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L’Internazionale della Terra, Giuseppe De Marzo alla Biblioteca Mameli — 8 ottobre 2026

Giuseppe De Marzo presenta L'Internazionale della Terra. Cambiamento climatico, giustizia sociale ed ecologia della relazione alla Biblioteca Goffredo Mameli giovedì 8 ottobre 2026 alle 18.30, nell'ambito della rassegna Officina Pigneto. La biblioteca è in Via del Pigneto 22, 00176 Roma, nel Municipio V, a pochi passi dalla stazione Pigneto della metro C; il quartiere è servito anche dai tram che percorrono Via Prenestina. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, con prenotazione consigliata allo 060608, il numero di informazioni culturali di Roma Capitale: la prenotazione vale fino a dieci minuti dall'inizio dell'incontro, dopo di che i posti tornano liberi. Il programma, precisano gli organizzatori, può subire variazioni.

L'Internazionale della Terra alla Biblioteca Mameli: l'incontro

L'incontro dell'8 ottobre alla Biblioteca Goffredo Mameli è la presentazione del saggio L'Internazionale della Terra, con il suo autore Giuseppe De Marzo, uno degli appuntamenti del giovedì di Officina Pigneto.

La formula è quella delle presentazioni in biblioteca: l'autore racconta il libro, dialoga con il pubblico, risponde alle domande. In una sala comunale di quartiere, con l'ingresso libero, il rapporto fra chi parla e chi ascolta è diretto, e un saggio che parla di clima, disuguaglianze e movimenti sociali trova un pubblico che quei temi li vive ogni giorno.

Perché al Pigneto

Il Pigneto è uno dei quartieri romani dove la discussione pubblica è più viva: associazioni, spazi sociali, librerie indipendenti, una biblioteca comunale frequentatissima. Portare qui un libro sull'ecologia della relazione e sulla giustizia climatica significa rivolgersi a un pubblico già abituato a intrecciare le questioni ambientali con quelle sociali.

Un giovedì di ottobre

L'orario delle 18.30 è pensato per chi esce dal lavoro. Chi arriva in metro C dal centro o dai quartieri orientali ha il tempo di passare in biblioteca e, dopo l'incontro, di restare al Pigneto per cena.

Il libro: L'Internazionale della Terra

L'Internazionale della Terra. Cambiamento climatico, giustizia sociale ed ecologia della relazione è un saggio di Giuseppe De Marzo pubblicato da Minimum Fax nella collana Indi, in libreria dal 24 aprile 2026, di 219 pagine.

Il libro si apre con un'introduzione dello storico dell'arte Tomaso Montanari e si chiude con una postfazione di Vandana Shiva, l'attivista e scienziata indiana nota in tutto il mondo per le sue battaglie sui semi e sull'agricoltura contadina. Due firme che dicono già molto dell'impostazione: la difesa dei beni comuni e la critica al modello economico dominante.

Le domande del libro

La presentazione dell'editore riassume il libro in quattro domande: perché le disuguaglianze continuano a crescere? Che cosa può fare la politica? È troppo tardi per fermare il riscaldamento globale? Quali alternative sono praticabili, e quali futuri possibili? De Marzo prova a rispondere mettendo insieme l'analisi della crisi climatica e quella della crisi sociale, che nel libro sono due facce dello stesso problema.

Un saggio militante

La critica ha letto il libro come un saggio schierato. Su Repubblica.it Fiammetta Cupellaro ne ha sottolineato l'impostazione di attivismo militante, lontana da ogni pretesa di neutralità; Vandana Shiva, sul Fatto Quotidiano, lo ha presentato come una raccolta di risposte e soluzioni per affrontare il collasso climatico e le sue conseguenze sociali ed economiche. Chi va alla presentazione deve aspettarsi una tesi netta, argomentata, e un autore che non si nasconde dietro l'equidistanza.

La speranza

Nonostante il quadro drammatico, la presentazione dell'editore insiste su un punto: pur osservando in modo critico e lucido la situazione attuale, il libro restituisce una ragionevole speranza nell'avvenire, con proposte e buone pratiche. È la parte più interessante da discutere con l'autore in sala.

