Scuola Italiana #1 Nicola Pucci a Palazzo Merulana — dal 3 aprile al 4 ottobre 2026
Scuola Italiana #1 Nicola Pucci, prima tappa del progetto Scuola Italiana. La pittura contemporanea e il suo spirito circolare nel tempo storico, ideato e curato da Gianluca Marziani con il sostegno di Scrinium, è aperta a Palazzo Merulana dal 3 aprile al 4 ottobre 2026. Il museo è in via Merulana 121, all'Esquilino: il sito ufficiale indica la metro A alla fermata Manzoni, la metro B a Colosseo, gli autobus 16, 714, 51 (fermata Manzoni/Merulana) e 85, i tram 3 e 8 alla fermata Labicana/Merulana. Collezione e mostra si visitano dal mercoledì al venerdì con turni ogni ora dalle 12 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20, sempre con ultimo ingresso alle 19. Il biglietto collezione più mostra costa 13 euro intero, 11 euro ridotto, 8 euro per i giovani tra 7 e 25 anni; sotto i 7 anni si entra gratis. Si compra sul sito ufficiale di Palazzo Merulana, con prenotazione del turno consigliata (diritti di prenotazione 2 euro), o alla biglietteria del palazzo. Attenzione al calendario degli ultimi giorni: il museo segnala collezione e mostra Scuola Italiana chiuse al pubblico mercoledì 30 settembre e il palazzo chiuso giovedì 1 ottobre, quindi restano venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre.
Scuola Italiana #1 Nicola Pucci: che cosa si vede a Palazzo Merulana
Scuola Italiana è un progetto espositivo in più tappe che Palazzo Merulana dedica alla pittura figurativa contemporanea in Italia, e la prima tappa è la personale del pittore palermitano Nicola Pucci. Il punto di partenza dichiarato dal curatore è una ricognizione dello stato dell'arte: chi dipinge oggi in Italia, con quali strumenti, con quale rapporto con la tradizione.
Il quadro come matrice
Il testo curatoriale insiste su un'idea semplice e controcorrente: la riflessione sull'arte italiana di oggi deve ripartire dal quadro. Non come nostalgia del cavalletto, ma come superficie dentro cui si incontrano mezzi tradizionali ed evoluzioni elettroniche e digitali, con un apporto tecnico che entra nell'elaborazione estetica quando serve. È una posizione netta, in un momento in cui molte istituzioni guardano soprattutto all'installazione e al video, e va riconosciuto a Palazzo Merulana il merito di averla presa.
Una genealogia dal Trecento
La presentazione ufficiale descrive dentro la superficie del quadro una genealogia iconografica che si manifesta nel Trecento e arriva ai nostri giorni. La pittura è definita il seme che ha dato i frutti migliori del quadro, un codice genetico custodito nei palazzi storici, nelle chiese, negli scavi archeologici, nei depositi e nei magazzini. Per chi vive a Roma è un'affermazione quasi ovvia; vederla messa alla base di un progetto sul contemporaneo lo è meno.
Il dialogo con la Collezione Cerasi
Il tratto più interessante del progetto è il luogo in cui si svolge. Le opere non sono chiuse in una sala separata: il curatore annuncia storie pittoriche costruite lungo i due piani della Collezione Elena e Claudio Cerasi, con ogni artista che occupa una linea tematica per creare dialoghi di affinità, appartenenza e debito iconografico con le opere del Novecento. Chi visita la mostra attraversa dunque anche la collezione permanente, e il confronto è la chiave della visita.
Perché Scuola Italiana
Il titolo richiama in modo esplicito la Scuola Romana, il clima critico e figurativo della Roma tra le due guerre che la Collezione Cerasi documenta. Il progetto propone un osservatorio che tenga insieme il genius loci e il mondo open source, cioè la radice locale e la circolazione globale delle immagini. Gli artisti coinvolti, spiega la presentazione, hanno una carriera di andamento istituzionale e appartengono alla generazione emersa negli anni Novanta.
