Senza fine di Gianni De Feo al Teatrosophia — dal 1 al 4 ottobre 2026
Senza fine. Quando i poeti cantano, lo spettacolo di teatro canzone di e con Gianni De Feo, è in scena al Teatrosophia, in via della Vetrina 7 a Roma, a due passi da piazza Navona, da giovedì 1 a domenica 4 ottobre 2026. Le recite di giovedì 1 e venerdì 2 ottobre cominciano alle 21, quelle di sabato 3 e domenica 4 alle 18. Lo spettacolo, prodotto da Florian Metateatro, attraversa la canzone d'autore «da Kurt Weill a Mia Martini», con i testi poetici di Roberto Rinaldi, gli arrangiamenti musicali di Adriano D'Amico e la partecipazione di Maria Concetta Borgese. Il posto si prenota sul sito ufficiale del Teatrosophia o ai numeri del teatro (06 68801089 e 353 3925682) e si paga direttamente in cassa prima dello spettacolo; per entrare è necessaria la tessera dell'Associazione Culturale Teatrosophia, che costa 5 euro e vale tutto l'anno. Il prezzo del biglietto non è pubblicato sulla pagina dello spettacolo e va chiesto al momento della prenotazione. Per raggiungere via della Vetrina conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC e scendere alla fermata più vicina a piazza Navona.

Senza fine apre la stagione 2026/2027 del Teatrosophia, uno dei punti di riferimento del teatro off romano. Seguono il programma della serata, la biografia di Gianni De Feo, la squadra artistica, la storia del teatro, il quartiere intorno a piazza Navona e le informazioni pratiche per organizzare la serata.
Senza fine al Teatrosophia: date, orari e prenotazioni
Senza fine. Quando i poeti cantano va in scena al Teatrosophia per quattro recite, dal 1 al 4 ottobre 2026: giovedì e venerdì alle 21, sabato e domenica alle 18.
Il calendario delle recite
Giovedì 1 ottobre ore 21; venerdì 2 ottobre ore 21; sabato 3 ottobre ore 18; domenica 4 ottobre ore 18. Gli orari sono riportati sia nella pagina del teatro sia sulla locandina ufficiale dello spettacolo. Le due recite pomeridiane del fine settimana sono le più comode per chi vuole cenare dopo lo spettacolo nelle strade intorno a piazza Navona.
Come si prenota
Il Teatrosophia invita a prenotare il proprio posto attraverso il sito o al telefono e a pagare direttamente in cassa prima dello spettacolo. I numeri sono lo 06 68801089 e il 353 3925682, l'indirizzo di posta è info@teatrosophia.com; il teatro indica come orario di contatto tutti i giorni dalle 9 alle 20.
La tessera associativa
Il Teatrosophia è un'associazione culturale: per assistere agli spettacoli è necessaria l'iscrizione, che comporta un contributo di 5 euro e dà una tessera valida per tutto l'anno. Chi prevede di tornare in stagione ammortizza subito la spesa.
Il prezzo
Il prezzo del biglietto di Senza fine non è indicato nella pagina dello spettacolo. Conviene chiederlo al momento della prenotazione telefonica, insieme alla conferma della disponibilità, perché la sala è raccolta e i posti si esauriscono rapidamente nelle prime repliche.
Senza fine, quando i poeti cantano: lo spettacolo
Senza fine è uno spettacolo in cui poesia e canzone vivono all'unisono, secondo la presentazione del Teatrosophia, oscillando tra realtà brucianti e sogni, tra consapevolezza e illusione.
Il punto di partenza: il kabarett berlinese
Il percorso parte dal kabarett berlinese, spazzato via dagli eventi bellici. Tre voci aprono il racconto: quella malinconica di Marlene Dietrich, presentata come icona di libertà; quella graffiante di Bertolt Brecht, che ironizza sulla stupidità dei potenti; quella di Kurt Weill, ebreo in esilio, che con Youkali Tango porta lo spettatore verso l'isola dei sogni che non esiste.
I poeti cantori italiani
Da questo quadro storico emergono i poeti cantori italiani. La presentazione ne fa un ritratto per tratti: Fabrizio De André, che restituisce dignità agli ultimi della terra; Bruno Lauzi e il suo uomo comune, goffo ma poeta; Luigi Tenco, lucido e feroce; Dalida, malata d'amore; e di nuovo Brecht, questa volta sulla voce di Milva.
