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Greta Lobefaro in Sala Casella, Dialoghi d’autunno — 8 ottobre 2026

La pianista Greta Lobefaro suona giovedì 8 ottobre 2026 alle 20.00 in Sala Casella, la sala da concerti dell'Accademia Filarmonica Romana in via Flaminia 118 (00196 Roma), per la rassegna Dialoghi d'autunno, con un programma dedicato a Rameau e Ravel. Il concerto è introdotto dal musicologo Valerio Sebastiani. Dalla stazione Flaminio della metropolitana A la sala è a circa 600 metri a piedi lungo via Flaminia, la stessa strada percorsa dal tram 2. Il biglietto è a posto unico, 12,50 euro compresa la prevendita, e si acquista dal sito ufficiale dell'Accademia Filarmonica Romana, filarmonicaromana.org; per informazioni la Filarmonica indica il numero 342 9550100. La rassegna è realizzata con la Fondazione William Walton di Ischia.

Greta Lobefaro in Sala Casella: il concerto in breve

Il concerto di Greta Lobefaro è il terzo dei quattro appuntamenti romani di Dialoghi d'autunno 2026, giovedì 8 ottobre alle 20.00, dopo il duo Righi Maliboshka del 17 settembre e il pianista Ruben Xhaferi del 24 settembre, e prima del duo Gullino Troncarelli del 15 ottobre. È un recital di pianoforte solo, breve e denso, in una sala da circa duecento posti: la condizione ideale per ascoltare un giovane interprete da vicino.

Il programma

Nella prima parte, Jean-Philippe Rameau: dai Menuets I e II, Les tendres plaintes, Les cyclopes e The arts and the hours, così indicati nel programma ufficiale. Nella seconda, Maurice Ravel: la Sonatine e Miroirs. Il programma è stato presentato dalla Filarmonica come un omaggio alla scuola francese che collega l'eleganza barocca al virtuosismo del Novecento.

L'introduzione

Come tutti i concerti della rassegna in Sala Casella, anche quello dell'8 ottobre si apre con un'introduzione del musicologo Valerio Sebastiani, che poi lascia il palco alla musicista. Per chi non frequenta abitualmente la musica da camera è un valore aggiunto concreto: dieci minuti di contesto rendono l'ascolto di Miroirs un'altra esperienza.

Il doppio appuntamento di Ischia

Ogni concerto di Dialoghi d'autunno ha un triplice appuntamento: una sera a Roma e due a Ischia, nella Sala Recite dei Giardini La Mortella. Greta Lobefaro suona a Ischia il 3 e il 4 ottobre alle 17.00, prima di Roma: in Sala Casella arriva quindi con il programma già rodato davanti al pubblico.

Rameau e Ravel: che cosa si ascolta in Sala Casella

Il programma di Greta Lobefaro mette in dialogo due compositori francesi separati da quasi due secoli, Jean-Philippe Rameau e Maurice Ravel, ed è la scelta più coerente possibile per una rassegna che si chiama Dialoghi d'autunno. La Filarmonica lo descrive come un arco che dalla grazia del Settecento francese arriva al virtuosismo del Novecento.

Rameau: i minuetti e le pièces

Di Rameau la pianista propone brani nati per il clavicembalo, fra cui Les tendres plaintes e Les cyclopes, e la pagina che il programma indica come The arts and the hours. La presentazione della Filarmonica sottolinea la trasparenza ornamentale, l'intelligenza ritmica e il rigore formale di queste danze, qualità che esaltano la limpidezza del tocco pianistico. Suonare Rameau al pianoforte moderno è una scelta di gusto: impone leggerezza, controllo del pedale, precisione negli abbellimenti. È il biglietto da visita più esigente per un pianista giovane, perché non concede nascondigli.

Ravel: la Sonatine

La Sonatine è una delle pagine pianistiche più amate di Ravel: breve, classica nella forma, trasparente nella scrittura. Messa dopo Rameau, rende evidente il filo che Ravel sentiva con i clavicembalisti francesi, lo stesso filo che lo porterà più tardi a scrivere Le Tombeau de Couperin.

