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Eduardo De Crescenzo, Essenze Jazz al Teatro Brancaccio — 13 novembre 2026

In breve. Eduardo De Crescenzo porta Essenze Jazz al Teatro Brancaccio venerdì 13 novembre 2026 alle ore 21, in via Merulana 244 (00185 Roma), nel quartiere Esquilino.

Eduardo De Crescenzo porta Essenze Jazz al Teatro Brancaccio venerdì 13 novembre 2026 alle ore 21, in via Merulana 244 (00185 Roma), nel quartiere Esquilino. Si arriva con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, con la metro B, fermata Cavour, oppure con i bus 16, 75, 714, 717 e C3 che fermano su via Merulana all'altezza del teatro. I prezzi pubblicati dal teatro, a tariffa intera, vanno da 37 euro (I Balconata B) a 69 euro (Poltronissima Gold), con la Poltronissima a 57 euro, la Poltrona a 51 e la I Balconata A a 46. I biglietti si comprano al botteghino di via Merulana, aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19, e sul circuito di prevendita autorizzato indicato sul sito ufficiale del Teatro Brancaccio.

La facciata del Teatro Brancaccio in via Merulana, all'Esquilino
La facciata del Teatro Brancaccio in via Merulana, all'Esquilino Foto: Foto: Lalupa, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Sul palco, accanto alla voce e alla fisarmonica di De Crescenzo, ci sono cinque musicisti della scena jazz italiana: Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Marcello Di Leonardo alla batteria, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Daniele Scannapieco ai sassofoni e Susanna Krasznai al violoncello. Il repertorio è quello delle canzoni che il pubblico conosce da quarant'anni, da Ancora a E la musica va, riletto in chiave jazz e blues. È un concerto per chi ha amato quelle canzoni alla radio e per chi vuole sentire che cosa diventano quando la forma canzone si apre all'improvvisazione.

Essenze Jazz al Brancaccio: data, orario e prezzi

Essenze Jazz di Eduardo De Crescenzo è in programma al Teatro Brancaccio per una sola sera, venerdì 13 novembre 2026, con inizio alle 21, secondo la pagina ufficiale del concerto sul sito del teatro, dove il titolo compare nella sezione Concerti della stagione 2026-2027.

Il listino per settore

Il listino pubblicato dal Brancaccio per questa serata riporta cinque settori a tariffa intera: Poltronissima Gold 69 euro, Poltronissima 57 euro, Poltrona 51 euro, I Balconata A 46 euro, I Balconata B 37 euro. Il sistema di prenotazione del teatro elenca anche altre fasce, come la Poltronissima Gold Vip e la seconda balconata, che nel listino di questo concerto non hanno un prezzo indicato: la disponibilità reale la dice il sistema di vendita al momento dell'acquisto.

Il botteghino

Il botteghino del Teatro Brancaccio è in via Merulana 244 ed è aperto al pubblico dal martedì al sabato dalle 16 alle 19; la domenica apre solo in orario di spettacolo, se è prevista una recita, e il lunedì è chiuso. Per un concerto di venerdì sera, chi vuole scegliere il posto di persona ha quindi il martedì, il mercoledì e il giovedì precedenti, oltre al pomeriggio stesso del concerto.

Prevendita e assistenza

Dalla pagina del concerto sul sito del teatro si accede al circuito di prevendita autorizzato. Il teatro offre anche un servizio di assistenza online per gli acquisti. Il regolamento avverte che i biglietti comprati da canali non autorizzati possono non dare accesso alla sala: conviene partire sempre dal sito ufficiale.

Che cosa è Essenze Jazz

Essenze Jazz è il progetto con cui Eduardo De Crescenzo rilegge in chiave jazz le proprie canzoni: il teatro lo presenta come il format che esprime tutto il suo percorso artistico, quasi una biografia musicale che attraversa il repertorio e le sperimentazioni di una vita.

Un concerto fra canzone d'autore, blues e Mediterraneo

La presentazione ufficiale descrive un concerto costruito sull'incontro fra scrittura e improvvisazione, fra canzone d'autore e blues, fra jazz e suggestioni mediterranee. L'idea di fondo è liberare la forma canzone: le strofe e i ritornelli restano, ma diventano la base su cui voce e strumenti inventano. Rigore, talento e sentimento, scrive il teatro, si intrecciano in un continuo scambio creativo fra De Crescenzo e i musicisti che lo accompagnano sul palco.