L'ecologia della relazione, il concetto chiave

Il punto di partenza di L'Internazionale della Terra è quella che Giuseppe De Marzo chiama ecologia della relazione: un approccio culturale che riconosce la comunanza fra tutte le entità, senzienti e non, che abitano il pianeta.

Secondo la presentazione del libro, coltivare relazioni permette di riconoscersi parte di una coscienza collettiva che agisce attraverso le connessioni e le interdipendenze della comunità della vita. È un modo di superare la separazione fra essere umano e natura su cui si è costruita gran parte del pensiero economico moderno.

La vita come rete

Nell'estratto del libro pubblicato dall'Espresso nel maggio 2026, De Marzo insiste sull'idea che la vita sia una rete di vite interconnesse che si influenzano a vicenda. La conseguenza è politica: se il collasso ecologico colpisce tutti, ovunque, nessuno può chiamarsi fuori.

Una conversione culturale

Nello stesso estratto l'autore scrive che lottare per non scomparire non basta: serve una conversione culturale, capace di rafforzare l'unità nella diversità. Il modello indicato è quello dei movimenti del post sviluppo, che ridefiniscono il rapporto con i territori e agiscono sul piano globale per dare voce a chi non ne ha.

I temi di L'Internazionale della Terra: dal Brasile a Fanon

L'Internazionale della Terra attraversa esperienze di movimenti di tutto il mondo, con un'attenzione particolare alle comunità indigene dell'America Latina.

La risposta siamo noi

L'estratto pubblicato dall'Espresso comincia da uno slogan in portoghese dei movimenti indigeni del Brasile, rilanciato durante la Cop30 di Belém: la risposta siamo noi. Per De Marzo le comunità native, con i loro saperi, le loro relazioni e la loro memoria, rappresentano una risposta concreta al collasso ecologico, una risposta che non arriverà dal mercato né dai governi.

I dannati della Terra

Il titolo del libro dialoga con un classico. De Marzo richiama I dannati della Terra di Frantz Fanon, che nel 1961 raccontava, attraverso la rivoluzione algerina, l'irruzione del terzo mondo nella storia. Oggi, osserva l'autore, non è più solo il terzo mondo a essere aggredito dal modello di consumo occidentale, ma il pianeta intero.

Le alternative dal basso

Nell'estratto le alternative nascono dagli esclusi: dai territori e dalle comunità aggredite, dai giovani sfruttati, dai senza casa, dai precari, da chi vive accanto a una fonte di inquinamento. Non nelle grandi istituzioni, scrive De Marzo, ma nelle lotte quotidiane contro le ingiustizie sociali, ambientali ed ecologiche. È una tesi che in una biblioteca di periferia, fra lettori che quelle lotte le conoscono, suona in modo particolare.

Perché Internazionale

Il titolo richiama una tradizione politica precisa, quella delle Internazionali operaie, e la sposta sul terreno dell'ecologia: un'alleanza fra movimenti di paesi diversi, uniti dalla difesa della Terra. È un titolo che divide, ed è fatto apposta per discuterne.

Chi è Giuseppe De Marzo

Giuseppe De Marzo, nato nel 1973, è attivista, economista, giornalista e scrittore; da anni si occupa di sostenibilità, ecologia e giustizia sociale, in Italia e in America Latina.

Secondo le note biografiche pubblicate dagli editori, ha lavorato a lungo nelle reti sociali e nei movimenti italiani e latinoamericani, a fianco di popolazioni indigene, organizzazioni di lavoratori e comunità contadine. È un percorso che si riconosce in tutte le pagine di L'Internazionale della Terra, dove le esperienze delle comunità native sono il punto di riferimento costante.

A Sud e il Centro di documentazione sui conflitti ambientali

Nel 2003 De Marzo ha fondato A Sud, associazione di ecologia e cooperazione, e nel 2007 il primo Centro di documentazione sui conflitti ambientali in Italia, un archivio dedicato alle vertenze fra comunità locali e grandi opere, industrie inquinanti, progetti estrattivi.

