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Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico al Colosseo — fino al 18 ottobre 2026

Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico è aperta al Colosseo, in piazza del Colosseo, fino al 18 ottobre 2026. La mostra è compresa nel biglietto di ingresso del Parco archeologico del Colosseo, acquistabile sulla biglietteria ufficiale online del Parco, con prenotazione obbligatoria della fascia oraria per il Colosseo e vendite aperte trenta giorni prima della visita. Il biglietto è nominativo e il documento va tenuto a vista agli ingressi. Dal 1° al 24 ottobre il Colosseo apre alle 8.30, l'ultimo ingresso è alle 17.30 e il Parco chiude alle 18.30. Si arriva con la metro B alla fermata Colosseo o con la metro C alla fermata Colosseo-Fori Imperiali, con gli autobus 51, 75, 81, 85, 87 e 118 e con il tram 3. Domenica 4 ottobre, prima domenica del mese, l'ingresso è gratuito.

Il Colosseo, sede della mostra Troia e Roma
Il Colosseo, sede della mostra Troia e Roma Foto: Foto: Suicasmo, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Una mostra su Troia dentro il Colosseo. Detta in una riga sembra una trovata, e invece ha una logica ferrea: i Romani si raccontavano discendenti di Enea, profugo troiano, e il monumento che più di ogni altro rappresenta Roma nel mondo diventa il luogo in cui quel racconto viene messo alla prova dei reperti. Al Colosseo il rischio è sempre lo stesso: guardare la pietra senza capire la storia. Qui la storia arriva da lontano, dall'Anatolia, e si ferma nell'arena.

Troia e Roma al Colosseo: che cosa si vede

La mostra presenta più di 300 reperti, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia. Il Parco precisa che sono oltre 220 le opere in prestito da 19 musei turchi, e che 50 di queste non erano mai state viste dal pubblico italiano. Il percorso si apre con una replica monumentale del Cavallo di Troia.

Un doppio binario: letteratura e archeologia

L'intento dichiarato è offrire al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende di Troia e Roma, riannodando mito, leggenda e realtà storica in una narrazione che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica. Il percorso si sviluppa lungo un doppio binario, letterario e archeologico, con una lettura critica e comparata delle fonti disponibili. A nostro giudizio è l'impostazione giusta: nessuno pretende di dimostrare l'Iliade con un vaso, ma si mettono accanto testi e oggetti e si lascia al visitatore il confronto.

I personaggi del racconto

La mostra accompagna il visitatore attraverso figure emblematiche: Paride, Elena, Priamo, Ecuba, Cassandra, Ettore, Agamennone, Menelao, Achille, Patroclo, Enea, Lavinia, Ascanio e Romolo. È la galleria di ritratti di una memoria condivisa del Mediterraneo, che il Parco descrive come un ponte fra passato e presente.

Il Cavallo all'ingresso

La replica monumentale del Cavallo di Troia introduce il percorso. È l'immagine che tutti fotograferanno, e va bene così: serve a mettere subito il visitatore dentro il mito, prima che i reperti comincino a raccontare la storia vera del sito.

Le quattro sezioni di Troia e Roma

Il percorso espositivo è articolato in quattro sezioni, che vanno dall'Anatolia dell'età del Bronzo all'età augustea. Conviene conoscerle prima di entrare, perché danno il ritmo della visita.

Prima sezione: il sito di Troia

La mostra si apre con un'ampia sezione dedicata alla ricostruzione storica, archeologica e topografica del sito di Troia, attraverso un nucleo significativo di reperti provenienti dai musei turchi. La stessa sezione offre una panoramica sul mondo ittita e sulle diverse realtà culturali dell'Anatolia del III e II millennio avanti Cristo. È la parte più nuova per il pubblico italiano, ed è quella su cui conviene spendere più tempo.

