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Surf’s Up Club at the Cave allo Spazio Cavea — 3 ottobre 2026

Evento concluso · si è chiuso il 3 Ottobre 2026. Guarda gli eventi in programma a Roma →

In breve. Surf's Up Club at the Cave si tiene sabato 3 ottobre 2026 allo Spazio Cavea, in via di Salone 290 (CAP 00131), all'estremo est di Roma, fuori dal Grande Raccordo Anulare: apertura porte alle 16, due palchi, musica fino a tardi.

Surf's Up Club at the Cave si tiene sabato 3 ottobre 2026 allo Spazio Cavea, in via di Salone 290 (CAP 00131), all'estremo est di Roma, fuori dal Grande Raccordo Anulare: apertura porte alle 16, due palchi, musica fino a tardi. I biglietti partono da 11,50 euro e si acquistano sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale della sede; l'evento è segnalato per un pubblico dai 20 anni in su. Lo Spazio Cavea si raggiunge soprattutto in auto e dispone di un parcheggio interno; la stazione ferroviaria più vicina è Salone, sulla linea regionale FL2, a circa 1,3 chilometri in linea d'aria, ma per la sera il taxi o un passaggio condiviso sono la scelta più sensata.

Surf's Up Club at the Cave: la festa in breve

Surf's Up Club torna a Roma con la sua edizione più grande, e sceglie una cava. La presentazione ufficiale è scritta in inglese e in italiano, con il tono di chi vuole alzare l'asticella: una delle location più particolari della città, un'ex cava che, secondo gli organizzatori, ha dato le pietre al Colosseo, e che ora ospita quella che viene annunciata come la notte più grande dell'anno.

Data e orari

La festa è sabato 3 ottobre 2026. Le porte aprono alle 16 e la serata prosegue fino a tardi: è un evento che comincia di pomeriggio, con la luce del giorno, e attraversa il tramonto dentro le pareti di tufo.

Due palchi

Gli organizzatori annunciano due stage. Il cartellone dei dj non è stato diffuso nella presentazione: gli aggiornamenti vengono pubblicati sui canali ufficiali della festa e della sede. L'evento è classificato come serata dj.

Chi organizza

La festa è una produzione Spazio Cavea per Surf's Up Club, powered by Studenti alla Terza, come indicato nella presentazione. Il programma, avvertono gli organizzatori, potrebbe subire variazioni.

Biglietti, prezzi ed età minima per Surf's Up Club at the Cave

I biglietti per Surf's Up Club at the Cave partono da 11,50 euro. Il prezzo indicato dal rivenditore è quello finale, senza sovrapprezzi a sorpresa. Il sito ufficiale dello Spazio Cavea rimanda al circuito di prevendita della sede, dove il biglietto viene conservato in forma digitale.

Età minima

L'evento è segnalato come riservato a un pubblico dai 20 anni in su. È un'indicazione da prendere sul serio: all'ingresso possono chiedere un documento. Chi ha meno di vent'anni deve verificare con gli organizzatori prima di acquistare.

Perché comprare prima

In un luogo isolato come lo Spazio Cavea non conviene arrivare senza biglietto sperando nella cassa. Se la festa si riempie, il viaggio fino a via di Salone rischia di essere a vuoto. Comprare in anticipo permette anche di organizzare il trasporto con calma, che qui è la parte più delicata della serata.

Surf's Up Club e Studenti alla Terza

Surf's Up Club è un format di feste che a Roma ha già un suo pubblico: la presentazione parla di un ritorno, e di un'edizione che punta più in alto delle precedenti. Il nome evoca la musica da spiaggia americana, e il tono della comunicazione, con i cuoricini e il maiuscolo, dice molto sul pubblico a cui si rivolge: giovane, abituato a scoprire le feste sui social, disposto a fare strada per una location fuori dal comune.

Studenti alla Terza

La festa è powered by Studenti alla Terza, la sigla che affianca Surf's Up Club nella produzione. La presentazione ufficiale non aggiunge altro: per notizie sulle edizioni precedenti e sui dj coinvolti, i riferimenti sono i canali social del format.

