Cicci Santucci 4tet all’Alexanderplatz Jazz Club — 8 ottobre 2026
Giovedì 8 ottobre 2026, con apertura della serata alle 20:00, il Cicci Santucci 4tet suona all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati. Il club si raggiunge con la metro A, fermate Ottaviano o Cipro, entrambe a pochi minuti a piedi. Si prenota direttamente con il club: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 oppure l'indirizzo email indicato sul sito ufficiale dell'Alexanderplatz, dove si trova anche la pagina dell'evento con il pulsante di prenotazione. Il prezzo della serata non compare nella scheda del concerto: va chiesto al momento della prenotazione, insieme alla disponibilità dei tavoli per la cena.
Il nome in cartellone è di quelli che nel jazz italiano pesano. Francesco Santucci, detto Cicci, è nato a Lanciano nel 1939, suona la tromba professionalmente dal 1956, è stato per più di vent'anni prima tromba solista dell'orchestra della Rai e ha registrato per Ennio Morricone il tema di Playing Love nella Leggenda del pianista sull'oceano. Ascoltarlo in un club, seduti a pochi metri dal palco, è il genere di occasione che a Roma capita ancora, e che conviene non lasciar passare.
Cicci Santucci 4tet all'Alexanderplatz: la serata dell'8 ottobre
Il calendario ufficiale dell'Alexanderplatz fissa il concerto del Cicci Santucci 4tet a giovedì 8 ottobre 2026, con la serata che si apre alle 20:00 e si chiude intorno a mezzanotte. Come di consueto al club, l'apertura coincide con la cena e la musica parte più tardi: la homepage del club indica il jazz dal vivo dalle 21:30.
Il quartetto
La pagina dell'evento annuncia un quartetto guidato dalla tromba di Santucci, senza pubblicare i nomi degli altri musicisti. La formula del quartetto con tromba e sezione ritmica è quella classica del jazz moderno, la stessa che Santucci frequenta dagli anni Sessanta: un solista, un pianoforte o una chitarra, contrabbasso e batteria. È una formazione agile, che lascia spazio all'improvvisazione e al dialogo.
Cosa si ascolterà
Il club non pubblica la scaletta. La storia di Santucci però indica le coordinate: il jazz moderno che ha suonato nei grandi festival europei degli anni Sessanta con musicisti come Gegè Munari e Giovanni Tommaso, il repertorio delle grandi colonne sonore italiane che ha inciso per Morricone, Trovajoli e Ortolani, e un disco del 2000, Film Favorites, costruito proprio sui temi del cinema. Aspettarsi standard e temi da film è ragionevole; aspettarsi una sorpresa, con un musicista di questa età e di questa esperienza, lo è altrettanto.
Una serata di giovedì
Il giovedì è una buona sera per il jazz club: il pubblico è di appassionati più che di comitive, la sala è meno rumorosa del sabato, e i musicisti suonano per chi ascolta. Per un concerto di questo tipo è la condizione ideale.
Chi è Cicci Santucci: la tromba del jazz italiano
Francesco Santucci, detto Cicci, è nato a Lanciano, in Abruzzo, il 21 aprile 1939: trombettista e compositore, è considerato uno dei pionieri del jazz italiano. Ha iniziato a studiare la tromba a tredici anni con un maestro di banda, poi con un insegnante di conservatorio, e ha debuttato come trombettista nel 1956, a diciassette anni.
La formazione
Il percorso di studi di Santucci è singolare. Pur suonando già da professionista, si diploma solo nel 1969 al Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, e nel 1971 ottiene il diploma di arrangiatore al Berklee College of Music di Boston, la scuola che ha formato generazioni di jazzisti. In un'epoca in cui pochi musicisti italiani attraversavano l'oceano per studiare jazz, è un dettaglio che dice molto della sua curiosità.
Prima tromba della Rai
Per più di vent'anni Santucci è stato prima tromba solista dell'orchestra della Rai. È un ruolo che richiede una tecnica impeccabile e una lettura a prima vista infallibile, perché la televisione e la radio non aspettano: arrangiamenti diversi ogni settimana, generi diversi, dirette. È anche il motivo per cui il suo suono è entrato nelle case degli italiani senza che quasi nessuno ne conoscesse il nome.