Libera e il Gruppo Abele

In Italia ha lavorato con Libera, la rete di associazioni contro le mafie, e con il Gruppo Abele, l'organizzazione fondata a Torino da don Luigi Ciotti. È un dato che spiega la sua attenzione per il legame fra ambiente, legalità e diritti sociali.

Lo scrittore

L'Internazionale della Terra è il suo ultimo saggio, uscito nella primavera 2026 con Minimum Fax. La presentazione dell'editore lo descrive come qualcuno che da anni si batte per la sostenibilità, l'ecologia e per un futuro migliore del pianeta e di chi lo abita.

Officina Pigneto, la rassegna del giovedì

Officina Pigneto è una rassegna di 36 incontri settimanali, ogni giovedì alle 18.30 da aprile a dicembre 2026, escluso agosto, fra la Biblioteca Goffredo Mameli e il Nuovo Cinema Aquila.

Gli organizzatori la definiscono un laboratorio a più voci, in cui scrittori, istituzioni culturali, cittadine e cittadini si incontrano nel quartiere per trasformare l'esperienza culturale in un'officina del pensiero critico. Il programma intreccia letteratura, arte contemporanea e scienza, con lezioni, interviste, gruppi di lettura, tavole rotonde, dibattiti, corsi, workshop, laboratori e incontri con editori e librai.

Il tema del trimestre: Perdere tempo

Il filo conduttore dei tredici appuntamenti fra luglio e ottobre è Perdere tempo. In un'epoca che misura tutto in efficienza e produttività, spiegano gli organizzatori, perdere tempo significa rivendicare il lusso della lentezza, del rinvio, dell'esitazione, e riconquistare uno spazio che siamo abituati a toglierci. Il trimestre cerca un tempo sospeso, necessario per leggere, ascoltare, immaginare e interrogarsi.

Il clima e il tempo

Un libro sul cambiamento climatico dentro un ciclo intitolato Perdere tempo è un accostamento che fa pensare. Il tempo, per la crisi climatica, è la risorsa che manca; eppure la conversione culturale di cui parla De Marzo richiede proprio la lentezza del pensiero, della relazione, dell'ascolto. È una buona domanda da porre all'autore.

Chi la promuove

Officina Pigneto è promossa dall'Assessorato alla cultura di Roma Capitale, con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali, in collaborazione con l'Istituzione Biblioteche di Roma e il Nuovo Cinema Aquila, e con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

La Biblioteca Goffredo Mameli

La Biblioteca Goffredo Mameli è una biblioteca comunale del sistema Biblioteche di Roma in Via del Pigneto 22, nel Municipio V, aperta nel 2011, completamente accessibile e con una sala studio da 48 posti.

Gli orari

Nel 2026 la biblioteca è aperta il lunedì dalle 13 alle 19, dal martedì al giovedì dalle 9 alle 19, il venerdì dalle 9 alle 15 e il sabato dalle 9 alle 13; la domenica è chiusa. Gli incontri del giovedì sera di Officina Pigneto si tengono dopo l'orario di chiusura ordinario.

Gli spazi e i servizi

La sala studio ha 48 posti interni e 40 posti all'aperto, un dato raro per una biblioteca romana. Il wi-fi è disponibile negli spazi interni ed esterni con le credenziali di iscrizione a Biblioteche di Roma. L'accesso per le persone con disabilità è totale.

I circoli di lettura

La Mameli ospita due circoli di lettura: il Circolo di lettura Goffredo Mameli e l'Igiaba Scego Book Club, intitolato alla scrittrice romana di origine somala. Il calendario della biblioteca comprende anche presentazioni di libri, letture per bambini e iniziative legate alle campagne sociali, come le vetrine di libri contro la guerra promosse con Emergency.

Una biblioteca di quartiere

La Mameli è una biblioteca di quartiere nel senso migliore: studenti che preparano gli esami, famiglie con bambini, lettori anziani, gruppi di lettura. La sera degli incontri di Officina Pigneto la sala si riempie di un pubblico misto, che è parte del fascino di questi appuntamenti.

