Untethered di Sissela Johansson al Millepiani Coworking — dall’11 settembre al 3 novembre 2026
Untethered è la mostra personale della fotografa Sissela Johansson, a cura di Fabula Works, aperta da Millepiani in via Nicolò Odero 13, alla Garbatella, dall'11 settembre al 3 novembre 2026. L'ingresso è libero, e la mostra si visita dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19; sabato e domenica lo spazio è chiuso, come indica la pagina ufficiale di Millepiani. La Garbatella è servita dalla metro B, fermata Garbatella, e da via Ostiense, ai piedi del quartiere, passano gli autobus 23 e 769; Millepiani è a meno di duecento metri in linea d'aria da piazza Bartolomeo Romano. Non ci sono biglietti da acquistare: per informazioni lo spazio risponde allo 06 888 17 621 e all'indirizzo indicato sul sito ufficiale di Millepiani.
Una mostra di fotografia di ritratto dentro un coworking di quartiere, aperta negli orari d'ufficio, gratuita: è un formato che a Roma si incontra poco e che, a nostro giudizio, merita di essere preso sul serio. Untethered porta alla Garbatella una fotografa di origine danese che vive in Svezia e lavora su un tema difficile, la fragilità delle persone quando smettono di recitare un ruolo. La visita si unisce facilmente a una passeggiata in uno dei quartieri più belli di Roma.

Untethered in breve
Untethered è una mostra fotografica di Sissela Johansson, aperta da Millepiani, alla Garbatella, fino al 3 novembre 2026, a ingresso libero, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.
Le date
La mostra ha aperto venerdì 11 settembre con un vernissage e un aperitivo gratuito alle 18. Resta visitabile fino a martedì 3 novembre 2026, data indicata dalla pagina ufficiale di Millepiani. Il portale turistico di Roma Capitale riporta una chiusura più lunga, al 22 dicembre: prima di andare dopo i primi di novembre, conviene chiedere conferma allo spazio.
Gli orari
Millepiani è un coworking, e la mostra segue i suoi orari: dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 19. Il sabato e la domenica è chiuso. È una mostra da pausa pranzo o da fine giornata, non da gita del fine settimana.
Il prezzo
L'ingresso è libero, come indica la pagina ufficiale della mostra. È una delle poche mostre di fotografia internazionale a Roma che si possono vedere senza spendere nulla e senza prenotare.
Chi la cura
La mostra è curata da Fabula Works, che presenta il lavoro della fotografa. Lo spazio che la ospita, Millepiani, è un'associazione di promozione sociale del terzo settore.
Cosa si vede in Untethered
Untethered riunisce due nuclei di fotografie di ritratto. Il testo di presentazione le descrive come uno spazio di esposizione emotiva: immagini che rifiutano la patina e l'artificio e si soffermano su istanti in cui le persone appaiono indifese, sospese, introspettive.
Le figure nell'acqua
La prima serie colloca le figure nell'acqua, sospese fra l'assenza di gravità e la quiete. L'acqua, in queste immagini, è insieme sostegno e isolamento: il corpo galleggia, perde il peso, si separa dal mondo. È la parte della mostra che dà senso al titolo.
I gesti intimi
La seconda serie cattura espressioni e gesti intimi, e rivela stati emotivi sinceri e spesso ambigui. Qui la fotografia si avvicina ai volti, alle mani, ai piccoli movimenti che tradiscono quello che le persone provano. Insieme, secondo i curatori, le due serie creano una tensione fra la sospensione fisica e le emozioni interiori.
L'identità come equilibrio
La presentazione insiste su un punto: in Untethered l'identità non è una risposta definitiva, ma un equilibrio delicato e in continuo mutamento. Le fotografie lasciano ai soggetti lo spazio per essere complessi e indefiniti, al di là dei ruoli e delle apparenze con cui di solito ci riconosciamo. I curatori la definiscono cruda, intima e silenziosamente provocatoria.
Il titolo
Untethered in inglese vuol dire slegato, senza ormeggi, libero dal guinzaglio. Il testo della mostra chiude con una domanda che ne spiega il senso: cosa resta quando ci liberiamo del bisogno di definirci. Il titolo è la risposta in una parola.
Chi è Sissela Johansson
Sissela Johansson è una fotografa di origine danese che vive e lavora in Svezia, presentata da Fabula Works come un'artista con un background multiculturale e una vita trascorsa attraversando diversi continenti.
