Giovanni Tommaso, My Four Seasons all’Auditorium Parco della Musica — 11 dicembre 2026
Giovanni Tommaso presenta My Four Seasons con l'ONJGT, l'Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani, venerdì 11 dicembre 2026 alle 20:00 al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 (fermate Flaminia/Reni o Apollodoro), oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti partono da 20 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento, e si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, o alla biglietteria del complesso.

Il progetto nasce da una proposta della Fondazione Musica per Roma: le composizioni e gli arrangiamenti scritti da Giovanni Tommaso in una carriera lunga quasi settant'anni, riletti da un'orchestra di giovani musicisti. Il contrabbassista lucchese, fondatore del Perigeo e protagonista del jazz romano fin dagli anni Sessanta, sale sul palco con dodici musicisti: una generazione che ha l'età dei suoi nipoti e che suona le sue musiche nelle orchestrazioni firmate da cinque di loro.
My Four Seasons a Roma: data, orario e biglietti
Il concerto di Giovanni Tommaso e dell'ONJGT è in programma venerdì 11 dicembre 2026 alle 20:00 al Teatro Studio Borgna, secondo la pagina ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. È una data unica, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Il prezzo
La pagina dell'evento indica biglietti a partire da 20 euro. La mappa dei posti e le eventuali fasce superiori compaiono al momento dell'acquisto. In una sala da circa trecento posti le differenze di visuale sono minime.
Dove si comprano
Il sito ufficiale dell'Auditorium rimanda, dal pulsante di acquisto, al circuito di prevendita autorizzato. La biglietteria del complesso è in viale Pietro de Coubertin 30; da ottobre a marzo il sito indica un orario dalle 11 alle 20, anche la domenica e i festivi. I biglietti comprati su piattaforme secondarie non autorizzate possono non essere validi.
Una sala raccolta per un'orchestra
Dodici musicisti in una sala da trecento posti sono una densità insolita: il suono di un'orchestra jazz arriva pieno, con i fiati vicinissimi. È un motivo in più per non rimandare l'acquisto, perché il pubblico del jazz romano conosce bene il nome di Tommaso.
My Four Seasons: il progetto
My Four Seasons è la rilettura, da parte dell'Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti, di brani composti e arrangiati da Giovanni Tommaso nell'arco della sua carriera, con orchestrazioni firmate da cinque musicisti dell'orchestra: Stefano Proietti, Aldo Di Caterino, Thomas Lasca, Jacopo Teolis e Andrea Elisei.
Le parole di Tommaso
Nella presentazione ufficiale Tommaso racconta che un nuovo progetto, per lui, non nasce da una programmazione ma da un'idea che arriva, in sue parole, «senza bussare». Spiega che My Four Seasons è un progetto impegnativo, proposto dalla Fondazione Musica per Roma, e che ascoltare dal vivo l'orchestra lo ha entusiasmato; ringrazia la Fondazione e Paolo Damiani per la fiducia.
Le quattro stagioni
Il titolo richiama, per assonanza, le stagioni di una vita musicale: Damiani parla di quattro stagioni come di una rilettura di brani scritti nell'arco di una carriera che, secondo la sua presentazione, ha pochi eguali al mondo. Ogni stagione diventa così un capitolo del repertorio di Tommaso, dagli anni del jazz rock alle composizioni più recenti.
Dopo Rava, Rea, Fresu e Trovesi
Per l'ONJGT il progetto arriva dopo una serie di omaggi ai grandi del jazz italiano: Enrico Rava, Danilo Rea, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi. Damiani definisce questa nuova avventura una formidabile esperienza. La differenza, questa volta, è che il maestro omaggiato sale sul palco con l'orchestra, al contrabbasso.
La formazione sul palco
La formazione annunciata per My Four Seasons comprende Giovanni Tommaso al contrabbasso, alle composizioni originali e agli arrangiamenti, Paolo Damiani alla direzione e alle orchestrazioni, e undici musicisti dell'Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti.
La voce e i fiati
Ada Flocco è la voce. I fiati sono Aldo Di Caterino al flauto e al flauto in sol, Jacopo Teolis alla tromba e al flicorno, Giulio Tullio al trombone, Lorenzo Simoni al sax alto, Federico D'Angelo al sax baritono e al clarinetto basso. È un organico che permette colori diversi, dal flauto al clarinetto basso, lontano dalla classica big band.