Goffredo Mameli, il nome della biblioteca

La biblioteca porta il nome di Goffredo Mameli, il poeta e patriota nato a Genova il 5 settembre 1827 e morto a Roma il 6 luglio 1849, autore del testo del Canto degli Italiani, l'inno nazionale.

L'inno

Mameli scrisse il Canto degli Italiani nel 1847, a vent'anni non ancora compiuti; la musica è di Michele Novaro. L'inno fu adottato come inno nazionale provvisorio della Repubblica nel 1946 e riconosciuto ufficialmente per legge solo nel 2017.

Roma e la Repubblica Romana

Alla fine del 1848 Mameli arrivò a Roma e partecipò all'organizzazione militare della Giunta provvisoria. Il 9 febbraio 1849, proclamata la Repubblica Romana, inviò a Mazzini un dispaccio di tre parole rimasto celebre: Roma! Repubblica! Venite! Durante l'assedio francese combatté al Gianicolo, alla difesa del Vascello.

La morte a ventun anni

Il 3 giugno 1849, durante l'assalto a Villa Corsini, fu ferito alla gamba sinistra. Portato all'ospizio della Trinità dei Pellegrini, subì l'amputazione, ma l'infezione non lasciò scampo: morì il 6 luglio 1849, a ventun anni. Dal 1941 i suoi resti riposano al Gianicolo, nel Mausoleo Ossario Garibaldino.

Il Pigneto, il quartiere della biblioteca

Il Pigneto è un'area urbana del Municipio V compresa fra Via Prenestina, Via Casilina e Via di Acqua Bullicante, un triangolo che parte da Porta Maggiore e che è diventato uno dei quartieri più vivaci della Roma contemporanea.

Il nome

Il toponimo è documentato già nel Seicento, quando la zona era campagna di orti, ville e vigne, e deriva da una lunga fila di pini piantati dalla famiglia Caballini lungo il muraglione della settecentesca villa Serventi. Il primo nucleo edilizio si formò dopo il 1870, dall'unione di insediamenti come il Prenestino, il Torrione, la borgata Galliano, l'Acqua Bullicante, la Marranella e il Casilino.

Il Pigneto di oggi

Negli ultimi anni, anche per la vicinanza con la Sapienza e la presenza di molti studenti fuori sede, il Pigneto è diventato uno dei centri della vita serale romana. Dal 2015 la pedonalizzazione di Via del Pigneto ha aumentato ancora il numero di visitatori. La biblioteca si trova proprio su questa strada, nel tratto più frequentato.

L'Ecomuseo Casilino

Il territorio del Pigneto è interamente compreso nell'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, un progetto che considera il quadrante orientale di Roma un museo diffuso fatto di storia, paesaggio e comunità. Per un libro sull'ecologia della relazione è una cornice perfetta.

Come arrivare alla Biblioteca Mameli per L'Internazionale della Terra

Il modo più semplice per arrivare alla Biblioteca Goffredo Mameli è la metro C, fermata Pigneto, all'incrocio con Via del Pigneto: la biblioteca è a pochi minuti a piedi.

In metropolitana

La linea C si prende dal centro alla stazione di San Giovanni, dove incrocia la linea A. Dopo poche fermate si scende a Pigneto. Poco più a est c'è anche la fermata Malatesta.

In tram

Lungo Via Prenestina corrono diverse linee di tram che collegano il quartiere con Porta Maggiore e con la stazione Termini. Dalla Prenestina si raggiunge Via del Pigneto a piedi in pochi minuti.

Sulla Casilina

Sulla Via Casilina la ferrovia Termini Centocelle ha fermate come Ponte Casilino e Sant'Elena, a breve distanza dal Pigneto. È un'alternativa comoda per chi arriva dalla zona di Termini.

In auto

Parcheggiare al Pigneto la sera è difficile: Via del Pigneto è in gran parte pedonale e le strade intorno sono strette. Meglio venire con i mezzi pubblici o in bicicletta.