Il pomeriggio nella cava

La scelta di aprire alle 16 non è banale. Gran parte delle serate dei club romani comincia a mezzanotte. Qui si entra con il sole, si vede la cava con la luce del giorno, e la festa si trasforma man mano che scende il buio. È il modo migliore per apprezzare un luogo che, di notte, si percepisce solo in parte.

La nostra opinione

Il punto di forza della serata è la sede, prima ancora della musica. Una festa si dimentica, un pomeriggio dentro una cava di tufo romana no. Se sei incerto, vai per il luogo.

Lo Spazio Cavea: dove il suono scava la pietra

Lo Spazio Cavea è uno spazio per eventi all'aperto ricavato in una cava di tufo, in via di Salone 290. Il suo motto è una dichiarazione di intenti: dove il suono scava la pietra. Si presenta come underground per natura e avanguardia per scelta, con musica, arte ed eventi costruiti su misura.

I format della casa

Lo Spazio Cavea organizza quattro linee di programmazione proprie. Friction è dedicata alla sperimentazione, con live, elettronica e contaminazioni. Monolith è il lato rituale e notturno, il clubbing inteso come architettura: ripetizione, potenza, corpo collettivo. Undercurrent è l'ascolto lungo, fatto di stratificazione sonora e tempo dilatato. Vein, infine, è un format dedicato alla drammaturgia contemporanea e al teatro di ricerca.

Perché una cava funziona per la musica

Le pareti di tufo chiudono lo spazio su più lati e creano una sala a cielo aperto: il suono resta dentro, rimbalza sulla roccia, e chi è sotto il palco lo sente avvolgente. È lo stesso principio, in scala ridotta e naturale, dei teatri antichi scavati nei pendii. Il nome della sede, Cavea, richiama proprio la gradinata del teatro romano.

Un luogo pensato come destinazione

La sede stessa lo dichiara: lo spazio è isolato, pensato per essere vissuto come destinazione. Non è un club in cui si entra per caso passando per strada. Si arriva apposta, si resta a lungo, si riparte a fine serata.

Informazioni pratiche

Gli orari variano in base agli eventi. Lo spazio è raggiungibile in auto e dispone di un parcheggio interno. Il portale turistico di Roma Capitale lo classifica fra le sale da concerto, con una descrizione che mette insieme spazio concerti e clubbing.

Una curiosità su Surf's Up Club at the Cave allo Spazio Cavea — 3 ottobre 2026

La curiosità è la frase con cui gli organizzatori presentano la festa: un'ex cava che ha dato le pietre al Colosseo. Suona come uno slogan, ma ha un fondamento. Lungo la sponda destra dell'Aniene, fra via Tiburtina e l'autostrada per L'Aquila, subito dopo il Grande Raccordo Anulare, si trovano numerose cave antiche di tufo, note come latomie di Salone. Secondo la voce enciclopedica dedicata alla zona, i Romani vi estrassero il materiale per costruire molti edifici, fra cui il Colosseo.

Il tufo di queste cave è il tufo lionato, di colore rossiccio. Lo sfruttamento su larga scala viene attribuito al generale Lucio Licinio Lucullo, che nel I secolo avanti Cristo avviò in proprio l'estrazione. Il materiale fu impiegato per secoli nella costruzione degli edifici più importanti della città, soprattutto in età repubblicana.

Il dettaglio più affascinante è il trasporto. I blocchi di tufo arrivavano a Roma su zattere, lungo l'Aniene, il cui corso passa a poche decine di metri dalle cave. Il fiume era navigabile con zattere fino alla città, e diventava così un'autostrada d'acqua per la pietra. Chi arriva allo Spazio Cavea in auto, lungo via di Salone, percorre in poche decine di minuti una distanza che per i blocchi di Lucullo richiedeva giorni di lavoro.

C'è poi una seconda curiosità, meno nota. A Salone, in quello che gli antichi chiamavano agro lucullano, sgorgano le sorgenti dell'Acqua Vergine, l'acquedotto che attraversa Roma sottoterra e finisce nelle bocche della Fontana di Trevi. La cava della festa e la fontana più famosa del mondo sono collegate da un filo d'acqua.

