Domenico Rizzuto Trio, Disastri Quotidiani alla Casa del Jazz — 8 novembre 2026
In breve. Il Domenico Rizzuto Trio presenta l'album Disastri Quotidiani alla Casa del Jazz di Roma domenica 8 novembre 2026 alle 18:00, nella Sala concerti "Armando Trovajoli", come appuntamento del Roma Jazz Festival 2026.
Il Domenico Rizzuto Trio presenta l'album Disastri Quotidiani alla Casa del Jazz di Roma domenica 8 novembre 2026 alle 18:00, nella Sala concerti "Armando Trovajoli", come appuntamento del Roma Jazz Festival 2026. La sede si trova in Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma, dentro il parco di Villa Osio, a breve distanza dalla Piramide Cestia. La scheda ufficiale indica un biglietto unico da 20 euro. Per comprarli si parte dalla scheda dell'evento sul sito ufficiale, che contiene il collegamento alla vendita online; il sito indica anche un botteghino aperto nei giorni di spettacolo dalle 19:00 fino a 40 minuti dopo l'inizio, un orario che però non coincide con un concerto pomeridiano delle 18:00, per cui è consigliabile acquistare in anticipo online o chiedere conferma alla sede al numero 06 80241281 o all'indirizzo info@musicaperroma.it. Per arrivare, la sezione di domande frequenti del sito suggerisce la fermata Piramide della metro B oppure la linea 714 di autobus, che ferma a Colombo/Marco Polo, e segnala un'area di sosta adiacente alla villa; il tragitto dalla propria zona si calcola con il servizio di pianificazione di ATAC.

Disastri Quotidiani: il concerto
Disastri Quotidiani è il nuovo disco di Domenico Rizzuto, trombettista, percussionista e compositore, che lo porta dal vivo al Roma Jazz Festival a ridosso della pubblicazione. La presentazione della Casa del Jazz descrive la musica del trio come un incrocio tra elettronica, jazz e rock psichedelico, e il disco come un racconto in cui ogni suono vale come frammento di un'esperienza condivisa.
Il titolo suggerisce un rapporto diretto con il presente. I "disastri quotidiani" sono, almeno nell'immaginario comune, gli incidenti piccoli e grandi che segnano le giornate di tutti; tradotti in musica diventano una materia irregolare, fatta di sbalzi, tensioni e momenti di sospensione. È un'interpretazione del titolo, non una dichiarazione dell'artista, ma aiuta a entrare nel clima del concerto.
Un disco appena uscito
La presentazione ufficiale parla di un album fresco di pubblicazione. Per chi va al concerto, significa ascoltare i brani nella loro forma più vicina alla registrazione, ma anche nella fase in cui i musicisti cominciano a trasformarli dal vivo. Un disco presentato in concerto, nel jazz, è sempre un punto di partenza: l'improvvisazione cambia ogni sera la durata, l'ordine e il carattere dei pezzi.
Dal Mediterraneo ai mari del Nord
La scheda ufficiale propone un'immagine geografica: un viaggio che parte dalle coste mediterranee e arriva ai mari freddi del Nord, raccogliendo lungo la strada suoni e influenze. Sul piano musicale questo si traduce, sempre secondo la presentazione, in ritmi afro-mediterranei, atmosfere sospese ed elettronica che si incontrano in un confronto continuo tra improvvisazione e struttura.
Tradizione e sperimentazione
La stessa presentazione insiste sul doppio movimento tra tradizione e sperimentazione. Nel caso di un trio con tromba, chitarra elettrica e batteria, la tradizione è quella del jazz elettrico, che ha portato la tromba dentro paesaggi sonori amplificati; la sperimentazione arriva dall'elettronica, che permette di trasformare in tempo reale il suono dello strumento.
Chi è Domenico Rizzuto
Le fonti ufficiali presentano Domenico Rizzuto come trombettista, percussionista e compositore. Il doppio profilo di fiatista e percussionista è importante per capire il suo lavoro: chi suona anche le percussioni tende a pensare la tromba in termini ritmici, come una voce che dialoga con la batteria più che come uno strumento solista che vi galleggia sopra.