Una curiosità su L'Internazionale della Terra, Giuseppe De Marzo alla Biblioteca Mameli — 8 ottobre 2026

La curiosità più bella è la coincidenza dei nomi. Un libro che si intitola L'Internazionale della Terra e che parla di movimenti di liberazione, dal Brasile indigeno all'Algeria di Fanon, viene presentato in una biblioteca intitolata a un ragazzo di ventun anni morto per la Repubblica Romana, l'autore di un inno che invoca i fratelli e l'unione. Due idee di lotta distanti quasi due secoli si incontrano nella stessa sala.

La seconda curiosità riguarda il titolo. L'Internazionale della Terra richiama la tradizione delle Internazionali operaie dell'Ottocento e del Novecento, e insieme I dannati della Terra di Frantz Fanon, il libro del 1961 che De Marzo cita espressamente. È un titolo costruito per evocare due tradizioni insieme: il socialismo e l'anticolonialismo.

La terza riguarda il nome del quartiere. Il Pigneto deve il suo nome a una fila di pini piantati dalla famiglia Caballini lungo il muraglione di una villa settecentesca. Un quartiere che porta nel nome un filare d'alberi ospita una discussione sull'ecologia: anche questo è un modo di ricordare quanto la città sia fatta di natura trasformata.

Una cosa che non ti dice nessuno su L'Internazionale della Terra, Giuseppe De Marzo alla Biblioteca Mameli — 8 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che la prenotazione ha una scadenza. Gli organizzatori consigliano di prenotare allo 060608, ma la prenotazione vale solo fino a dieci minuti dall'inizio dell'incontro: chi arriva alle 18.25 rischia di trovare il proprio posto assegnato a chi aspettava in fila. Per un incontro gratuito in una sala di biblioteca, arrivare puntuali conta più che per un teatro.

La seconda cosa riguarda il luogo. La sera la biblioteca ospita l'incontro dopo l'orario di apertura ordinario, e Via del Pigneto a quell'ora è piena di gente per l'aperitivo. Chi non conosce il quartiere passa davanti all'ingresso senza vederlo: conviene segnarsi il civico, il 22, e guardare con attenzione.

La terza riguarda il pubblico. Gli incontri di Officina Pigneto richiamano lettori abituali, studenti, attivisti, residenti. Il dibattito finale è spesso la parte più viva della serata, e un autore come De Marzo, abituato alle assemblee dei movimenti, non si sottrae alle domande scomode. Preparatene una.

Il consiglio che ti do per visitare L'Internazionale della Terra, Giuseppe De Marzo alla Biblioteca Mameli — 8 ottobre 2026

Il consiglio è leggere prima almeno l'estratto del libro pubblicato dall'Espresso nel maggio 2026, o sfogliarne qualche pagina in libreria. Una presentazione rende il doppio se si arriva con un'idea del libro e una domanda in testa, e il dibattito con l'autore è la ragione vera per esserci.

Secondo consiglio: prenotate e arrivate un quarto d'ora prima. La prenotazione allo 060608 è consigliata, e il posto resta vostro solo fino a dieci minuti dall'inizio. Un quarto d'ora di anticipo basta per sedersi con calma e dare un'occhiata agli scaffali.

Terzo consiglio: restate al Pigneto dopo l'incontro. Via del Pigneto la sera è uno dei posti più vivi di Roma, e una cena in una trattoria del quartiere è il modo giusto per continuare la discussione. Per gruppi, scuole o associazioni che vogliono unire l'incontro a una passeggiata guidata nel quadrante orientale della città, fra Porta Maggiore e il Pigneto, un percorso su misura si organizza con Tour Leader Pro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Goffredo Mameli scrisse il testo dell'inno nazionale. È molto meno citato che il Canto degli Italiani sia diventato inno ufficiale per legge soltanto nel 2017: per settant'anni la Repubblica ha avuto un inno provvisorio, adottato nel 1946. Ed è poco ricordato che Mameli, genovese, sia morto a Roma e riposi al Gianicolo: la città in cui si trova la biblioteca che porta il suo nome è anche quella della sua ultima battaglia.

