Mutamassik al Fanfulla 5/a — 12 ottobre 2026
Mutamassik suona dal vivo lunedì 12 ottobre 2026 al Fanfulla 5/a, il circolo Arci di via Fanfulla da Lodi 5/a, al Pigneto (00176 Roma): la serata comincia alle 22:00 e dopo il live prosegue con il dj set di Greta Los e San Nicola. Il programma ufficiale del circolo presenta l'artista con l'indicazione Tanzania, il paese in cui oggi vive e lavora. Si arriva con la metro C, fermata Pigneto, da cui il circolo dista pochi minuti a piedi; in alternativa ci sono i tram di via Prenestina e la ferrovia Termini Centocelle, fermata Ponte Casilino. L'ingresso è riservato ai soci con la tessera Arci della stagione 2026/2027, obbligatoria dal 1° ottobre: la preadesione si fa in anticipo sull'app ufficiale dell'Arci e la tessera si ritira alla porta. L'importo del contributo della serata non è pubblicato; le condizioni di accesso sono sul sito ufficiale del circolo, fanfulla5a.it.

Mutamassik al Fanfulla: data, ora e ingresso
Mutamassik, nome d'arte della musicista, produttrice e turntablist Giulia Loli, è attesa al Fanfulla 5/a lunedì 12 ottobre 2026 dalle 22:00, in una serata che il circolo intitola Live at Fanfulla e che si chiude con un dj set.
Quando
Lunedì 12 ottobre 2026, con apertura alle 22:00, l'orario abituale delle serate musicali del circolo. Un concerto di lunedì è una piccola anomalia nel calendario romano: la sala è meno affollata del fine settimana e il pubblico, di solito, è venuto apposta.
Dove
Fanfulla 5/a, via Fanfulla da Lodi 5/a, al Pigneto, nel Municipio V. La strada corre fra la Casilina e l'isola pedonale di via del Pigneto, nel tratto del quartiere più vicino ai binari della ferrovia.
La serata in due tempi
Prima il live di Mutamassik, poi il dj set di Greta Los e San Nicola. Il programma di ottobre del circolo indica la stessa formula per tutte le serate: ingresso con tessera, porte alle 22, musica fino a tardi.
Quanto costa
Il Fanfulla non vende biglietti: chiede ai soci una sottoscrizione. Serve la tessera Arci valida per la stagione in corso, cui si aggiunge il contributo della serata, il cui importo non è pubblicato.
Chi è Mutamassik: Giulia Loli, da New York alla Tanzania
Mutamassik è il nome d'arte di Giulia Loli, musicista, produttrice e turntablist con base in Africa orientale, nota per una fusione cruda di hip hop elettronico, post punk e ritmi tradizionali afro asiatici: così la descrive la presentazione pubblicata dallo spazio romano Hybrida.
Un nome arabo
Il termine Mutamassik, in arabo, significa fortezza o tenacia. La scelta dice molto del progetto: un'identità sonora costruita per resistere agli spostamenti, ai cambi di città e di continente, alle collaborazioni con musicisti molto diversi fra loro.
Gli inizi fra batteria e violoncello
Sulla sua pagina ufficiale di ascolto l'artista racconta di aver suonato batteria e violoncello nella scena post punk di Pittsburgh mentre studiava pittura, e di essersi formata come performer, turntablist e produttrice nell'avanguardia newyorkese degli anni Novanta. Il portale Music in Africa ricorda che ha suonato violoncello e batteria con formazioni come The Year Zero, Mucus, Telecorps of Edgar Um Bucholtz e Pledgedrive.
Il Cairo, Amsterdam, la Tanzania
Dopo New York arrivano il Cairo, intorno al 2000, Amsterdam e infine l'Africa orientale. Oggi la sua pagina ufficiale indica come base Dar es Salaam, in Tanzania. Music in Africa la presenta come produttrice e musicista legata a Shubra, quartiere del Cairo: un'altra tappa di una geografia che si allarga a ogni disco.
