AccediIl mio viaggio

Mila Trani & Bartolomeo Barenghi – “Menta selvatica” in concerto a Roma — Casa del Jazz — 17 ottobre 2026

In breve. Mila Trani e Bartolomeo Barenghi presentano dal vivo «Menta selvatica» sabato 17 ottobre 2026 alle 19:30 alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55 (00154 Roma), nella Sala concerti Armando Trovajoli.

Mila Trani e Bartolomeo Barenghi presentano dal vivo «Menta selvatica» sabato 17 ottobre 2026 alle 19:30 alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55 (00154 Roma), nella Sala concerti Armando Trovajoli. Il concerto fa parte della rassegna I Concerti nel Parco Autunno 2026. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, e poi poco meno di un chilometro a piedi lungo le Mura Aureliane; in alternativa l'autobus 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso. Il biglietto intero costa 15 euro, il ridotto 12 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz; si acquista sul sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure al botteghino, aperto nei giorni di spettacolo dalle 19. Per informazioni la sede risponde allo 06 80241281.

Cantautrice e arrangiatrice, Mila Trani vive e lavora fra Barcellona e Milano. «Menta selvatica», il suo album solista più recente, è un disco in italiano uscito nel gennaio 2025 per l'etichetta catalana Segell Microscopi: un concept album che intreccia sonorità mediterranee, jazz, ritmi caraibici, flamenco e fado con i richiami al folklore italiano. Alla Casa del Jazz lo porta in duo con Bartolomeo Barenghi, il chitarrista con cui ne ha curato gli arrangiamenti. È un concerto da sala piccola, fatto di voce, chitarra e percussioni, e la Sala Trovajoli è la misura giusta per ascoltarlo.

Menta selvatica alla Casa del Jazz: che cosa si ascolta il 17 ottobre

Il 17 ottobre Mila Trani, voce, e Bartolomeo Barenghi, chitarra e percussioni, presentano dal vivo un repertorio di brani originali e di reinterpretazioni di composizioni che hanno segnato il percorso della cantante. Lo annuncia la pagina ufficiale della Casa del Jazz, che inserisce la serata nel cartellone autunnale dei Concerti nel Parco.

Un duo, due strumenti, molte lingue musicali

La formazione è ridotta all'essenziale: una voce e un chitarrista che suona anche le percussioni. Da questa economia di mezzi nasce il carattere del concerto. Non c'è una sezione ritmica a sostenere il canto, non c'è un pianoforte a riempire l'armonia: tutto è affidato alla voce di Mila Trani, che ha studiato canto in tradizioni lontanissime fra loro, e alla chitarra di Barenghi, che sulle stesse corde deve tenere il ritmo caraibico e l'arpeggio del fado.

Il repertorio

La scaletta non è pubblicata. Il nucleo è «Menta selvatica», l'album del 2025, di cui il duo ha firmato insieme gli arrangiamenti; accanto ai brani del disco, la presentazione ufficiale annuncia reinterpretazioni di composizioni significative del percorso artistico della cantante. È ragionevole aspettarsi la canzone che dà il titolo all'album, ma il resto lo decide il palco.

La musica: dal canto popolare al jazz

La presentazione della Casa del Jazz descrive una musica che nasce da un percorso di ascolto: la tradizione popolare appresa in famiglia, il jazz con la sua libertà improvvisativa, i ritmi complessi e l'interplay, le sonorità mediterranee e i ritmi d'oltremare. In un duo voce e chitarra l'interplay non è una parola da recensione: è il dialogo continuo fra due musicisti che si ascoltano, si rispondono, si lasciano spazio.

Perché vale la serata

Il giudizio è netto: chi ama la canzone che attraversa i confini, da Lisbona a Napoli, da Siviglia all'Avana, trova qui un concerto raro, cantato in italiano ma costruito con materiali che vengono da mezzo mondo. E a 15 euro, in una sala di poco più di cento posti, il rapporto fra prezzo e qualità dell'ascolto è difficile da battere a Roma.

