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Ci sono parole che si portano dietro un pezzo di città. «Fornicare» è una di queste: dentro c’è un arco romano, una volta di mattoni, una stanza buia lungo una strada affollata. Per capirla bisogna tornare a quando sotto le arcate di Roma, anche intorno al Circo Massimo, aspettavano i clienti le donne che vendevano il proprio corpo. E bisogna anche sfatare una storia che si sente spesso: la parola «porno» non viene da lì.

Dati riscontrati il 17 ottobre 2026 sui vocabolari Treccani ed Etimo.it, sul dizionario latino Lewis & Short, sull’Online Etymology Dictionary, sui testi latini di Giovenale, Orazio, Livio, Svetonio, Tacito e Isidoro di Siviglia e sulle pagine di Turismo Roma e della Sovrintendenza capitolina per il Circo Massimo. Dove le fonti non concordano, lo diciamo.

Le arcate dell'ambulacro dell'emiciclo del Circo Massimo a Roma
Le arcate dell’emiciclo del Circo Massimo, sul lato verso Porta Capena: spazi come questi erano i fornici. Foto: Lalupa, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Fornicare in breve

Che cosa vuol dire fornix?

In latino fornix è prima di tutto una cosa da architetti: un arco, una volta. Si chiamavano così le arcate degli acquedotti e perfino un arco trionfale, il Fornix Fabianus, che sorgeva sulla Via Sacra nel Foro Romano e che Cicerone nomina più volte. I poeti usavano la stessa parola per la volta del cielo.

Poi la parola scende in strada. Le stanze a volta al piano terra, aperte sulla via, buie e a buon mercato, erano anche il luogo della prostituzione più povera. Orazio, nelle Satire, parla di una donna che «sta in un fornice puzzolente»; Giovenale usa fornix per dire bordello. Nel VII secolo Isidoro di Siviglia spiega la cosa nel modo più chiaro: le prostitute stavano sotto le arcate, e quei luoghi si chiamavano fornici. Da lì, dice, il nome di chi ci lavorava.

Quando nasce il verbo fornicare?

I Romani pagani non dicevano «fornicare». Il verbo fornicari compare con gli autori cristiani: lo usa Tertulliano all’inizio del III secolo e lo usa la Vulgata, la Bibbia latina, per tradurre i passi che condannano i rapporti fuori dal matrimonio. Così una parola nata per descrivere un arco finisce nel catechismo. Il vocabolario Treccani lo conferma: l’italiano «fornicare» viene dal latino tardo fornicare, derivato da fornix, «arco, volta», poi «lupanare».

Che cosa c’entra il Circo Massimo?

Il Circo Massimo era il più grande impianto per lo spettacolo di Roma, e intorno alla pista correva un anello di arcate a più piani. Lo storico greco Dionigi di Alicarnasso racconta che all’esterno c’era un portico con botteghe e, sopra, abitazioni. In quegli spazi si mescolava di tutto: venditori di cibo, astrologi, cambiavalute per le scommesse e prostitute. Giovenale, nella terza satira, si lamenta delle ragazze arrivate dall’Oriente e «costrette a prostituirsi presso il Circo». E la Storia Augusta, una fonte tarda e poco affidabile, racconta che l’imperatore Elagabalo radunò le prostitute del Circo, del teatro e dello stadio.

Va detta una cosa con onestà: nessun testo antico che conosciamo usa la parola fornix proprio per le arcate del Circo Massimo. Il legame «fornici del Circo, quindi fornicare» è una ricostruzione moderna, plausibile e molto raccontata dalle guide, perché mette insieme il senso di fornix e le testimonianze sulla prostituzione intorno al Circo. La parola nasce dagli archi in generale; il Circo è il luogo dove quell’immagine diventa più facile da vedere.

Allora da dove viene «porno»?

Da tutt’altra parte, e da un’altra lingua. «Porno» è l’abbreviazione di «pornografia», che arriva in italiano dal francese pornographie e prima ancora dal greco: pórnē vuol dire «prostituta» ed è legata, secondo i linguisti, a un verbo che significa «vendere». Pornográphos, «chi scrive di prostitute», esiste già nel greco antico. Nel 1769 lo scrittore francese Restif de la Bretonne intitolò Le Pornographe un progetto per regolamentare i bordelli: non era un libro osceno, ma un trattato sulla prostituzione. Il senso di immagini e testi osceni arriva solo nell’Ottocento, e la forma breve «porno» è del Novecento.

Quindi «fornicare» e «porno» parlano della stessa cosa, ma non sono parenti: la prima viene da un arco romano, la seconda da un mercato greco.

