Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

Rock in Roma si tiene all'Ippodromo delle Capannelle, Via Appia Nuova 1245, 00178 Roma, sul lato destro dell'Appia Nuova uscendo dalla città, a poche centinaia di metri dal Grande Raccordo Anulare. In treno si arriva alla stazione Capannelle con la linea FL4 che parte da Roma Termini: circa nove minuti di viaggio e poi quattrocento metri a piedi. In autobus servono le linee 520, 664 e 789, che fermano a Capannelle sull'Appia Nuova, a un centinaio di metri dall'ingresso: il 664 si prende alla fermata della metro A Colli Albani, il 520 alla fermata della metro A Cinecittà. In auto si esce al numero 23 del Raccordo, Appio San Giovanni, e si entra nei parcheggi dell'ippodromo, numerati da P1 a P6, che aprono in orari scaglionati nel pomeriggio. Chi ha una disabilità entra dal Gate A e parcheggia al P4, con volontari all'accoglienza. L'apertura dei cancelli è quasi sempre nel primo pomeriggio, il concerto comincia in tarda serata. Il cartellone, i prezzi e gli orari cambiano ogni anno e vanno letti sul sito ufficiale, rockinroma.com, che pubblica per ogni data una pagina di informazioni utili con orari, gate assegnati e parcheggi.

Confronta le esperienze a Roma

Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Roma di notte✦ Dopo il tramonto

Roma di notte

Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

Bar hopping e vita notturna

Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Tour a piedi✦ Il classico

Tour a piedi

Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Food tour✦ Vieni affamato

Food tour

Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Tour in e-bike✦ Senza fatica

Tour in e-bike

Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

Vespa e Ape Calessino

In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

Tour in sidecar

Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

Corsi di cucina

Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

Degustazioni di vino

In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

Castelli Romani

Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana

Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

Galleria Borghese

Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

Colosseo: sotterranei e arena

Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

Pompei e Costiera Amalfitana

Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Firenze in giornata✦ Alta velocità

Firenze in giornata

Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

Castel Sant'Angelo

Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

Capri e Costiera Amalfitana

Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Trevi, Pantheon e piazze✦ Centro storico

Trevi, Pantheon e piazze

Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Scuola dei gladiatori✦ Con i bambini

Scuola dei gladiatori

Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Segway e monopattino✦ Poco sforzo

Segway e monopattino

Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Terme di Caracalla✦ Poco affollato

Terme di Caracalla

Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Ostia Antica✦ A 30 minuti

Ostia Antica

La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.

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Napoli e Pompei✦ Alta velocità

Napoli e Pompei

Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Questa guida non elenca le date dell'edizione in corso, perché cambiano di stagione in stagione e invecchiano in una settimana. Racconta invece quello che resta uguale: che cosa è Rock in Roma, dove si svolge, come è fatto l'ippodromo che lo ospita, come funziona davvero una serata dall'arrivo all'ultima navetta di ritorno. Se cercate il quadro completo dell'estate musicale romana, la stessa città offre in parallelo la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica, le Terme di Caracalla e il Circo Massimo.

Ippodromo Capannelle - Rock in Roma
Ippodromo Capannelle, Rock in Roma

Che cosa è Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

Rock in Roma è una rassegna di concerti, non un festival nel senso stretto della parola. La differenza conta più di quanto sembri. Un festival concentra decine di nomi in tre o quattro giorni, chiede al pubblico di accamparsi, di scegliere fra palchi sovrapposti, di reggere una maratona. Rock in Roma fa l'opposto: distribuisce una sessantina di serate lungo giugno, luglio e in qualche edizione anche agosto, e in ciascuna serata mette in cartellone un nome principale con una o due aperture. Si compra il biglietto per la sera che interessa, si arriva, si ascolta, si torna a casa. È un modello che assomiglia più a una stagione teatrale all'aperto che a Glastonbury.

La scelta non è casuale: Roma non ha mai avuto una tradizione di festival residenziali, e ha invece una tradizione lunghissima di spettacolo estivo diffuso, nata con l'Estate Romana di Renato Nicolini alla fine degli anni Settanta. Rock in Roma si innesta su quella abitudine cittadina e la porta nel recinto di un ippodromo, che è l'unico spazio della città capace di reggere quarantamila persone senza chiudere una strada.

L'impostazione musicale è dichiaratamente rock nel nome, largamente più ampia nei fatti. Negli anni la rassegna ha ospitato metal e techno, rap e cantautorato, elettronica e pop classico, indie alternativo e reggae. Chi arriva aspettandosi soltanto chitarre distorte trova anche un palco da trap e uno da dance. Il denominatore comune non è il genere ma il livello: sull'Appia Nuova si esibiscono nomi che nel resto d'Italia passano dai palazzetti o dagli stadi.

Dove si trova e come si arriva a Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

L'indirizzo è Via Appia Nuova 1245. Il numero civico alto dice già molto: l'Appia Nuova è una strada che dal San Giovanni corre verso i Castelli per chilometri, e il 1245 cade nel tratto fra Capannelle e Ciampino, oltre il Raccordo. Non è centro e non è campagna: è quella Roma di mezzo fatta di officine, vivai, autosaloni e improvvisi campi con le pecore, dove l'acquedotto Claudio spunta ancora fra un capannone e l'altro.