Menta selvatica, il concept album di Mila Trani

«Menta selvatica» è un concept album in italiano pubblicato nel gennaio 2025 dall'etichetta catalana Segell Microscopi, ed è il progetto solista più recente di Mila Trani. La presentazione ufficiale lo descrive come il disco che racchiude il suo percorso artistico, fra ricerca vocale ed esplorazione musicale.

Il titolo e la pianta

Il titolo è anche quello di uno dei brani del disco, e si ispira a una pianta dalle radici mitologiche, simbolo di forze curative. Nella pratica del tarantismo, ricorda la presentazione, la menta era una delle erbe offerte alla «Taranta» durante il rituale catartico di musica e danza frenetica, per le sue proprietà calmanti. È un riferimento preciso: il tarantismo del Salento e del Sud Italia, studiato a fondo dall'etnologia del Novecento, è uno dei casi in cui la musica diventa cura.

Un rito di protezione

Nell'album la menta diventa il filo narrativo di un rito di protezione e di un viaggio onirico, costruito con immagini che appartengono all'inconscio collettivo e che portano con sé significati molteplici. È un disco che chiede di essere ascoltato per intero, dall'inizio alla fine, come si ascolta un racconto.

I testi

In tutto il disco, secondo la presentazione, i testi insistono su un'idea: attraversare il dolore per arrivare a una vita autentica, aprirsi a nuove possibilità, liberarsi dalle dinamiche che imprigionano e accogliere il cambiamento come occasione di rinnovamento. Temi grandi, trattati con la leggerezza di una musica che danza.

Il suono

Le composizioni fondono sonorità mediterranee, jazz, ritmi caraibici, atmosfere flamenche e di fado, con richiami al folklore italiano e una sensibilità contemporanea. La presentazione parla di un linguaggio universale e senza tempo. Più semplicemente, è una musica di porto: di quelle città dove le lingue si mescolano e le canzoni cambiano accento passando di bocca in bocca.

Un disco catalano cantato in italiano

C'è un dettaglio che vale la pena sottolineare: «Menta selvatica» è cantato in italiano ma è pubblicato da un'etichetta di Barcellona. Racconta bene la vita di una musicista che si divide fra la Catalogna e la Lombardia, e che porta nella lingua di casa i suoni raccolti altrove.

Chi è Mila Trani: biografia

Mila Trani è una cantautrice e arrangiatrice che vive e lavora fra Barcellona e Milano, con un approccio eclettico e contemporaneo che fonde mondi musicali e artistici diversi. La biografia è quella diffusa dalla Casa del Jazz nella presentazione del concerto.

Una formazione fra molte tradizioni

L'interesse per le musiche del mondo la porta a esplorare un'ampia varietà di linguaggi e tradizioni. Studia percussioni afrobrasiliane e afrocubane con Gilson Silveira, canto turco e curdo con Veka Gatsi, canto indiano dhrupad con Virginia Niccoli, e si forma anche con un cantautore greco. È un percorso insolito per una cantante italiana: invece di specializzarsi in un genere, Mila Trani ha scelto di imparare le grammatiche vocali di culture lontane e di farle dialogare.

Il dhrupad

Il dhrupad è una delle forme più antiche della musica classica dell'India del Nord, un canto lento e meditativo costruito sul controllo del respiro e sull'intonazione. Studiarlo lascia tracce profonde in qualunque voce: una particolare attenzione ai suoni tenuti, alle microvariazioni, al silenzio che precede la nota. Chi ascolterà Mila Trani dal vivo farà bene a tenerlo presente.

Le percussioni afrocubane e afrobrasiliane

Lo studio delle percussioni con Gilson Silveira spiega invece la presenza dei ritmi caraibici e sudamericani nella sua musica. Una cantante che conosce le percussioni canta in un altro modo: sa dove cade l'accento, sa giocare con il tempo, sa quando anticipare e quando trattenere.