La frase che spiega il progetto

Quando presentò per la prima volta il progetto, nel 2012, al Teatro San Carlo di Napoli, De Crescenzo lo spiegò così, secondo la pagina del Brancaccio: «Cerco un suono che possa rappresentarmi oggi». È una frase semplice, e spiega bene perché un cantante di successo, con un catalogo di canzoni amate, decida a sessant'anni di smontarle e rimontarle davanti al pubblico.

Da dove arriva il titolo

Il titolo non è nuovo per chi segue l'artista. Essenze Jazz è anche il nome dell'album pubblicato il 12 novembre 2013 su etichetta EmArcy-Universal, che raccoglieva in chiave jazz le canzoni delle tappe fondamentali della sua storia, più un inedito, Non tardare. Il 29 maggio 2026 quel disco è tornato in una nuova veste: Essenze Jazz 2026, doppio vinile su etichetta BMG. Il concerto del Brancaccio arriva quindi pochi mesi dopo la ristampa.

Le canzoni in scaletta: da Ancora a Naviganti

La pagina ufficiale del concerto indica come canovaccio della serata nove canzoni storiche: Ancora, L'odore del mare, E la musica va, Dove, Il racconto della sera, C'è il sole, La vita è un'altra, Naviganti e Sarà così.

Ancora, la canzone del 1981

Ancora è la canzone con cui De Crescenzo si presentò al Festival di Sanremo nel 1981, con musica di Claudio Mattone e testo di Franco Migliacci. In quell'edizione ottenne il riconoscimento come migliore interprete dalla giuria di qualità presieduta da Sergio Leone. È il titolo che quasi tutti associano al suo nome, e in Essenze Jazz diventa il punto in cui si misura la distanza fra la versione del 1981 e quella di oggi.

L'odore del mare e E la musica va

L'odore del mare è il brano di Sanremo 1987, con musica dello stesso De Crescenzo e di Maurizio Fabrizio e testo di Guido Morra. E la musica va è quello del 1991, con testo di Franco Del Prete: una canzone che ebbe anche una versione inglese, The Beat Goes On, interpretata da Phil Manzanera, e che fu venduta in Francia e in Gran Bretagna. Sono le due canzoni in cui il De Crescenzo autore prende il posto del De Crescenzo interprete.

La vita è un'altra e Naviganti

La vita è un'altra è il titolo dell'album del 2002, il ritorno discografico dopo sei anni di silenzio; Naviganti è uno dei singoli usciti quell'anno. C'è il sole viene dall'album del 1989. Il teatro precisa che queste canzoni, già intrise di un canto ad alta concentrazione blues, non vengono stravolte dalla nuova dimensione: resta l'intensità delle interpretazioni, mentre i moduli jazzistici servono a «suonare la voce».

I musicisti sul palco con De Crescenzo

La formazione annunciata dal Teatro Brancaccio per Essenze Jazz comprende cinque musicisti: Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Marcello Di Leonardo alla batteria, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Daniele Scannapieco ai sassofoni e Susanna Krasznai al violoncello.

Julian Oliver Mazzariello, il pianoforte

Il pianista Julian Oliver Mazzariello è il musicista con cui De Crescenzo ha lavorato più da vicino negli ultimi anni: è con lui che ha costruito Avvenne a Napoli, il progetto dedicato alla canzone classica napoletana, pubblicato come album il 26 maggio 2022 con venti brani della tradizione. Trovarlo nella formazione di Essenze Jazz significa che il dialogo fra voce e pianoforte, al Brancaccio, poggia su anni di lavoro comune.

Contrabbasso, batteria e sassofoni

Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria formano la sezione ritmica, la parte che in un concerto di questo tipo decide quanto spazio resta all'improvvisazione. Daniele Scannapieco ai sassofoni è la seconda voce melodica della serata, quella che risponde al canto e alla fisarmonica. La presentazione parla di invenzioni e virtuosismi della voce e della fisarmonica che trovano risposte nella libera composizione dei musicisti: è in questi scambi che il concerto vive.

Il violoncello di Susanna Krasznai

Il violoncello non è uno strumento consueto in una formazione jazz, e la presenza di Susanna Krasznai è il dettaglio più interessante dell'organico. Aggiunge un colore da musica da camera, più vicino alla formazione classica che De Crescenzo ha ricevuto da bambino, e collega il jazz alle suggestioni mediterranee di cui parla la presentazione.

