Poesie dell’esilio di Bertolt Brecht al Teatro di Villa Lazzaroni — 3 novembre 2026
Martedì 3 novembre 2026, alle 18:00, il Teatro di Villa Lazzaroni ospita Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht. Per chi è esule in Patria, lettura drammatizzata a più voci con Maria Letizia Gorga, Francesco Patanè e Carolina Sisto. Il teatro è dentro il parco di Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino, Municipio VII, con due ingressi: via Appia Nuova 522, a pochi passi dalla metro A Furio Camillo, e via Tommaso Fortifiocca 71, con parcheggio gratuito interno. Passano in zona gli autobus 85, 87, 590, 628, 664 e 671, e la stazione ferroviaria più vicina è Tuscolana. L'ingresso è libero, secondo il portale culturale di Roma Capitale; per informazioni e prenotazioni il teatro risponde al 392 4406597 e all'indirizzo info@teatrovillalazzaroni.com. La serata fa parte della rassegna Quando anche il lavoro è guerra, dedicata a Brecht nel settantesimo anniversario della morte.

Poesie dell'esilio di Brecht: data, orario e ingresso
La lettura Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht è in programma martedì 3 novembre 2026 alle 18:00 al Teatro di Villa Lazzaroni. Il portale culturale di Roma Capitale la classifica come reading e la segnala tra gli appuntamenti gratuiti.
L'orario
L'inizio è alle 18:00, un orario da tardo pomeriggio che permette di arrivare dopo il lavoro o dopo la scuola. La durata non è pubblicata. Il calendario del portale indica una fascia fino alle 20:00, ed è un riferimento utile per organizzare la cena.
Ingresso e prenotazione
L'ingresso è libero. La sala è piccola, e per la rassegna il teatro invita a prenotare: il numero indicato è il 392 4406597, la posta elettronica info@teatrovillalazzaroni.com. Una telefonata qualche giorno prima evita di restare fuori.
Chi la organizza
La lettura è a cura di Fondamenta Srl, la realtà che gestisce il teatro. Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo, ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro, anno 2026, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con SIAE. Il programma, avverte il portale, potrebbe subire variazioni.
Per chi è esule in Patria: cosa si ascolta
La presentazione ufficiale descrive una lettura drammatizzata a più voci, costruita sulle poesie che segnano le tappe del lungo esilio di Bertolt Brecht: dalla Germania nazista all'Unione Sovietica, poi agli Stati Uniti, fino al ritorno in una Berlino divisa dalla guerra fredda.
Una lettura, non un recital
Lettura drammatizzata significa che i testi non vengono soltanto detti: sono distribuiti fra più voci, messi in dialogo, interpretati con gli strumenti del teatro. Le voci sono tre, un'attrice di lunga esperienza e due interpreti under 35. È una forma che si adatta bene alla poesia di Brecht, che è spesso già scritta come un discorso rivolto a qualcuno.
Il tema
Il sottotitolo, Per chi è esule in Patria, sposta il discorso dall'esilio geografico a quello interiore. La presentazione parla di un ricordo di tante dolorose migrazioni dalla propria terra, dalla propria lingua e dai propri affetti. È un tema che attraversa la rassegna, dedicata agli ultimi, e che parla al presente senza bisogno di attualizzazioni.
I testi
L'elenco delle poesie scelte non è pubblicato. Il materiale da cui una lettura sull'esilio può attingere è vasto: Brecht scrisse versi in tutte le tappe della sua fuga, e una delle sue raccolte più note, le Poesie di Svendborg, prende il nome dalla località danese in cui visse per cinque anni. Nella sezione finale di quella raccolta si trovano componimenti dedicati proprio alla condizione dell'esule, fra cui Über die Bezeichnung Emigranten, Gedanken über die Dauer des Exils e An die Nachgeborenen.
Quando anche il lavoro è guerra: la rassegna di Villa Lazzaroni
Poesie dell'esilio fa parte di Quando anche il lavoro è guerra. Una scena aperta per gli ultimi, la rassegna del Teatro di Villa Lazzaroni che va dal 14 settembre al 3 dicembre 2026.
Brecht, settant'anni dopo
La rassegna si ispira all'opera di Bertolt Brecht nel settantesimo anniversario della sua scomparsa. Scritture sceniche diverse intrecciano il racconto del lavoro e del suo sfruttamento con quello della guerra e della sua brutalità: i due fili che, nella presentazione ufficiale, tengono insieme spettacoli, conversazioni, letture e laboratori.
Gli altri appuntamenti
Nella stessa rassegna, il 13 ottobre, il critico Francesco Crispino ha condotto la conversazione di scena La classe operaia è andata all'inferno, dedicata al lavoro nel cinema. La lettura del 3 novembre sposta l'attenzione dalla fabbrica all'esilio, due facce della stessa idea degli ultimi.
Le persone coinvolte
La rassegna coinvolge, fra gli altri, Giancarlo Sammartano, direttore artistico del teatro, Andrea Collavino, Ulderico Pesce, Giuseppe Manfridi, Maria Letizia Gorga, Paola Maffioletti, Valentino Orfeo, Alessia Oteri e Alessandro De Feo.
Bertolt Brecht e l'esilio: la storia dietro le poesie
Bertolt Brecht nacque ad Augusta il 10 febbraio 1898 e morì a Berlino Est il 14 agosto 1956. Drammaturgo, poeta, regista e saggista, fondatore del teatro epico, è ricordato per L'opera da tre soldi, Madre Coraggio e i suoi figli, L'anima buona di Sezuan, Vita di Galileo e La resistibile ascesa di Arturo Ui. Quasi tutte queste opere nacquero lontano dalla Germania.
