Antonio Finelli, Elegie romane alla Medina Art Gallery — dal 2 all’8 ottobre 2026
Antonio Finelli espone la personale «Elegie romane» alla Medina Art Gallery dal 2 all'8 ottobre 2026, nella sede di via Angelo Poliziano 4-6, a Roma, a pochi passi da via Merulana tra i rioni Monti ed Esquilino. L'inaugurazione è fissata per venerdì 2 ottobre in serata: la pagina dell'evento della galleria indica le 18.30, la locandina ufficiale riporta le 18. Per le giornate successive la galleria indica la mostra come aperta «tutto il giorno», senza pubblicare una fascia oraria dettagliata, e non indica un biglietto: per orari precisi e condizioni di accesso conviene fare riferimento ai contatti pubblicati sul sito ufficiale della Medina Art Gallery. Per arrivare con i mezzi pubblici la zona è servita dalla metro A (fermata Manzoni) e dalle linee di superficie che percorrono via Merulana e via Labicana; il percorso più rapido dal punto di partenza si calcola con il servizio di pianificazione di ATAC.

Antonio Finelli alla Medina Art Gallery in breve: date, sede, inaugurazione
Le informazioni pratiche essenziali, prima di entrare nel merito dei quadri, si riassumono in poche righe. La mostra ha un titolo, «Elegie romane», un autore, Antonio Finelli, e una durata breve: sette giorni, da venerdì 2 a giovedì 8 ottobre 2026. È una personale, quindi un'esposizione dedicata a un solo artista, e si tiene nello spazio di via Angelo Poliziano, uno dei due indirizzi romani della Medina.
Le date
La pagina ufficiale della galleria indica come periodo «02/10/2026 - 08/10/2026», con la dicitura «tutto il giorno». Il testo che accompagna l'evento conferma la chiusura: la personale resta allestita fino all'8 ottobre 2026. Una settimana è un tempo stretto, e per chi vuole vedere i quadri con calma conviene non rimandare agli ultimi giorni.
L'inaugurazione
L'opening è venerdì 2 ottobre. Le due comunicazioni ufficiali non concordano sull'orario: la pagina web parla delle 18.30, la locandina diffusa dalla galleria delle 18. Chi tiene a essere presente al momento dell'apertura farà bene ad arrivare per le 18, così da essere presente in entrambi i casi.
La sede
Medina Art Gallery Roma è in via Angelo Poliziano 4-6. La stessa realtà dichiara anche altri spazi espositivi in via Angelo Poliziano 28-32-34-36 e in via Merulana 220: la personale di Finelli è annunciata al civico 4-6.
L'ingresso
La galleria non pubblica un prezzo per la mostra. Le esposizioni nelle gallerie private sono di norma a ingresso libero, ma in assenza di un'indicazione esplicita il consiglio è di verificare direttamente con la Medina, attraverso i contatti pubblicati sul sito, prima di organizzare la visita.
Elegie romane: che cosa si vede nella personale di Antonio Finelli
«Elegie romane» è una mostra di pittura dedicata alle immagini di Roma. Il testo di presentazione della galleria descrive un lavoro che sottrae le immagini della città «al logorio di un tempo faticoso e frammentato», in un'epoca dominata dal digitale, e che filtra la pittura attraverso una riflessione sulla luce. L'immagine scelta per la locandina ufficiale ne dà un'idea immediata: una piazza romana con un obelisco al centro, edifici dai colori caldi sui lati, un cielo terso e uniforme, ombre nette.
La luce come soggetto
Il punto centrale del progetto, secondo la presentazione della galleria, è la luce. Non la luce mutevole dell'impressionismo, non il chiaroscuro del barocco romano: una luce definita assoluta, zenitale e incorruttibile, che investe l'architettura della città. È una scelta precisa, perché Roma è stata dipinta per secoli proprio attraverso i suoi tramonti, le ombre lunghe, le nebbie del Tevere. Finelli lavora nella direzione opposta: luce piena, contorni netti, volumi che si leggono senza ambiguità.
Figurazione e metafisica
La galleria descrive la pittura di Finelli come una rappresentazione figurativa «immediata, diretta» e allo stesso tempo metafisica. Il termine evoca una lunga tradizione italiana del Novecento, in cui piazze e architetture vuote diventano luoghi sospesi. A nostro giudizio è la chiave più utile per guardare questi quadri: non come vedute turistiche, ma come immagini in cui la città è riconoscibile e insieme sottratta al rumore quotidiano.