La firma che si dà
Nella presentazione che scrive di sé, Giulia Loli si definisce ingegnera delle arti manuali e parla di una linea artigiana copto etrusca: una formula che tiene insieme le radici mediterranee, l'Egitto e il lavoro manuale sul suono, fatto di giradischi, campioni e strumenti suonati.
Le collaborazioni di Mutamassik con l'avanguardia
Mutamassik ha lavorato con figure di primo piano dell'avanguardia musicale, fra cui David Byrne, Marc Ribot, Butch Morris, Greg Tate, Elliott Sharp, Arto Lindsay e George Lewis, oltre che con Fathy Salama e i Musicians of the Nile.
New York e il downtown
I nomi della lista appartengono in gran parte alla scena sperimentale newyorkese: la chitarra di Marc Ribot, la conduction di Butch Morris, la scrittura critica e musicale di Greg Tate, il lavoro di Elliott Sharp e di Arto Lindsay, il trombone e la ricerca elettronica di George Lewis. È il mondo in cui Mutamassik si è formata come turntablist.
L'Egitto
Fathy Salama e i Musicians of the Nile portano invece al versante egiziano del suo lavoro: un repertorio di ritmi e timbri che la produttrice ha assorbito negli anni del Cairo e che ritorna nei suoi dischi accanto ai campionamenti e alle batterie elettroniche.
Rough Americana
Con il chitarrista Morgan Craft ha fondato il progetto collaborativo Rough Americana. Sulla sua pagina ufficiale compaiono due uscite legate al progetto: Rough Americana, firmato da Morgan Craft e Mutamassik, e RA Due.
Ancient Indigenous Africans: i canti Maasai e l'elettronica
Ancient Indigenous Africans è il duo che Mutamassik ha formato in Africa orientale con il cantante e cantastorie Lengai Loita, fondendo i canti guerrieri Maasai con sonorità sperimentali, energia punk e live electronics.
La presentazione del Fanfulla
Il programma ufficiale del circolo presenta la serata partendo proprio da qui: Mutamassik, metà del duo Ancient Indigenous Africans, esplora i canti tradizionali Maasai mescolandoli a paesaggi sonori elettronici ed entropici. Nella musica solista e nei mix, prosegue la presentazione, unisce il suo passato d'avanguardia e post punk alle influenze raccolte nel viaggio da New York al Cairo e da Amsterdam alla Tanzania.
Il disco
Fra le uscite pubblicate sulla pagina ufficiale dell'artista c'è un album intitolato Ancient Indigenous Africans, con un simbolo grafico fatto di triangoli. È il punto di partenza più diretto per capire che cosa si sentirà al Fanfulla.
Che cosa cambia dal vivo
A Roma Mutamassik arriva da sola, con il suo set personale. La voce di Lengai Loita non è annunciata dal circolo: le tracce del duo potranno entrare nel set come materiali, ma la serata del 12 ottobre è presentata come un live solista.
I dischi di Mutamassik da ascoltare prima
La pagina ufficiale di ascolto di Mutamassik raccoglie, fra le altre, le uscite Ancient Indigenous Africans, Symbols Follow, RA Due, Rekkez, That Which Death Cannot Destroy, The Commo, Masri Mokkassar e Rough Americana.
Masri Mokkassar
Masri Mokkassar porta come sottotitolo Works: 1996 to 2003. È una raccolta che copre gli anni fra New York e il Cairo, e permette di sentire come il linguaggio del turntablism si è incontrato con i ritmi egiziani.
Le uscite recenti
Titoli come Symbols Follow, Rekkez e That Which Death Cannot Destroy appartengono alla produzione più recente. La pagina indica anche l'etichetta con cui l'artista lavora oggi, GODKMTZ records, nata, nelle sue parole, al servizio di nuovi spiritual antichi.
Le etichette
La presentazione di Hybrida cita le etichette con cui Mutamassik ha pubblicato le sue produzioni: Sa'aidi Hardcore Productions, KMTZ Records e KMT BBB USA. Nei dischi convivono strumenti tradizionali, elettronica e registrazioni sul campo.
