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Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

In breve. Le Terme Libere Piscine Carletti si trovano a Viterbo, lungo la Strada Tuscanese, nell’area che i viterbesi chiamano da secoli Bagni di Viterbo.

Le Terme Libere Piscine Carletti si trovano a Viterbo, lungo la Strada Tuscanese, nell’area che i viterbesi chiamano da secoli Bagni di Viterbo. Gli abitanti della zona le chiamano semplicemente Le Pozze. Sono terme libere: non c’è biglietteria, non c’è cancello, non c’è orario di apertura e non c’è personale di sorveglianza. L’acqua è sulfurea e alla sorgente arriva intorno ai 58 gradi, la stessa temperatura che il bacino idrotermale viterbese consegna al vicino Bullicame. Si arriva uscendo dal centro abitato di Viterbo in direzione Tuscania: superato l’ingresso dell’Aeronautica Militare si prosegue per circa un chilometro e l’area termale compare sulla sinistra, riconoscibile prima dai vapori e poi dalle persone in accappatoio che attraversano il prato. Il parcheggio è un enorme spiazzo erboso, gratuito e non custodito, senza illuminazione notturna. Chi viene da Roma prende l’autostrada A1 fino all’uscita di Orte, poi la superstrada Orte Civitavecchia fino all’uscita Viterbo Terme, e da lì segue le indicazioni per Tuscania. Chi arriva in treno scende alla stazione di Viterbo e prosegue con gli autobus urbani, che hanno una fermata a pochi metri dalle vasche.

Quello che segue è il quadro completo del posto: l’acqua e la sua chimica, le vasche una per una, le regole di comportamento, i rischi reali dell’acqua molto calda, il parcheggio, i periodi migliori, le altre sorgenti libere del viterbese e il modo sensato di incastrare le Pozze dentro una giornata a Viterbo. È un luogo che va capito prima di essere usato, perché la gratuità e l’assenza di controlli non sono un dettaglio di colore: sono la cosa che cambia tutto.

Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)
Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Che cosa sono davvero le Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

La definizione tecnica è manifestazione ipertermale: due polle di acqua caldissima che escono dal terreno alle pendici di una collinetta, fra la Strada Bagni e la Strada Tuscanese, e scendono per gravità dentro una sequenza di vasche a cielo aperto. La definizione pratica è un’altra: un prato con una dozzina di pozze fumanti dove chiunque può entrare in acqua, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza pagare nulla e senza chiedere il permesso a nessuno.

Le vasche non sono state costruite per fare il bagno. Nascono come invasi di raccolta per l’irrigazione dei campi: l’acqua termale che usciva dal suolo veniva convogliata, lasciata raffreddare e poi distribuita. La loro seconda vita, quella termale, è arrivata dopo, per uso spontaneo, e si è consolidata al punto che oggi il luogo è conosciuto in mezza Italia. È una storia frequente nella Tuscia: un’infrastruttura agricola che diventa un bene comune perché la gente decide che lo è.

Perché si chiamano Piscine Carletti

Il nome viene dal fondo su cui insistono le vasche, come accade quasi sempre per le sorgenti libere del viterbese, che prendono il nome del proprietario storico del terreno o di un toponimo locale. Il nome popolare, quello che sentirete pronunciare al bar e alla pompa di benzina, è però un altro: Le Pozze. Se chiedete informazioni a un viterbese usando il nome ufficiale, vi capirà; se usate Le Pozze, vi darà anche il consiglio su quale vasca scegliere a quell’ora.

Che differenza c’è fra terme libere e stabilimento termale

La differenza non è soltanto il prezzo. Uno stabilimento termale capta la sorgente, la porta in vasca attraverso un impianto, ne controlla la temperatura, filtra, tratta, garantisce un livello igienico misurato e risponde legalmente di quello che succede dentro il perimetro. Una sorgente libera non fa niente di tutto questo. L’acqua esce come esce, la temperatura è quella che è, la portata varia con la stagione, la pulizia dipende da chi è passato prima di voi e la responsabilità di quello che fate è interamente vostra.

Questo non è un difetto delle Piscine Carletti: è la loro natura. Chi arriva aspettandosi il comfort di una spa resta deluso; chi arriva sapendo di entrare in una sorgente naturale su un prato trova una delle esperienze termali più intense e più economiche del Lazio.

Quante vasche ci sono

Il numero non è fisso, perché dipende da come l’acqua scende e da come i frequentatori sistemano nel tempo gli argini e i passaggi. In condizioni normali si contano una dozzina di specchi d’acqua distinti, di forma, profondità e temperatura diverse. Le prime tre, quelle immediatamente a valle delle polle, sono le più calde. Poi l’acqua prosegue verso due piscine più ampie, e via via verso invasi più bassi e più tiepidi. La gradazione non è un caso: è la fisica dell’acqua che perde calore mentre scorre all’aria aperta.

Dove si trovano le Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo) e come si arriva

L’area termale si trova a pochi chilometri dal centro storico di Viterbo, sul lato occidentale della città, nella piana dei Bagni. Il riferimento stradale è la Strada Tuscanese, la provinciale che da Viterbo porta a Tuscania. Il riferimento visivo è la cinta dell’Aeronautica Militare: superato l’ingresso della base, si prosegue per circa un chilometro ed è impossibile sbagliare, perché il prato si apre sulla destra della strada e nelle giornate fredde il vapore si vede da lontano.

In auto da Roma

Il percorso classico è l’autostrada A1 Roma Firenze fino all’uscita di Orte, oppure fino ad Attigliano se arrivate da nord, e poi la superstrada Orte Civitavecchia fino all’uscita Viterbo Terme. Da lì si segue la direzione Tuscania per circa tre chilometri e si gira a sinistra poco prima dell’incrocio con la Strada Bagni. Il tempo di percorrenza da Roma nord, fuori dalle ore di punta, è di circa un’ora e un quarto.

Esiste anche la via della Cassia, più lenta e molto più bella, che risale il Lazio settentrionale passando per Sutri, Ronciglione e la piana di Vetralla. Aggiunge quaranta minuti e restituisce il senso geografico del viaggio: capite che la Tuscia è un altopiano vulcanico prima ancora di arrivare in acqua.

In treno e in autobus urbano

La ferrovia Roma Viterbo collega la capitale al capoluogo della Tuscia. Si scende alla stazione di Viterbo e si prosegue con il trasporto urbano: le Piscine Carletti sono servite dalle linee di autobus cittadine, con una fermata a pochi metri dall’area termale. È una delle pochissime sorgenti libere italiane raggiungibili senza automobile, e questo cambia molto per chi viaggia in giornata e non vuole noleggiare un mezzo. Conviene comunque verificare le corse del rientro serale prima di mettersi in acqua, perché il servizio festivo è più rado di quello feriale.

In aereo

Domande frequenti sulle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Le Piscine Carletti sono gratuite?

Sì, le Terme Libere Piscine Carletti, a Viterbo, hanno accesso libero e gratuito: non esiste un biglietto, non esiste una cassa e non esiste un tornello. Non essendoci una gestione, non ci sono nemmeno servizi come spogliatoi, docce o servizi igienici.

Che orari hanno le Piscine Carletti?

Le Piscine Carletti, a Viterbo, non hanno un orario fisso: l'area non viene chiusa e si può entrare in acqua in qualsiasi momento delle ventiquattro ore. Una parte dei frequentatori sceglie proprio la notte per evitare la folla, anche se restano possibili provvedimenti del Comune su orari o accessi.

Dove si trovano le Piscine Carletti e come si arriva?

Le Piscine Carletti si trovano a pochi chilometri dal centro storico di Viterbo, sul lato occidentale della città, nella piana dei Bagni, con riferimento sulla Strada Tuscanese verso Tuscania. Il punto visivo è la cinta dell'Aeronautica Militare: superato l'ingresso della base, si prosegue per circa un chilometro.