Elegie del passato e del futuro
Il titolo richiama un genere poetico antico, l'elegia, legato al rimpianto e alla meditazione. La galleria lo declina in modo dichiaratamente ambivalente: elegie del passato, ma anche del futuro. La pittura, si legge, è filtrata da una sensibilità «globale e comparativa» sulla luce, maturata in anni di lavoro tra città diverse.
Che cosa aspettarsi in sala
Il numero delle opere esposte e le loro dimensioni non sono pubblicati. La galleria ha diffuso un'immagine per la locandina e un testo critico; il resto si scopre in sala. Per una personale in uno spazio di galleria conviene calcolare una visita raccolta, da mezz'ora a un'ora, con il tempo di tornare sui quadri che colpiscono di più.
Antonio Finelli: biografia e percorso espositivo
Antonio Finelli è un pittore intimamente legato all'ambiente artistico romano che, secondo la presentazione della Medina Art Gallery, lavora da molti anni lungo una linea geografica e concettuale che interseca Berlino e Marrakech. In queste città ha partecipato a mostre collettive e personali, e il suo percorso si è sviluppato a Roma nell'arco di più anni.
Roma e Berlino
Tra le tappe indicate dalla galleria c'è «Sotto i cieli di Roma e Berlino», esposizione del 2009 all'Istituto Italiano di Cultura, e la personale «Charlottenburg» del 2013. Charlottenburg è il nome di un quartiere berlinese e del suo celebre castello: il titolo dice già molto di un pittore che ha messo a confronto la luce del Nord con quella romana.
Il Marocco
Nel 2012 Finelli ha tenuto personali a Marrakech e a Rabat. La presenza del Marocco nel suo percorso non è un dettaglio biografico: la galleria lega proprio a questa geografia l'idea di una sensibilità comparativa sulla luce, che dall'osservazione del fenomeno atmosferico diventa materia di riflessione.
La personale a Palazzo Merulana
Nel 2022 la Medina Art Gallery ha organizzato una sua personale a Palazzo Merulana, il polo culturale di via Merulana 121 che ospita la Collezione Cerasi. È il segno di un rapporto pluriennale tra l'artista e la galleria, che con «Elegie romane» torna a presentare il suo lavoro nella propria sede.
Un pittore della città
Il filo che lega queste esperienze è la città come soggetto. Roma, Berlino, Marrakech: tre luoghi con architetture, climi e luci diverse. Nelle «Elegie romane» il pittore torna alla città che è il suo riferimento costante, guardata però con gli occhi di chi ha lavorato a lungo altrove.
Una curiosità su Antonio Finelli, Elegie romane alla Medina Art Gallery — dal 2 all'8 ottobre 2026
Il nome della galleria che ospita la mostra non è casuale e ha un legame diretto con la geografia dell'artista. Medina, in arabo, significa città, ed è il termine con cui si indicano i centri storici delle città del Nord Africa, compresa quella di Marrakech dove Finelli ha esposto nel 2012. La galleria spiega la propria scelta in un testo programmatico: la medina come luogo di comunità, con le sue mura interrotte da portali, i suoi profumi e i suoi labirinti, con al centro della vita quotidiana un forno comune, un hammam, una scuola, una bottega che vende tè alla menta. Solo a uno sguardo superficiale, scrive la galleria, la medina appare caotica e senza logica.
Il richiamo è curioso per una galleria romana, e ancora di più per una mostra che parla di Roma attraverso una luce «assoluta» e architetture nette, lontanissime dal labirinto. A nostro giudizio è proprio questa tensione a rendere interessante l'incontro: un pittore che ha lavorato tra Roma e il Marocco espone le sue vedute romane in uno spazio che prende il nome dalla città nordafricana per eccellenza. La Medina, nata nel 2016 per iniziativa dell'architetto Palma Costabile, si definisce del resto un laboratorio di idee, con esposizioni, installazioni e vernissage di pittori, scultori, fotografi, designer e architetti. La componente architettonica del progetto si legge anche nella scelta di un artista che mette l'architettura al centro della pittura.
Medina Art Gallery Roma: che cosa è lo spazio di via Angelo Poliziano
Medina Art Gallery Roma è uno spazio espositivo privato fondato nel 2016, che si presenta come un laboratorio di idee dove sperimentare e consolidare progetti. Ha due indirizzi: via Merulana 220 e via Angelo Poliziano, ai civici 4-6 e 28-32-34-36.