Ravel: Miroirs

Miroirs è il pezzo forte del programma. Sono cinque brani, Noctuelles, Oiseaux tristes, Une barque sur l'océan, Alborada del gracioso e La vallée des cloches, in cui la scrittura pianistica diventa pittura: falene, uccelli, onde, una Spagna immaginaria, campane lontane. Alborada del gracioso, con i suoi ribattuti e i suoi glissandi, è uno dei banchi di prova del repertorio. Sentirlo in una sala da duecento posti, a pochi metri dalla tastiera, è ben diverso dal sentirlo in un grande auditorium.

Chi è Greta Lobefaro, la pianista di Dialoghi d'autunno

Greta Lobefaro, nata nel 2001, si è diplomata in pianoforte a 15 anni al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari con Giovanna Valente, con il massimo dei voti, lode e menzione d'onore. A 25 anni ha già un percorso di perfezionamento con due dei nomi più autorevoli dell'insegnamento pianistico italiano, un curriculum di concorsi internazionali e due incisioni monografiche.

La formazione: Santa Cecilia e Imola

Nel 2023 consegue il Diploma di Alta Formazione nella classe di Benedetto Lupo all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove frequenta anche il terzo anno del corso di musica da camera con Ivan Rabaglia. Nel 2025 ottiene il diploma di alta formazione all'Accademia pianistica internazionale Incontri col Maestro di Imola, nelle classi di Enrico Pace e Ingrid Fliter. Roma, quindi, non è una tappa qualsiasi: è la città in cui si è perfezionata.

I concorsi

Ha vinto il XXI International Fryderyk Chopin Piano Competition di Szafarnia, in Polonia; è stata prima classificata in Italia al Concorso Pianistico Steinway nella finale di Verona, terza al XXXV Premio Venezia nel 2018, finalista alla Schimmel Competition 2022 di Braunschweig, premio speciale Vincenzo Vitale al XIII Sigismund Thalberg International Piano Competition di Napoli nel 2023, prima classificata al Concorso Pianistico Internazionale Nino Rota di Brindisi nel 2024.

I concerti

Ha debuttato con l'orchestra a 10 anni. Ha suonato come solista, con orchestra e in duo in Italia, in Europa e in Sud Africa, fra l'altro con l'Orchestra Filarmonica Gavrilin di Vologda, in Russia. Come artista Yamaha ha tenuto concerti al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. È componente stabile del trio Hermes.

I dischi

Ha inciso un CD per Odradek Records nel 2018; ha registrato per l'Accademia di Imola e per la 2R le Davidsbündlertänze op. 6 di Schumann, nel cofanetto dedicato alle opere per pianoforte solo; nel 2025 ha inciso un CD dedicato a Scriabin per 2R Digital Classic, con pianoforti Fazioli.

L'insegnamento

Dal 2023 al 2025 ha collaborato con il settore Education dell'Accademia di Santa Cecilia. Oggi è docente di pratica e lettura pianistica al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria. A 25 anni, interprete e insegnante: è il profilo tipico dei musicisti che Dialoghi d'autunno vuole far conoscere.

Dialoghi d'autunno: la rassegna dei giovani interpreti

Dialoghi d'autunno è la rassegna in Sala Casella che l'Accademia Filarmonica Romana presenta, fin dalla nascita, con la Fondazione William Walton di Ischia, per promuovere giovani interpreti usciti dai corsi di specializzazione delle principali accademie e scuole di musica. Nel 2026 è arrivata alla sesta edizione, con sei giovanissimi interpreti in quattro concerti.

Il calendario 2026

Giovedì 17 settembre il duo formato dalla violoncellista Monica Righi e dal pianista Ivan Maliboshka, con Brahms e Prokof'ev; giovedì 24 settembre il ventunenne Ruben Xhaferi, con il primo libro dei Préludes di Debussy e gli Studi op. 10 di Chopin; giovedì 8 ottobre Greta Lobefaro; giovedì 15 ottobre il duo Letizia Gullino e Luca Guido Troncarelli, violino e pianoforte, con Stravinskij e Respighi. Tutti alle 20.00.

La formula

Ogni programma viene eseguito tre volte: il giovedì a Roma e il sabato e la domenica, precedenti o successivi, a Ischia. Per i giovani interpreti è un'occasione rara di rodare un programma in pubblico; per il pubblico romano è la certezza di un concerto già maturo. Il prezzo unico di 12,50 euro rende la rassegna una delle proposte più accessibili della stagione cameristica romana.

