlantidei affronta con piena consapevolezza.
A chi è adatto questo concerto
Atlantidei è un concerto per ascoltatori curiosi. Chi ama il jazz più legato allo swing e agli standard troverà un linguaggio diverso, costruito su timbri, ritmi e atmosfere più che sulla forma canzone. Chi segue la musica contemporanea, l'elettronica o le musiche del mondo troverà invece un terreno familiare, arricchito da uno strumento che raramente si ascolta dal vivo fuori dalla Sardegna.
Per chi viene dalla Sardegna
Per gli spettatori sardi che vivono a Roma, il concerto ha anche un valore affettivo: le launeddas e il riferimento ai faraglioni della costa sud-occidentale sono richiami a un paesaggio preciso. Il progetto, però, non si limita alla nostalgia, perché trasforma quel paesaggio in una riflessione sul mito e sul tempo profondo del Mediterraneo.
Per chi scopre il festival
Per chi si avvicina per la prima volta al Roma Jazz Festival, un concerto in una sala raccolta come la Trovajoli è un buon modo per entrare nel clima dell'edizione dei cinquant'anni: l'ascolto ravvicinato e la dimensione del parco rendono l'esperienza molto diversa da quella delle grandi sale.
Il concerto nel Roma Jazz Festival 2026
Il concerto fa parte del Roma Jazz Festival 2026, che secondo il sito della Casa del Jazz celebra la 50ª edizione, chiamata Anniversary, dal 1 al 24 novembre 2026. Il tema di quest'anno è "Rileggere Miles, ripensare il jazz", un titolo che invita a guardare alla figura di Miles Davis come a un punto di partenza per il rinnovamento del linguaggio.
Le altre date alla Casa del Jazz
Nel calendario della sede, il festival si apre domenica 1 novembre con il duo di Roberto Gatto e Antonello Salis. Dopo Atlantidei, il cartellone prosegue domenica 8 novembre con il Domenico Rizzuto Trio, venerdì 13 con l'Eleonora Strino Trio e sabato 14 con il Nexus Quartet. Il programma completo del festival si svolge anche in altre sedi della città.
Una scelta di programmazione
Il festival affianca nomi affermati a musicisti delle nuove generazioni. Atlantidei rappresenta la parte del cartellone dedicata alle contaminazioni tra jazz, musiche tradizionali e ricerca, e risponde in modo laterale al tema dell'edizione: ripensare il jazz significa anche aprirlo a strumenti e storie che non vengono dall'America.
La Casa del Jazz in breve
La Casa del Jazz è un complesso di tre edifici immersi in un parco pubblico tra Viale di Porta Ardeatina e via Cristoforo Colombo. È gestita dalla Fondazione Musica per Roma, la stessa che gestisce l'Auditorium Parco della Musica. La pagina dei luoghi del sito ufficiale indica per la villa una superficie di 2.500 metri quadrati e per il parco circostante 25.240 metri quadrati. La nostra scheda generale della sede è qui.
I tre edifici
Nella villa principale si trova la sala concerti; nel secondo edificio sale di prova e di registrazione e una foresteria per i musicisti ospiti; nel terzo un ristorante. Wikipedia aggiunge nella villa una mediateca, una biblioteca aperta al pubblico, una libreria e una caffetteria, e ricorda che un sistema di registrazione consente di documentare i concerti.
La Sala Trovajoli
La sala concerti è intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano nato nel 1917 e morto nel 2013, che rappresentò l'Italia al Paris Jazz Festival del 1949 prima di diventare uno dei grandi autori di colonne sonore e di commedie musicali, da Rugantino alle musiche per i film di Ettore Scola.
Una curiosità sulla Casa del Jazz
Dentro una villa costruita negli anni Trenta e oggi dedicata alla musica afroamericana si conserva un frammento di Roma barocca. Secondo Wikipedia, nell'ambiente che fu la sala da pranzo, al piano terra, oggi utilizzato come sala multimediale, si trova un affresco di Amerigo Bartoli che raffigura una veduta di piazza Navona. È un dettaglio che pochi spettatori notano, perché la sala si attraversa di solito di corsa prima del concerto.
