E Morte non avrà dominio di Vinicio Capossela al Teatro Olimpico — 3 e 4 ottobre 2026
E Morte non avrà dominio, la prima ballad opera di Vinicio Capossela, debutta in prima nazionale al Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17, sabato 3 ottobre 2026 alle 21 e domenica 4 ottobre alle 17, dentro il cartellone del Romaeuropa Festival. In scena con Capossela c'è Pierpaolo Capovilla; lo spettacolo dura circa 120 minuti. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio; da Termini c'è anche l'autobus 910 fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri dal teatro. Il prezzo pubblicato da Romaeuropa va da 30 a 60 euro, più i diritti di prevendita. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival, sul sito ufficiale della sede e al botteghino del teatro; il box office di Romaeuropa risponde allo 06 4555 3050.
Capossela a Roma, di solito, significa un concerto. Questa volta è un'altra cosa: un'opera per voci nata dalla radio, costruita su quindici canzoni mai ascoltate prima e su un testo che il poeta gallese Dylan Thomas scrisse per essere ascoltato più che visto. È la sera in cui la tournée comincia, e chi è in sala sente il lavoro nella sua forma più fresca, prima che le repliche lo levighino. Di seguito trovate lo spettacolo, gli interpreti, le date, i prezzi, la storia della sala del Flaminio e tutto quello che serve per organizzare la serata.
E Morte non avrà dominio: che spettacolo è
E Morte non avrà dominio è una ballad opera con testi e musiche di Vinicio Capossela, liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall'opera di Dylan Thomas, con la regia del collettivo La Cùpa. Il comunicato ufficiale la presenta come la prima ballad opera dell'artista e la definisce un musical radiofonico immerso nel buio. La produzione è di IMARTS, Fondazione Teatro Due di Parma e La Cùpa.
Dal radiodramma al palcoscenico
Il lavoro ha una storia precisa. Capossela lo ha presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino, poi Rai Radio3 ha trasmesso il radiodramma Sotto il bosco di latte, costruito attorno a Under Milk Wood, il poema per voci di Dylan Thomas. Lo spettacolo del Teatro Olimpico è lo sviluppo di quel radiodramma: la radio resta la matrice, il teatro diventa il luogo in cui quelle voci prendono corpo.
La vasca, il gatto, il villaggio
Al centro della scena c'è un uomo adagiato in una vasca da bagno vuota, solo con un gatto, come in un'arca di Noè. È insieme Renato, Dylan Thomas e Capitan Gatto, il marinaio cieco che nel testo di Thomas è il personaggio centrale. Intorno a lui si affollano i caratteri, le voci e le ossessioni degli abitanti di Llareggub, il villaggio in riva al mare inventato dal poeta gallese. La presentazione ufficiale parla di un recinto di innocenza assediato dal mondo della legge, del potere e dell'ordine.
Quindici canzoni inedite
Il dato che conta, per chi segue Capossela, è questo: le quindici canzoni originali scritte per l'opera il pubblico le ascolterà per la prima volta, e secondo il comunicato andranno a comporre il prossimo disco dell'artista. Chi è in sala a Roma, dunque, sente in anteprima un album che ancora non esiste. Le canzoni si intrecciano alla narrazione in una partitura che il comunicato descrive come teatrale e musicale insieme.
Una comunità in scena
Accanto ai due protagonisti ci sono musicisti, cantanti d'opera, interpreti e voci registrate: una comunità in continua metamorfosi, con presenze che si rincorrono come segnali radio. I nomi degli interpreti non sono pubblicati nei crediti, che riportano la formula interpreti vari. Regia, messa in scena, scenofonia e luci sono firmate dal collettivo La Cùpa, lo stesso nome della società che cura il lavoro di Capossela.
Uno spettacolo a vita breve
La produzione è pensata per durare una sola stagione teatrale. È una scelta rara nel teatro musicale, dove gli spettacoli di successo tendono a girare per anni, e ha una conseguenza pratica evidente: chi lo perde adesso difficilmente avrà un'altra occasione di vederlo in questa forma.
