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Lucie Horsch, Metamorphosis all’Aula Magna della Sapienza — 6 febbraio 2027

In breve. La flautista olandese Lucie Horsch debutta a Roma sabato 6 febbraio 2027 alle 20:30 nell'Aula Magna del Palazzo del Rettorato della Sapienza, Città universitaria, piazzale Aldo Moro 5 (00185 Roma), con il programma Metamorphosis per il…

La flautista olandese Lucie Horsch debutta a Roma sabato 6 febbraio 2027 alle 20:30 nell'Aula Magna del Palazzo del Rettorato della Sapienza, Città universitaria, piazzale Aldo Moro 5 (00185 Roma), con il programma Metamorphosis per il ciclo Calliope della Stagione IUC, in collaborazione con l'Accademia Musicale Chigiana. Un recital per flauto dolce solo, da Jacob van Eyck e Bach fino a Berio, Kurtág e Britten, suonato con otto flauti diversi. Si arriva con la metro B, fermate Policlinico o Castro Pretorio, con i tram 3 e 19 o a piedi da Termini; per i concerti si entra, anche a piedi, solo da piazzale Aldo Moro 5. I biglietti della Stagione IUC costano 26 euro in primo settore, 21 in secondo e 15 in terzo, più il 10% di prevendita, con 8 euro per gli under 30 e 5 per gli under 18; si comprano alla sede IUC di Lungotevere Flaminio 50, per telefono, al botteghino dell'Aula Magna da un'ora prima e sul circuito di prevendita autorizzato indicato dalla pagina ufficiale del concerto.

L'Aula Magna del Rettorato della Sapienza, dove Lucie Horsch debutta a Roma
L'Aula Magna del Rettorato della Sapienza, dove Lucie Horsch debutta a Roma Foto: Foto: Mies me, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Una musicista che a cinque anni ha preso in mano il flauto dolce e a nove era in televisione, che a diciassette anni ha vinto l'Edison con il suo primo disco e che il Guardian ha definito la grande novità del suo strumento. Per il debutto romano porta un programma sul tema della metamorfosi, in una sala dove una Minerva di bronzo accoglie il pubblico all'ingresso.

Lucie Horsch alla IUC: Metamorphosis

Il concerto di Lucie Horsch è in programma sabato 6 febbraio 2027 alle 20:30 nell'Aula Magna della Sapienza, nel ciclo Calliope della Stagione IUC 2026/2027; il calendario ufficiale indica la fine prevista verso le 22:30. È il debutto romano della flautista.

Un sabato sera

Il ciclo Calliope riunisce di solito i concerti del sabato alle 17:30. Il recital di Horsch fa eccezione, con l'inizio alle 20:30: un sabato sera pieno, che si presta a una cena a San Lorenzo prima o dopo il concerto.

Con la Chigiana

La IUC presenta il concerto in collaborazione con l'Accademia Musicale Chigiana. La collaborazione porta a Roma una musicista che, secondo la IUC, è fra le più prolifiche ambasciatrici del suo strumento.

Nella stagione

Nella Stagione IUC 2026/2027, accanto a pianisti, quartetti e violoncellisti, il recital di flauto dolce è una rarità. A nostro giudizio è uno dei concerti più originali del cartellone, proprio per lo strumento che mette al centro.

Il programma: quattro secoli di flauto solo

Il programma Metamorphosis di Lucie Horsch attraversa quattro secoli di musica per flauto solo, dal Seicento olandese di Jacob van Eyck a Bach e Telemann, fino a Debussy, Stravinskij, Berio, Kurtág e Britten; si apre e si chiude con la musica dei Paesi Bassi, il paese della flautista.

La prima parte

Dopo Doen Daphne d'over schoone Maeght di Jacob van Eyck, dalla raccolta Der Fluyten Lust-Hof, si ascoltano la Fantasia n. 7 in re maggiore «Alla francese» TWV 40:8 di Georg Philipp Telemann, Le Printemps de Vivaldi di Jean-Jacques Rousseau, la Partita per flauto solo in la minore BWV 1013 di Johann Sebastian Bach, una selezione dall'Art de Préluder op. 7 di Jacques-Martin Hotteterre, Syrinx L 129 di Claude Debussy e il terzo dei Tre pezzi per clarinetto solo di Igor Stravinskij.