La chiusura del cerchio
Il cerchio si chiude con il grido di Mia Martini e con la solarità di Vinicius de Moraes, che invita ad accogliere il poeta che vive in ognuno. Il titolo, Senza fine, è anche un'idea di forma: il racconto non procede verso una conclusione ma torna su sé stesso.
La forma: canzoni e voce off
Un filo narrativo invisibile lega canzoni d'autore e canzoni di guerra, con arrangiamenti originali e frammenti poetici in voce off, per un ascolto che la compagnia definisce «ad occhi chiusi». La frase che chiude la presentazione riassume il senso del lavoro: gli artisti vivono là dove i poeti cantano.
Chi firma Senza fine: la squadra artistica
Senza fine è una produzione Florian Metateatro, ideata e interpretata da Gianni De Feo, con i testi poetici di Roberto Rinaldi e le musiche originali e gli arrangiamenti di Adriano D'Amico.
Roberto Rinaldi, i testi poetici
Roberto Rinaldi firma i frammenti poetici che collegano le canzoni. Il suo nome era già legato a un precedente lavoro di De Feo: in Daimon, l'ultimo canto di John Keats, di Paolo Vanacore, le immagini pittoriche di Rinaldi erano proiettate durante la rappresentazione, come racconta lo stesso De Feo in un'intervista pubblicata dal sito Solomente.
Adriano D'Amico, la musica
Adriano D'Amico cura le musiche originali e gli arrangiamenti, secondo la locandina dello spettacolo. Il lavoro sugli arrangiamenti è decisivo in un progetto che mette in fila Weill, Tenco e Vinicius de Moraes: il tessuto sonoro deve rendere coerente un repertorio che attraversa lingue ed epoche diverse.
Maria Concetta Borgese
Lo spettacolo ha la partecipazione di Maria Concetta Borgese, danzatrice, coreografa e performer di esperienza internazionale, che il Teatrosophia presenta come sua consulente artistica.
Immagine, costumi e luci
La locandina indica il progetto grafico e i contenuti visivi di Alessandro Maria Ostili, i costumi di Janni Altamura e il disegno luci di Gloria Mancuso, direttrice tecnica del Teatrosophia.
Gianni De Feo, attore, cantante e regista
Gianni De Feo è attore, cantante e regista: inizia la formazione professionale a Roma nel 1975, studiando tecniche vocali, recitazione e dizione con Alba Maria Setaccioli, insegnante all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico.
La formazione fra Roma e Parigi
Dopo gli studi a Roma, De Feo frequenta l'MTM, mimo teatro movimento, sotto la direzione di Lydia Biondi. A Parigi approfondisce le tecniche del movimento e del mimo con Jacques Lecoq, studia canto alla Schola Cantorum e segue un seminario sul teatro di Peter Brook con Jean Paul Denizon. Il profilo pubblicato dal sito Solomente ricostruisce questa carriera nel dettaglio.
I registi
In teatro è diretto, fra gli altri, da Mario Ricci, Sylvano Bussotti, Werner Schroeter, Roberto De Simone, Mario Scaccia, Lindsay Kemp, Tato Russo, Maurizio Scaparro, Dacia Maraini e Antonio Salines. Debutta nel varietà e nel café chantant diretto da Michael Aspinall e da Paola Borboni, poi da Romolo Siena e da Fiorenzo Fiorentini.
I grandi ruoli
Fra i ruoli sperimentali c'è Oreste nel Ritorno di Oreste dall'Orestea di Eschilo, diretto da Mario Ricci. Fra i ruoli principali ha interpretato Giacomo Leopardi, Marcel Proust, Jean Cocteau, Alfred Jarry, il Marchese de Sade, Amedeo Modigliani e Oscar Wilde. Al Teatro Bellini di Napoli è stato il Cantastorie nell'Opera da tre soldi di Brecht e Rosencrantz nell'Amleto, a cura di Tato Russo, fra il 1996 e il 1999.
De Simone, Kemp, il Globe
Con la regia di Roberto De Simone ha preso parte a una delle ultime versioni della Gatta Cenerentola in tournée a Londra, Parigi e Barcellona (1999-2000), ed è stato uno dei protagonisti dell'Opera buffa del Giovedì Santo, nel ruolo di Eleonora Pimentel Fonseca. Con Lindsay Kemp è stato protagonista del caffè concerto Bar Saudade al Chianti Festival 2001, con Richard Galliano alla fisarmonica. Dal 2006 al 2009 è stato Oberon nel Sogno di una notte di mezza estate al Globe Theatre di Roma diretto da Gigi Proietti, con la regia di Riccardo Cavallo.
