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Quando un americano arriva in piazza del Campidoglio, spesso non lo sa, ma sta guardando l’origine della parola che a casa sua indica il cuore della politica: Capitol. Washington è piena di Roma: nei nomi, nei motti in latino sul dollaro, nei fasci di verghe ai lati della bandiera della Camera, nelle cupole e nei colonnati. Perfino il miglio, il piede e il pollice con cui gli Stati Uniti misurano ancora le distanze hanno nomi romani.
Qui raccontiamo che cosa gli Stati Uniti hanno davvero preso dall’antica Roma, che cosa invece è arrivato per altre strade, e dove vedere a Roma l’originale di ogni cosa. Dati riscontrati il 17 ottobre 2026 sui siti del Senato e dell’Architetto del Campidoglio degli Stati Uniti, del National Park Service, del Dipartimento di Stato, del NIST (l’ente americano delle misure), della Treccani e di Turismo Roma. Dove una storia molto raccontata non regge, lo diciamo.

Stati Uniti e antica Roma in breve
- Il nome: «Capitol» viene dal Campidoglio, il Capitolium: fu Thomas Jefferson a scriverlo sulle bozze del piano di Washington al posto di «Congress Hall».
- Le istituzioni: Senato, repubblica, veto («io vieto») e census sono parole e idee della Roma repubblicana, il modello dichiarato dei padri fondatori.
- I simboli: i fasci littori sono alla Camera dei Rappresentanti, nel sigillo del Senato e sotto le mani della statua di Lincoln; i motti del Grande Sigillo sono adattati da Virgilio.
- Le misure: miglio, piede e pollice hanno nome e struttura romani, ma valori diversi: sono arrivati in America attraverso l’Inghilterra.
- Dove vederlo a Roma: Campidoglio e Musei Capitolini, Foro Romano, Pantheon, Terme di Caracalla e di Diocleziano, Arco di Costantino, Ara Pacis.
Perché il Congresso americano si riunisce nel «Capitol»?
Perché i padri fondatori guardavano alla repubblica romana come a un modello, e lo dicevano apertamente. Secondo la ricostruzione del Senato degli Stati Uniti, la collinetta scelta per il nuovo Congresso, che si chiamava Jenkins Hill, fu ribattezzata sul modello del colle Capitolino e divenne Capitol Hill. Sulle bozze del piano della città Thomas Jefferson cancellò «Congress Hall», il nome dell’edificio di Filadelfia, e scrisse «Capitol».

A Roma il Capitolium era il colle più sacro, con il grande tempio di Giove Ottimo Massimo, inaugurato secondo la tradizione nel 509 a.C., l’anno di nascita della repubblica. Oggi ne restano i blocchi del basamento, che si vedono nel Giardino romano e nelle sale del Palazzo dei Conservatori, dentro i Musei Capitolini. Per entrare potete prendere il biglietto dei Musei Capitolini su Tiqets o una visita guidata su GetYourGuide. Attenzione a una differenza che confonde anche gli americani: Capitol è l’edificio e viene dal Campidoglio; capital, la città capitale, viene da caput, «testa».

Quali parole della politica americana sono romane?
- Senate: dal senatus, l’assemblea degli anziani. A Roma il Senato si riuniva nella Curia, nel Foro Romano: la Curia Iulia che vedete oggi è una ricostruzione tardo-antica, ma il posto è quello.
- Veto: in latino vuol dire letteralmente «io vieto». Era il potere dei tribuni della plebe di bloccare le decisioni dei magistrati.
- Census: a Roma era il registro dei cittadini e dei loro beni, tenuto dai censori. Il censimento americano porta lo stesso nome.
- Publius: i Federalist Papers, gli articoli che nel 1787-1788 difesero la nuova Costituzione, furono firmati «Publius», con ogni probabilità in onore di Publio Valerio Publicola, uno dei fondatori della repubblica romana.
- Cincinnato: George Washington veniva raffigurato come Cincinnato, il dittatore romano che salvò la patria e tornò al suo aratro. Nel 1783 fu il primo presidente della Society of the Cincinnati, e nel 1790 la città di Losantiville prese il nome di Cincinnati in onore di quella società.
Che cosa c’è scritto in latino sul dollaro?