Un trio già rodato
Il trio non è una formazione nata per l'occasione. Il portale turistico del Comune di Roma documenta un concerto del Domenico Rizzuto Trio il 23 luglio 2026 al Parco della Pace, in via di Monte Stallonara, nella rassegna Estate in Consiglio, con la stessa formazione, alcuni ospiti e, in apertura, Beatrice Gatto. Il concerto di novembre arriva quindi dopo una stagione estiva di esibizioni dal vivo.
Un legame con il calendario della Casa del Jazz
Beatrice Gatto, che aveva aperto quella serata estiva, è a sua volta in cartellone alla Casa del Jazz domenica 29 novembre alle 18:00, con un concerto presentato nella nostra pagina dedicata a Beatrice Gatto alla Casa del Jazz. È un piccolo filo che lega due appuntamenti dello stesso autunno.
La formazione
La scheda ufficiale della Casa del Jazz indica tre musicisti. Domenico Rizzuto suona tromba ed elettronica; Leonardo Guelpa la chitarra elettrica; alla batteria siede Pierpaolo Ferroni.
Una differenza tra le fonti
Sul nome del batterista le fonti non concordano. La scheda della Casa del Jazz e la pagina del Comune sul concerto estivo indicano Pierpaolo Ferroni, mentre la pagina del portale turistico comunale dedicata al concerto dell'8 novembre riporta Pierpaolo Tancredi. Fa fede la scheda dell'organizzatore, ma eventuali variazioni dell'organico saranno comunicate dalla sede.
Perché un trio senza basso
La formazione è priva di contrabbasso o basso elettrico. In un trio di questo tipo la funzione del basso viene spesso distribuita tra la chitarra, che può coprire il registro grave, e l'elettronica, che può generare tappeti e frequenze basse. È una scelta che lascia molto spazio al suono e che spiega l'accento sulle "atmosfere sospese" della presentazione.
Dentro il Roma Jazz Festival 2026
Il concerto è uno degli appuntamenti del Roma Jazz Festival 2026, la 50ª edizione, denominata Anniversary, in programma dal 1 al 24 novembre con il tema "Rileggere Miles, ripensare il jazz". Il richiamo a Miles Davis, trombettista come Rizzuto, rende la serata particolarmente coerente con il tema dell'edizione: una tromba trattata con l'elettronica è un modo concreto di ripensare il jazz.
Un concerto pomeridiano del festival alla Casa del Jazz
Nel calendario della sede, i concerti del festival del 7, 13 e 14 novembre cominciano alle 19:30; quello del Rizzuto Trio, di domenica, è fissato alle 18:00, come quello di apertura del 1 novembre con il duo di Roberto Gatto e Antonello Salis. L'orario anticipato rende la serata adatta anche a chi il lunedì mattina deve alzarsi presto.
Il fine settimana del jazz
Il giorno prima, sabato 7 novembre, la stessa sala ospita Atlantidei di Zoe Pia con l'EIC Eden Inverted Collective. Chi vuole costruire un fine settimana interamente dedicato al festival può seguire entrambi i concerti, che rappresentano due modi diversi di allargare i confini del jazz.
Il concerto in pratica
Data e ora
Domenica 8 novembre 2026, inizio alle 18:00, accesso in sala di norma da mezz'ora prima. È la data confermata sia dalla scheda del concerto sia dal calendario generale della Casa del Jazz.
Luogo
Sala concerti "Armando Trovajoli", Casa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma. La sala si trova nella villa principale del complesso, al centro del parco.
Prezzo e acquisto
Biglietto unico da 20 euro. Si acquista online partendo dal sito ufficiale della Casa del Jazz; l'orario del botteghino per questo appuntamento pomeridiano non è pubblicato, quindi l'acquisto anticipato è la scelta più sicura.
