Queen at the Opera: The Great Return al Teatro Olimpico — dall’11 al 13 gennaio 2027
Queen at the Opera, lo spettacolo rock sinfonico dedicato alla musica dei Queen, va in scena al Teatro Olimpico di Roma lunedì 11, martedì 12 e mercoledì 13 gennaio 2027, sempre alle 20.30, con il nuovo allestimento The Great Return del 12th Anniversary Tour. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17 (00196 Roma), nel quartiere Flaminio, affacciato sul lungotevere davanti al Ponte della Musica: ci si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia verso piazza Mancini. Il listino pubblicato dal teatro va dai 25 euro della Balconata laterale con balaustra ai 50,50 euro della Poltronissima Gold, a cui si aggiunge sempre il diritto di prevendita (da 3,80 a 7,60 euro) e, per l'acquisto online, una commissione di 1,50 euro a biglietto. I biglietti si comprano al botteghino del teatro, sul sito ufficiale del Teatro Olimpico e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
Tre sere di gennaio, in una sala da circa 1.400 posti, per uno spettacolo che da dodici anni gira i teatri italiani con la stessa idea: prendere le canzoni di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon e farle suonare a una band rock e a un'orchestra insieme, con voci liriche e voci pop sullo stesso palco. Non è una cover band e non pretende di esserlo. È un concerto teatrale, e l'Olimpico, nato fra varietà e cinema e cresciuto con la musica dell'Accademia Filarmonica, è il posto giusto per ascoltarlo.
Che cos'è Queen at the Opera
Queen at the Opera è una produzione originale di DuncanEventi, ideata dal produttore musicale e direttore artistico Simone Scorcelletti, che fonde il repertorio dei Queen con la musica sinfonica e la messa in scena teatrale. Il teatro la presenta come una delle produzioni europee più importanti dedicate all'universo musicale della band inglese.
Un'idea nata nel 2015
Lo spettacolo ha debuttato nel 2015. All'inizio del 2025, per il decimo anniversario, la produzione dichiarava 425 repliche in Italia e all'estero; il tour del 2027 è il dodicesimo anno di vita del titolo. Il produttore ha sempre insistito su un punto: fin dalle prime prove Queen at the Opera è stato pensato come uno spettacolo, non come un tributo. La differenza, per chi siede in sala, si sente negli arrangiamenti e nella regia delle luci più che nei costumi.
Rock e orchestra
Il cuore del progetto è l'incontro fra una band rock e un'orchestra d'archi. Il teatro scrive che orchestra, band e voci convivono in equilibrio: la chitarra elettrica non viene sacrificata agli archi, e gli archi non fanno da tappeto decorativo. Nelle edizioni precedenti l'ensemble in scena contava una trentina di professionisti fra musicisti e cantanti.
Autorizzato dai Queen
La produzione sostiene che lo spettacolo sia ufficialmente autorizzato dagli stessi Queen, e lo ha dichiarato più volte nelle presentazioni delle tournée. È un'informazione che conta: significa che il repertorio viene eseguito con il consenso di chi ne detiene i diritti, e che gli arrangiamenti sinfonici sono stati costruiti su quella base.
The Great Return
Il sottotitolo del 2027 è The Great Return, il grande ritorno. Il tour dell'anniversario tocca, fra le altre città, Torino, Milano, Firenze e Roma, portando lo spettacolo nei principali teatri italiani.
Cosa si ascolterà a Queen at the Opera: il repertorio
La pagina ufficiale del Teatro Olimpico cita fra i brani in programma Bohemian Rhapsody, Somebody to Love, The Show Must Go On, Who Wants to Live Forever, Radio Ga Ga e We Are the Champions, accanto a molti altri successi dei Queen.
Bohemian Rhapsody
È il brano che giustifica da solo l'idea dello spettacolo. Bohemian Rhapsody era già un'opera in miniatura quando uscì nel 1975, con la sezione corale, la ballata e lo scatto hard rock. Con un'orchestra vera e un soprano in scena, la parte operistica smette di essere una parodia e diventa quello che il titolo prometteva.
