Jacopo Fagioli «Dialogue» e Ambrosetti Angeleri Esposito Trio alla Casa del Jazz — 9 ottobre 2026
Jacopo Fagioli «Dialogue» e l'Ambrosetti Angeleri Esposito Trio suonano alla Casa del Jazz venerdì 9 ottobre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti Armando Trovajoli di viale di Porta Ardeatina 55, per la rassegna Una Striscia di Terra Feconda. È un doppio concerto: il quartetto del trombettista toscano premiato come Nuovo Talento al Top Jazz 2025 e il trio del pianista Claudio Angeleri, del trombettista e flicornista svizzero Franco Ambrosetti e del bassista Marco Esposito. Il biglietto è unico, a 15 euro, e si acquista sul sito ufficiale della Casa del Jazz o sul circuito di prevendita autorizzato dalla Fondazione Musica per Roma. La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi a piedi lungo le Mura Aureliane per poco meno di un chilometro, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; accanto alla villa c'è un parcheggio all'angolo fra via Cristoforo Colombo e viale di Porta Ardeatina.
Jacopo Fagioli e l'Ambrosetti Angeleri Esposito Trio: la serata in breve
Il concerto di Jacopo Fagioli e dell'Ambrosetti Angeleri Esposito Trio è venerdì 9 ottobre 2026 alle 19:30 alla Casa del Jazz, con biglietto unico a 15 euro. È una serata sola, senza repliche, dentro una rassegna che a ottobre mette in fila doppi concerti di jazz italiano ed europeo.
Due generazioni sullo stesso palco
Il senso della serata è nella distanza anagrafica. Da una parte un trombettista nato a Prato nel 1997, al secondo disco da leader; dall'altra un musicista nato a Lugano nel 1941, che ha debuttato da professionista nel 1961 e ha suonato con Dexter Gordon e Cannonball Adderley. In mezzo, due strumenti parenti, la tromba e il flicorno, e più di mezzo secolo di storia del jazz.
La sala
Si suona nella Sala concerti Armando Trovajoli, la sala principale della villa: poche file di poltrone e i musicisti a pochi metri. Per la tromba, strumento che in una grande sala tende a perdersi o a spingere troppo, è una misura ideale.
Una produzione originale
Il set di Fagioli è presentato come produzione originale in collaborazione con il referendum Top Jazz del mensile Musica Jazz. È un modo per dare un palco romano al vincitore della categoria Nuovo Talento, pochi mesi dopo il premio.
Il programma: «Dialogue» e il trio a memoria
Il programma della serata alla Casa del Jazz prevede due set: Jacopo Fagioli presenta l'album Dialogue in quartetto, e l'Ambrosetti Angeleri Esposito Trio suona musiche originali di Angeleri e Ambrosetti, composizioni di Thelonious Monk e standard. L'ordine dei due set non è stato pubblicato.
Dialogue in quartetto
Con Fagioli, alla tromba, al trombino e alle composizioni, suonano Davide Strangio alla chitarra, Amedeo Verniani al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria. La presentazione della Casa del Jazz parla di un suono contemporaneo con incursioni elettroniche, dove una scrittura rigorosa si alterna a sezioni di improvvisazione libera.
Il trio
Il trio mette insieme Claudio Angeleri al pianoforte, Franco Ambrosetti alla tromba e Marco Esposito al basso. La sede lo descrive come la versione più intima di un sodalizio nato negli anni Novanta: tre musicisti che suonano a memoria, giocando sull'interplay, sulle citazioni e sull'improvvisazione, a volte su forme tonali e modali, a volte in libertà completa.
Monk e gli standard
La presenza di Thelonious Monk nel repertorio del trio non è un dettaglio. Monk è il compositore che ogni pianista jazz prima o poi affronta, e le sue melodie spigolose sono un terreno perfetto per chi ama giocare con le citazioni. Accanto ai temi originali, gli standard servono da lingua comune fra tre musicisti che si conoscono da trent'anni.
Jacopo Fagioli: biografia del trombettista
Jacopo Fagioli è un trombettista e compositore nato a Prato nel 1997, eletto Nuovo Talento dell'anno nel referendum Top Jazz 2025 della rivista Musica Jazz, votato dai critici del settore. Nella stessa edizione Enrico Rava è stato eletto Musicista dell'anno: due trombettisti in cima al referendum, come ha sottolineato la stampa specializzata.