Contatti
Per dubbi su biglietti, accessibilità o orari, la Fondazione Musica per Roma risponde al numero 06 80241281 e all'indirizzo info@musicaperroma.it. Il regolamento della biglietteria è pubblicato sul sito della sede.
La villa e il suo parco
La Casa del Jazz non è un edificio costruito per la musica, ma una residenza privata adattata. La villa fu progettata da Cesare Pascoletti, ingegnere allievo di Marcello Piacentini; l'impianto del parco si deve invece a Pietro Porcinai, architetto del paesaggio nato a Fiesole nel 1910 e morto a Firenze nel 1986.
Le dimensioni
Secondo la pagina dei luoghi del sito ufficiale, la villa misura circa 2.500 metri quadrati e il parco che la circonda 25.240. Wikipedia parla di un parco pubblico di circa due ettari e mezzo: le due cifre coincidono. È uno spazio verde di dimensioni notevoli per una zona così vicina alle mura antiche.
Le ferite degli anni Ottanta
L'aspetto attuale dell'edificio porta i segni della sua storia recente. Wikipedia ricorda che, quando la villa passò a Enrico Nicoletti, furono eseguiti interventi e abusi edilizi che modificarono pesantemente gli interni e i prospetti. Il recupero per la nuova destinazione ha dovuto fare i conti con queste trasformazioni.
Una villa aperta
Oggi il parco è pubblico e la villa è un luogo di ascolto. Per chi arriva a un concerto, la sensazione è quella di entrare in una casa più che in un teatro: è uno degli elementi che distinguono la Casa del Jazz dalle grandi sale della città.
La Casa del Jazz, per chi non la conosce
La Casa del Jazz è una sede musicale del Comune di Roma gestita dalla Fondazione Musica per Roma, la stessa dell'Auditorium Parco della Musica. Occupa la ex Villa Osio, una residenza degli anni Trenta circondata da un parco di oltre due ettari, tra Viale di Porta Ardeatina e via Cristoforo Colombo. La pagina generale della sede su ER è questa.
Spazi e servizi
Il complesso comprende tre edifici: la villa con la sala concerti, un edificio con sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti, e un terzo con un ristorante. Wikipedia elenca inoltre, dentro la villa, biblioteca, mediateca, caffetteria e libreria.
Una sala raccolta
La Sala Trovajoli ha circa 150 posti secondo la pagina dei luoghi del sito ufficiale e secondo Wikipedia; la stessa pagina ufficiale, nella parte introduttiva, parla di 134 posti. In ogni caso è una sala piccola, in cui il suono di un trio arriva al pubblico senza filtri.
Una curiosità sulla Casa del Jazz
La sala in cui suona un trio di jazz elettronico porta il nome dell'autore di una delle canzoni più romane del Novecento. Armando Trovajoli, nato a Roma nel 1917 e morto nel 2013, scrisse per Rugantino, la commedia musicale di Garinei e Giovannini del 1962, "Roma nun fa' la stupida stasera", che secondo Wikipedia diventò il suo terzo grande successo internazionale. Prima delle colonne sonore e del teatro musicale, Trovajoli era stato un pianista jazz: nel 1939 suonava con l'orchestra di Sesto Carlini e nel 1949 rappresentò l'Italia al Paris Jazz Festival.
Dal jazz alla radio
Nel 1958 Trovajoli fondò a Roma l'Orchestra Stabile di Musica Leggera della RAI. La sua carriera attraversa quasi tutte le forme della musica popolare italiana del dopoguerra, e intitolargli la sala della Casa del Jazz è un modo per ricordare che il jazz romano ha radici antiche, ben prima dei festival di oggi.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Casa del Jazz
L'orario del botteghino è pensato per i concerti serali. Tutte le schede degli eventi riportano la stessa indicazione: cassa aperta nei giorni di spettacolo dalle 19:00 fino a 40 minuti dopo l'inizio. Per un concerto che comincia alle 18:00 di domenica, questa regola non funziona, ed è probabile che la sede adotti un orario diverso, ma nessuna pagina ufficiale lo specifica. Il dato non è pubblicato.
