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Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia al Mùn Rooftop — 7 ottobre 2026

Chef Sotto le Stelle torna mercoledì 7 ottobre 2026 al Mùn Rooftop Cocktail Bar del DoubleTree by Hilton Rome Monti, Piazza dell'Esquilino 1, Roma, con lo chef Igor Macchia, una stella Michelin, del ristorante La Credenza di San Maurizio Canavese, in provincia di Torino, che cucina in collaborazione con l'head chef dell'hotel. Il percorso degustazione è di cinque portate; secondo la pagina di prenotazione ufficiale costa 90 euro senza abbinamento dei vini e 120 euro con il wine pairing, bevande escluse nella formula base. L'orario della cena non è indicato nella pagina pubblica: va chiesto al momento della prenotazione, che si fa dalla pagina ufficiale del rooftop o al telefono, al numero +39 06 4577 4508. L'hotel si affaccia sulla piazza dell'obelisco, alle spalle della basilica di Santa Maria Maggiore, a circa 340 metri dalla stazione Termini.

La grafica ufficiale di Chef Sotto le Stelle 2026
La grafica ufficiale di Chef Sotto le Stelle 2026 Foto: Mùn Rooftop Cocktail Bar, DoubleTree by Hilton Rome Monti (grafica ufficiale dell'evento, og:image della pagina di prenotazione)

Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia, la serata in breve

Chef Sotto le Stelle è il ciclo di cene con chef ospiti che il DoubleTree by Hilton Rome Monti organizza sulla terrazza del suo rooftop; il 7 ottobre l'ospite è Igor Macchia.

Il format

La pagina ufficiale parla di un ritorno: torna l'appuntamento con Chef Sotto le Stelle. La formula è quella di una cena a quattro mani, in cui uno chef stellato esterno porta i suoi piatti in collaborazione con l'head chef dell'hotel. Il luogo è il Mùn Rooftop Cocktail Bar, la terrazza dell'albergo, presentata come il posto in cui l'alta cucina incontra l'atmosfera della notte.

La data

Mercoledì 7 ottobre 2026. La pagina di prenotazione non indica l'ora di inizio: è uno dei dati da chiedere al momento del contatto con il ristorante.

Il prezzo

Il percorso di cinque portate costa 90 euro senza abbinamento dei vini, 120 euro con il wine pairing. Nella formula da 90 euro le bevande sono escluse.

Il menù degustazione di Igor Macchia

Il menù di Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia è un percorso di cinque portate, pubblicato integralmente sulla pagina di prenotazione.

Stuzzichino

Si comincia con pane e olio d'oliva: un'apertura semplice, che mette al centro due prodotti essenziali della tavola italiana.

Antipasto

L'antipasto è lingua di vitella piemontese con olio. È il primo segnale dell'identità dello chef: un taglio della tradizione piemontese, trattato con essenzialità.

Primo

Il primo è un risotto ai funghi con Habanero di Cuneo. Il fungo è il protagonista autunnale per eccellenza, e il peperoncino coltivato nel Cuneese aggiunge una nota piccante che sorprende in un piatto di tradizione.

Secondo

Il secondo è un cuore di costata alla pizzaiola: un taglio nobile di carne abbinato a una preparazione popolare e casalinga, quella alla pizzaiola.

Dolce

Si chiude con lampone e dragoncello, un accostamento fra la dolcezza acidula del frutto rosso e l'aroma erbaceo del dragoncello.

Come leggere il menù

Il percorso di Igor Macchia per la serata romana alterna Piemonte e cucina popolare, tradizione e piccoli scarti.

Le radici piemontesi

La lingua di vitella piemontese e l'Habanero di Cuneo dichiarano la provenienza dello chef: La Credenza è a San Maurizio Canavese, nel Torinese, e il menù porta a Roma due prodotti del territorio.

Il gioco dei contrasti

A nostro giudizio la portata più interessante è il risotto: un classico autunnale reso meno prevedibile dal peperoncino. Anche il secondo gioca sullo stesso principio, mettendo un taglio pregiato dentro una ricetta di casa.