Le Piscine Carletti sono sicure?

Le Piscine Carletti sono un luogo bellissimo ma senza bagnini, senza presidio sanitario e senza un telefono di emergenza sul posto: chi si sente male in acqua non ha nessuno che lo assista automaticamente. In caso di necessità è disponibile soltanto il numero unico di emergenza 112.

Si può fare il bagno con i bambini alle Piscine Carletti?

Alle Piscine Carletti la prudenza con i bambini deve essere molto superiore a quella usata in piscina, perché l'acqua ipertermale incide sui più piccoli più rapidamente che sugli adulti, dato il diverso rapporto fra superficie corporea e massa. Le vasche più calde non sono adatte ai più piccoli.

Le Piscine Carletti sono accessibili in sedia a rotelle?

No, le Piscine Carletti non sono attrezzate per l'accessibilità: non ci sono percorsi pavimentati, corrimano, rampe né servizi igienici accessibili. Si cammina su un prato che dopo la pioggia diventa fangoso, e si scende in vasca da bordi di terra irregolari.

Cosa portare alle Piscine Carletti?

Alle Piscine Carletti conviene portare un costume scuro e sacrificabile, ciabatte antiscivolo o sandali di gomma, un accappatoio o due asciugamani grandi e una borsa impermeabile per i vestiti asciutti. Serve inoltre molta acqua da bere, in quantità superiore a quella che sembra necessaria.

Quando andare alle Piscine Carletti?

Il momento migliore per andare alle Piscine Carletti è un martedì o un mercoledì di gennaio, verso le dieci del mattino, quando il prato è vuoto, il vapore sale in colonne per l'aria fredda e le vasche calde sono libere. È un consiglio controintuitivo ma restituisce il posto com'è davvero.

Gli scali di riferimento sono Roma Fiumicino e Roma Ciampino. Da entrambi si raggiunge Roma e da Roma si prosegue verso Viterbo in treno o in auto a noleggio. Chi arriva dall’estero e vuole capire in anticipo come funzionano i treni regionali italiani trova una spiegazione in inglese fra le guide alle gite in giornata di ItalyPlanner, pensate esattamente per chi vuole uscire da Roma al mattino e rientrare per cena.

Le coordinate e il problema del navigatore

Il navigatore satellitare conosce il nome Piscine Carletti e in genere porta al punto giusto. Il rischio non è sbagliare la destinazione, è arrivarci dal lato sbagliato: alcuni percorsi suggeriti passano dalla Strada Bagni e vi fanno scendere davanti a un ingresso secondario, dove il parcheggio è molto più piccolo. Se avete l’alternativa, impostate la Strada Tuscanese: lo spiazzo grande è quello.

L’acqua delle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo): temperatura, chimica, portata

Alla sorgente la temperatura si attesta sui 58 gradi. È un valore che va letto per quello che è: a 58 gradi l’acqua ustiona. Nessuno entra nelle polle di emergenza, e chi lo facesse commetterebbe un errore grave. Quello che si usa sono le vasche a valle, dove l’acqua ha già ceduto calore all’aria, al terreno e alle vasche precedenti.

La classificazione dell’acqua è sulfureo solfato bicarbonato alcalino terrosa. È la stessa famiglia dell’acqua che alimenta la piscina monumentale delle Terme dei Papi, che dichiara per la propria sorgente del Bullicame la medesima temperatura di 58 gradi e la medesima classificazione chimica. Il residuo fisso delle Piscine Carletti si aggira intorno ai 2,420 grammi per litro, quindi siamo di fronte a un’acqua fortemente mineralizzata, ricca di oligoelementi e sali. La portata oscilla fra i 3 e i 10 litri al secondo.

Che cosa significa sulfureo solfato bicarbonato alcalino terrosa

La sigla descrive gli ioni prevalenti. Sulfurea indica la presenza di idrogeno solforato, il gas che produce l’odore inconfondibile di uovo marcio: è lui il biglietto da visita del posto, lo sentite dal parcheggio. Solfato e bicarbonato indicano gli anioni dominanti; alcalino terrosa indica che fra i cationi prevalgono calcio e magnesio. Tradotto in termini pratici: è un’acqua che lascia un residuo sulla pelle, che tinge il tessuto chiaro dei costumi e che, a contatto prolungato, annerisce l’argento e altri metalli.

Perché l’acqua è calda

Sotto Viterbo scorre un bacino idrotermale alimentato dal calore residuo del vulcanismo dei Monti Cimini e Vulsini, lo stesso apparato che ha generato il lago di Vico e il lago di Bolsena. L’acqua meteorica si infiltra, scende in profondità, si riscalda a contatto con le rocce calde, si carica di sali e risale lungo le fratture. Le manifestazioni superficiali di questo sistema sono numerose e hanno nomi diversi: oltre alle Piscine Carletti, il Bullicame, il Bagnaccio, il Bagno di San Sisto, le Zitelle, Piazza d’Armi. La differenza fra loro non è l’origine, che è la stessa, ma il modo in cui l’acqua arriva in superficie e quanto ne arriva.

La temperatura in vasca, che è un’altra cosa

La temperatura della sorgente e la temperatura in vasca vanno tenute distinte. Le Piscine Carletti hanno una delle temperature in vasca più alte in assoluto fra le terme libere italiane, ed è questa la loro fama. Le prime tre pozze restano molto calde anche d’inverno, tanto da essere prese d’assalto nei mesi freddi; le vasche successive risultano più gestibili e in estate diventano la scelta obbligata. Il valore effettivo cambia di giorno in giorno, perché dipende dalla portata della sorgente, dalla temperatura dell’aria, dal vento e da quanta acqua è stata deviata a monte. Non esiste un termometro pubblico: la misura la fate con la mano, entrando piano.

L’effetto terme romane senza spendere nulla

La cosa che rende le Pozze diverse da qualsiasi altra sorgente libera del Lazio è la canalizzazione. Avendo a disposizione una dozzina di vasche a temperature scalari, potete costruirvi il percorso caldo freddo che negli stabilimenti a pagamento si chiama percorso termale e che i romani chiamavano calidarium, tepidarium, frigidarium. Si entra nella vasca più calda, si resta pochi minuti, si esce, si passa in una più tiepida, poi in una fredda, e si ricomincia. Il beneficio circolatorio del contrasto termico è lo stesso; il costo è zero.

Le vasche delle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo), una per una

Non hanno nomi ufficiali, e chi frequenta il posto le distingue per posizione e temperatura. Vale la pena descriverle nell’ordine in cui l’acqua le incontra, perché è l’ordine in cui conviene usarle.

Le due polle di emergenza

Sono il punto in cui l’acqua esce dal suolo, sul pendio della collinetta. Fumano in continuazione e in inverno costruiscono una colonna di vapore visibile da centinaia di metri. Non sono vasche e non vanno trattate come tali: sono la sorgente, alla sua temperatura piena. Il bordo è scivoloso, il fondo irregolare, e il contatto anche breve con l’acqua a quella temperatura provoca ustioni. Si guardano, si fotografano, non si toccano.

Le prime tre vasche, le più calde

Immediatamente a valle delle polle si aprono tre vasche che raccolgono l’acqua ancora vicina alla temperatura di emergenza. Sono le preferite nella stagione fredda e le più contese: in una domenica di gennaio ci trovate dentro il doppio delle persone che la vasca dovrebbe contenere. Qui si praticano anche i fanghi, perché il fondo produce un sedimento argilloso che i frequentatori abituali si spalmano su braccia e gambe prima di rientrare in acqua. L’ingresso va fatto con gradualità assoluta: prima i piedi, poi le caviglie, si aspetta, poi le gambe. Chi si cala di colpo rischia un malore.