Il consiglio di ascolto
Per arrivare preparati conviene partire da Ancient Indigenous Africans e poi tornare indietro con Masri Mokkassar: in due ascolti si capisce l'arco di una carriera che va dai giradischi di New York alle colline della Tanzania.
Greta Los e San Nicola: il dj set dopo il live
Dopo Mutamassik la consolle passa a Greta Los e San Nicola. Greta Los, classe 2001, è sound engineer e cofondatrice di Ataraxìa; San Nicola è indicato dal circolo come parte del progetto Scherzo Segreto.
Greta Los
Secondo la presentazione del circolo, Greta Los è cresciuta come batterista prima di appassionarsi all'elettronica. I suoi set mescolano progressive, trance, techno e synth, con groove serrati e ritmi galoppanti, alternando atmosfere scure e colorate.
San Nicola
Di San Nicola il programma riporta solo il riferimento a Scherzo Segreto. Il dj set a quattro mani è la chiusura naturale di una serata che comincia con l'ascolto e finisce con il ballo.
Il passaggio
Dopo un live di elettronica e canti tradizionali, un dj set che lavora su ritmi galoppanti e suoni sintetici tiene la sala in movimento. Chi è venuto per Mutamassik può uscire dopo il concerto; chi vuole ballare resta.
La settimana del Fanfulla intorno al 12 ottobre
Il programma di ottobre del Fanfulla 5/a mette il live di Mutamassik in coda a un fine settimana di dj set: venerdì 9 NiCKY, cantante e performer londinese, con Levy; sabato 10 Strada; domenica 11 WEDDING_SCAMMER.
Dal fine settimana al lunedì
Il lunedì del Fanfulla non è una serata di riempitivo: il circolo dedica l'apertura a un'artista con una lunga carriera internazionale. È il giorno giusto per chi vuole ascoltare senza la ressa del sabato.
Altre serate nella stessa sala
Nelle stesse settimane il circolo ospita band e live elettronici di generi molto diversi, come lo showcase dell'etichetta Wetware Echo, il concerto rock di Angst e la serata di Acetato.
Il Fanfulla 5/a, il circolo che ospita Mutamassik
Il Fanfulla 5/a è un circolo Arci del Pigneto, al civico 5/a di via Fanfulla da Lodi, con una programmazione serale di concerti, dj set e cinema che comincia alle 22 ed è riservata ai soci.
Una tessera, non un biglietto
Un circolo Arci è un'associazione di promozione sociale: chi entra è socio con una tessera nazionale annuale, personale. Senza tessera non si entra, e dal 1° ottobre 2026 vale soltanto quella della stagione 2026/2027.
La preadesione
La strada più rapida, indicata dal circolo, è scaricare l'app ufficiale dell'Arci, compilare la preadesione e ritirare la tessera all'ingresso. Fatta da casa, l'operazione evita la fila alla porta.
La sala
Il Fanfulla è uno spazio di dimensioni contenute: palco basso, bancone, pubblico in piedi, nessun posto assegnato. Per un live di elettronica e voce la posizione migliore è a metà sala, dove il suono arriva più equilibrato.
Kinema Fanfulla
Oltre ai concerti il circolo propone il ciclo di proiezioni Kinema Fanfulla e serate di musica elettronica. La programmazione salta volentieri da un genere all'altro, con una predilezione per i suoni di ricerca.
Da Fanfulla 101 al civico 5: la storia del circolo
La storia del Fanfulla comincia nel settembre 2006 in uno spazio al civico 101 di via Fanfulla da Lodi e prosegue dal 2011 al civico 5, con il nome di Forte Fanfulla: la ricostruzione più completa è un articolo di Paola Micalizzi pubblicato su minima&moralia nel giugno 2014.