La formazione
Fagioli si è diplomato con lode al Conservatorio e ha una formazione che tiene insieme il jazz e la musica contemporanea. È una doppia scuola che si sente nei suoi dischi: la cura della scrittura viene dalla musica colta, la libertà dei soli dalla tradizione afroamericana.
Bilico, il primo disco
Il primo progetto da leader è Bilico, uscito nel 2022 per l'etichetta AMP Music & Records di Oslo, in duo con il pianista Nico Tangherlini. Tromba e pianoforte soli, in un equilibrio cameristico: il titolo diceva già la ricerca di un punto di equilibrio fra due voci.
Dialogue, il secondo
Dialogue, pubblicato da Aut Records, è il secondo album da leader. Il passaggio dal duo al quartetto con chitarra ed elettronica ha permesso a Fagioli, secondo la presentazione ufficiale, di orchestrare le idee con più respiro, mantenendo la tromba al centro. Rispetto a Bilico lo spirito è più provocatorio, alternato a momenti meditativi.
I temi del disco
Il disco affronta in musica temi che raramente entrano nei titoli di un album jazz: il potere e il dominio, la crisi climatica e il greenwashing, la spiritualità, l'identità, l'eredità culturale. L'idea di fondo è il dialogo nel senso classico, il confronto fra due punti di vista da cui nasce una posizione più completa. Fagioli lo riassume così nella presentazione del concerto: «Non ho fatto questo disco per cercare risposte, ma per lasciare spazio alle domande».
Scritto e improvvisato
In Dialogue convivono due anime: sezioni scritte nei minimi dettagli e spazi di libertà assoluta, dove le idee si costruiscono nel momento. Per il trombettista l'improvvisazione è una forma di pensiero prima ancora che una tecnica. Dal vivo è proprio questo passaggio, dalla pagina alla libertà, la parte più interessante da ascoltare.
Il trombino
Nell'organico Fagioli è indicato anche al trombino, la tromba piccola dal registro acuto, più legata alla musica barocca che al jazz. Sentirla in un quartetto con chitarra ed elettronica è una delle ragioni per venire.
I musicisti del quartetto di Dialogue
Il quartetto che suona Dialogue alla Casa del Jazz è formato da Jacopo Fagioli alla tromba, Davide Strangio alla chitarra, Amedeo Verniani al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria. È una formazione senza pianoforte, e la differenza si sente.
La chitarra al posto del pianoforte
Togliere il pianoforte da un gruppo jazz significa liberare l'armonia: la chitarra di Davide Strangio può dare accordi, ma anche lasciare spazio vuoto, lavorare sul suono, dialogare con l'elettronica. È una scelta che molti trombettisti contemporanei hanno fatto per avere più aria intorno allo strumento.
Contrabbasso e batteria
Amedeo Verniani e Mattia Galeotti formano la sezione ritmica. In un disco che alterna passaggi scritti e improvvisazione libera, sono loro a decidere quando la musica deve tenere il tempo e quando può scioglierlo.
L'Ambrosetti Angeleri Esposito Trio: trent'anni di sodalizio
L'Ambrosetti Angeleri Esposito Trio riunisce il pianista Claudio Angeleri, il trombettista e flicornista Franco Ambrosetti e il bassista Marco Esposito, che suonano insieme dagli anni Novanta. Il sodalizio nasce come colonna sonora di progetti multidisciplinari in cui l'improvvisazione si intreccia con la letteratura, il teatro e la luce.
Gli ospiti di quei progetti
Nel corso degli anni ai progetti del gruppo hanno partecipato musicisti come il sassofonista americano Bob Mintzer, il batterista John Riley, Gabriele Comeglio, Giulio Visibelli, il contrabbassista Mike Richmond, Heiri Kaenzig e il batterista svizzero Peter Schmidlin. È una rete che lega il jazz lombardo, quello svizzero e quello americano.
I festival
Il repertorio del gruppo è passato da festival come Notti di Luce, Bergamo Jazz, il Malta International Jazz Festival, e da Lugano, Roma, Lussemburgo, Vicenza, Iseo Jazz e Zurigo. La tappa romana del 9 ottobre si aggiunge a una lunga frequentazione dei palchi europei.