In metropolitana e in autobus verso Rock in Roma alle Capannelle

La metro A non arriva all'ippodromo. Nessuna linea di metropolitana ci arriva, ed è bene saperlo prima di partire con l'idea di scendere sotto il palco. Il percorso classico è metro A fino a Colli Albani, uscita su Largo Colli Albani, e da lì l'autobus 664 che percorre l'Appia Nuova verso sud fino alla fermata Capannelle. In alternativa si scende a Cinecittà, capolinea funzionale della zona, e si prende il 520. Il 789 copre un tracciato diverso ma tocca lo stesso punto. La fermata dista un centinaio di metri dal cancello, quindi il tratto a piedi è minimo: il problema, semmai, è la frequenza degli autobus nelle ore di punta del concerto, quando duemila persone vogliono salire sullo stesso mezzo.

Il mio consiglio, dopo anni di serate lì, è di considerare l'autobus buono per l'andata e mediocre per il ritorno. All'andata il flusso è spalmato su cinque o sei ore, dalle quindici e trenta alle ventuno. Al ritorno, quando il concerto finisce, tutti escono nello stesso quarto d'ora.

In treno: la stazione Capannelle

La soluzione migliore, e la meno usata dai romani stessi, è il treno. La stazione di Capannelle è sulla linea FL4, quella dei Castelli, che da Termini porta verso Frascati, Albano e Velletri. Il viaggio dura una manciata di minuti e la stazione è a circa quattrocento metri dall'ingresso dell'ippodromo. Costo del biglietto regionale nell'ordine dell'euro e mezzo, da verificare al momento dell'acquisto. Chi arriva in aereo a Ciampino prende la FL4 in direzione Termini e scende a Capannelle dopo pochissime fermate; chi atterra a Fiumicino usa il collegamento diretto per Termini e poi cambia sulla FL4.

Il limite del treno è l'orario: la frequenza serale si dirada e l'ultima corsa utile può cadere prima della fine del concerto. Prima di contarci, guardate l'orario del giorno esatto.

In auto, e la questione vera dei parcheggi

In auto si arriva dal Grande Raccordo Anulare, uscita 23, indicata come Appio San Giovanni, e si imbocca l'Appia Nuova verso l'esterno. Dal centro di Roma il tragitto richiede una mezz'ora scarsa in condizioni normali e molto di più nelle sere di concerto, quando l'ultimo chilometro di Appia diventa una coda unica. L'ippodromo dispone di parcheggi propri, numerati, che aprono in orari differenziati: quello riservato a chi entra dal Gate B, per esempio, apre nel primo pomeriggio. I posti riservati alle persone con disabilità sono al P4.

Opinione netta: se siete in due, l'auto conviene solo se accettate di uscire dal parcheggio quaranta minuti dopo l'ultimo bis. Se siete in quattro, conviene sempre. Se siete soli, prendete il treno.

Le navette e il ritorno a notte fonda

Il nodo di ogni serata alle Capannelle è il rientro. L'organizzazione convenziona ogni anno servizi di navetta con partenza da alcuni punti della città, in genere San Lorenzo, San Giovanni e Piramide, con corse di ritorno che partono dall'ippodromo attorno alla mezzanotte e mezza e all'una, dirette verso San Giovanni e Termini. Il costo si aggira sulla decina di euro a tratta e il biglietto si prenota in anticipo: i posti finiscono. L'elenco dei punti di partenza e gli orari esatti cambiano di stagione in stagione e vengono pubblicati sulla pagina di informazioni utili della singola data sul sito ufficiale.

Chi non prenota la navetta ha due strade: l'autobus notturno lungo l'Appia, con le attese che si immaginano, oppure il taxi, che alle Capannelle a mezzanotte e mezza è una merce rara e va chiamato per telefono o con una applicazione, non cercato per strada.

Ippodromo Capannelle - Rock in Roma - Via Appia Nuova 1245
Ippodromo Capannelle, Rock in Roma, Via Appia Nuova 1245

L'Ippodromo delle Capannelle, il luogo prima della musica

Prima di essere il palco più grande dell'estate romana, le Capannelle sono l'ippodromo più antico d'Italia. Vale la pena conoscerlo, perché la forma dello spazio in cui si ascolta la musica dipende interamente dalla sua funzione originaria.

Il nome, le capanne e l'Appia

Il toponimo viene dalle capanne rurali che nell'Ottocento costellavano la campagna all'incrocio fra l'Appia Nuova e l'Appia Pignatelli. Erano ricoveri di pastori e braccianti, costruzioni di frasche e canne: niente di monumentale, tanto che il diminutivo è rimasto attaccato al luogo anche quando le capanne sono sparite. Su quei terreni, che servivano da riserva per la caccia alla volpe, nel 1844 un inglese di nome Lord George Stanhope organizzò le prime corse di cavalli. Sono gli anni in cui a Roma nascono il Jockey Club Italiano e la Società degli Steeple Chases, e in cui l'aristocrazia romana importa dall'Inghilterra un passatempo che diventerà industria.

Dal 1881 a oggi: le date che contano

L'ippodromo vero e proprio fu inaugurato nel 1881. È il più antico impianto ippico italiano ancora in funzione, e già questo basterebbe a giustificare una visita anche fuori stagione concertistica. Nel 1926 l'impianto venne ristrutturato, prendendo in gran parte l'assetto che si riconosce ancora oggi nelle tribune affacciate sul rettilineo. Per oltre un secolo qui si è corso soltanto in galoppo; il trotto è arrivato nel marzo 2014, dopo la chiusura dell'ippodromo di Tor di Valle, che ha trasferito alle Capannelle le sue riunioni.

