Festival dell’Architettura di Roma 2026 alla Casa dell’Architettura — dal 18 settembre al 4 ottobre 2026
Il Festival dell'Architettura di Roma 2026, FAR26, si svolge dal 18 settembre al 4 ottobre 2026 e chiude con tre giornate di talk, lecture, laboratori e musica alla Casa dell'Architettura, in piazza Manfredo Fanti 47, all'Esquilino, dal 2 al 4 ottobre. Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti; per alcuni appuntamenti l'organizzazione consiglia la prenotazione, e gli architetti che vogliono i crediti formativi devono registrarsi sulla piattaforma di formazione dell'Ordine. Ogni sera, dalle 19, la Casa dell'Architettura apre giardino e Sala centrale con dj set, bar e cucina; domenica 4 ottobre la chiusura con la performance audiovisiva di Ultravioletto. Piazza Manfredo Fanti è vicina alla stazione Termini: per linee e fermate dal punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC. Il programma completo si scarica dal sito ufficiale del festival.

FAR è promosso dall'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia, l'OAR, una comunità che secondo il festival riunisce circa 19.000 architetti, insieme alla Casa dell'Architettura. L'edizione 2026 è l'ottava e ha portato il festival in due quartieri della periferia orientale, Centocelle e Casal Bruciato, con il Municipio V e il Municipio IV, prima di tornare all'Esquilino per il finale. Seguono le giornate conclusive con orari e nomi, il racconto delle tappe nei quartieri, la storia dell'Acquario Romano che ospita la Casa dell'Architettura e i consigli pratici per vivere le ultime sere del festival.
Il Festival dell'Architettura di Roma 2026: il programma dal 2 al 4 ottobre
Le ultime tre giornate di FAR26 si svolgono tutte alla Casa dell'Architettura, con una sessione al mattino, una al pomeriggio e una serata, ciascuna dedicata a un tema e accreditata per la formazione professionale degli architetti.
Venerdì 2 ottobre: Di cos'è fatta l'architettura?
La mattina è dedicata al rapporto fra architettura e materia, in collaborazione con la rete di imprese Pietra Naturale Autentica. Alle 10 l'introduzione con Alice Buzzone, direttrice del festival e segretaria dell'OAR, Maria Costanza Pierdominici e Roberta Dal Mas; alle 10.30 la lecture di Rossana Mancini, docente di Restauro architettonico alla Sapienza, sui siti estrattivi e il commercio dei marmi nella Roma dei papi fra XVI e XVIII secolo; alle 11 un confronto fra Vincenzo Latina e Michela Ekström moderato da Marco Maria Sambo, direttore di AR Magazine; alle 11.45 i casi studio della rete PNA, dalla Cantina Pieropan alla One Vanderbilt di New York e alla nuova sede della Bocconi di Grafton Architects; alle 12.45 la lecture di Gabriele Sacchi, senior architect di Carlo Ratti Associati.
Venerdì 2 ottobre: Design for social change
Il pomeriggio comincia alle 14.15 con il primo Design Spot curato da Alessandro Gorla, poi alle 16 «Un caffè con...» fra Ludovica Proietti e Cecilia Sammarco, alle 16.30 il format social con ArchiSax di Luca Sassi, alle 17 un talk sulla progettazione per la longevità, alle 17.30 la tavola rotonda sugli esiti del Premio Vescovo dedicato all'architettura senza barriere, alle 18.30 un intervento sulla sicurezza e alle 18.45 la lecture di Mario Cucinella sull'empatia creativa.
Venerdì 2 ottobre: Città e notte
Dalle 20.30 la serata ragiona sulla notte come infrastruttura e tempo della città: un talk con Panteon Magazine moderato da Jacopo Costanzo sulle architetture della Roma notturna, poi Jacopo Farina ed Ernesta Caviola sulla festa come rito contemporaneo e, alle 21.50, la proiezione del docufilm Antipop, dedicato all'artista Cosmo. In giardino, dalle 19, il dj set di UnFauno e Colas.
Sabato 3 ottobre: Riuso
Alle 10.30 la redazione di About: presenta il numero Radical Reuse; alle 11 il talk Estetica del riuso con Gianpiero Venturini, Esaú Acosta Pérez e Miguel Jaenicke Fontao in dialogo con Luca Montuori; alle 11.30 il progetto della nuova sede di Accademia Costume e Moda nell'ex MAS; alle 12 Rita Topa, project architect di Kengo Kuma and Associates, sul Mattatoio di Porto; alle 12.45 Odile Decq in conversazione con Cristiana Perrella, direttrice del MACRO.