Il teatro canzone
De Feo è ideatore, interprete e regista di diversi spettacoli di teatro canzone con musicisti dal vivo, nei quali le canzoni sono cantate in genere nella lingua originale: italiano, francese, spagnolo, tedesco e inglese. Fra questi Grido d'amore, dedicato a Edith Piaf; Canzoni in forma di nuvole, omaggio a Sergio Endrigo; Ballata notturna per Oscar Wilde; Chapeau! Ovvero i misfatti dell'istinto, dal kabarett berlinese a Fabrizio De André. Senza fine si colloca su questa linea.
Gianni De Feo, una carriera fra Roma e il mondo
La carriera di Gianni De Feo ha toccato teatri e festival in Italia e all'estero: dal Festival internazionale di Byblos, in Libano, al Teatro Maipo Kabaret di Buenos Aires, dall'Auditorium di Roma al MAXXI.
Parigi e Byblos
Dal 2010 al 2012 De Feo torna a Parigi per una produzione franco libanese e nel 2011 partecipa al Festival internazionale di Byblos, recitando in francese il ruolo del Maître de Cérémonie nello spettacolo Les Mystères Lyriques con Samar Salamé, la regia di Diana Iliescu e l'orchestra di Parigi.
Pasolini e Alan Turing
Nell'aprile 2012 all'Auditorium di Roma canta le canzoni di Pier Paolo Pasolini nello spettacolo Pier Paolo poeta delle ceneri con Cosimo Cinieri. Nella stagione 2012/2013 riprende in tournée il monologo di Massimo Vincenzi Alan Turing e la mela avvelenata, già presentato al Teatro Belli nel 2008 nella rassegna Garofano Verde e arrivato nel giugno 2014 a Buenos Aires e a Mendoza.
Il Teatro dell'Orologio
Per alcuni anni De Feo lavora al Teatro dell'Orologio di Roma con Mario Moretti, Riccardo Cavallo e Riccardo Reim: è Martin nella Caduta degli dei, il ruolo che nel film di Luchino Visconti fu di Helmut Berger, e Cocteau in Opium. Nel 2009 è l'attore di Fili di Erri De Luca; nel 2010 lavora con Dacia Maraini nei Digiuni di Santa Caterina.
L'insegnamento
Ha insegnato nella scuola del Teatro dell'Orologio e all'Accademia di Pomezia diretta da Enrico Brignano; dal 2012 insegna recitazione e movimento scenico al LIM, l'accademia di musical di Roma diretta da Cesare Vangeli. Dirige periodicamente corsi e laboratori su movimento, improvvisazione, espressione corporea e tecnica vocale.
Il Teatrosophia, la sede di Senza fine
Il Teatrosophia è uno spazio teatrale in via della Vetrina 7, nel rione Ponte, aperto nel 2018 dal regista e produttore Guido Lomoro, che lo presenta come uno spazio per il teatro e per l'arte tutta.
Le origini
La storia pubblicata dal teatro comincia con Guido Lomoro, allora imprenditore immobiliare, che si iscrive a un corso di teatro e ne resta folgorato. Lascia il suo lavoro, studia e fa gavetta come attore e organizzatore, poi come regista e produttore. Nasce una prima compagnia che prova in uno scantinato; due anni dopo Lomoro fonda Chièdiscena, scuola di teatro che dirige per circa dieci anni, e con gli spettacoli di Teatroincasa porta il teatro anche nelle abitazioni private.
Via della Vetrina 7
Nel 2016 Lomoro trova lo spazio di via della Vetrina 7. Nel 2018 il Teatrosophia apre con la sua prima stagione; dopo la pausa della pandemia il teatro riprende con nuove produzioni e collaborazioni. Il teatro dichiara quasi 3.500 spettatori ogni anno e si definisce uno dei principali punti di riferimento del teatro off romano.
Non solo spettacoli
Accanto alla stagione teatrale il Teatrosophia propone presentazioni di libri e aperitivi dopo lo spettacolo. La stagione 2026/2027 è presentata con un manifesto intitolato L'ordito e la trama: l'ordito è la struttura permanente, la trama ciò che si intreccia ogni volta in modo diverso, e il cartellone è pensato come un intreccio di spettacoli e percorsi che si richiamano.