Le due piscine ampie

Poco più a valle, l’acqua raggiunge due invasi più grandi, con più spazio per stare seduti sul bordo interno e una temperatura già più moderata. Sono le vasche in cui si resta più a lungo e in cui si conversa: se volete capire com’è fatto il posto e chi lo frequenta, è qui che si capisce. Il fondo è di terra battuta e in giornate affollate l’acqua si intorbida.

Gli invasi bassi e tiepidi

All’estremità del sistema l’acqua arriva ormai tiepida. Sono le vasche della stagione calda, quelle in cui ci si può fermare venti minuti senza rischiare l’ipertermia, e quelle in cui vanno accompagnati eventuali bambini. Sono anche le meno affollate d’inverno, il che per certi caratteri è un vantaggio.

Come si sceglie la vasca giusta

La regola che funziona è banale e nessuno la segue: prima si gira tutto il prato, si prova l’acqua con la mano in ogni vasca, e solo dopo ci si spoglia. Tre minuti di ricognizione evitano il classico errore di entrare nella prima pozza incontrata, accorgersi che è troppo calda e uscirne con la pelle arrossata e il fiato corto. E vale la pena osservare dove sono i viterbesi: sanno dove va l’acqua migliore quel giorno.

Accesso, orari e costi delle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

L’accesso è libero e gratuito. Non esiste un biglietto, non esiste una cassa, non esiste un tornello. Non esiste nemmeno un orario, nel senso che l’area non viene chiusa: si può entrare in acqua in qualsiasi momento delle ventiquattro ore, e in effetti accade, perché una parte dei frequentatori sceglie proprio la notte per evitare la folla.

La gratuità ha una conseguenza diretta che conviene mettere in chiaro subito: non essendoci una gestione, non ci sono nemmeno i servizi che una gestione garantirebbe. Niente spogliatoi, niente docce, niente armadietti, niente bar, niente assistenza. Chi si aspetta anche solo un servizio igienico resta a mani vuote.

Ci sono spogliatoi o docce

No. Ci si cambia in auto, dietro un asciugamano, o si arriva già con il costume sotto i vestiti, che è quello che fanno tutti. Le docce non esistono: il residuo sulfureo e l’odore restano addosso fino al rientro a casa. Portare una tanica d’acqua dolce per un risciacquo sommario prima di rivestirsi è il trucco più diffuso fra i frequentatori abituali, e funziona.

Quanto si può restare

Non c’è un limite imposto, ma c’è un limite fisiologico, ed è molto più basso di quello che la gente immagina. In acqua ipertermale il corpo non riesce a disperdere calore e la temperatura interna sale. Sessioni brevi e ripetute, con pause fuori dall’acqua, sono più sensate di un’unica immersione lunga. Chi esce con la testa leggera, il cuore accelerato e le gambe molli non ha fatto un bel bagno: ha superato il proprio limite.

Sono ammessi i cani

Sul prato circostante i cani al guinzaglio sono una presenza abituale, ma le vasche sono un’altra faccenda: l’acqua a quelle temperature è pericolosa per un animale, e la convivenza in vasca con gli altri bagnanti è un problema di rispetto reciproco prima che di regolamento. Il cane si porta, si tiene al guinzaglio, si lascia all’ombra e non entra in acqua.

Ordinanze e regolamenti comunali

Le aree termali libere del territorio di Viterbo restano soggette al potere di ordinanza del Comune, che può intervenire su orari, comportamenti, accessi e chiusure temporanee per ragioni di sicurezza, di igiene o di manutenzione. Le ordinanze in vigore e gli eventuali provvedimenti stagionali si consultano sull’albo pretorio del Comune di Viterbo prima di partire: è l’unica fonte che fa testo, e cambia. Chi arriva e trova un cartello di divieto o una transenna deve prenderla per quello che è, un provvedimento dell’autorità, e non per un fastidio da aggirare.

Il parcheggio delle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Il parcheggio è la cosa che sorprende di più chi arriva la prima volta: non è uno spiazzo, è un prato enorme. L’Amministrazione comunale di Viterbo ha sistemato negli anni l’area circostante piantando alberi e ricavando un’ampia superficie di sosta, e il risultato è che anche nei momenti di massimo affollamento un posto si trova sempre.

Il problema non è trovare posto: è ritrovare l’auto. Il prato è vasto, i veicoli sono tanti, molti camper e caravan stazionano per la notte e non c’è illuminazione. Chi entra in acqua nel tardo pomeriggio d’inverno esce col buio pieno e, se non ha preso un riferimento preciso, passa un quarto d’ora sconsolante a cercare la propria macchina fra file di sagome identiche. Un albero, un palo, un camper riconoscibile: basta poco, purché lo fissiate prima di allontanarvi.

La sosta dei camper

Camper e caravan sono una presenza costante e notturna. Non si tratta di un’area attrezzata: non ci sono colonnine, scarichi, prese o servizi. La sosta avviene sul prato e resta soggetta a quanto dispone il Comune. Chi arriva con un mezzo pesante valuti anche il fondo: dopo giorni di pioggia il prato diventa molle e un camper che affonda in un prato termale è un problema che si risolve con il carro attrezzi.

Furti e oggetti di valore

Il parcheggio non è custodito e l’area non è videosorvegliata. La regola che vale in tutte le sorgenti libere del viterbese vale anche qui: in macchina non si lascia niente in vista, e in vasca non si portano orologi, catenine e anelli. Per i metalli c’è anche una ragione chimica: l’acqua sulfurea annerisce l’argento in pochi minuti e può danneggiare la placcatura di un orologio. Borsa e vestiti si tengono a vista dal bordo vasca, come fanno tutti.

Sicurezza alle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo): quello che l’acqua calda fa al corpo

Questa è la parte del discorso che nessuno ha voglia di leggere ed è l’unica che può rovinare o salvare la giornata. Le Piscine Carletti sono un luogo bellissimo e sono anche un luogo dove non c’è nessuno che vi tiri fuori dall’acqua se vi sentite male. Non ci sono bagnini, non c’è un presidio sanitario, non c’è un telefono di emergenza sul posto. C’è il numero unico 112 e ci sono le persone che in quel momento si trovano intorno a voi.

Che cosa succede in acqua ipertermale

Immergersi in acqua molto calda produce vasodilatazione periferica: i vasi sanguigni della pelle si dilatano, la pressione arteriosa tende a scendere e la frequenza cardiaca sale per compensare. Nello stesso tempo il corpo non riesce a smaltire calore, perché l’acqua intorno è più calda della temperatura corporea, e la temperatura interna comincia a salire. Le due cose insieme spiegano i sintomi classici del bagno troppo lungo: capogiro, vista annebbiata, nausea, debolezza alle gambe, e nei casi peggiori lo svenimento. Uno svenimento in una vasca profonda mezzo metro, in mezzo alla gente, è un incidente gestibile. Uno svenimento da soli, di notte, non lo è.

Il momento più pericoloso è l’uscita

Contrariamente a quello che si pensa, il rischio maggiore non arriva mentre si è in acqua, ma quando ci si alza per uscire. Il passaggio dalla posizione seduta a quella eretta, con i vasi periferici dilatati, provoca un calo pressorio improvviso e la classica vertigine. Il modo giusto di uscire è: prima ci si mette seduti sul bordo con le gambe ancora in acqua, si aspetta un minuto, poi ci si alza appoggiandosi a qualcosa. Vale anche per i ventenni in perfetta salute.

