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The Scoop Jazz Band al MAXXI — 30 ottobre 2026

In breve. The Scoop Jazz Band suona venerdì 30 ottobre 2026 alle 19 nell'auditorium del MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in via Guido Reni 4a, al Flaminio (00196 Roma), con lo spettacolo I nostri primi ottant'anni.

The Scoop Jazz Band suona venerdì 30 ottobre 2026 alle 19 nell'auditorium del MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in via Guido Reni 4a, al Flaminio (00196 Roma), con lo spettacolo I nostri primi ottant'anni. La musica incontra l'architettura. Il biglietto costa 5 euro, secondo la pagina ufficiale del museo, e si acquista online dal sito del MAXXI; i titolari della myMAXXI card possono riservare un posto individuale gratuito scrivendo al museo entro il giorno prima, all'indirizzo indicato sulla pagina dell'evento. Il concerto fa parte del programma della mostra Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini, oppure con gli autobus 910 da Termini e 53 da largo Chigi; su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo.

The Scoop Jazz Band al MAXXI: data, ora, biglietto

The Scoop Jazz Band è in programma venerdì 30 ottobre 2026 alle 19 nell'auditorium del MAXXI, con biglietto a 5 euro: il museo lo classifica come appuntamento musicale e lo inserisce fra gli eventi della mostra sull'architettura italiana dal 1946 a oggi.

Quando

Venerdì 30 ottobre 2026, ore 19. È l'orario pubblicato sia dal MAXXI sia dal portale turistico di Roma Capitale. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, con la biglietteria che chiude un'ora prima; il lunedì resta chiuso. Il concerto comincia quindi proprio mentre le sale espositive chiudono: chi vuole vedere anche la mostra deve entrare nel pomeriggio.

Dove

Nell'auditorium interno del MAXXI, in via Guido Reni 4a. È la sala che il museo usa per incontri, proiezioni, letture e concerti, separata dalle gallerie delle mostre e raggiungibile dalla piazza del museo.

Quanto costa

Il biglietto costa 5 euro. L'acquisto online parte dalla pagina ufficiale dell'evento sul sito del MAXXI. Per i titolari della myMAXXI card, la tessera annuale del museo, ci sono posti individuali riservati e gratuiti, da richiedere per posta elettronica entro il giorno precedente. Il museo avverte che il programma può subire variazioni.

Il titolo completo

Il titolo ufficiale dello spettacolo è I nostri primi ottant'anni. La musica incontra l'architettura. Gli ottant'anni sono quelli che vanno dal 1946 al 2026, lo stesso arco di tempo raccontato dalla mostra a cui la serata appartiene.

I nostri primi ottant'anni: che cosa si ascolta con The Scoop Jazz Band

I nostri primi ottant'anni è un concerto con racconto e immagini: secondo la presentazione del MAXXI, la Scoop Jazz Band ripercorre attraverso la musica i grandi temi culturali e sociali affrontati da architetti e urbanisti nei decenni della crescita del Paese, dal secondo dopoguerra in poi.

Musica, parola, immagini

La formula dichiarata è triplice: musica, racconto, immagini. Sul palco la band, accanto a lei una voce narrante, Dario Laruffa, e alle spalle delle proiezioni. Non è un concerto di standard messi in fila e neppure una conferenza con accompagnamento: è uno spettacolo che usa le canzoni come capitoli di una storia.

I temi

Il museo parla di grandi temi culturali e sociali: la ricostruzione, la casa, la città che cresce, i quartieri, gli spazi pubblici. Sono i temi su cui gli architetti e gli urbanisti italiani hanno lavorato dal 1946 in avanti, e che la mostra del MAXXI documenta con progetti, disegni e fotografie. La scaletta dei brani non è stata pubblicata: chi va lo scoprirà in sala.

Il repertorio della band

Nei concerti abituali la Scoop Jazz Band propone, secondo le presentazioni della stampa, un repertorio misto di standard jazz, classici del blues e dello swing, con reinterpretazioni originali sia sul piano ritmico sia su quello melodico. È ragionevole attendersi quel linguaggio anche qui, piegato al racconto: il jazz, del resto, ha accompagnato l'Italia del dopoguerra, dalle sale da ballo alla televisione.