Con i grandi del jazz
Santucci ha suonato e collaborato con molti grandi del jazz internazionale: Lionel Hampton, Gato Barbieri, Kenny Clarke, Gil Evans, per citarne alcuni. In Italia la lista è lunghissima: Carlo Loffredo, Marcello Rosa, Tony Scott, Romano Mussolini, Enzo Scoppa, con il quale ha registrato diversi album, Roberto Podio, Maurizio Giammarco, Maurizio Majorana, Franco D'Andrea, Bruno Biriaco, Luca Ruggero Jacovella. Sono nomi che, messi insieme, raccontano mezzo secolo di jazz romano.
I festival internazionali
Negli anni Sessanta Santucci partecipa ad alcuni dei festival più importanti d'Europa: Comblain-la-Tour in Belgio nel 1961, Montreux in Svizzera nel 1967 con Antonello Vannucchi, Gegè Munari e Giovanni Tommaso, Juan-les-Pins in Francia nel 1969 con Lilian Terry. Per un musicista italiano di quegli anni, essere invitato in quei cartelloni significava essere considerato alla pari dei colleghi europei e americani.
Cicci Santucci e il cinema: Morricone, Trovajoli, Ortolani
La tromba di Cicci Santucci è quella di Playing Love, il tema per tromba solista scritto da Ennio Morricone per La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore. Nel film il brano è eseguito dal vivo dal personaggio di Max Tooney, interpretato da Pruitt Taylor Vince: il suono che si sente è quello di Santucci.
Il lavoro con i compositori
Oltre a Morricone, Santucci ha lavorato con Armando Trovajoli e Riz Ortolani, due dei compositori che hanno definito il suono del cinema italiano. Per un trombettista, incidere colonne sonore significa suonare temi che devono restare in testa a milioni di spettatori con poche note, senza la libertà dell'improvvisazione. È una disciplina opposta a quella del jazz, e Santucci le ha praticate entrambe.
Film Favorites
Nel 2000 Santucci pubblica Film Favorites, un disco firmato come co-leader con Luca Ruggero Jacovella e dedicato ai temi del cinema. È il punto d'incontro fra le due anime della sua carriera: il turnista delle grandi colonne sonore e il jazzista che su quei temi improvvisa.
La discografia di Cicci Santucci: dagli anni Settanta a oggi
La discografia di Cicci Santucci si concentra soprattutto nei primi anni Settanta, con una serie di album registrati insieme al sassofonista Enzo Scoppa. Sono dischi oggi ricercati dai collezionisti di jazz italiano.
Gli album con Enzo Scoppa
Nel 1971 escono Looking Around e Mondo operaio per la Fly Record, nel 1972 On the Underground Road per Dire e Toward the Peace per Metropole. I titoli dicono molto del clima di quegli anni: il jazz italiano guardava alla musica modale e al free americano, e si caricava di un impegno politico che si legge già nei nomi dei dischi.
Living Music e Allen Ginsberg
Nel 1971 Santucci fonda il gruppo Living Music con Gianfranca Montedoro, Andrea Carpi, Mandrake Som, Umberto Santucci e Costantino Albi. Con loro registra To Allen Ginsberg, pubblicato dalla RCA Italiana nel 1972, con testi tratti dalle poesie del poeta americano della Beat Generation. Il disco è stato ristampato nel 2003 con copertina apribile e libretto.
La Beat Generation nel 1962
Il rapporto con la poesia americana era cominciato presto: nel 1962 Santucci partecipa a Poeti moderni americani, poesia jazz e beat della Beat Generation, un album dell'Istituto Internazionale del Disco con poesie recitate su un sottofondo di jazz. È un documento raro di come il jazz romano dialogasse con la cultura americana più avanzata di quegli anni.