Chi deve stare alla larga o chiedere prima il parere del medico

L’immersione in acqua ipertermale non è un gesto neutro dal punto di vista cardiocircolatorio. Chi ha una cardiopatia nota, chi soffre di ipertensione o ipotensione importante, chi assume farmaci che agiscono sulla pressione, chi ha disturbi della circolazione venosa, chi è in gravidanza, chi ha ferite aperte o infezioni cutanee in corso, chi ha problemi respiratori aggravati dall’inalazione di vapori solforati dovrebbe parlarne con il proprio medico prima di programmare il bagno, e non dopo. La stessa indicazione vale, a maggior ragione, per le persone anziane e per chi si trova al primo contatto con acque termali forti.

Le indicazioni terapeutiche che gli stabilimenti della zona dichiarano per quest’acqua riguardano l’apparato respiratorio, quello osteoarticolare, la pelle, l’ambito ginecologico e la circolazione. Sono indicazioni cliniche, cioè percorsi condotti sotto controllo medico dentro una struttura autorizzata: non sono un via libera automatico a immergersi da soli in una pozza sul prato. La differenza fra una cura termale e un bagno libero è esattamente la presenza di un medico.

Alcol, digiuno, pasti

L’alcol e l’acqua calda sono la combinazione peggiore possibile, perché sommano due vasodilatazioni e tolgono lucidità nel riconoscere i sintomi. La bottiglia di vino portata in vasca è una scena frequente alle Pozze, ed è la ragione per cui una parte degli interventi di soccorso in luoghi simili riguarda persone che avevano bevuto. Anche il bagno a stomaco completamente vuoto o subito dopo un pasto abbondante è sconsigliato. Acqua da bere, invece, serve e molto: in acqua calda si suda senza accorgersene e la disidratazione arriva silenziosa.

Niente tuffi, niente immersione della testa

Il fondo delle vasche è irregolare, di terra e sedimento, con profondità variabili e pietre. Tuffarsi è un modo eccellente per farsi male alla schiena o al collo. L’immersione della testa e del viso va evitata per un’altra ragione: sono acque naturali non trattate, e il contatto con naso, occhi e bocca è da limitare. Le lenti a contatto è meglio toglierle prima.

Le pietre, il fango e le scivolate

Il bordo delle vasche è argilloso e, con l’acqua che trabocca, diventa una saponetta. La percentuale più alta di piccoli infortuni alle terme libere è fatta di scivolate, non di malori. Le ciabatte antiscivolo non sono un accessorio da spiaggia: qui servono davvero, e vanno tenute fino al bordo vasca.

Le regole non scritte delle Pozze

Alle Piscine Carletti non c’è un regolamento affisso, ma esiste da decenni un codice di comportamento che i frequentatori abituali fanno rispettare con lo sguardo prima ancora che con la voce. Conoscerlo evita figure sgradevoli.

Non si usano saponi, shampoo e bagnoschiuma

È la regola numero uno e la più violata dai visitatori occasionali. Le vasche non hanno scarico fognario: quello che ci mettete dentro finisce nel prato, nel terreno e nella vasca di chi sta sotto. Lavarsi con il sapone in una sorgente libera è, semplicemente, sporcare l’acqua degli altri.

Si porta via tutto

Non ci sono cestini, e quando ci sono si riempiono in un’ora. Bottiglie, lattine, mozziconi, involucri: tutto torna indietro nello zaino. L’esistenza stessa delle terme libere dipende dalla capacità dei frequentatori di lasciarle presentabili, perché il momento in cui un’area diventa una discarica è il momento in cui l’autorità la chiude.

Il vetro non entra

Un bicchiere rotto sul fondo fangoso di una vasca è invisibile e rimane lì per mesi. Borracce e contenitori in plastica o metallo, mai vetro.

Si fa spazio

Le vasche più calde sono poche e molto richieste. Restarci dentro un’ora mentre sei persone aspettano sul bordo non è vietato, è soltanto scortese. Il turno breve è anche più salutare, quindi la regola di buona educazione coincide con quella di buon senso.

La musica e la voce

Una parte del valore del posto è il silenzio: si sente l’acqua che scorre e il vento sul prato. La cassa bluetooth a volume alto distrugge quel valore per tutti quanti. Le cuffie esistono.

Il costume

Il costume si usa. Le Piscine Carletti sono un luogo frequentato da famiglie, da anziani del posto, da gente che viene a curarsi le articolazioni, e non sono un’area naturista. Sul colore: sceglietene uno scuro e vecchio, perché l’acqua sulfurea ingiallisce il tessuto chiaro e l’alone non va più via.

Manutenzione, chiusure e stagioni alle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Un’area termale libera non è un impianto, ma richiede comunque interventi: svuotamento e pulizia delle vasche dal sedimento, sistemazione degli argini, sfalcio del prato, manutenzione dei canali di adduzione. Quando questi lavori vengono eseguiti, una parte delle vasche resta inagibile per qualche giorno. Non esiste un calendario pubblicato con largo anticipo, quindi il rischio di trovare una vasca vuota o transennata è reale e va messo in conto.

Le variazioni di portata

La portata della sorgente oscilla fra i 3 e i 10 litri al secondo, e l’oscillazione si vede a occhio nudo: nei periodi di portata bassa le vasche terminali si riempiono più lentamente, l’acqua ristagna e la temperatura media scende. È il motivo per cui due visite nella stessa stagione possono restituire due impressioni opposte. Il fenomeno non è teorico: la sorgente del vicino Bullicame ha mostrato dalla fine del ventesimo secolo una progressiva riduzione della portata, e il bacino idrotermale viterbese è uno solo.

Quando conviene andare

L’inverno è la stagione naturale delle Pozze. Con cinque gradi d’aria e il vapore che sale, l’acqua calda ha un senso pieno, e le prime tre vasche danno il meglio. La sera d’inverno, poi, il contrasto fra il freddo e l’acqua bollente è la ragione per cui la gente guida un’ora per venire qui. L’estate è la stagione meno adatta alle vasche calde e la più adatta a quelle terminali, ma il caldo esterno rende la permanenza faticosa: si va presto la mattina o dopo il tramonto.

Gli orari da evitare

Le domeniche e i festivi pomeridiani da novembre a marzo sono il picco assoluto: il prato si riempie e le vasche calde diventano irriconoscibili. Se cercate un’esperienza tranquilla, puntate su un giorno feriale, la mattina presto o la tarda mattinata. Il primo pomeriggio del sabato è quasi sempre più vivibile della domenica.

La notte

Il bagno notturno alle Pozze è una tradizione consolidata e ha un fascino innegabile: il vapore, il silenzio, il cielo della Tuscia senza inquinamento luminoso. Ha anche tre rischi concreti: nessuna illuminazione, nessun soccorso rapido, e la difficoltà a giudicare la temperatura dell’acqua al buio. Chi ci va di notte ci va accompagnato, con una torcia, e non dopo aver bevuto.

Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)
Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Che cosa portare alle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

La lista è corta e ogni voce risolve un problema reale che si presenta sul posto.

L’essenziale

Costume scuro e sacrificabile. Ciabatte antiscivolo o sandali di gomma, da tenere fino al bordo. Accappatoio o due asciugamani grandi, perché uno resta bagnato e l’altro serve per il rientro. Una borsa impermeabile per i vestiti asciutti. Acqua da bere, in quantità superiore a quella che vi sembra necessaria. Una tanica o due bottiglie grandi di acqua dolce per il risciacquo finale. Un sacchetto per i rifiuti.

Quello che fa la differenza

Un tappetino o un telo di gomma da mettere fra il prato e la borsa, perché il terreno intorno alle vasche è quasi sempre umido. Una torcia frontale se andate nelle ore serali: tiene le mani libere e vi fa ritrovare l’auto. Un termometro da acqua, per chi viaggia con bambini o anziani, toglie ogni discussione sulla temperatura della vasca. Un cambio completo, calze comprese: si esce più bagnati di quanto si prevede.