Seconda sezione: la guerra, dal punto di vista dei Troiani

La seconda sezione racconta la Guerra di Troia partendo dal punto di vista dei Troiani, con attenzione ai protagonisti e agli eventi principali del conflitto. Ampio spazio è riservato alla figura di Omero e alla tradizione epica, analizzata nei suoi risvolti filologici, storici e antropologici. La sezione si chiude con la caduta della città, l'Ilioupersis, e l'avvio della diaspora che ha per protagonista Enea.

Terza sezione: il viaggio di Enea

La terza sezione ricostruisce il viaggio di Enea sulla base delle tradizioni letterarie, da Stesicoro a Virgilio, e della documentazione archeologica. Particolare rilievo è dato ai contesti italiani: siti dell'Italia meridionale, della Sicilia e del Lazio legati al passaggio dell'eroe troiano. La sezione propone anche un quadro del Lazio fra il XII e il IX secolo avanti Cristo, utile per collocare storicamente il mito.

Quarta sezione: Romolo e la fondazione di Roma

La quarta sezione è dedicata al mito di Romolo e alla fondazione di Roma, con reperti e testimonianze figurative di grande rilevanza. Racconta la Roma arcaica e il processo con cui i Romani elaborarono la propria origine troiana, elemento centrale della loro identità politica e ideologica. Si chiude con un focus sull'età augustea, su Virgilio e sulla canonizzazione della saga di Enea.

Chi ha costruito la mostra Troia e Roma

Troia e Roma è una mostra di diplomazia culturale fra Italia e Turchia. Il Ministero della Cultura la inserisce nel quadro dell'accordo bilaterale firmato a Roma nell'aprile 2025 fra il ministro italiano Alessandro Giuli e il ministro turco della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy.

Gli accordi

All'intesa politica ha fatto seguito, nel dicembre 2025, un accordo tecnico sulla mostra, sottoscritto presso la Direzione generale dei Beni culturali e dei Musei del ministero turco, diretta da Birol İnceciköz, da Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, e da Simone Quilici, direttore del Parco archeologico del Colosseo. Il progetto è promosso nell'ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l'Africa e il Mediterraneo.

I curatori

La mostra è curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, Bülent Gönültaş, Mehtap Ateş, Deniz Doğu Yöndem e Rüstem Aslan. Un gruppo misto, italiano e turco, che riflette la natura del progetto: due scuole archeologiche che guardano allo stesso racconto da sponde opposte del Mediterraneo.

Ricerca, non solo esposizione

Il progetto, elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, prevede anche attività di ricerca, disseminazione e valorizzazione, per rafforzare la collaborazione scientifica fra i due Paesi. Il Parco la presenta come uno dei più ampi eventi espositivi mai dedicati a Troia, capace di riportare al centro la complessità storica di un sito a lungo identificato quasi soltanto con il mito.

Il Colosseo: la sede della mostra

Il Colosseo, originariamente Anfiteatro Flavio, fu iniziato da Vespasiano fra il 70 e il 72 dopo Cristo e inaugurato da Tito nell'80 con cento giorni di giochi. Domiziano realizzò poi i sotterranei dell'arena. È il più grande anfiteatro romano, capace di contenere un numero di spettatori stimato fra 50.000 e 87.000.

Le misure di un gigante

L'edificio forma un ovale di 527 metri di perimetro, con assi di 187,5 e 156,5 metri. L'arena misura 86 per 54 metri. L'altezza attuale è di 48 metri, contro i 52 originari. La facciata in travertino è articolata in quattro ordini: i tre inferiori con 80 arcate numerate, il quarto chiuso e scandito da lesene.

Un lago al posto dell'anfiteatro

L'area scelta per costruirlo era una valle fra la Velia, il colle Oppio e il Celio, dove si trovava il lago artificiale fatto scavare da Nerone per la sua Domus Aurea. Vespasiano lo prosciugò e vi gettò le fondazioni. Il nome Colosseo si diffonde solo nel Medioevo e deriva, con ogni probabilità, dalla vicinanza della colossale statua di Nerone.