La sezione ritmica e armonica
Thomas Lasca suona la chitarra elettrica, Stefano Proietti il pianoforte e le tastiere, con il ruolo di vicedirettore, Giulio Barsotti il contrabbasso, Andrea Elisei la batteria. Due contrabbassi sullo stesso palco, quello del giovane Barsotti e quello di Tommaso, sono il dettaglio più curioso dell'organico.
Cinque orchestratori
Le orchestrazioni sono firmate da Proietti, Di Caterino, Lasca, Teolis ed Elisei, oltre che da Damiani. Non si tratta quindi di un'orchestra che esegue arrangiamenti scritti da altri, ma di giovani musicisti che hanno messo le mani nelle partiture del maestro e le hanno riscritte per il proprio organico.
Paolo Damiani e l'Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti
L'ONJGT, Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti, è diretta da Paolo Damiani, che ne firma anche le orchestrazioni insieme ai musicisti; nel concerto dell'11 dicembre dirige un organico di undici giovani strumentisti e una voce.
Un'orchestra per i giovani
Come dice il nome, l'orchestra riunisce giovani talenti del jazz italiano. Il suo repertorio, finora, si è costruito attorno agli omaggi ai grandi del jazz italiano: Rava, Rea, Fresu, Trovesi. È un modo di trasmettere un patrimonio fra generazioni attraverso la pratica, suonando le musiche dei maestri e riscrivendole.
Il giudizio di Tommaso
Tommaso scrive di essersi entusiasmato dopo aver ascoltato l'orchestra dal vivo, riconoscendo a Damiani un ottimo lavoro e apprezzando i giovani artisti. Per un musicista che ha suonato con Chet Baker e Sonny Rollins, è un attestato che dice molto sul livello del progetto.
Chi è Giovanni Tommaso: la biografia
Giovanni Tommaso è un bassista e contrabbassista italiano, nato a Lucca il 20 gennaio 1941. È stato il fondatore del Perigeo, una delle band più importanti del jazz rock europeo degli anni Settanta, e uno dei protagonisti del jazz italiano per oltre sessant'anni.
Lucca, Bologna e il Quintetto
Studia al conservatorio di Bologna negli anni Cinquanta e frequenta le jam session della città, uno dei riferimenti del jazz in Italia. Nel 1957 forma a Lucca un quintetto con il fratello Vito al pianoforte, il cognato Gaetano Mariani alla chitarra, Giampiero Giusti alla batteria e Antonello Vannucchi al vibrafono: nel 1958 incide un EP e vince la Coppa del jazz, torneo radiofonico della Rai.
Le navi e New York
A diciotto anni comincia a suonare nelle orchestre delle navi da crociera, e fra il 1959 e il 1960 frequenta i locali jazz di New York, dove incontra contrabbassisti come Paul Chambers, Ray Brown e Charles Mingus. Tornato in Italia forma un trio con Amedeo Tommasi al pianoforte e Gegè Munari alla batteria, e suona con Chet Baker, con Tommasi e Franco Mondini.
Roma e la RCA
Nel 1967 si trasferisce a Roma per lavorare alla RCA Italiana come strumentista, arrangiatore e produttore. Partecipa a incisioni di Riccardo Cocciante, A mano a mano e Cervo a primavera, di Mina, di Gianni Morandi, di Rino Gaetano, E io ci sto, di Ivan Graziani, di Anna Oxa, e all'European Tour di Sammy Davis Jr. Alla Rai suona con Sonny Rollins in una puntata di Studio Uno.
Il Music Inn
Con Pepito Pignatelli apre a Roma il Music Inn, che diventa uno dei locali di riferimento per il jazz in città. Sul suo palco suona con musicisti come Dexter Gordon, Johnny Griffin, Art Farmer e Kenny Drew. In quegli anni frequenta anche Steve Lacy, il sassofonista newyorkese stabilitosi a Roma e punto di riferimento dell'avanguardia.
Il Perigeo
Nel 1971 forma il Perigeo, un quintetto di jazz rock con Claudio Fasoli al sax, Tony Sidney alla chitarra, Franco D'Andrea alle tastiere e Bruno Biriaco alla batteria, sulla strada aperta in quegli anni da Miles Davis e dai Weather Report. La band resta attiva fino al 1977 e incide otto album.