Date, orari e biglietti di E Morte non avrà dominio a Roma
E Morte non avrà dominio va in scena al Teatro Olimpico sabato 3 ottobre 2026 alle 21 e domenica 4 ottobre alle 17, con biglietti da 30 a 60 euro più i diritti di prevendita. Sono le uniche due date romane della tournée, ed è la prima nazionale.
Due recite, due atmosfere
La recita del sabato sera ha il pubblico del debutto: addetti ai lavori, abbonati del festival, gli ascoltatori più fedeli di Capossela. Con 120 minuti di spettacolo si esce verso le 23. La domenica pomeriggio si esce verso le 19, con il tempo per una cena al Flaminio o per rientrare fuori Roma senza guidare di notte.
Prezzi e Passepartout
La pagina ufficiale del Romaeuropa Festival indica un prezzo da 30 a 60 euro più i diritti di prevendita. Lo spettacolo rientra anche nella formula Passepartout del festival, con un valore indicato da 5 a 6: chi ha già un abbonamento a più spettacoli del festival deve verificare lì come usarlo.
Dove comprare
I canali ufficiali sono tre: il sito del Romaeuropa Festival, la pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Olimpico e il botteghino del teatro. Il box office di Romaeuropa risponde allo 06 4555 3050 e su WhatsApp, il lunedì dalle 14 alle 18 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Il teatro risponde all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.
Chi è Vinicio Capossela
Vinicio Capossela è un cantautore, polistrumentista e scrittore nato a Hannover il 14 dicembre 1965, con 14 album, 5 libri e 4 film all'attivo secondo la biografia ufficiale diffusa da Romaeuropa. È tra gli artisti più premiati dal Club Tenco, con sei Targhe Tenco e un Premio Tenco alla carriera.
Irpinia, Emilia, Guccini
Nasce in Germania da genitori irpini, il padre di Calitri e la madre di Andretta, e il nome Vinicio è un omaggio del padre a un fisarmonicista molto popolare negli anni Sessanta. La famiglia torna presto in Italia e si stabilisce a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Capossela cresce nei circuiti underground dell'Emilia Romagna finché Francesco Guccini lo nota e lo porta al Club Tenco.
Gli anni Novanta: da All'una e trentacinque circa al Ballo di San Vito
L'esordio, All'una e trentacinque circa, esce nel 1990 prodotto da Renzo Fantini e vince la Targa Tenco come migliore opera prima. Seguono Modì, con la ballata dedicata ad Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne, e Camera a sud, che contiene Che coss'è l'amor e Zampanò, ispirata alla Strada di Fellini; il tour del 1995 lo porta al Théâtre de la Ville di Parigi. Nel 1996 arriva Il ballo di San Vito, il disco della svolta, pieno di riferimenti letterari, da John Fante a Chaucer, e segnato dall'influenza di Tom Waits.
Il Duemila: Canzoni a manovella, Ovunque proteggi, Marinai, profeti e balene
Canzoni a manovella, del 2000, vince la Targa Tenco come miglior album a pari merito con un disco di Francesco De Gregori. Ovunque proteggi, del 2006, con Marc Ribot alla chitarra, vince un'altra Targa e raggiunge il secondo posto in classifica. Nel 2010 Capossela canta al Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni, a Roma. Nel 2011 esce Marinai, profeti e balene, con il tour in cui, ricorda la biografia ufficiale, le canzoni vibravano dentro le costole della balena; nel 2012 Rebetiko Gymnastas, il disco greco.
Libri, Sponz Fest e la trilogia della Cupa
Dal 2013 Capossela inventa e dirige lo Sponz Fest, in Alta Irpinia: un festival che la biografia ufficiale chiama opera paese, in cui musica, letteratura, cinema e teatro dialogano con il territorio e con chi ci abita. Nel 2015 Feltrinelli pubblica Il paese dei Coppoloni, candidato al Premio Strega e vincitore del Premio Dante Strega; nel 2016 esce il doppio Canzoni della Cupa, con i tour Polvere e Ombra. Nel 2017 riceve il Premio Tenco alla carriera.
