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Menù del giorno della Compagnia Bellavita al Centrale Preneste Teatro — 24 ottobre 2026

In breve. Dossier pratico. Sabato 24 ottobre 2026, alle 21, il Centrale Preneste Teatro ospita Menù del giorno della Compagnia Bellavita, uno spettacolo di circo contemporaneo di e con Andrea Farnetani e Antonio Tremani, che firmano anche…

Dossier pratico. Sabato 24 ottobre 2026, alle 21, il Centrale Preneste Teatro ospita Menù del giorno della Compagnia Bellavita, uno spettacolo di circo contemporaneo di e con Andrea Farnetani e Antonio Tremani, che firmano anche scenografie, costumi e oggetti di scena. La sala è in via Alberto da Giussano 58, 00176 Roma, nella zona Prenestina del Municipio V. Il posto si prenota dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del teatro, con una registrazione chiamata "Ingresso unico"; un prezzo in euro non è pubblicato in modo esplicito, quindi per conferme conviene contattare il teatro allo 06 27801063 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17) o all'indirizzo info@ruotalibera.eu. La pagina contatti indica come mezzi i tram 5, 14 e 19 (fermata Prenestina/Giussano), gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545 e la metro C alle fermate Pigneto o Malatesta; per il tragitto preciso conviene usare il calcolatore ATAC. Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico "Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, Anno 2026" di Roma Capitale, in collaborazione con SIAE. Durata non pubblicata; il teatro lo presenta come uno spettacolo per grandi e piccoli.

Immagine ufficiale di Menù del giorno della Compagnia Bellavita con Andrea Farnetani e Antonio Tremani
Immagine dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Centrale Preneste Teatro (foto F. Talarico)

Menù del giorno: una trattoria trasformata in pista

L'idea di partenza è semplice e molto italiana: l'atmosfera di una trattoria. Dentro questa cornice la Compagnia Bellavita costruisce uno spettacolo di giocoleria comica in cui gli oggetti della cucina e della sala da pranzo diventano attrezzi da circo. La pagina ufficiale parla di numeri incredibili con piatti, bottiglie, corde e palloni, alternati a gag clownesche, e di uno spettacolo pensato per conquistare grandi e piccoli con emozione, risate e stupore.

La forma del menù non è solo un titolo. Una presentazione dello stesso spettacolo, pubblicata in occasione di una replica a Bologna, descrive la serata come una sequenza di portate, in cui numeri di abilità e scenette si alternano proprio come le voci di una carta. È una struttura che funziona bene con un pubblico misto: ogni numero ha un inizio e una fine chiari, e chi non conosce il linguaggio del circo contemporaneo può seguire lo spettacolo come una serie di sorprese.

Gli oggetti in scena

Secondo quella presentazione, il repertorio comprende la manipolazione di corde, bottiglie e piatti, trucchi con cucchiai, bicchieri, uova e tazzine, una coreografia con palloni da calcio che passa da uno a cinque elementi e perfino la figura di un fachiro rivisitato in chiave italiana. Il finale è affidato a una sequenza ad alta tensione di piatti fatti girare, una delle immagini più classiche della giocoleria.

Il tono: comico e clownesco

Le fonti insistono su un registro leggero, in cui la comicità del clown si alterna alla tensione del numero difficile. È una combinazione tipica del circo d'autore: la risata abbassa le difese dello spettatore e rende più forte il momento in cui un oggetto rischia di cadere. In una sala raccolta come quella del Centrale Preneste, la vicinanza con il palco amplifica entrambe le cose.

Il ritmo della serata

Uno spettacolo costruito come un menù ha un vantaggio pratico: si capisce sempre a che punto si è. Come in un pranzo si passa dall'antipasto al dolce, così i numeri si susseguono con una progressione che, secondo la presentazione bolognese, culmina nella sequenza dei piatti fatti girare. Per i bambini questa scansione è rassicurante, per gli adulti è un gioco di riconoscimento: ogni portata è un nuovo oggetto, una nuova sfida, una nuova gag.