Dopo il Perigeo
Negli anni successivi suona in formazioni diverse, fra cui il GT Quintet e il trio con Stefano Bollani e Roberto Gatto, e registra anche le parti di basso di diverse sigle di cartoni animati scritte dal fratello Vito. Nel 2007, a trent'anni dalla fine del Perigeo, fonda l'Apogeo con Daniele Scannapieco al sax, Bebo Ferra alla chitarra, Claudio Filippini al pianoforte e Anthony Pinciotti alla batteria.
L'insegnamento
È titolare della cattedra di musica jazz al Conservatorio di Perugia e dirige dal 1986 i seminari di Umbria Jazz Clinics. Nel 2003 ha ricevuto una laurea honoris causa in musica dal Berklee College of Music, durante Umbria Jazz. Insegna anche al CEMM di Bussero, vicino a Milano.
I dischi di Giovanni Tommaso da ascoltare prima del concerto
La discografia di Giovanni Tommaso attraversa il jazz italiano dagli anni Cinquanta a oggi: il Quartetto di Lucca e il Perigeo per la RCA Italiana, i dischi del Giovanni Tommaso Quintet per Red Records e BMG, i trii con Franco D'Andrea e Roberto Gatto.
Il Perigeo
Gli otto album del Perigeo, incisi fra il 1971 e il 1977, sono il punto di partenza obbligato: il suono elettrico, le tastiere di D'Andrea, i temi di Tommaso. È la stagione in cui il Tommaso compositore si è fatto conoscere anche fuori dall'Italia.
Il Quintet e i trii
Con il Giovanni Tommaso Quintet escono Via G.T., To Chet, Over the ocean e Strane stelle strane; con D'Andrea e Gatto, Kick off e Airegin. È il lato acustico del compositore, quello che più si presta alla scrittura per orchestra.
Una curiosità su Giovanni Tommaso, My Four Seasons all'Auditorium Parco della Musica — 11 dicembre 2026
La curiosità più sorprendente riguarda l'incontro con Chet Baker. Giovanni Tommaso, quando ancora frequentava il conservatorio di Bologna, suonò con il trombettista americano nel periodo successivo alla sua detenzione a Lucca, la città natale di Tommaso, con Amedeo Tommasi al pianoforte e Franco Mondini alla batteria. Un ragazzo di provincia che si ritrova sul palco con una leggenda del jazz americano, a pochi chilometri da casa: è l'inizio di una carriera che lo porterà a dividere il palco con Sonny Rollins, Lee Konitz, Dexter Gordon e Johnny Griffin. Fra i dischi a suo nome, con il Giovanni Tommaso Quintet, c'è anche To Chet.
La seconda curiosità riguarda la musica che molti italiani hanno ascoltato senza saperlo. Alla RCA Tommaso ha suonato nei dischi di Cocciante, Mina, Morandi, Rino Gaetano, Ivan Graziani e Anna Oxa, e ha registrato le parti di basso di diverse sigle di cartoni animati scritte dal fratello Vito. Il contrabbassista del Perigeo è anche il bassista di una parte della memoria pop di intere generazioni.
La terza è nei nomi. Perigeo, nel 1971; Apogeo, nel 2007: i due punti estremi dell'orbita di un corpo celeste, il più vicino e il più lontano. Trent'anni dopo lo scioglimento della band storica, Tommaso ha chiamato la nuova formazione con il nome opposto, chiudendo un cerchio astronomico e musicale.
Il Teatro Studio Borgna, la sala del concerto
Il Teatro Studio Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: circa trecento posti, senza sipario, con il palco a livello del pubblico.
Legno e pannelli mobili
Le pareti sono rivestite di legno e i pannelli acustici mobili permettono di adattare la sala al tipo di spettacolo. Per un'orchestra jazz di dodici elementi significa poter calibrare la risposta della sala su fiati, sezione ritmica e voce.
Vicini al palco
Al Teatro Studio anche le ultime file sono vicine ai musicisti. In un concerto con molti solisti che si alternano, la vicinanza permette di seguire chi prende la parola, chi risponde, chi dà l'attacco.