Sabato 3 ottobre: La città è di tutt*
Nel pomeriggio il Design Spot con Mediterranea e DoWeDo, alle 16 un panel sull'urbanistica queer, alle 16.30 la content creator Priscilla Pugliese, alle 17 la tavola rotonda sull'architettura femminista a Roma, alle 18 la lecture di Elena Granata sul suo ultimo libro, con firmacopie dalle 19.30, e alle 18.45 Nina Artioli, direttrice dell'Archivio Gae Aulenti, racconta l'opera dell'architetta.
Sabato 3 ottobre: Edicole
La serata, dalle 20.30, è dedicata alle edicole e al loro abbandono: interviene l'assessora alle Attività produttive di Roma Capitale Valeria Baglio, Giuseppe Arezzi racconta l'Edicola 518 di Perugia, Gaetano Orefice l'esperienza di Santedicola e alle 21.45 Matteo Cirillo porta in scena lo spettacolo «Ce l'ho, ce l'ho, mi manca», sulla vita quotidiana di un edicolante. In giardino il dj set di UnFauno e Funk Pope.
Domenica 4 ottobre: Generazioni e progetto
La mattina guarda la città con gli occhi di bambini, adolescenti e giovani: un talk sull'isolamento adolescenziale con Carlo Martino della Sapienza, Claudia Campone e la psicologa Giada Pappalardo, poi Flavia Sorichetti della rivista Scomodo, alle 12 la lecture di Nasrin Mohiti Asli dello studio Orizzontale sugli spazi giocabili e alle 12.45 Giovanna Castiglioni nel Design Spot «Gli oggetti fanno compagnia».
Domenica 4 ottobre: Politiche e visioni per Roma
Il pomeriggio mette a confronto chi governa la città: alle 15.20 l'assessore all'urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia con il presidente dell'OAR Christian Rocchi, alle 16 la tavola rotonda con i presidenti dei quindici municipi, ciascuno invitato a presentare tre progetti del proprio territorio, alle 18 la lecture «Come costruire una visione» con David Gianotten di OMA, Martin Knuijt di Okra, Luca Galofaro ed Elena Granata, a partire dal progetto Roma Continua; alle 19 le premiazioni dell'Architecture Film Festival.
Il closing di FAR26 con Romadiffusa e Ultravioletto
La sera di domenica 4 ottobre il Festival dell'Architettura di Roma chiude alla Casa dell'Architettura con un'anteprima di Romadiffusa e con la performance audiovisiva Dualities di Ultravioletto.
Cortometraggi di quartiere
Dalle 19.30, in Sala centrale, si proiettano i cortometraggi nati dalla call dell'Architecture Film Festival, lanciata da FAR per raccontare i quartieri di Roma attraverso brevi film.
L'anteprima di Romadiffusa
Romadiffusa è un progetto di city branding che da cinque anni mappa luoghi della città e invita artisti, musicisti e creativi a entrare in relazione con un quartiere diverso a ogni edizione. In attesa di Romadiffusa Esquilino, annunciato per il 10 e 11 ottobre, il giardino della Casa dell'Architettura ospita una serata di anteprima in cui si può ritirare la nuova mappa. Dalle 19.30 il dj set di Virginia WWW, scrittrice, sceneggiatrice ed ex direttrice dell'edizione italiana di Noisey.
Dualities
Dalle 21, in Sala centrale, lo studio di interaction design e arte multimediale Ultravioletto presenta Dualities, performance ispirata alla dualità onda particella della meccanica quantistica: suono e immagini sono generati in tempo reale, senza tracce preregistrate, e ogni esecuzione prende una forma diversa.
Le serate di FAR26: dj set, giardino e Sala centrale
Ogni sera del festival, dalle 19, la Casa dell'Architettura apre il giardino e la Sala centrale con musica, drink e cibo, e ogni giorno sono attivi una libreria e il servizio bar.
Chi suona
UnFauno, artista romano che il festival definisce indietronico e post romantico, creator e cantautore, firma i dj set del 30 settembre, del 2 e del 3 ottobre. Al suo fianco Mondocane, producer romano attivo da quasi vent'anni fra bass music e pulsazioni tribali, autore dell'album racconto Semillas nato da un viaggio di ricerca in Perù; Colas, cioè Emiliano Colasanti, giornalista musicale e cofondatore dell'etichetta 42 Records; Funk Pope, che mescola funk, disco, dub, hip hop e afrobeat.