Quali altre parole del sesso a pagamento vengono da Roma?

Il mestiere a Roma era legale e controllato. Tacito racconta che nel 19 d.C. una donna di famiglia senatoria, Vistilia, si fece iscrivere presso gli edili come prostituta per sfuggire alle leggi sull’adulterio, e il Senato la mandò in esilio. Svetonio scrive che Caligola mise una tassa sulle prostitute pari al guadagno di una prestazione, e arrivò ad aprire un lupanare sul Palatino. La Suburra, il quartiere popolare fra il Foro e l’Esquilino, oggi più o meno il rione Monti, era famosa per le sue ragazze di dubbia fama: lo dice Marziale.

Dove vedere oggi i luoghi di questa storia?

L’area archeologica del Circo Massimo si visita dal lato dell’emiciclo, verso Porta Capena e la Torre della Moletta: si vedono gli ambulacri che portavano alle gradinate, una strada basolata, latrine e i resti delle botteghe per gli spettatori, insieme alle basi dell’arco di Tito. Secondo Turismo Roma è aperta dal martedì alla domenica, con orario invernale dall’ultima domenica di ottobre (9:30-16, ultimo ingresso alle 15); conviene prenotare tramite il circuito dei Musei in Comune o allo 060608.

Per rivedere il Circo com’era, la Circo Maximo Experience è attiva per tutto il 2026: una visita di circa 40 minuti in realtà aumentata e virtuale, con ingresso da viale Aventino, chiusa il lunedì e anche quando piove, perché con la pioggia i visori non si usano. Il biglietto intero costa 12 euro secondo la Sovrintendenza capitolina. Chi preferisce una guida in carne e ossa trova la visita guidata di Terme di Caracalla e Circo Massimo su Tiqets o il tour per piccoli gruppi su Viator. Le Terme di Caracalla sono a dieci minuti a piedi: un modo per vedere, nello stesso pomeriggio, come i Romani passavano il tempo libero.

Per completare il giro, il Foro Romano, dove sorgeva il Fornix Fabianus, si visita con il biglietto del Parco archeologico del Colosseo, per esempio con il Forum Pass con audioguida su Tiqets. Il lupanare più famoso del mondo romano, con i suoi letti in muratura e i dipinti nel corridoio, è invece a Pompei: una gita in giornata da Roma; prima di partire verificate sul sito del Parco archeologico che sia aperto.

Domande frequenti

Fornicare viene davvero dal Circo Massimo?

Viene da fornix, l’arco o la volta delle stanze dove si esercitava la prostituzione a Roma. Il Circo Massimo, con le sue arcate e le testimonianze di Giovenale, è l’esempio più famoso, ma nessun testo antico usa fornix proprio per il Circo: il collegamento diretto è una ricostruzione moderna.

Porno e fornicare hanno la stessa origine?

No. «Fornicare» viene dal latino fornix; «porno» viene dal greco pórnē, «prostituta», attraverso il francese pornographie. Parlano della stessa cosa, ma non sono parenti.

Perché lupanare si chiama così?

Perché lupa, in latino, indicava anche la prostituta. Da qui lupanar, il bordello. Livio riporta l’ipotesi che la lupa di Romolo e Remo fosse in realtà Acca Larenzia, chiamata così dai pastori.

La prostituzione era legale nell’antica Roma?

Sì, era tollerata e regolata: le prostitute si registravano presso gli edili e sotto Caligola pagavano una tassa. Era però un mestiere infamante, che toglieva diritti a chi lo esercitava.

Si possono vedere le arcate del Circo Massimo?

Si vedono i resti dell’emiciclo, sul lato verso Porta Capena: ambulacri, botteghe, una strada antica. Il resto della struttura è sepolto sotto il prato che conosciamo.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Le fonti principali sono i vocabolari Treccani ed Etimo.it, il dizionario latino Lewis & Short, l’Online Etymology Dictionary, i testi di Giovenale (Satire 3), Orazio (Satire 1,2), Livio (1,4), Svetonio (Caligola 40-41), Tacito (Annali 2,85), Isidoro di Siviglia (Etimologie 10) e Dionigi di Alicarnasso (3,68), oltre alle pagine di Turismo Roma e della Sovrintendenza capitolina sul Circo Massimo, consultati il 17 ottobre 2026. Dove le fonti non concordano, lo diciamo nel testo. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Se state costruendo qualche giorno a Roma intorno a queste storie, potete mettere i luoghi nel vostro programma di viaggio e vederli giorno per giorno sulla mappa. Per un itinerario di più giorni fra Roma e il resto d’Italia, una risorsa utile è Italy Planner.

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