Il session man
Santucci ha anche lavorato occasionalmente come musicista di studio per la musica leggera, per esempio in Sono bello dentro di Marco Ongaro. Negli ultimi anni ha vissuto e lavorato prevalentemente negli Stati Uniti, e ogni suo ritorno sui palchi romani ha il sapore di un'occasione.
L'Alexanderplatz Jazz Club: il club di via Ostia
L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, nel quartiere Prati, a poche centinaia di metri dalle mura vaticane. Lo gestisce l'Associazione Culturale Sound&Image: il fondatore è Giampiero Rubei, la direzione artistica è oggi del figlio Eugenio Rubei, e il sito ufficiale presenta il club come il più prestigioso e antico jazz club d'Italia.
La sala
L'Alexanderplatz è un club nel senso classico del termine: tavoli per la cena, palco raccolto, pubblico a pochi metri dai musicisti. Per una tromba è la condizione migliore. In un grande auditorium il suono dell'ottone arriva attraverso l'impianto; qui arriva diretto, con tutte le sfumature della sordina, del respiro, dell'attacco.
Un nome berlinese
Il nome richiama la grande piazza di Berlino, accostato a una via che porta il nome dell'antico porto di Roma. Il club non ne spiega l'origine sul sito: per chi frequenta il jazz romano, quell'insegna significa ormai soltanto una cosa.
Sound&Image e l'Estate Romana
L'associazione ha organizzato dal 1995 al 2015 il festival estivo Sound&Image nel quadro dell'Estate Romana, ha diretto la Casa del Jazz fra il 2011 e il 2015 e porta avanti il festival Jazz&Wine di Montalcino, arrivato alla ventitreesima edizione. La scheda completa del club è alla pagina dell'Alexanderplatz Jazz Club.
Prati e il Vaticano: il quartiere intorno all'Alexanderplatz
Via Ostia è nella parte di Prati più vicina al Vaticano, fra viale Giulio Cesare e le mura leonine, in un quartiere umbertino di grandi isolati e strade dritte costruito dopo il 1870.
Musei Vaticani a pochi minuti
L'ingresso dei Musei Vaticani è a pochi minuti a piedi. Una giornata vaticana si chiude bene qui: mattina ai Musei e nella Cappella Sistina, pomeriggio a piazza San Pietro, sera al club con un musicista che ha suonato con Gil Evans.
Il Prati umbertino
Le strade di Prati portano nomi dell'antichità e del Risorgimento. Per una passeggiata ordinata nel quartiere, la guida Prati e Borgo: cosa vedere indica i punti fermi, dal Palazzo di Giustizia fino ai vicoli del Borgo.
Come arrivare all'Alexanderplatz Jazz Club
L'Alexanderplatz si raggiunge con la metro A: le fermate Ottaviano e Cipro sono entrambe a pochi minuti a piedi da via Ostia 9. Da Termini è il percorso più semplice.
In metropolitana
Da Termini la linea A in direzione Battistini arriva a Ottaviano in un quarto d'ora circa; da lì si cammina verso le mura vaticane fino a via Ostia. Da Cipro il percorso è simile, dall'altro lato. Al ritorno conviene controllare sul sito di ATAC l'orario dell'ultima corsa, perché la serata termina intorno a mezzanotte.
In autobus e tram
Viale Giulio Cesare e piazza del Risorgimento sono snodi di molte linee di superficie; a piazza del Risorgimento c'è anche il capolinea del tram 19. Per il percorso preciso dal proprio punto di partenza il calcolatore di ATAC è lo strumento più affidabile.
In auto e taxi
Prati è fuori dalla ZTL del centro storico, ma il parcheggio in zona la sera richiede pazienza. Per il rientro dopo mezzanotte il taxi resta la scelta più comoda.
A piedi dal centro
Da piazza Navona si arriva in una quarantina di minuti, attraversando il Tevere su ponte Sant'Angelo e passando davanti a Castel Sant'Angelo. Di sera, con il castello illuminato, è una delle passeggiate più belle della città.
Come organizzare la serata al club
Una serata all'Alexanderplatz dura circa quattro ore e va pensata come una cena fuori con musica: prenotazione, arrivo all'apertura, ascolto seduti al proprio tavolo.