La Compagnia Bellavita e i suoi interpreti

La locandina attribuisce lo spettacolo ad Andrea Farnetani e Antonio Tremani, autori e interpreti, che curano anche scenografie, costumi e oggetti di scena. Si tratta dunque di un lavoro interamente costruito dai due artisti, dall'idea alla realizzazione materiale. Le fonti consultate non riportano la data di nascita della compagnia né una sua storia dettagliata.

Andrea Farnetani

Un articolo del quotidiano Il Resto del Carlino presenta Andrea Farnetani come un clown romano nato nel 1982, artista poliedrico che da quasi vent'anni porta il proprio teatro fisico e poetico in festival e rassegne in tutto il mondo. La sua ricerca sul clown contemporaneo unisce tecniche circensi, teatro e magia. Con lo spettacolo Trick-nic ha vinto il Pavé d'Or al Festival des Artistes de Rue di Vevey, in Svizzera, una delle manifestazioni europee dedicate agli artisti di strada.

Antonio Tremani

Per Antonio Tremani le fonti lette non riportano una biografia: il suo nome compare come coautore e interprete dello spettacolo e come co-firmatario di scene, costumi e oggetti. Meglio dirlo chiaramente che riempire il vuoto con ipotesi. Quel che conta, per lo spettatore, è che Menù del giorno nasce dalla collaborazione alla pari di due artisti che si dividono la scena.

Che cosa si intende per circo contemporaneo

Il teatro classifica Menù del giorno come "circo contemporaneo". L'espressione indica un modo di fare circo che si allontana dal tendone con animali e dalla sequenza di numeri presentati da un imbonitore, per avvicinarsi al teatro: c'è una drammaturgia, un'ambientazione, un personaggio. Le abilità tecniche restano centrali, ma sono messe al servizio di una storia o di un'atmosfera, in questo caso quella di una trattoria.

Giocoleria e clownerie

Due discipline reggono lo spettacolo. La giocoleria è l'arte di lanciare, far girare e tenere in equilibrio oggetti; la clownerie è il lavoro comico sul personaggio, sull'errore e sul rapporto diretto con il pubblico. Una presentazione dello spettacolo parla proprio di comicità, abilità circensi e invenzione scenica, con un rapporto di gioco con la platea: è probabile che qualcuno, in sala, venga coinvolto, come accade spesso negli spettacoli di clown.

Perché funziona con i bambini

Il circo contemporaneo è una delle forme di spettacolo dal vivo più accessibili ai più piccoli, perché non richiede di seguire dialoghi lunghi e si basa su gesti, ritmo e sorpresa. Una trattoria, poi, è un ambiente che ogni bambino conosce: piatti, bicchieri e tazzine sono oggetti di casa, e vederli volare provoca lo stesso effetto di una magia domestica.

Dove è già andato in scena

Lo spettacolo non è una novità assoluta. Una scheda del portale bolognese Mentelocale riporta una rappresentazione di Menù del giorno il 9 giugno 2026 alla Casa Circondariale di Bologna, cioè nel carcere della Dozza, nell'ambito di una programmazione estiva. È un dettaglio che dice molto sulla vocazione della compagnia: uno spettacolo pensato per tutti i tipi di pubblico, capace di funzionare tanto in un teatro per famiglie quanto in un contesto difficile.

Un circuito tra festival e rassegne

Il nome di Andrea Farnetani ricorre nelle programmazioni di diverse rassegne di circo contemporaneo e di arte di strada in Italia. Il passaggio romano del 24 ottobre si inserisce nella programmazione autunnale del Centrale Preneste, che nello stesso periodo alterna teatro di narrazione, musica e spettacoli per famiglie.

Il sostegno pubblico e il progetto fuori dal Centro

La pagina dello spettacolo indica che il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico "Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, Anno 2026", promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con SIAE. Il titolo dell'avviso spiega l'obiettivo: portare spettacolo di qualità nei quartieri lontani dal centro storico, dove l'offerta culturale è meno concentrata.