Nove, il primo EP

Nel 2012 Mila Trani pubblica il primo EP autoprodotto, «Nove», di cui è autrice, arrangiatrice e interprete. È il primo passo di una carriera costruita in modo indipendente, senza scorciatoie.

Redsolution e Irma Records

Nel 2013 collabora con il gruppo Redsolution, con cui pubblica un album per Irma Records, l'etichetta bolognese nota per il suo catalogo di musica elettronica, acid jazz e lounge. È un'esperienza diversa dal suo percorso solista, e le ha dato familiarità con lo studio di registrazione e con il lavoro di gruppo.

I palchi

Mila Trani si è esibita in sale di riferimento come il Blue Note di Milano, uno dei club jazz più noti d'Italia, e il Teatro Dal Verme, sempre a Milano. Ha partecipato a festival e concerti in Italia, in Europa, in Russia e negli Emirati Arabi Uniti.

Barcellona e Milano

La doppia residenza fra Barcellona e Milano non è un dettaglio biografico: è la chiave del suo lavoro. Da una parte la città del flamenco, della rumba catalana e di una scena musicale aperta al Mediterraneo; dall'altra la città del jazz italiano, dei club e dei teatri dove si è formata. «Menta selvatica» nasce esattamente in mezzo.

Bartolomeo Barenghi, la chitarra di Menta selvatica

Bartolomeo Barenghi è il chitarrista con cui Mila Trani collabora da diversi anni e con il quale ha curato gli arrangiamenti di «Menta selvatica»; alla Casa del Jazz suona chitarra e percussioni.

Un arrangiatore, non un accompagnatore

La presentazione ufficiale è chiara: gli arrangiamenti del disco sono stati curati a quattro mani. Barenghi non è dunque un musicista chiamato ad accompagnare la cantante, ma uno dei due autori del suono dell'album. In un duo questo cambia tutto: la chitarra non segue la voce, la costruisce.

Chitarra e percussioni

Il doppio ruolo annunciato in cartellone, chitarra e percussioni, dice molto sul tipo di concerto. Un disco che attraversa ritmi caraibici, flamenco e fado ha bisogno di una pulsazione, e in duo quella pulsazione deve arrivare dallo stesso musicista che tiene l'armonia. È un lavoro di precisione che dal vivo si guarda con piacere.

I Concerti nel Parco Autunno 2026, la rassegna che ospita Mila Trani

Il concerto di Mila Trani e Bartolomeo Barenghi è inserito nella rassegna I Concerti nel Parco Autunno 2026, il cartellone con cui la Casa del Jazz accompagna i mesi freddi nella Sala Trovajoli.

Una rassegna che arriva fino a dicembre

Il calendario ufficiale della rassegna prosegue fino a dicembre: fra gli appuntamenti segnalati sulla pagina del concerto c'è quello del 10 dicembre 2026 alle 19:30 con Sun Hee You e il progetto «Unlimited», nella stessa sala. L'orario delle 19:30 è una costante della rassegna, e lascia libera la cena.

La Casa del Jazz in autunno

Durante l'anno la sede alterna rassegne diverse: d'estate Summertime alla Casa del Jazz, nel parco; in autunno i concerti tornano in sala; a novembre la Casa del Jazz ospita parte del Roma Jazz Festival. In questo quadro I Concerti nel Parco raccoglie progetti di canzone, jazz e musiche del mondo che trovano nella sala piccola il loro ambiente ideale.

Chi gestisce la sede

La Casa del Jazz è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, la stessa che gestisce l'Auditorium Parco della Musica. È una garanzia di continuità della programmazione e di qualità tecnica della sala.

La Casa del Jazz: la villa confiscata che ospita Menta selvatica

La Casa del Jazz si trova dentro Villa Osio, in viale di Porta Ardeatina 55, fra l'Aventino e l'Appia, ed è uno dei luoghi più significativi della Roma musicale contemporanea.