Le latomie di Salone: storia delle cave

Le latomie di Salone sono un paesaggio di pareti scoscese e antri scavati nel tufo, immerso nel verde lungo il corso dell'Aniene. Si vedono anche dall'autostrada Roma-L'Aquila, appena fuori dal Raccordo. Sono cave antiche, oggi in disuso, che hanno fornito pietra alla città per secoli.

Un territorio abitato da millenni

La zona era abitata ben prima di Roma. Nel 1972, durante i lavori per l'autostrada, poco a est delle latomie venne alla luce una necropoli di circa 300 tombe, datate fra l'VIII e il III secolo avanti Cristo, vicina a un abitato protostorico. L'archeologo Lorenzo Quilici ipotizzò che fosse l'antica Caenina, uno dei villaggi coinvolti nel racconto del ratto delle Sabine. Scavi più recenti hanno portato gli archeologi a pensare piuttosto all'antica Collatia.

Dopo Roma

Con la caduta dell'impero le latomie furono progressivamente abbandonate. Nel Medioevo la zona fu organizzata in una domusculta, un'azienda agricola ecclesiastica, quella di Santa Cecilia. Nel Duecento i baroni de' Rusticis costruirono l'alta Torre della Rustica, e con la frammentazione della proprietà sorsero piccoli castelli e casali fortificati, alcuni ancora visibili.

Lo stato attuale

Quando il tufo è stato sostituito dal cemento, le cave sono state abbandonate. Ne resta un tratto di terreno che nasconde grandi caverne. Le latomie di Salone sono le meglio conservate del sistema; quelle vicine di Cervara lo sono molto meno. Lo Spazio Cavea è uno dei pochi modi di entrare, per una sera, in questo paesaggio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Surf's Up Club at the Cave allo Spazio Cavea — 3 ottobre 2026

La cosa che nessuno dice, nei post pieni di entusiasmo, è il ritorno. Lo Spazio Cavea è fuori dal Grande Raccordo Anulare, in una zona di campagna attraversata da strade extraurbane. La stessa sede lo scrive senza giri di parole: lo spazio è isolato, pensato come destinazione, e si raggiunge facilmente in auto. Tradotto: con i mezzi pubblici, a fine serata, è complicato.

La stazione di Salone, sulla linea ferroviaria regionale FL2, è a circa 1,3 chilometri in linea d'aria. Di giorno è un'opzione possibile per chi arriva all'apertura delle 16. Di notte, a festa finita, i treni regionali non ci sono o sono rarissimi, e il tratto a piedi lungo una strada extraurbana, al buio, non è una passeggiata che consiglierei a nessuno.

Il consiglio quindi è di organizzare il ritorno prima di partire. Le soluzioni sensate sono tre. La prima è l'auto con un guidatore che non beve, usando il parcheggio interno della sede. La seconda è il taxi o un servizio di auto con conducente prenotato in anticipo, meglio se condiviso con amici. La terza è fare gruppo con chi ha la macchina, già dal giorno prima.

Un'ultima cosa: una cava è uno spazio all'aperto. Il 3 ottobre a Roma le serate cominciano a rinfrescare, e dentro le pareti di tufo, dopo il tramonto, l'umidità si sente. Porta una felpa o una giacca leggera, anche se nel pomeriggio fa caldo.

Il consiglio che ti do per visitare Surf's Up Club at the Cave allo Spazio Cavea — 3 ottobre 2026

Il consiglio è di arrivare presto, poco dopo l'apertura delle 16. Per due ragioni. La prima è la luce: la cava si vede davvero solo di giorno. Le pareti di tufo lionato, rossicce, i tagli netti lasciati dagli scalpellini, le cavità scavate nella roccia sono lo spettacolo migliore della giornata, e con il buio si perdono. Il tramonto, all'inizio di ottobre, arriva presto: goditi la prima parte del pomeriggio.

La seconda ragione è logistica. Arrivando all'apertura si trova parcheggio senza difficoltà, si entra senza coda e si prende confidenza con lo spazio prima che si riempia. Con due palchi, è utile sapere dove sono, dove sono i bar e dove sono i servizi prima che faccia buio.