Le ballate
Who Wants to Live Forever e The Show Must Go On sono le canzoni in cui gli archi fanno la differenza. La prima era nata per la colonna sonora di un film e aveva già un'orchestrazione ampia; la seconda è l'ultima grande interpretazione di Mercury. Sono i momenti in cui la sala dell'Olimpico, larga e raccolta, dà il meglio.
Gli inni da stadio
Radio Ga Ga e We Are the Champions sono canzoni scritte per essere cantate da migliaia di persone. In teatro diventano un'altra cosa: il pubblico partecipa lo stesso, ma senza l'eco dello stadio si sentono meglio le armonie vocali.
Il soprano e Montserrat Caballé
Nelle edizioni recenti il soprano Giada Sabellico ha interpretato i brani che Mercury aveva inciso con Montserrat Caballé. La scaletta completa del 2027 non è pubblicata, ma la presenza di un soprano nel cast principale fa pensare che quel capitolo, il più vicino all'opera vera, resti centrale.
Il cast di Queen at the Opera: Francesco Montori, Giada Sabellico, Piero Gallo
Il cast vocale del 2027 è guidato da Francesco Montori e dal soprano Giada Sabellico, alla testa di una compagnia di quattro interpreti; arrangiamenti sinfonici originali e direzione d'orchestra sono del Maestro Piero Gallo.
Francesco Montori
Montori è una delle voci storiche dello spettacolo e ha alle spalle importanti esperienze nel musical a livello internazionale, secondo le presentazioni della produzione. Nel 2027 guida la compagnia: è a lui che tocca il repertorio di Mercury, la parte più esposta della serata.
Giada Sabellico
Soprano, Giada Sabellico porta in scena la voce lirica che dà senso al titolo dello spettacolo. Nel tour del decimo anniversario era la cantante chiamata a sostenere i duetti nati dall'incontro fra Mercury e Caballé; nel 2027 è accanto a Montori alla guida del cast.
Piero Gallo
L'identità musicale dello spettacolo è firmata da Piero Gallo, autore degli arrangiamenti sinfonici e direttore d'orchestra. Il teatro gli riconosce il merito di aver trasformato i grandi successi dei Queen in un'esperienza in cui orchestra, band rock e voci trovano un equilibrio. È il vero autore dello spettacolo, più di qualunque cantante.
Simone Scorcelletti e DuncanEventi
Ideatore e produttore è Simone Scorcelletti, direttore artistico di DuncanEventi. Nelle presentazioni del decimo anniversario ha spiegato di aver scelto gli interpreti dopo centinaia di audizioni. Negli anni il cast si è rinnovato: fra le voci che si sono alternate sul palco ci sono state Federica Morra, Alessandro Marchi e Luana Fraccalvieri.
Queen at the Opera in dodici anni: le tappe romane
Queen at the Opera non è nuovo a Roma: nel marzo 2025, durante il 10th Anniversary Tour, ha occupato per quattro sere, dal 13 al 16 marzo, l'Auditorium Conciliazione. Il ritorno del 2027 cambia sala e quartiere.
Il decimo anniversario
Il tour del 2025 aveva toccato Firenze, Ascoli Piceno, Torino, Roma, Mantova, Milano, Pescara, Messina, Catania, Palermo, Genova, Ancona e Bassano del Grappa. È la geografia di uno spettacolo che vive nei teatri di tradizione e nelle grandi sale da concerto, e che ha costruito il proprio pubblico città per città.
Dall'Auditorium Conciliazione all'Olimpico
L'Auditorium di via della Conciliazione è una sala da concerto; l'Olimpico è un teatro con palcoscenico vero, fossa per l'orchestra e una galleria a ferro di cavallo. Per uno spettacolo che punta sulla messa in scena, luci e visual compresi, il cambio è un guadagno.