Una villa restituita alla città

Il progetto nasce, per volontà del sindaco Walter Veltroni, dalla confisca della villa appartenuta a Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, e poi assegnata al Comune di Roma. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, ricorda il significato di quella scelta. Si ascolta musica in un luogo sottratto alla criminalità: la cosa merita un minuto di attenzione prima di entrare in sala.

Tre edifici in un parco

Villa Osio occupa circa 2.500 metri quadrati ed è circondata da un parco di oltre 25.000 metri quadrati, aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. Il complesso è formato da tre edifici: nel principale c'è la sala da concerto, attrezzata con un sistema di registrazione che permette di trasformare i concerti in dischi; nel secondo si trovano sale prova e di registrazione e una foresteria per i musicisti ospiti; nel terzo un ristorante.

La Sala Armando Trovajoli

Il concerto si tiene nella Sala concerti intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, autore di colonne sonore e di commedie musicali, che negli anni Cinquanta fu tra i protagonisti del jazz italiano. Le pagine della sede indicano una capienza intorno ai 134 o 150 posti, a seconda della configurazione. In entrambi i casi si parla di poche file, con i musicisti a portata di sguardo.

Perché la sala piccola conta per un duo

Una voce che ha studiato dhrupad e canto turco lavora per sfumature: una nota tenuta, un'inflessione, un respiro. In una grande sala queste cose si perdono; nella Sala Trovajoli arrivano intatte. Per un duo voce e chitarra, è difficile immaginare a Roma un ambiente migliore.

Come arrivare alla Casa del Jazz per Menta selvatica

La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B fino a Piramide, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; chi arriva in auto trova un parcheggio adiacente alla villa, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina.

In metro

La fermata indicata dalla sede è Piramide, sulla linea B. Dalla stazione alla villa c'è poco meno di un chilometro a piedi, circa un quarto d'ora. Con un concerto alle 19:30, uscire dalla metro verso le 19 lascia il margine per ritirare il biglietto al botteghino, che apre proprio a quell'ora.

In autobus

L'autobus 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso. La Casa del Jazz lo indica come la linea di riferimento, con una frequenza di pochi minuti. È la soluzione più comoda per chi arriva dall'EUR o dalla zona di Termini.

In auto

Il parcheggio adiacente alla villa è in via Cristoforo Colombo, all'angolo con viale di Porta Ardeatina. Il sabato sera la Colombo è meno trafficata che nei giorni feriali, ma conviene arrivare con un quarto d'ora di anticipo.

Il ritorno

Un concerto che comincia alle 19:30 finisce, di norma, fra le 20:45 e le 21. La metro è in pieno servizio: prima di partire verificate comunque sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti le corse per la vostra zona.

Biglietti per Mila Trani alla Casa del Jazz

Il biglietto per Mila Trani e Bartolomeo Barenghi costa 15 euro intero e 12 euro ridotto, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz.

Dove comprarli

I biglietti si acquistano dalla pagina del concerto sul sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il botteghino della sede è aperto al pubblico nei giorni di spettacolo dalle 19 fino a quaranta minuti dopo l'inizio.

Le riduzioni

Le condizioni per il ridotto sono indicate nel regolamento di acquisto e uso dei biglietti pubblicato sul sito della sede. Per le persone con disabilità la Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni specifiche, descritte più sotto.

Posti

In una sala di queste dimensioni ogni posto è buono. Chi vuole vedere da vicino le mani del chitarrista e il gioco delle percussioni farà bene ad arrivare presto.

Come organizzare la serata con Mila Trani

Un concerto alle 19:30 di sabato lascia libero il resto della serata: una passeggiata nel parco con l'ultima luce, il concerto, poi la cena fra Testaccio e San Saba.

Il pomeriggio

Il parco di Villa Osio chiude al tramonto. Il 17 ottobre il sole cala poco dopo le 18:30: arrivando verso le 18 c'è il tempo per una camminata fra gli alberi. In alternativa si può salire all'Aventino e raggiungere la basilica di Santa Sabina e il Giardino degli Aranci per la luce del tardo pomeriggio.