La nostra opinione

Fra gli eventi collaterali alle mostre, questa è una delle idee più simpatiche della stagione. Un gruppo di giornalisti che racconta con la musica ottant'anni di architettura italiana ha la leggerezza giusta per un venerdì sera, e a 5 euro il rischio è nullo. Chi cerca il jazz di ricerca vada altrove; chi vuole un'ora e mezza intelligente e affabile, qui la trova.

Chi sono The Scoop Jazz Band

The Scoop Jazz Band è una band romana di giornalisti e musicisti professionisti, nata nel 2010 da un'idea di Dino Pesole, editorialista del Sole 24 Ore, Antonio Troise, vicedirettore del Quotidiano del Sud, Romano Petruzzi, consulente del lavoro, e Stefano Sofi, già giornalista del Messaggero.

Le origini

L'idea nasce nel 2010, secondo un servizio dell'agenzia Adnkronos del novembre 2024 firmato da Ilaria Floris. Il nome gioca sul lessico del mestiere: lo scoop è la notizia esclusiva, il sogno di ogni cronista. Il gruppo lo ha trasformato in una battuta ricorrente: fra uno scoop e una hit, meglio la hit.

Giornalismo e jazz

I componenti hanno spiegato più volte che cosa unisce i due mestieri. Dino Pesole, all'Adnkronos, ha definito il giornalismo un esercizio complesso che richiede competenza e una grande dose di improvvisazione, tutte cose che ritrova nel jazz. Antonio Troise ha paragonato il lavoro in un giornale a quello in una band, dove ognuno fa il suo pezzo e il risultato è collettivo. È una lettura seria sotto la battuta: redazione e orchestra funzionano nello stesso modo.

I musicisti professionisti

Accanto ai giornalisti suonano musicisti di mestiere, come il trombettista Stefano Abitante e il sassofonista Sebastiano Forti. Abitante ha raccontato che fra loro si crea un'alchimia senza la competitività che talvolta divide i musicisti. È un equilibrio raro, e si sente: i dilettanti di lusso alzano il tiro, i professionisti tengono la barra.

Le esibizioni di rilievo

Nel curriculum della band figurano un concerto alla Camera dei Deputati nel 2019 e un'esibizione a Castel Gandolfo davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una giornata dedicata alla disabilità, con circa seicento ragazzi a ballare davanti al palco. Il gruppo ha suonato anche a Istanbul. A Roma ha frequentato club come il Cotton Club e l'Arciliuto.

Il pubblico

La band ha un seguito affezionato, che i suoi componenti attribuiscono anche alla rete di conoscenze costruita in decenni di cronaca. Chi va al MAXXI si troverà in sala colleghi, fonti, lettori: un pubblico romano, curioso, di ogni età.

La formazione di The Scoop Jazz Band al MAXXI

Al MAXXI The Scoop Jazz Band si presenta in dodici: undici musicisti e una voce narrante, secondo l'elenco pubblicato dal museo.

Le voci

Stefano Abitante, voce e tromba; Donatella Cambuli, voce; Massimo Leoni, voce. Leoni è cronista e commentatore politico di Sky TG24: il pubblico televisivo lo riconoscerà al primo sguardo. Dario Laruffa è la voce narrante, cioè il filo del racconto fra un brano e l'altro.

I fiati

Sebastiano Forti al sax tenore, Romano Petruzzi al sax contralto, Stefano Abitante alla tromba. Tre fiati bastano per il suono delle piccole big band dello swing, quello che negli anni Cinquanta usciva dalle radio e dalle balere.

La sezione ritmica

Guido Cascone alla batteria, Antonello Mango al basso, Stefano Sofi alle percussioni, Dino Pesole alla chitarra, Antonio Troise alle tastiere. Con Danilo Galli alla fisarmonica, strumento che dà subito un colore italiano, da dopoguerra, a qualunque standard americano.

Una formazione che cambia

Nel 2024 la band suonava anche con un sax baritono, Michelangelo Marinelli, che non figura nell'elenco del MAXXI; la fisarmonica di Galli e la voce narrante di Laruffa compaiono invece in questo spettacolo. Un gruppo di amici che suona da oltre quindici anni cambia pelle a seconda del progetto, e questo è un progetto speciale.