Chi la gestisce
La galleria indica come executive l'architetto Palma Costabile, nata a Roma nel 1981 e laureata in Architettura a Roma Tre nel 2006, che ha fondato il progetto Medina nel 2016. La curatela e la gestione artistica sono affidate ad Annalisa Perriello, nata a Vallo della Lucania nel 1987, laureata in Storia dell'arte con una tesi sui murales di Blu a Roma e parte della squadra dal marzo 2016.
Che cosa ospita
Oltre alle mostre, la Medina dichiara un'attività ampia: temporary shop, showcase, workshop, convegni, office sharing, corsi. Il calendario della galleria alterna pittura, design, fotografia e architettura. Sul sito è disponibile anche un tour virtuale degli spazi, utile per farsi un'idea prima della visita.
Una galleria di quartiere
Le gallerie private dell'Esquilino e di Monti hanno un pubblico misto: residenti, collezionisti, studenti, visitatori che passano da via Merulana diretti verso le basiliche. È un contesto molto diverso da quello dei grandi musei, e la visita ha un ritmo diverso: si entra, si guarda, spesso si scambiano due parole con chi segue lo spazio.
Una cosa che non ti dice nessuno su Antonio Finelli, Elegie romane alla Medina Art Gallery — dal 2 all'8 ottobre 2026
La strada in cui si trova la galleria porta il nome di un poeta, e non di un poeta qualunque. Angelo Poliziano fu uno dei massimi umanisti del Quattrocento, autore delle «Stanze per la giostra» e figura centrale della cultura medicea. Le strade intorno a via Merulana, tracciate con l'urbanizzazione che seguì il 1870, portano spesso nomi di letterati: via Ariosto, via Galilei, viale Manzoni, largo Leopardi. Una mostra che si intitola «Elegie», cioè a un genere poetico, si tiene quindi in una via dedicata a un poeta, dentro un quartiere che ha dedicato le sue strade alla letteratura italiana.
C'è un secondo aspetto che di rado si considera. Via Merulana, la grande arteria a pochi passi dalla galleria, segna il confine tra il rione Monti e il rione Esquilino: la parte sudoccidentale del colle Esquilino appartiene amministrativamente a Monti, quella nordorientale al rione omonimo. Chi visita la mostra si trova dunque su una linea di confine storica, tra due rioni con identità diverse. La via ricalca inoltre un tracciato cinquecentesco voluto da Gregorio XIII e prolungato da Sisto V per collegare Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. Fino al 1871 si chiamava via Coroncina; poi prese il nome attuale. Ed è la strada del romanzo di Carlo Emilio Gadda «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana», pubblicato nel 1946: un dettaglio che rende la passeggiata verso la galleria un piccolo itinerario letterario.
Via Merulana e l'Esquilino: il quartiere intorno alla mostra
L'Esquilino è il più alto e il più esteso dei sette colli: raggiunge 58,3 metri su viale di Monte Oppio ed è formato da tre alture, l'Oppio, il Fagutale e il Cispio. Il quartiere che oggi conosciamo nasce con la Roma capitale: nel 1874 l'area, oggetto di una forte urbanizzazione dopo l'Unità, fu staccata dal rione Monti e divenne il rione Esquilino, con al centro piazza Vittorio Emanuele II.
Lungo via Merulana
Nel tratto tra via Labicana e Santa Maria Maggiore si trovano Palazzo Merulana, il Teatro Brancaccio, il cosiddetto Auditorium di Mecenate, che in realtà era un ninfeo degli Horti Maecenatis, e la chiesa di Sant'Alfonso all'Esquilino. Verso San Giovanni si incontrano la basilica di Sant'Antonio da Padova all'Esquilino e la chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano.
I giardini antichi
In età augustea la parte del colle rimasta fuori dalle mura era abitata dalla popolazione più povera e in parte destinata a sepolcreti. Mecenate ottenne da Augusto vasti terreni e vi costruì i suoi giardini, imitato presto da altri nobili romani. Il nome di Mecenate, ancora oggi sinonimo di sostenitore delle arti, è legato a questo colle.
La necropoli
Gli scavi per tracciare le strade del nuovo quartiere dopo il 1870 portarono alla luce numerose sepolture protostoriche, concentrate soprattutto lungo via Giovanni Lanza e nell'area di piazza Vittorio: la cosiddetta necropoli dell'Esquilino, testimonianza di un abitato che risale all'VIII secolo avanti Cristo.