I dischi
Il lavoro del gruppo è documentato su disco: Le città invisibili di Italo Calvino, Jazz Files, Alfonsina Storni vien dal mare, Ricetteros. Due titoli su quattro vengono dalla letteratura, Calvino e la poetessa argentina Alfonsina Storni: il segno di un jazz che cerca ispirazione nelle pagine oltre che negli spartiti.
Il trio come forma intima
Il trio è la versione ridotta di queste esperienze più ampie. Tre musicisti che si conoscono da tre decenni possono permettersi di suonare senza rete: la presentazione ufficiale parla di un gioco fatto di interplay, citazioni e improvvisazione estemporanea. È il tipo di concerto in cui conviene guardare le facce dei musicisti, oltre che ascoltarli.
Franco Ambrosetti: biografia di un maestro della tromba
Franco Ambrosetti è un trombettista, flicornista e compositore svizzero nato a Lugano il 10 dicembre 1941. Suo padre Flavio era un sassofonista che, come ricordano le enciclopedie del jazz, suonò una volta sullo stesso palco di Charlie Parker.
Gli studi e il debutto
Ambrosetti ha studiato pianoforte classico dal 1952 al 1959 e dal 1959 ha imparato da solo la tromba. Il debutto professionale è del 1961, a vent'anni. Accanto alla musica ha conseguito un titolo di studio in economia all'Università di Basilea: un doppio percorso raro fra i jazzisti della sua generazione.
Con il padre e con George Gruntz
I primi anni lo vedono lavorare con il padre in un gruppo che comprendeva il pianista svizzero George Gruntz. Con Gruntz Ambrosetti ha continuato a collaborare a lungo, in dischi come Drums and Folklore del 1967, For Flying Out Proud del 1978, First Prize del 1989 e Serious Fun del 1990.
I grandi americani
Nella sua carriera Ambrosetti ha suonato, in disco e nei festival, con Kenny Clarke, Dexter Gordon, Phil Woods, Cannonball Adderley, Joe Henderson, Michael Brecker, Mike Stern e Hal Galper, oltre che con il pianista italiano Romano Mussolini. È una lista che attraversa il jazz dal bebop alla fusion.
La discografia da leader
Il primo disco a suo nome, A Jazz Portrait of Franco Ambrosetti, esce nel 1965 per la Durium. Poi arriva il lungo rapporto con l'etichetta tedesca Enja: Close Encounter nel 1978, Heart Bop nel 1981, Wings nel 1984, Tentets nel 1985, Movies nel 1987 e Movies Too nel 1988, Music for Symphony and Jazz Band nel 1991, Live at the Blue Note nel 1993, Light Breeze nel 1998, Grazie Italia nel 2000, fino a After the Rain nel 2015 e Cheers nel 2017. Gli ultimi titoli, The Nearness of You, Long Waves e Lost Within You, escono per Unit fra il 2018 e il 2021.
Con Mina
Una parte della sua carriera che il pubblico italiano conosce senza saperlo è quella con Mina: la sua tromba compare in una lunga serie di album della cantante, da Uiallalla del 1989 a Caramella del 2014, passando per Ti conosco mascherina, Sorelle Lumière, Mina canta i Beatles, Cremona, Napoli, Veleno e Bula Bula.
Collaborazioni recenti
Ambrosetti ha partecipato al concerto per il settantacinquesimo compleanno di Quincy Jones, pubblicato nel 2009, e allo stesso anno risale Remembering Weather Report di Miroslav Vitouš per ECM. A ottantaquattro anni è ancora in attività, e il 9 ottobre sale sul palco della Casa del Jazz.
Claudio Angeleri e Marco Esposito
Claudio Angeleri, pianista, e Marco Esposito, bassista, sono gli altri due lati del trio: con Ambrosetti condividono il sodalizio nato negli anni Novanta e la firma di buona parte del repertorio.
Angeleri compositore
Le musiche originali del trio portano la firma di Angeleri e Ambrosetti. È Angeleri, al pianoforte, a tenere insieme la struttura armonica su cui si muove la tromba, e a guidare i passaggi fra le forme tonali e modali e i momenti di libertà.
Esposito al basso
Marco Esposito è indicato al basso. In un trio senza batteria, il basso fa doppio lavoro: tiene il tempo e disegna le linee armoniche. È un ruolo che si apprezza solo ascoltando con attenzione.
Una Striscia di Terra Feconda alla Casa del Jazz
Una Striscia di Terra Feconda è la rassegna che fra settembre e ottobre porta alla Casa del Jazz doppi concerti di jazz italiano ed europeo, a biglietto unico. A ottobre 2026 il calendario della sede elenca serate il 2, il 3, il 4 e il 9 ottobre nella Sala Armando Trovajoli.