La pittura di Nicola Pucci: il Nuovo Realismo Magico
La pittura di Nicola Pucci, secondo il testo di Gianluca Marziani, distilla le sospensioni metafisiche in un Nuovo Realismo Magico, in cui l'equazione tra realtà e magia diventa chiave di lettura. È la formula che dà il sottotitolo alla mostra e che conviene tenere a mente davanti ai quadri.
I luoghi del quotidiano
Pucci parte dai dettagli del quotidiano: strade, cieli, palazzi nobiliari, viste sul mare, spazi pubblici, vagoni di tram, scale, salotti, cabine, spiagge, bordi di piscine al coperto. Sono luoghi che non dichiarano la provenienza. La città d'origine si mescola ai posti visti altrove, e lo spettatore non sa mai con certezza dove si trova. È un effetto voluto, e funziona: si guarda un quadro e si riconosce qualcosa, senza riuscire a collocarlo.
L'istante in cui tutto si allinea
Il curatore parla di scenari compressi in cui accade l'evento unico, l'istante in cui tutto si allinea per un lampo di realtà. I quadri sfiorano il vero per collocarsi sul suo margine, sfidando la fisica e soprattutto le abitudini della percezione. Nel visual ufficiale della mostra, per esempio, un aereo acrobatico attraversa la tela sopra un fondo decorato, accanto a un gorilla e a una testa scolpita: tre registri di immagine che non dovrebbero stare insieme, e che invece convivono con naturalezza.
Donghi e Casorati
Il riferimento storico indicato dal testo ufficiale è preciso: Pucci raccoglie l'eredità di Antonio Donghi e Felice Casorati, i due pittori del realismo magico italiano, e ne rinnova la linfa in un'altra alchimia narrativa. La cristallina armonia di quei maestri diventa un ecosistema più stratificato, fatto di armonie dissonanti e collegato a un paesaggio digitale che avvicina l'impossibile. A Palazzo Merulana il riferimento non resta teorico, perché Donghi è uno degli autori della Collezione Cerasi.
Palermo come energia
La presentazione sottolinea l'origine palermitana del pittore per una ragione legata alla filosofia del progetto: identificare l'energia di zone ad alta connotazione culturale, città ma anche quartieri ed edifici. Nel capoluogo siciliano, ricorda il testo, sono cresciuti molti pittori di questa generazione, con visioni che hanno trasfigurato il reale con ironia, espressività, apparente leggerezza e un senso morbido del tragico.
Chi è Nicola Pucci: la biografia
Nicola Pucci è nato a Palermo nel 1966 e dipinge a tempo pieno da oltre trent'anni; la sua prima mostra è del 1994, a Palermo, con un testo di Bruno Caruso.
La formazione a Roma
Ventenne si trasferisce a Roma, dove frequenta un corso quadriennale di illustrazione pubblicitaria all'Istituto Europeo di Design. È una formazione da disegnatore, e si vede nella precisione con cui costruisce le immagini. Segue un breve periodo a Vipiteno, dove disegna copertine per i celebri quaderni Pigna: un dettaglio biografico curioso per un pittore che oggi lavora sulla memoria collettiva delle immagini.
Lo studio di Bruno Caruso
Tornato a Roma si dedica alla pittura a tempo pieno e frequenta assiduamente lo studio di Bruno Caruso, che lo incoraggia e scrive il testo per la sua prima mostra, a Palermo nel 1994. Un maestro palermitano che accompagna l'esordio di un giovane palermitano: è una trasmissione di bottega nel senso più tradizionale, e rende credibile il discorso sulla scuola che dà il nome al progetto.
Le mostre
Dal 1995 il suo lavoro è stato esposto in Italia, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Corea del Sud. Tra le personali ricordate dalla biografia ufficiale ci sono Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto, il Museo Carlo Bilotti all'Aranciera di Villa Borghese a Roma, la Fondazione Mudima a Milano e Palazzo Riso a Palermo.