Il biglietto e la mostra

La mostra è compresa nei biglietti del Parco che includono le mostre in corso. La tipologia di base, Colosseo, Foro Romano e Palatino, vale 24 ore e consente un accesso al Colosseo, al primo e secondo ordine senza l'arena, e un accesso all'area del Foro Romano e del Palatino. Esistono poi la formula Only Arena e la Full Experience con attico e ascensore panoramico. Per i dettagli e le tariffe aggiornate, il riferimento è la biglietteria ufficiale del Parco.

Come arrivare al Colosseo per Troia e Roma

Il Colosseo è in piazza del Colosseo ed è tra i luoghi meglio serviti di Roma. Le indicazioni del Parco archeologico sono le seguenti.

In metropolitana

Due linee: la metro B, fermata Colosseo, e la metro C, fermata Colosseo-Fori Imperiali. La fermata della linea B si apre letteralmente davanti al monumento, ed è la soluzione più semplice per chi arriva da Termini.

In autobus e in tram

Le linee di autobus indicate dal Parco sono 51, 75, 81, 85, 87 e 118. Il tram è il 3. Per i percorsi dal proprio punto di partenza, il calcolatore di ATAC resta lo strumento più affidabile.

In auto

L'auto è sconsigliata. L'area intorno al Colosseo è una delle più trafficate e controllate della città. Chi arriva da fuori Roma fa meglio a lasciare la macchina lontano e a usare la metropolitana.

Orari e biglietti del Colosseo in ottobre 2026

Il calendario del Parco cambia più volte nel corso dell'anno. Per le ultime settimane di Troia e Roma valgono questi orari: dal 1° al 24 ottobre 2026 ultimo ingresso alle 17.30 e chiusura alle 18.30; dal 25 ottobre l'ultimo ingresso scende alle 15.30, ma la mostra chiude il 18. Il Colosseo apre alle 8.30, il Foro Romano e il Palatino alle 9.

Prenotare la fascia oraria

Le aree del Parco si visitano prenotando l'ingresso online. Per il Colosseo la prenotazione della fascia oraria è obbligatoria, e le vendite si aprono trenta giorni prima della data di visita. In alta stagione e nei fine settimana le fasce migliori spariscono in fretta: prenotate appena possibile.

Biglietto nominativo

Il biglietto è nominativo per tutte le tipologie, sia online sia al call center sia alle biglietterie fisiche. Agli ingressi va mostrato con un documento di riconoscimento. Il Parco raccomanda questa regola per evitare code: è bene rispettarla.

Le giornate gratuite

L'ingresso è gratuito la prima domenica del mese, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Durante la mostra resta una sola domenica gratuita: il 4 ottobre 2026. Per l'assistenza sulla prenotazione il Parco indica un helpdesk via email e un call center per i problemi di ingresso in giornata.

Come organizzare la visita a Troia e Roma

La mostra è dentro il Colosseo, e la visita al monumento ha regole e tempi propri. Il consiglio è di trattare la giornata come un'unica esperienza: mostra, anfiteatro, Foro e Palatino.

Quanto tempo serve

Per la mostra con la dovuta attenzione servono almeno un'ora e mezza; trecento reperti non si guardano di corsa. Aggiungete il giro del Colosseo e l'area del Foro e del Palatino, compresi nello stesso biglietto: una mezza giornata abbondante.

La sequenza giusta

L'ordine consigliato: entrare al Colosseo presto, vedere la mostra quando si è ancora freschi, poi percorrere gli ordini del monumento e infine scendere verso il Foro. Chi fa il contrario arriva ai reperti turchi con la testa già piena.

Con i bambini

Il Cavallo di Troia all'ingresso è il gancio perfetto. La galleria di eroi e dei, da Achille a Romolo, si presta a essere raccontata come una storia a puntate. Conviene preparare i ragazzi con qualche lettura prima della visita.

Accessibilità

Il Parco dedica una sezione del sito ufficiale all'accessibilità dei percorsi. Chi ha esigenze specifiche deve consultarla prima di prenotare, perché il Colosseo ha livelli e passaggi molto diversi fra loro.