Come arrivare alla Medina Art Gallery di via Angelo Poliziano
La Medina Art Gallery è in via Angelo Poliziano 4-6, una traversa di via Merulana tra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. Il modo più semplice per arrivare è la metropolitana, con una passeggiata finale nel quartiere.
In metro
Per raggiungere la vicina Palazzo Merulana, la sede indica la metro A con fermata Manzoni e la metro B con fermata Colosseo. Da entrambe si prosegue a piedi verso via Merulana.
In autobus e tram
Sempre per Palazzo Merulana, a breve distanza dalla galleria, sono indicati i bus 16, 714 e 51 con fermata Manzoni/Merulana, il bus 85 e i tram 3 e 8 con fermata Labicana/Merulana. Per il percorso preciso dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.
In auto
Il rione è in pieno centro storico e trovare parcheggio su strada, soprattutto la sera dell'inaugurazione, può richiedere tempo. Il consiglio è di lasciare l'auto e usare i mezzi pubblici.
A piedi
Per chi è già in centro, la galleria si raggiunge bene a piedi da Santa Maria Maggiore scendendo lungo via Merulana, oppure dal Colosseo salendo verso il Colle Oppio. È una passeggiata che attraversa una parte di Roma meno frequentata dai visitatori di passaggio.
Il consiglio che ti do per visitare Antonio Finelli, Elegie romane alla Medina Art Gallery — dal 2 all'8 ottobre 2026
Il consiglio è di scegliere con attenzione il momento della visita. Le mostre in galleria hanno due anime: la serata inaugurale, affollata e conviviale, e i giorni feriali, quando lo spazio è silenzioso e i quadri si possono guardare a lungo. Per «Elegie romane» le due esperienze sono molto diverse. All'opening di venerdì 2 ottobre si incontra l'artista, si respira l'atmosfera del quartiere, ma le opere si vedono di sfuggita. Nei giorni successivi si può invece fare quello che la pittura di Finelli chiede: soffermarsi sulla luce, sulle ombre, sui rapporti tra i volumi.
Conviene anche abbinare la mostra a una visita a Palazzo Merulana, dove la stessa galleria ha organizzato nel 2022 una personale dell'artista. Il museo di via Merulana 121 conserva la Collezione Cerasi, con opere di Balla, Sironi, de Chirico, Donghi, Mafai, Raphaël, Capogrossi e della Scuola Romana: un confronto diretto tra la pittura romana del Novecento e lo sguardo contemporaneo di Finelli sulla stessa città. Palazzo Merulana ha però giorni e orari propri: la collezione e le mostre sono aperte dal mercoledì alla domenica, con chiusura il lunedì e il martedì, e il museo ha comunicato chiusure straordinarie anche a ottobre. Prima di combinare le due visite, a nostro giudizio, conviene controllare il calendario sul sito del museo. Infine, se la luce è il tema della mostra, vale la pena di arrivare di giorno, quando il quartiere stesso offre lo stesso tipo di luce piena che il pittore mette sulla tela.
Palazzo Merulana: dove Finelli ha esposto nel 2022
Palazzo Merulana è al civico 121 di via Merulana, nell'isolato tra via Merulana, via Ariosto, via Galilei e viale Manzoni. L'edificio fu costruito nel 1929 come sede dell'Ufficio d'Igiene del Comune di Roma.
Un edificio rimasto a metà
Negli anni Sessanta si decise di demolirlo e ricostruirlo in cemento armato e vetro, ma il progetto non fu mai completato e l'edificio rimase per decenni mezzo sventrato. Il recupero è arrivato grazie a un'operazione di project financing promossa dalla famiglia Cerasi con SAC spa, e il palazzo ha riaperto nel 2018.
La collezione
Il museo si sviluppa su quattro livelli e circa 1.800 metri quadrati. Al piano terra c'è la sala delle sculture, con opere di Antonietta Raphaël, Pericle Fazzini ed Ercole Drei; al secondo piano la Collezione Cerasi, circa 90 opere; al terzo le mostre temporanee; al quarto la Sala Attico con la terrazza.