La stessa sera, altrove

Il 17 ottobre è un sabato ricco di musica a Roma: alla stessa ora, al Monk di Casal Bertone, suona il cantautore americano JMSN, e più tardi al Pigneto c'è una serata rock al Fanfulla 5/a. Chi ha energia può chiudere la serata dall'altra parte della città.

Il dopo concerto

Verso le 21 si è di nuovo in strada, all'ora in cui Roma comincia a cenare. Testaccio e San Saba sono a pochi minuti.

Accessibilità della Casa del Jazz

La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità, e le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 80241281.

Riduzioni e accompagnatori

La Fondazione Musica per Roma prevede un biglietto ridotto del 20 per cento per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore; le persone non vedenti hanno diritto al 50 per cento di sconto. I posti riservati sono limitati, meglio prenotare con anticipo.

Il percorso

Il tragitto a piedi da Piramide è lungo quasi un chilometro. Per chi ha difficoltà motorie l'autobus 714, con fermata a Colombo/Marco Polo, è la scelta più indicata.

Menta selvatica con i bambini e i ragazzi

Un concerto di voce e chitarra alle 19:30, con ritmi caraibici e flamenchi, è una buona occasione per far ascoltare musica dal vivo a ragazzi curiosi. I bambini piccoli possono trovare impegnativa l'attenzione richiesta in una sala raccolta; il parco della villa, prima del concerto e finché c'è luce, è invece uno spazio perfetto per loro. Per le condizioni di ingresso dei minori il riferimento resta la sede.

Dove mangiare vicino alla Casa del Jazz

Uno dei tre edifici di Villa Osio ospita un ristorante, la soluzione più comoda per cenare dopo il concerto senza spostarsi.

Piramide e Testaccio

Fra la metro Piramide e la villa si trovano bar di quartiere per un aperitivo prima delle 19:30. Oltre la Piramide si apre Testaccio, il quartiere della cucina romana di tradizione, con trattorie e pizzerie frequentate più dai romani che dai visitatori.

San Saba

Salendo verso San Saba c'è un quartiere residenziale e tranquillo, con qualche locale di quartiere: un'alternativa quieta per una cena dopo il concerto.

Cosa c'è intorno alla Casa del Jazz

La Casa del Jazz si trova a circa seicento metri dalle Terme di Caracalla e a un chilometro dalla Piramide Cestia.

Le Mura Aureliane

Viale di Porta Ardeatina corre lungo le Mura Aureliane, la cinta del III secolo. Arrivando a piedi da Piramide si cammina accanto a uno dei tratti meno frequentati e più belli delle mura.

San Saba e l'Aventino

A pochi minuti c'è la basilica di San Saba, sul Piccolo Aventino, e poco oltre l'Aventino con i suoi giardini e le sue chiese. Chi vuole continuare la serata con altro jazz trova a Roma club storici come l'Alexanderplatz Jazz Club.

Metà ottobre a Roma: la stagione giusta per Menta selvatica

A metà ottobre Roma vive le sue ottobrate: giornate tiepide, luce bassa e dorata, sere fresche che riportano i concerti nelle sale. Per un disco che parla di Mediterraneo, di porti e di erbe aromatiche, è un momento dell'anno che si accorda bene: il sole di pomeriggio sulle Mura Aureliane, poi la sala, poi la cena all'aperto finché il tempo lo permette. Un maglione leggero per l'uscita è consigliabile.

Una curiosità su Mila Trani & Bartolomeo Barenghi – “Menta selvatica” in concerto a Roma — Casa del Jazz — 17 ottobre 2026

Il titolo del disco porta dritto al tarantismo. Nella pratica rituale del Sud Italia, e del Salento in particolare, chi era «morso» dalla taranta veniva curato con giorni di musica e danza frenetica; fra le erbe offerte alla Taranta c'era la menta, per le sue proprietà calmanti. Mila Trani ha preso quell'erba e ne ha fatto il simbolo di un intero album: un rito di protezione, un viaggio onirico, una cura attraverso la musica.