La squadra del teatro
Il teatro presenta una squadra stabile: Alessandra Di Tommaso per l'amministrazione e l'attività del dopo teatro; Maria Concetta Borgese come consulente artistica; Andrea Cavazzini all'ufficio stampa; Gloria Mancuso, che il teatro chiama «regina delle luci», come direttrice tecnica; la fotografa di scena Manuela Giusto.
Come arrivare al Teatrosophia per Senza fine
Il Teatrosophia si trova in via della Vetrina 7, nel rione Ponte: il teatro indica la propria posizione a due passi da piazza Navona, che è il punto di riferimento più semplice per orientarsi.
Con i mezzi pubblici
Per scegliere l'autobus migliore in base al punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC, indicando come destinazione piazza Navona o via della Vetrina.
A piedi
Via della Vetrina è una strada stretta del rione Ponte, a pochi minuti dalla piazza di San Salvatore in Lauro. Arrivare a piedi da piazza Navona è il modo più semplice.
In auto
Il teatro non indica parcheggi. Nelle strade strette del rione Ponte trovare posto è molto difficile: il consiglio è lasciare l'auto e muoversi con i mezzi o con un taxi fino a piazza Navona.
Una curiosità su Senza fine di Gianni De Feo al Teatrosophia — dal 1 al 4 ottobre 2026
Il kabarett berlinese, da cui Senza fine prende le mosse, non è un territorio nuovo per Gianni De Feo: già nel 2018 l'attore aveva portato in scena Chapeau! Ovvero i misfatti dell'istinto, uno spettacolo musicale che partiva proprio «dal Kabarett berlinese» e arrivava a Fabrizio De André, con il testo di Roberto Russo, le musiche originali di Francesco Verdinelli e la voce off di Edoardo Siravo. Senza fine riprende quel percorso e lo allarga: i punti di partenza sono ancora Dietrich, Brecht e Weill, ma l'arrivo si sposta verso la Martini e Vinicius de Moraes, e il racconto si arricchisce dei frammenti poetici di Roberto Rinaldi. Un secondo dettaglio riguarda la lingua: nei suoi spettacoli di teatro canzone De Feo canta in genere nella lingua originale delle canzoni, italiano, francese, spagnolo, tedesco e inglese. È ragionevole aspettarsi lo stesso approccio anche in questo spettacolo, che mette insieme autori tedeschi, italiani, francesi e brasiliani. Il terzo dettaglio è nel titolo, che va letto, a nostro giudizio, come una dichiarazione sulla forma circolare dello spettacolo, che si chiude invitando ad accogliere il poeta che vive in ciascuno.
Una cosa che non ti dice nessuno su Senza fine di Gianni De Feo al Teatrosophia — dal 1 al 4 ottobre 2026
Al Teatrosophia il biglietto non basta: per entrare bisogna essere soci dell'Associazione Culturale Teatrosophia. La tessera costa 5 euro e vale tutto l'anno, e si fa direttamente in cassa la sera dello spettacolo. È un dettaglio che spesso coglie di sorpresa chi arriva per la prima volta, e conviene metterlo in conto nel budget della serata. Il secondo aspetto pratico riguarda il pagamento: il teatro invita a prenotare il posto online o per telefono e a pagare in cassa prima dello spettacolo. Per questo conviene arrivare con un margine di quindici o venti minuti, soprattutto nelle recite del sabato e della domenica alle 18, quando chi ha passato il pomeriggio nel centro arriva all'ultimo momento. Il terzo aspetto riguarda il dopo: il Teatrosophia propone aperitivi dopo lo spettacolo, un'abitudine che il teatro rivendica come parte della propria identità e che trasforma la fine della recita in un momento di incontro fra pubblico e artisti. Chi sceglie le recite delle 18 può approfittarne prima di cena. Infine: la sala è raccolta, e il numero dei posti è limitato; prenotare per telefono, ai numeri indicati dal teatro, permette di avere conferma immediata.