Le altre serate
Il 2 ottobre il Sarah Chaksad Quartet e «A forza di essere vento» di Maria Laura Baccarini e Hélène Labarrière; il 3 ottobre il VMV Trio con Laurent Dehors e il Jacky Molard Quartet; il 4 ottobre il Thomas Lasca Quartet con «Prime parole» e il Canto Conte Trio, alle 18.
Il formato
Due progetti per sera, un solo prezzo: è la formula che rende la rassegna adatta a chi vuole scoprire musicisti nuovi. Si viene per un nome e si resta per l'altro. La serata del 9 ottobre è l'esempio più chiaro, con un giovane premiato e un veterano sullo stesso cartellone.
La Casa del Jazz: la villa restituita alla città
La Casa del Jazz di viale di Porta Ardeatina 55 è un centro dedicato al jazz nato in una villa confiscata alla criminalità organizzata e gestito dalla Fondazione Musica per Roma, che gestisce anche l'Auditorium Parco della Musica.
La confisca
La villa apparteneva a Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana. Confiscata e assegnata al Comune di Roma, è diventata per volontà del sindaco Walter Veltroni un luogo della musica. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, ricorda il senso della restituzione.
Villa Osio e il parco
L'edificio principale, Villa Osio, occupa 2.500 metri quadrati ed è circondato da un parco di oltre 25.000 metri quadrati, aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. Il complesso comprende tre edifici: nel principale la sala da concerto, dotata di un sistema che permette di registrare i concerti; nel secondo sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti; nel terzo un ristorante.
La Sala Armando Trovajoli
La sala porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano. Le pagine della sede indicano una capienza intorno ai 134 o ai 150 posti, a seconda della fonte. Per un concerto di tromba è una dimensione che permette di sentire il fiato, le sordine, i piccoli rumori della meccanica.
L'anno della Casa del Jazz
Durante l'anno la villa ospita, fra le altre rassegne, Summertime in estate, Una Striscia di Terra Feconda fra settembre e ottobre e i concerti del Roma Jazz Festival in novembre. La scheda completa del luogo è alla pagina della Casa del Jazz.
Come arrivare alla Casa del Jazz
Alla Casa del Jazz si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi per poco meno di un chilometro, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo.
Metro B e passeggiata
Dalla stazione Piramide si cammina per un quarto d'ora abbondante lungo le Mura Aureliane. Con l'inizio alle 19:30, scendete dalla metro verso le 19: ottobre fa buio presto e il percorso è più piacevole con l'ultima luce.
Autobus 714
Il 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dalla villa; la Casa del Jazz lo indica come una linea frequente. È la soluzione più comoda da Termini e dall'Eur.
In auto
Accanto alla villa c'è un parcheggio, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina. Il venerdì sera la Colombo è trafficata: calcolate qualche minuto in più.
Il ritorno
La durata dei due set non è pubblicata. Prima di entrare controllate sul sito dell'azienda dei trasporti le ultime corse della metro B e delle linee notturne per la vostra zona.
Come organizzare la serata alla Casa del Jazz
Un concerto alle 19:30 di venerdì lascia spazio a un pomeriggio in zona e a una cena dopo. È l'orario ideale per chi non vuole tirare tardi.
Arrivare presto
Il parco della villa è aperto fino al tramonto: arrivare con mezz'ora di anticipo permette di fare due passi fra gli alberi e vedere la villa con l'ultima luce del giorno.
Biglietto
Il biglietto unico costa 15 euro e vale per entrambi i set. Si acquista sul sito ufficiale della Casa del Jazz, sul circuito di prevendita autorizzato o al telefono indicato dalla Fondazione Musica per Roma. In una sala di un centinaio e mezzo di posti conviene comprare con qualche giorno di anticipo.
Accessibilità
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità: le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 8024 1281. La Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore; i posti riservati sono limitati.
Con i ragazzi
Due set jazz di fila chiedono attenzione per due ore circa. Per un ragazzo che studia tromba o pianoforte è una lezione dal vivo di rara qualità; per i bambini piccoli il parco, prima del concerto, è la parte migliore.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
Dentro la villa, uno dei tre edifici della Casa del Jazz ospita un ristorante; nei dintorni, fra Piramide, Testaccio e San Saba, si trovano trattorie e locali di quartiere.