Il dolce leggero

Il finale con lampone e dragoncello è un dessert fresco, adatto a una cena all'aperto che si chiude in tarda serata.

Chi è Igor Macchia

Igor Macchia è lo chef del ristorante La Credenza di San Maurizio Canavese, che ha una stella Michelin.

L'arrivo alla Credenza

La storia ufficiale del gruppo racconta che Igor Macchia entrò nella squadra della Credenza nel 1995, giovanissimo, quando il ristorante era aperto da quattro anni. Con il tempo diventò lo chef che dirige la brigata di cucina.

La stella

Nel 2006, dopo anni di lavoro e di ricerca, La Credenza ottenne la stella Michelin, il primo grande riconoscimento della sua storia. Seguirono la forchetta del Gambero Rosso e il cappello della guida dell'Espresso.

Giovanni Grasso e la divisione dei ruoli

Il ristorante era nato nel 1991 per iniziativa di Giovanni Grasso, che dopo anni di esperienza nella ristorazione realizzò il sogno di aprire un locale proprio a San Maurizio Canavese. Con il tempo i ruoli si sono definiti: a Igor Macchia la cucina, a Giovanni Grasso la sala, l'accoglienza degli ospiti e il coordinamento del servizio.

Credenza Group

Dal sodalizio fra i due è nato Credenza Group, che oggi comprende, oltre alla Credenza, il ristorante Casa Format e la pizzeria contemporanea SP143. Il gruppo si presenta come una storia fatta di persone, sguardi e strette di mano, e come il frutto di una condivisione totale di valori fra i due fondatori.

La Credenza di San Maurizio Canavese

La Credenza è il ristorante di San Maurizio Canavese, in provincia di Torino, da cui arriva lo chef della serata.

Trent'anni di storia

Aperta nel 1991 da Giovanni Grasso, La Credenza ha accolto Igor Macchia nel 1995 e ha conquistato la stella Michelin nel 2006. È dunque un locale con oltre trent'anni di attività, che ha costruito la sua reputazione lontano dai grandi centri.

Lo stile

Il gruppo descrive i suoi due fondatori come professionisti che uniscono alla passione per la cucina il desiderio di stupire con la semplicità e la raffinatezza. Il menù del 7 ottobre, con pochi ingredienti per piatto, è coerente con questa dichiarazione.

Perché a Roma

Per il pubblico romano, la cena al Mùn Rooftop è un'occasione per assaggiare la cucina di un ristorante stellato piemontese senza viaggiare fino al Canavese. Per chi invece conosce già La Credenza, è la possibilità di ritrovare la mano dello chef in un contesto completamente diverso: non la sala di un ristorante di provincia, ma una terrazza nel centro di Roma, con l'abside di una basilica paleocristiana come sfondo. Il menù, pensato per una sola sera, è costruito per funzionare in questo scenario, all'aperto e sotto il cielo d'ottobre.

Perché una cena a quattro mani

La formula di Chef Sotto le Stelle è quella della cena a quattro mani: uno chef ospite e l'head chef dell'hotel lavorano insieme sullo stesso menù.

Che cosa cambia per chi mangia

Per l'ospite, il vantaggio è assaggiare la cucina di un ristorante stellato lontano, in questo caso nel Canavese, senza spostarsi. Lo chef porta le sue ricette e i suoi prodotti, la cucina dell'hotel garantisce l'organizzazione del servizio in uno spazio che conosce.

Che cosa cambia per lo chef

Per lo chef ospite, cucinare in una cucina che non è la propria è una sfida: i piatti devono essere riproducibili con una brigata diversa e servibili su una terrazza, all'aperto. Non è un caso che il menù del 7 ottobre sia breve, con pochi ingredienti per piatto.

Un appuntamento che non si ripete

A nostro giudizio è proprio questo il motivo per cui le cene a quattro mani vanno colte quando capitano: il menù nasce per una sola sera, e difficilmente si ritrova identico altrove.