Il consiglio che ti do per visitare Senza fine di Gianni De Feo al Teatrosophia — dal 1 al 4 ottobre 2026
Il consiglio è scegliere una delle due recite pomeridiane, sabato 3 o domenica 4 ottobre alle 18, e costruire intorno allo spettacolo un pomeriggio nel rione Ponte. Si può arrivare a piazza Navona nel primo pomeriggio, passare per la piazza di San Salvatore in Lauro, dove il chiostro del complesso ospita mostre, e raggiungere via della Vetrina con un quarto d'ora di anticipo per la tessera e il pagamento in cassa. Dopo lo spettacolo c'è il tempo per l'aperitivo del teatro e per una cena nelle strade intorno. Chi preferisce la sera trova le recite di giovedì e venerdì alle 21. Per apprezzare lo spettacolo conviene ascoltare prima almeno qualche canzone dei nomi citati nella presentazione: Youkali Tango di Kurt Weill, un brano di Luigi Tenco, uno della Martini. Il gioco dello spettacolo, che lega canzoni e frammenti poetici in un unico filo, si apprezza di più quando le melodie sono familiari. A nostro giudizio Senza fine è adatto a chi ama la canzone d'autore e il teatro di parola, meno a chi cerca un concerto in senso stretto: è uno spettacolo pensato per un ascolto attento, quello che la compagnia chiama «ad occhi chiusi».
Intorno al Teatrosophia: il rione Ponte e piazza Navona
Il Teatrosophia si trova nel rione Ponte, a pochi minuti da piazza Navona, in una delle zone più ricche di monumenti del centro di Roma.
San Salvatore in Lauro
A pochi passi da via della Vetrina si apre la piazza di San Salvatore in Lauro, la chiesa nazionale dei marchigiani, con la facciata ottocentesca di Camillo Guglielmetti e il chiostro rinascimentale che ospita mostre. Nel refettorio si trovano gli affreschi manieristi di Francesco Salviati e la tomba quattrocentesca di papa Eugenio IV.
Piazza Navona e i suoi sotterranei
Piazza Navona conserva la forma dello stadio di Domiziano; i resti antichi si visitano nei sotterranei della piazza. Sul lato ovest si trova Sant'Agnese in Agone.
Santa Maria della Pace e Palazzo Altemps
Fra piazza Navona e via della Vetrina si trova Santa Maria della Pace. Poco più a nord, Palazzo Altemps ospita le collezioni rinascimentali di scultura antica del Museo Nazionale Romano.
Verso il Tevere
Dal rione Ponte si raggiunge in pochi minuti il Tevere, con Castel Sant'Angelo sull'altra riva e, verso sud, via Giulia.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Gianni De Feo sia un interprete di teatro canzone è noto a chi frequenta il teatro romano. Meno citato è il suo legame con alcuni dei registi più visionari del secondo Novecento. In un'intervista pubblicata dal sito Solomente, alla domanda sull'evento che gli ha cambiato la vita, De Feo risponde che è stato poter lavorare con Lindsay Kemp; fra i registi che lo hanno appassionato di più cita Roberto De Simone, Lindsay Kemp e Werner Schroeter, che definisce rispettivamente esoterico, visionario e irriverente. Con De Simone ha portato in tournée la Gatta Cenerentola a Londra, Parigi e Barcellona; con Kemp è stato protagonista di Bar Saudade, un caffè concerto con Richard Galliano alla fisarmonica e Carlos Miranda al pianoforte. Il secondo fatto poco citato riguarda la sua formazione: a Parigi ha studiato movimento e mimo con Jacques Lecoq e ha seguito un seminario sul teatro di Peter Brook. Chi vede Senza fine noterà quanto il corpo e il gesto contino anche in uno spettacolo che si presenta come musicale: è il segno di quella formazione. Il terzo fatto: De Feo ha insegnato per anni recitazione e movimento scenico, e dal 2012 lo fa al LIM, l'accademia di musical di Roma.