Il pubblico
Il pubblico di Queen at the Opera è trasversale: chi ha visto i Queen negli anni Ottanta, chi li ha scoperti con il cinema, chi ci porta i figli. Il teatro stesso parla di un'esperienza capace di emozionare pubblici di ogni generazione.
Date, orari e prezzi di Queen at the Opera al Teatro Olimpico
Le tre repliche di Queen at the Opera al Teatro Olimpico sono lunedì 11, martedì 12 e mercoledì 13 gennaio 2027, tutte alle 20.30.
Il listino
Il teatro pubblica il prezzo intero per settore e, a parte, il diritto di prevendita: Poltronissima Gold 50,50 euro più 7,60; Poltronissima laterale 43 euro più 6,50; Poltrona e Balconata 36,90 euro più 5,50; Balconata con balaustra 30 euro più 4,50; Balconata laterale 29 euro più 4,40; Balconata laterale con balaustra 25 euro più 3,80. La prevendita viene sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto; online si aggiunge una commissione di 1,50 euro.
Quale sera scegliere
Sono tre sere feriali, e la differenza è minima. Il lunedì è la prima romana, con l'energia e qualche imprecisione di ogni debutto; il mercoledì è l'ultima, spesso la più calda. Chi viene da fuori Roma può scegliere quella che si incastra meglio con il treno.
Dove sedersi
Per un concerto con orchestra la galleria dell'Olimpico non è una seconda scelta: il suono arriva pieno e si vede tutto il palco, con la band e gli archi insieme. La Balconata centrale costa quanto la Poltrona di platea, ed è preferibile. La Poltronissima Gold vale la spesa per chi vuole vedere da vicino i volti dei cantanti.
Il Teatro Olimpico, la sala di Queen at the Opera
Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano 17 è un cine-teatro degli anni Trenta, attivo come teatro dal 1981, con una sala di circa 1.400 posti fra platea e galleria. La scheda completa è quella del Teatro Olimpico.
Un isolato del 1936
L'edificio fu costruito fra il 1935 e il 1936 dall'impresa Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per la Società Generale Immobiliare, negli stessi anni in cui nascevano il quartiere Flaminio e il Foro Italico. Cemento armato, facciate nel gusto dell'epoca, travertino nello zoccolo e nelle cornici.
Fra varietà e cinema
La sala fu concepita a metà fra il teatro di varietà e il cinema, e per quasi vent'anni fu soprattutto una sala di proiezione con numeri di avanspettacolo negli intervalli. Un'origine che spiega la sua attitudine a ospitare spettacoli popolari e ben costruiti come questo.
Platea, galleria, palcoscenico
La platea ha 966 posti in pendenza, ad anfiteatro; la galleria, larga e a ferro di cavallo, ne ha 444. Il palcoscenico misura circa dieci metri di profondità per dodici di larghezza, con la fossa per l'orchestra: per una produzione che mette insieme band e archi, lo spazio c'è.
Il foyer
Il foyer circolare conserva elementi scenici di spettacoli storici della Filarmonica: le scene dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij, il fondale di Giacomo Manzù per l'Histoire du soldat, la scultura di Mirko per Chordination di Niccolò Castiglioni. Arrivate presto e guardateli.
Una curiosità su Queen at the Opera: The Great Return al Teatro Olimpico — dall'11 al 13 gennaio 2027
Il titolo Queen at the Opera gioca con due album della band. A Night at the Opera, del 1975, è il disco di Bohemian Rhapsody; A Day at the Races, del 1976, ne è il seguito. Entrambi i titoli venivano dai film dei fratelli Marx, e i Queen li avevano scelti con ironia, per un rock che si concedeva cori, armonie a più voci e citazioni del melodramma. Lo spettacolo di DuncanEventi prende sul serio quella battuta: se i Queen avevano portato l'opera nel rock, qui si prova a riportare il rock dentro un teatro d'opera, con un'orchestra e un soprano.