Le collezioni
I quadri di Pucci fanno parte di collezioni permanenti come quelle del Museo Carlo Bilotti a Roma, della Collezione Fendi, della collezione di Larry Gagosian, del MAC di Gibellina, della Fondazione Sgarbi Cavallini a Ferrara e della Collezione Rocco Forte a Palermo. Per un pittore figurativo è un elenco significativo, che attraversa musei pubblici, collezioni d'impresa e grandi collezionisti privati.
Il curatore Gianluca Marziani
Gianluca Marziani, curatore e ideatore di Scuola Italiana, è nato a Milano nel 1970, vive tra Roma e Ibiza, ed è stato dal 2010 al 2019 direttore artistico di Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto.
Musei e festival
La biografia ufficiale lo indica come direttore artistico del museo nomade SAM Street Art Museum, della scuola RNA Roma New Art Academy e del Museo Condominiale Tor Marancia a Roma; è stato curatore di Visionarea Art Space fino al 2023 e del gruppo MetaMorfosi dal 2018 al 2022. Ha curato per nove stagioni le mostre del Festival dei Due Mondi di Spoleto e diverse edizioni del Premio Terna e del Premio Celeste; nel 2011 è stato consulente per la Biennale di Venezia.
La street art e Banksy
Con Stefano Antonelli si occupa di Banksy in modo scientifico: un libro pubblicato in oltre venticinque paesi, più di trenta mostre, una ventina di cataloghi monografici. Ha firmato progetti di riferimento sulla street art romana, come Scala Mercalli all'Auditorium Parco della Musica e Big City Life nel quartiere di Tor Marancia, oltre alla mostra Wall Street al Castello di Rivoli.
Il legame con Pucci
C'è un filo che lega curatore e artista: Palazzo Collicola a Spoleto, che Marziani ha diretto per quasi un decennio, è una delle sedi in cui Pucci ha tenuto una personale. Non è un dettaglio mondano; indica una conoscenza del lavoro del pittore che viene da lontano.
La divulgazione
Marziani ha parlato d'arte in radio, in televisione e sulla stampa; ha condotto programmi su Rai5 e Sky Arte, ha insegnato arti visive allo IED di Roma e nel 2016 ha tenuto un ciclo di lezioni alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Nel 2010 è stato nominato curatore dell'anno da una giuria di premio, e ha ricevuto il Premio Magna Grecia nel 2005.
Una curiosità su Scuola Italiana #1 Nicola Pucci a Palazzo Merulana — dal 3 aprile al 4 ottobre 2026
La curiosità riguarda le date. La mostra doveva chiudersi a luglio, e diverse segnalazioni in rete riportano ancora quella scadenza; il sito ufficiale di Palazzo Merulana indica invece l'apertura fino al 4 ottobre 2026. Una proroga di tre mesi, per una personale di pittura figurativa, dice qualcosa sull'accoglienza del pubblico.
La seconda curiosità è biografica. Prima di diventare pittore a tempo pieno, Nicola Pucci ha disegnato copertine per i quaderni Pigna a Vipiteno. Generazioni di studenti hanno scritto su quei quaderni, e l'idea che il pittore del Nuovo Realismo Magico abbia cominciato dalle copertine di scuola rende il titolo Scuola Italiana ancora più spiritoso.
La terza è nel visual ufficiale: un aereo acrobatico, un gorilla, una testa scolpita su un fondo dorato che ricorda una tappezzeria antica. È il manifesto più esplicito del metodo di Pucci, e vale la pena cercare in mostra il quadro da cui viene, per capire quanto l'immagine riprodotta sia diversa dalla pittura vista dal vero.
Palazzo Merulana: la sede della mostra
Palazzo Merulana è un centro culturale dedicato all'arte italiana del Novecento, in via Merulana 121, riaperto nel 2018 in un edificio costruito nel 1929 come sede dell'Ufficio d'Igiene del Comune di Roma.
Un edificio di servizio
Il palazzo, in stile umbertino, occupa un intero isolato tra via Merulana, via Ariosto, via Galilei e viale Manzoni. Nacque per la sanità pubblica di una capitale in crescita, e la sua architettura razionale, con grandi finestre e ambienti regolari, si presta bene all'uso espositivo.