Ballate per uomini e bestie e la radio
Ballate per uomini e bestie, del 2019, con la sua iconografia medievale, vince la Targa Tenco come miglior album in assoluto dell'anno. Accanto ai dischi c'è una lunga fedeltà alla radio: il Canto di Natale del 2001, I cerini di Santo Nicola nel 2002, le Radiocapitolazioni nel 2004, la fiaba Il gigante e il mago nel 2009, Ombre radio nel 2016 e il podcast Conciati per le feste nel 2024. E Morte non avrà dominio nasce esattamente da questa linea.
Ogni tour, un mondo
La biografia diffusa da Romaeuropa insiste su un punto: da vent'anni ogni tour di Capossela è l'occasione per reinventare un mondo teatrale. Le rovine e il mito di Ovunque proteggi, i sonetti di Michelangelo nel 2007, il Solo Show del 2009 con il mago Christopher Wonder, il teatro d'ombre di Ombre nell'inverno. La ballad opera è il passo successivo, e il più radicale: per la prima volta la forma è dichiaratamente teatrale fin dal titolo.
Pierpaolo Capovilla, l'uomo nella vasca
Pierpaolo Capovilla, nato a Varese il 18 febbraio 1968, è il cantante e fondatore degli One Dimensional Man e del Teatro degli Orrori, ed è il protagonista in scena di E Morte non avrà dominio. Capossela lo ha invitato a occupare la vasca da bagno al centro del palco, e il comunicato lo descrive come guida, naufrago e custode di memorie.
Dal noise rock al Teatro degli Orrori
Cresciuto a Quinto di Treviso, comincia a suonare il basso a 14 anni. Nel 1996 fonda con Massimo Sartor gli One Dimensional Man, formazione noise rock di cui è voce e autore. Nel 2005 dà vita al Teatro degli Orrori, in cui canta in italiano: quattro album per La Tempesta, da Dell'impero delle tenebre del 2007 fino al disco omonimo del 2015. Dopo lo scioglimento del gruppo nasce il progetto Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri, con un primo album nel 2022.
Reading, poesia, teatro
Capovilla ha una lunga pratica della parola detta in scena: nel 2011 porta in tour un reading dei testi di Vladimir Majakovskij, nel 2013 un reading di Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo. Ha interpretato le poesie di Emidio Paolucci e, nel 2026, un'audioguida per la collezione permanente del MART di Rovereto. È il tipo di interprete che una ballad opera richiede: un cantante rock abituato a reggere la parola da solo.
Le città di pianura
Nel 2025 Capovilla è coprotagonista del film Le città di pianura di Francesco Sossai, che gli vale nel 2026 la candidatura al David di Donatello come miglior attore protagonista. Il riferimento non è casuale: Capossela, nel comunicato, cita proprio quel film come esempio recente di racconto sull'amicizia maschile, lo stesso tema che attraversa lo spettacolo, insieme all'epica del fallimento e all'amore per i cattivi maestri.
Dylan Thomas e Renato Striglia: le due radici dell'opera
E Morte non avrà dominio è dedicato alla memoria di Renato Striglia, dj radiofonico e amico di Capossela scomparso prematuramente, che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood di Dylan Thomas senza portarla a termine. Lo spettacolo è, prima di tutto, il compimento di un progetto rimasto a metà.
Il rock dj che voleva fare Thomas
La presentazione ufficiale descrive Striglia come un rock dj radiofonico e un beautiful loser, e colloca in lui l'origine di tutto: Sotto il bosco di latte era l'opera che Renato voleva realizzare e non realizzò. Capossela, nel comunicato, dice che la storia nasce da una morte e da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte. Il titolo stesso, del resto, prende la morte di petto e le nega l'ultima parola.
Llareggub, il villaggio dichiarato pazzo
Under Milk Wood è un'opera per voci ambientata a Llareggub, villaggio gallese sul mare inventato da Thomas per la radio. Capossela racconta che il poeta aveva pensato di intitolarla alla città che era pazza: un villaggio dichiarato collettivamente folle perché ognuno è semplicemente come è. La sua ballad opera tiene questo nucleo e lo porta dentro una stanza buia intorno a una vasca, dove vive quell'umanità, mentre fuori resta il mondo che conosciamo.