La seconda parte

Dopo l'intervallo, la Fantasia n. 1 in la maggiore TWV 40:2 di Telemann, la Sonata in la minore Wq 132 di Carl Philipp Emanuel Bach, Gesti di Luciano Berio, Engels Nachtegaeltje di van Eyck, «…ein Sappho-Fragment…» da Signs, Games and Messages di György Kurtág, Pan e Phaeton dalle Six Metamorphoses after Ovid op. 49 di Benjamin Britten, e per chiudere Boffons, ancora di van Eyck.

Il mito

La IUC sottolinea come alcune pagine si leghino al mito: Syrinx di Debussy e i ritratti ovidiani di Britten evocano atmosfere pastorali e divinità antiche. Pan e Fetonte, i due ritratti scelti da Britten, vengono dalle Metamorfosi di Ovidio: il titolo del programma va preso alla lettera.

Berio

Il momento più moderno, secondo la presentazione, è affidato a Gesti di Luciano Berio, un brano d'avanguardia che scompone le tecniche tradizionali dello strumento. È la pagina più lontana dall'idea che molti hanno del flauto dolce, e forse la più attesa.

Otto o nove flauti

La metamorfosi, scrive la IUC, avviene su più livelli: cambiano gli stili, e cambia lo strumento, dal minuscolo e brillante sopranino al moderno flauto tenore dalla sonorità profonda e calda. Le fonti non concordano sul numero: la presentazione parla di nove flauti dolci, la nota della flautista e quella al programma di otto.

Chi è Lucie Horsch

Lucie Horsch è una flautista olandese nata nel 1999, fra i talenti più noti del flauto dolce: ha vinto l'Edison nel 2016 con il suo primo disco, l'Opus Klassik nel 2019 e nel 2020 il Nederlandse Muziekprijs, il premio del ministero olandese della cultura.

Gli inizi

Ha cominciato a suonare il flauto dolce a cinque anni; a nove ha avuto il primo riconoscimento nazionale, quando la sua esibizione al Kinderprinsengrachtconcert di Amsterdam fu trasmessa dalla televisione. Ha studiato flauto dolce con Walter van Hauwe e pianoforte con Marjes Benoist e Jan Wijn al Conservatorio di Amsterdam.

L'Eurovision e il Concertgebouw

Nel 2014 ha rappresentato i Paesi Bassi all'Eurovision Young Musicians; nel 2016 il Concertgebouw le ha assegnato il premio Young Talent. Da lì è cominciata la carriera internazionale.

I dischi

Il primo album, nel 2016, era dedicato ai concerti per flauto dolce di Vivaldi e ha vinto l'Edison Award. Il secondo, nel 2019, raccoglie concerti barocchi con l'Academy of Ancient Music e ha ricevuto l'Opus Klassik. Il terzo, Origins, del 2022, è un album di ispirazione popolare, con musiche di diversi compositori: lo stesso gusto per le radici che si ritrova nelle pagine di van Eyck del programma romano.

Barocco e orchestra moderna

Secondo la IUC, Horsch si esibisce con ensemble specializzati nel repertorio barocco e con orchestre moderne; nella stagione più recente ha debuttato con la Hong Kong Philharmonic e con la Macedonian Philharmonic Orchestra. The Guardian l'ha definita l'ultima grande novità del mondo del flauto dolce.

Una curiosità su Lucie Horsch, Metamorphosis all'Aula Magna della Sapienza — 6 febbraio 2027

La curiosità più bella riguarda il luogo. Il programma Metamorphosis è costruito intorno al mito, con Pan e Phaeton dalle Metamorfosi di Ovidio nella versione di Britten e Syrinx di Debussy. Davanti al Rettorato, al centro di una vasca, c'è la Minerva in bronzo di Arturo Martini, e sulla parete di fondo dell'Aula Magna l'affresco di Mario Sironi, L'Italia tra le arti e le scienze. Divinità antiche in musica, una dea in bronzo all'ingresso: raramente un programma e una sala si rispondono così bene.

La seconda riguarda un compositore. Jacob van Eyck, che apre, attraversa e chiude il programma, visse fra il 1590 e il 1657; tutti e tre i suoi brani in programma vengono dalla raccolta Der Fluyten Lust-Hof. Horsch ne fa il filo conduttore del suo debutto romano, portando la musica del suo paese in apertura e in chiusura.