Il rudere e la rinascita
Negli anni Sessanta si decise di demolirlo per ricostruirlo in cemento armato e vetro. Il progetto non fu mai completato e l'edificio rimase per decenni mezzo sventrato. Il recupero è arrivato con un project financing della famiglia Cerasi e della SAC spa; la gestione è affidata a CoopCulture. La stessa proposta didattica del museo racconta il palazzo come un edificio che ha cambiato più volte funzione, da Ufficio d'Igiene a rudere fino alla rinascita attuale.
Quattro livelli
Il palazzo si sviluppa su quattro livelli per circa 1.800 metri quadrati. Al piano terra la Sala delle sculture, con opere di Antonietta Raphaël, Pericle Fazzini ed Ercole Drei, il bookshop, la caffetteria e un giardino urbano; al secondo piano la Collezione Cerasi; al terzo le mostre temporanee; al quarto la Sala Attico con la terrazza. La mostra di Pucci si snoda lungo i piani della collezione, come prevede il progetto.
Imaginaria
Nel palazzo c'è anche Imaginaria, un'esposizione permanente di arte immateriale che usa strumenti digitali per ampliare la fruizione delle opere della collezione.
La Collezione Cerasi e la Scuola Romana
La Collezione Elena e Claudio Cerasi riunisce circa novanta opere del Novecento italiano, con una particolare attenzione alla Scuola Romana e agli artisti che hanno animato Roma tra le due guerre.
Gli autori
In collezione ci sono Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël, Giuseppe Capogrossi. Il curatore di Scuola Italiana definisce la raccolta sistemica e ragionata, l'apice italiano di una collezione qualitativa, e descrive il palazzo come il corpo architettonico in cui gli organi pittorici si sono disposti come apparati di un viaggio artistico.
Donghi, la chiave della mostra
Per chi visita Scuola Italiana, Antonio Donghi è il nome da cercare. Le sue figure immobili, messe in posa in una luce ferma, sono il punto di partenza dichiarato del realismo magico che Pucci rinnova. Vedere un Donghi e poi, poco più in là, un quadro di Pucci è l'esperienza che giustifica l'intero progetto.
Le audioguide
L'audioguida della collezione, con le voci narranti di Aldo Palazzeschi e Sibilla Aleramo, è al momento indicata come non disponibile dal sito ufficiale. Conviene quindi prepararsi prima, almeno sui nomi principali della collezione.
Una cosa che non ti dice nessuno su Scuola Italiana #1 Nicola Pucci a Palazzo Merulana — dal 3 aprile al 4 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno segnala è che gli ultimi giorni della mostra sono meno di quanto sembri. Il 4 ottobre è domenica, ma lunedì 28 e martedì 29 settembre il museo è chiuso come ogni settimana, mercoledì 30 settembre collezione e mostra Scuola Italiana sono chiuse al pubblico e giovedì 1 ottobre il palazzo resta chiuso. Chi legge la data di chiusura e pensa di avere una settimana ha in realtà tre giorni: venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre.
La seconda cosa è l'ingresso a turni nei giorni feriali. Venerdì 2 ottobre si entra a turni ogni ora dalle 12, con ultimo ingresso alle 19: chi arriva alle 12.20 aspetta le 13. Nel fine settimana l'orario è continuo dalle 10 alle 20. La prenotazione del turno è consigliata, con un diritto di 2 euro.
La terza è che sabato 3 ottobre apre nello stesso palazzo The World of the Stage II, la mostra di Yuan Gong della Settimana della Cultura Italia-Cina. Nell'ultimo fine settimana di Pucci il museo avrà dunque due mostre e, con ogni probabilità, più pubblico del solito. Domenica mattina all'apertura resta il momento più tranquillo.
Il consiglio che ti do per visitare Scuola Italiana #1 Nicola Pucci a Palazzo Merulana — dal 3 aprile al 4 ottobre 2026
Conviene prenotare il turno di venerdì 2 ottobre a mezzogiorno, oppure presentarsi sabato o domenica alle 10, all'apertura. Con i giorni rimasti così pochi, arrivare a metà pomeriggio di domenica significa trovare la coda e, soprattutto, sale piene davanti a quadri che chiedono tempo.