Un pittore per una villa di banchiere
Le fonti consultate non precisano quando l'affresco fu dipinto né chi lo commissionò. Oggi quella veduta convive con la programmazione musicale più contemporanea della capitale.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Casa del Jazz
Quanti posti ha la sala? La risposta dipende dalla fonte. Wikipedia parla di un auditorium multifunzionale da 150 posti; la pagina dei luoghi del sito ufficiale indica per la Sala Trovajoli circa 150 posti, ma la stessa pagina, nel testo introduttivo, descrive la struttura principale come un auditorium da 134 posti. Le fonti non concordano, e la differenza può dipendere dalla configurazione della sala, ma nessuna pagina lo spiega.
Perché conta
In entrambi i casi si tratta di una sala raccolta, molto più piccola delle grandi sale dell'Auditorium. Per un concerto come Atlantidei, con quattro percussionisti e l'elettronica, la dimensione ridotta significa ascolto ravvicinato e una percezione molto fisica del suono. Significa anche che i biglietti, in una serata di festival, possono esaurirsi in fretta.
Il consiglio che ti do per visitare la Casa del Jazz
Il mio consiglio è di arrivare con un buon anticipo e di entrare nel parco prima dell'apertura della sala. Le domande frequenti del sito ufficiale spiegano che l'ingresso del pubblico in sala avviene, in genere, da 30 minuti prima dell'inizio fino a 5 minuti prima, e che una volta cominciato lo spettacolo l'accesso non è garantito. Per un concerto delle 19:30 significa trovarsi davanti alla sala tra le 19:00 e le 19:25, cioè proprio quando apre il botteghino.
Se arrivate in metropolitana
Chi scende alla fermata Piramide della linea B ha davanti a sé la Piramide Cestia e un tratto delle Mura Aureliane, che meritano qualche minuto di attenzione prima del concerto. Il tempo di percorrenza fino alla sede va calcolato con il servizio di pianificazione di ATAC.
Accessibilità
La sede è progettata per la piena accessibilità. Le persone in sedia a rotelle possono prenotare il posto per telefono al numero 06 8024 1281, ogni giorno dalle 11 alle 18; i posti dedicati sono limitati, ed è meglio prenotare presto per gli appuntamenti più richiesti.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto che la Casa del Jazz occupa una villa confiscata alla criminalità organizzata. Meno ricordato è il passaggio di proprietà che portò la villa nelle mani di Enrico Nicoletti, indicato dalle cronache giudiziarie come il cassiere della banda della Magliana. Secondo Wikipedia, negli anni Ottanta Nicoletti la acquistò dal Vicariato di Roma, e la nuova proprietà fece eseguire interventi e abusi edilizi che modificarono profondamente gli ambienti interni e i prospetti esterni.
La restituzione
Il sito ufficiale della Casa del Jazz ricorda che il progetto fu sostenuto con forza dall'allora sindaco Walter Veltroni e che la villa, dopo la confisca, fu assegnata al Comune di Roma. Il risultato è sotto gli occhi di chi entra: un luogo legato a una delle bande criminali più note della storia romana è diventato una sede di concerti aperta a tutti.
La foto giusta da fare alla Casa del Jazz
La foto che racconta meglio la storia del luogo si fa all'ingresso del parco. Lì si trova la stele realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, che secondo Wikipedia riporta 683 nomi di vittime della mafia dal 1893 al 2005. Inquadrare la stele con la villa sullo sfondo, in un'unica immagine, significa mettere insieme la memoria delle vittime e il riuso civile del bene confiscato.
Con la luce di novembre
A novembre, alle 19:00, è già buio: la villa illuminata e i viali del parco offrono un'atmosfera diversa da quella diurna. Chi vuole una foto con la luce naturale deve arrivare nel primo pomeriggio, quando il parco si può attraversare con calma. Durante il concerto, invece, le regole sulle riprese sono quelle della sala, e il rispetto per i musicisti suggerisce di tenere il telefono in tasca.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il casale del Seicento
Prima della villa, in quest'area esisteva un casale seicentesco: la villa fu edificata sulle sue rovine, secondo la voce enciclopedica.
1936-1939: la costruzione di Villa Osio
Arturo Osio, socio fondatore della Banca Nazionale del Lavoro, rileva l'area e affida il progetto all'ingegnere Cesare Pascoletti, allievo di Marcello Piacentini. Il parco viene sistemato dall'architetto paesaggista Pietro Porcinai.
Anni Ottanta: la villa di Nicoletti
Enrico Nicoletti compra la villa dal Vicariato di Roma e la modifica con interventi abusivi.