È una scelta colta e insieme popolare. Il tarantismo è stato studiato a fondo dall'etnologia italiana del Novecento, ed è entrato nell'immaginario comune attraverso la rinascita della pizzica; ma la menta, dettaglio minore del rito, raramente viene ricordata. Il disco lo recupera e ci costruisce sopra una poetica.

C'è poi una seconda curiosità, meno evidente. Un album pieno di richiami al folklore del Sud Italia è pubblicato da un'etichetta di Barcellona. Il Mediterraneo della cantautrice non è una cartolina: è una rete di città collegate dal mare, dove una pianta del Salento può finire in un disco catalano e poi tornare a Roma, in una villa sull'Ardeatina, cantata in italiano. Chi ascolta il concerto del 17 ottobre ascolta anche questo viaggio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Mila Trani & Bartolomeo Barenghi – “Menta selvatica” in concerto a Roma — Casa del Jazz — 17 ottobre 2026

La formazione di Mila Trani è più ampia di quanto il suo disco lasci intuire al primo ascolto. Percussioni afrobrasiliane e afrocubane, canto turco e curdo, canto indiano dhrupad: sono tre scuole che lavorano sulla voce in modi quasi opposti. Il dhrupad educa alla lentezza e all'intonazione esatta; il canto turco e curdo agli ornamenti e agli intervalli che la tastiera di un piano non contieneforte; le percussioni al tempo e all'accento. Dal vivo queste scuole si sentono, anche se nessuno le nomina.

La seconda cosa che non si dice riguarda la sala. La Sala Trovajoli è attrezzata con un sistema di registrazione che permette di trasformare i concerti in dischi. Non c'è alcun annuncio di registrazione per questa serata; ma la qualità tecnica della sala è la stessa che serve per fare un disco, e questo per un duo acustico fa la differenza.

Infine, il botteghino. Apre alle 19, mezz'ora prima del concerto, e resta aperto fino a quaranta minuti dopo l'inizio. Chi arriva in ritardo può ancora comprare il biglietto; ma entrare a concerto cominciato, in una sala così piccola e con una musica così delicata, è una scortesia verso i musicisti e verso chi ascolta.

Il consiglio che ti do per visitare Mila Trani & Bartolomeo Barenghi – “Menta selvatica” in concerto a Roma — Casa del Jazz — 17 ottobre 2026

Ascoltate «Menta selvatica» per intero prima del concerto, possibilmente in cuffia e senza distrazioni. È un concept album: le canzoni si richiamano, il filo narrativo della menta e del rito attraversa tutti i brani. Arrivare in sala con quel racconto nell'orecchio cambia l'ascolto, perché permette di cogliere come il duo trasforma dal vivo arrangiamenti pensati in studio.

Secondo consiglio: arrivate con la luce. Uscite dalla metro Piramide verso le 18, camminate lungo le Mura Aureliane fino alla villa, entrate nel parco prima che chiuda al tramonto. È una mezz'ora che predispone all'ascolto meglio di qualsiasi aperitivo.

Terzo: comprate il biglietto in anticipo. La sala conta poco più di un centinaio di posti, e il sabato sera i concerti della Casa del Jazz si riempiono. La regola: prima i biglietti, poi il programma della giornata.

Ultimo: sedetevi dal lato della chitarra. In un duo la metà del concerto è nelle mani di Barenghi, che passa dalla chitarra alle percussioni, e vederlo da vicino è parte del piacere.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che la Casa del Jazz è nata in una villa confiscata alla criminalità. Si ricorda meno spesso che la sala in cui si suona porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano che negli anni Cinquanta fu una delle figure del jazz italiano, prima di diventare l'autore di colonne sonore e commedie musicali entrate nella memoria di tutti. È un nome che lega la sala alla storia musicale della città.