Il nome della sala
Il Teatro Studio porta il nome di Gianni Borgna, storico assessore alle politiche culturali di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma, la stessa fondazione che ha proposto a Tommaso il progetto My Four Seasons. La scheda generale del complesso è sulla pagina dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Giovanni Tommaso, My Four Seasons all'Auditorium Parco della Musica — 11 dicembre 2026
Quello che pochi sottolineano è la distanza d'età sul palco. Giovanni Tommaso ha compiuto 85 anni nel gennaio 2026; i musicisti dell'ONJGT sono giovani talenti, come dice il nome dell'orchestra. Fra il contrabbassista che ha frequentato i club di New York alla fine degli anni Cinquanta e i ragazzi che oggi ne orchestrano le musiche ci sono due o tre generazioni. Un concerto così è raro: di solito gli omaggi si fanno quando il maestro non c'è più.
Seconda cosa poco detta: sul palco ci sono due contrabbassi. Uno è quello di Giulio Barsotti, il contrabbassista dell'orchestra; l'altro è quello di Tommaso. Chi conosce il jazz sa quanto sia delicato l'equilibrio fra due strumenti nello stesso registro: il dialogo fra il maestro e il giovane collega è uno dei momenti da aspettare.
Terzo punto, pratico: all'Auditorium le sale sono volumi separati, e il Teatro Studio non ha l'ingresso della Sala Santa Cecilia. Chi arriva all'ultimo minuto e sbaglia percorso fra la cavea e i foyer perde facilmente cinque minuti. La stessa sera, nelle altre sale, possono esserci altri spettacoli, e il bar si affolla nella mezz'ora prima dell'inizio.
Il consiglio che ti do per visitare Giovanni Tommaso, My Four Seasons all'Auditorium Parco della Musica — 11 dicembre 2026
Il consiglio è arrivare al concerto con qualche ascolto alle spalle. Un disco del Perigeo, per capire da dove viene il Tommaso compositore, e uno del Giovanni Tommaso Quintet, come To Chet o Via G.T., per il lato più acustico. Riconoscere un tema originale sotto l'orchestrazione dei giovani rende la serata molto più ricca.
Il secondo consiglio riguarda il posto. In una sala da trecento posti, per un'orchestra conviene il centro, non troppo vicino: dalle prime file si sentono soprattutto i fiati davanti, mentre dal centro della sala il suono dei dodici strumenti arriva equilibrato. Chi vuole vedere da vicino le mani di Tommaso sul contrabbasso si sieda invece davanti, sul suo lato.
Il terzo riguarda la serata. Il concerto è di venerdì alle 20: conviene arrivare all'Auditorium verso le 19:15, prendere qualcosa al bar del foyer ed entrare in sala con calma. Dopo il concerto, il venerdì sera, Ponte Milvio è a pochi minuti per chi vuole cenare.
Come arrivare all'Auditorium per Giovanni Tommaso
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53. La stazione della metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto attraverso il Villaggio Olimpico fino a viale Pietro de Coubertin.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi. Il 53 collega piazza Mancini con il centro, il 982 arriva dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Per gli orari serali conviene consultare il calcolatore di percorso di Atac.
In auto e il ritorno
Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati, e il venerdì sera le strade del Villaggio Olimpico si riempiono presto. Dopo il concerto il tram 2 riporta a piazzale Flaminio; in alternativa, un taxi prenotato qualche minuto prima della fine.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Perigeo è stato una delle band italiane più importanti degli anni Settanta, capace di un successo internazionale che la presentazione di Paolo Damiani ricorda esplicitamente. Meno spesso si ricorda chi ne faceva parte: accanto a Tommaso c'erano Claudio Fasoli al sax, Tony Sidney alla chitarra, Bruno Biriaco alla batteria e Franco D'Andrea alle tastiere. D'Andrea è oggi uno dei decani del pianoforte jazz italiano, e il suo nome ritorna anche nei cartelloni romani di questa stagione, come nel piano solo alla Casa del Jazz.
Il secondo fatto poco citato riguarda Roma. Tommaso non è romano, ma una parte decisiva della storia del jazz in città passa da lui: il Music Inn, aperto con Pepito Pignatelli, è stato per anni il luogo dove passavano a Roma i grandi solisti americani, e il lavoro alla RCA Italiana ha legato il suo nome alla canzone italiana. Il trio con Stefano Bollani e Roberto Gatto è un altro filo che lo collega alla scena romana di oggi.