Il Mùn Rooftop Cocktail Bar del DoubleTree by Hilton Rome Monti

Il Mùn Rooftop Cocktail Bar è la terrazza del DoubleTree by Hilton Rome Monti, in Piazza dell'Esquilino 1.

La terrazza

La pagina ufficiale della serata presenta il rooftop come la terrazza dell'hotel in cui l'alta cucina incontra l'atmosfera della notte sotto le stelle. La cena si svolge all'aperto, ed è il senso stesso del titolo della rassegna.

L'hotel

Il DoubleTree by Hilton Rome Monti si trova in Piazza dell'Esquilino, la piazza dell'obelisco alle spalle di Santa Maria Maggiore. Il nome Monti richiama il rione in cui sorge in parte la basilica di Santa Maria Maggiore; la piazza appartiene invece al rione Esquilino.

Contatti

Per informazioni e prenotazioni il rooftop risponde al numero +39 06 4577 4508. La pagina della ristorazione dell'hotel è pubblicata sul sito ufficiale della catena.

Piazza dell'Esquilino e l'obelisco

Piazza dell'Esquilino è una piazza del rione Esquilino, nel Municipio I, a circa 340 metri dalla stazione Termini; ospita l'obelisco omonimo e la parte absidale della basilica di Santa Maria Maggiore.

L'obelisco

L'Obelisco Esquilino è uno dei tredici obelischi antichi di Roma. È alto 14,75 metri, che diventano 25,53 con il basamento e la croce. Fu realizzato probabilmente all'epoca di Domiziano a imitazione degli obelischi egizi e collocato, insieme al gemello oggi al Quirinale, all'ingresso del Mausoleo di Augusto.

Sisto V e Domenico Fontana

I due obelischi furono ritrovati nel 1527. Quello dell'Esquilino venne innalzato nel 1587 per volontà di papa Sisto V, a opera dell'architetto Domenico Fontana, davanti all'abside della basilica.

L'abside di Santa Maria Maggiore

Dalla piazza si vede la parte posteriore della basilica di Santa Maria Maggiore. È uno dei fondali più scenografici di Roma, e dalla terrazza di un hotel che si affaccia sulla piazza diventa parte del panorama della cena.

Santa Maria Maggiore, la basilica dietro la terrazza

Santa Maria Maggiore, detta anche basilica Liberiana, è la sola basilica di Roma ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da aggiunte successive.

La leggenda della neve

Secondo la tradizione, la Madonna apparve in sogno a papa Liberio e al patrizio Giovanni, indicando di costruire una chiesa nel luogo che sarebbe stato segnalato in modo miracoloso. La mattina del 5 agosto una nevicata imbiancò l'Esquilino, e Liberio tracciò nella neve il perimetro della basilica. Ogni anno, il 5 agosto, dal soffitto scende una cascata di petali bianchi in ricordo dell'evento.

Sisto III e i mosaici

La basilica fu ricostruita o ristrutturata da papa Sisto III, dal 432, e dedicata alla Madonna dopo il concilio di Efeso. Risale a quell'epoca il ciclo di mosaici con storie dell'Antico Testamento sopra le colonne della navata.

Uno status particolare

L'edificio, comprese le scalinate esterne, è un'area extraterritoriale a favore della Santa Sede, in base ai Patti Lateranensi. Il re di Spagna è di diritto protocanonico onorario del capitolo della basilica.

Il rione Esquilino intorno all'hotel

Esquilino è il quindicesimo rione di Roma, nell'area est del centro storico, e comprende la piazza su cui si affaccia il DoubleTree by Hilton Rome Monti.

Un rione di confine

Nella Roma antica l'Esquilino era una delle quattro regioni della città serviana, con i colli Cispio, Oppio e Fagutale. È sempre stato un territorio di confine: al margine delle mura serviane, poi incluso nelle Mura aureliane ma marginale rispetto alla città vera e propria. Una delle etimologie fa derivare il nome da esquiliae, il termine latino che indicava i sobborghi.