Chi è Eduardo De Crescenzo: la biografia

Eduardo De Crescenzo è un cantautore e musicista italiano, nato a Napoli l'8 febbraio 1951, nel rione Vasto. Voce e fisarmonica sono i suoi strumenti; la sua carriera attraversa il beat degli anni Sessanta, il Festival di Sanremo, la canzone d'autore, la musica mediterranea e il jazz.

L'infanzia e la fisarmonica

Nipote di Vincenzo De Crescenzo, riceve in dono la prima fisarmonica a tre anni. A cinque debutta in teatro e comincia gli studi classici con il maestro e direttore d'orchestra Giuseppe Bavota. Da ragazzo suona in un gruppo beat, Eduardino e i Casanova, i cui componenti vengono tutti dal Ponte di Casanova, nel rione Vasto: con loro incide nel 1967 il primo 45 giri, Hai detto no!. Si iscrive poi a Giurisprudenza, che lascia dopo otto esami.

Gli anni della Ricordi e di Sanremo

Alla fine degli anni Settanta firma con la Dischi Ricordi. Fra i primi lavori c'è la rielaborazione della Czardas di Vittorio Monti, composizione ungherese dell'Ottocento, da cui nasce nel 1978 La solitudine. Nel 1980 comincia la collaborazione con Franco Migliacci e Claudio Mattone, che porta ad Ancora e a Sanremo 1981. Al festival tornerà altre quattro volte: nel 1985 con un brano di Claudio Mattone e Daniele Pace, nel 1987 con L'odore del mare, nel 1989 con Come mi vuoi, scritta con Mariella Nava e poi incisa anche da Mina, nel 1991 con E la musica va.

Il napoletano, il cinema, le collaborazioni

La sua prima produzione alterna italiano e napoletano: il terzo LP, del 1983, è cantato interamente in napoletano. Nel 1984 incide Casualità per la colonna sonora del film Fatto su misura di Francesco Laudadio e canta Taptitò in Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo. Nel 1986 interpreta In fondo al mare nell'album Storie di una storia sola di Toquinho, e nel 1992 suona la fisarmonica per Peppino di Capri.

Cante jondo, Danza Danza e il successo all'estero

Da Nudi, nel 1987, De Crescenzo firma come autore o coautore le proprie canzoni e cerca nuove contaminazioni. La svolta arriva con due album: Cante jondo nel 1991 e Danza Danza nel 1993, che contiene Zingaro, brano composto nel 1991 e dedicato al cantaor flamenco Camarón de la Isla. Con queste produzioni arriva anche il successo internazionale. Nel 1995 esce Live, tratto da un concerto di beneficenza all'Auditorium Rai di Napoli, con l'inedito Cielo su cielo.

Gli anni Duemila e l'impegno sociale

Nel 2002 torna con La vita è un'altra, dopo oltre sei anni senza dischi nuovi, e parte per un tour teatrale che debutta al Palapartenope di Napoli il 10 aprile 2003, con ospiti Maria Pia De Vito, Teresa De Sio e Mireille Mathieu. Nel 2004 canta al Manhattan Center di New York per il Columbus Day. Nel 2006 pubblica Le mani, tratto da un concerto alla stazione centrale di Napoli: il progetto porta, il 27 dicembre 2006, all'apertura nella stazione di un Help Center, uno sportello di ascolto per le persone in difficoltà.

Il ritorno del 2012 e Avvenne a Napoli

Dopo una lunga assenza dal palco, nella primavera del 2012 torna in tour con l'anteprima di Essenze Jazz, con gli arrangiamenti di Stefano Sabatini. Il tour prosegue per anni, fino al 28 febbraio 2020, quando viene sospeso per le disposizioni anti Covid dopo sei stagioni consecutive. Il 12 giugno 2021 presenta Avvenne a Napoli, omaggio alla canzone napoletana dell'Ottocento e del primo Novecento, che diventa album nel 2022 e tour nei teatri italiani dal 2023. Nel 2026 torna a Essenze Jazz con il doppio vinile e con i concerti come quello del Brancaccio.

La discografia di Eduardo De Crescenzo

La discografia di Eduardo De Crescenzo comprende tredici album fra studio e dal vivo, dal primo Ancora del 1981 a Essenze Jazz 2026, più numerose raccolte pubblicate dalle sue case discografiche.

Gli album in studio

Ancora (1981), Amico che voli (1982), De Crescenzo (1983), Dove c'è il mare (1985), Nudi (1987), C'è il sole (1989), Cante jondo (1991), Danza Danza (1993), La vita è un'altra (2002), Le mani (2006), Essenze Jazz (2013), Avvenne a Napoli (2022) ed Essenze Jazz 2026, in doppio vinile. Il dal vivo è Live, del 1995.