Una curiosità su Greta Lobefaro in Sala Casella, Dialoghi d'autunno — 8 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda il nome della sala: Sala Casella porta il nome di Alfredo Casella, il compositore che nel 1946 guidò la rifondazione dell'Accademia Filarmonica Romana e che proprio alla Filarmonica tenne il suo ultimo concerto. Casella aveva studiato a Parigi ed era un profondo conoscitore della musica francese: un programma di Rameau e Ravel, nella sala che porta il suo nome, ha qualcosa di perfettamente appropriato.

Seconda curiosità, sul legame fra Roma e Ischia. La Fondazione William Walton, partner della rassegna, ha sede nei Giardini La Mortella, creati sull'isola dal compositore inglese William Walton e da sua moglie. I concerti di Dialoghi d'autunno si tengono nella Sala Recite dei giardini: un giovane pianista suona così, nella stessa settimana, in una storica istituzione romana e in un giardino mediterraneo.

Terza curiosità, sulla pianista. Greta Lobefaro si è diplomata a 15 anni: un'età in cui la maggior parte dei ragazzi comincia il liceo. Dieci anni dopo torna a Roma, la città in cui si è perfezionata con Benedetto Lupo, e suona per la Filarmonica pochi giorni dopo che nella stessa rassegna si è esibito un altro allievo di Lupo, Ruben Xhaferi. È un piccolo ritratto di scuola.

Infine: il programma inizia con Rameau, un compositore che scrisse per il clavicembalo, e finisce con Ravel, che dal clavicembalismo francese prese la chiarezza. È un programma che racconta una tradizione nazionale, e a Roma, città di accademie straniere, suona come un dialogo fra la Francia e l'Italia.

Sala Casella e la Casina Vagnuzzi: la sede dell'Accademia Filarmonica Romana

Sala Casella è la sala da concerti ricavata nella sede dell'Accademia Filarmonica Romana, la Casina Vagnuzzi di via Flaminia 118: una sala moderna, più volte rinnovata, con circa duecento posti e dotazioni multimediali. È la sede principale dei concerti della stagione estiva della Filarmonica e si affianca agli altri luoghi dell'Accademia durante l'inverno.

Una sala per molte funzioni

Oltre ai concerti e agli spettacoli dell'Accademia, Sala Casella ospita convegni, conferenze e proiezioni; è lo spazio degli artisti in residenza e dei corsi di perfezionamento con i loro concerti finali, ed è usata tutto l'anno come sala prove. È una sala di lavoro, prima che di rappresentanza, e questo si sente: l'atmosfera è raccolta, il rapporto fra palco e pubblico diretto.

La Casina Vagnuzzi

La Casina Vagnuzzi è diventata sede amministrativa della Filarmonica nel dopoguerra, dopo la demolizione della vecchia Sala Sgambati di via di Ripetta. La concessione da parte del Comune di Roma fu ottenuta grazie ad Adriana Panni, per decenni anima dell'Accademia e sua presidente dal 1973 al 1994. Chi arriva lungo via Flaminia trova un edificio basso, in un contesto di verde, lontano dall'immagine della grande sala da concerto.

La Biblioteca e l'archivio

La Filarmonica possiede una biblioteca ricca di spartiti a stampa e manoscritti e un vasto archivio storico, che documenta due secoli di vita musicale romana. Per chi studia musica o storia di Roma, è uno dei patrimoni meno conosciuti della città.

Una cosa che non ti dice nessuno su Greta Lobefaro in Sala Casella, Dialoghi d'autunno — 8 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno dice è che Sala Casella, con circa duecento posti, è una delle sale più piccole in cui la Filarmonica programma concerti: in una sera di recital, ogni posto è a pochi metri dal pianoforte. Per un programma come Miroirs, fatto di sfumature, questa vicinanza vale più di qualunque acustica da grande auditorium.

La seconda cosa è l'orario. I concerti di Dialoghi d'autunno cominciano alle 20.00, un'ora prima del consueto orario serale dei teatri romani. Chi arriva dal lavoro deve tenerne conto; il vantaggio è che alle 21.30 circa si è già fuori, con tutto il tempo per una cena al Flaminio.