Dagli Orti di Mecenate alle ville

Con la riforma urbana di Augusto le antiche discariche furono sepolte e sostituite dagli Orti di Mecenate. Fino al tardo impero il rione fu sede di ville residenziali più che di case popolari; nel Medioevo passò a ordini e conventi intorno a Santa Maria Maggiore, e dal Seicento tornò a ospitare ville.

Il quartiere umbertino

L'aspetto attuale del rione nasce dopo il 1870, quando fu costruito il Nuovo Quartiere Esquilino per la borghesia impiegatizia della nuova capitale. Fra gli edifici di quel periodo l'enciclopedia ricorda l'Acquario Romano in Piazza Manfredo Fanti, costruito fra il 1885 e il 1887, e il Palazzo del Freddo di Giovanni Fassi, gelateria attiva dal 1928 in una palazzina liberty.

La stazione Termini

Il prospetto della stazione Termini, su Piazza dei Cinquecento, è uno dei pochissimi edifici pubblici costruiti a Roma nel secondo dopoguerra, su disegno di Montuori e Vitellozzi, nel 1950. Del progetto precedente, degli anni Trenta, di Angiolo Mazzoni, furono realizzati solo gli edifici tecnici.

Come organizzare la serata

Una cena stellata su una terrazza si prepara con qualche accorgimento.

Prenotare

Il primo passo è la prenotazione dalla pagina ufficiale del rooftop o al telefono. È il momento per chiedere l'orario, segnalare esigenze alimentari e scegliere fra la formula con e senza vini.

Prima della cena

Chi arriva con anticipo può fare un giro intorno a Santa Maria Maggiore, entrando nella basilica se l'orario lo permette, o passeggiare fino alla vicina Santa Prassede. È il modo migliore per arrivare a tavola con lo sguardo già pieno della zona.

Dopo la cena

La posizione dell'hotel, vicino a Termini, rende semplice il rientro con i mezzi pubblici o in taxi. Per chi soggiorna fuori Roma, la stazione è a pochi minuti a piedi.

Un'occasione da regalare

Una cena a quattro mani con uno chef stellato è anche un'idea regalo per un anniversario o un compleanno. In quel caso conviene segnalarlo alla prenotazione: il ristorante può tenerne conto nell'organizzazione del tavolo.

Come arrivare al DoubleTree by Hilton Rome Monti

Il DoubleTree by Hilton Rome Monti è in Piazza dell'Esquilino 1, codice postale 00185.

Da Termini

La piazza dista circa 340 metri dalla stazione Termini: chi arriva in treno o con le linee metropolitane che fermano a Termini raggiunge l'hotel a piedi in pochi minuti.

Con gli altri mezzi

Per linee di autobus e fermate più vicine il riferimento è il calcolatore di percorso ufficiale ATAC, da consultare prima di uscire.

In auto

Il centro intorno a Santa Maria Maggiore è una zona trafficata e con poca sosta: per una cena con abbinamento dei vini, a nostro giudizio, l'auto è comunque la scelta meno indicata. Meglio i mezzi pubblici o un taxi.

Una curiosità su Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia al Mùn Rooftop — 7 ottobre 2026

La curiosità più bella della serata riguarda l'obelisco che si vede dalla terrazza. L'Obelisco Esquilino non è egizio, anche se lo sembra: fu realizzato probabilmente all'epoca di Domiziano, a imitazione degli obelischi d'Egitto. In origine non era qui, ma all'ingresso del Mausoleo di Augusto, insieme a un gemello. I due furono ritrovati nel 1527, e sessant'anni dopo, nel 1587, Sisto V fece innalzare questo davanti all'abside di Santa Maria Maggiore, affidando il lavoro a Domenico Fontana. Il gemello è oggi l'obelisco del Quirinale.

C'è poi una coincidenza di nomi. La rassegna si chiama Chef Sotto le Stelle, e lo chef ospite porta in dote una stella Michelin. Stelle in cielo, stella nella guida: il titolo della serata gioca, consapevolmente o no, con entrambe.