Le mostre in corso fino al 4 ottobre
Fino alla chiusura restano visitabili tre esposizioni: una selezione di vignette dal volume Satira dell'architetto di Gabriele Neri, Il corpo di Roma a cura di Ernesta Caviola nella Urban gallery e Wastelandscape: in search for an ideal a cura di Carole Lévesque in Sala centrale.
FAR Kids: i laboratori per bambini di domenica 4 ottobre
Domenica 4 ottobre la Casa dell'Architettura dedica la mattina ai più piccoli con due laboratori gratuiti su prenotazione.
La città che vorrei
Dalle 10 SOU Palestrina, in collaborazione con il Master in Design for Children dello IED di Roma, propone una lezione laboratorio per bambine e bambini dai 7 ai 12 anni, invitati a trasformare bisogni e desideri in idee per uno spazio urbano più accogliente. Le prenotazioni passano per il modulo indicato nel programma.
Zattere galleggianti
Alle 11 Raffaele Capasso conduce un workshop per bambini e adulti sul Tevere del futuro: con materiali di riciclo si costruiscono architetture galleggianti che immaginano nuovi modi di abitare l'acqua. Le prenotazioni si fanno per posta elettronica all'indirizzo indicato nel programma ufficiale.
FAR26 a Centocelle e Casal Bruciato: il festival nei quartieri
L'edizione 2026 del Festival dell'Architettura di Roma si è spostata a est, in collaborazione con il Municipio V e il Municipio IV, con due fine settimana di attività gratuite in piazza.
Centocelle, 19 e 20 settembre
A piazza dei Mirti e dintorni FAR ha portato laboratori, live painting, proiezioni, workshop e una cena di quartiere. L'installazione vincitrice del concorso di progettazione si chiama Mammaroma: la firmano Simone Barbi, Emanuele Cremona e Giacomo Montiani dello studio erratacorrige ed è una struttura reticolare alta, in tubi innocenti ancorati a terra, collocata nell'area sud della piazza, già segnata da alberi e sedute, in asse con gli allineamenti urbani principali. Il programma la descrive come un piccolo monumento astratto nel tessuto del quartiere.
Casal Bruciato, 25, 26 e 27 settembre
Il secondo fine settimana si è svolto a piazza Riccardo Balsamo Crivelli, che la voce enciclopedica sul quartiere indica come il punto più elevato della zona, con una seconda installazione vincitrice del concorso.
Le mappe di quartiere
Durante il festival sono condivise le Mappe di quartiere, realizzate in un workshop fra maggio e giugno da architetti e studenti delle facoltà di architettura della Sapienza e di Roma Tre per costruire nuove cartografie urbane condivise.
Design District Esquilino: le vetrine di piazza Vittorio
FAR26 ha lanciato il 18 settembre il Design District Esquilino, primo prototipo di distretto del design del festival, con le vetrine dei negozi di piazza Vittorio Emanuele II abitate da pezzi della scuola romana del design.
Come funziona
La selezione è curata da Alessandro Gorla, in collaborazione con Accademia Costume e Moda e con commercianti e attività culturali della zona. Ogni vetrina ha un QR code che apre le storie e le idee dei designer: espongono fra gli altri Claudia Campone con Black Tie, Millim Studio, Tommaso Garavini, Manufatto Design Studio, Giovanni Botticelli, Jacopo Francesco Montalto con Zaiko, Gianmarco Guarascio, Arianna De Luca, Utol, Paolo D'Arrigo, Andrea De Chirico e Dispensabile.
Gli infopoint
Il programma indica tre infopoint: via dello Statuto 9 e piazza Vittorio Emanuele II 94 e 46. Le vetrine sono nello stesso rione di piazza Manfredo Fanti, ed è comodo abbinarle alla visita al festival.
Chi organizza il Festival dell'Architettura di Roma
FAR nasce dall'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia e dalla Casa dell'Architettura con l'obiettivo dichiarato di far crescere una cultura del progetto che metta al centro i quartieri e li faccia dialogare con i progettisti.
Un festival diffuso
Ogni anno il festival ha il suo centro alla Casa dell'Architettura e si allarga alla città attraverso la collaborazione con i municipi di Roma Capitale. Le edizioni precedenti sono documentate sul sito ufficiale a partire dal 2022.