Una curiosità su E Morte non avrà dominio di Vinicio Capossela al Teatro Olimpico — 3 e 4 ottobre 2026
Il personaggio al centro di E Morte non avrà dominio non è uno, ma tre: l'uomo nella vasca è insieme Renato Striglia, il poeta Dylan Thomas e Capitan Gatto, il marinaio cieco di Under Milk Wood. La presentazione ufficiale lo chiama, con un'immagine presa dal testo, il Noè della baia nella sua arca rattoppata.
È una scelta di drammaturgia che dice molto del metodo di Capossela. Il personaggio reale, l'amico scomparso, l'autore del testo e la sua creatura si sovrappongono nello stesso corpo, quello di Pierpaolo Capovilla, e il pubblico non deve sapere in ogni momento chi sta parlando. È il procedimento della radio, dove una voce può essere chiunque, trasportato su un palcoscenico.
La seconda curiosità riguarda il gatto. Tra le cose in disuso che Capossela dice di voler celebrare con questa ballad opera, accanto al rock and roll, all'ammutinamento e alla fragorosa solitudine, c'è la felinità. In scena Capovilla è solo con un gatto, e Capitan Gatto porta il nome dell'animale anche nella traduzione italiana. In un'opera che parla di innocenza e di ribellione, il gatto è l'animale giusto: domestico e indomabile nello stesso momento. Chi conosce i bestiari di Capossela, dal disco del 2019 all'EP Bestiario d'amore del 2020, riconoscerà un'ossessione antica.
Romaeuropa Festival 2026: perché il debutto è a Roma
E Morte non avrà dominio è una prima nazionale del Romaeuropa Festival 2026, che la presenta nelle sezioni musica e teatro. Il festival, organizzato dalla Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura, è da decenni uno dei principali appuntamenti autunnali di Roma per la scena contemporanea: danza, teatro, musica e arti digitali, con artisti da tutto il mondo.
Un festival che produce
Romaeuropa non si limita a ospitare spettacoli finiti. Buona parte del suo cartellone è fatta di debutti e coproduzioni, e il festival è abituato a far nascere lavori che poi girano in Italia e all'estero. Il debutto della ballad opera di Capossela a Roma, con la tournée che parte da qui, si inserisce in questa logica: il festival come luogo del primo incontro tra un'opera e il suo pubblico. Per un quadro del cartellone c'è la nostra guida al Romaeuropa Festival 2026.
Il Teatro Olimpico: da cinema degli anni Trenta a casa dello spettacolo
Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano nasce come Cine-Teatro Olimpico nel 1936 e prende il nome di Teatro Olimpico nel 1981. È affacciato sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte dei concerti dell'Accademia Filarmonica Romana.
Un isolato degli anni Trenta
L'isolato che contiene il teatro fu costruito tra il 1935 e il 1936 per la Società Generale Immobiliare, negli anni in cui nascevano il quartiere Flaminio e, sull'altra riva, il Foro Italico. Per due decenni la sala funzionò soprattutto come cinema, con numeri di avanspettacolo negli intervalli tra una proiezione e l'altra: per questo ebbe fin dall'inizio camerini e attrezzature da teatro accanto alle macchine per la proiezione.
La Filarmonica e Adriana Panni
Nel secondo dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana prese in affitto la sala per la sua stagione, e sotto la presidenza di Adriana Panni visse un periodo di grande vitalità. Fino alla fine degli anni Settanta l'Olimpico alternò musica e cinema. Poi la società proprietaria e l'ente cinematografico fallirono, e il teatro fu messo in vendita.
1980: una sala comprata dai cittadini
Adriana Panni promosse allora una sottoscrizione che riunì molti cittadini in una società per azioni, la Teatro Olimpico spa, che nel 1980 acquistò l'immobile. Dal 1981 il cartellone si apre alla prosa, alla danza e ai grandi nomi dello spettacolo. Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche Agis, l'Olimpico era il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per numero di spettatori.
Una cosa che non ti dice nessuno su E Morte non avrà dominio di Vinicio Capossela al Teatro Olimpico — 3 e 4 ottobre 2026
Chi va al Teatro Olimpico per E Morte non avrà dominio deve sapere che non ascolterà un concerto di Capossela: lo spettacolo è costruito su quindici canzoni nuove, e i brani di repertorio non sono annunciati. Il comunicato parla solo di canzoni originali composte per l'opera, che il pubblico ascolterà per la prima volta.