La soluzione
Il modo più semplice per evitare sorprese è comprare il biglietto online in anticipo, attraverso il link indicato dal sito della Casa del Jazz, oppure telefonare alla sede per chiedere conferma dell'apertura della cassa. Quanto all'accesso in sala, le regole generali della sede lo aprono di norma mezz'ora prima: per questo concerto, quindi, dalle 17:30.
Il consiglio che ti do per visitare la Casa del Jazz
Il mio consiglio, per un concerto di domenica pomeriggio, è di trasformare l'appuntamento in un piccolo itinerario. La Casa del Jazz si trova a breve distanza dalla Piramide Cestia e dal Cimitero Acattolico, due dei luoghi più singolari della città: una visita nel primo pomeriggio, verificando gli orari di apertura, permette di arrivare al concerto senza fretta e con la luce ancora utile per vedere il parco della villa.
Il parco al tramonto
A inizio novembre il sole a Roma tramonta prima delle cinque del pomeriggio. Chi arriva alla Casa del Jazz verso le 17:00 vede il parco nell'ultima luce, prima che si accendano i lampioni dei viali: è il momento migliore per attraversarlo.
Se è la prima volta
Chi non è mai stato alla Casa del Jazz deve tenere presente che la sala si trova dentro una villa circondata da un parco, non affacciata su una strada come le sale cittadine. Il complesso ha tre edifici, e nei giorni di concerto il pubblico si concentra attorno alla villa principale. Prendersi qualche minuto per orientarsi, una volta arrivati, rende tutto più semplice, soprattutto quando fa già buio.
Il valore di una sala piccola
In una sala da circa 150 posti la distanza tra musicisti e pubblico è minima. Per un trio che lavora sull'elettronica e sulle dinamiche, questo significa sentire le sfumature dei suoni e vedere da vicino come vengono prodotti: i pedali della chitarra, i gesti del batterista, i dispositivi elettronici collegati alla tromba. Scegliere un posto nelle prime file, quando possibile, vale la pena.
Accessibilità
Per le persone con disabilità motoria la sede consente di prenotare i posti dedicati telefonando allo 06 8024 1281, tutti i giorni dalle 11 alle 18. Le riduzioni previste per le persone con disabilità si ottengono alla biglietteria centrale dell'Auditorium Parco della Musica, presentando la documentazione.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si ricorda spesso che la Casa del Jazz è un bene confiscato. Si cita meno la norma che ha reso possibile la trasformazione: la legge 109 del 1996, nota come legge Pio La Torre, che regola la gestione e la destinazione dei beni sequestrati o confiscati alle organizzazioni mafiose. Secondo Wikipedia, la villa fu assegnata al Comune di Roma il 26 settembre 2001 proprio in applicazione di questa legge, pochi mesi dopo la confisca definitiva del 20 febbraio dello stesso anno.
La memoria all'ingresso
All'ingresso del parco, la stele con i nomi delle vittime della mafia è stata realizzata con l'associazione Libera. Il sito ufficiale della Casa del Jazz ricorda il ruolo di Libera e del suo presidente don Luigi Ciotti nel segnare la restituzione del bene ai cittadini.
La foto giusta da fare alla Casa del Jazz
La villa vista dal parco, con le finestre illuminate, è l'immagine che meglio racconta una serata di concerto. Il volume dell'edificio, progettato alla fine degli anni Trenta dall'ingegnere Cesare Pascoletti, si legge bene dai viali, soprattutto quando il cielo è ancora blu e le luci interne sono già accese.