Le call aperte ai cittadini
Il palinsesto si costruisce anche con bandi aperti: la Call to action invita chiunque a proporre laboratori, talk o attività sullo spazio pubblico, l'Architecture Film Festival raccoglie cortometraggi sulle trasformazioni urbane e il Premio Vescovo premia progetti e tesi sull'accessibilità, nel nome dell'architetto Fabrizio Vescovo, figura di riferimento per l'inclusione delle persone con disabilità.
La direzione
Alice Buzzone, direttrice del festival e segretaria dell'OAR, apre quasi tutte le sessioni; Claudia Ricciardi dirige la Casa dell'Architettura; Dario Boncoraglio coordina il festival; Alessandro Gorla cura la sezione design.
La Casa dell'Architettura nell'Acquario Romano
La Casa dell'Architettura ha sede dal 2002 nell'Acquario Romano, edificio ottocentesco a pianta ellittica al centro di piazza Manfredo Fanti, adibito a questo uso dal Comune di Roma e dall'Ordine degli Architetti dopo un lungo restauro.
Un acquario per la Roma umbertina
L'edificio nacque dall'iniziativa dell'ittiologo Pietro Garganico, che intorno al 1880 propose al Comune una struttura insieme stabilimento di piscicoltura e acquario. Il progetto, pensato in un primo momento per via Nazionale, approdò all'Esquilino, allora uno dei centri dell'urbanizzazione umbertina attorno a piazza Vittorio. Nel 1882 il Comune concesse gratuitamente a Garganico l'area verde di piazza Manfredo Fanti.
Il progetto di Ettore Bernich
L'architetto Ettore Bernich progettò l'edificio, costruito fra il 1885 e il 1887. Ha pianta ellittica, un pronao con edicole che ospitano statue, decorazioni a tema marino, medaglioni fra le cariatidi e un corpo scandito da semicolonne e paraste. All'esterno la piazza fu sistemata sul modello degli square parigini, con un laghetto e ponticelli.
Il giardino
Il piccolo giardino intorno all'edificio è sempre stato parte del progetto, nato con il carattere pittoresco del laghetto e dei ruderi romani. Durante il restauro le presenze archeologiche sono state seguite dalla Sovrintendenza comunale. È questo il giardino che ospita le serate del festival.
L'Esquilino intorno a piazza Manfredo Fanti
Piazza Manfredo Fanti è una piazza rettangolare del rione Esquilino, vicino alla stazione Termini, chiamata dai romani piazza dell'Acquario e occupata quasi tutta da un grande giardino.
Le Mura Serviane
Nella piazza si conservano resti dell'agger, il terrapieno delle Mura Serviane. In età imperiale, ricorda la voce enciclopedica sul rione, il terrapieno delle antiche mura divenne una passeggiata pubblica e nella zona sorsero gli Orti di Mecenate.
Un rione di confine
L'Esquilino è uno dei rioni storici, ma è sempre stato una terra di margine della città antica: una delle etimologie del nome lo collega al latino esquiliae, i sobborghi. Prima di Augusto oltre l'agger si estendevano discariche e sepolcreti; la riforma augustea li coprì con metri di terra di riporto e al loro posto nacquero giardini e ville.
Cosa c'è vicino
A breve distanza si trovano l'Auditorium di Mecenate, riportato alla luce nel 1874, la Porta Alchemica di piazza Vittorio, la basilica di Santa Maria Maggiore e il Nuovo Mercato Esquilino. La scheda della sede è sulla pagina della Casa dell'Architettura.
Come arrivare alla Casa dell'Architettura per FAR26
La Casa dell'Architettura si trova in piazza Manfredo Fanti 47, nel rione Esquilino, vicino alla stazione Termini.
Con i mezzi pubblici
La vicinanza alla stazione Termini rende la piazza facile da raggiungere da ogni parte della città. Per la combinazione migliore dal proprio punto di partenza, il calcolatore di percorso di ATAC indica linee e fermate aggiornate.
A piedi
Le vetrine del Design District di piazza Vittorio Emanuele II sono nello stesso rione dell'Esquilino: conviene unire le due cose nella stessa uscita, a piedi.
In auto
Il consiglio è lasciare l'auto e usare i mezzi pubblici, soprattutto per le serate con dj set del fine settimana, quando l'area intorno a Termini è molto frequentata.
Per le altre sedi
L'appuntamento del 1 ottobre con Estetica del riuso si è tenuto all'ex Mattatoio, in largo Giovanni Battista Marzi 10, sede del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, e il Design Spot off allo showroom Tonin Casa di via Quattro Novembre 151.
