Sol Gabetta e Bertrand Chamayou all’Auditorium Parco della Musica — 25 novembre 2026
Mercoledì 25 novembre 2026 alle 20:00 la violoncellista Sol Gabetta e il pianista Bertrand Chamayou suonano nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), per la stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con tre sonate per violoncello e pianoforte: Britten op. 65, Grieg op. 36 e Rachmaninoff op. 19. L'Auditorium si raggiunge con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano 38 euro in platea, 26 euro nel secondo settore di galleria e 18 euro nel terzo, e si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto.

Due musicisti nati a pochi giorni di distanza nel 1981, lei a Villa María in Argentina, lui a Tolosa, che suonano insieme da oltre un decennio e che nel 2015 hanno pubblicato un disco comune dedicato a Chopin. A Roma portano un programma che attraversa tre paesi e sessant'anni di musica: la Norvegia di Grieg, la Russia di Rachmaninoff all'alba del Novecento, l'Inghilterra di Britten negli anni Sessanta.
Sol Gabetta e Bertrand Chamayou a Santa Cecilia: il concerto del 25 novembre
Il recital di Sol Gabetta e Bertrand Chamayou è in programma mercoledì 25 novembre 2026 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nel cartellone della stagione da camera 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Il programma
Benjamin Britten, Sonata per violoncello e pianoforte op. 65. Edvard Grieg, Sonata per violoncello e pianoforte op. 36. Sergej Rachmaninoff, Sonata per violoncello e pianoforte op. 19. Tre sonate in cui il pianoforte non è mai un semplice sostegno: ha sempre un ruolo da protagonista.
Una serata di stagione da camera
Nella stagione da camera dell'Accademia il concerto cade una settimana dopo il terzo appuntamento dell'integrale dei quartetti di Beethoven con il Quatuor Ebène, il 18 novembre, e due settimane prima di Jordi Savall con Vivaldi, il 9 dicembre, sempre in Sala Sinopoli.
La puntualità
L'Accademia raccomanda puntualità: i concerti cominciano all'ora indicata e chi arriva in ritardo non accede in sala. Le avvertenze complete sono pubblicate nella pagina Avvertenze del sito ufficiale dell'Accademia.
Il programma: tre sonate per violoncello e pianoforte
Le tre sonate in programma sono state scritte fra il 1882 e il 1961, e ognuna nasce da un rapporto personale fra il compositore e un violoncellista: il fratello di Grieg, l'amico di Rachmaninoff, il grande Rostropovich per Britten.
Britten, Sonata op. 65
La Sonata op. 65 di Benjamin Britten fu eseguita per la prima volta il 7 luglio 1961 all'Aldeburgh Festival, nel Suffolk. È in cinque movimenti. Nel quarto, uno scherzo tutto in pizzicato, si riconosce un debito verso il gamelan balinese; il moto perpetuo finale usa il motivo DSCH, la trascrizione musicale delle iniziali di Šostakovič, come omaggio al compositore che aveva spinto Britten a scrivere per violoncello.
Grieg, Sonata op. 36
La Sonata in la minore op. 36 è l'unica composizione di Edvard Grieg per violoncello e pianoforte, scritta fra il 1882 e il 1883, dopo un periodo assorbito dalla direzione dell'orchestra di Bergen e dalla malattia. Grieg la dedicò al fratello John, appassionato violoncellista dilettante, e la eseguì per la prima volta al pianoforte a Dresda il 22 ottobre 1883, con il violoncellista Friedrich Grützmacher. Riprende temi di una marcia funebre in memoria di Rikard Nordraak e della marcia nuziale dalle musiche per Sigurd Jorsalfar. Dura circa ventisei minuti.
Rachmaninoff, Sonata op. 19
La Sonata in sol minore op. 19 di Sergej Rachmaninoff fu completata il 20 novembre 1901 ed eseguita per la prima volta a Mosca il 2 dicembre 1901 dal violoncellista Anatolij Brandukov, amico e dedicatario, con il compositore al pianoforte; la versione definitiva è del 12 dicembre. Rachmaninoff considerava il pianoforte alla pari del violoncello: la maggior parte dei temi è introdotta dalla tastiera e poi sviluppata dallo strumento ad arco.
La sonata della rinascita
La Sonata op. 19 appartiene agli anni in cui Rachmaninoff tornò a comporre dopo la crisi seguita all'insuccesso della sua Prima Sinfonia, nel 1897: è contemporanea della Suite n. 2 per due pianoforti e del Secondo Concerto per pianoforte, con cui condivide il lirismo. Vi si sentono richiami alle campane delle chiese ortodosse e al canto gregoriano del Dies irae.
