Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro al Piccolo Eliseo — dal 2 al 25 ottobre 2026
Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Lucia Calamaro, è in scena al Piccolo Eliseo di Roma dal 2 al 25 ottobre 2026. Gli orari pubblicati sono il mercoledì, il giovedì e il venerdì alle 20.00, il sabato e la domenica alle 17.00. Il teatro è in via Nazionale 183, nel rione Monti, fra piazza della Repubblica e piazza Venezia: si arriva con gli autobus che percorrono via Nazionale, fra cui 64, 70, 71, 117, 170 e H, oppure con la metro A, fermata Repubblica, e la metro B, fermata Cavour. In scena ci sono Barbara Chichiarelli, Daniele Parisi e Gioia Salvatori; la produzione è di Viola Produzioni, Centro di Produzione Teatrale. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, e i biglietti si acquistano al botteghino di via Nazionale o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro.
Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni: di che cosa parla lo spettacolo
Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni racconta due amici quarantenni e precari che scoprono di colpo la paura di diventare poveri, e una impiegata pubblica che prova a insegnare loro a reagire.
Daniele e Gioia, due quarantenni precari
I protagonisti si chiamano Daniele e Gioia, come due dei loro interpreti. Sono amici da sempre, tirano avanti fra passioni e lavori saltuari, e fino a un certo punto la loro precarietà è quasi uno stile di vita. Poi, un giorno, facendo la spesa, si accorgono che un pacchetto di caffè costa sette euro ed è chiuso sotto chiave, accanto al gin. È la scintilla comica e insieme tragica da cui parte tutto: se il caffè costa così, quanto costa il resto?
I conti con il reale
Da quel momento i due fanno i conti, e i conti, come osserva la presentazione dello spettacolo, difficilmente tornano. Al culmine del panico decidono di chiedere un aiuto allo Stato. Ed è qui che la commedia prende la sua piega più tipicamente calamariana: invece di un sussidio, trovano una persona.
Barbara, l'impiegata del "come se"
La persona è Barbara, un'impiegata pubblica illuminata e di buon cuore, con il piglio dell'allenatrice. Barbara fa attraversare ai due amici una serie di esperienze dentro un sistema teorico tutto suo, quello del "fate come se": l'idea che vivere in anticipo una situazione, crederci fino in fondo, prepari a reagire quando la situazione arriva davvero. Prepararsi non risolve, ammette la stessa Calamaro nella presentazione, ma aiuta.
Una ricerca sulla fragilità
Il teatro presenta il lavoro come un'indagine sulla fragilità come risposta agli abusi del reale, a partire dalla caduta nella precarietà economica e dalle sue conseguenze sociali. Nelle note di regia diffuse con la stagione, Calamaro parla del pallore e del turbamento come reazioni del corpo, involontarie, quasi dei tentativi di resistenza: il titolo dello spettacolo nasce da lì. La domanda che attraversa la serata è semplice e seria: quando le circostanze ci rendono fragili, come si continua a stare al mondo?
La compagnia di Turbati come siamo: interpreti e squadra creativa
Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni è interpretato da Barbara Chichiarelli, Daniele Parisi e Gioia Salvatori, con testo e regia di Lucia Calamaro.
I tre interpreti
Tre attori per tre personaggi, in uno spettacolo costruito sul dialogo e sulla parola. Due di loro prestano il nome di battesimo ai personaggi, un segno del modo in cui Calamaro lavora: la scrittura cresce addosso agli attori, e i ruoli portano spesso le tracce di chi li interpreta.
Scene, luci, costumi
Le scene sono di Fabiana Di Marco, il disegno luci di Gianni Staropoli, i costumi di Elisa Pensa. L'aiuto regia è di Emilia Verginelli. È una squadra ridotta, adatta alle dimensioni del Piccolo Eliseo, dove la scena è vicina alla platea e i dettagli contano.
La produzione
Lo spettacolo è prodotto da Viola Produzioni, Centro di Produzione Teatrale, la stessa società che oggi gestisce il Teatro Eliseo e la sua sala più piccola. Nella presentazione, Calamaro ringrazia Francesca Manieri e Michele Bentivoglio per averla sostenuta durante la scrittura.