Quello che è meglio lasciare a casa

Gioielli, orologi, argento. Costumi bianchi e chiari. Asciugamani nuovi, perché il sedimento macchia. Contenitori di vetro. Saponi e shampoo. Casse acustiche. Aspettative da centro benessere.

Le Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo) con i bambini

Sul prato ci sono sempre famiglie, e l’area si presta a una giornata all’aperto, ma la prudenza qui deve essere molto superiore a quella che si userebbe in piscina. L’acqua ipertermale incide sui bambini più rapidamente che sugli adulti, perché il rapporto fra superficie corporea e massa è diverso e la termoregolazione è meno efficiente. Le vasche calde non sono adatte ai più piccoli: l’unica zona sensata è quella terminale, la più tiepida, e con permanenze brevissime.

Il secondo problema è il fondo: irregolare, fangoso, con dislivelli imprevedibili. Un bambino che corre sul bordo scivola. La regola pratica è una sola e non ammette eccezioni: a portata di braccio, sempre, anche in dieci centimetri d’acqua.

Da che età

Non esiste una soglia ufficiale affissa sul posto. Il buon senso e la pediatria suggeriscono di tenere i neonati e i bambini molto piccoli fuori dalle acque ipertermali non controllate. Per i bambini più grandi vale la regola dei pochi minuti, sempre nelle vasche più fredde, con reidratazione frequente e senza esposizione diretta al sole appena usciti dall’acqua.

Un’alternativa con i bambini

Se l’obiettivo è una giornata d’acqua in famiglia e non una sessione termale, la scelta più tranquilla è uno stabilimento con piscina a temperatura controllata e assistenza a bordo vasca. Oppure si cambia proprio tipo di giornata: la Riserva Naturale del Lago di Vico è a mezz’ora di strada e offre spiagge, sentieri e ombra.

Accessibilità delle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Va detto con chiarezza, perché nessuno lo dice: l’area non è attrezzata per l’accessibilità. Non ci sono percorsi pavimentati, non ci sono corrimano, non ci sono rampe né sollevatori, non ci sono servizi igienici accessibili. Si cammina su un prato che dopo la pioggia diventa fangoso, e si scende in vasca da bordi di terra irregolari.

Questo non significa che una persona con difficoltà motorie non possa venire: significa che serve accompagnamento, che il parcheggio va scelto il più vicino possibile alla vasca prescelta, che conviene puntare alle vasche basse e terminali, dove il bordo è meno alto, e che le giornate di pioggia vanno escluse. Chi ha bisogno di un ambiente attrezzato, con accesso assistito, spogliatoi e personale, deve rivolgersi a uno stabilimento termale.

Una curiosità sulle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Le vasche in cui oggi si fanno i bagni non sono nate per il benessere: erano invasi agricoli. L’acqua termale veniva raccolta e fatta raffreddare per poi irrigare i campi intorno, e la sequenza di pozze a temperatura decrescente che oggi i bagnanti usano come percorso termale era, nelle intenzioni di chi le scavò, un sistema di raffreddamento. La cosa curiosa è che il progetto agricolo e quello termale coincidono perfettamente: la gradazione di temperatura che serviva alle colture è esattamente quella che serve al corpo umano per passare dal caldo al tiepido senza traumi.

C’è una seconda curiosità, meno visibile. L’acqua che alimenta le Piscine Carletti appartiene allo stesso sistema che alimenta il Bullicame, la sorgente citata da Dante. Il che significa che la pozza in cui state seduti a due euro di benzina da Viterbo condivide l’origine con l’acqua che finisce in un canto dell’Inferno.

Una cosa che non ti dice nessuno sulle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

L’odore non va via. Non è un dettaglio folkloristico, è un fatto pratico che condiziona il resto della giornata. L’idrogeno solforato si fissa su pelle, capelli, costume, asciugamani e sedili dell’auto, e senza una doccia con acqua dolce e sapone resta addosso per ore. Chi programma le Pozze al mattino e un pranzo in un ristorante del centro storico nel primo pomeriggio scopre che i vicini di tavolo se ne accorgono.

La conseguenza organizzativa è semplice e quasi nessuno la applica: le terme libere vanno messe alla fine della giornata, non all’inizio. Prima Viterbo, il quartiere medievale, il pranzo; poi le Pozze; poi il rientro. Chi proprio deve invertire l’ordine porti nel bagagliaio una tanica da venti litri, un flacone di sapone da usare lontano dalle vasche e un cambio integrale, biancheria compresa.

La seconda cosa che nessuno dice riguarda i metalli. L’argento annerisce, e non parliamo di una patina: una catenina lasciata al collo per un’ora esce nera. Lo stesso vale per certi orologi e per le montature degli occhiali. Il rimedio esiste ma è successivo; la prevenzione è togliere tutto e chiuderlo in borsa.

Il consiglio che ti do per visitare le Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Andate in un martedì o in un mercoledì di gennaio, verso le dieci del mattino. Sembra un consiglio da masochisti e invece è il momento in cui il posto dà tutto quello che ha: il prato è vuoto, il vapore sale in colonne perché l’aria è fredda, le vasche calde sono libere e ci potete restare quanto vi serve, e la gente che trovate è quella del posto, che viene per le articolazioni e che, se glielo chiedete con garbo, vi spiega in cinque minuti quale vasca ha l’acqua migliore quel giorno e perché.

Il secondo pezzo del consiglio riguarda il metodo. Non entrate nella prima pozza che incontrate. Girate tutto il sistema di vasche con la mano nell’acqua, dalla più alta alla più bassa, e costruitevi il percorso: cinque minuti nella calda, uscita lenta, due minuti d’aria, dieci minuti nella tiepida, uscita, aria, e di nuovo. Tre cicli sono più che sufficienti. Chi si siede nella vasca bollente e ci resta quaranta minuti esce svuotato e passa il resto della giornata a chiedersi perché ha mal di testa.

Il terzo pezzo è logistico: mettete l’auto vicino alla vasca che avete scelto, prendete un riferimento visivo e lasciate in macchina tutto quello che non vi serve sul bordo. E se volete costruire una giornata intera nella Tuscia senza improvvisare, un accompagnatore turistico abilitato risolve il problema in partenza: i professionisti della rete TourLeaderPro lavorano su questo territorio e sanno incastrare terme, borghi e orari senza farvi perdere tempo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Viterbo sia una città termale lo sanno tutti. Quello che si cita di rado è che non esiste una sola sorgente, ma un intero bacino idrotermale sotto la città, con più manifestazioni superficiali distinte: oltre alle Piscine Carletti, il Bullicame, il Bagnaccio, il Bagno di San Sisto, le Zitelle, Piazza d’Armi. È un sistema, non un punto.

Il fatto poco citato, e sgradevole, è che questo sistema non è infinito e non è stabile. La sorgente del Bullicame ha mostrato dalla fine del ventesimo secolo una progressiva riduzione della portata, e il laghetto che alimentava non ha più l’aspetto che aveva un tempo. Le acque sorgive delle Piscine Carletti appartengono allo stesso circuito: il fatto che qui l’acqua arrivi ancora abbondante nelle vasche non è una garanzia acquisita per sempre, è una condizione presente. Fra captazioni, usi idrotermali, prelievi e variazioni naturali, la quantità d’acqua che arriva in superficie è una risorsa contesa. Chi frequenta le terme libere del viterbese farebbe bene a saperlo, perché il modo in cui si usa un bene comune determina quanto a lungo resta disponibile.

La foto giusta da fare alle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

La foto giusta non è quella della vasca piena di gente, che è anche la meno gentile verso chi si trova in acqua. È quella del vapore. Va fatta d’inverno, con l’aria sotto gli otto gradi, nella prima mezz’ora dopo l’alba o nell’ultima prima del tramonto, mettendosi in modo che il sole sia davanti a voi e basso: la luce radente attraversa la colonna di vapore, la rende visibile e la separa dallo sfondo. La stessa scena a mezzogiorno, con il sole alto, non restituisce nulla.