Una curiosità su Festival dell'Architettura di Roma 2026 alla Casa dell'Architettura — dal 18 settembre al 4 ottobre 2026
La casa che ospita il festival degli architetti di Roma è nata per i pesci. Pietro Garganico, ittiologo, immaginava intorno al 1880 un acquario pubblico e uno stabilimento di piscicoltura per la nuova capitale, e l'edificio di Ettore Bernich fu costruito con questa vocazione: lo si capisce ancora dalle decorazioni di ambiente marino che si inseriscono fra le statue delle edicole del pronao. La storia, però, prese presto un'altra piega. La società anonima che aveva in gestione l'impianto fallì, la proprietà tornò al Comune e le vasche per i pesci non durarono più di una decina d'anni. Nel frattempo l'edificio ospitò mostre, feste, spettacoli teatrali e cinematografici, perfino spettacoli circensi. È una curiosità che rende il programma di FAR26 meno lontano di quanto sembri dalla sua sede: dj set in giardino, proiezioni di cortometraggi, una performance audiovisiva in Sala centrale e uno spettacolo teatrale sulla vita di un edicolante riportano l'Acquario a quella funzione di luogo di spettacolo e di incontro che ebbe nei suoi primi anni, prima di diventare un deposito. A nostro giudizio è il modo migliore per guardare l'edificio durante il festival: alzare gli occhi sulle cariatidi e sui medaglioni mentre si ascolta un talk sul riuso, tema che qui non è teorico, perché l'Acquario stesso è un esempio di architettura salvata e riconvertita.
Una cosa che non ti dice nessuno su Festival dell'Architettura di Roma 2026 alla Casa dell'Architettura — dal 18 settembre al 4 ottobre 2026
Il festival non è riservato agli architetti. Il programma è pieno di riferimenti ai crediti formativi, e questo può far pensare a una rassegna per addetti ai lavori; in realtà tutti gli eventi sono gratuiti e aperti a chiunque fino a esaurimento posti, e i crediti riguardano solo i professionisti che si registrano sulla piattaforma dell'Ordine. Il progetto Dopolavoro, che anima le serate, è dichiaratamente pensato come una forma di socialità culturale più informale, aperta ad architetti, professionisti di altri ambiti, studenti, creativi e cittadini, senza l'obbligo di seguire un programma. C'è poi un dettaglio pratico che pochi considerano: le giornate sono lunghe e divise in tre blocchi, mattina, pomeriggio e sera, e non serve restare dall'inizio alla fine. Si può scegliere un solo talk, arrivare per la lecture di Mario Cucinella o per quella di Odile Decq, oppure presentarsi direttamente alle 19 per il giardino e la musica. Chi viene con bambini trova la domenica mattina il programma più adatto, con due laboratori su prenotazione. Conviene controllare il programma ufficiale in formato pdf prima di uscire, perché i dettagli di ciascun incontro sono lì e non sui social.
Il consiglio che ti do per visitare Festival dell'Architettura di Roma 2026 alla Casa dell'Architettura — dal 18 settembre al 4 ottobre 2026
Il consiglio è scegliere un pomeriggio e una sera nello stesso giorno, e farne un unico percorso. Sabato 3 ottobre, per esempio, si può cominciare da piazza Vittorio con le vetrine del Design District, entrare alla Casa dell'Architettura per la lecture di Elena Granata alle 18 e per il racconto di Gae Aulenti con Nina Artioli alle 18.45, poi restare per la serata sulle edicole, che chiude con lo spettacolo di Matteo Cirillo, mentre in giardino suonano UnFauno e Funk Pope. Chi preferisce i grandi nomi internazionali punti sulla mattina di sabato, con Kengo Kuma and Associates e Odile Decq, oppure sulla lecture di domenica alle 18 con David Gianotten di OMA. Chi vuole capire dove va Roma ha nella tavola rotonda di domenica alle 16, con i presidenti dei quindici municipi, l'occasione più concreta: ognuno presenta tre progetti del proprio territorio. A nostro giudizio la sera di chiusura, con i cortometraggi di quartiere, l'anteprima di Romadiffusa e Dualities di Ultravioletto alle 21, vale da sola l'uscita. Conviene arrivare presto per i posti a sedere nei talk più attesi, visto che l'ingresso è libero fino a esaurimento.