Terza curiosità: nel programma compare anche una pagina nata per un altro strumento, il terzo dei Tre pezzi per clarinetto solo di Stravinskij, e una rilettura settecentesca di un'altra musica, Le Printemps de Vivaldi di Jean-Jacques Rousseau, il filosofo. Il flauto dolce se ne appropria, e la metamorfosi del titolo riguarda anche il repertorio.

L'Aula Magna della Sapienza, la sala del debutto

L'Aula Magna è nel Palazzo del Rettorato, progettato da Marcello Piacentini per la Città universitaria della Sapienza, costruita fra il 1933 e il 1935 e inaugurata il 31 marzo 1935 alla presenza di Vittorio Emanuele III.

Il Rettorato

Il Rettorato chiude la prospettiva del grande viale d'ingresso del campus e ospita gli uffici del rettore, la Biblioteca Alessandrina e l'Aula Magna. Davanti, al centro di una vasca, la Minerva di Arturo Martini, dea della sapienza e simbolo dell'ateneo.

L'affresco di Sironi

La parete di fondo è occupata dall'affresco di Mario Sironi del 1935, L'Italia tra le arti e le scienze. Un recital di flauto solo davanti a quel grande ciclo pittorico è un contrasto di scala: una sola musicista, un piccolo strumento di legno, una parete intera di figure.

La città degli architetti

Intorno al Rettorato sorgono edifici di Gio Ponti, Giuseppe Pagano, Pietro Aschieri, Giovanni Michelucci e Gaetano Rapisardi; l'ingresso monumentale su piazzale Aldo Moro è di Arnaldo Foschini. Nel campus ci sono anche il MLAC e la Gipsoteca.

Una cosa che non ti dice nessuno su Lucie Horsch, Metamorphosis all'Aula Magna della Sapienza — 6 febbraio 2027

Pochi lo sanno, ma per i concerti della IUC la Sapienza apre un parcheggio gratuito all'interno della Città universitaria, per auto, moto, biciclette, taxi e mezzi con contrassegno di invalidità, con accesso da piazzale Aldo Moro 5 da circa un'ora prima del concerto. La IUC avverte che, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, potrebbe non essere sempre disponibile.

La seconda cosa è che, di sera, la Città universitaria ha più cancelli chiusi che aperti: l'ingresso ai concerti, anche per chi arriva a piedi, è solo quello monumentale di piazzale Aldo Moro 5. Chi viene da San Lorenzo farebbe bene a saperlo, per non girare intorno al recinto.

La terza riguarda lo strumento. Un flauto dolce solo in una sala grande come l'Aula Magna può sembrare una scommessa; la IUC parla invece di intimità dell'ambiente, che permette di creare contrasti fra il caldo universo sonoro barocco, gli aspetti folcloristici e primordiali dello strumento e i suoi effetti contemporanei. A nostro giudizio il posto giusto è nei primi settori, dove i pianissimi arrivano intatti.

Il consiglio che ti do per visitare Lucie Horsch, Metamorphosis all'Aula Magna della Sapienza — 6 febbraio 2027

Il consiglio è dimenticare il flauto dolce della scuola media. Quello che suona Lucie Horsch è uno strumento con una famiglia intera, dal sopranino al tenore, e un repertorio di quattro secoli: chi arriva con il ricordo delle lezioni di musica esce con un'idea completamente diversa.

Secondo consiglio: ascoltare prima Syrinx di Debussy e una delle Metamorfosi di Britten nelle loro versioni più diffuse. In sala sarà interessante sentire come cambiano sul flauto dolce.

Terzo: approfittare dei prezzi per i giovani. Con 8 euro per gli under 30 in qualunque settore e 5 per gli under 18, portare un ragazzo che studia uno strumento costa poco, e un recital così è una lezione dal vivo.

Infine, arrivare con margine: il viale della Città universitaria di sera, con la Minerva illuminata, vale la passeggiata, ed è il prologo giusto per un programma dedicato al mito.