Il soggetto migliore sono le due polle di emergenza sul pendio, dove il vapore è più denso, riprese dal basso con il prato in primo piano. Se volete una figura umana, chiedete il permesso e tenetela in controluce, di spalle, piccola nel fotogramma: il posto è più interessante della persona.

Accorgimenti tecnici

L’umidità è il vero problema. L’obiettivo si appanna in pochi secondi se passate dal freddo al vapore, quindi tenete un panno in microfibra a portata e cambiate inquadratura invece di restare fermi dentro la nuvola. Il sensore soffre: evitate di appoggiare la macchina sul bordo fangoso. Il telefono va tenuto in una busta stagna, perché lo schizzo arriva sempre. Per l’esposizione, sottoesponete di mezzo passo, altrimenti il vapore in controluce brucia e perdete la trama.

Che cosa non fotografare

Le persone in costume, senza il loro consenso esplicito, non si fotografano e non si pubblicano. Sembra ovvio e non lo è: è il motivo principale per cui in certe sorgenti libere italiane sono comparsi cartelli di divieto. Un posto gratuito e senza controlli si difende solo con l’autodisciplina di chi lo frequenta.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia delle acque calde viterbesi comincia molto prima di qualsiasi vasca. Le sorgenti del bacino erano già note e utilizzate in epoca etrusca, e il loro sfruttamento prosegue in età romana, quando la zona dei Bagni diventa un’area di frequentazione termale stabile lungo l’asse che collega Roma all’Etruria interna.

Il Medioevo e la Via Francigena

Nell’alto Medioevo le acque viterbesi sono un riferimento documentato lungo la Via Francigena: il Bullicame compare nell’itinerario dell’arcivescovo Sigerico di Canterbury, che nel suo viaggio di ritorno da Roma segna le tappe del cammino. La tappa che riguarda Viterbo è la sesta. Questo colloca le sorgenti calde della piana dentro uno dei grandi percorsi europei del pellegrinaggio, e spiega perché la loro fama superi da sempre i confini locali.

Dante e il Bullicame

Il passaggio più celebre è quello della Divina Commedia. Dante Alighieri usa il Bullicame come termine di paragone per descrivere un ruscello infernale, e la citazione ha fissato per sempre il nome di quella sorgente nella memoria letteraria italiana. Attorno a quei versi esiste anche una discussione filologica di lunga data, che riguarda la parola usata per le donne che frequentavano il ruscello: una lettura la riferisce alle prostitute, un’altra alle pettatrici, cioè alle lavoratrici che immergevano la canapa nell’acqua calda per la macerazione. Questa seconda lettura restituisce un’immagine più concreta e più verosimile di che cosa fosse una sorgente termale per l’economia di una città medievale: un impianto di lavoro, non solo un luogo di cura.

Dai papi allo stabilimento moderno

Viterbo è la città dei papi: nel Duecento la corte pontificia vi si trasferisce e il Palazzo dei Papi diventa il teatro di conclavi rimasti nella storia. Le acque della piana fanno parte di quel prestigio, e l’uso curativo delle sorgenti prosegue per secoli. La struttura termale storica del Bullicame ha funzionato come stabilimento fino al Settecento. In epoca moderna il testimone è passato agli impianti che oggi conosciamo, mentre le sorgenti non captate hanno mantenuto l’uso libero.

La sistemazione dell’area

L’ultimo capitolo, quello che riguarda direttamente le Piscine Carletti, è recente e amministrativo: l’Amministrazione comunale di Viterbo ha sistemato l’area circostante alle vasche, piantando alberi e ricavando il vasto parcheggio che oggi accoglie automobili e camper. È l’intervento che ha trasformato un luogo di uso spontaneo e locale in una meta conosciuta e frequentata da tutto il centro Italia.

Chi è passato dalle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

La risposta onesta è che qui non passano i nomi celebri, passano i viterbesi. È un luogo di frequentazione popolare e quotidiana: pensionati che vengono tre volte a settimana per l’artrosi, operai che ci si fermano tornando dal turno, studenti dell’università della Tuscia, famiglie intere la domenica, camperisti del nord Europa che scendono verso Roma e si fermano una notte perché hanno letto che qui l’acqua calda è gratis.

I nomi, semmai, appartengono alla storia del bacino e non alla singola vasca. Da queste acque, nel senso ampio del sistema idrotermale viterbese, sono passati gli Etruschi, i romani, i pellegrini della Francigena con Sigerico fra loro, la corte pontificia del Duecento, e Dante, che al Bullicame ha dato la cittadinanza letteraria. Alle Piscine Carletti, invece, passa ogni giorno una folla anonima che ha in comune una cosa sola: sa che a Viterbo l’acqua calda esce dalla terra e che nessuno la fa pagare.

Se dovessi indicare la categoria di visitatore che qui trova più di quanto si aspettava, direi chi arriva dall’estero. Chi viaggia in Italia con un’idea da cartolina non immagina che esista un prato con dodici pozze fumanti a un’ora da Roma, senza biglietto. Per chi organizza il viaggio in inglese, il posto rientra nella categoria delle gite in giornata dalla capitale, la stessa che ItalyPlanner raccoglie nella sua guida alle cose da vedere a Roma quando arriva al capitolo delle uscite fuori città.

Le altre terme libere del viterbese

Le Piscine Carletti non sono l’unica sorgente accessibile della zona, e conoscere le alternative serve nei giorni in cui il prato è pieno o una parte delle vasche è in manutenzione.

Il Bullicame

È la sorgente più famosa, quella dei versi danteschi, e si trova a circa due chilometri e mezzo dal centro di Viterbo, nel parco omonimo, ad accesso gratuito. La polla principale si apre dentro un cratere naturale ed è protetta da una struttura trasparente che impedisce l’avvicinamento: l’acqua esce intorno ai 58 gradi e non è balneabile in quel punto. Le vasche per i bagnanti sono due, una piccola e circolare, l’altra grande e allungata. Sul posto una stele riporta i versi della Divina Commedia.

I servizi sono assenti come alle Carletti: niente servizi igienici, parcheggio piccolo e non custodito, con la raccomandazione esplicita di non lasciare oggetti di valore in automobile. La fermata dell’autobus si trova a circa duecento metri. Rispetto alle Piscine Carletti il Bullicame offre meno vasche e meno acqua, ma è molto più vicino al centro e si raggiunge a piedi da chi alloggia in città.

Le altre manifestazioni del bacino

Il sistema idrotermale viterbese alimenta anche il Bagnaccio, il Bagno di San Sisto, le Zitelle e Piazza d’Armi. Alcune di queste aree hanno nel tempo assunto forme di gestione associativa con contributo d’ingresso e orari definiti, altre sono rimaste di uso libero, altre ancora hanno conosciuto periodi di chiusura. Il Bagnaccio, per esempio, dall’agosto 2025 è un parco a pagamento in sub-concessione comunale: lo raccontiamo nella scheda delle Terme del Bagnaccio. Prima di puntarci conviene verificare le condizioni di accesso aggiornate, perché la situazione di ciascuna cambia nel tempo e non è la stessa per tutte.

Le Terme dei Papi, l’alternativa a pagamento

Chi vuole la stessa acqua con spogliatoi, docce, personale e assistenza ha a disposizione a Viterbo lo stabilimento delle Terme dei Papi, la cui piscina monumentale è alimentata dalla sorgente del Bullicame: duemila metri quadrati all’aperto, acqua ipertermale che sgorga a 58 gradi, classificata come sulfureo solfato bicarbonato alcalino terrosa, la stessa famiglia chimica delle Piscine Carletti.