Cena o solo concerto
Il club serve la cena prima e durante la musica. Chi vuole solo ascoltare può chiedere se esiste una formula di solo ingresso e a quale prezzo. Conviene cenare lì: il tavolo diventa la propria postazione per tutta la sera, e non si rischia di ascoltare in piedi in fondo alla sala.
Quando arrivare
All'apertura, alle 20:00. I tavoli vicini al palco vanno a chi arriva prima o a chi li chiede prenotando. Con un musicista come Santucci vale la pena essere vicini: la tromba jazz si ascolta anche con gli occhi, guardando come il musicista respira e usa la sordina.
Il galateo del jazz club
Durante i brani si parla a voce bassa, gli assoli si applaudono alla fine. È una regola non scritta che i musicisti notano, e che il resto del pubblico apprezza.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
La soluzione più semplice è la cena al club, prenotando il tavolo. Chi preferisce mangiare altrove trova in Prati un'offerta molto ampia, in gran parte frequentata da romani.
Via Cola di Rienzo e dintorni
Via Cola di Rienzo e le strade intorno sono piene di trattorie, pizzerie e ristoranti di ogni fascia. Più vicino al club, la zona fra viale Giulio Cesare e via Candia offre locali di quartiere, lontani dai prezzi del Vaticano.
Un aperitivo prima
Chi arriva presto può fare un aperitivo in uno dei bar di piazza del Risorgimento o di via Candia e presentarsi al club all'apertura. Il consiglio resta lo stesso: il tavolo al club va prenotato comunque.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Il sito dell'Alexanderplatz non pubblica informazioni sull'accessibilità della sala: chi ha esigenze di mobilità ridotta deve chiedere, al momento della prenotazione, come si accede e quali tavoli si raggiungono senza scale.
Con i ragazzi
Una serata che finisce a mezzanotte in un club con cena non è pensata per i bambini piccoli. Un ragazzo che studia la tromba, invece, dovrebbe essere portato di peso: sentire da due metri un musicista che ha studiato a Berklee nel 1971 e ha inciso per Morricone vale più di molte lezioni.
Cosa portare
La prenotazione confermata e un documento. L'abbigliamento è libero; la sala a ottobre può essere fresca all'ingresso e calda a serata avanzata.
Ottobre a Roma: il jazz torna nei club
Ottobre è il mese in cui la musica dal vivo al chiuso riparte a pieno ritmo a Roma, dopo l'estate dei festival all'aperto. I club riprendono il calendario quotidiano, i teatri aprono le stagioni.
Il clima
Le serate di inizio ottobre sono in genere miti e permettono una passeggiata dopo il concerto. La pioggia autunnale romana può essere improvvisa: un ombrello in borsa non è mai sprecato.
Il jazz in autunno
Il calendario jazz della città si infittisce: a novembre il Roma Jazz Festival porta i grandi nomi internazionali all'Auditorium e alla Casa del Jazz. Chi ama i club può alternare l'Alexanderplatz con il Gregory's Jazz Club, vicino a Trinità dei Monti.
Una curiosità su Cicci Santucci 4tet all'Alexanderplatz Jazz Club — 8 ottobre 2026
Milioni di persone hanno ascoltato la tromba di Cicci Santucci senza sapere che fosse sua. Nella Leggenda del pianista sull'oceano, il film di Giuseppe Tornatore con musiche di Ennio Morricone, il trombettista Max Tooney, interpretato da Pruitt Taylor Vince, suona sul transatlantico il tema Playing Love. Il suono che esce dalla tromba di Max è quello registrato da Santucci per Morricone. Il film racconta proprio l'amicizia fra un trombettista e un pianista geniale, e la voce della tromba, per tutto il pubblico del mondo, è la sua.
È un destino comune a molti grandi turnisti del cinema italiano: il loro suono diventa parte della memoria collettiva, il loro nome resta nei titoli di coda. Per Santucci la cosa ha un sapore particolare, perché la tromba del film è quella di un musicista di bordo che suona jazz sulle navi, e lui stesso ha costruito la carriera fra l'orchestra, lo studio e i palchi dei club.