La mostra Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026

Il concerto è un evento della mostra Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026, aperta al MAXXI dal 29 maggio al 15 novembre 2026: chi viene per la Scoop Jazz Band ha ancora due settimane abbondanti per vederla.

Perché il 1946

Il 1946 è l'anno del referendum istituzionale e dell'inizio della ricostruzione. Da lì parte la storia raccontata dalla mostra, ed è lo stesso punto di partenza dei primi ottant'anni evocati nel titolo del concerto. Il museo ha costruito attorno all'esposizione un ciclo di eventi, fra cui la serata del 30 ottobre.

Come abbinarle

Il museo chiude le sale alle 19, cioè all'ora del concerto. Il consiglio pratico è arrivare verso le 16, vedere la mostra con calma e presentarsi davanti all'auditorium mezz'ora prima dell'inizio. Chi ha appena visto i progetti del dopoguerra ascolta il racconto della band con altri occhi.

La scheda della mostra

Per sezioni, orari e informazioni pratiche sulla mostra, la scheda dedicata è Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026 al MAXXI.

Il MAXXI di Zaha Hadid, la casa del concerto

Il MAXXI, aperto nel 2010 su progetto di Zaha Hadid, è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee: ospita mostre, collezioni, una biblioteca e l'auditorium dove suona la Scoop Jazz Band.

Dalla caserma al museo

Il terreno era occupato dalle officine e dai padiglioni della ex Caserma Montello, in disuso da tempo. Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali lo ottenne dal Ministero della Difesa per farne un polo nazionale del contemporaneo. Il museo è nato così, su un'area militare, in un quartiere residenziale lontano dai luoghi classici dell'arte romana.

Il concorso vinto da Zaha Hadid

Nel 1998 fu bandito un concorso internazionale, con 273 candidature. Vinse Zaha Hadid, con un progetto apprezzato per la capacità di integrarsi nel tessuto urbano e di offrire alla città una sequenza di spazi pubblici. Il complesso si estende su circa 29 mila metri quadrati intorno a una grande piazza aperta, intitolata ad Alighiero Boetti.

Un museo di architettura

Il MAXXI ha due anime, arte e architettura, e la seconda è la ragione per cui questa serata ha senso proprio qui. Un museo nazionale nato per le arti e per l'architettura è il luogo naturale per raccontare ottant'anni di città costruite, anche con la musica.

La piazza

La piazza fa parte del museo: vi sono esposte opere, e in occasione degli eventi resta aperta anche fuori orario. Le installazioni di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti sono sempre visibili, qualunque sia la mostra in corso.

I servizi

Il MAXXI ha guardaroba, servizi igienici anche per persone con disabilità, caffetteria, bar e ristorante, audioguide e visite guidate.

Come arrivare al MAXXI per The Scoop Jazz Band

Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini: è la combinazione più semplice da Termini, da Spagna o dal Vaticano.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio, in piazzale Flaminio, parte il tram 2, che risale via Flaminia fino a piazza Mancini. Si scende alla fermata più vicina a via Guido Reni e si cammina per pochi minuti verso il Tevere. Un venerdì alle 18 il tram è più affidabile di qualsiasi autobus.

Gli autobus

Servono la zona il 910, da Termini a piazza Mancini, il 53, da largo Chigi a piazza Mancini, il 168 e il 982. Chi parte da Termini senza voler cambiare prende il 910; chi è in centro storico, il 53. Linee e percorsi possono cambiare: conviene controllare sul sito o sull'app dell'azienda dei trasporti prima di uscire.

La fermata MAXXI

Su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, c'è una fermata che porta il nome del museo, segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.

In auto

Il venerdì sera il Flaminio è trafficato, e se all'Auditorium o allo stadio c'è un evento il parcheggio diventa un'impresa. L'Auditorium Parco della Musica ha parcheggi a pagamento a una decina di minuti a piedi. Il consiglio resta il tram.

Come organizzare il venerdì della Scoop Jazz Band

Il venerdì della Scoop Jazz Band al MAXXI si organizza così: mostra sull'architettura italiana dalle 16, aperitivo al bar del museo, concerto alle 19, cena nel quartiere o a Ponte Milvio.