Infine un dettaglio sul menù: il risotto ai funghi è accompagnato dall'Habanero di Cuneo. Un peperoncino piccante associato a una provincia piemontese, in un piatto della tradizione, è il genere di accostamento che rende una cena a quattro mani diversa da una cena qualunque.

Una cosa che non ti dice nessuno su Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia al Mùn Rooftop — 7 ottobre 2026

Quello che raramente si dice delle cene sui rooftop a ottobre è che il meteo conta. Chef Sotto le Stelle si svolge sulla terrazza, all'aperto: il 7 ottobre a Roma le serate possono essere ancora miti, ma la temperatura scende dopo il tramonto e l'umidità si fa sentire. Una giacca leggera o uno scialle sono una precauzione sensata.

Il secondo punto riguarda il prezzo. La differenza fra le due formule è di 30 euro: 90 senza vini, 120 con il wine pairing. Nella formula da 90 euro le bevande sono escluse, quindi acqua, vino al calice o cocktail si pagano a parte. Chi pensa comunque di bere vino durante la cena fa bene a valutare il pairing, che garantisce un abbinamento studiato per ogni portata.

Il terzo punto è pratico: l'orario. La pagina di prenotazione non indica l'ora d'inizio della cena. Conviene chiederla al telefono o leggerla nella conferma di prenotazione, e regolarsi con il tramonto, che a inizio ottobre arriva presto.

Il consiglio che ti do per visitare Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia al Mùn Rooftop — 7 ottobre 2026

Il consiglio è di prenotare presto e di scegliere la formula con il wine pairing. Una cena a quattro mani con uno chef stellato è un'occasione rara, e i posti su una terrazza sono per definizione limitati. Quanto ai vini, l'abbinamento a ogni portata è parte del lavoro della cucina: rinunciarvi per risparmiare 30 euro, quando si pensa comunque di bere, ha poco senso.

Il secondo suggerimento riguarda l'arrivo. Conviene arrivare in Piazza dell'Esquilino con un po' di anticipo e fermarsi qualche minuto davanti all'abside di Santa Maria Maggiore, con l'obelisco di Sisto V al centro della piazza. Salire poi sulla terrazza e ritrovare la stessa vista dall'alto rende la serata più completa.

Terzo: chi ha intolleranze o esigenze alimentari deve segnalarle al momento della prenotazione. Il menù è fisso e comprende carne di vitello e di manzo, funghi, peperoncino e lampone: per eventuali sostituzioni serve un preavviso.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Santa Maria Maggiore sia legata alla leggenda della neve d'agosto è un fatto noto a molti romani. Meno spesso si ricorda che il luogo in cui sorge la basilica era già dedicato a divinità femminili prima del cristianesimo. Nella zona, fra il colle Cispio e l'Esquilino, sorgeva un bosco di loti con il tempio di Giunone Lucina, edificato nel IV secolo avanti Cristo, dove si celebravano i Matronalia, la festa delle madri e delle nascite. Del tempio oggi non resta traccia.

Quando papa Sisto III ricostruì la basilica, dal 432, la dedicò alla Madonna, la cui divina maternità era appena stata riconosciuta dal concilio di Efeso del 431. Il luogo, insomma, ha conservato attraverso i secoli una vocazione legata alla figura della madre.

Un altro fatto poco citato riguarda la stessa struttura della basilica: è la sola a Roma ad aver conservato la primitiva impostazione paleocristiana, con le tre navate e le colonne di spoglio. Dalla terrazza dell'hotel se ne vede la parte posteriore, quella che i turisti, entrando dalla facciata, spesso non guardano.

La foto giusta da fare a Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia al Mùn Rooftop — 7 ottobre 2026

La foto giusta di Chef Sotto le Stelle è quella che mette insieme la tavola e il panorama. Dalla terrazza di un hotel affacciato su Piazza dell'Esquilino, l'inquadratura ideale ha in primo piano un piatto del menù, per esempio il risotto ai funghi, e sullo sfondo l'abside di Santa Maria Maggiore con l'obelisco illuminato.