Il dettaglio della memoria
Una seconda foto, più silenziosa, è quella della stele di Libera all'ingresso. Vi sono incisi 683 nomi, quelli delle vittime della mafia tra il 1893 e il 2005, come ricorda l'enciclopedia. Non è un'immagine da cartolina, ma è quella che spiega perché questo luogo esiste.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Fine anni Trenta: la villa di un banchiere
Tra il 1936 e il 1939 Arturo Osio, tra i fondatori della Banca Nazionale del Lavoro, fa costruire la villa sulle rovine di un casale del Seicento; il parco è affidato a Pietro Porcinai.
Anni Ottanta: il passaggio a Nicoletti
Enrico Nicoletti, indicato dalle cronache come cassiere della banda della Magliana, acquista la villa dal Vicariato di Roma e ne altera interni e facciate con lavori abusivi.
14 novembre 1996: il sequestro
La villa viene posta sotto sequestro. La confisca diventa definitiva il 20 febbraio 2001.
Aprile 2005: l'apertura
La Casa del Jazz apre al pubblico, sostenuta dall'amministrazione guidata da Walter Veltroni; il primo direttore è Luciano Linzi.
Novembre 2025: i sondaggi della Prefettura
La Prefettura di Roma dispone l'avvio di sondaggi nel parco, ritenendo fondata la possibilità di trovarvi i resti del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994. Wikipedia ricorda che l'ipotesi riguarda il periodo in cui la villa apparteneva a Nicoletti. Gli esiti di quelle ricerche non sono riportati nelle fonti consultate.
Chi è passato dalla Casa del Jazz
Tra le figure legate alla nascita della Casa del Jazz, il sito ufficiale nomina il sindaco Walter Veltroni, che sostenne con forza il progetto, e don Luigi Ciotti, presidente di Libera, associazione con cui fu realizzata la lapide all'ingresso. Wikipedia aggiunge Luciano Linzi, primo direttore della sede, e ricorda che la gestione iniziale fu affidata all'azienda speciale Palaexpo.
Prima della musica
Prima della musica, la villa ha avuto proprietari molto diversi: il banchiere Arturo Osio, che la fece costruire, il Vicariato di Roma, da cui fu acquistata negli anni Ottanta, e infine Enrico Nicoletti. La storia di questo edificio attraversa così la finanza degli anni Trenta, la proprietà ecclesiastica e la criminalità organizzata, prima di arrivare al pubblico dei concerti.
I musicisti di oggi
Oggi la sede accoglie due orchestre in residenza, la big band CDJO guidata da Mario Corvini e l'orchestra giovanile di Massimo Nunzi, la Jazz Campus Orchestra, oltre ai musicisti dei festival e delle rassegne. L'8 novembre si aggiunge il trio di Domenico Rizzuto.
Una guida all'ascolto per il concerto
Chi non conosce il jazz elettrico può affrontare il concerto con qualche punto di riferimento. La tromba trattata con l'elettronica non suona come una tromba tradizionale: può essere moltiplicata, ritardata, distorta, trasformata in un tappeto. Seguire come il suono dello strumento cambia nel corso di un brano è il modo più semplice per orientarsi.
Il ruolo della chitarra
In un trio senza basso, la chitarra elettrica ha un ruolo doppio: armonico e timbrico. Può accompagnare con accordi, ma anche creare superfici sonore che si fondono con l'elettronica. Il riferimento al rock psichedelico della presentazione suggerisce un uso del pedale e dell'effetto più che del fraseggio pulito.
I ritmi afro-mediterranei
La presentazione ufficiale parla di ritmi afro-mediterranei. Per la batteria significa lavorare su figure ritmiche diverse dallo swing, spesso cicliche e ripetitive, su cui la tromba può improvvisare. È lì che si sente il Rizzuto percussionista.
Come organizzare la domenica
Un concerto alle 18:00 di domenica si presta a una giornata costruita con calma. Il quadrante tra Piramide, Aventino e Caracalla è uno dei più ricchi di Roma per densità di monumenti, e permette di scegliere tra passeggiate brevi e visite più impegnative. Tutti gli orari di apertura vanno controllati sui siti ufficiali dei singoli luoghi, perché la domenica possono essere diversi da quelli feriali.