Nella villa
Il ristorante interno è la scelta più pratica per chi arriva presto e vuole mangiare qualcosa senza uscire dal parco.
Testaccio
Testaccio è il quartiere della cucina romana tradizionale, con trattorie e pizzerie storiche. Dopo un doppio concerto che comincia alle 19:30 è la destinazione più naturale per una cena.
San Saba
Alle spalle della villa, il piccolo quartiere di San Saba ha pochi locali di vicinato frequentati dai romani: una scelta tranquilla per chi non vuole il movimento di Testaccio.
Cosa c'è intorno alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz è in una delle zone archeologiche più dense di Roma: a circa seicento metri ci sono le Terme di Caracalla, a un chilometro la Piramide Cestia.
Le Mura Aureliane
Viale di Porta Ardeatina corre lungo il tracciato delle Mura Aureliane: chi arriva a piedi da Piramide cammina accanto alla cinta imperiale per quasi tutto il percorso.
San Saba e l'Aventino
Dietro la villa sorge la basilica di San Saba, sul piccolo Aventino. Un pomeriggio sull'Aventino, fra il Giardino degli Aranci e Santa Sabina, è il modo migliore per arrivare al concerto scendendo a piedi.
Altro jazz
Chi vuole allungare la serata con altra musica ha a disposizione i club storici della città, come l'Alexanderplatz Jazz Club in Prati.
Una curiosità su Jacopo Fagioli «Dialogue» e Ambrosetti Angeleri Esposito Trio alla Casa del Jazz — 9 ottobre 2026
La curiosità più bella della serata è una coincidenza anagrafica. Franco Ambrosetti ha debuttato da professionista nel 1961, a vent'anni. Jacopo Fagioli è nato nel 1997, trentasei anni dopo quel debutto. Il 9 ottobre suonano nella stessa sala, a distanza di un set, due trombettisti fra cui passano cinquantasei anni.
C'è una seconda coincidenza. Nel referendum Top Jazz 2025 della rivista Musica Jazz, a vincere sono stati due trombettisti: Enrico Rava come Musicista dell'anno e Fagioli come Nuovo Talento. La tromba, strumento di Louis Armstrong, Miles Davis e Chet Baker, si conferma lo strumento che più di ogni altro racconta la storia del jazz, anche in Italia.
La terza riguarda Ambrosetti e la sua famiglia. Il padre Flavio era un sassofonista che suonò sullo stesso palco di Charlie Parker. Chi ascolta Franco Ambrosetti alla Casa del Jazz sente, a una sola generazione di distanza, un filo che arriva al bebop delle origini.
Ultima: fra i dischi del trio c'è Alfonsina Storni vien dal mare, dedicato alla poetessa argentina, e Le città invisibili di Italo Calvino. Il jazz, in questo trio, si nutre di letteratura.
Una cosa che non ti dice nessuno su Jacopo Fagioli «Dialogue» e Ambrosetti Angeleri Esposito Trio alla Casa del Jazz — 9 ottobre 2026
Quello che raramente si dice di una serata come questa è che molti in sala avranno ascoltato Franco Ambrosetti senza saperlo. La sua tromba compare in una lunga serie di album di Mina, da Uiallalla del 1989 a Caramella del 2014: Ti conosco mascherina, Sorelle Lumière, Mina canta i Beatles, Cremona, Napoli, Veleno, Bula Bula. Chi ha in casa uno di quei dischi ha già sentito il suo suono.
La seconda cosa riguarda il formato. In una rassegna di doppi concerti l'ordine dei set non è sempre pubblicato, e alla Casa del Jazz non lo è. Chi viene soltanto per Ambrosetti, o soltanto per Fagioli, deve arrivare all'inizio: non c'è modo di sapere prima chi apre.
La terza riguarda l'acustica. In una sala di un centinaio e mezzo di posti la tromba si sente senza filtri: il fiato, le sordine, il respiro fra una frase e l'altra. Le file centrali, non troppo vicine al palco, sono quelle in cui la tromba e il pianoforte si fondono meglio. Chi sceglie la prima fila guadagna in vista e perde un po' di equilibrio.
Ultimo dettaglio: con l'inizio alle 19:30, il concerto finisce in tempo per una cena a Testaccio. È uno dei pochi appuntamenti jazz della città che non costringe a scegliere fra musica e tavola.