Intorno al Colosseo: cosa vedere dopo la mostra

L'area del Colosseo è il centro di una costellazione di monumenti. Con lo stesso biglietto si entra al Foro Romano e al Palatino; a pochi passi ci sono altri luoghi che dialogano con i temi della mostra.

L'Arco di Costantino

L'Arco di Costantino è in piazza del Colosseo, accanto all'anfiteatro. È la prima cosa da guardare uscendo.

Il Palatino, il colle di Romolo

La quarta sezione della mostra parla della fondazione di Roma e della Roma arcaica. Salire subito dopo sul Palatino, compreso nello stesso biglietto, porta il visitatore dalla sala espositiva ai luoghi della città più antica.

Il Ludus Magnus

Tra gli edifici di servizio per i giochi costruiti accanto all'anfiteatro c'erano le caserme dei gladiatori, fra cui il Magnus. I resti del Ludus Magnus sono visibili a pochi passi dal Colosseo.

Il Circo Massimo

Nel 217 un incendio fece crollare le strutture superiori del Colosseo e per cinque anni i giochi si spostarono al Circo Massimo. Raggiungerlo a piedi dopo la visita è una bella passeggiata.

Dove mangiare vicino al Colosseo

Intorno al Colosseo l'offerta è enorme e di qualità molto variabile. Le strade immediatamente a ridosso del monumento sono pensate per il turismo di passaggio.

Il consiglio pratico

Allontanatevi di qualche strada verso il rione Monti o verso il Celio. Pochi minuti a piedi cambiano la qualità e il prezzo in modo sensibile. La nostra guida al rione Monti è un buon punto di partenza.

Acqua e soste

Per una mezza giornata fra mostra, Colosseo e Foro serve acqua. Il Parco è grande e le soste vanno pianificate; meglio mangiare qualcosa prima di entrare.

Una curiosità su Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico al Colosseo — fino al 18 ottobre 2026

La curiosità riguarda i numeri delle arcate del Colosseo. Il pubblico antico entrava dall'arcata che corrispondeva al numero della propria tessera: ogni arcata aveva un numerale inciso sulla chiave di volta, e questo permetteva di raggiungere il posto in modo rapido e ordinato. I restauri sponsorizzati da Tod's, pulendo il prospetto con acqua nebulizzata, hanno rivelato tracce di colore: quei numeri erano dipinti di rosso, per essere visibili anche da lontano.

Perché interessa a chi va a vedere una mostra su Troia? Perché il Colosseo era anche un enorme macchina narrativa. Fra gli spettacoli che vi si tenevano c'erano, oltre ai combattimenti, rievocazioni di battaglie famose e drammi basati sulla mitologia classica. Non ci sono prove che vi sia stata messa in scena la caduta di Troia; ma è certo che il pubblico che sedeva su quelle gradinate conosceva il mito di Enea come parte della propria identità.

Guardare le arcate numerate, dopo la mostra, fa un certo effetto: migliaia di Romani entravano ordinati sotto quei numeri rossi convinti di discendere da un profugo troiano. La mostra racconta esattamente come nacque quella convinzione.

Una cosa che non ti dice nessuno su Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico al Colosseo — fino al 18 ottobre 2026

Quello che raramente si dice è che la mostra parte dall'altra parte del mare, e dal punto di vista degli sconfitti. La seconda sezione racconta la Guerra di Troia dal punto di vista dei Troiani: una scelta tutt'altro che scontata, visto che la tradizione epica che tutti conosciamo nasce in lingua greca.

La seconda cosa che non si dice: la prima sezione non parla di Omero, ma di Ittiti e di Anatolia. Prima della letteratura, la mostra mette sul tavolo la geografia e l'archeologia di un sito reale, con una panoramica sulle culture anatoliche del III e II millennio avanti Cristo. Per molti visitatori sarà la prima volta che sentono parlare di Troia come di un luogo concreto, con strati, mura, commerci, e non come di una favola.

La terza riguarda i prestiti. Il Parco dichiara oltre 220 opere da 19 musei turchi, 50 delle quali mai viste in Italia. È una quantità che raramente lascia la Turchia tutta insieme. Il consiglio, senza enfasi: se vi interessa l'archeologia del Mediterraneo orientale, questa è un'occasione che a Roma non capita spesso, e finisce il 18 ottobre.