Lucia Calamaro: biografia e carriera
Lucia Calamaro è una drammaturga, regista e sceneggiatrice romana, nata l'8 giugno 1969, considerata una delle voci più originali del teatro italiano contemporaneo, vincitrice di tre Premi Ubu nel 2012.
Un'infanzia fra Roma e Montevideo
Calamaro nasce a Roma e a tredici anni si trasferisce a Montevideo, in Uruguay, seguendo il padre diplomatico. In Sudamerica comincia la sua formazione, che prosegue a Parigi: si laurea in Arte ed Estetica alla Sorbona e diventa allieva di Jacques Lecoq, l'attore, mimo e pedagogo francese che ha formato generazioni di teatranti. Nel 1998 partecipa alla nascita dell'etnoscenologia, lo studio comparativo degli spettacoli dal vivo, con il sociologo Jean Duvignaud e Jean Marie Pradier.
Il clown
C'è un capitolo della sua formazione che spiega molto del suo teatro: il clown. Calamaro studia con Philippe Gaulier e nel 1999 lavora ancora come clown con l'argentino Gabriel Chame. Chi conosce i suoi spettacoli riconosce questa radice nei tempi comici, nell'autoironia dei personaggi, nella capacità di ridere dentro il dolore. Non a tutti i drammaturghi del lutto e della depressione capita di aver fatto il pagliaccio.
Il ritorno a Roma e la compagnia Malebolge
Nel 2002 torna a Roma con una borsa di specializzazione in drammaturgia antica e versificazione. Nel 2003 fonda la compagnia Malebolge e lavora in completa autoproduzione, provando in piccoli teatri e centri sociali come il Villaggio Globale a Testaccio e il Rialto Santambrogio, nell'ex Ghetto, che coproduce i suoi primi lavori. Tumore. Uno spettacolo desolato viene notato dal critico di Repubblica Nico Garrone, che ne sottolinea la dimensione poetica; Autobiografia della vergogna. Magick ottiene la produzione del Teatro di Roma.
L'origine del mondo e i Premi Ubu
La consacrazione arriva con L'origine del mondo. Ritratto di un interno, progetto in più capitoli che nel 2012 riceve tre Premi Ubu, fra cui quello per il miglior nuovo testo italiano. Nello stesso periodo Calamaro vince il Premio Enriquez per regia e drammaturgia. Lo spettacolo va in onda anche in versione radiofonica su Rai Radio 3, come era già accaduto con Tumore e come accadrà poi con La vita ferma, trasmessa nel 2017 anche da France Culture.
La vita ferma, Si nota all'imbrunire, Nostalgia di Dio
Seguono Diario del tempo nel 2014, La vita ferma nel 2016, Sindrome italiana nel 2017, Si nota all'imbrunire nel 2018, Nostalgia di Dio e Smarrimento nel 2019, Da lontano. Chiusa sul rimpianto nel 2020, Darwin inconsolabile. Un pezzo per anime in pena nel 2021, presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto. La vita ferma e Si nota all'imbrunire le valgono nuove candidature agli Ubu per il miglior testo; nel 2019 riceve il Premio Hystrio alla drammaturgia.
La scrittrice e l'insegnante
I suoi testi sono pubblicati da Einaudi, Marsilio, Voland, Minimum Fax e Fandango. Dal 2014 insegna drammaturgia alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano; nel 2021 presiede la giuria del Premio Riccione per il Teatro e fonda la scuola di drammaturgia Scritture, in collaborazione con Riccione Teatro e con diversi teatri nazionali e stabili. Il critico Renato Palazzi le ha dedicato un volume, Il ritorno della madre. Il teatro di Lucia Calamaro.
Il cinema
Dal 2025 Calamaro lavora anche per il cinema: ha firmato con altri la sceneggiatura di Follemente di Paolo Genovese e ha esordito alla regia con Antartica. Quasi una fiaba, del 2026. Turbati come siamo arriva quindi in un momento particolare della sua carriera, il ritorno al palcoscenico dopo l'esperienza del set.