Biglietti per Lucie Horsch

Il biglietto per il concerto di Lucie Horsch costa 26 euro in primo settore, 21 in secondo e 15 in terzo, con il 10% di diritto di prevendita; gli under 30 pagano 8 euro e gli under 18 5 euro, in qualunque settore.

Riduzioni

Con la Family Card, pensata per due genitori con almeno un bambino sotto i 14 anni, ogni genitore paga 10 euro e ogni bambino 5. Sapienza, enti e università convenzionati hanno prezzi di 21, 17 e 12 euro; il carnet di almeno sei concerti a scelta dà il 10% di sconto. Le agevolazioni non si cumulano.

Dove si comprano

Alla sede IUC di Lungotevere Flaminio 50, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, con chiusura il martedì durante la stagione; per telefono allo 06 3610051 e allo 06 3610052; al botteghino dell'Aula Magna, da un'ora prima del concerto; online sul circuito di prevendita indicato dal sito ufficiale della IUC, anche con la Carta del Docente. Il sabato la sede di Lungotevere Flaminio è chiusa: chi vuole comprare di persona senza passare dal botteghino della sera deve farlo nei giorni precedenti.

Come arrivare all'Aula Magna per Lucie Horsch

Per il concerto di Lucie Horsch all'Aula Magna della Sapienza si usa la metro B, fermate Policlinico o Castro Pretorio, oppure i tram 3 e 19; da Termini si arriva anche a piedi. Si entra solo da piazzale Aldo Moro 5.

Metro B

Dalle fermate Policlinico e Castro Pretorio pochi minuti a piedi portano all'ingresso di piazzale Aldo Moro. Per un concerto che finisce verso le 22:30 conviene controllare prima l'orario dell'ultima corsa del sabato.

Tram

Il 3 e il 19 attraversano San Lorenzo e costeggiano la Città universitaria: il 19 verso il Policlinico e viale delle Belle Arti, il 3 verso Porta Maggiore, San Giovanni e il Colosseo.

A piedi

Dalla stazione Termini si esce dal lato di via Marsala e si raggiunge piazzale Aldo Moro in circa un quarto d'ora.

In auto

Per i concerti è disponibile, salvo imprevisti, il parcheggio interno gratuito della Sapienza, con accesso da piazzale Aldo Moro 5 da un'ora prima circa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la IUC è una delle istituzioni storiche della musica classica a Roma, quella di Magaloff, Kempff, Menuhin e del Quartetto Italiano. È meno citato che nacque nel 1946 per iniziativa di alcuni studenti della Sapienza, e non in un conservatorio. Un'istituzione nata fra studenti che porta a Roma una solista che a vent'anni era già una virtuosa riconosciuta: la continuità è evidente.

Un secondo fatto poco raccontato: per venticinque anni l'Aula Magna non fu la sala della IUC. Dichiarata inagibile nel 1968, con nove concerti annullati, la sala tornò a ospitare l'intera stagione solo dal 1993/94, dopo la convenzione con l'ateneo del 3 ottobre 1992.

Terzo fatto: la Città universitaria, inaugurata nel 1935, fu colpita dal primo bombardamento alleato su Roma, il 19 luglio 1943, insieme al vicino quartiere di San Lorenzo. Lo stesso campus che quel giorno fu danneggiato ospita oggi uno dei cartelloni concertistici più vivaci della città.

Come organizzare la serata

Per il debutto romano di Lucie Horsch conviene essere all'ingresso di piazzale Aldo Moro 5 almeno mezz'ora prima delle 20:30. Il botteghino dell'Aula Magna apre un'ora prima del concerto, e chi compra o ritira il biglietto sul posto lo fa con più calma arrivando presto.

Dal cancello alla sala

Dall'ingresso monumentale di Foschini si percorre il viale fino al piazzale della Minerva; il Rettorato è l'edificio di fondo, e la biglietteria per gli abbonamenti è sotto il porticato. Il viale è più lungo di quanto sembri dal cancello.

Quanto dura

Il calendario ufficiale indica la fine prevista verso le 22:30. Il programma è diviso in due parti, con un intervallo fra la pagina di Stravinskij e la seconda Fantasia di Telemann.

Dopo

All'uscita si torna verso piazzale Aldo Moro, per la metro B o per i tram; chi ha usato il parcheggio interno esce dallo stesso ingresso. San Lorenzo, per un ultimo bicchiere del sabato sera, è a pochi minuti a piedi.