Il consiglio che ti do per visitare Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico al Colosseo — fino al 18 ottobre 2026

Il consiglio pratico è uno solo, e vale più di tutti gli altri: prenotate la fascia oraria del mattino, la prima possibile. Il Colosseo apre alle 8.30 e le vendite aprono trenta giorni prima. Nelle prime ore la luce è migliore, le sale sono meno affollate e la testa è libera per trecento reperti.

Secondo consiglio: evitate domenica 4 ottobre, a meno che il risparmio non sia decisivo. È la prima domenica del mese e l'ingresso è gratuito; è anche la giornata in cui il Parco è più pieno. Per una mostra che chiede lettura di didascalie e confronto fra testi e oggetti, la calca è il nemico peggiore.

Terzo: arrivate con il documento in mano. Il biglietto è nominativo e il controllo avviene agli ingressi. Quarto: prima di andare, rileggete due pagine di Virgilio sulla caduta di Troia e sulla fuga di Enea. La mostra ne parla da Stesicoro a Virgilio, e chi arriva con qualche verso in testa riconoscerà i personaggi nei reperti. Infine, non esaurite le energie nella mostra: il Foro e il Palatino sono compresi nello stesso biglietto, e il Palatino è il finale giusto per una mostra che si chiude con la fondazione di Roma.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Colosseo fu costruito dai Flavi. Meno spesso si ricorda con quali soldi. Nel 1813 fu ritrovato un blocco di marmo reimpiegato che conservava i fori delle lettere di bronzo dell'iscrizione dedicatoria originaria. Il testo ricostruito dice che l'imperatore Vespasiano fece erigere il nuovo anfiteatro con i proventi del bottino: il bottino, cioè, del saccheggio del tempio di Gerusalemme del 70, insieme alle tasse provinciali.

Un secondo fatto noto ma poco citato riguarda la fine degli spettacoli. Gli ultimi combattimenti fra gladiatori sono testimoniati nel 437; le venationes, le cacce, continuarono fino all'epoca di Teodorico. Le ultime si tennero nel 519 per il consolato di Eutarico e nel 523 per quello di Anicio Massimo.

E un terzo, che parla dei secoli successivi: i blocchi di travertino del Colosseo furono asportati per costruire altro. Quelli caduti a terra servirono ancora nel 1634 per Palazzo Barberini e, dopo un terremoto, nel 1703 per il porto di Ripetta. Solo nel 1744 papa Benedetto XIV mise fine alle spoliazioni con un editto.

La foto giusta da fare a Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico al Colosseo — fino al 18 ottobre 2026

La foto che tutti faranno è quella al Cavallo di Troia che apre il percorso. Fatela, ma fatela bene: cercate un punto di vista che includa qualcosa del Colosseo, un'arcata, un pilastro di travertino. Una replica di un cavallo mitico, da sola, può stare in qualunque museo; dentro l'Anfiteatro Flavio diventa un'immagine che racconta la mostra in un solo scatto.

La seconda foto è per chi esce: le arcate numerate. Ogni arcata del primo ordine aveva un numero inciso sulla chiave di volta, un tempo dipinto di rosso. Cercare il numero sopra un'arcata e fotografarlo è un piccolo esercizio di attenzione che pochi visitatori fanno.

La terza è una veduta dall'alto dell'arena e dei sotterranei, per chi ha un biglietto che lo consente. I sotterranei, realizzati sotto Domiziano, sono oggi visibili all'aperto perché il piano dell'arena non è più conservato. È la foto che spiega meglio di qualunque didascalia come funzionava lo spettacolo antico. Come sempre, verificate sul posto le regole per le fotografie all'interno della mostra.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'avvenimento fondativo è l'inaugurazione dell'anno 80, con i cento giorni di giochi voluti da Tito. Il Colosseo era il primo grande anfiteatro stabile di Roma, dopo due strutture minori o provvisorie di epoca giulio-claudia.