Come si guarda uno spettacolo di Lucia Calamaro
Il teatro di Lucia Calamaro è fatto di parola: dialoghi fitti, veloci, pieni di digressioni, in cui il comico e il doloroso convivono nella stessa battuta.
Una lingua veloce
Lo scrittore Christian Raimo ha paragonato la velocità della sua scrittura a quella di una sitcom inglese o di una sceneggiatura di Aaron Sorkin, riconoscendovi insieme le letture di Beckett, Pinter, Bernhard e Koltès. È un buon avvertimento per lo spettatore: bisogna ascoltare con attenzione, perché le battute corrono e i temi più seri arrivano nascosti dentro le frasi più buffe.
Il comico dentro il dramma
Il punto di partenza di Turbati come siamo, un pacchetto di caffè a sette euro chiuso sotto chiave, è tipico: un dettaglio quotidiano, quasi da barzelletta, che apre una voragine. Chi ha visto La vita ferma o L'origine del mondo sa che Calamaro fa ridere e poi, di colpo, smette. Chi non l'ha mai vista si prepari a una serata che cambia tono senza preavviso.
Un tema di oggi
Precarietà, paura della povertà, rapporto con lo Stato e con i servizi pubblici: Turbati come siamo parla di cose che una buona parte del pubblico conosce direttamente. È la ragione per cui lo consiglio anche a chi di solito non va a teatro: non serve conoscere nulla per entrare nella storia.
Il Piccolo Eliseo, la sala sotto il grande teatro di via Nazionale
Il Piccolo Eliseo è la seconda sala del Teatro Eliseo, in via Nazionale a Roma, una sala con platea di circa 265 posti ricavata dall'antico Ridotto del teatro e dedicata dagli anni Duemila alle nuove drammaturgie italiane e straniere.
Dall'Arena Nazionale al Teatro Eliseo
La storia dell'Eliseo comincia nella primavera del 1900 con un teatro all'aperto, l'Arena Nazionale, fatto di un palcoscenico e di una piccola tettoia. Il 24 settembre 1910 viene inaugurato il Teatro Apollo, finalmente in muratura, con una struttura in calcestruzzo armato realizzata dall'impresa dell'ingegnere Giovanni Antonio Porcheddu. Il nome definitivo arriva nel maggio 1918, scelto con un concorso, insieme alla nuova gestione di Mentore Clerici.
Il Ridotto, da café chantant a Piccolo Eliseo
Il Piccolo Eliseo ha una storia a sé. Già nel 1912 il Ridotto del teatro viene staccato e gestito separatamente come locale notturno, un vero café chantant chiamato Sala Apollo. Nell'ottobre del 1977, con l'arrivo alla gestione di Giuseppe Battista, il Ridotto viene completamente ricostruito e ribattezzato Piccolo Eliseo; Romolo Valli, Giorgio De Lullo e Giuseppe Patroni Griffi sono i direttori artistici delle due sale.
La ricostruzione del 1938
L'Eliseo che vediamo oggi è inaugurato il 5 gennaio 1938, dopo sei mesi di ricostruzione radicale. La sala grande è ellittica, con due gallerie e due balconate, per circa 760 posti. Il direttore, Vincenzo Torraca, lo guida per quasi quarant'anni.
Le chiusure e la nuova stagione
Negli anni recenti l'Eliseo ha vissuto un periodo difficile: dopo una sospensione nel 2014 e la riapertura del 2015, il teatro è rimasto chiuso a lungo dal marzo 2020, al centro di un dibattito pubblico sul suo futuro. La stagione 2026-2027, con il cartellone del Piccolo Eliseo pubblicato sul sito ufficiale e gestito da Viola Produzioni, segna un ritorno che chi ama il teatro romano aspettava.