Sembra un dettaglio, ed è invece la cosa più importante da sapere prima di comprare il biglietto. Chi si aspetta Che coss'è l'amor o Il ballo di San Vito rischia di restare deluso; chi entra sapendo di assistere alla nascita di un disco ha tutto da guadagnare. La presentazione parla di un musical radiofonico immerso nel buio: la luce sarà poca, le voci molte, e una parte arriverà registrata.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda il palco. Chi entra all'Olimpico passa nel foyer e nei corridoi davanti a scenografie create da grandi artisti del Novecento per spettacoli andati in scena proprio lì: le forme dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij del 1975, il fondale di Giacomo Manzù per l'Histoire du soldat del 1966, la scultura di Mirko per i Tre misteri di Niccolò Castiglioni del 1968. La sala ha una lunga storia di incontri tra musica e teatro, e una ballad opera è ospite coerente di quella storia. Arrivate venti minuti prima e alzate lo sguardo.
La sala e dove sedersi per la ballad opera
La sala del Teatro Olimpico ha 1.410 posti, 966 in platea e 444 in galleria, con la platea disposta ad anfiteatro in pendenza. Per uno spettacolo fatto di buio, voci e dettagli, la scelta del posto conta.
La platea ad anfiteatro
I posti di platea salgono verso il fondo su file a quota costante: chi è nelle file posteriori vede sopra le teste di chi è davanti. È un vantaggio netto rispetto alle platee piane di molti teatri storici. Per una messa in scena che gioca con la penombra, le file centrali della platea sono le più indicate.
La galleria a ferro di cavallo
La galleria ha forma a ferro di cavallo con gradinate su linee curve. I settori centrali guardano il palco di fronte e offrono una visione d'insieme utile quando la scena è popolata da molte presenze; quelli laterali lo vedono di sbieco.
Il consiglio che ti do per visitare E Morte non avrà dominio di Vinicio Capossela al Teatro Olimpico — 3 e 4 ottobre 2026
Il consiglio è scegliere la prima, sabato 3 ottobre alle 21, e prepararsi leggendo qualcosa di Dylan Thomas o ascoltando il radiodramma Sotto il bosco di latte, disponibile su RaiPlay Sound secondo il comunicato dell'artista. Arrivare sapendo chi è Capitan Gatto e che cos'è Llareggub cambia il modo in cui si segue lo spettacolo.
La prima nazionale ha un valore che le repliche non hanno. È la sera in cui un lavoro nuovo incontra per la prima volta il pubblico, e chi è in sala vede anche le incertezze, le pause, la tensione di chi sale sul palco senza sapere come reagirà la platea. Per un'opera destinata a vivere una sola stagione, esserci all'inizio ha un senso preciso.
Se il sabato non è possibile, la domenica alle 17 ha altri pregi: una sala più rilassata e l'uscita alle 19, con il Tevere ancora in luce. Il secondo consiglio riguarda il viaggio: nelle sere di spettacolo le strade intorno a piazza Gentile da Fabriano si riempiono, e il parcheggio all'ultimo minuto è una lotteria. Metro A fino a Flaminio, tram 2 fino a piazza Mancini e cinque minuti a piedi sono la soluzione più affidabile. Infine, non cercate i successi di repertorio: lasciatevi portare dalle canzoni nuove.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il Teatro Olimpico non appartiene a un ente pubblico né a un grande gruppo: è di una società per azioni nata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini, promossa da Adriana Panni, allora presidente dell'Accademia Filarmonica Romana. A Roma lo sanno in molti, ma lo si ricorda poco.
Alla fine degli anni Settanta il teatro rischiava di sparire. La società proprietaria dell'edificio e l'ente cinematografico che lo gestiva erano falliti, e un grande cinema di quartiere poteva diventare qualunque altra cosa. Panni riunì professionisti, imprenditori, intellettuali e semplici appassionati di musica, e la nuova società, partecipata anche dall'Accademia, comprò l'immobile dalla Società Generale Immobiliare. Lo possiede ancora oggi.