Biglietti
Il museo pubblica tariffe dedicate per la collezione e la mostra: intero 13 euro, ridotto 11, giovani tra 7 e 25 anni 8 euro. Il piano terra con la sala delle sculture è ad accesso libero nei giorni di apertura.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che via Merulana colleghi due delle quattro basiliche papali maggiori, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, è un fatto noto a chiunque abbia percorso questa parte di Roma. Meno spesso si ricorda perché la strada esista e perché sia così dritta. La via moderna segue il tracciato della via Gregoriana, aperta nel Cinquecento da papa Gregorio XIII e prolungata da Sisto V per offrire uno scenario adeguato alle processioni e ai cortei pontifici tra Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e Santa Croce in Gerusalemme. Un rettifilo pensato per la città delle cerimonie, prima ancora che per il traffico.
Intorno a questo asse sorsero dal Seicento ville patrizie suburbane. L'ultima, del 1830, fu Villa Wolkonsky, l'unica conservata quasi integra; le altre scomparvero con l'urbanizzazione umbertina che seguì l'arrivo della capitale. Il nome stesso della strada è antico: in passato era la via che conduceva ai prata Meruli, una tenuta nella zona dove oggi si trova l'ospedale di San Giovanni, e compare nell'Ordo Benedicti, secondo cui andava dal ninfeo di Alessandro, i cosiddetti Trofei di Mario in piazza Vittorio, fino alle arcate neroniane dell'Aqua Claudia sul Celio. Il toponimo sopravviveva in tre chiese medievali, tra cui San Matteo in Merulana. È un dettaglio che si collega bene alla mostra: le «Elegie romane» di Finelli guardano la città come stratificazione di tempi, e via Merulana è uno dei luoghi dove questa stratificazione si legge meglio.
Che cosa vedere vicino alla Medina Art Gallery
La zona intorno a via Angelo Poliziano permette di costruire una mezza giornata ricca senza prendere mezzi. Ecco alcune tappe raggiungibili a piedi.
Santa Maria Maggiore
Risalendo via Merulana si arriva alla basilica di Santa Maria Maggiore, all'estremità settentrionale del rettifilo. Poco distante c'è la basilica di Santa Prassede.
San Giovanni in Laterano
Scendendo nell'altra direzione si raggiunge la basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, e poco oltre Santa Croce in Gerusalemme.
L'Auditorium di Mecenate
In largo Leopardi, lungo via Merulana, si trova l'Auditorium di Mecenate, ninfeo superstite degli Horti Maecenatis. È a pochissima distanza dalla galleria.
Palazzo Merulana e il Brancaccio
Sulla stessa via ci sono Palazzo Merulana e il Teatro Brancaccio: una mostra e uno spettacolo nella stessa serata sono un programma possibile.
Il Colosseo e la Domus Aurea
Dal Colle Oppio si scende verso il Colosseo; sul colle si trova la Domus Aurea, la residenza neroniana.
La foto giusta da fare a Antonio Finelli, Elegie romane alla Medina Art Gallery — dal 2 all'8 ottobre 2026
Una mostra dedicata alla luce suggerisce di fotografare la luce, non i quadri. La foto giusta, a nostro giudizio, non è uno scatto ravvicinato delle tele, che spesso le gallerie preferiscono non vedere diffuso senza autorizzazione e che comunque appiattisce colori e superfici, ma un'immagine che metta in dialogo la pittura con la città da cui nasce. Uscendo dalla galleria, conviene cercare lungo via Merulana o verso Santa Maria Maggiore una facciata colpita in pieno dal sole, con ombre nette e cielo uniforme: la stessa luce zenitale che Finelli porta sulla tela.
Il momento migliore è la tarda mattinata o il primo pomeriggio, quando il sole è alto e le ombre si accorciano. Al tramonto la luce diventa calda e radente, più vicina alla Roma dipinta dai vedutisti che a quella delle «Elegie». Chi vuole fotografare l'interno della galleria o le opere chieda prima il permesso a chi segue lo spazio: è una cortesia dovuta all'artista e alla galleria. La locandina ufficiale mostra una piazza con obelisco: Roma ne offre molti, e uno dei più vicini alla galleria è l'obelisco dell'Esquilino, nella zona di Santa Maria Maggiore. Fotografarlo con la luce piena del mezzogiorno è un modo semplice per portare a casa un ricordo coerente con la mostra.
Come organizzare la visita: tempi, orari e consigli pratici
La personale di Antonio Finelli richiede un tempo contenuto. Una galleria non è un museo: si può entrare per mezz'ora e uscire con un'impressione chiara della mostra.