La foto giusta da fare a Senza fine di Gianni De Feo al Teatrosophia — dal 1 al 4 ottobre 2026
Durante lo spettacolo, naturalmente, non si fotografa: la foto giusta si fa prima o dopo. Il soggetto migliore è via della Vetrina stessa, una strada stretta del rione Ponte con i palazzi alti e le facciate intonacate, che al tramonto, prima delle recite delle 18, prende una luce calda e radente. Da via della Vetrina, guardando verso la piazza di San Salvatore in Lauro, si può inquadrare il campanile della chiesa fra i tetti. All'uscita, nelle recite serali, la fotografia classica è quella di piazza Navona illuminata, con la facciata di Sant'Agnese in Agone sullo sfondo. Per chi vuole un ricordo dello spettacolo, la locandina ufficiale, con il volto di Gianni De Feo e il titolo in caratteri arancioni, è esposta all'ingresso del teatro: fotografarla accanto all'insegna del Teatrosophia è il modo più semplice per conservare la serata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatrosophia è recente, ma il rione in cui si trova ha alle spalle secoli di vicende documentate. A pochi passi da via della Vetrina, la chiesa di San Salvatore in Lauro è citata come Salvatori de Lauro già nel Catalogo di Cencio Camerario del 1192; nel Quattrocento il cardinale Latino Orsini vi fece costruire il convento di San Giorgio; Sisto V ne fece un titolo cardinalizio nel 1587; un incendio la colpì nel 1591 e un'alluvione del Tevere, nel 1599, provocò il crollo parziale della navata, poi ricostruita da Ottaviano Mascherino. Nel 1668 il complesso passò al Pio Sodalizio dei Piceni, che ne è ancora proprietario; nel 1862, sotto Pio IX, la chiesa fu dedicata alla Madonna di Loreto. Venendo al teatro: nel 2016 Guido Lomoro trovò lo spazio di via della Vetrina 7; nel 2018 il Teatrosophia inaugurò la sua prima stagione, seguita da una seconda prima che la pandemia fermasse le attività. Alla riapertura il teatro ha avviato nuove produzioni, come quelle firmate con Maria Concetta Borgese (Xanax, Nessuno dopo di te, Fantasme, Piedi nudi e parole crude, I figli del poeta), fino alla stagione 2026/2027 che si apre proprio con Senza fine.
Chi è passato da Senza fine di Gianni De Feo al Teatrosophia — dal 1 al 4 ottobre 2026
Dal Teatrosophia, nelle sue stagioni, sono passati artisti e compagnie del teatro romano indipendente; il teatro ringrazia pubblicamente chi vi ha lavorato e ha lasciato il segno, fra cui Marta Iacopini, Cristina Longo, Giovanna D'Avanzo, Giulia Martinelli, Ilenia Costanza e Lorena Vetro. Fra i collaboratori storici ci sono Francesco Baj, oggi fra i titolari della compagnia del Teatro Multilingue in Spagna, e la fotografa di scena Manuela Giusto. Maria Concetta Borgese, danzatrice e coreografa di esperienza internazionale, ha firmato con Guido Lomoro diversi spettacoli prodotti dal teatro. Con Senza fine arriva in via della Vetrina Gianni De Feo, un attore che nella sua carriera ha lavorato con Lindsay Kemp, Roberto De Simone, Werner Schroeter, Maurizio Scaparro, Dacia Maraini, Mario Scaccia e Gigi Proietti al Globe Theatre. Nel rione, a pochi passi, la chiesa di San Salvatore in Lauro conserva la tomba di papa Eugenio IV, portata qui dall'antica basilica di San Pietro, e i monumenti dei cardinali Prospero Marefoschi e Raniero Felice Simonetti; il pittore Parmigianino dipinse per questa chiesa la Visione di san Girolamo, oggi alla National Gallery di Londra.
La stagione 2026/2027 del Teatrosophia dopo Senza fine
Dopo Senza fine il cartellone del Teatrosophia prosegue con Oltre lo specchio, dal 6 all'11 ottobre 2026, scritto e diretto da Matteo Fasanella per Australe Studio.
Ottobre
Oltre lo specchio, ripreso dopo il successo della stagione precedente, racconta tre giovani di un'agenzia di marketing costretti a chiedersi se sia meglio essere perfetti o essere felici; le recite sono alle 21 dal 6 al 9 ottobre e alle 18 il 10 e l'11. Seguono Visioni, dal 15 al 18 ottobre, e Voyeurs, dal 22 al 25 ottobre e dal 28 ottobre al 1 novembre.
Novembre
A novembre il calendario prevede Naked, studi nudi di improvvisazione teatrale, dal 5 all'8 e dal 12 al 15; Narciso Superstar dal 18 al 22; Don Chisciotte dal 26 al 29.
La logica del cartellone
Il manifesto della stagione insiste sulla permanenza degli spettacoli: il teatro rifiuta l'idea di un cartellone come semplice elenco di titoli e lo presenta come una trama che si costruisce nel corso dell'anno. Chi acquista la tessera all'inizio della stagione ha accesso a tutto il percorso.