Il momento migliore è l'ora blu, poco dopo il tramonto, quando il cielo è ancora chiaro e le luci della città si accendono. A inizio ottobre arriva presto: se la cena comincia in quell'orario, conviene scattare durante il primo servizio, prima che il buio si faccia completo.

Prima della cena, in piazza, vale la pena fare una foto dal basso dell'obelisco di Sisto V con la basilica alle spalle. È uno degli scorci classici di Roma, e l'altezza complessiva di oltre venticinque metri, basamento e croce compresi, si apprezza davvero solo da sotto. Durante la cena, naturalmente, si fotografa con discrezione, senza flash e senza disturbare gli altri ospiti.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'area intorno a Piazza dell'Esquilino ha una storia lunga quanto quella di Roma. Nella Roma repubblicana, oltre l'aggere delle mura serviane, l'Esquilino era una vasta discarica e un cimitero per schiavi e cittadini modesti; Rodolfo Lanciani descrive la scoperta di una settantina di questi puticoli vicino all'attuale stazione Termini. Con Augusto i terreni furono coperti da una decina di metri di terra e trasformati negli Orti di Mecenate, dalla cui torre, secondo Svetonio, Nerone avrebbe assistito all'incendio di Roma.

Nel IV secolo, secondo la tradizione, papa Liberio tracciò nella neve d'agosto il perimetro di Santa Maria Maggiore; dal 432 Sisto III ricostruì la basilica dopo il concilio di Efeso. Nel 1527 furono ritrovati presso il Mausoleo di Augusto i due obelischi gemelli, e nel 1587 Sisto V fece innalzare quello che ancora domina la piazza, con il lavoro di Domenico Fontana.

Nel Seicento l'Esquilino tornò a essere sede di ville, e in villa Palombara fu costruita la Porta Alchemica, oggi nei giardini di Piazza Vittorio. Dopo il 1870 il rione fu ricostruito come quartiere per la nuova borghesia impiegatizia della capitale, e nel 1874 durante quei lavori tornò alla luce l'Auditorium di Mecenate.

Chi è passato da Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia al Mùn Rooftop — 7 ottobre 2026

Per la serata del 7 ottobre passa dal Mùn Rooftop Igor Macchia, chef stellato della Credenza di San Maurizio Canavese, che cucina insieme all'head chef del DoubleTree by Hilton Rome Monti. Dietro di lui c'è la storia di Credenza Group e del suo socio Giovanni Grasso, che nel 1991 aprì il ristorante e che ne dirige la sala.

Piazza dell'Esquilino, prima di diventare il panorama di una cena stellata, ha visto passare papi e architetti. Papa Liberio, secondo la tradizione, tracciò qui il perimetro della basilica; papa Sisto III la ricostruì nel V secolo; papa Sisto V e il suo architetto Domenico Fontana diedero alla piazza il suo aspetto con l'obelisco nel 1587.

Nel rione, in età antica, passarono Mecenate, che vi ebbe i suoi celebri orti, e Nerone, che secondo Svetonio dalla torre degli Orti guardò Roma bruciare. L'archeologo Rodolfo Lanciani esplorò le antiche necropoli dell'Esquilino. Oggi la basilica ha come arciprete, dal luglio 2025, il cardinale Rolandas Makrickas, e come protocanonico onorario il re di Spagna Felipe VI.

Che cosa c'è intorno al Mùn Rooftop

L'hotel si trova in una delle zone più ricche di monumenti del centro di Roma.

Santa Maria Maggiore e Santa Prassede

Oltre a Santa Maria Maggiore, a pochi passi c'è la basilica di Santa Prassede.

Termini e le Terme di Diocleziano

Verso la stazione si raggiungono le Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo e Piazza della Repubblica.

Monti

Il rione Monti, che dà il nome all'hotel, comincia a pochi passi: un itinerario è nella proposta su cosa vedere a Monti.