Due date tecniche meritano attenzione perché hanno cambiato la vita dell'impianto. Nell'ottobre 2005 alle Capannelle è entrata in funzione la prima pista all weather italiana, con fondo sintetico, pensata per correre anche con il terreno impraticabile. Il 9 settembre 2006 è stato acceso l'impianto di illuminazione: venticinque torri faro con cinquecentocinquanta riflettori da duemila watt ciascuno. Quella luce è la ragione per cui l'ippodromo può ospitare eventi notturni di grandi dimensioni senza dover montare da zero una torre di illuminazione: quando arriva l'estate, la struttura per accendere a giorno un prato di quaranta ettari c'è già.

Numeri, tribune e piste dell'Ippodromo delle Capannelle

Il complesso si estende su circa centoquaranta ettari. Le tribune sono quattro, più il parterre, e nella configurazione ippica accolgono attorno alle ventimila persone; nella configurazione da concerto la capienza sale fino a quarantacinquemila. Due zone di scuderie possono ospitare fino a mille cavalli. Le corse storiche che si disputano qui sono il Derby Italiano di galoppo, il Premio Regina Elena e il Premio Tudini: nomi che a un appassionato di ippica dicono quanto il Palio dice a un senese.

Per il pubblico dei concerti, la traduzione pratica di questi numeri è semplice. Il grande palco principale si monta sul prato interno e regge fino a quarantacinquemila spettatori. Esistono poi configurazioni minori, da quattordici a trentamila persone, e arene secondarie che scendono a tremila e cinquecento posti per le serate più raccolte. La stessa sera, quindi, può avere la scala di uno stadio o quella di un club all'aperto: conviene sempre guardare quale palco è indicato sul biglietto, perché cambia tutto, dalla distanza dal cancello ai tempi di deflusso.

La storia di Rock in Roma – Ippodromo Capannelle dal 2009

La prima edizione di Rock in Roma è del giugno 2009. Non nacque come un esperimento timido: fin dall'inizio l'idea dei fondatori, i direttori artistici Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani, era di costruire a Roma una stagione di concerti internazionali che potesse reggere il confronto con quelle del nord Europa, usando uno spazio già attrezzato invece di inventarne uno nuovo ogni anno.

La crescita, i numeri, il bilancio

In poco più di quindici anni la rassegna ha superato i tre milioni di spettatori complessivi e le trecento serate di concerto: sono i dati che l'organizzazione stessa espone come bilancio della propria storia. La programmazione tipica copre circa due mesi pieni, da giugno a fine luglio, e in alcune stagioni si allunga ad agosto. L'edizione 2026, la sedicesima effettivamente realizzata, ha raddoppiato le presenze rispetto a quella precedente, e gli organizzatori hanno annunciato due direzioni di sviluppo: una versione invernale concentrata in un mese e una edizione speciale all'estero, ospitata in un ippodromo o in una grande venue internazionale per una quindicina di giorni.

Le due estati mancate

Le edizioni del 2020 e del 2021 non si sono tenute a causa dell'epidemia di Covid 19. È la ragione aritmetica per cui il conteggio delle edizioni non coincide con la differenza fra l'anno in corso e il 2009: due estati mancano all'appello. Chi frequentava le Capannelle ricorda bene il silenzio di quei due luglio, con il prato tagliato e nessun palco sopra.

Chi è salito sul palco delle Capannelle

L'elenco degli artisti passati da Rock in Roma è lungo e attraversa quasi tutti i generi. Fra i nomi internazionali del rock e dell'alternativa si contano Franz Ferdinand, Nine Inch Nails, Motorhead, The Cranberries, Ska-P, Skunk Anansie, Mika, Shaggy, UB40, Testament, White Lies, Calexico, Thirty Seconds to Mars, Radiohead, Lenny Kravitz, Goran Bregovic, Simple Minds, Beach Boys, Placebo, Green Day, Korn, Iggy Pop, Arctic Monkeys, The Smashing Pumpkins, Deep Purple, Sigur Ros, Blur, Editors, The Prodigy, Metallica, The Black Keys, Queens of the Stone Age, Mumford and Sons, Slipknot, Muse, Robbie Williams, Interpol, Linkin Park, Red Hot Chili Peppers, Marilyn Manson e Chemical Brothers.

La musica black e il rap internazionale hanno avuto altrettanto spazio, con Cypress Hill, Snoop Dogg e Lauryn Hill fra i passaggi più citati. Sul versante italiano la rassegna ha ospitato Coez, Liberato, Afterhours, Daniele Silvestri, Bandabardò, Subsonica, Negrita, Modena City Ramblers, Marlene Kuntz, J-Ax, 99 Posse, Caparezza, Elio e le Storie Tese, Fabri Fibra, Noyz Narcos, Gemitaiz, Salmo, Gue Pequeno, Mannarino, Marracash, Lo Stato Sociale, Sfera Ebbasta, Carl Brave e Calcutta.

Messi in fila, questi nomi raccontano una cosa precisa: le Capannelle sono state per la scena romana quello che il Forum di Assago è stato per Milano, con il vantaggio del cielo aperto e lo svantaggio della pioggia. Una generazione intera di romani ha visto il primo concerto internazionale della propria vita su quel prato.

Ippodromo Capannelle - Rock in Roma
Ippodromo Capannelle, Rock in Roma

Le altre sedi usate da Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

L'ippodromo è la casa, ma non è l'unico indirizzo. Negli anni la rassegna ha portato concerti anche al Circo Massimo, lo spazio che Roma riserva agli eventi di scala massima, dove il pubblico si dispone sulla valle fra Palatino e Aventino. Il Circo Massimo è un'altra cosa rispetto alle Capannelle: più centrale, più scomodo da gestire per la città, molto più impressionante da vedere dall'alto.