La curiosità ha un risvolto romano. Il Teatro Olimpico ha una fossa per l'orchestra ed è stato per decenni la casa dell'Accademia Filarmonica Romana, che vi ha fatto eseguire Stravinskij diretto da Pierre Boulez. Un palcoscenico nato per il varietà, cresciuto con la musica del Novecento, ospita ora un'orchestra che accompagna Radio Ga Ga. È una coerenza più che una contraddizione: i Queen erano una band colta travestita da band popolare, e l'Olimpico è una sala colta che non ha mai avuto paura del pubblico largo.
Un dettaglio da tenere a mente in sala: nei duetti con il soprano si riconosce il progetto Barcelona, l'album che Freddie Mercury registrò con Montserrat Caballé alla fine degli anni Ottanta, e la cui canzone omonima divenne l'inno dei Giochi olimpici di Barcellona del 1992. È il momento in cui il titolo dello spettacolo smette di essere uno slogan.
I Queen e Freddie Mercury: perché la loro musica regge l'orchestra
I Queen nacquero a Londra nel 1970 con Freddie Mercury, Brian May e Roger Taylor; nel 1971 si aggiunse il bassista John Deacon. Scrissero canzoni che nascevano già orchestrali: cori sovrapposti, armonie a più voci, cambi di tempo.
Quattro autori
Nella band scrivevano tutti. Mercury firmò Bohemian Rhapsody e Somebody to Love, May We Will Rock You e Who Wants to Live Forever, Taylor Radio Ga Ga, Deacon Another One Bites the Dust. È una delle ragioni per cui il repertorio è così vario e si presta a riletture diverse.
Un suono già sinfonico
A Night at the Opera, del 1975, fondeva rock e opera lirica, con Bohemian Rhapsody, Love of My Life e You're My Best Friend; la critica lo descrisse come una messa in scena che ricalcava l'operetta. Quando un arrangiatore scrive per archi veri partendo da quei dischi, trova metà del lavoro già fatto.
The Show Must Go On
Mercury morì il 24 novembre 1991, a 45 anni. The Show Must Go On, uscita come singolo poche settimane prima con Greatest Hits II, è diventata il suo congedo. In uno spettacolo che si chiude spesso con i grandi inni, è il brano che in sala fa calare il silenzio.
Una cosa che non ti dice nessuno su Queen at the Opera: The Great Return al Teatro Olimpico — dall'11 al 13 gennaio 2027
Il protagonista di Queen at the Opera non è il cantante che fa Freddie Mercury, e chi va a teatro aspettandosi un sosia resterà sorpreso. Lo spettacolo non cerca l'imitazione: i cantanti non indossano la canottiera bianca di Wembley e non copiano i baffi. Il centro della serata è la partitura, cioè gli arrangiamenti di Piero Gallo, che è autore e direttore insieme. Ascoltate l'orchestra prima delle voci: è lì che si capisce se la serata funziona.
Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima: il posto migliore non è necessariamente il più vicino al palco. Dalla prima fila si vedono i volti, ma il suono di un ensemble ampio si compone a qualche metro di distanza, e dalla galleria centrale dell'Olimpico si sente l'equilibrio fra band e archi che è il vero senso dello spettacolo. La seconda: il pubblico abituato ai concerti rock tende a cantare tutto. Qui funziona nei ritornelli degli inni, meno nelle ballate, dove l'orchestra lavora sui piani e sui silenzi.
Il giudizio è netto: i tributi alle grandi band sono troppi, e quasi tutti inutili. Questo è uno dei pochi che ha una ragione musicale per esistere, e la ragione è scritta sul leggio del direttore.
Come arrivare al Teatro Olimpico per Queen at the Opera
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino alla fermata Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia verso piazza Mancini; dalla Flaminia al teatro sono pochi minuti a piedi verso il Tevere.
Metro e tram
La fermata Flaminio della metro A è in piazzale Flaminio, accanto a Porta del Popolo. Il tram 2 risale la via Flaminia fino a piazza Mancini. Di sera le frequenze si diradano: controllate gli orari prima di uscire, soprattutto per il ritorno dopo le 23.