Una curiosità su Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro al Piccolo Eliseo — dal 2 al 25 ottobre 2026
La curiosità più interessante riguarda proprio il luogo e la sua prima vita. La sala in cui va in scena Turbati come siamo nacque come Ridotto dell'Eliseo e, dal 1912, fu staccata dal resto dell'edificio per diventare un locale notturno, la Sala Apollo, un café chantant con numeri di varietà e canzoni. In altre parole, lo spazio che oggi ospita la drammaturgia contemporanea più raffinata cominciò la sua storia come luogo di spettacolo leggero e serale, dove si andava per ridere e per bere.
C'è una coerenza involontaria in tutto questo. Lucia Calamaro, prima di diventare una delle drammaturghe più premiate d'Italia, ha studiato il clown con Philippe Gaulier e lavorato come clown con Gabriel Chame. Il suo teatro, anche quando parla di morte, depressione e povertà, conserva i tempi della comicità. Una commedia amara sulla paura di diventare poveri, con due amici spaesati e un'impiegata dal piglio di allenatrice, in una sala che nacque per il varietà, è quasi un ritorno alle origini. Seduti in platea, pensateci: il Piccolo Eliseo ha sempre saputo far ridere, e Calamaro sa come usare la risata per dire altro.
Via Nazionale e il rione Monti intorno al Piccolo Eliseo
Il Piccolo Eliseo si trova su via Nazionale, il grande asse ottocentesco che collega piazza della Repubblica a piazza Venezia, al margine del rione Monti e ai piedi del Quirinale.
Il Palazzo delle Esposizioni
A pochi passi, sullo stesso lato della strada, c'è il Palazzo delle Esposizioni, inaugurato nel 1883 su progetto di Pio Piacentini: il primo edificio in Italia interamente dedicato alle belle arti. In autunno ospita la mostra raccontata nella scheda su Richard Avedon, In the American West: con un pomeriggio in mostra e una sera a teatro, via Nazionale diventa una giornata intera.
Piazza della Repubblica e le Terme
Risalendo via Nazionale si arriva a piazza della Repubblica, con le Terme di Diocleziano e la basilica di Santa Maria degli Angeli. Poco oltre, Palazzo Massimo alle Terme conserva le collezioni del Museo Nazionale Romano.
Il Quirinale
Alle spalle del teatro sale il colle del Quirinale: il Palazzo del Quirinale e le Scuderie del Quirinale si raggiungono a piedi in pochi minuti di salita.
Monti
Scendendo verso via Cavour si entra nel rione Monti, con le sue botteghe e le sue salite; la scheda su cosa vedere a Monti ne raccoglie le tappe. Verso i Fori si arriva ai Mercati di Traiano.
Una cosa che non ti dice nessuno su Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro al Piccolo Eliseo — dal 2 al 25 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che il Piccolo Eliseo è una sala da scegliere bene. Circa 265 posti in platea significano una vicinanza fra attori e pubblico che il teatro di Calamaro sfrutta fino in fondo: i suoi spettacoli vivono di sfumature, di sguardi, di battute dette a mezza voce. Dalle ultime file si sente tutto, ma dalle prime si vede tutto. Per uno spettacolo di parola come questo, conviene prenotare presto e cercare un posto nella parte centrale della platea.
La seconda cosa riguarda gli orari. Turbati come siamo va in scena alle 20.00 nei giorni feriali e alle 17.00 nel fine settimana, secondo il calendario pubblicato; il lunedì e il martedì non ci sono recite. Le pomeridiane del sabato e della domenica sono le più comode per chi arriva da fuori Roma o per chi vuole cenare dopo, con calma, a Monti. Le serali del mercoledì e del giovedì sono invece quelle dove si trova più spesso posto.
Terzo punto, il più delicato: gli spettacoli di Calamaro tendono a essere lunghi e a non concedere pause. Conviene arrivare riposati, con il telefono spento davvero, e chiedere al botteghino la durata e se è previsto un intervallo. È un teatro che chiede attenzione, e la restituisce con gli interessi.