La conseguenza si legge nel cartellone. Un teatro privato che deve reggersi da solo ha bisogno di sale piene, e questo spiega l'apertura, dal 1981, alla comicità di grande richiamo, alla danza internazionale, ai concerti. Accanto, però, l'Olimpico ha sempre tenuto la porta aperta alla musica colta e ai festival: la Filarmonica lungo tutto l'anno, Romaeuropa in autunno. La ballad opera di Capossela, prodotta fuori dai circuiti commerciali e ospitata da un festival, è figlia di questo equilibrio. Quando vi sedete in platea siete ospiti di una sala salvata da un gruppo di cittadini: vale la pena saperlo.
Come arrivare al Teatro Olimpico per E Morte non avrà dominio
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove sono circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. È il percorso indicato dal teatro stesso, e il più semplice per chi arriva dal centro o da Termini.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio della linea A, in piazzale Flaminio, si prende il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini. Da lì si cammina su viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano: cinque minuti. Da Termini lo schema non cambia: metro A fino a Flaminio, poi il tram.
Autobus
Il teatro indica come linee con fermata nelle vicinanze il 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911. Il 910 parte da Termini in direzione Mancini: si scende alla fermata Pannini, si gira su viale del Pinturicchio e si cammina per circa 300 metri. Al capolinea di piazza Mancini arrivano anche il 200, il 201, il 53 e la notturna n24, utile dopo la recita del sabato.
In auto
Dal centro si prende viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia, il lungotevere Arnaldo da Brescia e il lungotevere delle Navi fino al lungotevere Flaminio. Da nord si segue il lungotevere Maresciallo Diaz fino al Foro Italico, si attraversa il ponte Duca d'Aosta e si gira a destra verso piazza Gentile da Fabriano. Da fuori Roma, dal Raccordo si prende la Salaria o la Flaminia in direzione Stadio Olimpico. Il parcheggio, nelle sere di spettacolo, è il vero problema.
La foto giusta da fare a E Morte non avrà dominio di Vinicio Capossela al Teatro Olimpico — 3 e 4 ottobre 2026
La foto giusta, per la ballad opera di Capossela, si fa fuori dal teatro, dal Ponte della Musica, che attraversa il Tevere proprio davanti a piazza Gentile da Fabriano. Il teatro stesso cita il ponte tra i nuovi luoghi che hanno trasformato il Flaminio in un polo della cultura, insieme all'Auditorium e al MAXXI.
Il ponte offre una doppia inquadratura. Da una parte la facciata razionalista del teatro, con l'alto zoccolo di travertino e le cornici chiare di porte e finestre, riportata dal restauro all'aspetto originario. Dall'altra la riva del Foro Italico, costruito negli stessi anni. Il sabato sera, con le luci accese e il fiume scuro, è la foto che racconta dove siete stati meglio di un selfie davanti alla locandina. La domenica, uscendo alle 19 di un pomeriggio di inizio ottobre, si ha ancora un po' di luce radente sul Tevere.
Dentro, durante lo spettacolo, niente foto e niente video. Vale sempre, ma qui più che mai: un musical radiofonico immerso nel buio vive della penombra, e il bagliore di uno schermo in platea la cancella per tutte le file dietro. Se volete un ricordo della sala, fotografate prima dell'inizio le scenografie storiche del foyer, a luci accese. È anche l'unico modo di portarsi a casa un Manzù.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È forse la data più importante della storia musicale della sala, e dice quale peso avesse l'Accademia Filarmonica Romana nella vita culturale della città.
Negli anni successivi l'Olimpico ospitò allestimenti in cui arte e musica si incontravano: l'Histoire du soldat di Stravinskij, dall'11 al 14 ottobre 1966, con il fondale di Giacomo Manzù; i Tre misteri di Niccolò Castiglioni, dal 2 al 4 ottobre 1968, con la scultura di Mirko; la Messa di Stravinskij, dal 29 al 31 ottobre 1975, con le forme dorate di Corrado Cagli. Per una ballad opera che mescola canto, voce recitata e suono, è una genealogia che pesa.