A piedi dal Ponte della Musica
Il Ponte della Musica, riservato a pedoni, biciclette e mezzi pubblici, collega il lungotevere Cadorna, lato Foro Italico, con piazza Gentile da Fabriano. Chi arriva da Prati o dal quartiere Della Vittoria attraversa il fiume e si trova davanti al teatro.
Dal centro
Da piazza del Popolo si può risalire a piedi la via Flaminia. È una passeggiata piana ma lunga, e a gennaio, con il buio alle cinque e il vento del fiume, la consiglio solo a chi ha tempo e un cappotto serio.
In auto e in taxi
Il teatro è collegato al resto della città dal lungotevere, ma la sosta nelle strade del Flaminio è difficile nelle sere di spettacolo, e 1.400 persone che escono insieme bloccano la piazza. Il taxi è la soluzione più comoda per il ritorno: conviene allontanarsi di qualche decina di metri dall'uscita, dove il traffico si scioglie prima.
Il consiglio che ti do per visitare Queen at the Opera: The Great Return al Teatro Olimpico — dall'11 al 13 gennaio 2027
Conviene trattare Queen at the Opera come un concerto sinfonico, non come una serata da stadio: arrivare presto, scegliere il posto per il suono e ascoltare i dischi giusti prima di uscire di casa. Lo spettacolo comincia alle 20.30 di sera feriale, e il Flaminio a quell'ora è pieno di auto di chi rientra dal lavoro: puntate a essere in piazza Gentile da Fabriano alle 20, con il tempo per il guardaroba e per un'occhiata al foyer.
Sui posti: la Balconata centrale, allo stesso prezzo della Poltrona, restituisce meglio l'equilibrio fra orchestra e band. Chi vuole la platea scelga le file centrali della Poltronissima laterale, che costa meno della Gold e perde poco.
Il pomeriggio prima, riascoltate A Night at the Opera dall'inizio alla fine, e poi Barcelona di Mercury e Caballé. Il primo vi ricorda quanto i Queen fossero già una piccola orchestra; il secondo vi prepara ai duetti con il soprano. Arriverete in sala sapendo che cosa ascoltare, e lo spettacolo ve ne darà di più.
Ultima cosa: il ritorno. Se non abitate al Flaminio, prenotate il taxi o controllate l'ultimo tram prima di entrare. Uscire dopo un'ora e mezza di Queen e aspettare al freddo non fa parte dello spettacolo.
Il quartiere Flaminio intorno a Queen at the Opera
Il Flaminio, primo quartiere di Roma fra la via Flaminia e il Tevere, è diventato nel Novecento un polo dello sport, della cultura e dello spettacolo, con l'Auditorium, il MAXXI e il Ponte della Musica a pochi minuti dal teatro.
Il MAXXI
Il MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, è in via Guido Reni. Progettato da Zaha Hadid e aperto nel 2010, è la visita più naturale per un pomeriggio d'inverno prima dello spettacolo.
L'Auditorium Parco della Musica
Dall'altra parte della via Flaminia c'è l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano. Anche senza un concerto, un giro intorno alle tre sale è una lezione di architettura.
Il Ponte della Musica
Inaugurato nel 2011 e intitolato ad Armando Trovajoli, il ponte collega il teatro al Foro Italico. Il progetto viene da un concorso del 2000 vinto da Buro Happold con Kit Powell-Williams Architects.
Ponte Milvio
Risalendo la Flaminia verso nord si arriva a Ponte Milvio, oggi una delle zone più animate della sera a Roma nord. Per un dopoteatro è la direzione naturale.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che i Queen hanno riempito gli stadi: 707 concerti in 26 paesi fra il 1971 e il 1986, il Live Aid a Wembley nel 1985, i 120.000 spettatori di Knebworth nell'agosto 1986, l'ultimo concerto con Mercury. Meno citato è il loro legame con l'Italia: il 3 febbraio 1984 i Queen furono ospiti del Festival di Sanremo, e l'album The Works, uscito quel mese, arrivò in testa alla classifica italiana. Radio Ga Ga, che lo aveva anticipato, è uno dei brani che l'orchestra di Queen at the Opera suona a Roma.