Il Grande Sigillo degli Stati Uniti, stampato sul retro della banconota da un dollaro dal 1935, porta tre motti latini. E pluribus unum, «da molti, uno», fu proposto nel 1776: molti lo fanno risalire a un poemetto attribuito a Virgilio, ma il Dipartimento di Stato indica come fonte più probabile il frontespizio di una rivista londinese dell’epoca, il Gentleman’s Magazine. Annuit coeptis, «ha favorito l’impresa», e Novus ordo seclorum, «un nuovo ordine dei secoli», furono invece adattati nel 1782 da Charles Thomson da due versi di Virgilio, nelle Georgiche e nelle Bucoliche. E non significano «nuovo ordine mondiale»: indicano la nuova era cominciata nel 1776.
Alla base della piramide c’è scritto MDCCLXXVI, il 1776 in numeri romani; la stessa data in numeri romani è incisa sulla tavola che regge la Statua della Libertà. Per allenarsi a leggerli, a Roma c’è un posto perfetto: sopra le arcate del Colosseo si vedono ancora i numeri che indicavano gli ingressi. Per visitarlo potete usare il biglietto Colosseo, Foro e Palatino su Tiqets o il tour guidato su GetYourGuide.
Perché ci sono i fasci littori al Congresso?
I fasci, verghe legate insieme, a volte con una scure, erano il simbolo dell’autorità dei magistrati romani: li portavano i littori che li precedevano. Negli Stati Uniti sono ovunque, e sono molto più antichi del fascismo. Nell’aula della Camera dei Rappresentanti la bandiera è affiancata da due fasci di bronzo; il sigillo del Senato ha due fasci incrociati; la mazza cerimoniale della Camera, rifatta nel 1841, è un fascio di tredici verghe d’ebano, una per ogni colonia originaria. Al Lincoln Memorial, sotto le mani della statua di Lincoln, il National Park Service invita a cercare proprio i fasci. Dal 1916 al 1945 un fascio era perfino sul retro della moneta da dieci centesimi.
A Roma i littori con i fasci si vedono nel fregio della processione dell’Ara Pacis, l’altare della pace di Augusto sul Lungotevere. Il biglietto è su Tiqets e su GetYourGuide.
Quali edifici americani copiano monumenti romani?
- Il Pantheon, due volte: la Rotonda dell’Università della Virginia, progettata da Jefferson, è un’interpretazione del Pantheon in scala ridotta della metà; il Jefferson Memorial di Washington, di John Russell Pope, è modellato sul Pantheon. Per vedere l’originale potete prendere il biglietto del Pantheon su Tiqets o la visita guidata ufficiale su GetYourGuide.
- Le Terme di Caracalla a New York: la sala d’attesa della vecchia Pennsylvania Station, demolita nel 1963, era modellata sulle Terme di Caracalla. A Roma si visitano ancora: biglietto con audioguida su Tiqets o su GetYourGuide.
- Union Station a Washington: la facciata a tre arcate riprende l’Arco di Costantino e le volte della sala d’attesa le Terme di Diocleziano, oggi parte del Museo Nazionale Romano (biglietto cumulativo su Tiqets).
- Il Campidoglio della Virginia: Jefferson lo fece disegnare sul modello della Maison Carrée di Nîmes, un tempio romano in Francia. A Roma un tempio dello stesso tipo, su alto podio, è il tempio di Portuno al Foro Boario, vicino alla Bocca della Verità.
Una storia che si sente spesso, invece, non regge: la grande cupola del Campidoglio di Washington non copia San Pietro né il Pantheon. Secondo l’Architetto del Campidoglio, Thomas U. Walter si ispirò al Panthéon di Parigi. Il legame con Roma sta in cima: la statua che corona la cupola, la Statue of Freedom (da non confondere con la Statua della Libertà di New York), fu modellata in gesso da Thomas Crawford nel suo studio romano, e porta un elmo di stile romano. Crawford avrebbe voluto metterle il berretto dei liberti, gli schiavi liberati di Roma, ma il progetto fu bocciato.
Miglio, piede e pollice vengono davvero da Roma?