Primo pomeriggio
Chi arriva in metropolitana alla fermata Piramide può cominciare dalla Piramide Cestia, il sepolcro a forma di piramide inglobato nelle Mura Aureliane, e proseguire verso il Cimitero Acattolico, che si trova proprio accanto. Le nostre pagine dedicate raccolgono le informazioni utili per la visita.
Tardo pomeriggio
Verso le 17:00 conviene spostarsi in direzione di Viale di Porta Ardeatina, entrare nel parco della Casa del Jazz e approfittare dell'ultima luce per vedere la villa e la stele all'ingresso. Il botteghino, come spiegato, ha un orario non chiaro per i concerti pomeridiani: arrivare con il biglietto già in mano evita ogni incertezza.
Dopo il concerto
La scheda ufficiale non indica la durata del concerto, quindi l'ora di uscita non è prevedibile con precisione. In ogni caso, un concerto che comincia alle 18:00 lascia il resto della serata libero, per una cena in zona o per rientrare a casa senza fare tardi.
Armando Trovajoli, il nome della sala
Vale la pena soffermarsi ancora sul musicista a cui è intitolata la sala, perché la sua figura dice molto della storia del jazz in Italia. Trovajoli si diplomò in pianoforte e composizione al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1948, ma già dal 1937 suonava nell'orchestra di Rocco Grasso. Il jazz fu il suo primo linguaggio professionale, prima delle canzoni e delle colonne sonore.
Il cinema
Il successo internazionale arrivò con il cinema. Per il film Anna di Alberto Lattuada, del 1951, scrisse "El Negro Zumbón", che girò il mondo; poi vennero le musiche per La ciociara (1960) e Ieri, oggi, domani (1963) di Vittorio De Sica, e una lunghissima collaborazione con Ettore Scola, di cui musicò quasi l'intera filmografia.
I riconoscimenti
Nel 2007 ricevette il David di Donatello speciale alla carriera, nel 2010 il premio Federico Fellini 8½ al festival del cinema di Bari. Entrare nella sala che porta il suo nome per ascoltare un trio di jazz elettrico è un modo per accorgersi di quanto sia lunga la strada percorsa dal jazz romano.
A chi consigliamo il concerto
Il concerto del Domenico Rizzuto Trio è indicato per chi ama il jazz contemporaneo che non si chiude nei confini del genere: chi ascolta musica elettronica, rock psichedelico o le contaminazioni mediterranee troverà riferimenti familiari. L'orario pomeridiano lo rende adatto anche a chi preferisce non rientrare tardi la domenica sera.
Per chi segue il festival
Per chi segue tutto il Roma Jazz Festival, la serata completa il quadro delle proposte della Casa del Jazz: dopo il duo di veterani dell'apertura e l'esperimento sardo di Atlantidei, il trio di Rizzuto rappresenta il versante più elettrico del cartellone.
I dintorni della Casa del Jazz
La sede è circondata da monumenti antichi e luoghi di memoria. Oltre alla Piramide e al Cimitero Acattolico, a breve distanza si trovano le Mura Aureliane, che qui conservano la Porta Ardeatina, e, verso il centro, le Terme di Caracalla.
La Porta Ardeatina
La porta che dà il nome al viale è oggi poco più di una posterula in travertino, tra Porta San Sebastiano e Porta San Paolo. Priva di torri, era difesa da una sporgenza del muro che fungeva da piccolo bastione; nelle vicinanze, sul lato interno, si riconoscono le tracce di una tomba inglobata nelle mura, secondo la pratica di riutilizzare strutture preesistenti adottata da Aureliano per costruire in fretta e risparmiare.
L'Aventino
Non lontano, oltre la Piramide, comincia il colle dell'Aventino, descritto nella nostra pagina su cosa vedere all'Aventino. È una meta da riservare a un'altra giornata, ma vale la pena sapere che è così vicina.
Domande frequenti sul Domenico Rizzuto Trio alla Casa del Jazz
Quando suona il Domenico Rizzuto Trio?