L'altro fatto poco ricordato riguarda proprio l'orchestra. I Queen per anni avevano scritto nei crediti dei dischi che non usavano sintetizzatori, e costruivano con voci e chitarre sovrapposte quello che altri affidavano alle tastiere. Per registrare Bohemian Rhapsody servirono tre settimane, una delle quali soltanto per le parti vocali. Quando la band usò davvero un'orchestra sinfonica, in Who Wants to Live Forever per la colonna sonora di Highlander, il risultato divenne uno dei loro classici. Queen at the Opera parte da lì: niente trama, niente personaggi, solo le canzoni rilette per orchestra e voci. È una formula più vicina al concerto sinfonico che alla commedia musicale, e per questo invecchia bene.
C'è poi un dato che riguarda l'Italia. Dal 2015 lo spettacolo ha girato quasi tutte le regioni, dai teatri storici della Sicilia alle arene del Veneto, con centinaia di repliche. Pochi titoli di musica dal vivo prodotti nel nostro paese hanno una continuità simile. Il pubblico romano lo ha già accolto nel 2025 all'Auditorium Conciliazione; il ritorno a distanza di meno di due anni, in una sala più grande, dice molto sulla sua tenuta.
La foto giusta da fare a Queen at the Opera: The Great Return al Teatro Olimpico — dall'11 al 13 gennaio 2027
La foto giusta si fa prima dello spettacolo, fuori. Il Teatro Olimpico, di sera, ha la facciata illuminata sulla piazza e il lungotevere alle spalle; spostandosi verso l'imbocco del Ponte della Musica si ottiene un'inquadratura con il ponte bianco in primo piano e l'insegna del teatro sullo sfondo. A gennaio, alle otto, è già buio pieno: le luci del ponte e del teatro fanno tutto il lavoro, e il telefono basta.
La seconda foto è nel foyer circolare. Le scene dorate di Cagli e il fondale di Manzù sono lì da decenni, e raccontano la storia musicale della sala meglio di qualsiasi didascalia. Una foto con il biglietto di Queen at the Opera davanti a quei pannelli mette insieme due storie: quella della Filarmonica e quella dei Queen.
In sala, durante lo spettacolo, niente flash e niente video: disturbano i vicini e rovinano la vostra serata più della loro. Se proprio volete un ricordo, aspettate gli applausi finali, quando il cast si presenta alla ribalta con l'orchestra alle spalle. È l'unico momento in cui palco, band e archi sono tutti illuminati insieme, e l'unico in cui una foto dalla galleria rende l'idea della scala dello spettacolo.
Come organizzare la serata con Queen at the Opera
Con l'inizio alle 20.30 di un giorno feriale, la serata di Queen at the Opera si organizza intorno a un pomeriggio al Flaminio o a una cena dopo lo spettacolo.
Il pomeriggio al Flaminio
Il MAXXI chiude il pomeriggio; l'Auditorium ha spesso le sue caffetterie aperte. Chi ha qualche ora può fare un giro fra i due e arrivare a piedi al teatro, passando per il Villaggio Olimpico.
Mangiare prima
Fra la Flaminia e viale del Vignola ci sono bar e locali di quartiere per un pasto veloce. Una cena seduti prima delle 20.30 è possibile solo cominciando presto.
Mangiare dopo
Dopo lo spettacolo, verso le 22.30, la scelta più ampia è a Ponte Milvio, raggiungibile in taxi in pochi minuti. Prenotate: nelle sere feriali di gennaio i tavoli si trovano, ma non all'ultimo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. Fu una delle serate più importanti della lunga stagione in cui l'Accademia Filarmonica Romana, in affitto nel teatro dal dopoguerra, portò al Flaminio la musica del Novecento.