Il terzo riguarda l'insegnamento. Dal 1986 Tommaso dirige i seminari di Umbria Jazz Clinics, e nel 2003 il Berklee College of Music gli ha conferito una laurea honoris causa. Suonare con un'orchestra di giovani non è per lui un'eccezione: è la conseguenza di quarant'anni passati a formare musicisti.
La foto giusta da fare a Giovanni Tommaso, My Four Seasons all'Auditorium Parco della Musica — 11 dicembre 2026
In una sala da trecento posti, con il palco a livello del pubblico, il bagliore di uno schermo si vede da ogni punto e disturba chi suona. La foto giusta, se proprio si vuole, è una sola, senza flash, all'inizio o nel momento degli applausi: l'orchestra al completo e, al centro, Tommaso con il contrabbasso. È l'immagine che racconta il progetto, il maestro in mezzo ai giovani.
La seconda foto si fa fuori, prima di entrare. Il soggetto è l'Auditorium di Renzo Piano, con i gusci delle sale rivestiti di piombo intorno alla cavea. A dicembre alle 19 è già buio, e le sale illuminate contro il cielo scuro sono lo sfondo migliore.
La terza è un dettaglio: il palco prima dell'inizio, con i leggii, i due contrabbassi appoggiati, la batteria e il pianoforte. In un concerto jazz orchestrale il palco vuoto è già un ritratto dell'organico. Poi il telefono va spento.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto; i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la città restò senza un auditorium costruito per la musica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.
Il 21 aprile 2002 aprirono le prime sale, il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia. Dal 2003 l'Auditorium è sede della stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone. Nel frattempo la Fondazione Musica per Roma ha fatto del complesso anche una casa del jazz, con un festival d'autunno, il Roma Jazz Festival, e produzioni proprie come My Four Seasons.
Chi è passato da Giovanni Tommaso, My Four Seasons all'Auditorium Parco della Musica — 11 dicembre 2026
All'Auditorium sono passati fin dal primo giorno i grandi nomi della musica classica: il concerto inaugurale della Sala Santa Cecilia fu diretto da Myung-Whun Chung, Goffredo Petrassi volle essere presente all'apertura della sala che porta il suo nome, Luciano Berio ha dato il nome alla cavea. Accanto alla classica, la Fondazione Musica per Roma ha portato qui il jazz italiano e internazionale; lo stesso Paolo Fresu, a cui l'ONJGT ha dedicato un omaggio, suona in Sala Sinopoli il giorno dopo, sabato 12 dicembre.
Dalla carriera di Giovanni Tommaso sono passati alcuni dei nomi più grandi del jazz: Chet Baker, Sonny Rollins, Lee Konitz, Dexter Gordon, Johnny Griffin, Art Farmer, Kenny Drew, Steve Lacy; Paul Chambers, Ray Brown e Charles Mingus, conosciuti a New York; Enrico Rava, Franco D'Andrea e Gegè Munari, con cui ha inciso Stereokonitz insieme a Konitz; Stefano Bollani e Roberto Gatto in trio. E, nella canzone, Riccardo Cocciante, Mina, Gianni Morandi, Rino Gaetano, Ivan Graziani, Anna Oxa e Sammy Davis Jr.
La sera dell'11 dicembre passano dal Teatro Studio Paolo Damiani, Ada Flocco, Aldo Di Caterino, Jacopo Teolis, Giulio Tullio, Lorenzo Simoni, Federico D'Angelo, Thomas Lasca, Stefano Proietti, Giulio Barsotti e Andrea Elisei: nomi da annotare, perché fra qualche anno potrebbero essere loro i protagonisti dei cartelloni.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski.
Il Villaggio Olimpico e il MAXXI
Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo. Poco lontano c'è il Teatro Olimpico.
Verso il Tevere e Ponte Milvio
Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che porta al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio, uno dei punti d'incontro serali di Roma nord.
L'altra casa del jazz
Chi segue il jazz a Roma ha un secondo indirizzo di riferimento, la Casa del Jazz, che compare fra le sedi collegate al sito dell'Auditorium.