Dentro il museo, fate il percorso dal basso verso l'alto. Al piano terra la Sala delle sculture, poi la Collezione Cerasi, cercando prima Antonio Donghi e solo dopo i quadri di Pucci. Il progetto è costruito sul dialogo, e il dialogo si capisce solo se si parte dalla voce più antica. Chi fa il contrario vede una bella mostra di pittura; chi segue quest'ordine vede un'idea.
Calcolate un'ora e mezza. Se il fine settimana volete vedere anche Yuan Gong, al terzo piano dal 3 ottobre, aggiungete tre quarti d'ora: il salto dalla pittura figurativa alla performance cinese è brusco, ma istruttivo. E uscendo, prendetevi un caffè al piano terra, ad accesso libero dalle 9 alle 20: è il modo migliore per rimettere in ordine quello che si è visto.
Orari e biglietti di Scuola Italiana a Palazzo Merulana
Scuola Italiana #1 Nicola Pucci si visita con il biglietto collezione più mostra di Palazzo Merulana, 13 euro intero, dal mercoledì alla domenica; il museo è chiuso il lunedì e il martedì.
Gli orari
Dal mercoledì al venerdì l'ingresso avviene a turni ogni ora dalle 12 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. Il sabato e la domenica il museo è aperto dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. Il museo avverte che gli orari possono subire variazioni durante eventi culturali o aziendali.
Le tariffe
Intero 13 euro. Ridotto 11 euro per over 65, insegnanti in attività e titolari di numerose convenzioni elencate dal museo, tra cui Carta Giovani Nazionale, FAI e il biglietto regionale Trenitalia convalidato il giorno stesso per Roma Termini. Ridotto giovani 8 euro dai 7 ai 25 anni. Gratuito per bambini sotto i 7 anni, persone con disabilità e accompagnatore, membri ICOM, guide turistiche abilitate e titolari del Pass Palazzo Merulana. Per le riduzioni serve un documento da mostrare all'ingresso.
Prenotazione e contatti
La prenotazione del turno è consigliata e costa 2 euro di diritti. Si fa online sul sito ufficiale o alla biglietteria del palazzo negli orari di apertura. Il museo risponde allo 06 39967800 tutti i giorni dalle 9 alle 17 e all'indirizzo info@palazzomerulana.it.
Il Pass annuale
Il Palazzo Merulana Pass costa 20 euro, 15 euro nella versione young per chi ha meno di 26 anni, ed è valido un anno dal primo utilizzo: ingresso illimitato a collezione e mostre, ridotto per l'accompagnatore, inviti alle anteprime. Chi abita a Roma e pensa di tornare per le prossime tappe di Scuola Italiana lo ammortizza in due visite.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Scuola Romana è uno dei capitoli più amati della pittura italiana del Novecento. È meno citato che il progetto Scuola Italiana non la tratta come un capitolo chiuso: il curatore dichiara di voler riportare il clima fonetico e critico della Scuola Romana, cioè un modo di guardare e di discutere la pittura, e non di ricostruire un movimento. La Collezione Cerasi, con gli artisti che hanno animato Roma e il suo teatro umano, diventa così il termine di paragone vivo per i pittori di oggi.
Un secondo fatto noto e poco raccontato riguarda il realismo magico. Il testo della mostra lo lega ad Antonio Donghi e Felice Casorati, e alla loro cristallina armonia. Il curatore di Scuola Italiana ricorda che questa tradizione, con il Futurismo e la Metafisica, ha dato all'Italia movimenti di grande rilievo fino ai postmodernismi di Transavanguardia, Pittura Colta e Medialismo. Pucci si inserisce in questa linea dichiarando la parentela, senza fingere di inventare da zero.
Infine: Palazzo Merulana è uno dei rari musei romani in cui il piano terra è aperto gratuitamente. La Sala delle sculture, la caffetteria e il bookshop sono ad accesso libero dal mercoledì alla domenica dalle 9 alle 20. Molti romani ci passano davanti senza saperlo.