Una serata vicina a Moby Dick

Il giorno precedente, venerdì 23 ottobre, lo stesso teatro ospita Moby Dick con Roberto Negri; il giorno dopo, domenica 25, il calendario prevede Sphera in due turni, alle 16 e alle 18. Chi abita in zona può costruirsi un fine settimana di spettacoli nello stesso spazio. Le date di novembre, sempre secondo il calendario ufficiale, includono tra le altre Giufà, il mare e le nuvole domenica 1 novembre alle 16.30 e Strega Bistrega domenica 8 novembre.

La tavola come palcoscenico

Scegliere una trattoria come ambientazione ha un significato che va oltre la comicità. La tavola apparecchiata è uno dei luoghi in cui il pubblico italiano si riconosce di più: il rito del pranzo, il cameriere che corre tra i tavoli, i piatti impilati, le bottiglie aperte. Portare tutto questo in scena e farlo diventare materia di giocoleria significa giocare con un immaginario condiviso, in cui ogni spettatore ha già un ricordo personale da sovrapporre a quello che vede.

Il rischio dell'oggetto fragile

Nel circo classico la tensione nasce dall'altezza, dal trapezio, dal fuoco. Qui nasce dalla fragilità: un piatto, un uovo, una tazzina possono rompersi. È una forma di suspense domestica, che i bambini capiscono subito e che gli adulti apprezzano per la sua ironia. Il finale annunciato, con i piatti che girano, porta questa tensione al massimo, perché moltiplica gli oggetti in movimento e quindi le possibilità di errore.

Il clown come cameriere

Nella tradizione comica il cameriere è una figura ideale per il clown: deve essere preciso e invece inciampa, deve servire e invece combina guai. Le fonti non descrivono i personaggi interpretati da Farnetani e Tremani, ma l'ambientazione suggerisce un gioco di ruoli tra chi serve e chi viene servito, tra ordine e disordine, che è uno dei motori più antichi della comicità fisica.

Come preparare i bambini alla serata

Uno spettacolo di circo contemporaneo è spesso la prima esperienza teatrale di un bambino, e qualche accorgimento aiuta a viverla bene. Il primo riguarda l'orario: alle 21 molti bambini sono già stanchi, quindi conviene anticipare la cena e, se possibile, concedere un riposo nel pomeriggio. Il secondo riguarda le aspettative: raccontare che si andrà a vedere due artisti che fanno volare piatti e bicchieri in una trattoria prepara la curiosità senza svelare le sorprese.

Durante lo spettacolo

Nel circo di clown il pubblico è parte del gioco: si ride, si applaude, a volte si risponde. Non serve chiedere ai bambini un silenzio assoluto come a un concerto di musica classica. Se qualcuno viene chiamato a partecipare, può essere utile ricordare prima che è tutto un gioco e che nessuno è obbligato.

Dopo lo spettacolo

Il ritorno a casa è il momento migliore per far raccontare ai bambini il numero preferito. Molti, il giorno dopo, proveranno a far girare un piatto di plastica: un piccolo laboratorio domestico che prolunga la serata.

Tra Prenestina e Casilina: il contesto del teatro

Il teatro si trova nella zona compresa tra due grandi strade consolari, la Prenestina e la Casilina, che nell'antichità si chiamava via Labicana. Il quartiere che le comprende, il Prenestino-Labicano, prende nome proprio da queste due vie. Il territorio del Pigneto è interamente compreso nell'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, un progetto che considera il patrimonio storico, archeologico e sociale della zona come un unico museo diffuso.

Dalle fabbriche ai parchi

La storia industriale ha lasciato tracce ancora leggibili. La fabbrica di rayon nata nel 1923 come CISA Viscosa, poi SNIA, chiuse nel 1954; parte della sua area è oggi il Parco delle Energie. L'ex Istituto farmaceutico Serono, inaugurato nel 1909, è stato trasformato in albergo nel 2010. Chi arriva a teatro in anticipo può leggere in questi edifici il passaggio da periferia operaia a quartiere residenziale e culturale.