Terzo punto: la Sala Casella non è il Teatro Olimpico. Molti romani associano la Filarmonica all'Olimpico di piazza Gentile da Fabriano, di cui l'Accademia è stata protagonista dell'acquisto nel 1980, e rischiano di andare nel posto sbagliato. La Sala Casella è in via Flaminia 118, circa un chilometro più a sud dell'Olimpico, verso piazzale Flaminio.

Infine, un consiglio pratico: con un prezzo unico in una sala piccola, conviene arrivare con un quarto d'ora di anticipo per scegliere il posto. Per un recital di pianoforte, i posti migliori sono quelli leggermente a sinistra, da cui si vedono le mani della pianista.

Come arrivare in Sala Casella per Greta Lobefaro

La Sala Casella dell'Accademia Filarmonica Romana, in via Flaminia 118, si raggiunge con la metropolitana A fino a Flaminio e poi a piedi lungo via Flaminia per circa 600 metri, oppure con il tram 2, che percorre la stessa strada. Da Termini la linea A in direzione Battistini arriva a Flaminio in pochi minuti.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si imbocca via Flaminia verso nord. Il tram 2, che parte da piazzale Flaminio e percorre via Flaminia fino a piazza Mancini, è l'alternativa per chi non vuole camminare; le fermate e gli orari serali vanno controllati sulla palina.

Ferrovia Roma Viterbo

Chi arriva con la ferrovia Roma Nord scende a piazzale Flaminio, capolinea della linea, e fa lo stesso percorso a piedi o in tram.

In autobus

Il quadrante Flaminio è servito da numerose linee che convergono su piazzale Flaminio e su via Flaminia. Le linee di ciascuna fermata sono indicate sulla palina e sul sito dell'azienda di trasporto; di sera frequenze e percorsi cambiano.

In auto

Via Flaminia è fuori dal centro storico, ma a ridosso delle zone a traffico limitato di piazza del Popolo. La sosta su strada al Flaminio, di giovedì sera, è possibile ma non garantita: chi viene da fuori calcoli un margine di tempo per cercare posto.

Il consiglio che ti do per visitare Greta Lobefaro in Sala Casella, Dialoghi d'autunno — 8 ottobre 2026

Il consiglio è di ascoltare Miroirs almeno una volta prima del concerto, in qualunque registrazione, e di arrivare in Sala Casella alle 19.45 per sentire l'introduzione di Valerio Sebastiani dal primo minuto. Con quei due preparativi, un recital di un'ora diventa una serata che si ricorda.

Secondo consiglio: non considerate questo concerto un ripiego rispetto ai grandi nomi. I giovani interpreti che vengono dai corsi di perfezionamento di Santa Cecilia e di Imola suonano spesso con una freschezza e una preparazione che i solisti affermati, stanchi di tournée, non sempre hanno. A 12,50 euro, è uno dei rapporti fra qualità e prezzo migliori della stagione romana.

Terzo: costruite la serata con il quartiere. Il Flaminio, fra il MAXXI, il Museo di Villa Giulia e l'Auditorium Parco della Musica, è un distretto culturale compatto. Un pomeriggio al museo e un concerto la sera, senza mai prendere un mezzo, è un programma perfetto per chi viene da fuori.

Quarto, per i gruppi: in una sala da duecento posti venti persone sono un decimo del pubblico. Scrivete alla Filarmonica prima di presentarvi. E se state preparando un soggiorno a Roma costruito intorno alla musica, Tour Leader Pro organizza percorsi privati che uniscono concerti, visite e cene.

Biglietti per Greta Lobefaro in Sala Casella

Il biglietto per il concerto di Greta Lobefaro in Sala Casella costa 12,50 euro, posto unico, comprensivo di prevendita, secondo il comunicato della rassegna Dialoghi d'autunno. Si acquista dal sito ufficiale dell'Accademia Filarmonica Romana, dal pulsante Acquista biglietti della scheda del concerto.

Informazioni

La Filarmonica indica per informazioni il telefono 342 9550100 e l'indirizzo promozione@filarmonicaromana.org. Per gruppi, scuole e richieste particolari conviene scrivere con qualche giorno di anticipo.