Il consiglio che ti do per visitare Jacopo Fagioli «Dialogue» e Ambrosetti Angeleri Esposito Trio alla Casa del Jazz — 9 ottobre 2026
Il consiglio è di vivere questa serata come un confronto fra due modi di suonare la tromba, e di prepararsi con due ascolti. Il primo è Dialogue di Jacopo Fagioli, per capire come un trombettista di oggi usa chitarra ed elettronica. Il secondo è uno dei dischi Enja di Ambrosetti, per esempio Heart Bop o Movies, per sentire il suono di un musicista cresciuto accanto ai grandi americani.
Arrivate alle 19 con la metro B fino a Piramide e fate la passeggiata lungo le Mura Aureliane: è il modo migliore per entrare nell'atmosfera. Se avete tempo, prima ancora salite sull'Aventino e scendete verso la villa dal lato di San Saba.
In sala scegliete i posti centrali. Durante il set del trio guardate le mani e gli sguardi: tre musicisti che suonano insieme da trent'anni si parlano con i gesti, e l'improvvisazione nasce da quei segnali.
Dopo il concerto, cena a Testaccio. Comprate il biglietto con qualche giorno di anticipo: in una sala così piccola, un doppio concerto a 15 euro può esaurirsi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Casa del Jazz nasce in una villa confiscata alla banda della Magliana. Meno spesso si cita quello che questo significa ogni sera: la sala in cui si ascoltano Fagioli e Ambrosetti è un bene sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla città come luogo di musica. La lapide all'ingresso, con i nomi delle vittime di mafia, è lì per ricordarlo a chi entra.
Il secondo fatto poco citato riguarda la struttura. La villa non è soltanto una sala da concerto: nel secondo edificio ci sono sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti, e la sala principale ha un sistema che consente di registrare i concerti. La Casa del Jazz è quindi, oltre che un palco, un luogo di lavoro per chi fa jazz.
Il terzo riguarda Ambrosetti. È noto come trombettista, meno come economista: ha un titolo di studio in economia dell'Università di Basilea. Nella storia del jazz europeo, dove molti musicisti hanno avuto una seconda professione, il suo è uno dei casi più singolari: un jazzista che ha suonato con Dexter Gordon e Michael Brecker e che, fuori dal palco, ha studiato i conti.
La foto giusta da fare a Jacopo Fagioli «Dialogue» e Ambrosetti Angeleri Esposito Trio alla Casa del Jazz — 9 ottobre 2026
La foto giusta alla Casa del Jazz si fa fuori, prima del concerto: la facciata di Villa Osio con le luci accese e il parco che si scurisce intorno, verso le 19 di un venerdì di ottobre. È l'immagine che racconta il luogo, una villa nobiliare diventata casa della musica.
La seconda foto si fa all'ingresso, davanti alla lapide con i nomi delle vittime di mafia. Non è uno scatto da social, ma è quello che spiega perché questa sala esiste.
Durante il concerto, le fotografie vanno fatte con discrezione e senza flash, se consentite dalla sede. Lo scatto migliore è quello di un trombettista con la campana dello strumento rivolta verso la luce del palco: il riflesso sull'ottone è l'immagine classica del jazz.
Se volete un ricordo della serata senza disturbare, fotografate il biglietto con il nome della sala Armando Trovajoli: il compositore romano a cui è dedicata è un piccolo pezzo di storia della musica della città.
Dopo il concerto, lungo viale di Porta Ardeatina, le Mura Aureliane illuminate offrono un'ultima inquadratura.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
L'avvenimento fondativo della Casa del Jazz è la confisca della villa di Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana, e la sua assegnazione al Comune di Roma, che la trasforma in un centro dedicato al jazz con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria. Il progetto porta la firma politica del sindaco Walter Veltroni; la lapide all'ingresso, realizzata con Libera di don Luigi Ciotti, ricorda le vittime di mafia.
La zona ha una storia molto più antica. Viale di Porta Ardeatina segue le Mura Aureliane, la cinta difensiva della Roma imperiale. A poche centinaia di metri ci sono le Terme di Caracalla, a un chilometro la Piramide Cestia: la Casa del Jazz suona in uno dei quadranti archeologici più ricchi della città.