Come arrivare a Palazzo Merulana
Palazzo Merulana è in via Merulana 121, nel rione Esquilino, e il sito ufficiale indica come mezzi la metro A alla fermata Manzoni, la metro B a Colosseo, gli autobus 16, 714, 51 e 85 e i tram 3 e 8.
Metro
La fermata consigliata dal museo sulla linea A è Manzoni, la più vicina al palazzo. Sulla linea B il museo indica Colosseo, da cui si sale a piedi verso via Merulana: è una camminata più lunga, ma permette di arrivare passando accanto ad alcuni dei luoghi più belli del colle Oppio e dell'Esquilino.
Autobus
Il museo indica le linee 16 e 714 e la linea 51, con fermata Manzoni/Merulana, oltre alla linea 85. Percorsi e orari aggiornati si controllano con il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana prima di partire, soprattutto nel fine settimana.
Tram
I tram 3 e 8 fermano a Labicana/Merulana, secondo le indicazioni ufficiali del museo. È una buona soluzione per chi arriva da Trastevere o dal Colosseo.
A piedi e in auto
Via Merulana collega in linea retta Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, e il palazzo si trova a metà strada: da entrambe le basiliche si arriva camminando. In auto l'Esquilino è un quartiere di parcheggio difficile, e i mezzi restano la scelta più ragionevole.
La foto giusta da fare a Scuola Italiana #1 Nicola Pucci a Palazzo Merulana — dal 3 aprile al 4 ottobre 2026
La foto giusta è quella che mette nello stesso inquadramento un quadro della Collezione Cerasi e uno di Nicola Pucci. Il progetto è costruito sul dialogo tra Novecento e contemporaneo lungo i piani della collezione, e un'immagine che contenga le due epoche racconta la mostra meglio di qualunque dettaglio. Le regole sulle fotografie vanno chieste all'ingresso: se sono consentite, niente flash.
La seconda è all'esterno, dal marciapiede opposto di via Merulana, con la facciata dell'ex Ufficio d'Igiene e le vetrate del piano terra che lasciano intravedere le sculture. Un edificio del 1929 rimasto per decenni un rudere, oggi con le opere visibili dalla strada, è un'immagine di rigenerazione urbana che a Roma non capita spesso di fotografare.
La terza, per chi ama i dettagli, è un particolare di un quadro di Pucci: un bordo di piscina, una cabina, un vagone di tram. Isolato dal resto, il frammento sembra una fotografia; è solo avvicinandosi che la pittura si rivela, e con lei lo scarto magico su cui l'artista costruisce tutto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1929 fu completato in via Merulana l'edificio destinato all'Ufficio d'Igiene del Comune di Roma, in stile umbertino, su un intero isolato tra via Merulana, via Ariosto, via Galilei e viale Manzoni. Erano gli anni in cui a Roma lavoravano i pittori della Scuola Romana che oggi sono esposti ai piani superiori: l'edificio e la collezione sono coetanei.
Negli anni Sessanta si decise di demolire il palazzo per sostituirlo con una costruzione in cemento armato e vetro. Il cantiere si fermò, e per decenni l'edificio rimase mezzo sventrato su una delle strade più trafficate dell'Esquilino, una delle tante incompiute della Roma del dopoguerra.
La svolta arrivò con il project financing della famiglia Cerasi e della SAC spa, che restaurarono l'edificio e lo riaprirono nel 2018 come Palazzo Merulana, con la Collezione Elena e Claudio Cerasi e la gestione di CoopCulture. Da allora il palazzo ospita mostre temporanee, incontri, laboratori e concerti.
Nel 2026 Palazzo Merulana ha avviato con Scuola Italiana un progetto pluriennale sulla pittura figurativa contemporanea, aperto dalla personale di Nicola Pucci il 3 aprile e prorogato fino al 4 ottobre. Negli stessi giorni in cui la mostra chiude, il palazzo accoglie la Settimana della Cultura Italia-Cina.