Da dove partire prima del concerto

Il consiglio è di ascoltare due dischi in sequenza: prima una raccolta dei successi degli anni Ottanta, con Ancora e L'odore del mare nelle versioni originali, poi Essenze Jazz. Il confronto fra le due versioni della stessa canzone è la chiave della serata, e arrivare al Brancaccio con le versioni originali nelle orecchie rende evidente il lavoro fatto sugli arrangiamenti.

Una curiosità su Eduardo De Crescenzo, Essenze Jazz al Teatro Brancaccio — 13 novembre 2026

La curiosità più sorprendente riguarda il primo palcoscenico della sua vita, e porta a Roma. Secondo la biografia, Eduardo De Crescenzo debutta a cinque anni al Teatro Argentina di Roma: un bambino napoletano con la fisarmonica sul palco del teatro di largo Argentina, alla metà degli anni Cinquanta. Settant'anni dopo, il concerto del 13 novembre lo riporta in un teatro romano a pochi chilometri da lì, con lo stesso strumento.

La seconda curiosità è nella genesi di La solitudine, la canzone del 1978 con cui comincia la sua storia alla Ricordi. Non nasce da una melodia originale, ma dalla rielaborazione della Czardas di Vittorio Monti, un pezzo ottocentesco per violino che ogni studente di musica conosce. È un'idea che anticipa Essenze Jazz di oltre trent'anni: prendere una forma nota e trasformarla con la propria voce.

La terza riguarda Roma e la storia recente del progetto. Quando Essenze Jazz partì nel 2012, una delle date principali fu Roma, il 4 maggio; l'anno dopo la seconda parte del tour cominciò proprio a Roma, al Teatro Sistina, il 21 marzo 2013. La città è quindi uno dei luoghi in cui il progetto è stato messo alla prova fin dall'inizio, e il Brancaccio si aggiunge a quella storia. C'è poi un ultimo dettaglio: nel 1981, a premiarlo come migliore interprete a Sanremo, fu una giuria presieduta da Sergio Leone, il regista romano degli spaghetti western.

Il Teatro Brancaccio, la sala del concerto

Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, è una delle sale più capienti di Roma: dal 1937 ha due foyer, un'ampia platea e due livelli di balconata, per circa duemila posti dell'epoca. Oggi è sede del centro di produzione Viola Produzioni e ospita musical, prosa, danza e concerti.

Platea e balconate

La platea è divisa nei settori Poltronissima e Poltrona, con fasce A e B e con la fascia Gold che compare nel sistema di prenotazione. Sopra ci sono la prima balconata, anch'essa divisa in A e B, e la seconda balconata. Le balconate non sono servite da ascensori: ci si arriva a piedi.

Una sala da musica

Il Brancaccio è nato come teatro di varietà e di spettacolo, ha ospitato per quindici anni l'Opera di Roma, e oggi alterna grandi musical e concerti. Per un concerto jazz con sei musicisti la sala è ampia, ma la struttura a platea e balconate mantiene un rapporto diretto con il palco. A nostro giudizio è la dimensione giusta per un artista che cerca insieme il raccoglimento del jazz e il pubblico largo della canzone.

Il Brancaccino e il polo

La sala principale fa parte di un complesso più ampio, che comprende il Brancaccino, un teatro di circa cento posti dedicato alla drammaturgia contemporanea e al teatro per l'infanzia, un'area per la formazione e una terrazza su via Merulana. Per la scheda completa del luogo c'è la pagina dedicata al Teatro Brancaccio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Eduardo De Crescenzo, Essenze Jazz al Teatro Brancaccio — 13 novembre 2026

Quello che quasi nessuno dice è che il regolamento del Brancaccio chiede agli spettatori di presentarsi almeno un'ora prima dell'inizio. Per il concerto delle 21 significa essere in via Merulana alle 20. Non è una formalità: la sala è grande, ci sono i controlli visivi su borse e zaini e il guardaroba, dove vanno lasciati anche gli ombrelli. A metà novembre, con la pioggia possibile, la coda al guardaroba può essere lunga.

Il regolamento è severo anche sui ritardi: l'accesso in sala a spettacolo iniziato non è consentito, e chi arriva tardi aspetta nel foyer fino al primo momento utile. In un concerto senza intervallo, il teatro può far entrare il ritardatario a sua discrezione, ma senza garantirgli il posto assegnato. Per un concerto jazz, dove i primi brani fissano il clima della serata, perdere l'inizio significa perdere la chiave di lettura.