1996-2001: sequestro e confisca
Il 14 novembre 1996 la villa viene sottoposta a sequestro; il 20 febbraio 2001 la confisca diventa definitiva e il 26 settembre 2001 il bene viene assegnato al Comune di Roma in base alla legge 109 del 1996, la cosiddetta legge Pio La Torre sui beni confiscati.
2005: nasce la Casa del Jazz
Nell'aprile del 2005 la Casa del Jazz viene inaugurata, con la direzione affidata a Luciano Linzi.
2025: le ricerche nel parco
Nel novembre 2025, secondo Wikipedia, la Prefettura di Roma dispone sondaggi nel parco per la fondata possibilità che vi siano nascosti i resti del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994, che potrebbero esservi stati occultati quando la villa apparteneva a Nicoletti.
Chi è passato dalla Casa del Jazz
La storia della villa comincia con tre nomi: Arturo Osio, il banchiere che la volle; Cesare Pascoletti, l'ingegnere della scuola di Piacentini che la progettò; Pietro Porcinai, il paesaggista fiorentino nato a Fiesole nel 1910, autore nel corso della carriera di giardini a Torino, Firenze, Berlino e Portofino, che ne disegnò il parco. Il parco che si attraversa per andare ai concerti è, in origine, opera sua.
Il pittore e il cassiere
Dentro la villa è passato Amerigo Bartoli, con il suo affresco di piazza Navona. Poi, in una stagione più oscura, Enrico Nicoletti, che ne fece la propria residenza. Sono due presenze lontanissime tra loro, che convivono nello stesso edificio.
Il primo direttore
Al momento dell'apertura, nel 2005, la direzione fu affidata a Luciano Linzi e la gestione all'azienda speciale Palaexpo, che per conto del Comune gestiva anche le Scuderie del Quirinale, il Palazzo delle Esposizioni e la Casa del cinema. Oggi la sede è gestita dalla Fondazione Musica per Roma.
I musicisti
Dal 2005 la villa ospita i musicisti, compresi quelli ospitati nella foresteria del secondo edificio. Tra le formazioni stabili, il sito ufficiale cita oggi la CDJO Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini e la Jazz Campus Orchestra di Massimo Nunzi, dedicata ai ragazzi dai 7 ai 14 anni. Il 7 novembre si aggiunge a questa storia il suono delle launeddas.
La serata in pratica
Qualche indicazione per organizzarsi. Il concerto comincia alle 19:30 di sabato 7 novembre; il botteghino apre alle 19:00 e l'accesso alla sala, secondo le domande frequenti del sito, avviene in genere da mezz'ora prima. La durata del concerto non è indicata nella scheda ufficiale: il dato non è pubblicato, ed è prudente non fissare impegni troppo vicini all'ora di inizio.
Mangiare prima o dopo
Il terzo edificio del complesso ospita un ristorante, come ricorda il sito ufficiale; Wikipedia segnala anche una caffetteria nella villa. Gli orari e le modalità di prenotazione di questi servizi non sono riportati nelle pagine consultate e vanno verificati direttamente con la sede.
Posti e ritardatari
Le domande frequenti spiegano che chi arriva tardi, se ammesso, può essere sistemato in un posto diverso da quello acquistato. È un motivo in più per arrivare in anticipo, soprattutto in una sala così raccolta, dove la posizione incide molto sulla qualità dell'ascolto.
Prima del concerto: i dintorni
La posizione della Casa del Jazz, a ridosso delle mura antiche, permette di costruire una piccola passeggiata prima del concerto.
Le mura e la Porta Ardeatina
Il viale prende il nome dalla Porta Ardeatina, un antico varco delle Mura Aureliane che si trova tra Porta San Sebastiano e Porta San Paolo, vicino ai fornici moderni aperti per la via Cristoforo Colombo. Chiusa probabilmente molto presto, oggi è poco più di una posterula incorniciata in travertino. Chi vuole approfondire la storia delle mura può visitare il Museo delle Mura a Porta San Sebastiano.
Le tracce dei carri
Il dettaglio più interessante della Porta Ardeatina, secondo la voce enciclopedica, è un tratto di strada lastricata di epoca romana, visibile sia all'esterno sia all'interno delle mura, su cui restano i solchi lasciati dalle ruote dei carri: un traffico che doveva essere piuttosto intenso. L'umanista Poggio Bracciolini riferisce che anche su questa porta era affissa la lapide del restauro voluto dall'imperatore Onorio tra il 401 e il 403.