Infanzie in Gioco e il teatro ragazzi a Roma est

Per capire il contesto in cui arriva Menù del giorno vale la pena guardare alla rassegna più longeva del teatro. Infanzie in Gioco, secondo le schede di progetto pubblicate dalla Regione Lazio, è un progetto culturale stabile che la cooperativa porta avanti da circa dieci anni: nell'edizione 2022 prevedeva 28 spettacoli nei pomeriggi del fine settimana tra gennaio e aprile, con musica, teatro d'ombre, arti visive, teatro d'attore, danza e circo sociale per famiglie e bambini dai 2 ai 14 anni, in collaborazione con il Municipio Roma V.

Un modello di quartiere

La stessa documentazione riporta il costo complessivo del progetto 2022, 52.500 euro, e un contributo pubblico di 30.000 euro: cifre che danno un'idea della scala di un teatro di quartiere che vive tra finanziamenti pubblici, biglietti a prezzi contenuti e lavoro sociale. Il circo, in questo quadro, è un linguaggio ricorrente, perché unisce abilità, gioco e partecipazione, e parla a bambini di lingue e origini diverse senza bisogno di traduzione.

La scuola e le residenze

Accanto agli spettacoli, il teatro ospita la scuola di teatro La Pietra Parlante e residenze creative per artisti sotto i 35 anni. Chi frequenta il Centrale Preneste come spettatore incrocia quindi spesso allievi, giovani compagnie e operatori sociali: una comunità che dà alla sala un'atmosfera diversa da quella dei teatri del centro.

Informazioni pratiche

Prenotazione

Si prenota dalla pagina dello spettacolo sul sito centraleprenesteteatro.it: si seleziona la voce "Ingresso unico", la si aggiunge al carrello e si completa la registrazione. La pagina mostra in tempo reale il numero di posti ancora disponibili. Per chi preferisce il telefono, il teatro risponde allo 06 27801063 nei giorni feriali, dalle 10 alle 17. Il prezzo non è pubblicato in chiaro.

Orario e bambini

L'inizio è alle 21, un orario serale anche per uno spettacolo adatto ai più piccoli. Le famiglie con bambini piccoli possono valutare con attenzione l'orario del rientro: la durata non è indicata, e conviene prevedere una serata che si chiude piuttosto tardi.

Mezzi e parcheggio

Il tram è la soluzione più comoda: i 5, 14 e 19 fermano a Prenestina/Giussano. La metro C serve la zona con le stazioni Pigneto e Malatesta. Il sito del teatro non dà indicazioni sul parcheggio; il portale Turismo Roma segnala un parcheggio coperto sotto il Mercato rionale Condottieri Labicano, registrato allo stesso civico, ma i suoi orari serali non sono pubblicati.

Il Centrale Preneste Teatro, teatro per le nuove generazioni

Il Centrale Preneste è gestito dalla cooperativa sociale Ruotalibera, attiva dal 1977. Il sito della compagnia lo definisce un centro interculturale e multidisciplinare dedicato all'infanzia e ai giovani, radicato nel Municipio V. Una scheda di progetto della Regione Lazio lo colloca nell'area del Pigneto, in una zona periferica e multietnica della città. La sua identità artistica, sempre secondo la compagnia, guarda all'infanzia come luogo di differenze e di rischio, con un'attenzione particolare alle infanzie emarginate e fragili.

Le attività accanto agli spettacoli

Accanto alla programmazione la compagnia elenca produzioni e distribuzione a livello regionale e nazionale, residenze creative per artisti sotto i 35 anni, formazione teatrale per giovani e adulti e formazione tecnica per lo spettacolo dal vivo, il progetto Nati per Leggere con il sistema delle biblioteche di Roma, e centri per l'educazione interculturale.