Orari

Lo stabilimento è aperto tutto l’anno. La piscina monumentale osserva il lunedì dalle 9 alle 19, la chiusura del martedì per manutenzione, dal mercoledì al venerdì dalle 9 alle 20, il sabato dalle 9 all’una di notte con il bagno sotto le stelle dalle 21 all’una, la domenica dalle 9 alle 20. Nei periodi festivi la giornata di chiusura può essere spostata, quindi conviene controllare il calendario prima di partire.

Prezzi

L’ingresso di tre ore costa 12 euro nei giorni feriali e 18 nei festivi; la giornata intera 18 euro feriale e 25 festivo. I bambini dai due ai dodici anni pagano 8 euro. Il lettino costa 5 euro. Esiste un abbonamento da dieci ingressi a 120 euro e l’ingresso serale al bagno sotto le stelle a 20 euro. Le informazioni e le prenotazioni passano dal numero 0761 3501 e dalla casella info@termedeipapi.it.

Quando conviene lo stabilimento e quando la sorgente libera

Conviene lo stabilimento se viaggiate con bambini, se avete difficoltà motorie, se volete una doccia calda dopo il bagno, se vi serve la certezza di un ambiente controllato o se cercate un percorso di cura con assistenza medica. Conviene la sorgente libera se cercate l’esperienza grezza, se volete scegliere la temperatura vasca per vasca, se andate in orari impossibili o se semplicemente non volete pagare. Molti viterbesi fanno entrambe le cose, in momenti diversi dell’anno.

Viterbo, la città intorno alle terme

Sarebbe un errore venire fin qui e vedere soltanto un prato con le pozze. Viterbo è una delle città medievali meglio conservate del Lazio e si visita in mezza giornata abbondante.

Il quartiere San Pellegrino

È il pezzo forte: un’isola di architettura civile in gran parte duecentesca, rimasta pressoché integra nelle forme e nei colori, con torri, bifore e le tipiche scale esterne che a Viterbo si chiamano profferli. Si cammina su un tessuto urbano che non ha subito le ristrutturazioni dei secoli successivi, ed è una condizione rarissima. In primavera, fra aprile e maggio, il quartiere ospita la manifestazione San Pellegrino in Fiore, quando vicoli, archi e davanzali vengono rivestiti di composizioni floreali.

Il Palazzo dei Papi e il Duomo

Sulla piazza di San Lorenzo si affacciano il Duomo di San Lorenzo e il Palazzo dei Papi, con la loggia che è il simbolo della città. Qui la corte pontificia si insediò nel Duecento e qui si tennero i conclavi che fecero di Viterbo la capitale della cristianità per alcuni decenni. La visita richiede un’ora e cambia il senso della giornata: capite che le terme non erano un accessorio, erano una delle ragioni per cui i papi stavano bene in questa città.

Dove mangiare vicino alle Piscine Carletti

Sul prato non c’è nulla: niente bar, niente chiosco, niente macchinette. Per mangiare serve riprendere l’auto. Nel raggio di un paio di chilometri lungo la Tuscanese e la Strada Bagni si trovano alcuni ristoranti, e il modo più rapido di scegliere è chiedere a uno dei frequentatori viterbesi delle Pozze, che vi indicheranno il più vicino, il migliore o il più economico a seconda di come formulate la domanda. In alternativa, si rientra in centro e si mangia a Viterbo, dove l’offerta è ampia e la cucina della Tuscia merita il viaggio da sola.

Che cosa vedere intorno alle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

La Tuscia è densa: in un raggio di quaranta chilometri dalle Pozze ci sono alcuni dei luoghi più singolari del Lazio, e costruire una giornata completa è facile.

I giardini e i palazzi

A pochi chilometri da Viterbo si trova Villa Lante, con il suo giardino all’italiana e la catena d’acqua, uno dei capolavori del manierismo europeo. Poco più a sud, il palazzo pentagonale di Caprarola domina la piana. In direzione opposta, il Parco dei Mostri di Bomarzo propone il rovescio esatto della bellezza regolare: un bosco di sculture enormi e deformi scavate nel peperino.

I laghi

Il Lago di Vico è un cratere perfetto circondato da faggete, a mezz’ora dalle terme. Il Lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d’Europa, con acqua balneabile e borghi sulla riva; sulla sua sponda meridionale, Montefiascone guarda il bacino dall’alto ed è la patria del vino che porta il nome più curioso d’Italia.

Le città del tufo e il mare

A occidente, Tuscania conserva due basiliche romaniche che valgono da sole il viaggio, e Tarquinia custodisce le tombe dipinte etrusche riconosciute dall’UNESCO. Verso nord, Civita di Bagnoregio resiste sullo sperone di tufo collegato al mondo da un solo ponte pedonale. Andando verso la costa si arriva a Civitavecchia e al litorale tirrenico settentrionale.

Una giornata sensata

La combinazione che funziona meglio, per chi parte da Roma con l’auto, è questa: partenza presto, Viterbo e il quartiere San Pellegrino fino a mezzogiorno, pranzo in città, un pomeriggio corto a Villa Lante o a Bomarzo, e le Piscine Carletti alla fine, quando il sole cala e il vapore comincia a farsi vedere. Il rientro a Roma richiede un’ora e un quarto e si affronta rilassati. L’ordine inverso, terme al mattino e visite dopo, ha il problema dell’odore di cui abbiamo già parlato.

Da Roma alle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo) in giornata

È una gita fuori porta classica per i romani, al pari di una domenica al laghetto dell’EUR quando non si ha voglia di guidare. La differenza è che qui si guida, e la logistica va pensata.

Con l’auto

Un’ora e un quarto all’andata partendo da Roma nord, un po’ di più dai quadranti sud della città. Il rientro serale della domenica sulla superstrada e sull’A1 può essere lento: se potete, muovetevi prima delle sedici o dopo le venti.

Senza auto

La combinazione treno fino a Viterbo più autobus urbano fino alla fermata delle terme funziona, ed è la ragione principale per cui le Piscine Carletti sono più accessibili di quasi tutte le altre sorgenti libere italiane. Il punto critico è il rientro: controllate l’ultima corsa utile dell’autobus verso la stazione e l’ultimo treno per Roma prima di entrare in acqua, perché restare a piedi sulla Tuscanese al buio non è una prospettiva allegra.

Con un accompagnatore

Per gruppi, per chi arriva dall’estero o per chi vuole unire terme, borghi e cucina in una sola giornata senza guidare, la soluzione più semplice è affidarsi a un professionista abilitato: il servizio di accompagnamento turistico di TourLeaderPro copre il Lazio settentrionale e risolve trasporto, tempi e ingressi in un colpo solo.

Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)
Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Domande veloci sulle Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo)

Le Piscine Carletti sono gratuite

Sì. L’accesso è libero e non è previsto alcun biglietto. Non essendoci una gestione, non ci sono nemmeno servizi: né spogliatoi, né docce, né servizi igienici, né assistenza.

Che orari hanno le Piscine Carletti

Non hanno un orario: l’area non viene chiusa e si può entrare in acqua a qualsiasi ora. Restano però possibili provvedimenti del Comune di Viterbo su orari o accessi, che vanno verificati sui canali ufficiali del Comune prima di partire.

Quanto è calda l’acqua delle Piscine Carletti

Alla sorgente la temperatura si attesta sui 58 gradi. Nelle vasche l’acqua arriva più fredda, e la temperatura varia da vasca a vasca: le tre più vicine alle polle sono le più calde, quelle terminali le più tiepide.

Si può entrare nelle polle della sorgente

No. A 58 gradi l’acqua provoca ustioni. Le polle di emergenza non sono vasche balneabili: si fa il bagno solo nelle vasche a valle, dopo aver provato la temperatura con la mano.