Nel 217 un incendio, probabilmente causato da un fulmine, fece crollare le strutture superiori: il monumento restò chiuso fino al 222 e i giochi si trasferirono al Circo Massimo. Un altro incendio da fulmine portò ai restauri voluti da Decio nel 250. Dopo il sacco di Roma del 410 ci furono ulteriori restauri, e poi quelli seguiti ai terremoti del 442, del 470 e del 484 o 508.

Nel Medioevo l'anfiteatro divenne area di sepoltura, castello, cava. Il terremoto del 1349 fece crollare il lato sud. Nel XIII secolo vi sorse un palazzo dei Frangipane. Nel 1675, per il Giubileo, il Colosseo assunse il carattere di luogo sacro in memoria dei martiri; nel 1749 Benedetto XIV lo dichiarò chiesa consacrata a Cristo e ai martiri cristiani, dopo avervi fatto costruire le quattordici edicole della Via Crucis.

Nell'Ottocento arrivarono i grandi restauri: lo sperone di Raffaele Stern dopo il terremoto del 1806, quello di Giuseppe Valadier nel 1823, i lavori di Gaspare Salvi e Luigi Canina. Fra il 1938 e il 1939 furono scavati completamente i sotterranei dell'arena. Nel 1980 il Colosseo è entrato nel Patrimonio dell'Umanità UNESCO con il centro storico di Roma, e nel 2007 fra le nuove sette meraviglie del mondo.

Chi è passato da Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico al Colosseo — fino al 18 ottobre 2026

Dal Colosseo sono passati imperatori, santi, poeti e viaggiatori. Vespasiano, Tito e Domiziano ne sono i costruttori; Alessandro Severo e Gordiano III ne completarono i restauri dopo l'incendio del 217, come dimostra anche la monetazione dell'epoca. L'imperatore Costanzo II, racconta la tradizione, lo ammirò sommamente.

La piccola chiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseo, ricavata in uno dei fornici, fu frequentata da santi come Ignazio di Loyola, Filippo Neri e Camillo de Lellis. Benvenuto Cellini, nella sua autobiografia, raccontò una notte di demoni evocati nell'anfiteatro da un negromante, segno della fama sinistra che il luogo aveva nel Cinquecento.

Nel 1787 Goethe, durante il suo soggiorno romano, descrisse nel Viaggio in Italia il Colosseo di notte, con i mendicanti che accendevano il fuoco nell'arena e il fumo che nella luce lunare sembrava nebbia. Anche Percy Bysshe Shelley e Madame de Staël hanno lasciato pagine sul monumento.

Oggi, con la mostra, passano dal Colosseo i protagonisti di un altro racconto: Priamo, Ettore, Cassandra, Enea, Romolo, evocati da oltre trecento reperti arrivati da diciannove musei turchi e da molti musei italiani.

Il Colosseo da guardare durante la mostra

Chi entra per Troia e Roma attraversa comunque il monumento, ed è un peccato farlo senza sapere che cosa si ha intorno. Tre elementi meritano uno sguardo consapevole.

La cavea e le classi sociali

La cavea era interamente in marmo e divisa in settori orizzontali riservati a categorie diverse di pubblico: il grado sociale decresceva salendo. In basso sedevano i senatori, con i nomi incisi sulla balaustra del podio; in alto, sotto il colonnato, le donne; sul terrazzo sopra il colonnato, solo posti in piedi per la plebe più povera.

Il velario

Il Colosseo aveva una copertura in tessuto, il velarium, manovrata da un distaccamento di marinai della flotta di Miseno, alloggiati accanto all'anfiteatro. Gli studiosi discutono ancora se coprisse solo gli spalti o anche l'arena.

I sotterranei

Sotto l'arena si sviluppava l'ipogeo, con un passaggio centrale e dodici corridoi curvilinei: qui si trovavano gli 80 montacarichi che portavano in scena animali e macchinari. Il piano dell'arena non è più conservato, e i sotterranei oggi si vedono all'aperto.