La seconda sede stabile è la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, usata nel formato indoor e al coperto acustico del teatro all'aperto di Renzo Piano. Lì la rassegna cambia registro: pubblico seduto, capienza ridotta, repertori più adatti all'ascolto che al pogo. Chi ha in programma una serata alla Cavea può leggere la pagina dedicata al Roma Summer Fest e quella generale dell'Auditorium Parco della Musica.

Intorno a queste due sedi si muove tutto il resto dell'estate musicale romana: il Caracalla Festival del Teatro dell'Opera, i concerti gratuiti di Jazz and Image sotto le Terme, il Romaeuropa Festival in autunno, le serate di Testaccio Estate e il Ninfeo Village all'EUR. Chi ama il jazz da club trova un riferimento storico al Music Inn e alla Casa del Jazz.

Come funziona una serata a Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

Chi va alle Capannelle per la prima volta si porta dietro le abitudini del palazzetto e sbaglia quasi tutto. Una serata all'ippodromo ha una liturgia sua, che vale la pena conoscere.

L'apertura dei cancelli e l'attesa

I cancelli aprono in genere nel primo pomeriggio, intorno alle quindici e trenta, mentre il concerto principale comincia a ridosso delle ventidue. Significa sei ore di scarto. Chi punta alla transenna arriva all'apertura e mette in conto una lunga attesa al sole su un prato senza ombra; chi vuole solo ascoltare può presentarsi comodamente alle venti e trovare ancora spazio decente a metà campo. Il ritiro degli accrediti, per chi ne ha diritto, segue in genere la stessa finestra oraria dei cancelli e si chiude poco dopo l'inizio del concerto.

I varchi sono più di uno, identificati come gate con una lettera. La regola pratica è semplice: il gate assegnato dipende dal settore del biglietto e dal parcheggio usato, ed è indicato nelle informazioni utili della singola data. Sbagliare gate significa camminare per diverse centinaia di metri lungo la recinzione, di sera, senza marciapiede.

I settori: prato, pit e posto unico

La configurazione tipica prevede un posto unico in piedi sul prato e un pit, la zona sotto palco a numero chiuso, con accesso separato. In alcune serate le tribune dell'ippodromo restano aperte e offrono una vista dall'alto e una seduta vera; in altre restano chiuse. Il pit vale il sovrapprezzo se l'artista è di quelli che si guardano; per un concerto in cui conta il suono, il centro campo a una quarantina di metri dal palco è quasi sempre la posizione migliore, perché l'impianto è tarato per la massa e non per la prima fila.

Mangiare, bere e le code

All'interno funzionano aree ristoro con banchi di street food e bar. I prezzi sono quelli dei grandi eventi e le code peggiorano nella mezz'ora che precede l'ingresso dell'artista principale: se volete mangiare, fatelo entro le venti. L'acqua in bottiglia sigillata di solito non si può introdurre e i tappi vengono ritirati ai varchi, prassi standard negli eventi con grande affluenza. Dentro sono disponibili punti di erogazione. Nelle serate di luglio, con trentacinque gradi alle diciotto e un prato che riverbera, l'idratazione è un tema serio e non una raccomandazione di cortesia.

Che cosa mettere in borsa per Rock in Roma alle Capannelle

Scarpe chiuse, sempre: il prato di un ippodromo è terra battuta e erba, e dopo tre ore di quarantamila persone diventa polvere. Una felpa leggera, perché alle Capannelle la temperatura notturna scende più che in centro, essendo zona aperta verso la campagna. Contanti in piccolo taglio come riserva. Borse di dimensioni contenute: i controlli all'ingresso sono seri e gli zaini grandi rallentano tutto. Ombrelli e seggiolini pieghevoli sono in genere vietati, come gli oggetti rigidi e le bottiglie di vetro: l'elenco preciso è pubblicato di volta in volta nel regolamento della data.

Ippodromo Capannelle - Rock in Roma

Accessibilità e servizi a Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

L'ippodromo prevede un percorso dedicato alle persone con disabilità: ingresso dal Gate A, parcheggio riservato al P4 e assistenza di personale volontario. Il terreno, però, resta quello che è: superfici in terra e prato, dislivelli lievi ma continui, distanze fra parcheggio e palco che si misurano in centinaia di metri. Chi usa una carrozzina manuale faccia i conti con questo, e chi accompagna metta in conto di spingere su fondo irregolare. Le piattaforme rialzate per il pubblico con disabilità vengono allestite in base alla configurazione del palco della serata e vanno richieste in anticipo attraverso i canali indicati dall'organizzazione.

Sul resto dei servizi: guardaroba non è previsto in senso stretto, i servizi igienici sono chimici e distribuiti sul perimetro del prato, la copertura telefonica nelle serate da quarantamila persone si degrada parecchio. Accordatevi con chi vi accompagna su un punto di ritrovo fisico prima di entrare, perché scrivere un messaggio a mezzanotte in mezzo alla folla è spesso inutile.

Rock in Roma – Ippodromo Capannelle con i ragazzi

Molte serate della rassegna hanno un pubblico giovanissimo, soprattutto quelle rap e pop. I minori accedono con le regole indicate per la singola data, che in genere prevedono l'accompagnamento di un adulto sotto una certa età. Per un ragazzo di quattordici o quindici anni il posto unico sul prato è un'esperienza gestibile se si resta a metà campo; sotto palco, nel pit, la pressione della folla nelle serate più affollate è quella di un evento da stadio e non la consiglio.