La sala aveva avuto prima un'altra vita. Costruita nel 1935 e nel 1936, fu gestita come cinema dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta, con l'interruzione della guerra, e con numeri di avanspettacolo fra una proiezione e l'altra. Le tracce della stagione della Filarmonica sono nel foyer: il fondale di Manzù per l'Histoire du soldat del 1966, la scultura di Mirko per Chordination del 1968, le scene di Cagli per la Messa di Stravinskij del 1975.
Il 1980 fu l'anno della svolta. La società proprietaria e l'ente che gestiva la sala fallirono, e l'Olimpico fu messo in vendita. Adriana Panni promosse una sottoscrizione fra cittadini, professionisti e appassionati di musica: nacque la Teatro Olimpico spa, che acquistò l'immobile e lo possiede ancora. Dal 1981 la programmazione si aprì a danza, prosa e comicità.
Seguirono date entrate nella memoria della città: i Momix dal 1982, la Lindsay Kemp Company nel 1989, il White Oak Dance Project di Michail Baryšnikov nel 1995, il Bol'šoj Ballet nel 1996, il Béjart Ballet Lausanne nel 2004. Per un'orchestra che suona i Queen, la sala di Boulez e di Baryšnikov è una compagnia di tutto rispetto.
Botteghino, accessibilità e servizi del Teatro Olimpico
Il botteghino del Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 con orario continuato; risponde all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it e al numero 349 2378200.
Informazioni e cambi
Per settori, disponibilità e tariffe il riferimento è il botteghino. Per i biglietti comprati sul circuito di prevendita esterno, il teatro indica di rivolgersi al circuito stesso.
Accessibilità
La sala ha una platea in pendenza e una galleria rialzata. Chi ha esigenze legate a disabilità o mobilità ridotta deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, per posti dedicati, accompagnatori e percorsi di accesso.
Con i bambini
Lo spettacolo non ha contenuti problematici e il repertorio è noto anche ai più giovani, grazie al cinema. Il limite vero è l'orario: un'ora e mezza di musica che comincia alle 20.30 di un giorno di scuola è tanto per un bambino piccolo. Dai dieci anni in su, con un ragazzo che ama la musica, è una bella prima serata a teatro.
Il resto della stagione
Nello stesso inverno l'Olimpico ospita, fra gli altri, Angelo Pintus e Slava's SnowShow: il cartellone completo è sul sito del teatro.
Gennaio a Roma, la stagione di Queen at the Opera
Le repliche romane di Queen at the Opera cadono nella settimana successiva all'Epifania, quando la città si svuota dei visitatori delle feste e torna al ritmo feriale.
Il clima
Gennaio è il mese più freddo dell'anno a Roma, con serate spesso limpide e umide lungo il fiume. Il lungotevere Flaminio, di sera, è ventoso: vestitevi per l'attesa all'ingresso e per il ritorno.
Una città più tranquilla
Dopo le feste i musei sono meno affollati e i ristoranti più disponibili. Per chi viene da fuori, un paio di giorni a Roma a metà gennaio costano meno e rendono di più che a dicembre.
Chi è passato da Queen at the Opera: The Great Return al Teatro Olimpico — dall'11 al 13 gennaio 2027
Dal palcoscenico del Teatro Olimpico sono passati Pierre Boulez, Arturo Benedetti Michelangeli, Zubin Mehta, Jessye Norman, Giuseppe Sinopoli, Dario Fo, Giorgio Gaber, Lucio Dalla, Michail Baryšnikov e Gigi Proietti. Per uno spettacolo che mette insieme musica sinfonica e rock, è difficile immaginare una genealogia più adatta.
La musica colta è arrivata con l'Accademia Filarmonica Romana: accanto a Boulez, che nel 1965 vi diresse le prime di Stravinskij, sono passati interpreti come Benedetti Michelangeli e Jessye Norman, direttori come Mehta e Sinopoli, compositori come Luigi Dallapiccola. Il soprano che nel 2027 canta i duetti di Mercury e Caballé calca lo stesso palcoscenico di Jessye Norman.