Un secondo fatto, sul libro: la postfazione di L'Internazionale della Terra è firmata da Vandana Shiva, la scienziata e attivista indiana diventata celebre per la difesa dei semi contadini contro i brevetti delle multinazionali. Il nome di Shiva in un libro italiano sul clima dice quanto il dibattito ecologista europeo guardi ormai al Sud del mondo.

Un terzo fatto, sul quartiere: il Pigneto è interamente compreso nell'Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros, un museo diffuso che tratta l'intero quadrante orientale di Roma come un patrimonio di storia, paesaggio e comunità. Un'idea di ecologia della relazione applicata alla città, prima ancora che nei libri.

La foto giusta da fare a L'Internazionale della Terra, Giuseppe De Marzo alla Biblioteca Mameli — 8 ottobre 2026

La foto giusta si fa su Via del Pigneto al tramonto, prima dell'incontro. All'inizio di ottobre il sole cala poco dopo le sette, e la luce radente sulla strada pedonale, fra i tavolini, i murales e le facciate basse delle case, restituisce il carattere del quartiere meglio di qualsiasi descrizione.

La seconda foto è quella dell'ingresso della biblioteca, con il nome di Goffredo Mameli e il manifesto di Officina Pigneto: un ricordo della serata e un invito, per chi la vede, a tornare per un altro giovedì.

Durante l'incontro, se volete fotografare l'autore, fatelo senza flash e senza alzarvi, magari durante il dibattito finale. E se avete comprato il libro, la foto più bella è quella della dedica.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Pigneto comincia in campagna. Nel Seicento il toponimo è già documentato, in un paesaggio di orti, ville e vigne fuori Porta Maggiore. Nel Settecento la famiglia Caballini pianta la fila di pini lungo il muraglione di villa Serventi che darà il nome alla zona.

Dopo il 1870, con Roma capitale, comincia l'urbanizzazione: insediamenti come il Prenestino, il Torrione, la borgata Galliano, l'Acqua Bullicante, la Marranella e il Casilino si uniscono in un unico quartiere popolare, cresciuto fra le due consolari, la Prenestina e la Casilina, e la ferrovia.

Nel 1849, nella Roma della Repubblica, muore Goffredo Mameli, a cui la biblioteca è intitolata; nel 1941 i suoi resti vengono traslati nel Mausoleo Ossario Garibaldino al Gianicolo. Nel 2011 apre la Biblioteca Goffredo Mameli in Via del Pigneto; dal 2015 la pedonalizzazione della strada cambia il volto del quartiere. Nel 2026 la biblioteca è una delle due sedi di Officina Pigneto, con il Nuovo Cinema Aquila, e l'8 ottobre ospita la presentazione di L'Internazionale della Terra.

Chi è passato da L'Internazionale della Terra, Giuseppe De Marzo alla Biblioteca Mameli — 8 ottobre 2026

Il nome che la biblioteca porta è quello di Goffredo Mameli, che a Roma passò gli ultimi mesi della sua vita: dal comitato per la Costituente al dispaccio a Mazzini, dalla difesa del Vascello al Gianicolo alla ferita di Villa Corsini, fino alla morte alla Trinità dei Pellegrini. Con lui, nella Roma del 1849, c'erano Garibaldi, Nino Bixio, i medici Agostino Bertani e Pietro Maestri che lo curarono.

Dalla biblioteca passano ogni settimana i lettori dei suoi due circoli, il Circolo Goffredo Mameli e l'Igiaba Scego Book Club, e gli autori delle presentazioni. Nel 2026 sono passati di qui gli scrittori, gli studiosi e gli editori della rassegna Officina Pigneto, e i comici del Pigneto Comedy Fest, che all'inizio di ottobre ha fatto della Mameli una delle sue sedi diurne.

L'8 ottobre 2026 passa dalla Mameli Giuseppe De Marzo, fondatore di A Sud e del primo Centro di documentazione sui conflitti ambientali, collaboratore di Libera e del Gruppo Abele, con il suo saggio introdotto da Tomaso Montanari e chiuso da Vandana Shiva.