Un'identità fluida
Secondo la presentazione ufficiale, la tensione delle sue immagini riflette il rapporto della stessa Johansson con l'identità. Chi ha vissuto in paesi diversi, scrivono i curatori, tende a pensare l'identità come qualcosa di fluido più che di fisso, modellato da luoghi, incontri, ricordi e contraddizioni. Le sue fotografie portano questa esperienza sui volti degli altri.
Una pratica diretta
Il testo parla di una personalità espressiva e di una spiccata sensibilità, che plasmano una pratica fotografica insieme diretta e attenta alla complessità dei soggetti. Non ci sono messe in scena elaborate: la fotografia di Johansson cerca il momento in cui la persona smette di posare.
La prima volta a Millepiani
Untethered porta il lavoro di Johansson in uno spazio di quartiere romano, dentro un coworking frequentato ogni giorno da professionisti, associazioni e abitanti della Garbatella. È un pubblico diverso da quello delle gallerie del centro, e forse più adatto a una fotografia che parla di persone comuni in momenti non comuni.
Il ritratto come esposizione emotiva
Untethered appartiene a una famiglia precisa della fotografia contemporanea: il ritratto che non cerca di rendere bella o riconoscibile una persona, ma di coglierla quando si espone. Il testo dei curatori usa proprio questa parola, esposizione, e la riferisce alle emozioni più che alla luce.
Senza patina
Le immagini, scrivono i curatori, rifiutano la patina e l'artificio. Non aspettarti la perfezione levigata della fotografia di moda o pubblicitaria: qui la pelle, lo sguardo, la posa hanno le imperfezioni della vita. È una scelta di linguaggio, e va guardata come tale.
Sospensione fisica e sospensione interiore
Il dialogo fra le due serie è il cuore della mostra. Nell'acqua il corpo è sospeso fisicamente; nei primi piani è sospeso emotivamente, fra uno stato d'animo e l'altro. Passare da una serie all'altra aiuta a capire che la fotografa sta raccontando la stessa condizione con due strumenti diversi.
Cosa portarsi a casa
La domanda finale della presentazione, cosa resta quando smettiamo di definirci, è di quelle che accompagnano per qualche giorno. È il segno di una mostra riuscita: poche immagini, ma una domanda precisa.
Fabula Works, i curatori
Fabula Works è il soggetto che cura e presenta Untethered a Millepiani. La pagina ufficiale della mostra, in italiano e in inglese, porta la sua firma, e il testo critico è il loro.
Una mostra bilingue
La presentazione è pubblicata in italiano e in inglese: un segno della vocazione internazionale del progetto e dello spazio, che ha ospitato negli anni mostre collettive con artisti di molti paesi. Per un visitatore straniero è un vantaggio concreto.
Il vernissage
La mostra è stata inaugurata venerdì 11 settembre alle 18 con un aperitivo gratuito e ingresso libero: la formula abituale di Millepiani per le sue inaugurazioni.
Millepiani, la sede
Millepiani è un coworking e un'associazione di promozione sociale in via Nicolò Odero 13, alla Garbatella, nel Municipio VIII. Oltre agli spazi di lavoro condiviso, ospita mostre, incontri e progetti legati al quartiere.
Un coworking che espone
Il sito di Millepiani racconta un calendario fitto: mostre di fotografia e di grafica, progetti sul cibo e sull'agricoltura urbana, gruppi di mutuo aiuto per giovani, laboratori, letture collettive, la moda etica. Le mostre si inseriscono dentro gli spazi di lavoro, e questo spiega gli orari: si visitano quando il coworking è aperto.
Una tradizione di mostre internazionali
Già nel dicembre 2019, per esempio, lo spazio ospitava About Future, una collettiva internazionale di fotografia e grafica digitale curata da LoosenArt, con decine di artisti da tutto il mondo. Untethered continua questa linea: fotografia contemporanea internazionale dentro un luogo di quartiere.
Uno spazio del terzo settore
Millepiani è registrata come associazione di promozione sociale ed ente del terzo settore, e il sito elenca progetti che vanno ben oltre il lavoro condiviso: un consiglio del cibo per la città, laboratori gratuiti sull'alimentazione, progetti di agroforestazione e di mobilità sostenibile, letture collettive, gruppi di mutuo aiuto per giovani. Le mostre fanno parte di questo stesso impegno: portare cultura in un luogo di quartiere, gratuitamente, a chi ci passa ogni giorno. È un contesto che dà alla fotografia di Johansson, dedicata alle persone e alle loro fragilità, un pubblico coerente.