Il 1980 è l'anno della svolta societaria, con la nascita della Teatro Olimpico spa. Dal 1981 la danza entra stabilmente in cartellone: i Momix di Moses Pendleton debuttano all'Olimpico nell'aprile del 1982. La Lindsay Kemp Company porta Sogno di una notte di mezza estate nel febbraio del 1989. Negli anni Novanta arrivano Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project, dal 10 al 15 ottobre 1995, e il Bolshoi Ballet, dal 23 al 26 settembre 1996. Il 3 ottobre 2026 si aggiunge una prima nazionale: il debutto della prima ballad opera di Capossela.
Chi è passato da E Morte non avrà dominio di Vinicio Capossela al Teatro Olimpico — 3 e 4 ottobre 2026
Sul palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez. È la memoria dell'Accademia Filarmonica Romana, che qui ha la sua sede di concerto.
Per la canzone d'autore la storia del teatro conserva nomi che un pubblico di Capossela conosce bene. Lucio Dalla con Henna, dal 5 al 7 aprile 1994. Giorgio Gaber con Un'idiozia conquistata a fatica, il 28 gennaio 1998: un altro artista che ha fatto del teatro canzone la propria forma, e che per questo è un antenato naturale di una ballad opera. I Pooh, i Nomadi, i Marillion nel febbraio del 1988. Il teatro ricorda tra i protagonisti della sua storia anche Dario Fo e Nicola Piovani.
La danza ha portato qui Baryshnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, Antonio Gades e i Momix. La comicità Gigi Proietti, con A me gli occhi nel maggio del 1996, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg. In questa stagione, oltre a Capossela e Capovilla, passano dall'Olimpico il Balletto di Roma, Slava's Snowshow e di nuovo i Momix. È una sala dove la canzone, il teatro e la danza convivono da decenni, e dove una forma ibrida come la ballad opera trova un pubblico abituato a non chiedere etichette.
Dopo Roma: la tournée di E Morte non avrà dominio
Dopo il debutto romano del 3 e 4 ottobre, E Morte non avrà dominio va in tournée nei teatri italiani fino al 21 dicembre 2026, quando chiude al Teatro Verdi di Firenze. Il calendario pubblicato dall'artista è indicato come in aggiornamento.
Le date di ottobre e novembre
Dopo Roma lo spettacolo è al Teatro Due di Parma il 9 e 10 ottobre, al Teatro delle Muse di Ancona il 13 e 14, all'Augusteo di Napoli il 21, al Politeama Mario Foglietti di Catanzaro il 24, al Teatro Massimo di Cagliari il 28 e 29. A novembre è al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano l'1 e 2, al Politeama Genovese il 4 e 5, al Teatro Sociale di Como il 18, al Colosseo di Torino il 22 e 23.
Dicembre
A dicembre la tournée tocca il Teatro Duse di Bologna il 2, il Lyrick di Assisi il 5, il Teatro Galli di Rimini il 6, il Goldoni di Livorno il 19 e chiude al Verdi di Firenze il 21. Per chi vive a Roma, però, non ci sono altre date in calendario: le due recite dell'Olimpico sono l'unica occasione in città.
Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico
Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei poli culturali di Roma. In pochi minuti si raggiungono il Tevere, il Foro Italico, l'Auditorium e il MAXXI.
Il Ponte della Musica e il Foro Italico
Il Ponte della Musica porta sull'altra riva, dove si apre il Foro Italico, costruito negli stessi anni del teatro. Chi arriva con un'ora di anticipo può attraversare il fiume e camminare tra le architetture sportive degli anni Trenta, che con l'edificio dell'Olimpico condividono epoca e linguaggio.
Auditorium e MAXXI
Verso l'interno del quartiere si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. A inizio ottobre il Flaminio è pieno di cultura: una mostra il sabato pomeriggio e Capossela la sera è un programma sensato per chi arriva da fuori.
Ponte Milvio e piazza del Popolo
Risalendo il Tevere verso nord si arriva a Ponte Milvio, con la sua piazza di locali aperti fino a tardi. Nella direzione opposta, lungo via Flaminia, si incontrano il Museo Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e poi piazza del Popolo, accanto a piazzale Flaminio, da cui parte il tram 2.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Intorno al Teatro Olimpico, tra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium. È un'offerta di quartiere, ampia e senza pretese turistiche.