Troia e Roma: perché vale la visita

Ci sono mostre che si possono rimandare. Questa no, per tre ragioni concrete: chiude il 18 ottobre, porta in Italia cinquanta opere mai viste dal pubblico italiano, ed è compresa nel biglietto di un monumento che la maggior parte dei visitatori di Roma vede comunque.

Per chi ama l'archeologia

La sezione anatolica e il quadro del Lazio fra il XII e il IX secolo avanti Cristo sono materiale raro per il grande pubblico.

Per chi ama la letteratura

Il doppio binario fra testi e reperti, da Omero a Stesicoro a Virgilio, rende la mostra leggibile anche da chi non ha una formazione archeologica.

Per chi visita Roma la prima volta

Il Colosseo si vede comunque. Con la mostra, il monumento acquista un racconto in più: quello del mito delle origini che i Romani avevano in testa quando entravano sotto quelle arcate.

Domande frequenti su Troia e Roma al Colosseo

Fino a quando è aperta la mostra Troia e Roma al Colosseo?

La mostra Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico è aperta al Colosseo fino al 18 ottobre 2026; era stata inaugurata il 12 giugno. Nelle ultime settimane, dal 1° al 24 ottobre, il Colosseo apre alle 8.30, l'ultimo ingresso è alle 17.30 e il Parco chiude alle 18.30.

Serve un biglietto a parte per Troia e Roma?

No, la mostra Troia e Roma è compresa nel biglietto di ingresso del Parco archeologico del Colosseo, nelle tipologie che includono le mostre in corso. Il biglietto si compra sulla biglietteria ufficiale online del Parco, è nominativo e per il Colosseo richiede la prenotazione della fascia oraria. Le vendite aprono trenta giorni prima.

Quanti reperti ci sono nella mostra Troia e Roma?

La mostra Troia e Roma presenta più di 300 reperti da musei italiani e da Troia. Oltre 220 opere sono in prestito da 19 musei turchi, e 50 di queste non erano mai state esposte al pubblico italiano. Il percorso si apre con una replica monumentale del Cavallo di Troia.

Come si arriva al Colosseo con la metro?

Il Colosseo è servito dalla metro B, fermata Colosseo, e dalla metro C, fermata Colosseo-Fori Imperiali. Il Parco indica anche gli autobus 51, 75, 81, 85, 87 e 118 e il tram 3. Dalla stazione Termini la linea B è la soluzione più diretta.

C'è un giorno gratuito per vedere Troia e Roma?

Il Parco archeologico del Colosseo è gratuito la prima domenica del mese: durante la mostra resta domenica 4 ottobre 2026. Anche nelle giornate gratuite conviene informarsi sulle modalità di accesso sul sito ufficiale, e mettere in conto un'affluenza molto più alta del solito.

Chi ha curato la mostra Troia e Roma?

La mostra Troia e Roma è curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, Bülent Gönültaş, Mehtap Ateş, Deniz Doğu Yöndem e Rüstem Aslan. Nasce dall'accordo culturale fra Italia e Turchia firmato nell'aprile 2025 dai ministri Alessandro Giuli e Mehmet Nuri Ersoy.

Quanto tempo serve per la mostra e il Colosseo?

Per la mostra Troia e Roma conviene prevedere almeno un'ora e mezza. Con il giro del Colosseo e l'area del Foro Romano e del Palatino, compresi nel biglietto di base, la visita occupa una mezza giornata abbondante. Meglio prenotare la prima fascia del mattino.

Il consiglio finale su Troia e Roma

Molte mostre sono passate dal Colosseo, e poche avevano una ragione così forte per essere proprio lì. Troia e Roma racconta il mito di fondazione della città dentro il monumento che la rappresenta nel mondo. Prenotate la prima fascia del mattino di un giorno feriale, dedicate alla sezione anatolica il tempo che merita, e finite la giornata sul Palatino. Il 18 ottobre è vicino.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento12 Giugno 2026 8:30 — 18 Ottobre 2026
IndirizzoColosseo, Piazza del Colosseo, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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