Chi va all'Alexanderplatz l'8 ottobre può divertirsi a riconoscere quel suono dal vivo. Non è detto che il quartetto suoni Playing Love, perché la scaletta non è pubblicata; ma la cantabilità, il fraseggio, il modo di attaccare le note lunghe sono quelli. È un piccolo privilegio sentire da vicino la tromba che il mondo ha ascoltato al cinema.
Una cosa che non ti dice nessuno su Cicci Santucci 4tet all'Alexanderplatz Jazz Club — 8 ottobre 2026
Cicci Santucci ha preso il diploma di conservatorio tredici anni dopo il suo debutto da professionista. Suonava la tromba sui palchi dal 1956, aveva già partecipato al festival di Comblain-la-Tour nel 1961 e a quello di Montreux nel 1967, e solo nel 1969 ottiene il diploma al Conservatorio Umberto Giordano di Foggia. Due anni dopo, nel 1971, vola a Boston e prende il diploma di arrangiatore al Berklee College of Music.
Oggi sembra naturale che un jazzista italiano studi negli Stati Uniti; all'inizio degli anni Settanta non lo era affatto. Berklee era una scuola lontana, costosa, frequentata da pochissimi europei. Che un trombettista già affermato, con una carriera avviata in Rai e nei festival, scegliesse di rimettersi a studiare arrangiamento in America, dice molto del suo carattere: un musicista che non si è mai accontentato di quello che sapeva già fare.
C'è un secondo dettaglio che quasi nessuno ricorda. Nel 1962, quando il jazz italiano era ancora una nicchia, Santucci partecipa a un album di poesia della Beat Generation recitata su base jazz. Dieci anni dopo, con il gruppo Living Music, pubblica per la RCA un intero disco dedicato ad Allen Ginsberg. Un filo lungo un decennio che lega un trombettista abruzzese al poeta di Urlo.
Il consiglio che ti do per visitare Cicci Santucci 4tet all'Alexanderplatz Jazz Club — 8 ottobre 2026
Prenotate un tavolo vicino al palco e chiedetelo esplicitamente quando chiamate o scrivete al club. Con un trombettista la posizione conta più che con altri strumenti: la tromba è direzionale, il suono va dritto davanti a chi suona, e le sfumature della sordina e del fiato si perdono in fondo alla sala. Un tavolo in prima o seconda fila trasforma la serata.
Secondo consiglio: arrivate all'apertura delle 20:00 e cenate con calma, così quando parte la musica siete già seduti e pronti ad ascoltare. Non riempite la serata di chiacchiere al tavolo: un musicista nato nel 1939, che ha suonato con Kenny Clarke e Lionel Hampton, merita attenzione piena. Il jazz club è uno dei pochi posti dove si ascolta ancora la storia della musica suonata dai suoi protagonisti.
Terzo: prima di andare, ascoltate Playing Love dalla colonna sonora della Leggenda del pianista sull'oceano, e se riuscite a trovarlo anche uno dei dischi degli anni Settanta con Enzo Scoppa, come Looking Around. Arriverete al club con l'orecchio già abituato al suo suono, e la serata sarà un incontro, non una scoperta al buio.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che la Rai ha avuto per decenni orchestre stabili di altissimo livello; si ricorda meno che quelle orchestre sono state una scuola fondamentale per il jazz italiano. Molti dei migliori jazzisti del dopoguerra hanno lavorato nelle orchestre della radio e della televisione pubblica, che garantivano uno stipendio fisso e un allenamento quotidiano con arrangiamenti di ogni genere. Di sera, finito il servizio, gli stessi musicisti suonavano jazz nei club.
Cicci Santucci è uno degli esempi più chiari di questo doppio binario: per più di vent'anni prima tromba solista dell'orchestra della Rai, e nello stesso periodo protagonista della scena jazz romana e dei festival europei. La lettura infallibile e la tecnica da orchestra si sommavano alla libertà dell'improvvisazione, e il risultato era un tipo di musicista completo, capace di passare da una trasmissione del sabato sera a una jam session con Gato Barbieri.