Come organizzare la serata al Pigneto

Per L'Internazionale della Terra la serata ideale comincia verso le 18 con l'arrivo in metro C a Pigneto e finisce con una cena in Via del Pigneto dopo l'incontro delle 18.30.

Prima dell'incontro

Chi arriva presto può fare due passi nella parte pedonale di Via del Pigneto e nelle strade laterali, dove i nomi delle vie seguono temi precisi: città italiane, capitani di ventura del Tre e Quattrocento, geografi e cartografi. Poi, alle 18.15, conviene essere davanti alla biblioteca.

L'incontro

Nel calendario della rassegna l'incontro è previsto dalle 18.30 alle 20.30, con la presentazione del libro e il dibattito con il pubblico. Portate con voi il libro, se lo avete, per la dedica dell'autore.

Dopo

Via del Pigneto la sera è piena di locali, e il giovedì è una delle serate più animate. Chi vuole tornare verso il centro ha la metro C fino a tardi; per gli orari esatti dell'ultima corsa conviene controllare il sito dell'ATAC.

Cosa vedere intorno al Pigneto

Il Pigneto è a pochi minuti da Porta Maggiore e dal quadrante archeologico della Casilina, con luoghi che molti romani non hanno mai visto.

Porta Maggiore

Porta Maggiore, al vertice del triangolo del Pigneto, è l'antica porta costruita sugli archi degli acquedotti Claudio e Anio Novus. Poco lontano si trova la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, visitabile solo in date e con modalità stabilite dalla Soprintendenza.

Il Mausoleo di Sant'Elena

Lungo la Casilina, oltre Torpignattara, si trova il Mausoleo di Sant'Elena, con le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro: il cuore archeologico dell'Ecomuseo Casilino.

Il Parco degli Acquedotti

Più a sud, il Parco degli Acquedotti è il luogo migliore per vedere gli archi dell'Acquedotto Claudio nella campagna romana, un paesaggio che dialoga bene con i temi del libro.

La Biblioteca e il festival

Chi vuole saperne di più sulla sede trova la scheda della Biblioteca Goffredo Mameli. Per il quartiere e la sua vita culturale, la scheda del Pigneto Comedy Fest racconta il festival diffuso che a inizio ottobre ha coinvolto anche la biblioteca.

Dove mangiare al Pigneto dopo l'incontro

Via del Pigneto e le strade intorno sono piene di trattorie, pizzerie, osterie e locali per l'aperitivo, dalla cucina romana a quella dei tanti paesi rappresentati nel quartiere.

La cucina di quartiere

Il Pigneto ha conservato trattorie e osterie di cucina romana frequentate dai residenti, accanto a locali più recenti. Per una cena dopo le 20 il giovedì conviene prenotare, soprattutto se si è in gruppo.

Le cucine del mondo

Il quadrante fra Pigneto, Torpignattara e Casilina è uno dei più multietnici di Roma, e l'offerta lo riflette: cucine asiatiche, africane, mediorientali. Dopo un incontro su un libro che parla di comunità e relazioni fra popoli, è un modo coerente di chiudere la serata.

L'aperitivo

Chi preferisce un aperitivo lungo trova sulla parte pedonale di Via del Pigneto molti locali con i tavolini all'aperto, piacevoli nelle sere miti di inizio ottobre.

Accessibilità, bambini e famiglie

La Biblioteca Goffredo Mameli ha l'accesso totale per le persone con disabilità, secondo la scheda ufficiale di Biblioteche di Roma, e l'incontro è gratuito.

Persone con disabilità

Per chi usa la sedia a rotelle la biblioteca è accessibile. Per l'arrivo in metro conviene verificare prima lo stato di ascensori e scale mobili sul sito dell'ATAC. Per informazioni sulla sala, la biblioteca risponde allo 06 45460541.

Con i ragazzi

Un incontro su clima e giustizia sociale è adatto a ragazzi delle superiori e a studenti universitari, per i quali può essere un'occasione di discussione vera, lontana dalle lezioni. Per i bambini la Mameli propone in altri giorni letture ad alta voce: dal 13 ottobre al 1 dicembre è in calendario il ciclo Ti leggo una storia.