Il primo locale
Secondo quel racconto, i fondatori sono cinque amici che arredano il primo locale con divani recuperati e con sedie e tavolini arrivati dal vicino Bar Necci. Il circolo apre la notte di capodanno del 2007, con un biliardino al centro della sala e una sola regola: chi perde esce.
Il successo e lo sfratto
Il Pigneto di allora, scrive Micalizzi, era un quartiere buio, con pochissimi posti dove uscire la sera. Nel primo anno il circolo fa tredicimila tessere. Dal 2009 la legge impone la chiusura alle due; la folla sul marciapiede e le proteste del vicinato portano allo sfratto.
Il Forte Fanfulla
Nel 2011 il circolo si trasferisce al civico 5 della stessa strada, in uno spazio più grande e più costoso, con una cucina ampia. Lì passano rassegne e festival, e a fine giugno 2014 la festa Fatti Forte Fanfulla chiude quella fase. Il circolo di oggi porta ancora il civico nel nome.
Il Pigneto, il quartiere della serata
Il Pigneto è un quartiere del Municipio V, racchiuso fra via Prenestina, via Casilina e via di Acqua Bullicante in un triangolo che parte da Porta Maggiore, ed è fra le zone più vive della sera romana.
Il nome
Il toponimo è attestato già nel Seicento, quando qui c'erano orti, vigne e casali, e viene da una fila di pini lungo il muro di una villa. Le prime case arrivano dopo il 1870, quando insediamenti come il Prenestino, il Torrione e la Marranella si saldano fra loro.
Le vie dei condottieri
Molte strade del quartiere sono dedicate ai capitani di ventura. Fanfulla da Lodi, cui è intitolata la via del circolo, è uno di loro. Per un'artista che ha scelto un nome arabo che significa fortezza, l'indirizzo ha una coerenza quasi teatrale.
La sera
Dal 2015 la pedonalizzazione di via del Pigneto ha fatto del quartiere una delle mete serali della città. Circoli, bistrot, cineclub e sale prove si alternano in poche strade; di lunedì la vita notturna è più tranquilla, e il quartiere si gira con calma.
La via del circolo
In pochi metri di via Fanfulla da Lodi si incontrano altri indirizzi della notte: Varco al civico 1, il Rifugio Urbano Fanfulla al 22, e poco più in là, in via Ettore Giovenale, Zazie nel metrò. Sulla stessa via c'è il Forno Necci.
Come arrivare al Fanfulla 5/a per il concerto di Mutamassik
Il Fanfulla 5/a si raggiunge con la metro C, fermata Pigneto: dalla stazione si cammina qualche minuto verso la Casilina fino a via Fanfulla da Lodi.
Metro C
Le fermate utili della linea C sono due: Pigneto e, poco più a est, Malatesta. La C incrocia la linea A a San Giovanni: da Termini la soluzione più semplice è la metro A fino a San Giovanni e il cambio sulla C.
Tram e ferrovia
Su via Prenestina corrono diverse linee tranviarie che collegano il quartiere a Porta Maggiore e a Termini. Sulla Casilina la ferrovia Termini Centocelle ferma a Ponte Casilino, a breve distanza dal circolo.
In auto
Al Pigneto le strade sono strette e i parcheggi scarsi anche di lunedì. Mezzi pubblici, bicicletta o taxi restano la scelta più sensata.
Il rientro
La serata comincia alle 22 e il dj set porta l'uscita a notte fonda. Prima di partire conviene controllare sul calcolatore di percorso dell'ATAC le ultime corse della metro C e le linee notturne, e decidere in anticipo come rientrare.
Come organizzare la serata con Mutamassik
La serata di Mutamassik si costruisce in tre tempi: cena al Pigneto verso le 20, ingresso al Fanfulla alle 22 con la tessera pronta, live e poi, per chi vuole, il dj set di Greta Los e San Nicola.
Prima
Il lunedì molte cucine del quartiere lavorano a ritmo ridotto e alcune chiudono: conviene verificare in anticipo il giorno di riposo del locale scelto. Una passeggiata sull'isola pedonale prima del concerto completa la serata.