Dove mangiare prima o dopo Senza fine
Il rione Ponte e le strade intorno a piazza Navona offrono trattorie, enoteche, pizzerie e caffè per ogni orario: la difficoltà, semmai, è evitare i locali pensati soltanto per i turisti.
Prima delle recite delle 18
Nelle recite del fine settimana conviene un pranzo tardo o una merenda nel pomeriggio, magari nelle strade verso via dei Coronari, e rimandare la cena a dopo lo spettacolo.
Dopo le recite delle 21
All'uscita, verso le 22.30, molti locali del centro sono ancora aperti. Il consiglio è allontanarsi di qualche strada da piazza Navona, verso il rione Ponte o verso Campo de' Fiori, dove i prezzi sono più ragionevoli.
L'aperitivo del teatro
Il Teatrosophia propone aperitivi dopo lo spettacolo: per le recite delle 18 è la soluzione più comoda e permette di restare a parlare dello spettacolo nello stesso luogo.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Il Teatrosophia è un teatro di piccole dimensioni nel centro storico: per le esigenze di accessibilità conviene telefonare al teatro prima di prenotare.
Accessibilità
La pagina del teatro non riporta informazioni sull'accesso per le persone con disabilità motoria. Il teatro risponde ai numeri 06 68801089 e 353 3925682 tutti i giorni dalle 9 alle 20.
Età consigliata
Il teatro non indica un'età minima. Lo spettacolo, che alterna canzoni d'autore e frammenti poetici, è adatto ad adulti e ragazzi interessati alla musica e alla poesia; per i bambini piccoli è poco indicato.
Durata
La durata dello spettacolo non è pubblicata. Conviene chiederla in fase di prenotazione, soprattutto per le recite del giovedì e del venerdì alle 21.
Domande frequenti su Senza fine al Teatrosophia
Quando va in scena Senza fine di Gianni De Feo?
Senza fine di Gianni De Feo va in scena al Teatrosophia di Roma dal 1 al 4 ottobre 2026: giovedì 1 e venerdì 2 ottobre alle 21, sabato 3 e domenica 4 ottobre alle 18.
Dove si trova il Teatrosophia?
Il Teatrosophia si trova in via della Vetrina 7, nel rione Ponte, a due passi da piazza Navona. Per arrivare conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC con destinazione piazza Navona e fare l'ultimo tratto a piedi.
Come si prenota Senza fine al Teatrosophia?
Senza fine si prenota sul sito del Teatrosophia o ai numeri 06 68801089 e 353 3925682, oppure scrivendo a info@teatrosophia.com. Il biglietto si paga direttamente in cassa prima dello spettacolo.
Serve una tessera per entrare al Teatrosophia?
Il Teatrosophia è un'associazione culturale: per assistere a Senza fine è necessaria la tessera associativa, che costa 5 euro e vale per tutto l'anno. Si fa in cassa la sera dello spettacolo.
Quali canzoni ci sono in Senza fine?
Senza fine attraversa la canzone d'autore «da Kurt Weill a Mia Martini»: la presentazione cita Marlene Dietrich, Bertolt Brecht, Youkali Tango di Weill, Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Dalida, Milva, la Martini e Vinicius de Moraes. La scaletta completa non è pubblicata.
Chi è Gianni De Feo?
Gianni De Feo è un attore, cantante e regista formato a Roma e a Parigi, con Jacques Lecoq. Ha lavorato con Lindsay Kemp, Roberto De Simone e Werner Schroeter, è stato Oberon al Globe Theatre di Roma e firma da anni spettacoli di teatro canzone.
Quanto costa il biglietto di Senza fine?
Il prezzo del biglietto di Senza fine non è pubblicato sulla pagina del Teatrosophia: va chiesto al momento della prenotazione. A parte va considerata la tessera associativa da 5 euro, valida un anno.
Il consiglio finale su Senza fine
Senza fine è, a nostro giudizio, l'apertura giusta per la stagione di un teatro che punta sulla parola e sulla relazione con il pubblico: uno spettacolo di teatro canzone firmato da un interprete che ha lavorato con Lindsay Kemp e Roberto De Simone, costruito su un repertorio che va dal kabarett berlinese alla canzone d'autore italiana. Conviene prenotare per telefono, mettere in conto la tessera da 5 euro e scegliere, se possibile, una delle recite delle 18 del fine settimana, per unire lo spettacolo a una passeggiata fra piazza Navona e il rione Ponte.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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