Mangia prima di partire o porta con te qualcosa. Intorno allo Spazio Cavea non c'è un quartiere con ristoranti e bar come in centro: c'è la campagna. Eventuali punti ristoro saranno quelli allestiti per la festa, e le informazioni vanno controllate sui canali degli organizzatori.

Infine, scegli le scarpe giuste. Il fondo di una cava non è il pavimento di un club: terra battuta, ghiaia, dislivelli. Scarpe comode e chiuse ti permettono di ballare per ore senza pensarci. I tacchi, qui, sono una pessima idea.

Salone: la zona dello Spazio Cavea

Salone è un antico casale della campagna romana, noto fin dall'XI secolo con il nome di Campus Solonis o Castellum Ulmetum, lungo la via Collatina. Il nome, secondo una tradizione, sarebbe una trascrizione errata di Solone, il legislatore greco che avrebbe visitato Roma nel VI secolo avanti Cristo.

Il casale e la villa del Cinquecento

Nel 1074 una bolla di papa Gregorio VII confermava all'abbazia di San Paolo fuori le Mura il casale di Solone con il suo castello, detto Ulmetum. Nel Cinquecento la proprietà passò al cardinale Agostino Trivulzio, che vi fece costruire un casale usato come villa nobile: vi lavorarono Baldassarre Peruzzi e, per la decorazione, Daniele da Volterra. Nel 1527 il casale fu saccheggiato dai Lanzichenecchi e cadde in abbandono.

La grande tenuta

Il casale passò poi al capitolo di Santa Maria Maggiore. All'inizio dell'Ottocento la tenuta, divisa in Salone, Saloncino e Saloncello, superava i 1.100 ettari e confinava con l'Aniene e con le tenute di La Rustica, Ponte di Nona, Torrenova, Tor Sapienza e Tor Tre Teste.

La valle dell'Aniene

Il paesaggio della zona è quello della valle dell'Aniene, il fiume che per secoli ha trasportato il tufo verso Roma. Chi vuole conoscerlo di giorno trova, più vicino alla città, la Riserva Naturale Valle dell'Aniene. Per le cave, la scheda dedicata è quella sulle Cave di Salone.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la Fontana di Trevi sia alimentata dall'Acqua Vergine lo sanno in molti. Che l'Acqua Vergine nasca a Salone, a poca distanza dalla cava dove si balla il 3 ottobre, lo sanno in pochi. Fin dall'età romana la località era nota per la presenza delle sorgenti dell'acquedotto, poste nel cosiddetto agro lucullano, e chiamate in passato anche Fonte erculaneo.

L'Acqua Vergine è uno degli acquedotti antichi di Roma che non ha mai smesso del tutto di funzionare. Le sue acque attraversano la città sottoterra e sgorgano infine dalle bocche della Fontana di Trevi. Chi getta una moneta nella fontana, di fatto, la getta in un'acqua che è partita da qui.

La coincidenza fra acqua e pietra dice molto su questo angolo di campagna. Nello stesso territorio, nel raggio di pochi chilometri, i Romani trovavano il materiale per costruire la città, il tufo delle latomie, e l'acqua per farla vivere, quella delle sorgenti di Salone. E avevano il fiume, l'Aniene, per portare la pietra a destinazione. È uno dei motivi per cui questa zona, oggi periferica, è stata per secoli strategica.

Per chi viene alla festa, è un buon argomento di conversazione fra un set e l'altro. E per chi il giorno dopo passa da Trevi, un modo diverso di guardare la fontana: con in mente la cava dove ha ballato la sera prima.

La foto giusta da fare a Surf's Up Club at the Cave allo Spazio Cavea — 3 ottobre 2026

La foto giusta si fa nell'ora prima del tramonto, quando la luce radente colpisce le pareti della cava e il tufo lionato si accende di rosso e di arancio. È il momento in cui la cava mostra la sua materia: i segni dei tagli, gli strati della roccia, le cavità. Inquadra una parete intera con la folla in basso, piccola: il contrasto di scala fra le persone e la pietra racconta il luogo meglio di qualsiasi primo piano.