Seconda cosa poco nota: gli zaini ingombranti oltre i 17 litri non sono ammessi in sala senza autorizzazione del personale. Chi arriva dal lavoro con lo zaino del computer rischia il guardaroba e la coda all'uscita. Terza: i biglietti sono nominativi, legati a una registrazione anagrafica, e non si possono cedere liberamente senza accordo con il teatro. Chi compra per altre persone deve saperlo prima di arrivare all'ingresso.

Il consiglio che ti do per visitare Eduardo De Crescenzo, Essenze Jazz al Teatro Brancaccio — 13 novembre 2026

Il consiglio è scegliere il posto in base a che cosa si vuole ascoltare. Chi va per la voce di De Crescenzo, e vuole vedere il volto e le mani sulla fisarmonica, deve stare in platea, nella Poltronissima a 57 euro o nella Poltronissima Gold a 69. Chi va per il suono d'insieme, per sentire come contrabbasso, pianoforte, sax e violoncello rispondono al canto, può salire in prima balconata: la fascia A costa 46 euro e la fascia B 37, e dall'alto l'equilibrio della formazione si percepisce meglio.

Il secondo consiglio riguarda la preparazione. Ascoltate le versioni originali di Ancora, L'odore del mare ed E la musica va nei giorni prima del concerto. Essenze Jazz vive di scarti rispetto all'originale, e chi conosce la melodia di partenza riconosce le variazioni e le improvvisazioni.

Il terzo riguarda la serata. Il concerto è di venerdì: il consiglio è cenare presto all'Esquilino o a Monti, arrivare in via Merulana verso le 20 come chiede il regolamento, e lasciare in guardaroba cappotto e ombrello. Dopo il concerto, piazza Vittorio e la metro A sono a pochi minuti a piedi. Un ultimo dettaglio pratico: il botteghino è chiuso il lunedì, quindi chi vuole comprare di persona deve organizzarsi fra martedì e venerdì.

Come arrivare al Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio è in via Merulana 244, nel quartiere Esquilino, a meno di un chilometro dalla stazione Termini e a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A. È fra i teatri romani più semplici da raggiungere con il trasporto pubblico.

In metropolitana

La fermata più vicina è Vittorio Emanuele, sulla metro A: si esce su piazza Vittorio Emanuele II e si raggiunge via Merulana in pochi minuti. L'alternativa è la fermata Cavour della metro B, con un tratto a piedi più lungo. Da Termini, dove le due linee si incrociano, il teatro si raggiunge anche a piedi, passando per Santa Maria Maggiore.

In autobus

Il teatro indica tre fermate di superficie. Su via Merulana, alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Alla fermata Labicana/Merulana passano le linee 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e la notturna N10, utile per il ritorno dopo il concerto.

In taxi

I posteggi taxi segnalati dal teatro sono in largo Brancaccio, in piazza Vittorio Emanuele II al civico 113, in via Principe Amedeo 138, in via Giolitti 6 e in via Venosta. All'uscita di una serata piena il posteggio di largo Brancaccio si svuota in fretta: conviene spostarsi verso piazza Vittorio o prenotare per telefono.

In auto

Il teatro non indica parcheggi convenzionati e la sosta all'Esquilino il venerdì sera è difficile. Chi arriva da fuori Roma fa meglio a lasciare l'auto vicino a una stazione della metro A o B e a proseguire in metropolitana. Per gli orari dei mezzi conviene consultare il calcolatore di percorso di Atac prima di uscire.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Eduardo De Crescenzo è la voce di Ancora e uno dei nomi più riconoscibili della canzone napoletana d'autore. Meno spesso si ricorda che la sua carriera, fin dagli anni Novanta, ha avuto un respiro internazionale: con Cante jondo e Danza Danza arriva il successo all'estero, E la musica va esce anche in Francia e in Gran Bretagna in versione inglese, e nel 2004 il cantautore tiene un concerto a New York, al Manhattan Center, per la comunità italiana degli Stati Uniti. Cante jondo è il nome del canto profondo andaluso, e Zingaro è dedicata a Camarón de la Isla: il Mediterraneo della sua musica guarda anche alla Spagna.