Sol Gabetta: biografia della violoncellista
Sol Gabetta, nata a Villa María, in Argentina, il 18 aprile 1981, è una delle violoncelliste più note della sua generazione. La sua carriera internazionale è cominciata nel 2004, quando ha vinto il Crédit Suisse Young Artist Award suonando con i Wiener Philharmoniker diretti da Valery Gergiev il Secondo Concerto per violoncello di Šostakovič.
Dall'Argentina a Basilea
Nata nella provincia di Córdoba da genitori di origini italiane, francesi e russe, studia violoncello, pianoforte e canto; si perfeziona a Buenos Aires con Leo Viola. A dodici anni lascia l'Argentina con i genitori per la Spagna, dove studia alla Scuola Superiore di Musica Reina Sofía di Madrid, e poi per l'Alsazia. Si perfeziona all'Accademia di Musica di Basilea con Ivan Monighetti e nel 2006 alla Hochschule Hanns Eisler di Berlino con David Geringas. Nel 1994 debutta al Teatro Colón di Buenos Aires.
I premi
Fra i suoi riconoscimenti ci sono il premio Natalia Gutman al Concorso Čajkovskij di Mosca, un premio al concorso ARD di Monaco di Baviera, una candidatura ai Grammy, il Gramophone Young Artist of the Year nel 2010, il Würth-Preis Jeunesses Musicales nel 2012 e il premio di strumentista dell'anno agli ECHO Klassik del 2013, per il concerto di Šostakovič registrato con i Berliner Philharmoniker e Lorin Maazel.
Le grandi orchestre
Ha suonato con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Royal Concertgebouw, l'Orchestra della Radio Bavarese, la Philadelphia Orchestra, la London Philharmonic, la Philharmonia e l'orchestra del Bol'šoj; nel 2014 ha debuttato con i Berliner Philharmoniker e Simon Rattle al Festival di Pasqua di Baden-Baden. Nel 2021 è stata annunciata la sua partecipazione al concerto per la cerimonia dei premi Nobel.
Il Guadagnini e il festival di Olsberg
Suona un violoncello Guadagnini del 1759 messo a disposizione da una fondazione privata, il Rahn Kulturfonds. Insegna all'Accademia di Musica di Basilea dal 2005. Ha fondato in Svizzera il festival di musica da camera Solsberg, a Olsberg, nel Canton Argovia, e la Cappella Gabetta, orchestra barocca diretta dal fratello, il violinista Andrés Gabetta, dedicata a Vivaldi e ai suoi contemporanei.
La discografia
Ha inciso per Sony e RCA Red Seal i concerti di Haydn, Elgar, Dvořák e Šostakovič, il Progetto Vivaldi in tre volumi, Gramata Cellam di Pēteris Vasks, compositore con cui lavora da vicino, e il disco Prayer; per Deutsche Grammophon il recital Duo con Hélène Grimaud, nel 2012.
Bertrand Chamayou: biografia del pianista
Bertrand Chamayou, nato a Tolosa il 23 marzo 1981, è un pianista francese, l'unico artista ad aver vinto tre volte la Victoire de la Musique Classique: nel 2006 come rivelazione, nel 2012 per il disco dell'anno e nel 2016 come solista strumentale.
La formazione
Studia al conservatorio di Tolosa con Claudine Willoth, avvicinandosi presto alla musica contemporanea e alla composizione. A quindici anni, incoraggiato dal pianista e direttore Jean-François Heisser, entra al Conservatorio di Parigi. Nello stesso periodo lavora a Londra con Maria Curcio e riceve consigli da Leon Fleisher, Dmitri Bashkirov e soprattutto Murray Perahia. A vent'anni ottiene il quarto premio al concorso Long-Thibaud-Crespin.
Le sale e i festival
Ha suonato al Théâtre des Champs-Élysées, al Lincoln Center, all'Herkulessaal di Monaco e alla Wigmore Hall di Londra, e nei festival di Lucerna, Edimburgo, Rheingau, al Mostly Mozart di New York, al Beethovenfest di Bonn e al Klavier-Festival Ruhr. Nella stagione 2015/2016 ha debuttato con l'orchestra del Gewandhaus di Lipsia, i Wiener Symphoniker e la Cincinnati Symphony Orchestra.