Accessibilità e informazioni pratiche
L'Auditorium è un complesso moderno con percorsi fra le sale anche all'esterno, sul terrazzo e intorno alla cavea. Per le esigenze di accessibilità al Teatro Studio conviene contattare in anticipo la Fondazione Musica per Roma all'indirizzo info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.
Parcheggi
I parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a raso e multipiano, hanno posti riservati alle persone con disabilità.
Con i ragazzi
Per un ragazzo che studia uno strumento, un concerto in cui musicisti di poco più grandi di lui suonano accanto a un maestro di 85 anni è una lezione dal vivo, e una prova concreta che il jazz si impara suonando insieme.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium Parco della Musica ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere; per un concerto alle 20 una cena prima è possibile solo sedendosi a tavola presto, verso le 18:30. Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio, a pochi minuti, dove il venerdì sera i locali restano aperti fino a tardi: conviene prenotare.
Un venerdì di dicembre all'Auditorium
L'11 dicembre cade a metà di una settimana ricca per l'Auditorium: il 9 Jordi Savall dirige Vivaldi in Sala Sinopoli per Santa Cecilia, il 10 Mauro Di Maggio festeggia trent'anni di carriera al Teatro Studio, il 12 Paolo Fresu porta in Sala Sinopoli il suo concerto di Natale. Chi ama il jazz può costruire un fine settimana intorno a due serate consecutive, venerdì con Tommaso e sabato con Fresu.
Clima e abbigliamento
A dicembre le serate romane sono fresche e spesso umide, e il tragitto dal tram all'Auditorium si fa all'aperto. Conviene un cappotto da lasciare al guardaroba e un ombrello pieghevole.
Domande frequenti su Giovanni Tommaso e l'ONJGT
Quando suona Giovanni Tommaso all'Auditorium Parco della Musica?
Giovanni Tommaso suona con l'ONJGT all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone venerdì 11 dicembre 2026 alle 20:00, al Teatro Studio Borgna, con il progetto My Four Seasons diretto da Paolo Damiani. È una data unica, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Quanto costano i biglietti per Giovanni Tommaso a Roma?
I biglietti per My Four Seasons di Giovanni Tommaso all'Auditorium partono da 20 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento. Si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o alla biglietteria del complesso in viale Pietro de Coubertin 30.
Che cos'è My Four Seasons di Giovanni Tommaso?
My Four Seasons è la rilettura di brani composti e arrangiati da Giovanni Tommaso, eseguita dall'Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani, con orchestrazioni firmate da cinque musicisti dell'orchestra. Il progetto è stato proposto dalla Fondazione Musica per Roma.
Che cos'è l'ONJGT?
L'ONJGT è l'Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti, diretta da Paolo Damiani. Prima di My Four Seasons ha dedicato progetti di omaggio a Enrico Rava, Danilo Rea, Paolo Fresu e Gianluigi Trovesi. All'Auditorium suona con undici strumentisti e una voce, Ada Flocco.
Chi è Giovanni Tommaso?
Giovanni Tommaso è un contrabbassista nato a Lucca nel 1941, fondatore del Perigeo, la band di jazz rock attiva dal 1971 al 1977. Ha suonato con Chet Baker, Sonny Rollins e Lee Konitz, ha lavorato alla RCA come arrangiatore e produttore e dirige i seminari di Umbria Jazz Clinics.
Quanti posti ha il Teatro Studio Borgna?
Il Teatro Studio Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica, con circa trecento posti, senza sipario e con il palco a livello del pubblico. Porta il nome di Gianni Borgna, già assessore alla cultura di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro. Da Termini c'è l'autobus 910, senza cambi; passano vicino anche le linee 53, 982 e 168.
Il consiglio finale su Giovanni Tommaso e My Four Seasons
Un contrabbassista che ha suonato con Chet Baker e Sonny Rollins, fondato il Perigeo e aperto il Music Inn, che a 85 anni sale sul palco con un'orchestra di giovani che ha riscritto le sue musiche: a nostro giudizio My Four Seasons è uno degli appuntamenti jazz più significativi dell'inverno romano, per quello che si ascolta e per quello che rappresenta. Il consiglio è ascoltare un disco del Perigeo nei giorni precedenti, comprare il biglietto per tempo, sedersi al centro della sala e annotare i nomi dei musicisti dell'orchestra: il concerto è anche un passaggio di testimone.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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