Il consiglio che ti do per visitare Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro al Piccolo Eliseo — dal 2 al 25 ottobre 2026
Il consiglio è di andare nelle prime settimane di programmazione, fra il 2 e l'11 ottobre. Le repliche di uno spettacolo nuovo cambiano, crescono, e i primi giorni hanno l'energia del debutto; ma soprattutto il passaparola sui lavori di Calamaro a Roma è rapido, e le ultime domeniche tendono a riempirsi. Chi prenota subito sceglie il posto; chi aspetta si adatta.
Il secondo consiglio riguarda la preparazione. Non serve leggere nulla prima, ma chi non conosce Calamaro può ascoltare una delle versioni radiofoniche dei suoi spettacoli trasmesse da Rai Radio 3, o leggere La vita ferma, pubblicato da Einaudi insieme a L'origine del mondo. Mezz'ora di ascolto basta per entrare nel ritmo della sua lingua.
Terzo consiglio: fate della serata una piccola gita a via Nazionale. Arrivate un'ora prima, passate dal Palazzo delle Esposizioni, prendete un caffè, entrate in teatro con calma. Dopo lo spettacolo scendete a Monti per cena: parlare di uno spettacolo di Calamaro davanti a un piatto di pasta è metà del piacere della serata. E se il caffè costa più di quanto ricordavate, sorridete: siete appena usciti dalla commedia giusta.
Turbati come siamo al Piccolo Eliseo: orari, date e biglietti
Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni va in scena al Piccolo Eliseo dal 2 al 25 ottobre 2026, il mercoledì, il giovedì e il venerdì alle 20.00, il sabato e la domenica alle 17.00.
Il calendario
Secondo gli orari pubblicati, le recite cadono venerdì 2 ottobre alle 20.00, sabato 3 e domenica 4 alle 17.00; poi, per tre settimane, dal mercoledì alla domenica: dal 7 all'11, dal 14 al 18 e dal 21 al 25 ottobre. L'ultima replica è domenica 25 ottobre alle 17.00. Il programma può subire variazioni, e conviene controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro prima di partire.
I biglietti
I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Eliseo. I biglietti si comprano al botteghino di via Nazionale o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro nella pagina dello spettacolo. Per riduzioni, abbonamenti alla stagione del Piccolo Eliseo e gruppi, il riferimento è la sezione informazioni e contatti del sito ufficiale.
Il resto della stagione
Il cartellone del Piccolo Eliseo 2026-2027 prosegue nei mesi successivi; a febbraio 2027, per esempio, è annunciato Il diritto alla felicità, con Antonio Catania e Pino Calabrese fra gli interpreti. Chi scopre la sala con Calamaro ha tutta la stagione per tornarci.
Come arrivare al Piccolo Eliseo in via Nazionale
Il Piccolo Eliseo è in via Nazionale 183, e il modo più semplice per arrivarci è l'autobus: via Nazionale è percorsa dalle linee 64, 70, 71, 117, 170 e H, che la collegano alla stazione Termini e a piazza Venezia.
In metropolitana
Con la metro A si scende a Repubblica e si percorre via Nazionale in discesa, in una decina di minuti. Con la metro B si scende a Cavour e si sale verso via Nazionale attraversando Monti. La scelta migliore è Repubblica: si segue il grande asse della strada e non ci si perde.
Dalla stazione Termini
Da piazza dei Cinquecento si prende una delle linee che scendono verso piazza Venezia lungo via Nazionale e si scende all'altezza del Palazzo delle Esposizioni; il teatro è a pochi passi. A piedi, dalla stazione, si arriva in un quarto d'ora passando per piazza della Repubblica.
In auto
Sconsiglio l'auto. La zona è centralissima, la sosta è difficile e le regole di accesso al centro storico vanno verificate prima. Chi deve venire in macchina cerchi un parcheggio in struttura nelle vicinanze di Termini o di via Nazionale, e metta in conto tempo in più.