Altro fatto noto e poco citato: la villa non è soltanto un luogo di concerti. Nel secondo edificio ci sono sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti ospiti. È un centro di produzione, oltre che una sala, e chi suona qui spesso ci lavora anche nei giorni precedenti.

Infine, il parco. Oltre 25.000 metri quadrati di verde aperti tutti i giorni dall'alba al tramonto, a pochi passi dalle Terme di Caracalla, in una zona di Roma dove i giardini pubblici non abbondano. Molti romani ci passano per un concerto e non ci tornano mai di giorno. È un peccato: la domenica mattina è uno dei parchi più tranquilli del centro.

La foto giusta da fare a Mila Trani & Bartolomeo Barenghi – “Menta selvatica” in concerto a Roma — Casa del Jazz — 17 ottobre 2026

Durante il concerto non si fotografa: un duo acustico in una sala piccola è l'ultimo posto dove uno schermo acceso o un clic sono tollerabili. La foto va fatta prima, o dopo.

La prima è Villa Osio vista dal viale d'ingresso, con il parco intorno e, se arrivate in tempo, l'ultima luce di ottobre sulla facciata. A quell'ora la luce è calda e radente, e racconta la sede meglio di ogni descrizione.

La seconda è lungo viale di Porta Ardeatina, con le Mura Aureliane sullo sfondo. Al tramonto la cortina di mattoni prende un colore arancio che vale il piccolo giro, e dà l'idea di dove si trova questa sala: dentro la Roma antica, eppure in un quartiere di tutti i giorni.

La terza è la lapide con i nomi delle vittime di mafia, all'ingresso. Non è un'immagine da cartolina, ma dice più di ogni altra che cosa significa ascoltare musica in questo posto. Chi la pubblica con due righe di spiegazione racconta la Casa del Jazz meglio di chiunque.

Se volete un ricordo della serata, fotografate la sala prima dell'inizio, con la chitarra e le percussioni già sul palco e le luci basse. Poi mettete via il telefono e ascoltate.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il luogo in cui suoneranno Mila Trani e Bartolomeo Barenghi ha una storia a più strati. Il più antico è quello delle Mura Aureliane, lungo le quali corre viale di Porta Ardeatina: la cinta costruita nel III secolo per difendere Roma, di cui questo tratto conserva il nome di una delle porte aperte verso sud, sulla via Ardeatina.

Il secondo strato è quello della villa. Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, l'organizzazione criminale che segnò la cronaca romana fra gli anni Settanta e Novanta. La villa venne confiscata e assegnata al Comune di Roma: è questo l'avvenimento fondativo della Casa del Jazz.

Il terzo strato è la trasformazione. Per volontà dell'amministrazione guidata da Walter Veltroni, la villa diventa un centro interamente dedicato al jazz, con una sala da concerto, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti. La lapide con i nomi delle vittime di mafia, voluta con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, segna all'ingresso il valore civile dell'operazione.

Il quarto è musicale: da allora la sala ha ospitato le rassegne estive nel parco, i cartelloni autunnali e, a novembre, i concerti del Roma Jazz Festival. Il 17 ottobre 2026 si aggiunge un capitolo piccolo e prezioso: una canzone mediterranea, cantata in italiano da una musicista che vive a Barcellona, in una villa che la città ha tolto alla criminalità per darla alla musica.

Chi è passato da Mila Trani & Bartolomeo Barenghi – “Menta selvatica” in concerto a Roma — Casa del Jazz — 17 ottobre 2026

La sala in cui suona il duo porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano che negli anni Cinquanta fu una figura del jazz italiano prima di scrivere colonne sonore e commedie musicali. È il primo nome da ricordare, perché è inciso sulla porta.