Piazza Vittorio

Verso est, nei giardini di Piazza Vittorio, si trova la Porta Alchemica, ultimo resto di villa Palombara.

Informazioni pratiche

Le regole della serata sono quelle di un ristorante con menù fisso.

Prenotazione

La prenotazione si fa dalla pagina ufficiale del Mùn Rooftop Cocktail Bar o al telefono, al numero +39 06 4577 4508. Al momento della prenotazione conviene chiedere l'orario d'inizio.

Prezzo

Novanta euro a persona senza vini, bevande escluse; centoventi euro con il wine pairing. Il prezzo è per persona e riguarda il percorso completo di cinque portate.

Esigenze alimentari

Il menù è fisso: allergie, intolleranze e scelte alimentari vanno segnalate in anticipo, per verificare la possibilità di variazioni.

Abbigliamento

La pagina non indica un dress code. Per una cena stellata su una terrazza, in ottobre, un abbigliamento curato e uno strato in più per la sera sono la scelta più sensata.

Domande frequenti su Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia

Quando si tiene Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia?

Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia si tiene mercoledì 7 ottobre 2026 al Mùn Rooftop Cocktail Bar del DoubleTree by Hilton Rome Monti, in Piazza dell'Esquilino 1. L'orario d'inizio non è pubblicato: va chiesto alla prenotazione, al numero +39 06 4577 4508.

Quanto costa la cena?

La cena di Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia costa 90 euro a persona senza abbinamento dei vini, con bevande escluse, e 120 euro con il wine pairing. Il prezzo è quello indicato sulla pagina di prenotazione ufficiale del rooftop.

Che cosa prevede il menù?

Il menù di Igor Macchia per Chef Sotto le Stelle ha cinque portate: pane e olio d'oliva, lingua di vitella piemontese con olio, risotto ai funghi con Habanero di Cuneo, cuore di costata alla pizzaiola e, per dolce, lampone e dragoncello.

Chi è Igor Macchia?

Igor Macchia è lo chef della Credenza di San Maurizio Canavese, in provincia di Torino, ristorante con una stella Michelin dal 2006. È entrato nella squadra nel 1995 e con Giovanni Grasso ha fondato Credenza Group, che comprende anche Casa Format e la pizzeria SP143.

Dove si trova il Mùn Rooftop?

Il Mùn Rooftop Cocktail Bar è la terrazza del DoubleTree by Hilton Rome Monti, in Piazza dell'Esquilino 1, la piazza dell'obelisco alle spalle di Santa Maria Maggiore. Dista circa 340 metri dalla stazione Termini e si raggiunge facilmente a piedi.

Serve prenotare?

Sì, Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia è una cena su prenotazione, con menù fisso e posti limitati sulla terrazza del Mùn Rooftop. Si prenota dalla pagina ufficiale del rooftop o al numero +39 06 4577 4508, indicando eventuali allergie o intolleranze.

La cena è all'aperto?

Sì, Chef Sotto le Stelle si svolge sulla terrazza del Mùn Rooftop, presentata come il luogo in cui l'alta cucina incontra l'atmosfera della notte. A inizio ottobre le serate possono essere fresche: conviene portare uno strato in più.

Il consiglio finale su Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia

Chef Sotto le Stelle con Igor Macchia è una cena per chi ama la cucina d'autore e vuole provare un ristorante stellato piemontese senza lasciare Roma. A nostro giudizio il valore della serata è nell'insieme: un menù breve e leggibile, che porta in tavola Piemonte e cucina di casa, una terrazza che guarda l'abside di Santa Maria Maggiore e l'obelisco di Sisto V, una cena a quattro mani che raramente si ripete con lo stesso menù. Il consiglio è di prenotare presto, scegliere il wine pairing, chiedere subito l'orario e arrivare in piazza qualche minuto prima, per vedere da sotto quello che poi si guarderà dall'alto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento7 Ottobre 2026
IndirizzoDoubleTree by Hilton Rome Monti, Piazza dell'Esquilino 1, 00185 Roma Roma Città
CategorieEventiParty

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