Questo spiega anche la lunga lista di colonne sonore incise da Santucci per Morricone, Trovajoli e Ortolani. I compositori del cinema italiano pescavano proprio fra i musicisti delle orchestre della Rai e dei club, perché avevano bisogno di solisti che sapessero leggere tutto e insieme dare carattere a un tema. Una parte importante del suono del cinema italiano del Novecento è nata così, fra gli studi della radio e le cantine del jazz.
La foto giusta da fare a Cicci Santucci 4tet all'Alexanderplatz Jazz Club — 8 ottobre 2026
Durante i brani meglio non fotografare: il flash disturba i musicisti e lo schermo acceso del telefono disturba i vicini di tavolo. Il momento giusto è fra un brano e l'altro, o durante gli applausi finali.
La foto da portarsi a casa è quella della tromba in controluce. Se siete in prima fila, aspettate il momento in cui Santucci alza lo strumento per una nota lunga: le luci del palco colpiscono l'ottone e la campana della tromba diventa un disco luminoso. Scattate senza flash, con il telefono appoggiato al tavolo per tenerlo fermo, e lasciate che la luce del palco faccia il resto. È un'immagine che racconta il jazz meglio di qualunque inquadratura d'insieme.
La seconda foto si fa all'uscita. L'insegna dell'Alexanderplatz in via Ostia, la sera, con la strada quasi vuota e i palazzi umbertini di Prati intorno, è l'immagine di un club che da decenni fa parte della notte romana. Se avete tempo, cinque minuti a piedi vi portano davanti alle mura vaticane illuminate, per chiudere la serata con uno scorcio che solo questa parte di Roma offre.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia dell'Alexanderplatz si legge nei riconoscimenti e negli eventi che ha attraversato. Il sito ufficiale del club ricorda che DownBeat, la più nota rivista di jazz al mondo, lo ha inserito fra i cento jazz club più importanti del pianeta, unico in Italia. A questo si aggiunge la menzione del Django d'Or, il premio francese dedicato al jazz europeo.
Un capitolo decisivo riguarda l'Estate Romana. Dal 1995 al 2015 l'associazione Sound&Image, che gestisce il club, ha organizzato ogni estate il festival Sound&Image, che il sito descrive come il biglietto da visita della manifestazione estiva della città. Fra il 2011 e il 2015 la stessa associazione ha avuto la direzione della Casa del Jazz di villa Osio. Nel 2021, dopo la pandemia, il marchio del club è tornato all'aperto con Jazz&Image al Parco del Celio, dal 12 agosto al 28 settembre, e ha portato concerti a Paestum e a Praiano.
La storia più ampia di questa parte di Roma è quella di Prati, nato dopo il 1870 sulle terre agricole che separavano il Vaticano dal Tevere, con strade dritte pensate per raccontare la nuova capitale laica. Un jazz club a poche centinaia di metri dalle mura del papa è un frutto tardivo di quel progetto: la città moderna che si mette accanto a quella antica e ci suona la tromba sotto le finestre.
Chi è passato da Cicci Santucci 4tet all'Alexanderplatz Jazz Club — 8 ottobre 2026
Il club non pubblica sul sito un elenco completo dei musicisti ospitati nella sua storia, e non ne ricostruisco uno a memoria. Quello che si può dire con certezza è che l'Alexanderplatz ha una programmazione quotidiana di jazz, con formazioni romane e ospiti, e che nella stagione 2026 sono passati da qui, fra gli altri, il pianista Domenico Sanna e numerosi gruppi della scena romana.
La storia personale di Cicci Santucci, invece, è un elenco di grandi nomi. Nel corso della carriera ha suonato con Lionel Hampton, Gato Barbieri, Kenny Clarke e Gil Evans; a Montreux, nel 1967, era sul palco con Antonello Vannucchi, Gegè Munari e Giovanni Tommaso; a Juan-les-Pins, nel 1969, con Lilian Terry. In Italia ha diviso il palco con Carlo Loffredo, Marcello Rosa, Tony Scott, Romano Mussolini, Enzo Scoppa, Franco D'Andrea, Maurizio Giammarco, e ha lavorato in studio per Ennio Morricone, Armando Trovajoli e Riz Ortolani.