Chi è passato da Scuola Italiana #1 Nicola Pucci a Palazzo Merulana — dal 3 aprile al 4 ottobre 2026
Attraverso le opere della Collezione Cerasi passano da Palazzo Merulana i protagonisti del Novecento italiano: Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël, Giuseppe Capogrossi, e al piano terra gli scultori Pericle Fazzini ed Ercole Drei. Con Scuola Italiana si aggiunge, idealmente, anche Felice Casorati, evocato dal curatore come uno dei due padri del realismo magico che Pucci eredita.
Dietro il palazzo ci sono Elena e Claudio Cerasi, collezionisti e mecenati. Dietro la mostra, Gianluca Marziani, che ha diretto Palazzo Collicola a Spoleto e curato per nove stagioni le mostre del Festival dei Due Mondi, e Scrinium, sostenitore strategico del progetto.
E dietro Nicola Pucci c'è un'altra figura, che non è in mostra ma ne attraversa la storia: Bruno Caruso, il pittore palermitano nel cui studio romano il giovane Pucci si è formato e che firmò il testo per la sua prima mostra nel 1994. Attraverso l'allievo, anche Caruso entra per qualche mese nelle sale di via Merulana.
Il pubblico, infine: la mostra è stata prorogata di tre mesi rispetto alla chiusura inizialmente annunciata, a luglio. Da aprile a ottobre sono passati da qui visitatori di due stagioni diverse, dalla primavera all'autunno romano.
I dintorni di Palazzo Merulana
Palazzo Merulana si trova a metà di via Merulana, la strada rettilinea che unisce Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano.
Piazza Vittorio
A pochi minuti c'è piazza Vittorio Emanuele II, con i giardini e la Porta Alchemica; poco lontano il Nuovo Mercato Esquilino, il mercato coperto del rione.
L'Auditorium di Mecenate
Vicino al palazzo, su largo Leopardi, si trova l'Auditorium di Mecenate, ambiente degli antichi giardini di Mecenate sull'Esquilino.
Le chiese
Salendo verso Santa Maria Maggiore si incontra la basilica di Santa Prassede, con i suoi mosaici; verso il colle Oppio, San Pietro in Vincoli. Dopo una mostra sul quadro come matrice che nasce nel Trecento, una sosta davanti ai mosaici medievali è il seguito più coerente.
La mostra successiva
Dal 3 ottobre, nello stesso palazzo, apre The World of the Stage II di Yuan Gong: nell'ultimo fine settimana di Pucci si possono vedere entrambe con un solo biglietto collezione più mostra.
Dove mangiare vicino a Palazzo Merulana
Al piano terra di Palazzo Merulana c'è il CafeCulture, ad accesso libero dal mercoledì alla domenica dalle 9 alle 20: è la pausa più comoda prima o dopo la visita.
Nel rione
L'Esquilino è il quartiere romano con l'offerta gastronomica più varia: intorno a piazza Vittorio si alternano cucine di mezzo mondo, trattorie romane e forni di quartiere. Per un pranzo veloce dopo la mostra non serve allontanarsi.
Verso Monti
Salendo verso Santa Maria Maggiore e scendendo verso il rione Monti l'offerta si fa più curata, con enoteche e trattorie per ogni fascia di prezzo. La domenica a pranzo conviene prenotare.
Accessibilità, bambini e scuole
Palazzo Merulana pubblica sul proprio sito una mappa in CAA, comunicazione aumentativa e alternativa, e prevede l'ingresso gratuito per la persona con disabilità e il suo accompagnatore.
Accessibilità
Per esigenze specifiche conviene contattare il museo prima della visita, al numero 06 39967800 o via mail, anche per sapere come raggiungere i piani della collezione su cui si sviluppa la mostra.
Con i bambini
I bambini sotto i 7 anni entrano gratis, i ragazzi fino a 25 anni pagano 8 euro. La pittura di Pucci si presta a un gioco semplice con i più piccoli: cercare nel quadro la cosa che non dovrebbe esserci, un animale, un oggetto fuori posto, una scala che non porta da nessuna parte. Funziona, perché è esattamente il meccanismo del Nuovo Realismo Magico.