Domenica 8 novembre 2026 alle 18:00, nella Sala concerti "Armando Trovajoli" della Casa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina 55. L'orario è confermato dalla scheda ufficiale e dal calendario della sede. È uno dei due concerti pomeridiani del Roma Jazz Festival alla Casa del Jazz, insieme a quello di apertura del 1 novembre.
Quanto costa il biglietto?
Il biglietto è unico e costa 20 euro, secondo la scheda ufficiale dell'evento. Le domande frequenti del sito della Casa del Jazz prevedono riduzioni per le persone con disabilità e per le persone non vedenti, che vanno richieste alla biglietteria centrale dell'Auditorium Parco della Musica presentando la documentazione necessaria.
Il botteghino sarà aperto prima delle 18:00?
Le pagine ufficiali indicano un'apertura del botteghino dalle 19:00 nei giorni di spettacolo, valida per i concerti serali; per questo appuntamento pomeridiano l'orario della cassa non è pubblicato. Conviene acquistare online in anticipo dal link del sito ufficiale o telefonare allo 06 80241281 per avere conferma.
Chi suona nel trio?
Domenico Rizzuto alla tromba e all'elettronica, Leonardo Guelpa alla chitarra elettrica e, secondo la scheda della Casa del Jazz, Pierpaolo Ferroni alla batteria. La pagina del portale turistico comunale dedicata al concerto indica invece Pierpaolo Tancredi: le fonti non concordano, e fa fede la comunicazione della sede.
Che genere di musica è?
La presentazione ufficiale parla di un linguaggio che fonde elettronica, jazz e rock psichedelico, con ritmi afro-mediterranei e atmosfere sospese, in un dialogo continuo tra improvvisazione e struttura. È un concerto adatto a chi ama il jazz contemporaneo e le sonorità elettriche, meno a chi cerca gli standard della tradizione.
Come si arriva?
Il sito ufficiale consiglia di scendere a Piramide, sulla linea B, oppure di usare il bus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; chi arriva in auto trova un parcheggio vicino alla villa, dove via Cristoforo Colombo incontra Viale di Porta Ardeatina. Gli orari domenicali dei mezzi vanno verificati con il servizio di pianificazione di ATAC.
A che ora si entra in sala?
Di regola le porte della sala si aprono mezz'ora prima e si chiudono cinque minuti prima dell'attacco, a meno che il biglietto non indichi altro: per questo concerto, quindi, tra le 17:30 e le 17:55. A spettacolo iniziato l'accesso non è garantito e i ritardatari, se ammessi, possono ricevere un posto diverso.
Ci sono altri concerti del festival alla Casa del Jazz?
Sì: il 1 novembre il duo Roberto Gatto e Antonello Salis, il 7 novembre Zoe Pia con Atlantidei, il 13 l'Eleonora Strino Trio e il 14 il Nexus Quartet. Il festival, giunto alla 50ª edizione, prosegue fino al 24 novembre anche in altre sedi della città.
Il consiglio finale sul Domenico Rizzuto Trio
Il concerto dell'8 novembre è l'occasione per ascoltare da vicino un trio che ha costruito un suono riconoscibile tra tromba elettrificata, chitarra psichedelica e ritmi afro-mediterranei, proprio nell'edizione del festival dedicata a Miles Davis. Comprate il biglietto online prima della domenica, perché l'orario del botteghino non è chiaro per i concerti pomeridiani; arrivate per le 17:30, magari dopo una passeggiata tra la Piramide e il Cimitero Acattolico, e godetevi il parco della villa nell'ultima luce prima di entrare nella Sala Trovajoli.
Un ultimo suggerimento: se il concerto vi convince, il calendario autunnale della sede offre molte altre occasioni per tornare, dalle date del festival fino alle rassegne di fine novembre. La Casa del Jazz è un luogo che si apprezza di più alla seconda visita, quando il percorso nel parco e la sala sono già familiari.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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