L'8 ottobre, in via Ostia, arriva insomma un pezzo della storia del jazz italiano. Chi si siede a un tavolo dell'Alexanderplatz quella sera ascolta un musicista che ha attraversato sessant'anni di palchi, studi e festival, e che porta con sé, in ogni nota, il ricordo di chi ha incontrato lungo la strada.
Cosa vedere intorno all'Alexanderplatz il giorno del concerto
Il club è una base ideale per una giornata fra il Vaticano e Prati: tutto si raggiunge a piedi.
Musei Vaticani e Cappella Sistina
La visita richiede almeno tre ore e va prenotata. L'ingresso di viale Vaticano è a pochi minuti da via Ostia.
San Pietro
Piazza San Pietro e la basilica di San Pietro sono a una ventina di minuti a piedi. Al tramonto la piazza si svuota e la luce sul colonnato del Bernini è la migliore della giornata.
Giardini Vaticani
I Giardini Vaticani si visitano solo con visita guidata prenotata: vanno inseriti nella giornata con largo anticipo.
Domande frequenti su Cicci Santucci all'Alexanderplatz
Quando suona Cicci Santucci all'Alexanderplatz?
Il Cicci Santucci 4tet suona all'Alexanderplatz Jazz Club giovedì 8 ottobre 2026. Il calendario ufficiale del club indica l'apertura della serata alle 20:00, con cena, e la chiusura intorno a mezzanotte; la musica dal vivo al club comincia di norma alle 21:30.
Dove si trova l'Alexanderplatz Jazz Club?
L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, 00192 Roma, nel quartiere Prati, vicino alle mura vaticane. Le fermate più comode sono Ottaviano e Cipro della metro A, entrambe a pochi minuti a piedi dal club.
Come si prenota il concerto di Cicci Santucci?
Il concerto del Cicci Santucci 4tet si prenota direttamente con l'Alexanderplatz: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 oppure l'email di prenotazione indicata sul sito ufficiale del club. Conviene chiedere un tavolo vicino al palco e il prezzo della serata con o senza cena.
Chi è Cicci Santucci?
Cicci Santucci, all'anagrafe Francesco Santucci, è un trombettista e compositore nato a Lanciano nel 1939, considerato uno dei pionieri del jazz italiano. È stato per più di vent'anni prima tromba solista dell'orchestra della Rai e ha suonato con Lionel Hampton, Gil Evans, Kenny Clarke e Gato Barbieri.
È Cicci Santucci la tromba della Leggenda del pianista sull'oceano?
Sì, Cicci Santucci ha inciso per Ennio Morricone il tema per tromba solista Playing Love nella Leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore. Nel film il brano è suonato dal personaggio di Max Tooney, interpretato da Pruitt Taylor Vince.
Si può cenare all'Alexanderplatz durante il concerto?
Sì, l'Alexanderplatz Jazz Club serve la cena prima e durante la musica, e la serata del Cicci Santucci 4tet si apre alle 20:00 proprio con la cena. Il tavolo va prenotato; chi vuole solo ascoltare deve chiedere al club se esiste una formula di solo ingresso.
Il concerto è adatto ai ragazzi?
Il concerto del Cicci Santucci 4tet all'Alexanderplatz è una serata da club che finisce intorno a mezzanotte, poco adatta ai bambini piccoli. Per un ragazzo che studia musica, in particolare la tromba, è invece un'occasione rara di ascoltare da vicino un protagonista del jazz italiano.
In chiusura
Nel jazz romano ci sono serate che si possono rimandare e serate che non si rimandano. Questa appartiene alla seconda categoria: un trombettista nato nel 1939, che ha suonato con Gil Evans e ha dato la voce alla tromba di Morricone, in un club dove il palco è a due metri dal tavolo. Prenotate subito, chiedete la prima fila, arrivate alle otto e lasciate il telefono in tasca. Ve ne ricorderete a lungo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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