Ravel, Saint-Saëns, Satie e Cage
Nel 2016 ha pubblicato per Erato l'integrale per pianoforte solo di Maurice Ravel, registrata nella sua Tolosa. Nel 2019 il disco con i Concerti n. 2 e n. 5 di Saint-Saëns, con l'Orchestre National de France e Emmanuel Krivine, ha vinto il premio Gramophone come registrazione dell'anno. Negli ultimi anni ha inciso Letter(s) to Erik Satie, con musiche di Satie, Cage e James Tenney, un album dedicato a Cage e, nel 2025, Schubert a quattro mani con Leif Ove Andsnes. È Chevalier dell'Ordre des Arts et des Lettres dal 2015.
La musica da camera
Chamayou è un camerista abituale: fra i suoi partner ci sono Renaud e Gautier Capuçon, il Quatuor Ebène, Antoine Tamestit, Vilde Frang e Sol Gabetta.
Gabetta e Chamayou insieme: il duo
Sol Gabetta e Bertrand Chamayou suonano insieme in duo almeno dalla stagione 2014/2015, quando tennero una serie di recital in Europa da cui nacque The Chopin Album, pubblicato da Sony Classical nel 2015.
Il disco di Chopin
The Chopin Album è il frutto discografico di quella collaborazione: violoncello e pianoforte nel repertorio di Chopin, un incontro fra due solisti che dura da allora.
Due generazioni gemelle
Sono nati a meno di un mese di distanza: Chamayou il 23 marzo 1981, Gabetta il 18 aprile dello stesso anno. Hanno costruito le loro carriere in parallelo, fra i grandi festival europei, e si ritrovano dopo oltre dieci anni con un programma nuovo.
Perché questo programma
Grieg e Rachmaninoff sedevano essi stessi al pianoforte alle prime esecuzioni delle loro sonate, e Rachmaninoff considerava la tastiera alla pari del violoncello. È un programma pensato per un duo di pari, non per una solista con il suo pianista: la scelta giusta per due musicisti con carriere solistiche di questo livello.
Una curiosità su Sol Gabetta e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 25 novembre 2026
La curiosità più gustosa riguarda la nascita della sonata di Britten. Il 21 settembre 1960, alla Royal Festival Hall di Londra, Mstislav Rostropovich suonò la prima esecuzione britannica del Primo Concerto per violoncello di Šostakovič, e in programma c'era anche la Young Person's Guide to the Orchestra di Britten. I due compositori sedevano nello stesso palco d'onore. Šostakovič raccontò poi a Rostropovich di essere uscito dalla serata pieno di lividi sul fianco: ogni volta che qualcosa del suo modo di suonare piaceva a Britten, questi gli dava una gomitata nelle costole per commentare quanto fosse meraviglioso. Dopo il concerto Rostropovich chiese a Britten di scrivergli un pezzo; un anno dopo nacque la Sonata op. 65, la prima di cinque grandi opere scritte per lui.
La seconda curiosità viene dalle lettere. Britten, con umiltà davanti alla fama di Rostropovich, gli scrisse di temere di aver commesso qualche errore, e aggiunse che il movimento in pizzicato lo avrebbe divertito, sperando che fosse suonabile.
La terza riguarda Rachmaninoff: secondo una monografia del 2023, le prime due note del violoncello nella Sonata op. 19 alluderebbero alla parola tedesca Warum, perché, un motivo che torna in forme diverse lungo tutta la sonata.
La Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica
La Sala Sinopoli è una delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con 1.133 posti numerati: inaugurata il 21 aprile 2002, prima delle altre, è intitolata a Giuseppe Sinopoli, che fu direttore stabile dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La scheda generale del complesso è quella dell'Auditorium Parco della Musica.
La misura giusta per la musica da camera
Una sala da poco più di mille posti è la dimensione adatta per un duo: la platea e le gallerie restano abbastanza vicine al palco perché arrivino i dettagli del violoncello, il pizzicato di Britten, i pianissimi di Rachmaninoff. La Sala Santa Cecilia, con i suoi 2.756 posti, è pensata invece per l'orchestra sinfonica.
L'apertura del 2002
All'apertura della Sala Sinopoli, nella primavera del 2002, il compositore Goffredo Petrassi, ormai anziano, volle essere presente e ascoltò la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto del 1931. La sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome.
Gli scarabei di Renzo Piano
Dall'esterno le tre sale sembrano tre grandi scarabei, rivestiti di lastre di piombo su una base di mattoni e disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto, intitolata a Luciano Berio. Renzo Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco di Baviera e con il paesaggista Franco Zagari.