Il secondo fatto poco citato riguarda l'impegno sociale. Nel 1994 canta a Scampia il 1° maggio; nel 1995 tiene all'Auditorium Rai di Napoli un concerto di beneficenza da cui nasce il suo primo album dal vivo; nel 2006 il progetto Le mani porta all'apertura di un Help Center nella stazione centrale di Napoli, uno sportello di ascolto e orientamento per le persone senza dimora. Il De Crescenzo di Sanremo e quello delle stazioni e delle periferie sono la stessa persona.

Il terzo fatto riguarda il Brancaccio. Tutti a Roma sanno che è il teatro del musical; meno ricordano che dal 1985 al 2000 è stato sede della Fondazione dell'Opera di Roma. Il palco su cui canta De Crescenzo ha retto per quindici anni la lirica: un teatro abituato alle voci.

La foto giusta da fare a Eduardo De Crescenzo, Essenze Jazz al Teatro Brancaccio — 13 novembre 2026

Durante il concerto niente foto: il regolamento del Brancaccio vieta di fotografare e riprendere lo spettacolo, anche con il cellulare, e chiede di spegnere i telefoni prima dell'inizio. La foto giusta, quindi, si fa prima e dopo.

La prima è la facciata del teatro su via Merulana, di sera, con il nome del concerto illuminato. Il consiglio è attraversare la strada e scattare dal marciapiede opposto con l'obiettivo largo, in modo che entrino il fronte del teatro e un tratto di via Merulana, una delle strade più lunghe e dritte del centro. A metà novembre, con l'ora solare, alle 18 è già buio: l'ora prima del concerto, con il pubblico che arriva, è il momento migliore.

La seconda è la sala vista dalla prima balconata, prima che si spengano le luci, con il palco preparato per sei musicisti: il pianoforte, il contrabbasso appoggiato, la batteria, la sedia per il violoncello e al centro il posto della fisarmonica. È l'immagine che racconta Essenze Jazz meglio di qualsiasi primo piano, perché mostra l'organico. Senza flash e con il telefono rimesso in tasca appena le luci si abbassano.

Intorno al Brancaccio: Esquilino, Monti e via Merulana

Il Teatro Brancaccio è su via Merulana, fra la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Giovanni in Laterano, nel quartiere Esquilino: chi arriva con un'ora o due di anticipo ha intorno una delle zone più dense di storia della città.

Due basiliche e un auditorium antico

Via Merulana corre fra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. Lungo la stessa via ci sono Palazzo Merulana e, poco oltre, l'Auditorium di Mecenate, la sala di età romana che porta il nome del protettore di Orazio e Virgilio: un auditorium antico a pochi passi da un concerto moderno.

Piazza Vittorio e la Porta Alchemica

Verso nord, oltre la fermata della metro, c'è piazza Vittorio Emanuele II con la Porta Alchemica, una delle curiosità più fotografate dell'Esquilino. Il quartiere è il più multietnico di Roma, e il Nuovo Mercato Esquilino ne è lo specchio, ma è un mercato diurno.

Il rione Monti

Verso ovest si scende nel rione Monti, con le sue strade in discesa verso i Fori. Per chi vuole scoprirlo prima del concerto c'è la scheda sul Rione Monti. A novembre il consiglio è fare la passeggiata nel pomeriggio: alle 17 c'è ancora un filo di luce, dopo il concerto i monumenti sono chiusi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Brancaccio comincia nel gennaio 1916, quando la sala viene inaugurata con il nome di Teatro Morgana. Fu costruita a ridosso del terrapieno dei giardini del palazzo dei Field-Brancaccio, la famiglia nobiliare che prende il nome da Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio. Il legame con il vicino Palazzo Brancaccio è fisico prima ancora che nominale.

Il passaggio decisivo è il 1937: la sala viene inaugurata nella configurazione che si conosce oggi, con due foyer, un'ampia platea e due balconate per circa duemila posti, e prende il nome di Teatro Brancaccio. Nel 1985 diventa sede della Fondazione dell'Opera di Roma, che vi resta fino al 2000. Subentra poi il Comune di Roma, che affida la direzione a Gigi Proietti fino al 2007; seguono la gestione di Maurizio Costanzo fino al 2010 e quella di Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi.

Gli anni recenti sono quelli della trasformazione in polo culturale: il Brancaccino, l'area per la formazione, la terrazza su via Merulana, le accademie di recitazione e di musical.

Per De Crescenzo, il 2012 è un anno parallelo: mentre a settembre il Brancaccio cambia direzione, lui chiude il 15 settembre, al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, la prima serie di concerti di Essenze Jazz. Quattordici anni dopo, progetto e teatro si incontrano.