Nella storia di Mila Trani passano maestri di tradizioni lontane: Gilson Silveira per le percussioni afrobrasiliane e afrocubane, Veka Gatsi per il canto turco e curdo, Virginia Niccoli per il dhrupad. Passano il gruppo Redsolution, con cui ha inciso per Irma Records, e i palchi milanesi del Blue Note e del Teatro Dal Verme. Tutti, in qualche modo, saranno in sala con lei.

Dalla Casa del Jazz, nello stesso autunno, passano i musicisti delle rassegne. All'inizio di ottobre la sala ha ospitato il piano solo di Franco D'Andrea e i concerti di Una Striscia di Terra Feconda; a dicembre, nella stessa rassegna dei Concerti nel Parco, arriva Sun Hee You con «Unlimited»; a novembre tornano i concerti del Roma Jazz Festival.

Fuori dalla musica, dalla villa sono passati il sindaco che ne volle la trasformazione e l'associazione Libera, che ha dato voce alla memoria delle vittime di mafia. Sono passaggi che un concerto non cancella, e che anzi gli danno un senso.

Domande frequenti su Menta selvatica alla Casa del Jazz

Quando suona Mila Trani alla Casa del Jazz?

Mila Trani suona alla Casa del Jazz con Bartolomeo Barenghi sabato 17 ottobre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti Armando Trovajoli. Il concerto presenta dal vivo l'album «Menta selvatica» ed è inserito nella rassegna I Concerti nel Parco Autunno 2026. Il botteghino apre alle 19.

Quanto costa il biglietto per Menta selvatica alla Casa del Jazz?

Il biglietto per Menta selvatica alla Casa del Jazz costa 15 euro intero e 12 euro ridotto, secondo la pagina ufficiale della sede. Si acquista dal sito della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure al botteghino nei giorni di spettacolo dalle 19.

Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi?

La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi quasi un chilometro a piedi, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo. Chi arriva in auto trova un parcheggio adiacente alla villa, in via Cristoforo Colombo.

Chi è Mila Trani?

Mila Trani è una cantautrice e arrangiatrice che vive fra Barcellona e Milano. Ha studiato percussioni afrocubane e afrobrasiliane, canto turco e curdo e canto indiano dhrupad; ha pubblicato l'EP «Nove» nel 2012, un album con i Redsolution nel 2013 e «Menta selvatica» nel gennaio 2025 per Segell Microscopi.

Che genere di musica è Menta selvatica?

Menta selvatica è un concept album in italiano che fonde sonorità mediterranee, jazz, ritmi caraibici, flamenco e fado con richiami al folklore italiano. Il titolo si ispira alla menta offerta alla Taranta nel rito del tarantismo; i testi parlano di attraversare il dolore e di accogliere il cambiamento.

Chi suona con Mila Trani il 17 ottobre?

Il 17 ottobre alla Casa del Jazz Mila Trani canta in duo con Bartolomeo Barenghi, chitarra e percussioni. Barenghi collabora con lei da diversi anni e ha curato insieme a lei gli arrangiamenti di «Menta selvatica»: il concerto alterna brani del disco e reinterpretazioni.

La Casa del Jazz è accessibile in carrozzina?

La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità. Le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 80241281; la Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore.

Il consiglio finale su Mila Trani alla Casa del Jazz

Alla Casa del Jazz il consiglio non cambia: per un concerto così si sceglie la sala piccola e si rinuncia volentieri al grande evento. Una voce formata in tre continenti, una chitarra che fa anche da percussione, un disco che porta la menta del tarantismo fino a Barcellona e ritorno, 15 euro, una villa restituita alla città. Comprate il biglietto per tempo, arrivate con la luce, sedetevi vicino al palco. Il sabato sera romano può aspettare un'ora e mezza.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Tagsautunnoche fare a Romaconcertodi seraeventi romajazzmusica dal vivoRomaspettacoli dal vivo

Contact Information

Data Evento17 Ottobre 2026 19:30
IndirizzoCasa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma Ardeatino, Roma, Roma Città