Quanto tempo serve
Per vedere tutte le opere con calma bastano dai 30 ai 60 minuti. Chi abbina la mostra a Palazzo Merulana o a una basilica vicina può contare su mezza giornata.
Quando andare
La galleria non pubblica orari dettagliati. Il consiglio è di contattarla prima di muoversi, soprattutto nel fine settimana, e di non arrivare all'ultimo momento di una giornata.
Con i bambini
Una mostra di pittura in galleria si visita bene anche con i bambini, purché la visita sia breve. I quadri di Finelli, con le loro piazze e i loro edifici riconoscibili, si prestano a un piccolo gioco: riconoscere i luoghi di Roma che si sono già visti.
Accessibilità
La galleria non pubblica informazioni sull'accessibilità degli spazi. Per chi si muove in sedia a rotelle o con passeggino conviene chiedere in anticipo se l'ingresso è a livello della strada.
Dove mangiare vicino a via Merulana
L'Esquilino è uno dei quartieri più vari di Roma anche a tavola. Intorno a piazza Vittorio Emanuele II si trova il Nuovo Mercato Esquilino, con banchi di prodotti da molte parti del mondo: un buon punto di partenza per capire il carattere del rione.
Prima dell'inaugurazione
Chi arriva per l'opening del 2 ottobre trova lungo via Merulana e nelle strade laterali bar e caffetterie per un aperitivo. Palazzo Merulana ha al piano terra una caffetteria.
Dopo la mostra
Per cena le opzioni spaziano dalle trattorie romane del rione Monti, verso via Cavour e il Colosseo, alle cucine internazionali intorno a piazza Vittorio. Il venerdì sera conviene prenotare.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
L'area intorno a via Merulana ha una storia lunghissima, che inizia prima ancora della fondazione della Roma quadrata. Il nucleo abitato dell'Esquilino risale all'VIII secolo avanti Cristo, quando gli abitanti formavano una sorta di sobborgo della città palatina: lo testimoniano i resti di un'estesa necropoli. Servio Tullio, sesto re di Roma, incluse parte del colle nel pomerio, ampliando quello originario. Secondo la tradizione romana, nel quartiere delle Carinae, tra il Fagutale e l'Oppio, Tullia avrebbe ucciso il padre Servio Tullio travolgendolo con il suo carro. Nel 494 avanti Cristo i plebei scontenti si riunirono sull'Esquilino e sull'Aventino rifiutandosi di andare in guerra se le loro richieste non fossero state accolte.
In età augustea Mecenate costruì sul colle i suoi giardini, gli Horti Maecenatis, di cui sopravvive il ninfeo noto come Auditorium di Mecenate. Molti secoli dopo, papa Gregorio XIII aprì il rettifilo che è diventato via Merulana, prolungato da Sisto V. Dopo il plebiscito del 2 ottobre 1870, che annesse Roma al Regno d'Italia, l'area fu scelta per l'espansione della nuova capitale: le ville furono lottizzate, nacquero le strade del quartiere umbertino e, nel 1874, il rione Esquilino. Il 2 ottobre, giorno di inaugurazione della mostra di Finelli, cade proprio nell'anniversario di quel plebiscito. Nel Novecento, infine, il quartiere entrò nella letteratura con Gadda, e nel 1929 fu costruito l'edificio che sarebbe diventato Palazzo Merulana.
Chi è passato da Antonio Finelli, Elegie romane alla Medina Art Gallery — dal 2 all'8 ottobre 2026
La Medina Art Gallery, nella sua presentazione, dichiara di ospitare esposizioni, mostre, installazioni e vernissage di pittori, scultori, fotografi, designer e architetti. Antonio Finelli stesso è passato più volte nel percorso della galleria: la Medina presenta la sua personale come l'esito di un rapporto intenso e pluriennale, che nel 2022 aveva già portato i suoi quadri a Palazzo Merulana. Nella squadra della galleria lavorano l'architetto Palma Costabile, che ha fondato il progetto nel 2016, e la curatrice Annalisa Perriello, autrice di una tesi sui murales di Blu a Roma e collaboratrice per diverse edizioni del Campora Cinelab Festival con la Scuola di Cinema Anna Magnani.
Allargando lo sguardo al quartiere, via Merulana ha visto passare figure molto diverse. Mecenate vi aveva i suoi giardini, che divennero modello per l'aristocrazia romana. Gregorio XIII e Sisto V vi tracciarono la strada delle processioni. Carlo Emilio Gadda vi ambientò il suo romanzo più celebre. A Palazzo Merulana sono oggi esposte opere di Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Giuseppe Capogrossi: artisti che hanno guardato Roma con occhi diversi, e che la mostra di Finelli permette idealmente di mettere a confronto con uno sguardo di oggi.