Durante
Il live è la ragione della serata. Chi deve ritirare la tessera entri all'apertura; chi l'ha già si prenda il tempo di trovare una posizione buona prima che le luci si abbassino.
Dopo
Chi è venuto per l'ascolto può uscire dopo il live; chi vuole ballare resta per il dj set. Due scelte ugualmente legittime, in una notte che il lunedì finisce comunque prima che nel fine settimana.
Accessibilità, pubblico e ragazzi
Il concerto di Mutamassik al Fanfulla è una serata notturna in un circolo Arci, con ingresso da soci e inizio alle 22: è pensata per un pubblico adulto.
Accessibilità della sala
Il circolo non pubblica informazioni dettagliate sull'accessibilità degli spazi. Chi ha difficoltà motorie farà bene a contattare il Fanfulla prima della serata, attraverso i canali indicati sul sito ufficiale.
Con i ragazzi
Orario, contesto e volume rendono la serata poco adatta ai più giovani. Per un adolescente appassionato di elettronica, i dischi di Mutamassik sono comunque un ascolto prezioso, da fare a casa.
Il volume
Basse frequenze e ritmi serrati in una sala piccola si sentono. Un paio di tappi da concerto in tasca sono una precauzione utile, soprattutto per chi resta al dj set.
Dove mangiare al Pigneto prima del concerto
Il Pigneto è fra i quartieri romani con la maggiore densità di locali dove mangiare e bere, e via Fanfulla da Lodi è a due passi dall'isola pedonale di via del Pigneto.
L'isola pedonale
Lungo via del Pigneto e nelle traverse si trovano trattorie romane, pizzerie, osterie, bistrot e cucine di molti paesi, riflesso della composizione multietnica del quartiere. Per una cena rapida prima delle 22 le vie laterali sono le più comode.
Il Forno Necci
Sulla stessa via del circolo c'è il Forno Necci. Il nome Necci torna anche nella storia del Fanfulla: nel 2006 le prime sedie e i primi tavolini del circolo arrivarono proprio dal bar vicino.
Cosa vedere intorno al Fanfulla
Il Pigneto è a pochi minuti da monumenti poco frequentati e di grande interesse, da vedere con la luce del giorno, magari prima del concerto.
Porta Maggiore
All'imbocco del quartiere c'è Porta Maggiore, nata nel I secolo come arco monumentale degli acquedotti Claudio e Aniene Nuovo, con accanto il sepolcro del fornaio Eurisace. Poco lontano, sotto la ferrovia, la basilica sotterranea di Porta Maggiore, visitabile su prenotazione.
L'ex SNIA
Sulla Prenestina si trova l'area dell'ex SNIA, la fabbrica di viscosa che racconta il Novecento industriale della Roma est, con il lago nato dentro il suo perimetro.
Verso il Mandrione
Più a sud, oltre la Casilina, comincia il Mandrione, dove un altro circolo Arci, il 30 Formiche, porta avanti una programmazione di musica di ricerca nella stessa settimana.
Una curiosità su Mutamassik al Fanfulla 5/a — 12 ottobre 2026
La curiosità più sorprendente riguarda il percorso di Giulia Loli prima dei giradischi. Sulla sua pagina ufficiale l'artista racconta di aver suonato batteria e violoncello nella scena post punk di Pittsburgh mentre si formava come pittrice. Il violoncello è uno strumento che raramente si associa al turntablism, eppure è proprio quella formazione da strumentista a spiegare il suo modo di trattare i campioni: non come citazioni, ma come materiale da suonare, tagliare e rimontare con la mano.
Il secondo elemento curioso è il nome. Mutamassik, in arabo, significa fortezza o tenacia. Lo ha scelto un'artista che in trent'anni ha cambiato più volte continente: New York, il Cairo, Amsterdam, la Tanzania. Una parola che indica la resistenza, adottata da chi ha fatto del movimento il proprio metodo, è una contraddizione solo apparente: la tenacia è ciò che tiene insieme le tappe.