Il sabato
Con inizio alle 21 e due ore di spettacolo, le strade sono due: una cena leggera verso le 19.30 oppure la cena dopo teatro, verso le 23. La seconda è una tradizione romana che vale la pena rispettare, e a Ponte Milvio, a pochi minuti di taxi, i locali restano aperti fino a tardi.
La domenica
Dopo la recita delle 17 si esce alle 19: l'orario perfetto per una cena in trattoria senza fretta. Nelle sere di spettacolo i locali più vicini al teatro si riempiono tutti nella stessa mezz'ora: conviene prenotare il tavolo quando si comprano i biglietti.
Accessibilità, bambini e informazioni pratiche
Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole assistere a E Morte non avrà dominio al Teatro Olimpico deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it o al 349 2378200. È il modo più sicuro per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso alla sala.
Con i bambini
Una ballad opera di due ore, in gran parte al buio, con testi poetici e temi come la morte, la comunità e la ribellione, è pensata per un pubblico adulto. Un ragazzo che ama la musica e la poesia può trovarla memorabile; per i bambini piccoli la durata e il linguaggio la rendono faticosa. La domenica pomeriggio è comunque l'orario più adatto per chi va in famiglia. Per età minime e riduzioni il riferimento è il box office del festival.
Domande frequenti su E Morte non avrà dominio
Quando va in scena E Morte non avrà dominio a Roma?
E Morte non avrà dominio di Vinicio Capossela va in scena al Teatro Olimpico di Roma sabato 3 ottobre 2026 alle 21 e domenica 4 ottobre alle 17, in prima nazionale per il Romaeuropa Festival. Sono le uniche due recite romane della tournée, che poi prosegue in Italia fino al 21 dicembre.
Quanto costano i biglietti per lo spettacolo di Capossela all'Olimpico?
I biglietti per E Morte non avrà dominio al Teatro Olimpico costano da 30 a 60 euro più i diritti di prevendita, secondo la pagina ufficiale del Romaeuropa Festival. Lo spettacolo rientra anche nella formula Passepartout del festival. Si comprano sul sito di Romaeuropa, sul sito del teatro o al botteghino.
Quanto dura E Morte non avrà dominio?
E Morte non avrà dominio dura circa 120 minuti, secondo la scheda del Romaeuropa Festival. Con la recita del sabato alle 21 si esce verso le 23; con quella della domenica alle 17 si esce verso le 19, con il tempo per una cena al Flaminio.
Capossela canta le sue vecchie canzoni nello spettacolo?
E Morte non avrà dominio è costruito su quindici canzoni inedite scritte da Vinicio Capossela per l'opera, che il pubblico ascolta per la prima volta e che confluiranno nel suo prossimo disco. È una ballad opera, non un concerto: i brani di repertorio non sono annunciati nella presentazione ufficiale.
Chi c'è in scena con Vinicio Capossela?
In E Morte non avrà dominio al centro della scena c'è Pierpaolo Capovilla, fondatore del Teatro degli Orrori e degli One Dimensional Man. Accanto a lui e a Capossela ci sono musicisti, cantanti d'opera, interpreti e voci registrate; regia, scene, suono e luci sono del collettivo La Cùpa.
Da che cosa è tratto lo spettacolo?
E Morte non avrà dominio è liberamente tratto da Under Milk Wood, il poema per voci di Dylan Thomas, e dalla vita di Renato Striglia, dj radiofonico amico di Capossela che voleva realizzarne una versione italiana. Nasce dal radiodramma Sotto il bosco di latte trasmesso da Rai Radio3.
Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui si cammina per circa 500 metri su viale del Pinturicchio. Da Termini c'è anche il bus 910 fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri dal teatro.
Per chiudere, un consiglio: andate alla prima, sabato 3 ottobre, e andateci preparati. Mezz'ora con Sotto il bosco di latte nelle cuffie, il tram 2 al posto dell'auto, un posto centrale in platea. Capossela ha scelto di far vivere questa opera una sola stagione, e Roma ne ha solo due sere: sarebbe un peccato scoprirlo a tournée finita.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.