La foto giusta da fare a Lucie Horsch, Metamorphosis all'Aula Magna della Sapienza — 6 febbraio 2027

La foto giusta è quella del palco prima del concerto: una fila di flauti dolci di misure diverse, dal più piccolo al più grande, e sullo sfondo l'affresco di Sironi. È l'immagine che racconta il programma meglio di ogni descrizione. Durante il concerto niente fotografie: con un flauto solo, ogni rumore si sente.

La seconda si fa arrivando, dal fondo del viale del campus: la Minerva di Arturo Martini al centro della vasca e il Rettorato illuminato alle spalle. Alle 20 di un sabato di febbraio il campus è buio e la facciata di Piacentini si staglia come un fondale.

La terza all'uscita, sull'ingresso monumentale di Foschini visto dall'interno, con il viale vuoto: il sabato sera la Città universitaria ha un'aria metafisica.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La Città universitaria della Sapienza fu inaugurata il 31 marzo 1935 alla presenza di Vittorio Emanuele III; nello stesso anno Mario Sironi completò l'affresco dell'Aula Magna. Il 19 luglio 1943 il primo bombardamento alleato su Roma colpì San Lorenzo e danneggiò anche il campus.

Nel 1946 alcuni studenti della Sapienza fondarono l'Istituzione Universitaria dei Concerti. Nella stagione 1959/60 l'Aula Magna ospitò l'integrale pianistica di Chopin con Nikita Magaloff, le trentadue sonate di Beethoven con Wilhelm Kempff, il Quartetto Italiano, Andrés Segovia e i giovani Salvatore Accardo e Uto Ughi.

Nel 1968 la sala fu dichiarata inagibile e nove concerti furono annullati; dal 1977/78 tornò a ospitare un'attività gratuita per professori e studenti, e dal 1993/94, dopo la convenzione del 3 ottobre 1992, di nuovo l'intera stagione. Il 6 febbraio 2027 vi debutta a Roma Lucie Horsch.

Chi è passato da Lucie Horsch, Metamorphosis all'Aula Magna della Sapienza — 6 febbraio 2027

Dall'Aula Magna sono passati per la IUC i pianisti Nikita Magaloff, Wilhelm Backhaus, Edwin Fischer, Alfred Cortot, Wilhelm Kempff, Géza Anda, Aldo Ciccolini e Maurizio Pollini; i violinisti Yehudi Menuhin, Georg Kulenkampff, Gioconda De Vito e Adolf Busch; il violoncellista Pierre Fournier; il chitarrista Andrés Segovia; il Quartetto Italiano.

E chi ha costruito e decorato la sala: Marcello Piacentini, Mario Sironi, Arturo Martini, oltre a Piero Rattalino, direttore artistico della IUC dal 1969/70. Fra i compositori in programma c'è Luciano Berio, che a Roma è stato presidente dell'Accademia di Santa Cecilia e ha dato il nome alla cavea dell'Auditorium.

Nella stessa stagione dall'Aula Magna passano, fra gli altri, il violoncellista Mario Brunello, il pianista Marc-André Hamelin e il Janoska Ensemble. Il 6 febbraio 2027 tocca a Lucie Horsch, la prima volta a Roma per una delle voci più giovani della stagione.

Accessibilità e famiglie

La Stagione IUC è fra le più accessibili di Roma sul piano economico: 8 euro per gli under 30, 5 euro per gli under 18, Family Card con 5 euro per ogni bambino sotto i 14 anni.

Mobilità ridotta

Il parcheggio interno della Sapienza è aperto ai mezzi con contrassegno di invalidità, dall'ingresso di piazzale Aldo Moro 5. Per posti in sala e percorsi conviene telefonare alla IUC prima del concerto.

Con i ragazzi

Il flauto dolce è lo strumento con cui molti ragazzi si avvicinano alla musica: vederlo suonato a questo livello, in otto o nove versioni diverse, è un'esperienza rara. L'orario delle 20:30 di sabato è compatibile anche con un ragazzo delle medie, e con la Family Card il costo è minimo.

Gli studenti

Gli studenti Sapienza sotto i 35 anni possono abbonarsi con UNIIUC a 50 euro per l'intera stagione o a 30 euro per un ciclo: il ciclo Calliope comprende questo recital.