Una cosa che non ti dice nessuno su Sol Gabetta e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 25 novembre 2026
Quello che si dice poco è che le tre sonate in programma sono, ognuna a suo modo, pagine di ripartenza. Grieg scrisse la sua dopo un periodo in cui la direzione d'orchestra a Bergen e la malattia gli avevano tolto tempo per comporre: la sonata segna il ritorno alla scrittura. Rachmaninoff compose la sua negli anni in cui usciva dalla crisi seguita al fiasco della Prima Sinfonia, grazie anche alle sedute quotidiane con il neurologo Nikolaj Dahl nel 1900; è la stessa stagione del Secondo Concerto per pianoforte. Britten, infine, tornava al violoncello dopo l'incontro con Rostropovich, e da lì nacque un intero ciclo di opere per quello strumento. Chi ascolta il concerto ascolta, di fatto, tre ripartenze creative.
La seconda cosa poco detta riguarda i prezzi. Per un duo di questo livello, la galleria del terzo settore a 18 euro è una delle occasioni migliori della stagione romana: in una sala da 1.133 posti anche la galleria resta vicina al palco. La platea a 38 euro offre invece la vista sulle mani del pianista, che in questo repertorio conta.
La terza è pratica: l'Accademia non fa entrare i ritardatari. Chi arriva tardi segue il concerto dalle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti.
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la stagione da camera
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, organizzatrice del concerto, è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo: nata come congregazione di musicisti, è diventata un'accademia con un corpo di membri effettivi e onorari, un'orchestra e un coro sinfonici e attività didattica di perfezionamento. Dal 1998 è una fondazione; il direttore musicale è Daniel Harding.
L'Auditorium come casa
Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, che vi conserva anche la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. Chi arriva in anticipo può informarsi sulle aperture del museo.
Il calendario da camera
La stagione da camera 2026/2027 si apre il 14 ottobre al Teatro dell'Opera con Lisette Oropesa e prosegue all'Auditorium con, fra gli altri, Evgeny Kissin e András Schiff il 9 novembre, Theodora di Händel il 16 novembre, il Quatuor Ebène il 18 novembre e il 13 gennaio, Die Winterreise il 20 gennaio e Benedetto Lupo il 27 gennaio.
Il giorno dopo
Chi resta a Roma può tornare all'Auditorium il giorno successivo per il concerto sinfonico diretto da Daniel Harding, con Strauss e la Quarta di Brahms, in Sala Santa Cecilia dal 26 al 28 novembre.
Biglietti per Sol Gabetta e Bertrand Chamayou
I biglietti per il recital di Sol Gabetta e Bertrand Chamayou costano 38 euro in platea, 26 euro nel secondo settore di galleria e 18 euro nel terzo settore, e sono in vendita dal 10 settembre 2026.
I rivenditori autorizzati
L'Accademia indica come unici rivenditori autorizzati il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, quello di via Vittoria 6 e il circuito di prevendita autorizzato con i suoi punti vendita. Per l'acquisto online si parte dal pulsante sotto la data, nella pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia.
Attenzione ai rivenditori non autorizzati
L'Accademia avverte che non si assume la responsabilità per eventuali maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati.
Giovani e contatti
L'Accademia ha una sezione dedicata alle agevolazioni per i giovani. Per ogni informazione l'infoline è lo 06 8082058, gli indirizzi sono info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.
Il consiglio che ti do per visitare Sol Gabetta e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 25 novembre 2026
Il consiglio è ascoltare prima almeno la sonata di Rachmaninoff, la più ampia e cantabile del programma, e leggere due righe sulla storia di quella di Britten: sapere del pizzicato ispirato al gamelan e del motivo DSCH nel finale cambia il modo di ascoltarla. Grieg, con i suoi temi presi dalle musiche di scena e da una marcia funebre, si apprezza meglio sapendo che è l'unica pagina del compositore per questo organico.
Secondo punto: scegliere il posto in base a ciò che interessa. In platea si vedono le mani di Chamayou, e in queste sonate il pianoforte è protagonista quanto il violoncello; in galleria il suono arriva più fuso e il prezzo è molto più basso. Per chi ha un budget limitato, il terzo settore a 18 euro è una delle migliori occasioni della stagione.
Terzo: arrivare con mezz'ora di anticipo. L'Accademia chiude le porte all'ora d'inizio, e il percorso fra la fermata del tram, il terrazzo e l'ingresso della Sala Sinopoli richiede qualche minuto. Il tempo in più serve anche per il guardaroba e per un caffè al bar del foyer.