Il ritorno dopo lo spettacolo
Le recite serali cominciano alle 20.00: all'uscita via Nazionale è ancora servita dai mezzi di superficie e la metro è raggiungibile a piedi. Chi abita lontano verifichi comunque gli orari delle ultime corse sul servizio di informazione del trasporto pubblico romano.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che l'Eliseo è stato uno dei teatri più importanti d'Italia; si cita meno spesso che proprio qui è cominciata la rivoluzione teatrale di Luchino Visconti. Il 30 gennaio 1945, con l'Italia ancora divisa dalla Linea Gotica e Roma sotto il governo alleato, sul palcoscenico dell'Eliseo andò in scena I parenti terribili di Jean Cocteau, diretto da un regista quasi esordiente. Era Visconti.
Da lì nacque la Compagnia italiana di prosa diretta da Visconti, con Rina Morelli, Paolo Stoppa, Giorgio De Lullo e Tatiana Pavlova, e di volta in volta Ruggero Ruggeri, Arnoldo Foà, Franco Zeffirelli, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman. Portò in scena Un tram che si chiama desiderio, Morte di un commesso viaggiatore, Tre sorelle e L'Arialda di Giovanni Testori, lo spettacolo che il 23 febbraio 1961 fu sequestrato per oscenità dalla magistratura e che portò allo scioglimento della compagnia.
Il legame con Calamaro è più stretto di quanto sembri. Anche lei, come Visconti, ha portato sulle scene romane una lingua che all'inizio sembrava difficile e che poi ha cambiato il modo di scrivere per il teatro. E anche lei, come quel teatro del dopoguerra, parla dell'Italia di oggi: della precarietà, della paura di scivolare, del rapporto fra cittadini e istituzioni. Sedersi al Piccolo Eliseo per Turbati come siamo significa entrare nello stesso edificio in cui Visconti mostrò a Roma un altro modo di fare teatro.
La foto giusta da fare a Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro al Piccolo Eliseo — dal 2 al 25 ottobre 2026
La foto giusta non si fa in sala: durante lo spettacolo le riprese non sono ammesse, e il teatro di Calamaro, fatto di parola e di silenzi, merita un pubblico con il telefono spento. La foto giusta si fa fuori, su via Nazionale, all'ora in cui si accendono le luci: la facciata dell'Eliseo con l'insegna illuminata, ripresa dal marciapiede opposto, con il traffico della sera che scorre davanti. È un'immagine molto romana e molto teatrale, e racconta la vita della strada meglio di qualsiasi cartolina.
La seconda foto è quella della locandina dello spettacolo all'ingresso, con il titolo Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni: una frase lunga, quasi un verso, che da sola dice molto dell'autrice. Se volete una foto di voi stessi, fatevela lì, prima di entrare.
La terza, per chi ha tempo prima della pomeridiana del sabato o della domenica, è la facciata del Palazzo delle Esposizioni, a pochi passi, con la grande arcata e le statue allineate lungo la balaustra. Due architetture del teatro e dell'arte sullo stesso marciapiede: via Nazionale è una delle poche strade di Roma dove la cultura si fotografa in sequenza.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo al Piccolo Eliseo
Intorno al Piccolo Eliseo si mangia bene soprattutto scendendo verso il rione Monti, mentre su via Nazionale prevalgono bar e locali veloci.
Prima della recita
Per le serali delle 20.00 conviene una cena anticipata o un aperitivo sostanzioso: su via Nazionale e verso piazza della Repubblica si trovano bar, caffetterie e locali rapidi, adatti a una sosta di mezz'ora. Il Palazzo delle Esposizioni, a pochi passi, ha un caffè interno con ingresso da via Nazionale.
Dopo la recita
Dopo lo spettacolo la scelta migliore è Monti: trattorie, osterie e piccoli locali di cucina romana e internazionale, a pochi minuti a piedi dal teatro. Il venerdì e il sabato sera prenotare è prudente. La regola è sempre la stessa: su via Nazionale si prende un caffè, a Monti si mangia.
Dopo la pomeridiana
Le recite del sabato e della domenica alle 17.00 finiscono all'ora dell'aperitivo: è il momento ideale per una passeggiata fra le botteghe di Monti e una cena presto, prima di rientrare.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Eliseo coincide con un secolo di teatro italiano. Nel 1900 l'Arena Nazionale, un palcoscenico all'aperto; nel 1910 il Teatro Apollo in cemento armato, con operetta, varietà e opere liriche; nel 1918 il nome Eliseo. Nel 1935 nasce la Grande Compagnia Spettacoli Eliseo, con Anna Magnani come stella. Il 5 gennaio 1938 il teatro ricostruito riapre nella forma attuale.