San Lorenzo e dintorni

La Città universitaria confina con San Lorenzo, quartiere nato fra il 1884 e il 1888 per ferrovieri e operai fuori dalle Mura Aureliane e oggi cuore della vita universitaria romana.

Il quartiere

Strade intitolate agli antichi popoli italici, case a ringhiera, l'ex Pastificio Cerere trasformato in centro d'arte contemporanea: il quartiere è il prolungamento naturale di un sabato sera in Aula Magna.

Di giorno

Chi resta a Roma può visitare San Lorenzo fuori le mura, una delle sette chiese del pellegrinaggio romano, il Cimitero del Verano e, con il tram 3, Porta Maggiore.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

San Lorenzo offre trattorie, pizzerie, osterie e locali per studenti, con prezzi in genere più bassi del centro storico.

Prima del concerto

Per un concerto delle 20:30 conviene mangiare presto: un aperitivo lungo in via dei Volsci, via dei Sabelli o largo degli Osci, o una pizza veloce, e poi dieci minuti a piedi fino a piazzale Aldo Moro.

Dopo il concerto

Il concerto finisce verso le 22:30 di sabato: San Lorenzo è nel pieno della sua vita notturna, e molti locali sono aperti. Per il sabato sera, se si vuole cenare seduti, meglio prenotare.

Inizio febbraio a Roma

La prima settimana di febbraio è uno dei momenti più tranquilli per visitare Roma: musei vivibili, prezzi più bassi, stagioni musicali nel pieno.

Due concerti nello stesso sabato

Sabato 6 febbraio alle 18:00, all'Auditorium Parco della Musica, Tarmo Peltokoski dirige l'Orchestra di Santa Cecilia con Bertrand Chamayou nel Primo Concerto di Liszt e nella «Leningrado» di Šostakovič. Chi ha energia può seguire i due concerti nella stessa giornata, spostandosi dall'Auditorium alla Sapienza in tempo per le 20:30, ma il margine è stretto: conviene valutarlo solo con un mezzo rapido.

Il clima

Le sere di inizio febbraio sono fredde e il viale del campus è esposto: meglio un cappotto pesante per il tragitto fra l'ingresso e il Rettorato.

Un fine settimana di musica

Chi arriva a Roma per il fine settimana del 6 febbraio trova una città fuori stagione, con musei poco affollati e sale da concerto nel pieno delle stagioni: il sabato sera in Aula Magna, con la cena a San Lorenzo, è un modo diverso dal solito di viverla.

Come ascoltare un recital di flauto dolce

Un recital di flauto dolce solo è un'esperienza d'ascolto particolare: una sola linea melodica, niente accordi, niente pianoforte, e tutto affidato al fiato, alle dita e al timbro dello strumento scelto per ciascun brano.

Seguire i cambi di strumento

Con otto o nove flauti in scena, ogni brano ha il suo colore. Il sopranino è brillante e acuto, il tenore profondo e caldo, come scrive la IUC; accorgersi di quando Horsch cambia strumento, e di come cambia il suono, è parte del gioco del programma.

Barocco e contemporaneo

Il programma alterna di continuo pagine antiche e moderne: Bach e Telemann accanto a Berio e Kurtág. A nostro giudizio conviene non cercare una linea storica, ma ascoltare i contrasti: il caldo universo sonoro barocco, gli aspetti folcloristici dello strumento e i suoi effetti contemporanei, come li descrive la presentazione.

Il silenzio della sala

Un flauto dolce solo ha un volume limitato. In una sala grande come l'Aula Magna il pubblico ha una parte importante: telefoni spenti, niente carte di caramelle, cappotti sistemati prima dell'inizio.

La IUC, chi organizza

L'Istituzione Universitaria dei Concerti è nata nel 1946 per iniziativa di studenti della Sapienza, da un'idea maturata alla fine del 1945, e organizza da allora una delle stagioni concertistiche più longeve di Roma, nell'Aula Magna del Rettorato.

Una storia di interpreti

Nella sua storia la IUC ha ospitato, fra gli altri, Magaloff, Backhaus, Fischer, Cortot, Kulenkampff, Menuhin, De Vito, Busch, Fournier, Kempff, Anda e Ciccolini, e ha dato fiducia a un giovane Maurizio Pollini. Dal 1969/70 la direzione artistica fu di Piero Rattalino.