Infine, la geografia. Il programma del Fanfulla presenta la serata con l'indicazione Tanzania tra parentesi, accanto al nome. Per un circolo del Pigneto, abituato a ospitare band romane e dj del quartiere, è un arrivo da lontano: un live che porta canti Maasai ed elettronica in una sala di via Fanfulla da Lodi, di lunedì sera.
Una cosa che non ti dice nessuno su Mutamassik al Fanfulla 5/a — 12 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno ricorda è che il 12 ottobre per entrare al Fanfulla serve la tessera Arci della nuova stagione, la 2026/2027, obbligatoria dal 1° ottobre. Chi si presenta con quella dell'anno precedente deve rifarla alla porta. La soluzione è semplice: preadesione sull'app ufficiale dell'Arci nei giorni prima e ritiro della tessera all'ingresso.
La seconda cosa riguarda il genere. Chi legge turntablist si aspetta un dj set; chi legge canti Maasai si aspetta musica tradizionale. Il live di Mutamassik non è né l'una né l'altra cosa. La presentazione ufficiale parla di paesaggi sonori elettronici ed entropici, di avanguardia e di post punk: un ascolto che chiede attenzione e che cambia direzione più volte nel corso del set.
Terzo dettaglio: il lunedì. Molti circoli romani tengono le serate più importanti nel fine settimana; il Fanfulla ha scelto di dare a un'artista internazionale l'apertura di inizio settimana. Per chi ascolta è un vantaggio concreto: sala meno affollata, meno chiacchiere al bancone, più spazio per sentire. A nostro giudizio è il modo migliore di incontrare una musica così.
Il consiglio che ti do per visitare Mutamassik al Fanfulla 5/a — 12 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare preparati sulla logistica e aperti sulla musica. Preadesione Arci fatta da casa, cena al Pigneto verso le 20 controllando i giorni di chiusura, ingresso alle 22, posto a metà sala per un ascolto equilibrato. Il telefono resti in tasca: in una sala piccola ogni schermo acceso distrae chi è intorno, e un live costruito su canti e campioni vive di concentrazione.
Secondo consiglio: ascoltare prima almeno un disco. Ancient Indigenous Africans è il riferimento più vicino a quello che si sentirà; Masri Mokkassar, con i lavori dal 1996 al 2003, racconta da dove arriva l'artista. Bastano due ascolti per riconoscere al Fanfulla i passaggi fra il ritmo e il canto, fra il giradischi e lo strumento.
Terzo consiglio: restare almeno per l'inizio del dj set di Greta Los e San Nicola. Il passaggio dal live alla consolle fa parte della serata, e il contrasto fra un set di ricerca e un dj set di progressive e techno dice molto su come il circolo costruisce le sue notti. Chi deve tornare presto, invece, può uscire subito dopo il live: il rientro in metro C è più semplice prima di mezzanotte.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Un fatto noto agli appassionati, ma raramente ricordato quando si parla di musica sperimentale, è che il turntablism è nato come pratica strumentale. Nella cultura hip hop il giradischi diventa uno strumento a tutti gli effetti: si suona con le mani, si taglia, si ripete, si fa scorrere avanti e indietro. Quando Mutamassik si forma nell'avanguardia newyorkese degli anni Novanta, porta questa pratica in un mondo abituato a chitarre, fiati e partiture, e la fa dialogare con musicisti come Marc Ribot, Elliott Sharp e George Lewis.
Il secondo fatto, altrettanto noto e altrettanto poco citato, è che il Pigneto ha una lunga storia di musica in circoli e sale piccole. La storia del Fanfulla, raccontata da Paola Micalizzi, parla di tredicimila tessere nel primo anno e di un quartiere che, prima del circolo, offriva pochissimo la sera. Il circolo ha contribuito a trasformare il Pigneto nella meta notturna di oggi.