Quarto: prima di uscire, controllare il ritorno. Il concerto finisce in tarda serata di un mercoledì, quando le frequenze dei mezzi sono più rade.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio della metro A si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che percorre via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi. Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade, il 168 viene dalla stazione Tiburtina: è una linea feriale, e il 25 novembre è mercoledì.
In auto
Viale Pietro de Coubertin è chiuso al traffico nel tratto dell'Auditorium. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati; nelle sere di concerto le auto invadono le strade del Villaggio Olimpico. Conviene l'auto solo se non ci sono alternative.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Sol Gabetta è una violoncellista argentina. Si cita meno spesso quanto la sua formazione sia europea: lasciò l'Argentina a dodici anni, studiò a Madrid, visse in Alsazia, si perfezionò a Basilea e a Berlino, e oggi insegna a Basilea dal 2005 e dirige un festival nel Canton Argovia. La sua carriera è di fatto svizzera, con radici argentine e una famiglia di origini italiane, francesi e russe. Anche il suo violoncello ha una storia italiana: è un Guadagnini del 1759.
Il secondo fatto poco citato riguarda Bertrand Chamayou. Il suo nome è spesso associato a Ravel e al repertorio francese, ma le sue prime esperienze al conservatorio di Tolosa furono con la musica contemporanea e la composizione, e i dischi degli ultimi anni lo confermano: Satie, John Cage, James Tenney. Il pianista che il pubblico romano ascolterà in Rachmaninoff è anche uno degli interpreti più curiosi del Novecento americano.
Il terzo riguarda Grieg. La sonata op. 36 è dedicata al fratello John, violoncellista dilettante: una pagina scritta in famiglia, che però alla prima di Dresda, nel 1883, fu affidata a un grande professionista, Friedrich Grützmacher, con lo stesso Grieg al pianoforte.
Come organizzare la serata
Un concerto alle 20:00 di mercoledì all'Auditorium si organizza pensando soprattutto alla cena e al ritorno.
Prima del concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro e non vuole rischiare la chiusura delle porte.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Conviene prenotare presto e cenare con calma prima delle 19:30.
Dopo il concerto
Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia nella zona di Ponte Milvio, raggiungibile in pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi.
La foto giusta da fare a Sol Gabetta e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 25 novembre 2026
In un recital da camera il rumore di uno scatto o la luce di uno schermo si notano in tutta la sala, e le regole su foto e riprese sono nelle avvertenze dell'Accademia. La foto giusta, quindi, si fa prima e dopo.
La prima è quella della cavea all'aperto, fra le tre sale, al buio di fine novembre: gli scarabei di piombo di Renzo Piano, illuminati dal basso, con il terrazzo che li collega, sono l'immagine più riconoscibile del complesso. Conviene scattare dal bordo della cavea verso la Sala Santa Cecilia, la più grande.
La seconda è dentro la Sala Sinopoli, prima dell'inizio, quando il palco è ancora vuoto: il violoncello e il pianoforte a coda sotto le luci, in attesa dei musicisti, raccontano la serata meglio di un primo piano rubato durante il concerto.
La terza, per chi arriva presto, è quella dei resti della villa romana scoperti durante i lavori, visibili dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli: un dettaglio che quasi nessuno fotografa e che racconta la storia del luogo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana costruita nel III secolo a.C. sul luogo di una piccola fattoria di età arcaica, del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto: due dei tre scarabei furono spostati verso ovest, quasi a toccare il viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico; nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti.
Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, la sala del concerto di Gabetta e Chamayou; il 21 dicembre 2002 fu inaugurato il resto del complesso con la Sala Santa Cecilia e un concerto dell'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia; dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone.
Chi è passato da Sol Gabetta e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 25 novembre 2026
Dalla Sala Sinopoli è passato, il giorno dell'apertura, Goffredo Petrassi, che volle ascoltare la sua Ouverture da concerto nella sala nuova. Dalla storia dell'Accademia sono passati i direttori stabili che hanno dato forma all'orchestra, da Bernardino Molinari a Giuseppe Sinopoli, cui la sala è intitolata, fino ad Antonio Pappano e a Daniel Harding, oggi direttore musicale. Luciano Berio, che guidò l'Accademia negli anni della costruzione, ha dato il nome alla cavea.