Una curiosità sul Centrale Preneste Teatro

Il nome del quartiere che circonda il teatro viene dagli alberi. Il toponimo Pigneto deriva da una lunga fila di pini piantati dalla famiglia Caballini lungo il muraglione di Villa Serventi, sulla Casilina; il nome è attestato già nel Seicento, quando la zona era ancora campagna fatta di orti, ville e vigne. Il primo agglomerato di case si formò soltanto dopo il 1870, dall'unione di piccoli insediamenti come il Prenestino, il Torrione, la borgata Galliano, l'Acqua Bullicante, la Marranella e il Casilino.

Una datazione che non torna

Sulla villa le fonti non concordano: la voce enciclopedica sul Pigneto la definisce settecentesca, mentre quella sul quartiere Prenestino-Labicano la data al 1860. È un piccolo esempio di come anche i luoghi più vicini abbiano storie ancora da fissare con precisione.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Centrale Preneste Teatro

Il teatro non lavora solo la sera e la domenica. La rassegna Infanzie in Gioco, secondo una scheda di progetto pubblicata dalla Regione Lazio, prevede le domeniche pomeriggio per famiglie e bambini e i lunedì mattina per le scuole, con spettacoli di teatro, danza, musica, arti visive e circo sociale per un pubblico dai 2 ai 14 anni e biglietti a costo contenuto. La stessa cooperativa gestisce il Centro Interculturale Eufemia, dedicato alla mediazione e all'educazione interculturale.

Un teatro che guarda ai più fragili

Nella pagina della missione Ruotalibera scrive di rivolgersi a bambini, preadolescenti, adolescenti e giovani adulti, italiani e immigrati, con attenzione ai casi segnalati dai servizi sociali e dalle aziende sanitarie. Chi entra in sala per uno spettacolo di circo il sabato sera sostiene, in modo indiretto, anche questo lavoro quotidiano.

Il consiglio che ti do per visitare il Centrale Preneste Teatro

Il mio consiglio, per una serata di circo con bambini, è di prenotare appena possibile e di arrivare con un buon margine, in modo da scegliere i posti con la visuale migliore: nella giocoleria la vicinanza al palco fa la differenza, e un bambino seduto dietro un adulto rischia di perdere metà dei numeri. Se i bambini sono piccoli, vale la pena far loro raccontare prima che cosa si aspettano da una trattoria: entreranno in sala con la curiosità giusta.

Cena prima o dopo

Con un inizio alle 21, la soluzione più pratica per le famiglie è una cena anticipata in zona. Il Pigneto, a breve distanza, offre molta scelta; la via del Pigneto è pedonale dal 2015. Per chi arriva in tram, la Prenestina permette di fermarsi a Porta Maggiore e di proseguire a piedi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti conoscono Porta Maggiore, ma pochi ricordano che non nacque come porta. Fu costruita sotto l'imperatore Claudio, nel 52 d.C., per permettere all'acquedotto Claudio di scavalcare le vie Prenestina e Labicana; proprio lì convergevano otto degli undici acquedotti che portavano l'acqua a Roma. Divenne una porta solo quando, a partire dal 271, l'imperatore Aureliano inglobò i due fornici nelle nuove mura, con il nome di Porta Praenestina o Labicana.

Il restauro di Gregorio XVI

Nel 402 l'imperatore Onorio fortificò la porta con torri e un bastione costruito sopra il sepolcro di Eurisace. Nel 1838 papa Gregorio XVI fece demolire le strutture onoriane, riportando alla luce la tomba del panettiere e restituendo alla porta l'aspetto che vediamo oggi. Il nome attuale, secondo una delle ipotesi, deriva dalla vicinanza con la basilica di Santa Maria Maggiore.