Negli anni Trenta e Quaranta passano sul palcoscenico Ettore Petrolini, Totò, Macario, Anna Magnani, e i grandi attori di prosa. Nel 1936 i fratelli De Filippo vi rappresentano Natale in casa Cupiello con Titina, Eduardo e Peppino; anche dopo lo scioglimento della compagnia, Eduardo sceglierà l'Eliseo come suo unico teatro a Roma. Il 30 gennaio 1945 Luchino Visconti debutta con I parenti terribili; il 23 febbraio 1961 L'Arialda di Testori viene sequestrata.
Negli anni Cinquanta e Sessanta l'Eliseo accoglie Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi, la Compagnia dei Quattro di Franco Enriquez, il Piccolo di Milano di Giorgio Strehler, la Compagnia dei Giovani con le prime novità di Giuseppe Patroni Griffi, da Metti una sera a cena a D'amore si muore. Nell'ottobre 1977 nasce il Piccolo Eliseo, e la stagione si apre con l'Enrico IV di Valli e De Lullo. Negli anni Ottanta e Novanta la direzione artistica è di Rossella Falk e Umberto Orsini; Monica Vitti vi torna in scena con La strana coppia diretta da Franca Valeri, Mariangela Melato con Medea diretta da Giancarlo Sepe, e le file al botteghino cominciano alle sei del mattino.
Accessibilità e pubblico giovane al Piccolo Eliseo
Il Piccolo Eliseo è una sala di circa 265 posti in un edificio storico degli anni Trenta; per informazioni su accesso in carrozzina, posti riservati e servizi conviene contattare il botteghino prima dell'acquisto.
Mobilità ridotta
Nei teatri storici del centro l'accesso alle sale secondarie può prevedere scale o percorsi alternativi. Chi ha esigenze specifiche lo segnali al momento della prenotazione: il personale indica l'ingresso più adatto e il posto più comodo. Il taxi fino all'ingresso di via Nazionale è la soluzione più semplice.
Con i ragazzi
Turbati come siamo non è uno spettacolo per bambini: parla di precarietà, di paura e di fragilità con una lingua fitta e adulta. Per ragazzi delle superiori, invece, può essere un'ottima occasione per scoprire la drammaturgia contemporanea italiana, e il tema del lavoro precario li riguarda più di quanto pensino. Dopo, parlatene a cena: è lì che uno spettacolo di Calamaro finisce davvero.
Chi è passato da Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro al Piccolo Eliseo — dal 2 al 25 ottobre 2026
Dall'Eliseo è passato quasi tutto il teatro italiano del Novecento. Ettore Petrolini, Totò, Macario, Anna Magnani con i loro spettacoli di varietà; Emma Gramatica, Maria Melato, Angelo Musco, Paola Borboni fra i grandi della prosa. La compagnia di casa riuniva Andreina Pagnani, Gino Cervi, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Carlo Ninchi e Aroldo Tieri; qui hanno lavorato Memo Benassi, Ermete Zacconi, Renzo Ricci ed Eva Magni, Antonio Gandusio, e i De Filippo stagione dopo stagione.
Con Visconti arrivarono Ruggero Ruggeri, Arnoldo Foà, Franco Zeffirelli, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman. Poi Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi, Giorgio Strehler con il Piccolo di Milano, Giuseppe Patroni Griffi, Romolo Valli e Giorgio De Lullo. Negli anni Ottanta e Novanta Rossella Falk, Umberto Orsini, Gabriele Lavia, Turi Ferro, Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice, Lilla Brignone, Lea Massari, Alberto Lionello, Ugo Tognazzi, Monica Vitti, Mariangela Melato, Nino Manfredi. Dagli anni Duemila la sala grande ha ospitato Silvio Orlando, Anna Marchesini, Giuliana De Sio, Franca Valeri, Leo Gullotta, Remo Girone, Alessandro Gassman.