Il rock e la canzone d'autore ci sono stati anche loro: i Marillion nel febbraio 1988, i Pooh con Musica dentro nell'ottobre 1994, Lucio Dalla con Henna nell'aprile dello stesso anno, i Nomadi, Nicola Piovani, Massimo Ranieri. La danza ha portato Baryšnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, Antonio Gades, i Momix di Moses Pendleton, che tornano in questa stagione con Botanica.
La comicità è la famiglia più numerosa: Proietti, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Maurizio Battista, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg. In mezzo a questi nomi, un'orchestra che suona We Are the Champions non è fuori posto: l'Olimpico è sempre stato un teatro che teneva insieme il colto e il popolare, come i Queen.
Domande frequenti su Queen at the Opera a Roma
Quando va in scena Queen at the Opera al Teatro Olimpico?
Queen at the Opera va in scena al Teatro Olimpico di Roma lunedì 11, martedì 12 e mercoledì 13 gennaio 2027, sempre alle 20.30. È la tappa romana del 12th Anniversary Tour, intitolato The Great Return, che nel 2027 tocca fra le altre città anche Torino, Milano e Firenze.
Quanto costano i biglietti di Queen at the Opera a Roma?
I biglietti di Queen at the Opera al Teatro Olimpico vanno dai 25 euro della Balconata laterale con balaustra ai 50,50 euro della Poltronissima Gold, più il diritto di prevendita, da 3,80 a 7,60 euro secondo il settore. Online si aggiunge una commissione di 1,50 euro a biglietto.
Dove si comprano i biglietti per Queen at the Opera?
I biglietti per Queen at the Opera si comprano al botteghino del Teatro Olimpico, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, sul sito ufficiale del teatro e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per informazioni il teatro risponde a biglietti@teatroolimpico.it e al numero 349 2378200.
Chi canta in Queen at the Opera nel 2027?
Il cast vocale di Queen at the Opera nel 2027 è guidato da Francesco Montori e dal soprano Giada Sabellico, alla testa di una compagnia di quattro interpreti. Gli arrangiamenti sinfonici e la direzione d'orchestra sono del Maestro Piero Gallo.
Queen at the Opera è una cover band?
Queen at the Opera non è una cover band: è una produzione teatrale di DuncanEventi, ideata da Simone Scorcelletti, che rilegge il repertorio dei Queen con band rock, orchestra e voci liriche e pop. La produzione dichiara che lo spettacolo è ufficialmente autorizzato dai Queen.
Quali canzoni si ascoltano a Queen at the Opera?
Il Teatro Olimpico cita fra i brani di Queen at the Opera Bohemian Rhapsody, Somebody to Love, The Show Must Go On, Who Wants to Live Forever, Radio Ga Ga e We Are the Champions, insieme a molti altri successi della band. La scaletta completa non è pubblicata.
Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?
Il Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 lungo la via Flaminia verso piazza Mancini. Da Prati e dal Foro Italico si arriva a piedi attraversando il Ponte della Musica.
Queen at the Opera è adatto ai bambini?
Queen at the Opera non ha contenuti problematici e le canzoni dei Queen sono note anche ai ragazzi, ma l'inizio alle 20.30 di un giorno feriale lo rende più adatto dai dieci anni in su. Per esigenze particolari di accesso conviene chiamare prima il botteghino del Teatro Olimpico.
In chiusura
Le serate dedicate ai Queen sono molte, e quasi tutte si reggono sulla nostalgia. Queen at the Opera si regge sugli arrangiamenti, ed è per questo che dopo dodici anni è ancora in giro. Il consiglio è semplice: prendete un posto in galleria centrale, arrivate alle otto, ascoltate l'orchestra prima dei cantanti. E se uscendo vi ritrovate a canticchiare Bohemian Rhapsody sul Ponte della Musica, la serata ha fatto il suo dovere.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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