I temi di FAR26: materia, riuso, notte e città per tutti
Le giornate conclusive del Festival dell'Architettura di Roma 2026 sono costruite su sei temi, uno per ogni blocco di programma, che tengono insieme progetto, politica urbana e cultura contemporanea.
La pietra
La giornata con la rete Pietra Naturale Autentica parte dal passato, con le cave e il commercio dei marmi nella Roma dei papi, per arrivare al progetto contemporaneo, dove la pietra è intesa come elemento generatore e non come semplice rivestimento.
Il riuso
Estetica del riuso, progetto collettivo di New Generations e VIC, Vivero de Iniciativas Ciudadanas, con il supporto di Roma Capitale e di Roma Tre, pone una domanda radicale: si può immaginare una città in cui tutti i materiali da costruzione vengano riutilizzati?
La notte
La serata Città e notte tratta la notte come tempo della città e non solo come problema di sicurezza o rumore, e lega il diritto alla notte al diritto alla cultura e all'incontro.
L'accessibilità
Progettare la longevità, il Premio Vescovo e la lecture di Elena Granata ruotano intorno all'idea di una città accessibile, capace di rispondere ai bisogni di tutte e tutti, dagli anziani ai bambini.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Centocelle prende il nome da antiche rovine, ma pochi ricordano da dove venga esattamente il toponimo e che cosa sia successo lì nel Novecento. Il nome deriva dalla villa romana ad Duas Lauros, ai due allori, che per le sue dimensioni fu chiamata Centum Cellae, per indicare le estese rovine antiche; la villa era parte di una grande proprietà imperiale identificata con la residenza dell'imperatrice Elena e fu ancora in uso nel V secolo, quando le fonti vi collocano la morte di Valentiniano III. Il nome Centocelle è attestato dal 1523, e la torre omonima fu costruita già nel XII secolo a controllo della via consolare. Il quartiere moderno nacque con l'aeroporto, il primo d'Italia, legato al 15 aprile 1909, quando Wilbur Wright venne a dare dimostrazioni del suo Flyer e girò, secondo la voce enciclopedica, il primo filmato in assoluto da un aereo in volo. Negli anni quaranta il centro del quartiere era piazza dei Mirti, con la via principale in via dei Castani fiancheggiata da case basse: proprio in quella piazza FAR26 ha costruito quest'anno la sua installazione Mammaroma. È un dettaglio che rende la scelta del festival meno casuale: l'architettura contemporanea è tornata nella piazza che fu il primo cuore civico di un quartiere nato intorno a un campo di volo.
La foto giusta da fare a Festival dell'Architettura di Roma 2026 alla Casa dell'Architettura — dal 18 settembre al 4 ottobre 2026
L'inquadratura che racconta meglio il festival è la facciata dell'Acquario Romano vista dal giardino all'ora del tramonto, quando si accendono le luci della sera e cominciano i dj set. Il pronao con le edicole e le statue, le cariatidi e le semicolonne del corpo ellittico funzionano bene con un obiettivo normale, scattando dal fondo del giardino per tenere dentro sia l'edificio sia il pubblico che si raccoglie davanti. Chi vuole un'immagine più grafica cerchi i dettagli delle decorazioni marine fra le statue: sono il ricordo della funzione originaria dell'edificio e danno una foto che si capisce senza didascalia. Dentro, la Sala centrale offre la sua curva ellittica durante le proiezioni e la performance di Ultravioletto, quando immagini generate in tempo reale riempiono lo spazio; in quel caso conviene evitare il flash, che appiattisce i contrasti e disturba chi guarda. Per una seconda foto, prima o dopo il festival, le vetrine del Design District di piazza Vittorio con il QR code in primo piano danno l'idea del festival diffuso meglio di qualunque inquadratura d'insieme. Il consiglio è scattare poco durante i talk e molto in giardino: è lì che il festival diventa una festa di quartiere.
Come organizzare una serata a FAR26
Una serata al Festival dell'Architettura di Roma si organizza bene partendo dal blocco serale, che comincia alle 20.30 il venerdì e il sabato e alle 19.30 la domenica, con il giardino aperto già dalle 19.
Prima
Il tardo pomeriggio è il momento per le vetrine di piazza Vittorio e per una passeggiata fra i portici della piazza. Chi arriva per l'ultima lecture del pomeriggio entra direttamente nella Sala centrale.
Durante
Nei talk serali conviene sedersi presto; poi ci si sposta in giardino per il dj set, con drink e cibo serviti alla Casa dell'Architettura.