Il Piccolo Eliseo, in particolare, si è aperto in questi anni alle nuove drammaturgie e ai nuovi registi. Lucia Calamaro, Barbara Chichiarelli, Daniele Parisi e Gioia Salvatori si aggiungono a questo elenco con uno spettacolo nuovo, scritto per il presente: è il modo migliore di onorare una sala che ha sempre vissuto di teatro contemporaneo al proprio tempo.
Domande frequenti su Turbati come siamo al Piccolo Eliseo
Quando va in scena Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni?
Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni di Lucia Calamaro va in scena al Piccolo Eliseo di Roma dal 2 al 25 ottobre 2026. Gli orari pubblicati sono mercoledì, giovedì e venerdì alle 20.00, sabato e domenica alle 17.00. L'ultima replica è domenica 25 ottobre alle 17.00.
Dove si trova il Piccolo Eliseo?
Il Piccolo Eliseo è la seconda sala del Teatro Eliseo, in via Nazionale 183 a Roma, nel rione Monti fra piazza della Repubblica e piazza Venezia. Si raggiunge con gli autobus di via Nazionale, fra cui 64, 70, 71, 117, 170 e H, o con la metro A a Repubblica e la metro B a Cavour.
Chi recita in Turbati come siamo?
In Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni recitano Barbara Chichiarelli, Daniele Parisi e Gioia Salvatori. Testo e regia sono di Lucia Calamaro, le scene di Fabiana Di Marco, le luci di Gianni Staropoli, i costumi di Elisa Pensa, l'aiuto regia di Emilia Verginelli. Produce Viola Produzioni, Centro di Produzione Teatrale.
Di cosa parla Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni?
Turbati come siamo racconta due amici quarantenni e precari, Daniele e Gioia, travolti dalla paura di diventare poveri dopo aver visto un pacchetto di caffè a sette euro chiuso sotto chiave. Cercando aiuto dallo Stato incontrano Barbara, un'impiegata pubblica che li allena a reagire con il metodo del "come se".
Quanto costano i biglietti per Turbati come siamo al Piccolo Eliseo?
I prezzi dei biglietti per Turbati come siamo sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Eliseo, nella pagina dello spettacolo. Si acquistano al botteghino di via Nazionale o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro. Conviene prenotare presto, perché la sala è piccola.
Chi è Lucia Calamaro?
Lucia Calamaro è una drammaturga e regista romana nata nel 1969, formata a Montevideo e a Parigi, allieva di Jacques Lecoq. Ha vinto tre Premi Ubu nel 2012 con L'origine del mondo, il Premio Hystrio alla drammaturgia nel 2019, e dal 2025 lavora anche per il cinema, fino all'esordio alla regia con Antartica.
Quanti posti ha il Piccolo Eliseo?
Il Piccolo Eliseo ha una sala con platea di circa 265 posti, ricavata dal Ridotto del Teatro Eliseo e ricostruita nel 1977. La vicinanza fra palcoscenico e pubblico la rende adatta al teatro di parola come quello di Lucia Calamaro; la sala grande dell'Eliseo ha invece circa 760 posti.
Turbati come siamo è adatto ai ragazzi?
Turbati come siamo, pallidi di preoccupazioni è uno spettacolo per adulti e ragazzi delle superiori, non per bambini. Parla di precarietà economica e fragilità con una lingua fitta e ironica; per uno studente può essere un buon primo incontro con la drammaturgia italiana contemporanea.
Il parere della guida su Turbati come siamo
Per chiudere, un giudizio netto: fra le prime di ottobre a Roma, il nuovo lavoro di Lucia Calamaro al Piccolo Eliseo è quella da segnare per prima in agenda. Per la qualità dell'autrice, per il tema, che riguarda molti di noi più di quanto amiamo ammettere, e per il piacere di tornare in una sala che ha fatto la storia del teatro romano. Prenotate un posto centrale, andate in una delle prime settimane, e dopo lo spettacolo scendete a Monti a parlarne.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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