Per i musicisti della serata le date si allungano su sessant'anni: 1941, nascita di Franco Ambrosetti a Lugano; 1961, il suo debutto da professionista; 1965, il primo disco a suo nome per la Durium; 1978, Close Encounter, il primo per Enja; 1989, il primo album di Mina con la sua tromba; gli anni Novanta, la nascita del sodalizio con Angeleri ed Esposito; 1997, la nascita di Jacopo Fagioli a Prato; 2022, Bilico; 2025, Dialogue e il premio Top Jazz. Il 9 ottobre 2026 queste due linee si incrociano alla Casa del Jazz.
Chi è passato da Jacopo Fagioli «Dialogue» e Ambrosetti Angeleri Esposito Trio alla Casa del Jazz — 9 ottobre 2026
Attraverso le biografie dei musicisti del 9 ottobre passa una parte importante della storia del jazz. Franco Ambrosetti ha suonato con Kenny Clarke, il batterista che contribuì a inventare il bebop, con Dexter Gordon, Phil Woods, Cannonball Adderley, Joe Henderson, Michael Brecker, Mike Stern e Hal Galper. Ha lavorato a lungo con George Gruntz, ha partecipato al concerto per i settantacinque anni di Quincy Jones e al progetto Remembering Weather Report di Miroslav Vitouš per ECM.
Nei progetti del trio sono passati Bob Mintzer, sassofonista degli Yellowjackets, il batterista John Riley, il contrabbassista Mike Richmond, lo svizzero Peter Schmidlin, e musicisti italiani come Gabriele Comeglio e Giulio Visibelli. Nella musica italiana, la tromba di Ambrosetti è passata per molti album di Mina.
Dalla parte della nuova generazione, Jacopo Fagioli ha inciso il suo primo disco con il pianista Nico Tangherlini per un'etichetta di Oslo, e nello stesso referendum che lo ha premiato è stato eletto Musicista dell'anno Enrico Rava. Con lui, in quartetto, Davide Strangio, Amedeo Verniani e Mattia Galeotti. Nella stessa rassegna, pochi giorni prima, sono passati da questa sala Sarah Chaksad, Maria Laura Baccarini, Hélène Labarrière e Jacky Molard.
Domande frequenti sul concerto alla Casa del Jazz del 9 ottobre
Quando suona Jacopo Fagioli alla Casa del Jazz?
Jacopo Fagioli suona alla Casa del Jazz venerdì 9 ottobre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti Armando Trovajoli, con il quartetto di Dialogue. Nella stessa serata si esibisce l'Ambrosetti Angeleri Esposito Trio, per la rassegna Una Striscia di Terra Feconda.
Quanto costa il biglietto per il concerto del 9 ottobre alla Casa del Jazz?
Il concerto del 9 ottobre alla Casa del Jazz ha un biglietto unico da 15 euro, valido per entrambi i set. Si acquista sul sito ufficiale della Casa del Jazz o sul circuito di prevendita autorizzato dalla Fondazione Musica per Roma.
Chi è Jacopo Fagioli?
Jacopo Fagioli è un trombettista e compositore nato a Prato nel 1997, eletto Nuovo Talento nel referendum Top Jazz 2025 della rivista Musica Jazz. Ha pubblicato Bilico nel 2022 in duo con Nico Tangherlini e Dialogue per Aut Records, in quartetto con chitarra, contrabbasso e batteria.
Chi è Franco Ambrosetti?
Franco Ambrosetti è un trombettista e flicornista svizzero nato a Lugano nel 1941, figlio del sassofonista Flavio Ambrosetti. Ha suonato con Dexter Gordon, Cannonball Adderley, Phil Woods e Michael Brecker, ha inciso molti dischi per Enja e compare in numerosi album di Mina.
Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi?
La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi a piedi per poco meno di un chilometro lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo.
C'è parcheggio alla Casa del Jazz?
Accanto alla Casa del Jazz c'è un parcheggio, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina. Il venerdì sera la Colombo è trafficata, quindi conviene partire con un po' di anticipo rispetto all'inizio delle 19:30.
La Casa del Jazz è accessibile alle persone in carrozzina?
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità. Le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 8024 1281; la Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore.
In chiusura
Alla Casa del Jazz le serate che si ricordano meglio sono quelle in cui sul palco si incontrano generazioni diverse. Il 9 ottobre è una di queste: ascoltate Fagioli per capire dove va la tromba, Ambrosetti per ricordare da dove viene, e poi scendete a Testaccio a parlarne a cena.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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