Il terzo fatto riguarda la tessera Arci. È una tessera nazionale: chi la fa al Fanfulla può usarla in tutti i circoli della rete, compreso il 30 Formiche del Mandrione, che nella stessa settimana ospita la serata di Boiled Trousers. Per chi segue la musica di ricerca a Roma, la tessera è il primo investimento della stagione.
La foto giusta da fare a Mutamassik al Fanfulla 5/a — 12 ottobre 2026
La foto giusta, durante il live, non si fa: in una sala piccola il flash e gli schermi accesi disturbano l'artista e il pubblico, e un set costruito su canti e campioni ha bisogno di buio e concentrazione. Se proprio si vuole un ricordo, basta uno scatto senza flash dalla metà sala nei primi minuti, quando le luci sono già basse e la sala non è ancora piena.
La foto che vale davvero la serata è fuori. La targa stradale di via Fanfulla da Lodi, con il nome del condottiero, accanto all'ingresso del circolo: un'immagine che racconta l'indirizzo e la sua toponomastica guerriera, coerente con un'artista che si fa chiamare fortezza. Di sera, con la luce dei lampioni e il movimento dei passanti diretti all'isola pedonale, è un'inquadratura semplice e riconoscibile.
Chi ha tempo nel pomeriggio può aggiungere uno scatto a Porta Maggiore, all'imbocco del quartiere: gli archi degli acquedotti antichi con i binari del tram davanti sono una delle immagini più forti della Roma est. La luce migliore è quella del tardo pomeriggio di ottobre, quando il travertino si scalda prima del tramonto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del circolo che ospita Mutamassik è recente, ma ricca di passaggi. Secondo la ricostruzione di Paola Micalizzi su minima&moralia, nel settembre 2006 cinque amici prendono in affitto uno spazio al civico 101 di via Fanfulla da Lodi e la notte di capodanno del 2007 aprono il circolo. Nel primo anno le tessere sono tredicimila: il segno di un quartiere che cercava luoghi dove ritrovarsi.
Dal 2009 la legge impone la chiusura alle due. La folla sul marciapiede e le proteste del vicinato portano allo sfratto, e nel 2011 il circolo si trasferisce al civico 5 della stessa via, con il nome di Forte Fanfulla. Nella nuova sede passano rassegne come l'LPM, la prima edizione di Mal di Libri, la Giornata Internazionale dell'Animazione e Teatri di Vetro.
Fra gli ospiti ricordati nell'articolo ci sono Susanna Camusso e Stefano Rodotà, per incontri pubblici, e musicisti come Alva Noto, in un dj set, Erlend Øye e Thollem McDonas. A fine giugno 2014 la festa Fatti Forte Fanfulla chiude quella fase della vita del circolo. Il Fanfulla 5/a di oggi porta il civico nel nome e continua una programmazione serale di concerti, dj set e cinema riservata ai soci.
Chi è passato da Mutamassik al Fanfulla 5/a — 12 ottobre 2026
Dalla sala di via Fanfulla da Lodi sono passati negli anni nomi che spiegano bene la vocazione del circolo. L'articolo di Paola Micalizzi del 2014 ricorda il dj set di Alva Noto, nome di punta dell'elettronica sperimentale tedesca, i concerti di Erlend Øye e del pianista Thollem McDonas, gli incontri con Susanna Camusso e Stefano Rodotà. Una mescolanza di musica di ricerca e di dibattito pubblico che resta il tratto distintivo del luogo.
Nelle settimane dell'autunno 2026 la stessa sala ospita una programmazione che salta da un genere all'altro: il rock di Angst, lo showcase dell'etichetta Wetware Echo, le serate di Jason La Mecca e di Acetato. Nel fine settimana che precede Mutamassik passano dal circolo NiCKY, cantante e performer della scena queer londinese al suo debutto romano, e i dj set di Strada e di WEDDING_SCAMMER.
Mutamassik porta in questa storia una carriera costruita accanto a David Byrne, Marc Ribot, Butch Morris, Greg Tate, Elliott Sharp, Arto Lindsay, George Lewis, Fathy Salama e i Musicians of the Nile. Non tutti questi nomi saranno in sala il 12 ottobre, naturalmente; ma il loro lavoro è parte del linguaggio che si sentirà dal palco.