Dopo
Per il rientro è prudente controllare in anticipo l'ultima corsa utile sul sito di ATAC.
Dove mangiare all'Esquilino prima o dopo il festival
Alla Casa dell'Architettura, ogni sera del festival dalle 19, sono attivi bar e cucina in giardino: è la soluzione più semplice per chi vuole restare fino alla fine.
Intorno a piazza Vittorio
Le strade intorno a piazza Vittorio offrono locali di ogni tipo e fascia di prezzo, adatti a una cena veloce prima del blocco serale. Per la spesa e per un assaggio diurno, il Nuovo Mercato Esquilino è nello stesso rione.
Il consiglio
Conviene mangiare prima del blocco serale, oppure affidarsi alla cucina del festival: nelle serate del fine settimana i locali della zona si riempiono in fretta.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Acquario Romano attraversa quasi un secolo e mezzo di vita della città. Nel 1882 il Comune concesse a Pietro Garganico il terreno di piazza Manfredo Fanti, isolato lasciato libero da costruzioni residenziali e destinato così a uno spazio ricreativo; fra il 1885 e il 1887 l'edificio di Ettore Bernich fu costruito, probabilmente con il concorso delle società immobiliari che stavano edificando il quartiere. La gestione affidata a una società anonima finì presto in fallimento e l'impianto tornò al Comune; le vasche durarono una decina d'anni, e intanto l'Acquario divenne sala per mostre, feste, teatro, cinema e circo. Dagli anni trenta del Novecento l'edificio fu trasformato in deposito polifunzionale: magazzino per il vicino Teatro dell'Opera e sede di uffici comunali di seconda linea, come i servizi elettorali e di assistenza, mentre si susseguivano proposte di riuso e persino di demolizione. Nel 1984 fu sgomberato e dal 1985 cominciò un lungo restauro, pensato per restituirne l'immagine originale, durante il quale le emergenze archeologiche del giardino furono affidate alla Sovrintendenza comunale. Nel 2002, a restauro completato, il Comune e l'Ordine degli Architetti ne fecero la Casa dell'Architettura. Pochi metri più in là, i resti dell'agger delle Mura Serviane ricordano che la piazza sorge sul confine della città più antica.
Accessibilità, bambini e informazioni pratiche
Tutti gli eventi del Festival dell'Architettura di Roma 2026 sono gratuiti e a ingresso libero fino a esaurimento posti, con prenotazione consigliata per alcuni appuntamenti.
Accessibilità
Il festival dedica un'intera tavola rotonda all'architettura senza barriere. Per le condizioni di accesso alla Sala centrale e al giardino, chi ha esigenze specifiche fa bene a contattare in anticipo la Casa dell'Architettura attraverso i canali indicati sul sito del festival.
Con i bambini
La domenica mattina è pensata per le famiglie: il laboratorio La città che vorrei per i bambini dai 7 ai 12 anni e il workshop sulle zattere galleggianti, entrambi su prenotazione. In giardino si svolge anche un laboratorio per ragazzi a cura di SOU Palestrina e IED.
Chi è passato da Festival dell'Architettura di Roma 2026 alla Casa dell'Architettura — dal 18 settembre al 4 ottobre 2026
Nelle tre giornate finali passano dalla Casa dell'Architettura alcuni nomi di primo piano dell'architettura internazionale e italiana. Odile Decq, in un incontro dedicato al progetto del MACRO, il Museo d'Arte Contemporanea di Roma, dialoga con la direttrice Cristiana Perrella; Rita Topa, project architect dello studio di Kengo Kuma, racconta la rigenerazione del Mattatoio di Porto; David Gianotten, dello studio OMA, e Martin Knuijt, dello studio Okra, partecipano con Luca Galofaro, Alessandro Cambi ed Elena Granata alla lecture su come costruire una visione per Roma. Mario Cucinella parla di empatia creativa, Gabriele Sacchi porta l'esperienza di Carlo Ratti Associati, Giovanna Castiglioni dialoga sugli oggetti che fanno compagnia, Nina Artioli racconta Gae Aulenti, di cui dirige l'archivio. Accanto agli architetti siedono gli amministratori: l'assessore all'urbanistica Maurizio Veloccia, l'assessora Valeria Baglio, il presidente del Consiglio nazionale degli architetti Alessandro Panci e i presidenti dei municipi. Nella storia dell'edificio, invece, sono passati per quasi un secolo i depositi del Teatro dell'Opera, e prima ancora il pubblico delle feste, del cinema e del circo dell'Acquario ottocentesco.