Un dettaglio pratico che i genitori romani conoscono bene: l'uscita alle Capannelle a mezzanotte e mezza, con l'Appia Nuova intasata e le navette al completo, è la parte più complicata della serata. Organizzate il rientro prima di comprare il biglietto, non dopo il bis.

Che cosa c'è intorno all'Ippodromo delle Capannelle

Il quadrante fra Appia Nuova, Appia Antica e Tuscolana è uno dei più densi di archeologia dell'intera periferia romana, e quasi nessuno degli spettatori di Rock in Roma lo sa. A pochi chilometri si aprono il Parco degli Acquedotti, con gli archi dell'acquedotto Claudio e la Felice che tagliano il prato, e il Parco della Caffarella, la valle dell'Almone rimasta agricola dentro il Grande Raccordo. Sull'Appia Antica, poco più in là, si visitano la Villa dei Quintili, la villa privata più grande della Roma imperiale, e le Catacombe di San Callisto. Il Parco dell'Appia Antica tiene insieme tutto questo.

Dall'altro lato dell'Appia Nuova, a due passi, si trovano gli Studios di Cinecittà, il quartiere nato attorno al cinema e la fermata di metro che porta lo stesso nome. Se vi capita una serata con cancelli alle quindici e trenta e concerto alle ventidue, il modo più intelligente di passare il pomeriggio è una visita agli Studios o una camminata fra gli archi degli Acquedotti, piuttosto che quattro ore in fila davanti a un cancello chiuso. È il consiglio che do sempre ai gruppi che accompagno: la giornata si costruisce attorno al concerto, non solo dentro.

Una curiosità su Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

La curiosità riguarda la luce. Quando nel 2006 alle Capannelle vennero accese venticinque torri faro con cinquecentocinquanta riflettori da duemila watt, l'obiettivo dichiarato era uno solo: correre di notte. Le corse in notturna erano una scommessa dell'ippica italiana per intercettare il pubblico estivo che d'estate non esce alle tre del pomeriggio. Quell'investimento, pensato per i cavalli, si è rivelato la dote che ha reso possibile Rock in Roma tre anni dopo.

Un concerto da quarantamila persone richiede illuminazione di sicurezza sui percorsi, sulle uscite e sulle aree di servizio, e quella illuminazione costa quanto una parte non trascurabile della produzione. Alle Capannelle esisteva già, montata su torri fisse, alimentata da una rete dimensionata per un impianto sportivo di grandi dimensioni. Nel 2009, quando la rassegna cercava uno spazio capace di reggere decine di migliaia di spettatori a venti minuti dal Raccordo, l'ippodromo offriva contemporaneamente un prato enorme, una recinzione perimetrale, quattro tribune, parcheggi propri e la luce già in opera.

C'è una seconda curiosità dentro la prima: la pista sintetica all weather, inaugurata nell'ottobre del 2005, fu la prima in Italia. Fu costruita per non fermare le corse quando il terreno naturale diventava impraticabile. Anche questa scelta tecnica ha una ricaduta sui concerti, perché una struttura abituata a lavorare con qualsiasi meteo ha protocolli, mezzi e drenaggi che un prato improvvisato non ha. Il motivo per cui alle Capannelle un temporale di luglio raramente cancella la serata è che l'impianto nasce per lavorare bagnato.

Una cosa che non ti dice nessuno su Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

Nessuno vi dice che il palco non è sempre lo stesso, e che la parola Capannelle indica almeno quattro spazi diversi. Il palco principale, quello bianco montato sul prato interno, arriva a quarantacinquemila persone. Esiste una configurazione intermedia che oscilla fra quattordicimila e trentamila, un'arena secondaria che può scendere a tremila posti e salire a trenta mila a seconda dell'allestimento, e un palco piccolo da tremila e cinquecento che si usa per le serate di nicchia. Sono numeri che l'organizzazione dichiara apertamente per il proprio spazio, ma che quasi nessuno legge prima di comprare il biglietto.

La conseguenza pratica è enorme. Con la stessa dicitura sul biglietto, posto unico all'Ippodromo delle Capannelle, potete ritrovarvi in un raduno da stadio o in una serata da club sotto le stelle. Cambia il punto di ingresso, cambia la distanza a piedi dal parcheggio, cambia la qualità dell'ascolto, cambiano i tempi di deflusso a fine concerto, che in una configurazione grande possono superare l'ora.

La seconda cosa che nessuno dice riguarda il fondo. Il prato interno di un ippodromo è progettato per gli zoccoli, non per le suole. Dopo qualche ora di calpestio da parte di decine di migliaia di persone, la superficie si trasforma in polvere fine che si alza con il vento e finisce ovunque, sugli occhi, sulla gola, sull'obiettivo di chi fotografa. Se piove, la stessa superficie diventa fango grasso in venti minuti. I frequentatori abituali portano scarpe che accettano di sacrificare e un cambio in auto. Nessuna comunicazione ufficiale lo scrive, ma è la differenza fra una bella serata e un rientro miserabile.