I contatti
Millepiani risponde allo 06 888 17 621 e all'indirizzo email indicato sul sito ufficiale. Per gruppi, scuole o visite fuori dagli orari standard, è la strada più diretta.
La Garbatella, il quartiere della mostra
La Garbatella è l'abitato fondato il 18 febbraio 1920, quando il re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra in piazza Benedetto Brin. Oggi è una delle zone più amate di Roma, e Millepiani ne occupa un angolo tranquillo, a pochi passi da piazza Bartolomeo Romano.
Il porto che non ci fu
Il quartiere nacque in funzione di un progetto mai realizzato: un canale navigabile verso Ostia e un porto fluviale, immaginati dagli urbanisti guidati da Paolo Orlando. Le case avrebbero ospitato i lavoratori portuali. Il porto non si fece, ma ne restano i nomi delle strade, dedicati a navigatori e ammiragli.
La città giardino
La Garbatella fu costruita a lotti, con cortili, orti e lavatoi comuni, secondo l'idea della città giardino. Gli architetti Gustavo Giovannoni e Innocenzo Sabbatini disegnarono le prime case nello stile che fu chiamato barocchetto; poi arrivarono Costantini, Massimo Piacentini, Mario De Renzi, Felice Nori. Dal 1927 sorsero gli Alberghi, grandi edifici chiamati Rosso, Bianco, Giallo e Beige.
Il nome
Prima di chiamarsi Garbatella, il quartiere rischiò di chiamarsi Concordia o Remuria. Sull'origine del nome la versione più diffusa parla di un'ostessa gentile, la garbata ostella; uno studio pubblicato nel 2019 nel volume Garbatella 100 l'ha identificata in Clementina Eusebi, che gestì l'osteria fra il 1835 e il 1850, figlia di Maddalena Garbata.
Come arrivare a Millepiani
Millepiani, in via Nicolò Odero 13, si raggiunge con la metro B fino alla fermata Garbatella e poi a piedi verso l'interno del quartiere, oppure con gli autobus 23 e 769 che percorrono via Ostiense.
In metro
Da Termini si prende la linea B in direzione Laurentina e si scende a Garbatella. Dalla stazione si sale a piedi verso il quartiere storico. Piazza Bartolomeo Romano, a meno di duecento metri da Millepiani, è un buon punto di riferimento.
In autobus
Via Ostiense, ai piedi della Garbatella, è servita dalle linee 23 e 769, che la collegano alla stazione Ostiense e a Piramide. Per il percorso preciso fino a via Odero conviene usare il calcolatore di ATAC.
In treno
La stazione Roma Ostiense, collegata alla metro B a Piramide, è a breve distanza dal quartiere: comoda per chi arriva dai treni regionali o dall'aeroporto di Fiumicino.
In auto
La Garbatella storica ha strade strette e parcheggi scarsi. Negli orari d'ufficio della mostra, la metro è molto più comoda.
Come visitare Untethered
Untethered si visita in mezz'ora, dentro gli spazi di un coworking: è una mostra da inserire in una giornata alla Garbatella o in una pausa di lavoro.
Rispettare chi lavora
Le fotografie sono esposte in un luogo dove altre persone lavorano. Entra con discrezione, abbassa la voce, non telefonare davanti alle opere. È la condizione migliore anche per le immagini, che chiedono silenzio e attenzione.
Guardare i volti
Con la serie dei gesti intimi, avvicinati: il senso di queste fotografie è nei dettagli, in uno sguardo che scivola, in una mano che si chiude. Con la serie dell'acqua, invece, fai un passo indietro e lascia che l'insieme del corpo sospeso si legga come una forma.
Con i bambini
Le fotografie di ritratto nell'acqua possono incuriosire anche i più piccoli, ma il contesto di lavoro e il tono intimo della mostra la rendono più adatta ad adulti e ragazzi.
Accessibilità
Per informazioni sull'accesso agli spazi con disabilità motorie conviene contattare Millepiani prima della visita, al numero indicato sul sito ufficiale.
Una curiosità su Untethered di Sissela Johansson al Millepiani Coworking — dall'11 settembre al 3 novembre 2026
La curiosità più bella riguarda il quartiere che ospita la mostra, e il suo rapporto con l'acqua. La Garbatella nacque per un porto che non fu mai costruito. Dopo la prima guerra mondiale gli urbanisti guidati da Paolo Orlando immaginavano un canale navigabile parallelo al Tevere, da Roma al mare di Ostia, con un porto commerciale nella zona dell'attuale via del Porto Fluviale. Le case della Garbatella avrebbero dovuto ospitare i lavoratori portuali. Il porto non arrivò, ma il quartiere sì, e dei marinai che non ci furono restano i nomi delle strade, quasi tutti dedicati a navigatori, ammiragli e figure del mondo marittimo.