Gli anni fuori dall'Aula Magna

Quando nel 1968 l'Aula Magna fu dichiarata inagibile, la IUC portò i suoi concerti in altre sale della città, fra cui il Teatro dell'Opera, l'Eliseo, il Ridotto e San Leone Magno; dal 1977/78 seguì un doppio binario, e dal 1993/94 la stagione tornò interamente in Aula Magna.

La stagione 2026/2027

L'ottantaduesima stagione va dal 17 ottobre 2026 all'8 maggio 2027, con trentacinque concerti divisi fra il ciclo Calliope del sabato e il ciclo Minerva del martedì sera.

Domande frequenti su Lucie Horsch a Roma

Quando suona Lucie Horsch a Roma?

Lucie Horsch suona sabato 6 febbraio 2027 alle 20:30 nell'Aula Magna della Sapienza, piazzale Aldo Moro 5, per il ciclo Calliope della Stagione IUC 2026/2027, in collaborazione con l'Accademia Musicale Chigiana. È il debutto romano della flautista, con il programma Metamorphosis.

Che cosa suona Lucie Horsch?

Lucie Horsch suona all'Aula Magna un programma per flauto dolce solo che va da Jacob van Eyck, Telemann, Bach e Hotteterre fino a Debussy, Stravinskij, Berio, Kurtág e le Metamorfosi da Ovidio di Britten, alternando otto o nove flauti diversi.

Quanto costano i biglietti?

Il biglietto per Lucie Horsch alla IUC costa 26 euro in primo settore, 21 in secondo e 15 in terzo, più il 10% di prevendita. Gli under 30 pagano 8 euro e gli under 18 5 euro in qualunque settore; la Family Card prevede 10 euro per genitore e 5 per bambino.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per Lucie Horsch si comprano alla sede IUC di Lungotevere Flaminio 50, per telefono allo 06 3610051 o 06 3610052, al botteghino dell'Aula Magna da un'ora prima e online sul circuito di prevendita indicato dal sito ufficiale della IUC.

Chi è Lucie Horsch?

Lucie Horsch è la flautista olandese nata nel 1999, formata al Conservatorio di Amsterdam, vincitrice dell'Edison nel 2016, dell'Opus Klassik nel 2019 con l'Academy of Ancient Music e del Nederlandse Muziekprijs nel 2020. Suona con ensemble barocchi e orchestre moderne.

Come si arriva all'Aula Magna della Sapienza?

All'Aula Magna della Sapienza si arriva con la metro B, fermate Policlinico o Castro Pretorio, con i tram 3 e 19 o a piedi da Termini. Per i concerti IUC l'ingresso, anche pedonale, è solo da piazzale Aldo Moro 5.

Il concerto è adatto ai ragazzi?

Il recital di Lucie Horsch è fra i concerti della Stagione IUC più adatti ai ragazzi, perché il flauto dolce è lo strumento che molti di loro conoscono dalla scuola. Gli under 18 pagano 5 euro in qualunque settore, e l'orario delle 20:30 di sabato è compatibile con la serata di un adolescente.

Quanti flauti usa Lucie Horsch nel concerto?

Per il recital Metamorphosis all'Aula Magna Lucie Horsch alterna diversi flauti dolci della stessa famiglia, dal sopranino al tenore. Le fonti della IUC non concordano sul numero: la presentazione del concerto parla di nove flauti, la nota della flautista e quella al programma di otto.

Il consiglio finale su Lucie Horsch a Roma

Una virtuosa olandese del flauto dolce al debutto romano, un programma costruito sul mito delle metamorfosi, una sala con la Minerva di Martini all'ingresso e l'affresco di Sironi sul fondo, prezzi da cinema per i giovani: a nostro giudizio è il recital più sorprendente del febbraio romano. Il consiglio è dimenticare il flauto dolce della scuola, ascoltare prima Syrinx di Debussy, arrivare presto per la passeggiata nel campus illuminato e sedersi nei primi settori.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento6 Febbraio 2027 20:30
IndirizzoAula Magna, Palazzo del Rettorato, Città universitaria, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma Roma Città