Dopo il tramonto la foto cambia. Le luci del palco sulle pareti di tufo trasformano la cava in una scenografia. Qui conviene evitare il flash, che appiattisce tutto, e sfruttare le luci colorate che rimbalzano sulla roccia. Uno scatto un po' mosso, con i fasci di luce che tagliano il buio, rende l'atmosfera meglio di un'immagine nitida.

La terza foto è quella del dettaglio: una mano appoggiata sulla parete, la superficie porosa del tufo, magari con un segno lasciato dagli scalpellini. È l'immagine che ricorda, a distanza di anni, di aver ballato dentro una cava che ha dato pietra alla Roma antica.

Una raccomandazione: le pareti di una cava non sono un muro da scalare. Scatta dal basso, resta nelle aree aperte al pubblico e rispetta le indicazioni dello staff.

Come arrivare allo Spazio Cavea

Lo Spazio Cavea è in via di Salone 290, all'estremo est di Roma, fuori dal Grande Raccordo Anulare, nella zona dove comincia l'autostrada per L'Aquila. La sede indica l'auto come il mezzo più semplice e dispone di un parcheggio interno.

In auto

Dal Grande Raccordo Anulare si esce in direzione della via Tiburtina o della via Collatina e si raggiunge via di Salone. Il parcheggio interno evita la ricerca di un posto a bordo strada, che su una strada extraurbana è sconsigliabile. Per il ritorno, serve un guidatore sobrio: è la regola più importante di tutta la serata.

In treno

La stazione più vicina è Salone, sulla linea ferroviaria regionale FL2, a circa 1,3 chilometri in linea d'aria dallo spazio. È un'opzione per l'andata, di pomeriggio, controllando gli orari sul sito dell'operatore ferroviario. Per il ritorno notturno non è una soluzione affidabile.

In taxi

Il taxi, meglio se condiviso, è la soluzione più comoda per chi non guida. Prenota il ritorno in anticipo o tieni a portata di mano i numeri dei radiotaxi: in una zona isolata, a notte fonda, le auto disponibili possono essere poche e i tempi di attesa lunghi.

In gruppo

Il pubblico della festa, a giudicare dalla comunicazione e dall'età minima indicata, è giovane. Organizzarsi in gruppo, con una o due auto per quattro o cinque persone, è la soluzione più economica e più sicura. Decidete prima chi guida.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La zona delle latomie di Salone ha una storia lunghissima, che va dalla protostoria al Rinascimento. Alcuni avvenimenti ne segnano le tappe.

Il primo è la necropoli protostorica scoperta nel 1972, durante i lavori per l'autostrada Roma-L'Aquila, poco a est delle latomie: circa 300 tombe databili fra l'VIII e il III secolo avanti Cristo, con ricchi corredi funerari salvati dai tombaroli. Gli archeologi hanno discusso a lungo sull'identità dell'abitato vicino: Caenina, secondo Lorenzo Quilici, oppure Collatia, secondo gli scavi più recenti.

Il secondo è l'avvio dello sfruttamento sistematico delle cave, nel I secolo avanti Cristo, per iniziativa di Lucio Licinio Lucullo. Da quel momento il tufo lionato di Salone, trasportato su zattere lungo l'Aniene, entrò nei cantieri della città, fino, secondo la tradizione, al Colosseo.

Il terzo è il saccheggio del 1527. Il casale di Salone, trasformato dal cardinale Agostino Trivulzio in una villa nobile con il contributo di Baldassarre Peruzzi e Daniele da Volterra, fu devastato dai Lanzichenecchi nell'anno del Sacco di Roma, e da allora conobbe un lento abbandono.

Il quarto, più lieve, è ottocentesco: dal 1815 al 1890, ogni 21 aprile, gli artisti stranieri che vivevano a Roma celebravano nelle vicine latomie di Tor Cervara una festa carnevalesca, la cosiddetta Cervarofest. Due secoli dopo, le cave tornano a riempirsi di gente che fa festa.

Chi è passato da Surf's Up Club at the Cave allo Spazio Cavea — 3 ottobre 2026

Dalle cave e dalla campagna di Salone sono passati personaggi di tutte le epoche. Il primo nome è quello di Lucio Licinio Lucullo, il generale romano celebre per le sue ricchezze e per i suoi banchetti, che nel I secolo avanti Cristo avviò lo sfruttamento delle cave di tufo. La zona, non a torto, fu chiamata agro lucullano.