Roma a inizio ottobre: il periodo della mostra
La prima settimana di ottobre è uno dei momenti migliori per visitare le gallerie romane. Il calendario culturale riparte dopo l'estate, le inaugurazioni si moltiplicano e le temperature permettono di muoversi a piedi tra un quartiere e l'altro.
La stagione delle gallerie
Dopo la pausa estiva molte gallerie private riprendono la programmazione, e una settimana dedicata all'arte a Roma può includere più vernissage nello stesso fine settimana.
La luce d'autunno
Le giornate sono ancora lunghe abbastanza da permettere passeggiate con la luce del giorno nel pomeriggio. Per una mostra che ha la luce come tema, è una coincidenza da sfruttare.
Domande frequenti su Antonio Finelli alla Medina Art Gallery
Quando si può vedere la mostra di Antonio Finelli a Roma?
La personale «Elegie romane» di Antonio Finelli è alla Medina Art Gallery dal 2 all'8 ottobre 2026. La pagina ufficiale indica la mostra come aperta per l'intera giornata, senza fasce orarie dettagliate. Per evitare sorprese conviene contattare la galleria prima della visita, soprattutto nel fine settimana.
A che ora è l'inaugurazione di Elegie romane?
L'inaugurazione della mostra di Antonio Finelli è venerdì 2 ottobre 2026 in serata. La pagina web della Medina Art Gallery indica le 18.30, mentre la locandina ufficiale riporta le 18. Arrivando per le 18 si è sicuri di non perdere l'apertura.
Dove si trova la Medina Art Gallery?
La Medina Art Gallery Roma, sede della personale di Antonio Finelli, è in via Angelo Poliziano 4-6, una traversa di via Merulana tra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. La galleria ha anche spazi in via Merulana 220 e ai civici 28-36 della stessa via Poliziano.
Quanto costa vedere la mostra di Antonio Finelli?
La Medina Art Gallery non pubblica un prezzo per «Elegie romane». Le mostre in galleria sono spesso a ingresso libero, ma in assenza di un'indicazione ufficiale il consiglio è di verificarlo con la galleria attraverso i contatti indicati sul suo sito.
Come si arriva alla Medina Art Gallery con la metro?
Per la zona di via Merulana, dove si trova la Medina Art Gallery, le fermate indicate dal vicino Palazzo Merulana sono Manzoni sulla metro A e Colosseo sulla metro B. Da lì si prosegue a piedi. Tram 3 e 8 fermano a Labicana/Merulana.
Chi è Antonio Finelli?
Antonio Finelli è un pittore legato all'ambiente artistico romano che ha esposto anche a Berlino, a Marrakech e a Rabat. Tra le sue mostre figurano «Sotto i cieli di Roma e Berlino» all'Istituto Italiano di Cultura nel 2009, la personale «Charlottenburg» nel 2013 e una personale a Palazzo Merulana nel 2022.
Che cosa si vede nella mostra Elegie romane?
Nella mostra «Elegie romane» Antonio Finelli presenta dipinti dedicati alle immagini di Roma, costruiti su una luce zenitale e assoluta che investe l'architettura della città. La galleria descrive la sua pittura come figurativa, immediata e insieme metafisica. Il numero delle opere non è pubblicato.
Il consiglio finale su Antonio Finelli, Elegie romane
«Elegie romane» è una mostra breve, in una galleria di quartiere, con un tema chiaro: la luce di Roma restituita in forma assoluta e quasi metafisica. A nostro giudizio merita una visita soprattutto da parte di chi ama la pittura figurativa e la città come soggetto, e di chi vuole vedere come un artista che ha lavorato tra Roma, Berlino e il Marocco guarda oggi le architetture romane. Il consiglio è di andare in un giorno feriale, con la luce del pomeriggio, e di inserire la mostra in una passeggiata più ampia lungo via Merulana, tra Palazzo Merulana, l'Auditorium di Mecenate e le basiliche. Chi preferisce l'atmosfera dell'evento troverà invece all'opening di venerdì 2 ottobre l'occasione di incontrare l'artista. In ogni caso conviene non aspettare: dopo l'8 ottobre i quadri lasciano la galleria.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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