Quanto prima arrivare

Con il biglietto già comprato online basta essere davanti all'auditorium un quarto d'ora prima. Chi ha la myMAXXI card e vuole il posto gratuito deve scrivere al museo entro giovedì 29 ottobre.

Dopo il concerto

Alla fine del concerto le sale sono chiuse, ma la piazza del MAXXI con l'edificio illuminato è il posto giusto per scambiare due parole. Da lì, in pochi minuti di taxi o di autobus, si raggiungono Ponte Milvio e i Parioli.

In gruppo

Per un gruppo di amici o colleghi, una giornata al MAXXI fra mostra e concerto è una delle proposte più facili e piacevoli dell'autunno romano. Per visite guidate private alla mostra e percorsi su misura, Tour Leader Pro organizza itinerari per gruppi.

Il Flaminio intorno al MAXXI

Il MAXXI si trova nel Flaminio, il quartiere fra via Flaminia, il Tevere e la collina dei Parioli: in pochi minuti a piedi si raggiungono l'Auditorium Parco della Musica, il Ponte della Musica e Villa Glori.

L'Auditorium di Renzo Piano

L'Auditorium Parco della Musica, progettato da Renzo Piano, è stato inaugurato nel 2002 e dal 2020 porta il nome di Ennio Morricone. Il giorno dopo il concerto della Scoop Jazz Band, sabato 31 ottobre, vi suona Carlo Molinari, e dal 1° novembre apre il Roma Jazz Festival 2026: il fine settimana di fine ottobre al Flaminio è tutto in chiave jazz.

Il Ponte della Musica

Il Ponte della Musica, pedonale, collega il Flaminio al Foro Italico. Dal 2013 porta anche il nome di Armando Trovajoli. È la passeggiata giusta prima del concerto, se la sera è mite.

Villa Glori

La collina di Villa Glori, a circa un chilometro dal museo, è un parco pubblico nato nel 1924 come Parco della Rimembranza per i caduti della Grande Guerra, su progetto di Raffaele De Vico.

Accessibilità e pubblico

Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile alle persone con disabilità, con servizi igienici dedicati; anche la fermata MAXXI su via Guido Reni è segnalata come accessibile.

L'auditorium

Per le condizioni di accesso all'auditorium e i posti per persone con disabilità conviene contattare il museo prima della serata. Il numero pubblicato dal MAXXI è lo 06 3201954.

Con i bambini

Il concerto è adatto a tutte le età: swing e blues non hanno controindicazioni, e un bambino curioso si diverte a vedere dodici persone sul palco, con fisarmonica e percussioni. Il racconto sull'architettura è pensato per gli adulti, ma le immagini aiutano. Con i più piccoli conviene sedersi vicino all'uscita.

Chi è il pubblico giusto

Studenti di architettura, appassionati di storia d'Italia, lettori di giornali che vogliono vedere dal vivo le firme che leggono ogni mattina. E chiunque cerchi un venerdì sera leggero ma non vuoto.

Dove mangiare vicino al MAXXI

Il MAXXI ha caffetteria, bar e ristorante interni: per una pausa fra la mostra e il concerto è la soluzione più comoda.

Dentro il museo e all'Auditorium

Oltre ai servizi del museo, l'Auditorium Parco della Musica, a una decina di minuti a piedi, ha bar e ristorante. Nelle sere di concerto si riempiono presto.

Il quartiere

Il Flaminio è residenziale: intorno al museo ci sono pizzerie, trattorie e bar pensati per chi abita e lavora in zona. Per una cena semplice dopo il concerto vanno benissimo.

Ponte Milvio e Parioli

Per una cena più lunga, le due direzioni naturali sono Ponte Milvio, lungo il Tevere verso nord, e i Parioli. Il venerdì sera Ponte Milvio è molto frequentato: meglio prenotare.

Fine ottobre a Roma, fra jazz e architettura

Il concerto della Scoop Jazz Band cade alla vigilia del Roma Jazz Festival, che dal 1° al 24 novembre porta concerti all'Auditorium e alla Casa del Jazz.

Il clima

A fine ottobre le sere romane sono fresche; dopo il cambio dell'ora, che in Italia cade l'ultima domenica di ottobre, fa buio presto. Per l'uscita dall'auditorium una giacca è necessaria.