Il consiglio che ti do per visitare Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

Il consiglio è uno e vale più di tutti gli altri: pianificate il ritorno prima di comprare il biglietto. Sembra banale, è la cosa che rovina più serate alle Capannelle. Il concerto finisce fra mezzanotte e l'una, in un punto della città dove la metropolitana non arriva, il treno regionale ha già rarefatto le corse e il taxi non passa per strada. Le navette convenzionate con l'organizzazione hanno posti limitati e si prenotano in anticipo; le corse di ritorno partono in genere attorno alla mezzanotte e mezza e all'una verso San Giovanni e Termini. Se quel posto non lo prenotate quando comprate il biglietto, a mezzanotte non lo trovate più.

Secondo consiglio, sul quale non transigo: arrivate presto anche se non vi interessa la transenna. Non per il palco, per l'ingresso. I controlli di sicurezza su quarantamila persone concentrate nell'ultima ora prima del concerto producono code di quaranta minuti e oltre. Arrivare alle venti quando il concerto comincia alle ventidue significa entrare rilassati, trovare una buona posizione a metà campo, mangiare senza coda e avere il tempo di individuare l'uscita giusta.

Terzo: guardate il meteo e vestitevi per la notte, non per il pomeriggio. Alle Capannelle, zona aperta verso la campagna a sud di Roma, la temperatura notturna scende di parecchio rispetto al centro storico, dove la pietra restituisce calore fino all'alba. Una maglia leggera in più nello zaino è il consiglio più vecchio del mondo e resta il più utile.

Quarto, e qui divento antipatico: non portate i bambini piccoli. Non è questione di musica, è questione di folla, polvere, orari e rientro. Sotto i dieci anni, per un concerto che finisce all'una di notte in un prato da quarantamila persone, la risposta è no.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che le Capannelle siano l'ippodromo più antico d'Italia lo sanno in molti; che sia in funzione dal 1881 e che le corse su quei terreni siano cominciate addirittura nel 1844 lo ricordano in pochi, e quasi nessuno fra le decine di migliaia di persone che ogni estate ci entrano per un concerto. Eppure è il dato che spiega tutto il resto: la scala dell'impianto, la sua posizione fuori porta, il fatto che disponga di parcheggi propri e di una recinzione continua.

Nel 1844 Lord George Stanhope organizzò corse su terreni che fino ad allora erano riserva per la caccia alla volpe. In quegli stessi anni nacquero il Jockey Club Italiano e la Società degli Steeple Chases. L'ippodromo aperto nel 1881 fu la formalizzazione di una pratica che aveva già una quarantina d'anni di storia. La ristrutturazione del 1926 diede all'impianto la fisionomia che ancora si riconosce, con le tribune allineate sul rettilineo di arrivo.

Il fatto poco citato è la trasformazione del 2014: fino al marzo di quell'anno alle Capannelle si correva soltanto in galoppo. Con la chiusura dell'ippodromo di Tor di Valle, il trotto si è trasferito qui. Da allora le Capannelle sono l'unico impianto romano che ospita entrambe le discipline, cosa rara in Italia e quasi unica per una capitale europea. Ed è il motivo per cui l'impianto resta attivo tutto l'anno: chi ci va d'inverno trova un ippodromo funzionante, con le sue riunioni di corse, il suo pubblico di appassionati e le sue scuderie che possono contenere fino a mille cavalli. Il Derby Italiano di galoppo, il Premio Regina Elena e il Premio Tudini restano gli appuntamenti che segnano il calendario.

La foto giusta da fare a Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

La foto che tutti fanno è il palco visto dal centro del prato, con le mani alzate in controluce. È una fotografia che esiste già in centomila copie identiche e che raramente rende l'idea del luogo. La foto giusta alle Capannelle è un'altra: le tribune dell'ippodromo sullo sfondo, con la folla davanti e il cielo ancora chiaro sopra.

Il momento tecnico è quello che i fotografi chiamano ora blu, i venti minuti dopo il tramonto in cui la luce del cielo e quella artificiale del palco hanno intensità paragonabile. Prima è troppo chiaro e le luci sceniche non si vedono; dopo il cielo diventa nero e la fotografia perde il contesto, cioè proprio l'ippodromo. In luglio a Roma questo intervallo cade grosso modo fra le venti e quarantacinque e le ventuno e quindici, e coincide quasi sempre con il gruppo di apertura.

Seconda inquadratura che consiglio, e che quasi nessuno prova: la fila delle torri faro accese sopra la folla. Sono venticinque torri con centinaia di riflettori, un impianto che appartiene all'ippica e non al concerto, e in campo largo raccontano meglio di qualunque didascalia che state ascoltando musica dentro un impianto sportivo del 1881. Mettetevi ai bordi del prato, non al centro: dal centro non si vede niente se non schiene.

Sul piano pratico: le fotocamere con obiettivi intercambiabili sono di norma vietate senza accredito, mentre i telefoni sono ammessi. La polvere sollevata dal prato è il vero nemico dell'ottica, quindi non cambiate niente all'aperto e tenete il telefono in tasca quando non lo usate. Ultima cosa, che vale come consiglio di educazione prima che di tecnica: la ripresa continua per tre ore non serve a nessuno, nemmeno a voi. Due minuti buoni, poi guardate il concerto.

Ippodromo Capannelle - Rock in Roma
Ippodromo Capannelle, Rock in Roma

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento è la fondazione stessa. Nel 1844 un aristocratico inglese, Lord George Stanhope, organizzò corse di cavalli su terreni della campagna romana usati fino a quel momento per la caccia alla volpe. Da quell'iniziativa privata discende tutto: la nascita del Jockey Club Italiano, la Società degli Steeple Chases e infine l'apertura ufficiale dell'ippodromo nel 1881, il più antico d'Italia ancora oggi in attività.