Chi è passato da Eduardo De Crescenzo, Essenze Jazz al Teatro Brancaccio — 13 novembre 2026

Dal palco del Brancaccio sono passati alcuni dei nomi più grandi dello spettacolo. Il teatro ne ricorda diversi: Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi e Gigi Proietti fra gli attori; Fabrizio De André, Louis Armstrong e Jimi Hendrix fra i musicisti. Per un concerto jazz, il nome di Armstrong è il precedente più significativo: il jazz ha già avuto casa in questa sala.

Dal progetto Essenze Jazz sono passati negli anni palcoscenici importanti, che la presentazione del teatro elenca: il Teatro San Carlo di Napoli, la Casa del Jazz di Roma, il Ravello Festival, Umbria Jazz, l'Auditorium Parco della Musica, l'Arena Flegrea. Nel 2013 il concerto al Ravello Festival si tenne al Belvedere di Villa Rufolo, quello di Umbria Jazz al Teatro Morlacchi di Perugia.

Dalla carriera di De Crescenzo sono passati musicisti e autori di peso: Claudio Mattone, Franco Migliacci, Daniele Pace, Guido Morra, Maurizio Fabrizio, Mariella Nava, Franco Del Prete, Eugenio Bennato, Sergio Cirillo come coautori; Mina, che ha inciso Come mi vuoi; Phil Manzanera, che ha interpretato la versione inglese di E la musica va; Toquinho e Peppino di Capri nelle collaborazioni; Maria Pia De Vito, Teresa De Sio e Mireille Mathieu come ospiti nel tour del 2003.

La sera del 13 novembre passano dal Brancaccio anche Enzo Pietropaoli, Marcello Di Leonardo, Julian Oliver Mazzariello, Daniele Scannapieco e Susanna Krasznai: cinque musicisti che rendono il concerto un lavoro di formazione, più che l'esibizione di un solista con accompagnamento.

Regole di sala del Brancaccio: cosa sapere

Il regolamento del Teatro Brancaccio vale per tutte le serate, concerto di De Crescenzo compreso: arrivo almeno un'ora prima, niente ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese, niente cibo in sala.

Borse, ombrelli e guardaroba

Il teatro ha guardaroba, bar e vendita di merchandising. Gli ombrelli non entrano in sala e vanno lasciati al guardaroba. Non sono ammessi bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, caschi da moto, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie. Cibi e bevande si consumano solo al bar.

Posti e abbigliamento

Si occupa solo il posto assegnato: per ragioni di sicurezza non è consentito spostarsi, nemmeno su poltrone libere. Sull'abbigliamento il teatro chiede un abito consono al decoro della sala, senza un vero codice: per un concerto di venerdì sera basta un abbigliamento curato.

Accessibilità del Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere architettoniche per l'accesso alla platea: c'è una rampa, un'area dedicata alle sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra, raggiungibile dal foyer.

Sedia a ruote e mobilità ridotta

Per le serate organizzate dal gestore il teatro mette a disposizione, fino a esaurimento, posti in platea per persone in sedia a ruote e per persone con difficoltà di deambulazione. Le balconate non sono raggiungibili in sedia a ruote, perché non ci sono ascensori. I posti si prenotano scrivendo al botteghino con il modulo apposito e la documentazione richiesta; un biglietto ordinario comprato per altre vie non garantisce l'accesso.

Disabilità visiva e uditiva

Per gli spettatori con disabilità visiva e uditiva il teatro riserva, su prenotazione, posti in platea fino a esaurimento. Chi ha un cane di servizio può chiedere al botteghino di entrare in sala con l'animale.

Con i ragazzi

Il regolamento prevede che i minori di 14 anni entrino solo con un adulto. Essenze Jazz è un concerto serale per un pubblico adulto, ma per un ragazzo che studia uno strumento, in particolare la fisarmonica o il pianoforte, può essere una lezione dal vivo sul modo in cui una canzone si trasforma.

Dove mangiare prima del concerto

Intorno al Brancaccio le possibilità sono tre: i bar e i locali di quartiere su via Merulana, adatti a un pasto veloce; l'Esquilino multietnico intorno a piazza Vittorio, con cucine di molti paesi e prezzi contenuti; il rione Monti, a un quarto d'ora a piedi, con trattorie, osterie ed enoteche.

Prima o dopo

Con l'inizio alle 21 e l'arrivo richiesto alle 20, la cena va anticipata alle 19. Chi preferisce cenare dopo trova a Monti la scelta migliore per un tavolo con calma, ma di venerdì sera conviene prenotare: all'uscita del teatro una sala intera cerca posto negli stessi isolati.