Dalle tre sonate in programma passano musicisti che hanno fatto la storia del violoncello: Mstislav Rostropovich, per cui Britten scrisse la op. 65 e altre quattro opere; Anatolij Brandukov, amico e dedicatario di Rachmaninoff; Friedrich Grützmacher, primo interprete della sonata di Grieg. E passa Šostakovič, con le sue quattro note in codice nel finale di Britten.
Dalle carriere dei due interpreti passano Valery Gergiev e i Wiener Philharmoniker, Simon Rattle e i Berliner, Lorin Maazel, Hélène Grimaud, Murray Perahia, Leon Fleisher, Leif Ove Andsnes, il Quatuor Ebène, i fratelli Capuçon. Il 25 novembre, per una sera, passano da via Pietro de Coubertin due musicisti nati a un mese di distanza, lei in Argentina, lui in Francia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma moderna in cui l'architettura contemporanea dialoga con il verde.
Il Flaminio e il MAXXI
Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; nel quartiere c'è anche il Teatro Olimpico, altra sala storica del Flaminio.
Verso il Tevere e il centro
Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, da dove cominciano Villa Borghese e il Tridente.
Accessibilità e informazioni pratiche
Per esigenze di accessibilità conviene contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia, all'infoline 06 8082058 o a biglietteria@santacecilia.it, così da scegliere il posto più adatto e sapere da quale ingresso entrare.
Con i ragazzi
Un recital di sonate alle 20:00 di un giorno feriale non è la serata ideale per un bambino piccolo. Per un ragazzo che studia violoncello o pianoforte, invece, vedere due solisti di questo livello a pochi metri, in una sala da mille posti, è un'esperienza formativa rara. Le agevolazioni per i giovani sono pubblicate dall'Accademia.
Fine novembre a Roma
Le sere di fine novembre possono essere umide e piovose, e l'Auditorium è un complesso aperto in cui fra la fermata e la sala si cammina all'esterno. Un ombrello pieghevole e una giacca da lasciare al guardaroba evitano sorprese.
Domande frequenti su Sol Gabetta e Bertrand Chamayou a Roma
Quando suonano Sol Gabetta e Bertrand Chamayou a Roma?
Sol Gabetta e Bertrand Chamayou suonano a Roma mercoledì 25 novembre 2026 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, per la stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Che cosa suonano Gabetta e Chamayou a Santa Cecilia?
Il programma di Sol Gabetta e Bertrand Chamayou a Santa Cecilia comprende tre sonate per violoncello e pianoforte: la Sonata op. 65 di Britten, scritta per Rostropovich, la Sonata op. 36 di Grieg e la Sonata op. 19 di Rachmaninoff.
Quanto costano i biglietti per Sol Gabetta e Bertrand Chamayou?
I biglietti per il recital di Sol Gabetta e Bertrand Chamayou costano 38 euro in platea, 26 euro nel secondo settore di galleria e 18 euro nel terzo. Si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia.
Dove si trova la Sala Sinopoli?
La Sala Sinopoli si trova all'interno dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, a Roma. Ci si arriva con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini.
Chi è Sol Gabetta?
Sol Gabetta è una violoncellista argentina nata a Villa María nel 1981, formata fra Madrid, Basilea e Berlino. Ha vinto il Crédit Suisse Young Artist Award nel 2004 e il Gramophone Young Artist of the Year nel 2010, e suona un violoncello Guadagnini del 1759.
Chi è Bertrand Chamayou?
Bertrand Chamayou è un pianista francese nato a Tolosa nel 1981, l'unico ad aver vinto tre volte la Victoire de la Musique Classique. Ha inciso l'integrale pianistica di Ravel e, con Sol Gabetta, The Chopin Album nel 2015.
Si può entrare in ritardo al concerto?
No: l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia avverte che i concerti cominciano puntuali e che chi arriva in ritardo non accede in sala, ma può seguire il concerto nelle salette d'ascolto fino a esaurimento dei posti. Conviene arrivare almeno mezz'ora prima.
Il consiglio finale su Sol Gabetta e Bertrand Chamayou
Due solisti coetanei che suonano insieme da oltre dieci anni, tre sonate in cui il pianoforte conta quanto il violoncello, una sala da poco più di mille posti e prezzi che partono da 18 euro: a nostro giudizio è uno dei recital da camera più riusciti dell'autunno romano, e il più accessibile per chi vuole ascoltare musicisti di questo livello da vicino. Conviene ascoltare prima la sonata di Rachmaninoff, scegliere la platea per vedere le mani o la galleria per risparmiare, arrivare con mezz'ora di anticipo e, se possibile, tornare il giorno dopo per Daniel Harding.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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