Abbonamenti

La Filarmonica propone abbonamenti per la stagione 2026 e 2027; il dettaglio è sul sito ufficiale. Per Dialoghi d'autunno, con quattro concerti a prezzo unico, il biglietto singolo resta la formula più semplice.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che l'Accademia Filarmonica Romana è una delle istituzioni musicali più antiche d'Italia, fondata nel 1821; è molto meno citato che, nella Roma pontificia, fu la Filarmonica a far conoscere ai romani opere che la censura teneva lontane dai teatri. Il Guglielmo Tell di Rossini, vietato per anni, fu eseguito dalla Filarmonica nel 1835, con condizioni imposte dalla censura che prevedevano perfino l'omissione del titolo dell'opera sui biglietti d'invito.

La storia pubblicata dall'Accademia elenca molte prime romane: Mosè in Egitto, Elisabetta regina d'Inghilterra e Zelmira di Rossini, Lucrezia Borgia e Don Sebastiano di Donizetti, Il Crociato in Egitto di Meyerbeer. Nel 1827 la Filarmonica diede la prima esecuzione italiana dell'Assedio di Corinto di Rossini. Gaetano Donizetti collaborò con l'Accademia e nel 1833 vi diresse Anna Bolena.

Il fatto meno citato di tutti riguarda la politica. Nel 1860 il governo pontificio sciolse la Filarmonica perché molti suoi membri avevano manifestato simpatie liberali; all'indomani di Porta Pia l'Accademia era già riorganizzata. Una società di musicisti dilettanti, nata per suonare nei salotti, finì per essere un piccolo termometro del Risorgimento romano.

Accessibilità: Sala Casella con esigenze particolari

Per informazioni sull'accesso alla Sala Casella di persone con disabilità conviene contattare direttamente l'Accademia Filarmonica Romana al numero 342 9550100 o all'indirizzo promozione@filarmonicaromana.org prima di acquistare il biglietto. La sala è piccola e i posti non sono molti: chiedere prima permette di organizzare l'accoglienza.

Arrivare

Il percorso da piazzale Flaminio lungo via Flaminia è in piano. Chi ha difficoltà a camminare può usare il tram 2 o un taxi fino all'ingresso di via Flaminia 118.

Per chi sente poco

In una sala da duecento posti anche le file più lontane sono vicine al pianoforte. Chi ha difficoltà uditive può comunque scegliere le prime file, soprattutto per sentire l'introduzione parlata di Valerio Sebastiani.

La foto giusta da fare a Greta Lobefaro in Sala Casella, Dialoghi d'autunno — 8 ottobre 2026

La foto giusta si fa prima del concerto, dalla platea di Sala Casella, con il pianoforte a coda sul palco ancora vuoto e il leggio chiuso: un'immagine che racconta l'attesa di un recital meglio di qualunque ritratto. Durante l'esecuzione, niente foto e niente video: in una sala così piccola anche lo schermo di un telefono si nota, e disturba la pianista.

Seconda inquadratura, all'uscita: la Casina Vagnuzzi vista da via Flaminia, con l'insegna dell'Accademia. È un edificio che pochi romani sanno riconoscere, e chi ama la storia musicale della città avrà una foto rara.

Terza, sulla strada del ritorno: piazzale Flaminio con la Porta del Popolo sullo sfondo e, dietro, l'obelisco Flaminio di piazza del Popolo. Di sera, con la luce artificiale, la prospettiva dalla via Flaminia verso la porta è una delle più belle di Roma e quasi nessuno la fotografa.

Un consiglio per chi ama i ricordi precisi: fotografate il foglio di sala con il programma. Fra qualche anno, quando Greta Lobefaro suonerà in sale più grandi, sarà la prova di averla ascoltata a Roma a pochi metri di distanza.

Il Flaminio intorno a Sala Casella

La Sala Casella si trova lungo via Flaminia, nel tratto fra piazzale Flaminio e il Teatro Olimpico, in un quadrante che concentra alcune delle principali istituzioni culturali di Roma. Chi arriva con qualche ora di anticipo ha davanti un programma pomeridiano completo senza mezzi.

Villa Giulia e Villa Borghese

A poca distanza, verso la collina, c'è il Museo Etrusco di Villa Giulia, che in questa stagione ospita anche la mostra Dayanita Singh, Archivio. Più in alto si apre Villa Borghese, per una passeggiata prima del tramonto.