Una mostra che apre con figure sospese nell'acqua, in un quartiere nato per un porto mai costruito, ha qualcosa di poetico. I corpi fotografati da Sissela Johansson galleggiano liberi, slegati, untethered; le strade della Garbatella portano i nomi di un mare che non è mai arrivato fin qui. Passeggiando dopo la visita, leggi i nomi delle vie: ti accorgerai di camminare in una città portuale senza porto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Untethered di Sissela Johansson al Millepiani Coworking — dall'11 settembre al 3 novembre 2026
Quello che raramente si dice delle mostre ospitate nei coworking e negli spazi associativi è che spesso sono il modo migliore per vedere fotografia internazionale contemporanea a Roma. Le grandi istituzioni lavorano con nomi affermati e tempi lunghi; gli spazi di quartiere possono permettersi di presentare artisti meno noti, di ospitare curatori indipendenti, di aprire con un aperitivo gratuito e lasciare l'ingresso libero per settimane. Millepiani lo fa da anni, come dimostrano mostre collettive come About Future del 2019.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda le date. La pagina ufficiale di Millepiani indica la chiusura al 3 novembre 2026, mentre il portale turistico di Roma Capitale riporta il 22 dicembre. Può darsi che la mostra venga prorogata, ma la fonte dello spazio che la ospita è quella che conta: organizzati per andarci entro il 3 novembre, e se passi più tardi chiama prima. La terza è pratica: la mostra è chiusa proprio nei giorni in cui la maggior parte delle persone passeggia alla Garbatella, il sabato e la domenica. Chi vuole vederla deve pensarla come una tappa infrasettimanale, magari all'ora di pranzo o all'uscita dal lavoro.
Il consiglio che ti do per visitare Untethered di Sissela Johansson al Millepiani Coworking — dall'11 settembre al 3 novembre 2026
Il consiglio è di andarci in un tardo pomeriggio feriale, verso le 17.30, e di costruire intorno alla mostra una passeggiata nella Garbatella storica. Scendi dalla metro B a Garbatella, sali verso piazza Bartolomeo Romano, entra a Millepiani, guarda le fotografie con calma prima della chiusura delle 19. Poi esci e prendi la strada dei lotti, fra cortili, orti e scale, fino alla Fontana della Carlotta e alla scala degli Innamorati, in piazza Ricoldo da Montecroce.
Chiudi la giornata in una trattoria del quartiere: la Garbatella ha una tradizione di osterie romane frequentate soprattutto dai residenti, con prezzi più bassi del centro. Se vieni da fuori Roma e hai poco tempo, abbina la visita alla Centrale Montemartini o alla basilica di San Paolo fuori le mura, che sono a breve distanza. E non dimenticare la data: la chiusura indicata da Millepiani è il 3 novembre, un martedì.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Garbatella è uno dei quartieri più fotografati e filmati di Roma. Nanni Moretti ci ha girato scene di Caro diario e di Bianca; Pier Paolo Pasolini l'ha raccontata in Una vita violenta; la serie I Cesaroni l'ha resa familiare a milioni di spettatori. Si cita meno spesso che il quartiere fu anche un laboratorio di architettura: nel 1929, in occasione del XII Congresso internazionale delle abitazioni, fu costruito un lotto di casette modello, il lotto 24, per mostrare ai delegati stranieri le soluzioni dell'edilizia popolare romana.
Un quartiere nato per essere mostrato, fotografato, visitato da stranieri curiosi: in fondo la Garbatella è da sempre una galleria a cielo aperto. Che oggi una fotografa danese venuta dalla Svezia esponga qui i suoi ritratti è la prosecuzione di quella vocazione. La differenza è che allora si mostravano le case, e oggi si mostrano le persone. Untethered, con le sue figure indifese e sospese, è il contrario delle facciate ordinate del barocchetto: ma entrambi raccontano come si vive, e come si potrebbe vivere.
La foto giusta da fare a Untethered di Sissela Johansson al Millepiani Coworking — dall'11 settembre al 3 novembre 2026
Dentro Millepiani la foto giusta non è quella delle opere: fotografare fotografie raramente rende giustizia al lavoro dell'autore, e in un coworking c'è anche il rispetto per chi lavora. Se vuoi un ricordo, chiedi al personale se si può fotografare e scegli un'inquadratura che mostri il rapporto fra le immagini e lo spazio: le fotografie di Johansson appese in un luogo di lavoro, fra scrivanie e persone, raccontano bene la natura della mostra.