Scuole e gruppi
Per le scuole il museo prevede un biglietto da 4 euro a studente con prenotazione obbligatoria del turno, e visite didattiche su prenotazione. Con la mostra in chiusura il 4 ottobre, per le classi resta solo venerdì 2 ottobre: conviene chiamare subito.
Gli ultimi giorni della mostra e l'autunno a Roma
Scuola Italiana #1 Nicola Pucci chiude domenica 4 ottobre 2026, e per chi non l'ha ancora vista le date utili sono venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre.
I primi giorni di ottobre sono tra i migliori dell'anno per camminare a Roma: temperature miti, luce lunga, il traffico turistico dell'estate che si allenta. Una mattina a Palazzo Merulana, una passeggiata lungo via Merulana e un pranzo all'Esquilino sono un programma da mezza giornata che non richiede altro. Per chi arriva dopo il 4 ottobre, la Collezione Cerasi resta visitabile, e la stessa Scuola Italiana è pensata come un progetto in più tappe: il numero uno nel titolo annuncia che ce ne saranno altre.
Domande frequenti su Scuola Italiana #1 Nicola Pucci
Fino a quando è aperta la mostra di Nicola Pucci a Palazzo Merulana?
La mostra Scuola Italiana #1 Nicola Pucci a Palazzo Merulana chiude domenica 4 ottobre 2026. Il museo segnala collezione e mostra chiuse il 30 settembre e il palazzo chiuso il 1 ottobre, quindi gli ultimi giorni utili sono venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre.
Quanto costa il biglietto per Scuola Italiana a Palazzo Merulana?
Il biglietto collezione più mostra di Palazzo Merulana costa 13 euro intero, 11 euro ridotto e 8 euro per i giovani dai 7 ai 25 anni; sotto i 7 anni si entra gratis. La prenotazione del turno è consigliata e costa 2 euro di diritti.
Quali sono gli orari di Palazzo Merulana?
Palazzo Merulana apre collezione e mostra dal mercoledì al venerdì con turni ogni ora dalle 12 alle 20, il sabato e la domenica dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso sempre alle 19. Il lunedì e il martedì il museo è chiuso.
Come si arriva a Palazzo Merulana con i mezzi?
Palazzo Merulana, in via Merulana 121, indica la metro A fermata Manzoni e la metro B fermata Colosseo, gli autobus 16, 714, 51 e 85 e i tram 3 e 8 alla fermata Labicana/Merulana. Da Santa Maria Maggiore e da San Giovanni si arriva anche a piedi.
Chi è Nicola Pucci?
Nicola Pucci è un pittore nato a Palermo nel 1966, formato a Roma allo IED e nello studio di Bruno Caruso, che espone dal 1994. Ha tenuto personali a Palazzo Collicola a Spoleto, al Museo Carlo Bilotti di Roma, alla Fondazione Mudima e a Palazzo Riso, e le sue opere sono in collezioni come quella Fendi e quella di Larry Gagosian.
Che cos'è il progetto Scuola Italiana?
Scuola Italiana. La pittura contemporanea e il suo spirito circolare nel tempo storico è un progetto di Palazzo Merulana ideato e curato da Gianluca Marziani, con il sostegno di Scrinium, dedicato alla pittura figurativa italiana contemporanea in dialogo con la Collezione Cerasi. La mostra di Nicola Pucci ne è la prima tappa.
La mostra di Pucci è inclusa nel biglietto della collezione?
Sì, Scuola Italiana a Palazzo Merulana si visita con il biglietto unico collezione più mostra, perché le opere di Nicola Pucci sono allestite lungo i piani della Collezione Elena e Claudio Cerasi. Il piano terra con la Sala delle sculture è invece ad accesso libero.
Un consiglio netto: non rimandate. Tre giorni sono pochi, e questa è una delle rare mostre romane in cui un pittore vivente viene messo accanto ai maestri del Novecento senza sfigurare. Cercate prima Donghi, poi Pucci, e fate caso a quanto la distanza di un secolo si accorci.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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