MAXXI, Auditorium e Teatro Olimpico

Verso nord, oltre via Flaminia, si trovano il MAXXI, l'Auditorium Parco della Musica e il Teatro Olimpico, la grande sala della cui acquisizione nel 1980 fu protagonista la stessa Filarmonica.

Piazza del Popolo

Verso sud, piazzale Flaminio e la Porta del Popolo introducono al centro storico. Una passeggiata fino a piazza del Popolo, dopo il concerto, richiede pochi minuti.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'Accademia Filarmonica Romana, oggi con sede in via Flaminia 118, fu fondata nel 1821 da un gruppo di nobili e borghesi dilettanti guidati dal marchese Raffaele Muti Papazzurri, e nel 1824 ottenne il riconoscimento ufficiale dello Stato pontificio. Nei due secoli successivi ha attraversato censura, scioglimenti, rifondazioni e guerre, diventando uno dei termometri della vita musicale della città.

Dopo il 1870 la Filarmonica si trasformò di fatto in una società corale e fece conoscere a Roma i grandi oratori d'Oltralpe, come il Paulus di Mendelssohn. Dal 1878, alla morte di Vittorio Emanuele II, curò la parte musicale delle commemorazioni dei sovrani al Pantheon, incarico mantenuto fino al 1927, commissionando ventitré nuove Messe da Requiem a compositori come Sgambati, Bossi, Zandonai e Pizzetti.

Nel 1915 l'Accademia ottenne una sede in via di Ripetta, poi intitolata a Giovanni Sgambati, e dal 1920, con il segretario Romolo Giraldi, divenne una moderna società di concerti. Nel 1936 la demolizione dell'Augusteo e dei palazzi vicini cancellò anche la Sala Sgambati; nel 1943, durante l'occupazione, l'attività fu sospesa.

Nel 1946 la rifondazione, con Alfredo Casella direttore artistico: concerti dedicati a Bartók e De Falla, inviti a Benjamin Britten e Olivier Messiaen, una tournée in otto città del Pierrot lunaire di Schönberg, che in Italia non si ascoltava dal 1924. Negli anni Cinquanta il rapporto privilegiato con Igor Stravinskij, poi con Luciano Berio e Pierre Boulez. Nel 1980 l'acquisto del Teatro Olimpico, reso possibile dall'azionariato di abbonati, concertisti e uomini di cultura. La sala che porta il nome di Casella conserva la memoria di questa storia.

Chi è passato da Greta Lobefaro in Sala Casella, Dialoghi d'autunno — 8 ottobre 2026

Per la Filarmonica Romana sono passati, nei suoi due secoli di vita, Gaetano Donizetti, che nel 1833 vi diresse Anna Bolena, e il tenore Enrico Tamberlick, che vi debuttò diciassettenne nel 1837 nel Guglielmo Tell. È un elenco che l'Accademia conserva nel proprio archivio e che racconta la statura dell'istituzione che ospita il concerto dell'8 ottobre.

Fra le due guerre la Sala Sgambati di via di Ripetta accolse il Quartetto Busch, Rudolf Serkin, Walter Gieseking, Alfred Cortot, Jascha Heifetz, Georg Kulenkampff, e lanciò giovani come Gioconda De Vito e Carlo Zecchi. Nel dopoguerra la direzione artistica passò per compositori come Goffredo Petrassi, Roman Vlad, Luciano Berio e Hans Werner Henze, e più di recente per interpreti come il pianista Andrea Lucchesini e il violoncellista Enrico Dindo; dal 2024 il direttore artistico è Domenico Turi.

In Sala Casella, nella stessa stagione, passano i giovani di Dialoghi d'autunno e i protagonisti di Lezioni di musica: domenica 11 ottobre alle 17.30 il fortepianista Costantino Mastroprimiano con Giovanni Bietti, dedicato al Settecento di Haydn, Mozart e Beethoven; domenica 25 ottobre Andrea Lucchesini, ancora con Bietti, per l'Ottocento di Beethoven, Schumann, Chopin e Brahms. Chi ama il pianoforte trova in ottobre tre appuntamenti in quindici giorni nella stessa sala.