Fuori, la foto giusta è quella della Garbatella nella luce del tardo pomeriggio. Cerca un cortile interno dei lotti, con le case basse del barocchetto, gli orti e i panni stesi; oppure la scala degli Innamorati con la Fontana della Carlotta. Sono immagini di un quartiere che vive ancora come una comunità, e dopo una mostra dedicata ai volti e ai gesti intimi ti verrà naturale cercare le persone: un anziano seduto davanti a una porta, due ragazzi su una scalinata. Chiedi sempre il permesso prima di fotografare qualcuno da vicino: è la lezione più semplice che Untethered insegna.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della Garbatella comincia il 18 febbraio 1920, quando il re Vittorio Emanuele III posa la prima pietra in piazza Benedetto Brin, con il sindaco Adolfo Apolloni, l'Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e l'Istituto delle Case popolari. Il progetto del porto fluviale e del canale verso Ostia, voluto dagli urbanisti di Paolo Orlando, non sarà mai realizzato. Il quartiere cresce a lotti, secondo l'idea della città giardino, con le prime case di Gustavo Giovannoni e Innocenzo Sabbatini. Dal 1927 sorgono gli Alberghi, vicino a piazza Eugenio Biffi; nel 1929 il lotto 24 viene costruito come esposizione per il XII Congresso internazionale delle abitazioni.
Nel quartiere arrivano anche gli sfollati degli sventramenti del centro, dalla Spina di Borgo e dall'area di via dei Fori Imperiali. Durante la guerra il quartiere è una zona rossa e partecipa alla Resistenza. Il 3 dicembre 1978 papa Giovanni Paolo II visita la parrocchia di San Francesco Saverio, dove era stato confessore nel 1946. Il cinema e la letteratura ne fanno un simbolo: Pasolini, Moretti, la televisione dei Cesaroni. Con l'Università Roma Tre il quartiere diventa anche universitario, e a febbraio si festeggia ogni anno il Buon Compleanno Garbatella. In questa storia si inseriscono gli spazi associativi come Millepiani, che nel 2026 portano nel quartiere la fotografia internazionale.
Chi è passato da Untethered di Sissela Johansson al Millepiani Coworking — dall'11 settembre al 3 novembre 2026
Dalla Garbatella è passato nel 1920 il re Vittorio Emanuele III, per la posa della prima pietra; sono passati gli architetti che hanno disegnato il quartiere, da Gustavo Giovannoni e Innocenzo Sabbatini a Massimo Piacentini, Mario De Renzi e Felice Nori; sono passati nel 1929 i delegati del Congresso internazionale delle abitazioni. Nel 1946 vi fu confessore il giovane Karol Wojtyła, che tornò da papa il 3 dicembre 1978.
Sono passati gli scrittori e i registi che l'hanno raccontata, Pier Paolo Pasolini e Nanni Moretti, e figure del quartiere come Iole Zedde e Alvaro Amici. Sono passati gli studenti di Roma Tre, i gruppi che animano la vita associativa, le Sgarbatelle con il loro mutuo soccorso. Da Millepiani sono passati negli anni artisti di molti paesi, come quelli della collettiva About Future del 2019, e professionisti, associazioni, giovani dei gruppi di mutuo aiuto. In questo autunno passano Fabula Works e Sissela Johansson, con i ritratti di persone sospese nell'acqua e nei propri pensieri. E passa chiunque entri, anche solo per mezz'ora, a guardare una fotografia che non ti chiede di essere nessuno.
Cosa vedere intorno a Millepiani
Intorno alla Garbatella si concentrano alcuni dei luoghi più interessanti del quadrante sud di Roma, fra archeologia, archeologia industriale e arte urbana.
San Paolo fuori le mura
La basilica di San Paolo fuori le mura è a breve distanza scendendo verso via Ostiense. Poco lontano ci sono anche le catacombe di Commodilla.
Ostiense e la Centrale Montemartini
Ai piedi del quartiere si stende l'Ostiense industriale: la Centrale Montemartini espone sculture antiche fra le macchine di una centrale elettrica, e lungo le vie si incontra la street art dell'Ostiense.