Metà novembre a Roma, la stagione dei concerti in teatro

A metà novembre Roma entra nella stagione dei teatri: le rassegne estive sono finite da tempo, le sale sono piene e il calendario dei concerti al chiuso è fitto. Nello stesso cartellone del Brancaccio, nei giorni successivi, sono attesi altri appuntamenti musicali, come Michele Bravi il 20 novembre, e il mese dopo Mario Biondi, un altro nome che lega canzone e jazz.

Il clima di metà novembre alterna giornate miti e pioggia. Per il teatro le conseguenze pratiche sono due: gli ombrelli finiscono al guardaroba, quindi meglio un modello pieghevole o un impermeabile; e con l'ora solare il buio arriva presto, quindi chi vuole abbinare al concerto una passeggiata fra Santa Maria Maggiore e Monti deve farla nel primo pomeriggio.

Domande frequenti su Essenze Jazz al Brancaccio

Quando canta Eduardo De Crescenzo al Teatro Brancaccio?

Eduardo De Crescenzo porta Essenze Jazz al Teatro Brancaccio di Roma venerdì 13 novembre 2026, con inizio alle 21. È una data unica, inserita nella sezione Concerti della stagione 2026-2027 del teatro di via Merulana 244. Il regolamento chiede di arrivare un'ora prima.

Quanto costano i biglietti per Eduardo De Crescenzo al Brancaccio?

I biglietti per Essenze Jazz al Teatro Brancaccio costano, a tariffa intera, 69 euro in Poltronissima Gold, 57 in Poltronissima, 51 in Poltrona, 46 in I Balconata A e 37 in I Balconata B. Si comprano al botteghino di via Merulana e sul circuito autorizzato indicato dal sito del teatro.

Chi suona con Eduardo De Crescenzo in Essenze Jazz?

In Essenze Jazz al Brancaccio Eduardo De Crescenzo, voce e fisarmonica, è affiancato da Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Marcello Di Leonardo alla batteria, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Daniele Scannapieco ai sassofoni e Susanna Krasznai al violoncello, secondo la formazione pubblicata dal teatro.

Quali canzoni canta De Crescenzo in Essenze Jazz?

La pagina ufficiale di Essenze Jazz indica come canovaccio le canzoni storiche di Eduardo De Crescenzo: Ancora, L'odore del mare, E la musica va, Dove, Il racconto della sera, C'è il sole, La vita è un'altra, Naviganti e Sarà così, rilette in chiave jazz e blues con ampio spazio all'improvvisazione.

Come si arriva al Teatro Brancaccio con la metro?

Il Teatro Brancaccio si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, a pochi minuti a piedi, oppure con la metro B, fermata Cavour. Su via Merulana fermano anche i bus 16, 75, 714, 717 e C3; per il ritorno notturno c'è la linea N10 alla fermata Labicana/Merulana.

Che cosa è Essenze Jazz di Eduardo De Crescenzo?

Essenze Jazz è il progetto con cui Eduardo De Crescenzo rilegge in chiave jazz il proprio repertorio, presentato per la prima volta nel 2012 al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2013 è diventato un album su etichetta EmArcy-Universal, ristampato nel 2026 in doppio vinile da BMG.

Il Teatro Brancaccio è accessibile in sedia a ruote?

Il Teatro Brancaccio dichiara l'accesso senza barriere alla platea, con rampa, area per sedie a ruote e bagno accessibile al piano terra. Le balconate non sono accessibili. I posti riservati si prenotano scrivendo al botteghino con il modulo e la documentazione richiesti dal teatro.

Il consiglio finale su Eduardo De Crescenzo, Essenze Jazz

Essenze Jazz al Brancaccio è una serata per due pubblici che raramente si incontrano: chi ha amato Ancora e L'odore del mare negli anni Ottanta e chi frequenta i club jazz romani. Il consiglio è arrivarci preparati, con le versioni originali delle canzoni nelle orecchie, scegliere la platea se si va per la voce e la prima balconata se si va per la formazione, e rispettare l'orario del regolamento: in via Merulana alle 20, cappotto e ombrello al guardaroba, telefono spento. A nostro giudizio il valore della serata è nella formazione: sei musicisti che trattano canzoni popolari come materiale da camera, in una sala che ha già ospitato Armstrong.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Novembre 2026 21:00
IndirizzoTeatro Brancaccio, Via Merulana 244, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città