Il secondo è la ristrutturazione del 1926, che riorganizzò l'impianto e gli diede la forma che ancora si riconosce nelle quattro tribune e nel parterre. È l'intervento che ha trasformato un campo di corse ottocentesco in un impianto sportivo moderno, capace di reggere ventimila spettatori.

Il terzo avvenimento è tecnologico e ha una data precisa: ottobre 2005, quando alle Capannelle entrò in funzione la prima pista all weather in fondo sintetico d'Italia. Meno di un anno dopo, il 9 settembre 2006, venne acceso l'impianto di illuminazione con venticinque torri faro e cinquecentocinquanta riflettori da duemila watt: le corse in notturna e, di conseguenza, i grandi eventi serali diventarono possibili.

Il quarto è il giugno 2009, la prima edizione di Rock in Roma. Da quel momento l'ippodromo ha una doppia vita: impianto sportivo da autunno a primavera, arena da concerti in estate. In poco più di quindici anni la rassegna ha accumulato oltre tre milioni di spettatori e più di trecento serate.

Il quinto è il marzo 2014, quando la chiusura dell'ippodromo di Tor di Valle trasferì alle Capannelle anche le corse al trotto, fino ad allora mai disputate su questa pista.

Il sesto, e il più triste, sono le estati del 2020 e del 2021, in cui la rassegna non si è tenuta per l'epidemia di Covid 19. Due anni di prato vuoto in un luogo che in quel periodo dell'anno aveva sempre avuto un palco.

Il settimo, infine, è di natura sportiva e riguarda l'ippodromo in quanto tale: le Capannelle hanno ospitato il Campionato Mondiale di Ciclocross, insieme a rassegne espositive e manifestazioni non ippiche. Un impianto da centoquaranta ettari, in una città che ha pochissimi spazi recintati di quella misura, finisce inevitabilmente per ospitare qualunque cosa richieda spazio.

Chi è passato da Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

Sul prato delle Capannelle è passata in quindici anni una porzione consistente della storia recente della musica dal vivo. Sul versante rock e alternativo si sono esibiti Radiohead, Metallica, Muse, Red Hot Chili Peppers, Deep Purple, The Smashing Pumpkins, Blur, Placebo, Green Day, Korn, Slipknot, Queens of the Stone Age, Arctic Monkeys, Franz Ferdinand, Nine Inch Nails, Motorhead, Testament, Interpol, Editors, White Lies, The Black Keys, Mumford and Sons, Sigur Ros e The Cranberries.

Accanto a loro sono passate figure che appartengono a storie diverse: Iggy Pop, Lenny Kravitz, Marilyn Manson, Robbie Williams, Mika, Skunk Anansie, Simple Minds, i Beach Boys, Goran Bregovic con la sua orchestra balcanica, gli spagnoli Ska-P, il reggae degli UB40 e di Shaggy, l'americana malinconica dei Calexico, l'elettronica dei Chemical Brothers e dei Prodigy, il teatro rock dei Thirty Seconds to Mars.

La scena black e hip hop internazionale ha portato qui Cypress Hill, Snoop Dogg e Lauryn Hill. Sul fronte italiano l'elenco è altrettanto lungo e attraversa tre generazioni: gli Afterhours e i Marlene Kuntz del rock alternativo anni Novanta, i Subsonica e i Negrita, i Modena City Ramblers e la Bandabardò, Daniele Silvestri, Elio e le Storie Tese, Caparezza, i 99 Posse, J-Ax, e poi la generazione successiva con Fabri Fibra, Noyz Narcos, Gemitaiz, Salmo, Gue Pequeno, Marracash, Mannarino, Lo Stato Sociale, e infine i nomi cresciuti con le piattaforme di streaming, da Coez a Liberato, da Calcutta a Carl Brave fino a Sfera Ebbasta.

C'è un modo onesto di leggere questa lista: le Capannelle sono state il luogo dove Roma ha visto per la prima volta artisti che altrove riempivano stadi. Per una città che per decenni è stata scavalcata dai tour internazionali a favore di Milano, avere un impianto capace di ospitare quarantacinquemila persone a venti minuti dal Raccordo ha cambiato le cose. Il merito va diviso fra la struttura, che c'era già, e i due direttori artistici che hanno avuto l'idea di usarla, Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani.

Domande veloci su Rock in Roma – Ippodromo Capannelle

Dove si trova esattamente Rock in Roma all'Ippodromo Capannelle?

All'Ippodromo delle Capannelle, Via Appia Nuova 1245, 00178 Roma, nel quadrante sud est della città, appena fuori dal Grande Raccordo Anulare in direzione Ciampino.

Come si arriva con la metropolitana?

Nessuna linea di metropolitana arriva all'ippodromo. Si prende la metro A fino a Colli Albani e poi l'autobus 664 lungo l'Appia Nuova, oppure fino a Cinecittà e poi il 520. La fermata dell'autobus è a circa cento metri dall'ingresso.

Esiste un collegamento ferroviario?

Sì, la stazione Capannelle sulla linea FL4 da Roma Termini, a circa quattrocento metri dall'ippodromo. Il viaggio dura una decina di minuti. Controllate l'orario dell'ultima corsa serale prima di contarci per il ritorno.

Quali autobus servono l'Ippodromo delle Capannelle?

Le linee 520, 664 e 789, con fermata Capannelle sull'Appia Nuova.

Ci sono parcheggi a Rock in Roma all'Ippodromo Capannelle?