Nel Medioevo passarono di qui i monaci di San Paolo fuori le Mura, ai quali papa Gregorio VII confermò il casale nel 1074, poi i canonici della basilica Liberiana, Santa Maria Maggiore, che ne furono a lungo proprietari. Il cardinale Giacomo Colonna, nel 1321, donò una parte della tenuta alla stessa basilica.

Nel Rinascimento arrivarono gli artisti. Il cardinale Agostino Trivulzio fece costruire qui una villa nobile, e vi chiamò Baldassarre Peruzzi, architetto e pittore senese, e Daniele da Volterra, allievo di Michelangelo, per la decorazione. Pochi anni dopo, nel 1527, arrivarono invece i Lanzichenecchi.

Nell'Ottocento, per tre quarti di secolo, la congrega degli artisti stranieri residenti a Roma scelse le vicine latomie di Tor Cervara per la sua festa annuale del 21 aprile. Era un'allegra manifestazione di tipo carnevalesco, organizzata dalla numerosa comunità di artisti stranieri che allora viveva nella capitale. Il 3 ottobre 2026 il pubblico di Surf's Up Club ne raccoglie, senza saperlo, l'eredità.

Accessibilità, sicurezza e cosa portare

Accessibilità

Le informazioni pubblicate non specificano le condizioni di accesso per le persone con disabilità motoria. Una cava all'aperto ha per natura fondi irregolari e dislivelli. Chi usa una carrozzina o ha difficoltà a camminare fa bene a contattare la sede prima dell'evento, per telefono o per email, per sapere quali aree sono raggiungibili e dove è possibile parcheggiare vicino all'ingresso.

Sicurezza

Resta nelle aree aperte al pubblico e segui le indicazioni dello staff. Bevi acqua, soprattutto se il pomeriggio è caldo. Tieni telefono e documenti in una tasca chiusa. Mettiti d'accordo con i tuoi amici su un punto di ritrovo, perché con due palchi e poca copertura di rete ci si perde facilmente.

Cosa portare

Una felpa o una giacca leggera per la sera, scarpe comode e chiuse, un documento d'identità per il controllo dell'età, il telefono carico e, se possibile, una piccola batteria esterna. Il biglietto in formato digitale va tenuto a portata di mano all'ingresso.

Come organizzare la giornata di Surf's Up Club at the Cave

Una festa che comincia alle 16 e finisce a notte fonda, in un luogo isolato, va organizzata come una piccola gita. Ecco una scaletta pratica, pensata per chi parte dal centro di Roma.

Primo pomeriggio

Pranza con calma in città, verso le 13, e parti intorno alle 15. Il tragitto dal centro fino a via di Salone, attraverso la Tiburtina o il Raccordo, richiede tempo il sabato pomeriggio: calcola un margine largo. Se hai scelto il treno, verifica gli orari della FL2 per Salone e il tratto finale fino allo spazio.

Dalle 16 al tramonto

Entra all'apertura. È la parte della giornata in cui la cava si vede meglio e in cui c'è più spazio per muoversi. Fai un giro fra i due palchi, individua bar, servizi e uscite. All'inizio di ottobre il sole tramonta poco prima delle 19: è il momento delle foto, con il tufo acceso dalla luce radente.

La sera

Dopo il tramonto la festa cambia volto. È il momento di ballare, di bere acqua fra un drink e l'altro, di mettersi la felpa. Se hai prenotato un taxi per il ritorno, conferma l'orario con un po' di anticipo.

Il ritorno

Esci con il tuo gruppo, al punto di ritrovo concordato. Chi guida deve essere lucido: è la sola regola che non ammette eccezioni. Chi rientra in taxi aspetta dentro l'area dell'evento, non lungo la strada.

Intorno allo Spazio Cavea: la campagna dell'Aniene

Lo Spazio Cavea non è in un quartiere, ma in un paesaggio. Chi arriva con la luce del giorno si trova nella campagna orientale di Roma, fra la via Tiburtina, la via Collatina e il corso dell'Aniene, in un territorio che conserva tracce di tutte le epoche.