Per chi studia

Chi vuole approfittare della biblioteca prima dell'incontro trova la sala studio aperta il giovedì fino alle 19, con wi-fi negli spazi interni ed esterni per gli iscritti a Biblioteche di Roma.

Roma a inizio ottobre

La seconda settimana di ottobre è un buon momento per scoprire i quartieri orientali di Roma: il caldo è finito, le sere sono miti, e la vita all'aperto del Pigneto continua fino a tardi.

È anche una settimana in cui il cibo e il clima sono al centro del dibattito pubblico in città: dall'8 al 12 ottobre la FAO porta al Circo Massimo la sua Esposizione universale Dal seme al cibo, e il 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell'alimentazione. Un incontro sull'ecologia della relazione al Pigneto si inserisce bene in questo calendario.

Domande frequenti su L'Internazionale della Terra alla Biblioteca Mameli

Quando si presenta L'Internazionale della Terra alla Biblioteca Mameli?

L'Internazionale della Terra di Giuseppe De Marzo si presenta alla Biblioteca Goffredo Mameli di Roma giovedì 8 ottobre 2026 alle 18.30. L'incontro fa parte di Officina Pigneto, la rassegna che ogni giovedì da aprile a dicembre porta autori e studiosi al Pigneto.

L'incontro con Giuseppe De Marzo è gratuito?

Sì, l'incontro con Giuseppe De Marzo alla Biblioteca Mameli è a ingresso libero fino a esaurimento posti. La prenotazione è consigliata allo 060608 e resta valida fino a dieci minuti dall'inizio dell'incontro; dopo, i posti prenotati e non occupati tornano disponibili.

Dove si trova la Biblioteca Goffredo Mameli?

La Biblioteca Goffredo Mameli si trova in Via del Pigneto 22, 00176 Roma, nel Municipio V. La fermata più vicina è Pigneto della metro C, a pochi minuti a piedi; il quartiere è servito anche dai tram di Via Prenestina.

Di cosa parla L'Internazionale della Terra?

L'Internazionale della Terra è un saggio di Giuseppe De Marzo, pubblicato da Minimum Fax nel 2026, sul legame fra cambiamento climatico e disuguaglianze sociali. Propone un'ecologia della relazione che riconosce la comunanza fra tutte le forme di vita, con introduzione di Tomaso Montanari e postfazione di Vandana Shiva.

Chi è Giuseppe De Marzo?

Giuseppe De Marzo è un attivista, economista, giornalista e scrittore nato nel 1973. Ha fondato nel 2003 l'associazione A Sud e nel 2007 il primo Centro di documentazione sui conflitti ambientali in Italia, e ha lavorato con Libera e con il Gruppo Abele.

Che cos'è Officina Pigneto?

Officina Pigneto è una rassegna di 36 incontri gratuiti promossa da Roma Capitale, ogni giovedì alle 18.30 da aprile a dicembre 2026, escluso agosto, fra la Biblioteca Goffredo Mameli e il Nuovo Cinema Aquila. Il tema del trimestre da luglio a ottobre è Perdere tempo.

La Biblioteca Mameli è accessibile?

La Biblioteca Goffredo Mameli ha l'accesso totale per le persone con disabilità, secondo la scheda ufficiale di Biblioteche di Roma. Per informazioni sulla sala e sull'incontro si può chiamare la biblioteca allo 06 45460541 o scrivere a goffredomameli@bibliotechediroma.it.

Il giudizio

Le serate migliori della città sono spesso quelle gratuite, in una sala comunale di quartiere, con un autore che ha qualcosa da dire e un pubblico che ha voglia di rispondere. Si può non essere d'accordo con la tesi di De Marzo, ma è una tesi chiara, e discuterla al Pigneto, nella biblioteca intitolata a un ragazzo morto per un'idea di libertà, ha un senso preciso. Prenotate, arrivate puntuali e fate la vostra domanda: è per questo che si va.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Ottobre 2026 18:30
IndirizzoBiblioteca Goffredo Mameli, Via del Pigneto 22, 00176 Roma Pigneto, Roma, Roma Città

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