Un fine settimana jazz

Venerdì la Scoop Jazz Band al MAXXI, sabato Carlo Molinari al Teatro Studio dell'Auditorium, domenica l'apertura del Roma Jazz Festival con Paolo Fresu. Per chi ama il genere, tre sere in fila in un raggio di un chilometro.

Una curiosità su The Scoop Jazz Band al MAXXI — 30 ottobre 2026

La curiosità più simpatica riguarda il nome e la domanda che il gruppo si porta dietro da anni: meglio uno scoop o una hit? Per un cronista lo scoop è la notizia che nessun altro ha, il colpo di una carriera. Per un musicista la hit è il brano che tutti canticchiano. La Scoop Jazz Band ha risposto all'unanimità, in un'intervista all'Adnkronos del 2024: meglio una hit. È una risposta autoironica, e dice molto del tono delle loro serate.

Seconda curiosità: fra i componenti ci sono firme e volti noti dell'informazione italiana. Dino Pesole scrive sul Sole 24 Ore, Antonio Troise è vicedirettore del Quotidiano del Sud, Massimo Leoni commenta la politica su Sky TG24, Stefano Sofi ha lavorato per trentaquattro anni al Messaggero. Vedere un editorialista economico alla chitarra e un vicedirettore alle tastiere è già metà dello spettacolo.

Terza curiosità: i sogni nel cassetto dichiarati dalla band vanno dal serio al faceto. Qualcuno ha detto di voler suonare insieme per altri trent'anni, qualcun altro, scherzando, di volere i Maneskin come gruppo spalla. Il MAXXI non sono i Maneskin, ma un museo nazionale di architettura, per un gruppo di cronisti, è un bel palcoscenico.

Una cosa che non ti dice nessuno su The Scoop Jazz Band al MAXXI — 30 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno fa notare è che la serata al MAXXI non è il solito concerto della band. Nei club la Scoop Jazz Band propone standard jazz, blues e swing; qui porta uno spettacolo costruito apposta, con una voce narrante e delle immagini, dentro il programma di una mostra. È un lavoro di scrittura oltre che di musica, e un gruppo di giornalisti lo sa fare: raccontare ottant'anni di città in un'ora e mezza è, a ben vedere, una forma di cronaca.

Seconda cosa pratica: il concerto comincia alle 19, l'ora in cui il museo chiude le sale. Chi arriva alle 18:45 pensando di dare un'occhiata alla mostra resta deluso. Se l'idea è vedere Vitalità dell'architettura italiana, bisogna entrare entro le 18, quando chiude la biglietteria, e meglio ancora nel primo pomeriggio.

Terza: il biglietto costa 5 euro, una cifra simbolica. La tentazione di presentarsi senza averlo comprato è forte, ma l'auditorium ha una capienza limitata e il pubblico della band è affezionato. Chi ha la myMAXXI card ha il posto gratuito, ma deve chiederlo per iscritto entro giovedì.

Il consiglio che ti do per visitare The Scoop Jazz Band al MAXXI — 30 ottobre 2026

Conviene trasformare la serata in un pomeriggio. Arrivate al MAXXI verso le 16, vedete la mostra sull'architettura italiana dal 1946 a oggi, fermatevi al bar del museo per un caffè o un aperitivo, e alle 18:45 prendete posto in auditorium. Il concerto vi racconterà in musica quello che avete appena visto sulle pareti, e i due linguaggi si illumineranno a vicenda.

Secondo consiglio: comprate il biglietto online in anticipo. A 5 euro non c'è motivo di rischiare. Terzo: se venite in gruppo, sedetevi vicini e in una fila centrale, così da vedere bene le immagini proiettate, che fanno parte dello spettacolo quanto la musica.

E infine: dopo il concerto uscite sulla piazza del MAXXI e alzate gli occhi sull'edificio di Zaha Hadid illuminato. Dopo un'ora e mezza di racconto sull'architettura italiana, trovarsi davanti a uno degli edifici contemporanei più discussi di Roma è la chiusura perfetta. Poi a cena, e la discussione sull'architettura continuerà a tavola.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il MAXXI è un museo d'arte contemporanea. È molto meno ricordato che metà della sua missione riguarda l'architettura: il MAXXI nasce come museo nazionale delle arti e dell'architettura contemporanee, e il concorso che lo ha generato era esso stesso un grande evento di architettura. Per questo una mostra come Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026 trova qui la sua casa naturale, e per questo un concerto sui temi dell'architettura e dell'urbanistica non è un'eccentricità.