Piramide e Caracalla
Dalla parte della metropolitana c'è la Piramide Cestia; dalla parte opposta, risalendo verso il centro, le Terme di Caracalla. Sono due mete diurne, da organizzare secondo i rispettivi orari di apertura.
Domande frequenti su Atlantidei di Zoe Pia
Quando e dove si tiene il concerto?
Sabato 7 novembre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti "Armando Trovajoli" della Casa del Jazz, in Viale di Porta Ardeatina 55 a Roma. Il concerto fa parte del Roma Jazz Festival 2026, giunto alla 50ª edizione, che si svolge dal 1 al 24 novembre in diverse sedi della città con il tema "Rileggere Miles, ripensare il jazz".
Quanto costa il biglietto?
La scheda ufficiale indica un biglietto unico da 20 euro. Le domande frequenti del sito prevedono riduzioni per le persone con disabilità: 20 per cento di sconto per i titolari della legge 104 o equivalente, con ingresso gratuito per l'accompagnatore se necessario e nei limiti dei posti, e 50 per cento per le persone non vedenti; queste riduzioni si ottengono alla biglietteria centrale dell'Auditorium Parco della Musica.
Dove si comprano i biglietti?
Sul sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al proprio circuito di vendita online, oppure al botteghino della sede. Il botteghino è aperto solo nei giorni di spettacolo, dalle 19:00 fino a 40 minuti dopo l'inizio. Per una serata di festival in una sala raccolta, l'acquisto anticipato online è la scelta più prudente.
Che cosa sono le launeddas?
Uno strumento a fiato tradizionale della Sardegna, formato da tre canne di misure diverse: una produce il bordone, una l'accompagnamento, una la melodia. Si suona con la respirazione circolare, che permette un suono continuo, e la sua storia è attestata fin dall'età nuragica. Zoe Pia lo alterna al clarinetto e all'elettronica dal vivo.
Chi suona con Zoe Pia?
Il collettivo EIC Eden Inverted Collective, formato da Mattia Pia, Paolo Nocentini, Nicola Ciccarelli e Carlo Alberto Chittolina, tutti alle percussioni. Secondo la Casa del Jazz sono musicisti under 35 provenienti dalle principali orchestre liriche e sinfoniche italiane; Mattia Pia e Nocentini sono musicisti stabili dell'Arena di Verona.
Come si arriva alla Casa del Jazz?
Le domande frequenti del sito indicano la metropolitana B fino a Piramide, l'autobus 714 con fermata Colombo/Marco Polo e un parcheggio accanto alla villa, all'angolo tra via Cristoforo Colombo e Viale di Porta Ardeatina. Per il percorso preciso dalla propria zona, e per gli orari serali dei mezzi, conviene usare il calcolatore di viaggio di ATAC.
Si può entrare a concerto iniziato?
Secondo le domande frequenti del sito, l'ingresso in sala avviene in genere da 30 minuti prima dell'inizio fino a 5 minuti prima, e a spettacolo iniziato l'accesso non è consentito, salvo diversa decisione degli organizzatori. In quel caso il personale può assegnare un posto diverso da quello acquistato. Meglio quindi arrivare con margine.
Il concerto è accessibile in sedia a rotelle?
Sì. La Casa del Jazz dichiara la piena accessibilità della struttura e consente di prenotare i posti dedicati per telefono al numero 06 8024 1281, tutti i giorni dalle 11 alle 18. I posti riservati sono limitati e il personale assiste il pubblico negli spostamenti all'interno della sede.
Il consiglio finale su Atlantidei di Zoe Pia
Atlantidei è uno dei concerti più originali della parte del Roma Jazz Festival ospitata alla Casa del Jazz: un clarinetto, uno strumento nuragico, l'elettronica e quattro percussionisti per raccontare il mito di Atlantide a partire dalle coste della Sardegna e da una mappa del Seicento. Comprate il biglietto in anticipo sul canale ufficiale, perché la sala è piccola; arrivate quando apre il botteghino, fermatevi un momento davanti alla stele all'ingresso del parco e lasciatevi sorprendere dal suono continuo delle launeddas in una villa che ha cambiato vita.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.