La foto giusta da fare al Centrale Preneste Teatro

A pochi passi dal teatro, all'incrocio tra via Conte di Carmagnola e via Romanello da Forlì, si trova Villa Valiani, una villa costruita nel 1929-30 su progetto dell'architetto Giovanni Michelucci, che negli stessi anni firmò anche l'Istituto di Fisiologia della Città universitaria della Sapienza. Fotografarla dalla strada, senza entrare in proprietà privata, è un modo per portarsi a casa un'immagine meno scontata del quartiere.

L'alternativa per i bambini

Con i più piccoli, la foto più divertente è quella al tram in arrivo sulla Prenestina: i binari che corrono verso Porta Maggiore ricordano che qui, in piazza Caballini, nacque alla fine dell'Ottocento il primo deposito dei tram romani fuori dalle mura.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il quartiere Prenestino-Labicano, in cui ricade il teatro, è tra i primi quindici quartieri di Roma nati nel 1911 e istituiti ufficialmente nel 1921. Nel 1961 una delibera del Commissario Straordinario ne staccò la parte orientale, tra via Tor de' Schiavi, viale della Primavera e viale Palmiro Togliatti, per creare il nuovo quartiere Prenestino-Centocelle. Sulla Casilina, l'ex Pastificio Pantanella racconta un secolo di storia industriale: nato nel 1871 come mulino, ospitò dal 1929 la società Pantanella, fu ricostruito nel 1950 dopo i danni della guerra, abbandonato negli anni Settanta e trasformato in residenze nel 2001.

Cronaca recente

Il 20 dicembre 2003, in una cantina di via Raimondo Montecuccoli 3, fu scoperto il covo delle cosiddette nuove Brigate Rosse. Negli ultimi anni il Pigneto, anche per la vicinanza con l'università e per la presenza di molti studenti, è diventato uno dei centri della vita notturna romana.

Chi è passato dal Centrale Preneste Teatro

Dal teatro sono passati gli artisti della Compagnia Ruotalibera, guidata nella direzione artistica da Tiziana Lucattini dal 1991, e per trent'anni da Nicoletta Stefanini, scomparsa nel 2018. Ogni stagione porta sul palco compagnie ospiti di teatro ragazzi, circo, danza e musica. Nell'autunno 2026 il calendario ufficiale elenca, tra gli altri, Roberto Negri con Moby Dick, Barbe à Papa Teatro con Mi ricordo e la Compagnia Bellavita.

I vicini illustri

Nel quartiere intorno sono passati il chimico farmacista Cesare Serono, che inaugurò il suo istituto nel 1909, l'architetto Giovanni Michelucci, e il cinema italiano: Roberto Rossellini, Anna Magnani, Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini girarono al Pigneto alcune delle loro opere più note.

Nei dintorni del teatro

Per le famiglie che vogliono allungare la giornata, la nostra pagina su Roma con i bambini raccoglie altre idee. Vicino al teatro ci sono spazi verdi e culturali: il lago ex SNIA, nato sull'area della vecchia fabbrica, la Casa della Cultura di Villa De Sanctis e, più a sud, il Parco degli Acquedotti. Per orientarsi nel quartiere c'è la scheda su cosa vedere al Pigneto; più a est, quella su Centocelle.

Altri appuntamenti nello stesso teatro

Il programma completo è nella scheda sulla stagione per bambini 2026-2027 del Centrale Preneste. Tra gli spettacoli serali ospitati nella stessa sala figura anche lo spettacolo di Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni. Chi cerca libri e cinema in zona può guardare all'Officina Pigneto tra Biblioteca Mameli e Nuovo Cinema Aquila.

Domande frequenti su Menù del giorno della Compagnia Bellavita

Quando va in scena Menù del giorno?

Sabato 24 ottobre 2026 alle 21, al Centrale Preneste Teatro di via Alberto da Giussano 58. L'orario è quello del calendario ufficiale del teatro; la pagina dello spettacolo riporta una sola data. La durata non è pubblicata, quindi è prudente considerare un rientro in tarda serata, soprattutto per le famiglie con bambini piccoli che usano i mezzi pubblici.