Che tipo di acqua è

Sulfureo solfato bicarbonato alcalino terrosa, ricca di oligoelementi e sali minerali, con un residuo fisso intorno ai 2,420 grammi per litro. La portata della sorgente oscilla fra i 3 e i 10 litri al secondo.

Quante vasche ci sono alle Piscine Carletti

In condizioni normali una dozzina, di forma e profondità diverse, disposte a cascata a partire dalle due polle. Le prime tre sono le più calde, poi si trovano due piscine più ampie e infine gli invasi terminali, i più tiepidi.

C’è un bagnino o un servizio di sorveglianza

No. Non ci sono bagnini, non c’è presidio sanitario, non c’è videosorveglianza. In caso di emergenza il riferimento è il numero unico 112.

Quanto tempo si può restare in acqua

Non esiste un limite imposto, ma esiste un limite fisiologico. In acqua ipertermale conviene alternare immersioni brevi a pause fuori dall’acqua, invece di una lunga permanenza continua. Capogiro, nausea o debolezza alle gambe sono il segnale che il limite è stato superato.

Chi dovrebbe evitare il bagno

Chi ha cardiopatie, ipertensione o ipotensione importanti, disturbi circolatori, ferite aperte o infezioni cutanee, chi è in gravidanza, chi assume farmaci che agiscono sulla pressione e chi ha problemi respiratori dovrebbe parlarne con il proprio medico prima del bagno. Vale anche per le persone anziane e per chi affronta per la prima volta un’acqua termale forte.

Si può bere alcol in vasca

È la cosa meno sensata da fare in un luogo senza sorveglianza. Alcol e acqua calda sommano gli effetti sulla pressione e riducono la capacità di riconoscere i sintomi di un malore. Quello che serve portare è acqua da bere.

Ci sono docce o servizi igienici

No, nessuno dei due. Molti frequentatori portano una tanica di acqua dolce per un risciacquo sommario prima di rivestirsi.

Dove si parcheggia

Su un ampio prato attrezzato dal Comune di Viterbo lungo l’area termale. È gratuito, non custodito e privo di illuminazione. Conviene prendere un riferimento visivo preciso del punto in cui si lascia l’auto: al buio ritrovarla è un problema concreto.

Si può dormire in camper alle Piscine Carletti

Camper e caravan stazionano abitualmente sul prato, ma non si tratta di un’area attrezzata: non ci sono colonnine, scarichi né servizi, e la sosta resta soggetta a quanto dispone il Comune. Dopo giorni di pioggia il fondo erboso diventa cedevole.

Si arriva con i mezzi pubblici

Sì. Si raggiunge Viterbo con la linea ferroviaria da Roma e si prosegue con gli autobus urbani, che hanno una fermata a pochi metri dall’area termale. Verificate però l’ultima corsa serale prima di entrare in acqua.

Quanto dista Viterbo da Roma

Circa un’ora e un quarto di auto da Roma nord, per l’A1 fino a Orte e poi la superstrada Orte Civitavecchia fino all’uscita Viterbo Terme. In treno il collegamento è la linea Roma Viterbo.

Qual è il periodo migliore per andare

L’inverno. Con l’aria fredda le vasche calde danno il massimo e il vapore rende il posto spettacolare. In estate funzionano soltanto le vasche terminali, e conviene andare presto la mattina o dopo il tramonto.

Le Piscine Carletti sono affollate

Molto, nelle domeniche pomeriggio da novembre a marzo. Poco, nei giorni feriali del mattino. Il sabato mattina è un buon compromesso.

Si può andare di notte

Si può, e molti lo fanno, ma senza illuminazione, senza soccorso rapido e con la difficoltà di valutare la temperatura dell’acqua al buio i rischi aumentano. Mai da soli, mai dopo aver bevuto, sempre con una torcia.

Che costume conviene portare

Uno scuro e vecchio. L’acqua sulfurea ingiallisce i tessuti chiari in modo permanente e lascia aloni sugli asciugamani.

È vero che l’argento diventa nero

Sì. L’idrogeno solforato annerisce l’argento in pochi minuti e può danneggiare orologi e montature. Gioielli e orologi si tolgono prima di entrare.

L’odore di zolfo va via

Non da solo. Resta su pelle, capelli, costume e asciugamani fino a una doccia con acqua dolce e sapone. Conviene programmare le terme come ultima tappa della giornata.

Si possono portare i bambini

Solo nelle vasche terminali, le più tiepide, per tempi brevissimi e con sorveglianza a portata di braccio. Le vasche calde non sono adatte ai bambini, e i neonati vanno tenuti fuori dalle acque ipertermali non controllate.

Le Piscine Carletti sono accessibili a chi ha difficoltà motorie

L’area non è attrezzata: prato, fondo irregolare, nessuna rampa, nessun corrimano, nessun servizio accessibile. Con accompagnamento si può accedere alle vasche terminali, ma chi ha bisogno di un ambiente attrezzato deve rivolgersi a uno stabilimento termale.

Si possono portare i cani

Sul prato sì, al guinzaglio. In vasca no: l’acqua a quelle temperature è pericolosa per gli animali e la convivenza con gli altri bagnanti è una questione di rispetto.

Si può usare il sapone

No. Le vasche non hanno scarico fognario e saponi, shampoo e bagnoschiuma finiscono nell’acqua di chi si trova a valle e nel terreno. È la principale regola non scritta del posto.

Dove si mangia

Non sul posto: sul prato non ci sono bar né chioschi. Nel raggio di un paio di chilometri lungo la Tuscanese e la Strada Bagni si trovano alcuni ristoranti; in alternativa si rientra a Viterbo.

Che differenza c’è fra Piscine Carletti e Bullicame

Sono due manifestazioni dello stesso bacino idrotermale. Il Bullicame si trova a circa due chilometri e mezzo dal centro, ha due vasche per i bagnanti, la polla principale protetta da una struttura trasparente e una stele con i versi danteschi. Le Piscine Carletti hanno molte più vasche e molta più acqua, ma sono più lontane dalla città.

Che differenza c’è fra le terme libere e le Terme dei Papi

L’acqua appartiene alla stessa famiglia, sulfureo solfato bicarbonato alcalino terrosa a 58 gradi alla sorgente. Cambia tutto il resto: le Terme dei Papi hanno una piscina monumentale di duemila metri quadrati, spogliatoi, docce, personale, orari definiti e un biglietto che va dai 12 ai 25 euro secondo la formula e il giorno. Le Piscine Carletti non hanno nulla di tutto questo e non costano nulla.

Le Piscine Carletti possono chiudere

Sì. Le vasche richiedono periodicamente interventi di pulizia e di sistemazione degli argini, e il Comune di Viterbo può disporre chiusure temporanee per ragioni di sicurezza o di igiene. Non esiste un calendario pubblicato con largo anticipo, quindi una parte del rischio va messa in conto.

Serve prenotare

No. Non esiste prenotazione, perché non esiste gestione. Si arriva e si entra in acqua.

Come si chiamano davvero

Il nome ufficiale è Piscine Carletti. Il nome che usano i viterbesi è Le Pozze. L’area in cui si trovano è conosciuta come Bagni di Viterbo.

Torno alle Pozze da anni, d’inverno, in giorni feriali, e il motivo è sempre lo stesso: è uno dei pochissimi posti rimasti in cui una cosa preziosa è alla portata di chiunque senza mediazioni. Se di tutto quello che avete letto vi resta un solo consiglio, tenete questo: provate l’acqua con la mano prima di entrare, uscite dalla vasca da seduti e non da in piedi, e portate via i vostri rifiuti. Le Terme Libere Piscine Carletti (Viterbo) continueranno a esistere finché chi le usa si comporterà come se fossero sue, perché in un certo senso lo sono.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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