Gli orti e la Piramide
Nel quartiere ci sono gli orti urbani della Garbatella, coerenti con lo spirito di comunità di Millepiani. Verso il centro, la Piramide Cestia e Porta San Paolo chiudono un itinerario da fare a piedi.
Dove mangiare alla Garbatella
La Garbatella ha una tradizione di trattorie di quartiere, osterie romane e pizzerie frequentate soprattutto dai residenti, con prezzi in genere più bassi del centro.
Pausa pranzo
Con la mostra aperta in orario d'ufficio, un pranzo in una trattoria del quartiere prima o dopo la visita è la combinazione più naturale.
Verso l'Ostiense
Scendendo verso via Ostiense si trovano locali più recenti, birrerie e ristoranti frequentati dagli studenti di Roma Tre. Nell'ex Air Terminal della stazione Ostiense, dal 2012, c'è la grande sede romana di Eataly.
La Garbatella fra settembre e novembre
Untethered occupa l'autunno romano, dalla metà di settembre ai primi di novembre: la stagione migliore per camminare alla Garbatella, con giornate ancora lunghe all'inizio e la luce bassa e calda di ottobre.
Un quartiere da camminare
La Garbatella si scopre a piedi. I lotti con i cortili interni, gli orti, i lavatoi comuni, le scalinate che collegano una strada all'altra sono pensati per il passo lento. Una visita alla mostra dura poco; il quartiere intorno merita almeno un'ora.
Le altre iniziative in zona
In autunno il quartiere è attraversato da passeggiate, festival e iniziative culturali, come le passeggiate raccontate e i cicli di cinema fra Garbatella e Ostiense come L'Aperossa 2026. Controlla il calendario culturale del Municipio VIII: con un po' di fortuna la tua visita a Millepiani può coincidere con un'altra occasione.
La comunità
La Garbatella è un quartiere con una forte vita associativa, dalle Sgarbatelle con il loro mutuo soccorso alla festa del Buon Compleanno Garbatella a febbraio. Uno spazio come Millepiani, con i suoi progetti sul cibo, sui giovani, sulla cultura, fa parte di questa rete. Visitare la mostra significa anche conoscere un pezzo di questa comunità.
Domande frequenti su Untethered di Sissela Johansson
Fino a quando è aperta la mostra Untethered a Roma?
La mostra Untethered di Sissela Johansson è aperta a Millepiani, in via Nicolò Odero 13 alla Garbatella, dall'11 settembre al 3 novembre 2026, secondo la pagina ufficiale dello spazio. Il portale turistico di Roma Capitale indica il 22 dicembre: dopo il 3 novembre conviene chiedere conferma.
Quanto costa vedere Untethered?
La mostra Untethered a Millepiani è a ingresso libero, come indica la pagina ufficiale. Non servono biglietti né prenotazioni. Per gruppi o visite particolari si può contattare lo spazio allo 06 888 17 621.
Quali sono gli orari della mostra Untethered?
Untethered si visita dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19, negli orari del coworking Millepiani. Il sabato e la domenica lo spazio è chiuso, quindi la mostra non è visitabile nel fine settimana.
Chi è Sissela Johansson?
Sissela Johansson è una fotografa di origine danese che vive in Svezia, con un background multiculturale e una vita trascorsa in diversi continenti. Nei suoi ritratti cerca momenti in cui le persone appaiono indifese e introspettive. Untethered è curata da Fabula Works.
Come si arriva a Millepiani alla Garbatella?
Millepiani, in via Nicolò Odero 13, si raggiunge con la metro B fino alla fermata Garbatella e poi a piedi, oppure con gli autobus 23 e 769 su via Ostiense. È a meno di duecento metri in linea d'aria da piazza Bartolomeo Romano.
Cosa si vede nella mostra Untethered?
Nella mostra Untethered si vedono due serie di fotografie di ritratto di Sissela Johansson: figure sospese nell'acqua, fra assenza di gravità e quiete, e primi piani di espressioni e gesti intimi che rivelano stati emotivi sinceri e ambigui.
Il consiglio finale su Untethered di Sissela Johansson
Conviene andarci in un pomeriggio feriale, entro il 3 novembre, e fare della mostra il punto di partenza di una passeggiata nella Garbatella dei lotti e dei cortili. A nostro giudizio mezz'ora di fotografie silenziose e un'ora di quartiere restituiscono una Roma che i turisti raramente vedono. Per un'esperienza su misura fra la Garbatella e l'Ostiense, la redazione di Tour Leader Pro organizza tour ed esperienze private, aziendali e V.I.P.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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