È uno spettacolo per bambini?

Il teatro lo presenta come uno spettacolo capace di conquistare grandi e piccoli, e una scheda della stessa produzione lo definisce adatto a tutti i tipi di pubblico. Non è indicata un'età minima. La giocoleria e la clownerie sono linguaggi molto accessibili anche ai più piccoli, perché si basano su gesti e sorprese; l'unico limite pratico è l'orario serale delle 21, da valutare in base alle abitudini dei bambini.

Quanto costa e come si prenota?

La prenotazione avviene sul sito ufficiale del teatro, scegliendo la voce "Ingresso unico" e completando la registrazione. Il prezzo non è indicato in modo esplicito nella pagina. Per una conferma su costi ed eventuali gratuità conviene telefonare al teatro allo 06 27801063 nei giorni feriali dalle 10 alle 17, oppure scrivere a info@ruotalibera.eu.

Chi sono gli interpreti?

Lo spettacolo è di e con Andrea Farnetani e Antonio Tremani, che firmano anche scene, costumi e oggetti. Farnetani, secondo Il Resto del Carlino, è un clown romano nato nel 1982, attivo da quasi vent'anni in festival e rassegne di tutto il mondo, vincitore del Pavé d'Or al Festival des Artistes de Rue di Vevey con Trick-nic. Per Antonio Tremani una biografia non è pubblicata nelle fonti consultate.

Che cosa succede in scena?

Il teatro descrive un coinvolgente spettacolo di giocoleria comica ambientato in una trattoria italiana, con numeri di piatti, bottiglie, corde e palloni e gag clownesche. Una presentazione della stessa produzione aggiunge trucchi con cucchiai, bicchieri, uova e tazzine, una coreografia con palloni da calcio che arriva a cinque elementi, un fachiro in chiave italiana e un finale con piatti fatti girare.

Come si arriva al Centrale Preneste?

La pagina contatti del teatro indica i tram 5, 14 e 19 con fermata Prenestina/Giussano, la metro C alle fermate Pigneto e Malatesta e gli autobus 81, 112, 113, 213, 312, 409 e 545. Il tram sulla Prenestina è la soluzione più diretta da Porta Maggiore. Per i dettagli sul percorso e sugli orari serali conviene usare il calcolatore ATAC.

Chi sostiene il progetto?

Secondo la pagina ufficiale, lo spettacolo è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, e ha vinto l'Avviso Pubblico "Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, Anno 2026" promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con SIAE. Il teatro che lo ospita è gestito dalla cooperativa sociale Ruotalibera.

Ci sono altri spettacoli nello stesso fine settimana?

Sì. Il calendario ufficiale del Centrale Preneste prevede venerdì 23 ottobre alle 21 Moby Dick con Roberto Negri, un racconto teatrale tratto dal romanzo di Melville, e domenica 25 ottobre Sphera, in due turni alle 16 e alle 18, nella fascia pomeridiana dedicata alle famiglie. Chi vive in zona può quindi organizzare un intero fine settimana di teatro nello stesso spazio, prenotando ciascun appuntamento dalla relativa pagina del sito.

Il consiglio finale su Menù del giorno della Compagnia Bellavita

Menù del giorno è il tipo di spettacolo che mette d'accordo un bambino di sei anni e un adulto scettico: oggetti di tutti i giorni, due artisti che li fanno volare, un'atmosfera da trattoria e molte occasioni per ridere. Prenota online appena puoi, perché la sala è raccolta e la pagina mostra un numero limitato di posti, e siediti il più vicino possibile al palco. Se vieni con i bambini, organizza una cena presto e approfitta del tram sulla Prenestina: il viaggio fino al teatro, tra Porta Maggiore e le strade del Pigneto, fa già parte della serata.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento24 Ottobre 2026 21:00
IndirizzoVia Alberto da Giussano 58, 00176 Roma Pigneto, Roma, Roma Città