La Torre della Rustica

Nel Duecento i baroni de' Rusticis, proprietari della zona, fecero costruire l'alta Torre della Rustica, che ha dato il nome all'area. Con la frammentazione delle proprietà sorsero piccoli castelli e casali fortificati, alcuni ancora visibili nel paesaggio agricolo.

Le latomie di Cervara

Poco lontano ci sono le latomie di Cervara, parte dello stesso sistema di cave di tufo, meno conservate di quelle di Salone. Furono per quasi un secolo il teatro della festa degli artisti stranieri residenti a Roma, ogni 21 aprile.

Il paesaggio ferito

Chi percorre la zona vede anche capannoni, case e strutture recenti, talvolta abusive, che occupano parte di questo paesaggio. Le latomie, scrivono gli speleologi che le hanno studiate, avrebbero meritato più protezione da parte delle autorità. Entrare in una cava per una festa è anche un modo per ricordare che questo patrimonio esiste.

Il giorno dopo

Per chi vuole completare la storia, il giorno dopo la festa c'è un itinerario naturale: la Fontana di Trevi, dove arriva l'Acqua Vergine nata a Salone, e il Colosseo, costruito anche, secondo la tradizione, con il tufo di queste cave.

Domande frequenti su Surf's Up Club at the Cave

Quando si tiene Surf's Up Club at the Cave?

Surf's Up Club at the Cave si tiene sabato 3 ottobre 2026 allo Spazio Cavea di Roma. Le porte aprono alle 16 e la festa prosegue fino a tardi, con due palchi. Il programma, avvertono gli organizzatori, potrebbe subire variazioni: conviene controllare i canali ufficiali nei giorni precedenti.

Quanto costano i biglietti per Surf's Up Club at the Cave?

I biglietti per Surf's Up Club at the Cave partono da 11,50 euro, prezzo finale indicato dal rivenditore. Si acquistano sul circuito di prevendita a cui rimanda il sito ufficiale dello Spazio Cavea. Conviene comprarli in anticipo, perché la sede è isolata e arrivare senza biglietto è un rischio.

Dove si trova lo Spazio Cavea?

Lo Spazio Cavea si trova in via di Salone 290, 00131 Roma, all'estremo est della città, fuori dal Grande Raccordo Anulare. È uno spazio all'aperto ricavato in una cava di tufo, nella zona delle latomie di Salone, vicino al corso dell'Aniene.

Come si arriva allo Spazio Cavea senza auto?

Senza auto, per lo Spazio Cavea la soluzione più pratica è il taxi, meglio se condiviso. La stazione di Salone, sulla linea regionale FL2, è a circa 1,3 chilometri in linea d'aria: utile di pomeriggio, poco affidabile per il ritorno notturno. La sede dispone di un parcheggio interno.

C'è un'età minima per Surf's Up Club at the Cave?

Surf's Up Club at the Cave è segnalato come evento per un pubblico dai 20 anni in su. All'ingresso può essere richiesto un documento d'identità. Chi ha meno di vent'anni deve verificare con gli organizzatori prima di acquistare il biglietto.

È vero che la cava ha dato le pietre al Colosseo?

Lo Spazio Cavea si trova nella zona delle latomie di Salone, antiche cave di tufo lionato lungo l'Aniene. Secondo la voce enciclopedica sulla zona, i Romani vi estrassero materiale per molti edifici, Colosseo compreso; i blocchi arrivavano in città su zattere lungo il fiume.

Il consiglio finale

Vai presto, con la luce, e pensa al ritorno prima di partire. Surf's Up Club at the Cave è una festa, ma lo Spazio Cavea è un luogo che merita di essere visto con gli occhi aperti: una cava di tufo che ha dato pietra a Roma per secoli, in una campagna dove nasce l'acqua di Trevi. Ballare lì dentro al tramonto è un'esperienza che nessun club del centro può offrire.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Ottobre 2026 16:00
IndirizzoSpazio Cavea, Via di Salone 290, 00131 Roma Roma Città
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