C'è poi un fatto altrettanto noto e poco citato sulla band. La Scoop Jazz Band ha suonato alla Camera dei Deputati nel 2019 e a Castel Gandolfo davanti al presidente della Repubblica, in una giornata dedicata alla disabilità. Per quell'occasione, hanno raccontato, il portavoce del presidente chiese una musica che facesse ballare il pubblico: davanti al palco c'erano circa seicento ragazzi. È un episodio che dice molto sulla funzione di questa musica: lo swing nacque per far ballare, e a quasi un secolo di distanza continua a farlo.

Infine, sulle date: la mostra comincia dal 1946, e gli standard che la band suona appartengono in gran parte alla stessa stagione. Musica e città del dopoguerra hanno, all'incirca, la stessa età.

La foto giusta da fare a The Scoop Jazz Band al MAXXI — 30 ottobre 2026

La foto giusta si fa in due momenti. Il primo è l'inizio del concerto, prima che si spengano le luci di sala: dodici persone sul palco, con fiati, fisarmonica e percussioni, sono un'immagine di gruppo che racconta da sola lo spirito della band. Scattate senza flash e poi mettete via il telefono: le immagini proiettate e il racconto meritano attenzione.

Il secondo momento è all'uscita, sulla piazza del MAXXI. Alle 20:30 di fine ottobre è buio, e l'edificio di Zaha Hadid illuminato, con le sue linee che si sovrappongono e si incrociano, è uno dei soggetti notturni più belli di Roma. Una figura umana piccola in primo piano dà la scala dell'architettura.

Per chi vuole una foto meno scontata: il biglietto del concerto appoggiato sul catalogo della mostra, fotografato su un tavolino del bar del museo. Musica e architettura nella stessa inquadratura, che è poi il senso della serata.

Durante lo spettacolo, niente video lunghi: disturbano chi è seduto dietro e non rendono giustizia al suono.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo in cui suona la Scoop Jazz Band va da una caserma a un museo nazionale in poco più di un decennio. Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottiene dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, occupata da officine e padiglioni in disuso: è l'atto di nascita del MAXXI.

Nel 1998 viene bandito il concorso internazionale per il nuovo polo del contemporaneo: arrivano 273 candidature da tutto il mondo, e vince Zaha Hadid. Nel 2010 il museo apre al pubblico, primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura del XXI secolo. Da allora produce mostre di arte, architettura, design, fotografia e moda, rassegne di cinema, spettacoli di teatro, danza e musica.

A un chilometro dal museo, sulla collina di Villa Glori, il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari garibaldini guidati da Enrico e Giovanni Cairoli fu intercettata e sconfitta dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito. Nel 1924 la collina fu aperta come Parco della Rimembranza.

Nel 2026 il museo dedica la sua grande mostra dell'anno all'architettura italiana dal 1946 a oggi, e il 30 ottobre, nel suo auditorium, ottant'anni di città italiane vengono raccontati in musica da una band di giornalisti.

Chi è passato da The Scoop Jazz Band al MAXXI — 30 ottobre 2026

Dal MAXXI sono passati prima di tutto quelli che lo hanno costruito e che lo abitano in modo permanente: Zaha Hadid, che ne ha firmato il progetto, e gli artisti le cui opere sono sempre visibili, Anish Kapoor, Sol LeWitt, Maurizio Mochetti. La piazza porta il nome di Alighiero Boetti.

Con la mostra Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026 passano dal museo, attraverso i loro progetti, generazioni di architetti e urbanisti italiani, quelli che hanno ricostruito e trasformato le città del Paese dal dopoguerra a oggi.

Il 30 ottobre passano dall'auditorium i dodici della Scoop Jazz Band: Stefano Abitante, Donatella Cambuli, Guido Cascone, Danilo Galli, Sebastiano Forti, Massimo Leoni, Antonello Mango, Dino Pesole, Romano Petruzzi, Stefano Sofi, Antonio Troise, con Dario Laruffa come voce narrante.