Sì e no, ed è la parte più curiosa. Il nome e l’idea sono romani: il miglio era mille passus, mille passi doppi, circa 1.480 metri; il piede romano misurava circa 29,6 centimetri, come mostra un righello trovato a Ostia Antica, ed era diviso in dodici unciae. Da uncia, «un dodicesimo», vengono sia l’inglese inch, il pollice, sia ounce, l’oncia. E l’abbreviazione «lb» per la libbra viene dal latino libra.
Ma i valori sono cambiati per strada. Le misure romane arrivarono in Britannia con la conquista, si trasformarono per secoli in Inghilterra e da lì passarono alle colonie americane. Il miglio di oggi, 1.609,344 metri, è il miglio inglese fissato al tempo di Elisabetta I a 5.280 piedi; il piede vale esattamente 30,48 centimetri e il pollice 2,54 centimetri da un accordo internazionale del 1959. Insomma: gli americani misurano con parole romane, ma non con misure romane.
A Roma il punto di partenza di tutte le misure stradali era il Miliarium Aureum, la colonna dorata che Augusto fece erigere nel 20 a.C. nel Foro, fra i Rostri e il tempio di Saturno, da cui si contavano le miglia delle strade dell’impero. Ai piedi del tempio di Saturno restano frammenti attribuiti al suo basamento, anche se l’identificazione è discussa. Per il Foro va bene il Forum Pass con audioguida su Tiqets. Washington ha il suo punto zero, lo Zero Milestone del 1923 vicino alla Casa Bianca: un parallelo suggestivo, ma nessuna fonte ufficiale dice che sia stato ispirato da quello romano.
Quali storie è meglio non ripetere?
- «E pluribus unum è un verso di Virgilio»: il verso del poemetto dice e pluribus unus e parla del colore di una salsa; l’origine più probabile è un’altra.
- «I fasci al Congresso sono simboli fascisti»: sono romani e repubblicani, e in America c’erano molto prima del fascismo.
- «L’aquila del sigillo è l’aquila delle legioni»: è l’aquila calva americana, scelta nel 1782; il legame con Roma è solo indiretto.
- «Il Los Angeles Coliseum è una copia del Colosseo»: il nome lo richiama, l’architettura no.
Domande frequenti
Perché si chiama Capitol Hill?
Perché i fondatori degli Stati Uniti presero a modello la repubblica romana e ribattezzarono la collina del Congresso sul modello del colle Capitolino, il Campidoglio di Roma. Jefferson scrisse «Capitol» sul piano della città.
Il miglio americano è uguale al miglio romano?
No. Il miglio romano, mille passi doppi, misurava circa 1.480 metri; il miglio americano, ereditato dall’Inghilterra, misura 1.609,344 metri. È rimasto il nome, non la misura.
Che cosa vuol dire «Novus ordo seclorum»?
«Un nuovo ordine dei secoli»: indica la nuova era iniziata con l’indipendenza del 1776. Charles Thomson lo adattò nel 1782 da un verso delle Bucoliche di Virgilio.
Dove vedere a Roma i fasci littori?
Nel fregio della processione dell’Ara Pacis, sul Lungotevere in Augusta, dove sfilano i littori che accompagnavano i magistrati.
Quali monumenti di Roma hanno ispirato edifici americani?
Soprattutto il Pantheon (Jefferson Memorial e Rotonda dell’Università della Virginia), le Terme di Caracalla (la vecchia Penn Station di New York), le Terme di Diocleziano e l’Arco di Costantino (Union Station a Washington).
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Le fonti principali sono le pagine del Senato degli Stati Uniti e dell’Architetto del Campidoglio, del National Park Service sul Lincoln Memorial e sulla Statua della Libertà, della Camera dei Rappresentanti sulla mazza cerimoniale, il dossier del Dipartimento di Stato sul Grande Sigillo, la circolare del NIST sui sistemi di misura, la Treccani, la Library of Virginia, gli archivi nazionali americani e Turismo Roma, consultati il 17 ottobre 2026. Dove le fonti non concordano, lo diciamo nel testo. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Se state costruendo qualche giorno a Roma intorno a queste storie, potete mettere i luoghi nel vostro programma di viaggio e vederli giorno per giorno sulla mappa. Per un itinerario di più giorni fra Roma e il resto d’Italia, una risorsa utile è Italy Planner.