Per chi vuole allargare l'ascolto ai grandi solisti, la stagione romana propone anche il recital di Evgeny Kissin e András Schiff a Santa Cecilia: ascoltare nello stesso autunno una pianista di 25 anni e due maestri della tastiera è un confronto istruttivo.

Dove mangiare prima o dopo il concerto al Flaminio

Intorno a via Flaminia, fra piazzale Flaminio e piazza Mancini, ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere frequentati dal pubblico dell'Auditorium e del Teatro Olimpico. Con il concerto alle 20.00 la soluzione più sensata è cenare dopo, verso le 21.30.

Prima del concerto

Un aperitivo o uno spuntino al bar verso le 19.00 basta per arrivare in sala senza fame. Evitate cene complete prima: un recital di pianoforte chiede attenzione.

Dopo il concerto

Uscendo verso le 21.30 si trova facilmente posto nelle trattorie del quartiere, o si può scendere verso piazza del Popolo e le strade del centro. Chi ha l'auto può spostarsi verso Ponte Milvio, dove i locali restano aperti fino a tardi.

Domande frequenti su Greta Lobefaro in Sala Casella

Quando suona Greta Lobefaro in Sala Casella?

Greta Lobefaro suona in Sala Casella giovedì 8 ottobre 2026 alle 20.00, per la rassegna Dialoghi d'autunno dell'Accademia Filarmonica Romana. Il concerto è introdotto dal musicologo Valerio Sebastiani. Lo stesso programma è eseguito a Ischia il 3 e il 4 ottobre.

Dove si trova la Sala Casella?

La Sala Casella si trova nella sede dell'Accademia Filarmonica Romana, in via Flaminia 118, 00196 Roma. Dalla stazione Flaminio della metro A dista circa 600 metri a piedi lungo via Flaminia, percorsa anche dal tram 2. Non va confusa con il Teatro Olimpico, circa un chilometro più a nord.

Quanto costa il biglietto per Greta Lobefaro?

Il biglietto per il concerto di Greta Lobefaro in Sala Casella costa 12,50 euro, posto unico, prevendita compresa. Si acquista dal sito ufficiale dell'Accademia Filarmonica Romana; per informazioni il telefono indicato è 342 9550100.

Che cosa suona Greta Lobefaro?

Greta Lobefaro suona in Sala Casella un programma francese: di Jean-Philippe Rameau, dai Menuets I e II, Les tendres plaintes, Les cyclopes e The arts and the hours; di Maurice Ravel, la Sonatine e Miroirs.

Chi è Greta Lobefaro?

Greta Lobefaro è una pianista nata nel 2001, diplomata a 15 anni al Conservatorio di Bari, perfezionata con Benedetto Lupo a Santa Cecilia e con Enrico Pace e Ingrid Fliter a Imola. Ha vinto il XXI International Fryderyk Chopin Piano Competition di Szafarnia e insegna al Conservatorio di Reggio Calabria.

Che cos'è Dialoghi d'autunno?

Dialoghi d'autunno è la rassegna della Filarmonica Romana con la Fondazione William Walton di Ischia dedicata ai giovani interpreti usciti dai corsi di specializzazione. L'edizione 2026, la sesta, conta quattro concerti in Sala Casella, dal 17 settembre al 15 ottobre, sempre il giovedì alle 20.00.

Il concerto è adatto ai ragazzi?

Il concerto di Greta Lobefaro in Sala Casella è adatto ai ragazzi che studiano musica o la ascoltano con curiosità: dura circa un'ora, ha un'introduzione parlata e un prezzo unico contenuto. Per un giovane pianista, vedere da vicino una interprete di 25 anni è uno stimolo concreto.

Il consiglio finale su Greta Lobefaro in Sala Casella

La musica da camera dà il meglio in sale come questa: duecento posti, un pianoforte, un'interprete giovane che si gioca tutto su un programma difficile. Meglio non farsi scoraggiare dall'assenza di un nome famoso in cartellone. Andate in via Flaminia 118 giovedì 8 ottobre, sedetevi presto, ascoltate l'introduzione, e lasciate che Rameau e Ravel facciano il resto. Per 12,50 euro, poche serate a Roma valgono altrettanto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Ottobre 2026 20:00
IndirizzoSala Casella, Accademia Filarmonica Romana, Via Flaminia 118, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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