Nel quartiere, infine, sono passati Renzo Piano, che ha firmato l'Auditorium, Armando Trovajoli, che ha dato il nome al ponte sul Tevere, i fratelli Cairoli a Villa Glori. E il giorno dopo, a pochi passi, passerà dall'Auditorium il cantautore Carlo Molinari, e due giorni dopo Paolo Fresu per l'apertura del Roma Jazz Festival. Il Flaminio, a fine ottobre, è il quartiere del jazz.

Altro jazz a Roma nello stesso periodo

Chi dopo la Scoop Jazz Band vuole altro jazz dal vivo a Roma ha a disposizione il Roma Jazz Festival, la Casa del Jazz e i club storici della città.

Il Roma Jazz Festival

Dal 1° al 24 novembre il festival porta all'Auditorium e alla Casa del Jazz nomi internazionali e progetti italiani. Programma e date sono nella scheda del Roma Jazz Festival 2026.

I club

Fra i club storici della città, l'Alexanderplatz Jazz Club, in Prati, ha una lunga tradizione di concerti. Per chi ha scoperto la band al MAXXI e vuole risentirla in un contesto più raccolto, i club sono la sua dimensione abituale.

Domande frequenti su The Scoop Jazz Band al MAXXI

Quando suona The Scoop Jazz Band al MAXXI?

The Scoop Jazz Band suona al MAXXI venerdì 30 ottobre 2026 alle 19, nell'auditorium del museo in via Guido Reni 4a. Lo spettacolo si intitola I nostri primi ottant'anni. La musica incontra l'architettura e fa parte del programma della mostra Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026.

Quanto costa il biglietto per The Scoop Jazz Band al MAXXI?

Il biglietto per The Scoop Jazz Band al MAXXI costa 5 euro, secondo la pagina ufficiale del museo, dalla quale si acquista online. I titolari della myMAXXI card hanno posti individuali riservati e gratuiti, da richiedere per posta elettronica al museo entro il giorno precedente l'evento.

Chi fa parte della Scoop Jazz Band?

La Scoop Jazz Band è formata da giornalisti e musicisti professionisti. Al MAXXI suonano Stefano Abitante, Donatella Cambuli, Guido Cascone, Danilo Galli, Sebastiano Forti, Massimo Leoni, Antonello Mango, Dino Pesole, Romano Petruzzi, Stefano Sofi e Antonio Troise, con Dario Laruffa voce narrante.

Di che cosa parla lo spettacolo I nostri primi ottant'anni?

I nostri primi ottant'anni, lo spettacolo della Scoop Jazz Band al MAXXI, ripercorre con musica, racconto e immagini i grandi temi culturali e sociali affrontati da architetti e urbanisti italiani dal secondo dopoguerra a oggi. La scaletta non è stata pubblicata.

Come si arriva al MAXXI?

Il MAXXI si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini. In zona passano anche gli autobus 910 da Termini e 53 da largo Chigi, oltre al 168 e al 982. Su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo.

Si può vedere la mostra prima del concerto?

Sì, la mostra Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026 è aperta al MAXXI fino al 15 novembre 2026. Il museo apre dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, con la biglietteria che chiude un'ora prima: il 30 ottobre conviene entrare nel pomeriggio e poi passare in auditorium.

Il concerto della Scoop Jazz Band è adatto ai bambini?

Il concerto della Scoop Jazz Band al MAXXI è adatto a tutte le età: il repertorio della band è fatto di swing, blues e standard jazz. Il racconto sull'architettura è pensato per un pubblico adulto, ma musica e immagini tengono viva l'attenzione anche dei ragazzi.

Il consiglio finale sulla Scoop Jazz Band al MAXXI

Conviene diffidare degli eventi collaterali alle mostre: spesso sono riempitivi. Questo no. Una band di giornalisti che racconta in musica ottant'anni di architettura italiana, dentro il museo nazionale che quell'architettura la conserva, è un'idea con una sua logica e una sua allegria. Costa 5 euro, si abbina alla mostra dell'anno e chiude la settimana nel modo giusto. Entrate nel pomeriggio, vedete la mostra, poi sedetevi e lasciate che siano i cronisti a raccontarvi la storia, per una volta con una tromba invece che con un articolo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento30 Ottobre 2026 19:00
IndirizzoMAXXI, Via Guido Reni 4a, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città