Ottobre a Roma, la stagione dei circoli
A metà ottobre circoli e club romani sono nel pieno della stagione al chiuso: il live di Mutamassik cade nella seconda settimana della nuova annata sociale dell'Arci.
Il clima
Le sere di ottobre a Roma sono spesso ancora miti, ma dopo mezzanotte l'aria si fa fresca: una giacca leggera serve per il rientro. Dentro la sala, a serata piena, fa caldo.
La settimana dopo
Il calendario di ottobre del circolo prosegue con altre serate di musica dal vivo e dj set. Chi ha fatto la tessera per Mutamassik la userà per tutta la stagione.
Domande frequenti su Mutamassik al Fanfulla
Quando suona Mutamassik a Roma?
Mutamassik suona al Fanfulla 5/a lunedì 12 ottobre 2026, con inizio della serata alle 22:00. Il programma ufficiale del circolo prevede prima il live dell'artista e poi il dj set di Greta Los e San Nicola, nella stessa sala di via Fanfulla da Lodi.
Dove si trova il Fanfulla 5/a?
Il Fanfulla 5/a si trova in via Fanfulla da Lodi 5/a, al Pigneto, 00176 Roma. La fermata più comoda è Pigneto della metro C, a pochi minuti a piedi; sulla Casilina c'è anche la fermata Ponte Casilino della ferrovia Termini Centocelle.
Serve la tessera Arci per il concerto di Mutamassik?
Per il concerto di Mutamassik al Fanfulla serve la tessera Arci della stagione 2026/2027, obbligatoria dal 1° ottobre 2026. La preadesione si compila sull'app ufficiale dell'Arci e la tessera si ritira all'ingresso; la tessera dell'anno precedente non è più valida.
Quanto costa entrare al Fanfulla per Mutamassik?
Il Fanfulla 5/a non vende biglietti ma chiede una sottoscrizione ai soci, oltre alla tessera Arci. L'importo della serata del 12 ottobre non è pubblicato; per conoscerlo in anticipo si può scrivere al circolo attraverso i canali indicati sul sito fanfulla5a.it.
Chi è Mutamassik?
Mutamassik è il nome d'arte di Giulia Loli, musicista, produttrice e turntablist oggi con base a Dar es Salaam, in Tanzania. Ha collaborato con David Byrne, Marc Ribot, Arto Lindsay e George Lewis e forma il duo Ancient Indigenous Africans con il cantante Maasai Lengai Loita.
Che musica si sente al live di Mutamassik?
Il live di Mutamassik unisce elettronica, turntablism, post punk e canti tradizionali Maasai, secondo la presentazione del Fanfulla. Non è un dj set e non è un concerto di musica tradizionale: è un set sperimentale che alterna paesaggi sonori, ritmi e voci campionate.
Il concerto di Mutamassik è adatto ai ragazzi?
La serata di Mutamassik al Fanfulla è pensata per un pubblico adulto: comincia alle 22, si svolge in un circolo Arci con ingresso da soci e prosegue con un dj set. Per i ragazzi appassionati di elettronica i dischi dell'artista sono un ascolto da fare a casa.
Il consiglio finale su Mutamassik al Fanfulla
Il live di Mutamassik al Fanfulla 5/a è una delle serate più singolari dell'ottobre romano: un'artista con trent'anni di avanguardia alle spalle, da New York al Cairo fino alla Tanzania, in un circolo di quartiere, di lunedì sera. A nostro giudizio vale la tessera dell'anno. Il consiglio è di arrivare con la preadesione fatta, ascoltare almeno Ancient Indigenous Africans prima di uscire e lasciarsi portare dal set senza aspettarsi un genere preciso. Chi ama la musica di ricerca troverà una delle occasioni più rare della stagione; chi è solo curioso troverà un buon motivo per tornare al Pigneto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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