Sì, l'ippodromo dispone di parcheggi propri numerati da P1 a P6, con orari di apertura scaglionati nel pomeriggio. Il parcheggio riservato alle persone con disabilità è il P4.

Come si torna in città dopo il concerto?

Con le navette convenzionate dall'organizzazione, che partono in genere attorno alla mezzanotte e mezza e all'una verso San Giovanni e Termini, con posti limitati da prenotare in anticipo. In alternativa autobus notturno o taxi chiamato per telefono o applicazione.

A che ora aprono i cancelli?

In genere nel primo pomeriggio, spesso attorno alle quindici e trenta, con inizio del concerto principale in tarda serata. L'orario esatto è indicato per ogni data sul sito ufficiale.

Quanto costa il biglietto per Rock in Roma all'Ippodromo Capannelle?

Il prezzo varia per ogni concerto e per ogni settore, e cambia ogni stagione. Il prezzo ufficiale della singola data è pubblicato sul sito della rassegna, che indica anche il rivenditore autorizzato.

Quante persone entrano all'Ippodromo delle Capannelle?

Fino a quarantacinquemila spettatori nella configurazione con il palco principale. Esistono allestimenti intermedi da quattordicimila a trentamila e arene più piccole da poche migliaia di posti.

Che differenza c'è fra pit e posto unico?

Il pit è la zona sotto palco a numero chiuso, con ingresso separato e sovrapprezzo. Il posto unico è il prato in piedi. Per l'ascolto, il centro campo a una quarantina di metri dal palco è spesso la posizione migliore.

Si può portare l'acqua dentro?

Di norma le bottiglie sigillate non si possono introdurre e i tappi vengono ritirati ai varchi. Dentro sono disponibili punti di erogazione e banchi di ristoro. Il regolamento preciso è pubblicato per ogni data.

Si possono fare foto a Rock in Roma all'Ippodromo Capannelle?

Con il telefono sì. Le fotocamere con obiettivi intercambiabili sono di norma vietate senza accredito stampa.

È accessibile alle persone con disabilità?

Sì, con ingresso dal Gate A, parcheggio al P4 e assistenza di volontari. Il fondo però è in terra e prato e le distanze interne sono di centinaia di metri: va messo in conto.

Rock in Roma è adatto ai bambini?

Sotto i dieci anni lo sconsiglio, per orari, folla e polvere. Per i ragazzi più grandi è una buona esperienza restando a metà campo e organizzando il rientro in anticipo.

Che cosa succede se piove?

L'impianto nasce per lavorare con qualsiasi meteo e i concerti raramente si cancellano per un temporale estivo. Il prato però diventa fango: scarpe chiuse e un cambio in auto.

In che mesi si svolge Rock in Roma?

Tra giugno e luglio, con estensioni ad agosto in alcune edizioni. La programmazione copre circa due mesi.

Da quanti anni esiste Rock in Roma?

Dal giugno 2009. Le edizioni del 2020 e del 2021 non si sono tenute per l'epidemia di Covid 19, quindi il numero delle edizioni realizzate è inferiore agli anni trascorsi.

Rock in Roma si tiene solo alle Capannelle?

No. La sede principale è l'Ippodromo delle Capannelle, ma la rassegna ha usato anche il Circo Massimo per gli eventi di scala massima e la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica per il formato più raccolto.

Che differenza c'è fra Rock in Roma e gli altri festival romani?

Rock in Roma è una rassegna con un concerto per sera lungo due mesi, non un festival concentrato in pochi giorni. Le Terme di Caracalla ospitano la stagione estiva dell'Opera, la Cavea dell'Auditorium una programmazione più da ascolto, il Romaeuropa Festival il teatro e la danza contemporanea in autunno.

L'Ippodromo delle Capannelle si può visitare fuori dai concerti?

Sì, è un impianto ippico in attività tutto l'anno, con corse al galoppo e, dal 2014, anche al trotto. Le giornate di corse sono un modo eccellente per vedere il luogo senza quarantamila persone davanti.

Quanto dista l'ippodromo dall'aeroporto di Ciampino?

Pochi chilometri. Dall'aeroporto si può usare la linea ferroviaria FL4 in direzione Termini scendendo a Capannelle, oppure un taxi per il tragitto breve.

Conviene arrivare all'apertura dei cancelli?

Se puntate alla transenna sì, mettendo in conto ore di attesa al sole. Altrimenti presentatevi un paio d'ore prima del concerto principale: si entra senza code lunghe e si trova ancora posto decente.

Un'ultima cosa, da chi accompagna gruppi in questa città da vent'anni. Le Capannelle non sono un bel posto nel senso in cui lo è il Circo Massimo, e chi ci arriva cercando la cartolina resta deluso: è un impianto sportivo di periferia, polveroso, lontano, scomodo. Eppure è il luogo dove Roma ha imparato a ospitare la grande musica dal vivo, e in una sera di luglio, con le torri faro accese sopra quarantamila persone e l'Appia buia che si allunga verso i Castelli, la sensazione che si prova là dentro non si trova da nessun'altra parte in città. Andateci con scarpe robuste, il ritorno già prenotato e nessuna fretta.

Ippodromo Capannelle - Rock in Roma - Via Appia Nuova 1245
Ippodromo Capannelle, Rock in Roma, Via Appia Nuova 1245

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IndirizzoVia Appia Nuova, 1245, 00178 Roma RM Appio Claudio, Roma, Roma Città
Telefono06 3107 6882
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