Altri luoghi da unire alla visita
Chi ha tempo nei giorni del festival trova intorno all'Esquilino e lungo il percorso dei temi di FAR26 diversi luoghi pertinenti.
Il MACRO
Dopo il talk di Odile Decq, dedicato al progetto del MACRO, il MACRO è la visita naturale per vedere dal vero l'architettura di cui si è parlato.
L'ex Mattatoio
L'ex Mattatoio, in largo Giovanni Battista Marzi, sede del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, è un esempio romano di riuso del patrimonio industriale, tema centrale del sabato mattina.
Le terme e i musei vicini
Dall'altra parte di Termini si trovano Palazzo Massimo alle Terme e le Terme di Diocleziano.
Domande frequenti sul Festival dell'Architettura di Roma 2026
Quando finisce il Festival dell'Architettura di Roma 2026?
Il Festival dell'Architettura di Roma 2026 si chiude domenica 4 ottobre alla Casa dell'Architettura, in piazza Manfredo Fanti 47. La serata finale comincia alle 19.30 con i cortometraggi di quartiere e l'anteprima di Romadiffusa e termina con la performance audiovisiva Dualities di Ultravioletto, dalle 21 in Sala centrale.
Quanto costa entrare a FAR26?
FAR26 è gratuito: tutti gli eventi del Festival dell'Architettura di Roma sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per alcuni appuntamenti, come i laboratori per bambini della domenica mattina, l'organizzazione consiglia o richiede la prenotazione con le modalità indicate nel programma ufficiale.
Dove si trova la Casa dell'Architettura?
La Casa dell'Architettura si trova in piazza Manfredo Fanti 47, nel rione Esquilino, vicino alla stazione Termini, dentro l'edificio ottocentesco dell'Acquario Romano. Per arrivare con i mezzi dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.
Il Festival dell'Architettura di Roma è solo per architetti?
No, il Festival dell'Architettura di Roma è aperto a tutti. I crediti formativi riguardano solo gli architetti che si registrano sulla piattaforma dell'Ordine, mentre talk, lecture, proiezioni, laboratori e dj set sono pensati anche per studenti, creativi, famiglie e cittadini.
A che ora cominciano le serate di FAR26?
Le serate del Festival dell'Architettura di Roma 2026 cominciano alle 19 in giardino alla Casa dell'Architettura, con dj set, bar e cucina. I blocchi serali con talk e spettacoli partono alle 20.30 il 2 e il 3 ottobre e alle 19.30 domenica 4.
Ci sono attività per bambini al Festival dell'Architettura?
Sì, domenica 4 ottobre il Festival dell'Architettura di Roma propone FAR Kids: dalle 10 il laboratorio La città che vorrei per bambini dai 7 ai 12 anni con SOU Palestrina e IED, alle 11 il workshop sulle zattere galleggianti con materiali di riciclo. Entrambi richiedono prenotazione.
Chi parla agli ultimi giorni del festival?
Agli ultimi giorni del Festival dell'Architettura di Roma intervengono fra gli altri Mario Cucinella, Odile Decq con Cristiana Perrella, Rita Topa dello studio di Kengo Kuma, David Gianotten di OMA, Elena Granata, Nina Artioli per l'Archivio Gae Aulenti e i presidenti dei quindici municipi di Roma.
Che cos'è il Design District Esquilino?
Il Design District Esquilino è il primo prototipo di distretto del design lanciato da FAR26: le vetrine dei negozi di piazza Vittorio Emanuele II ospitano pezzi di designer romani selezionati da Alessandro Gorla, con QR code che raccontano idee e progetti. Gli infopoint sono in via dello Statuto e in piazza Vittorio.
Il consiglio finale sul Festival dell'Architettura di Roma 2026
A nostro giudizio il Festival dell'Architettura di Roma è uno degli appuntamenti gratuiti più ricchi dell'autunno romano, e le ultime tre giornate ne concentrano il meglio: architetti di fama internazionale, amministratori chiamati a rispondere sul futuro della città, temi concreti come il riuso, la notte e l'accessibilità, e sere in giardino con la musica. Il consiglio è scegliere almeno un talk e una serata, arrivare con anticipo per i posti a sedere e lasciarsi un po' di tempo per guardare l'edificio che ospita tutto questo: un acquario ottocentesco diventato, dopo decenni da magazzino, la casa degli architetti di Roma.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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