La fuga del 1933
Il 28 febbraio 1933, il giorno dopo l'incendio del Reichstag, Brecht lasciò Berlino con la moglie Helene Weigel, il figlio Stefan e alcuni amici. Passò per Praga, Vienna, Zurigo e Parigi. Nel maggio di quell'anno i suoi libri furono bruciati in Germania.
Svendborg
Su invito della scrittrice Karin Michaëlis la famiglia si stabilì a Skovsbostrand, presso Svendborg, in Danimarca, dove rimase per cinque anni. Da lì Brecht viaggiò verso Parigi, Londra e New York, scrisse per i giornali dei rifugiati e lavorò con Margarete Steffin. Nel 1935, dopo il suo intervento al Congresso internazionale degli scrittori antifascisti di Parigi, fu privato della cittadinanza tedesca.
Svezia, Finlandia, Mosca
Nel 1939 lasciò la Danimarca per la Svezia, stabilendosi in una fattoria sull'isola di Lidingö, vicino a Stoccolma; in quel periodo nacquero Madre Coraggio e Vita di Galileo. Nel 1940 passò in Finlandia, dove scrisse La resistibile ascesa di Arturo Ui. Nel 1941 raggiunse Mosca, dove il 30 maggio morì Margarete Steffin; poi attraversò la Russia e si imbarcò a Vladivostok per la California.
Gli Stati Uniti
Per cinque anni visse a Santa Monica, vicino a Hollywood, senza riuscire a entrare nel mondo del cinema. Il 30 ottobre 1947 fu interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane; il giorno dopo lasciò gli Stati Uniti per Zurigo, dove restò un anno, con l'ingresso in Germania ancora vietato.
Il ritorno a Berlino
Nel 1948 tornò con Helene Weigel a Berlino Est e fondò il Berliner Ensemble, che diventò una delle compagnie più importanti d'Europa. Tre anni dopo il rientro in Europa ottenne la cittadinanza austriaca. La Berlino in cui tornò era una città divisa: è l'ultima tappa del percorso che la lettura del 3 novembre ripercorre in versi.
Maria Letizia Gorga e le voci della lettura
Le voci di Poesie dell'esilio sono Maria Letizia Gorga, Francesco Patanè e Carolina Sisto. Gli ultimi due sono presentati dal teatro come attore e attrice under 35, in linea con l'attenzione della rassegna per le nuove generazioni.
La formazione di Maria Letizia Gorga
Maria Letizia Gorga è un'attrice romana, nata nel 1966. Si è diplomata nel 1990 alla Scuola Internazionale dell'Attore di Alessandro Fersen e si è laureata con lode in Lettere Moderne alla Sapienza. Ha studiato arti sceniche a Mosca con Anatolij Vasil'ev e ha insegnato recitazione e dizione ad Artès, la scuola diretta da Enrico Brignano.
Il teatro
In teatro ha lavorato con Vasil'ev in Ciascuno a suo modo di Pirandello, con Roberto De Simone nella Gatta Cenerentola, con Maurizio Scaparro in Don Giovanni e in Memorie di Adriano, con Peppe Barra nella Cantata dei pastori, con Pino Micol in Caligola di Camus, con Ulderico Pesce in Contadini del Sud e nel Folle volo, dedicato ad Amelia Rosselli. Il dato che interessa la serata: è stata nel cast dell'Opera da tre soldi di Brecht con la regia di Tato Russo.
Cinema, televisione e musica
Al cinema è apparsa in Youth, la giovinezza di Paolo Sorrentino (2015), in Signora di Francesco Laudadio, in Passannante di Sergio Colabona e in Eravamo bambini di Marco Martani (2024). In televisione ha lavorato in serie come Il bello delle donne, Provaci ancora prof!, Furore e Màkari. Ha inciso un disco dedicato a Mercedes Sosa, Viaggio intimo con Mercedes Sosa, ed è nella colonna sonora di Youth.
Una curiosità sulle Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht al Teatro di Villa Lazzaroni — 3 novembre 2026
La curiosità più interessante riguarda il titolo di una raccolta. Le poesie scritte in Danimarca, oggi note come Poesie di Svendborg, avevano all'inizio un altro nome: Brecht aveva pensato a Poesie in esilio, Gedichte im Exil. Fu dopo il successo della rappresentazione parigina di Terrore e miseria del Terzo Reich, nel maggio 1938, che insistette con il suo editore, Wieland Herzfelde, per pubblicare insieme i due lavori. In una lettera di quel mese scriveva che l'operazione gli avrebbe dato una posizione determinante nella letteratura dell'emigrazione. Il titolo della lettura di Villa Lazzaroni, in un certo senso, restituisce a quei versi il nome che il loro autore aveva scelto per primo.
La seconda curiosità riguarda la musica. Durante gli anni di Svendborg soggiornò più volte in quella località anche il compositore Hanns Eisler, che mise in musica una parte consistente di quelle poesie insieme a Brecht. Molti dei versi dell'esilio sono nati per essere cantati, oltre che letti.
La terza è romana: una delle tre voci della serata, Maria Letizia Gorga, ha recitato Brecht in teatro, nell'Opera da tre soldi diretta da Tato Russo. Il titolo che nel 1928 diventò il maggior successo teatrale della Repubblica di Weimar torna così, per via indiretta, in una sala di quartiere dell'Appio Latino.
Il Teatro di Villa Lazzaroni, la sede della lettura
Il Teatro di Villa Lazzaroni è una sala piccola all'interno del parco dell'omonima villa, nell'Appio Latino. È stato riaperto dopo molti anni di chiusura e diversi interventi di restauro, grazie a un affidamento in concessione promosso dal Municipio VII.
Un presidio di quartiere
Il teatro si presenta come presidio culturale e teatro di comunità, in dialogo con le associazioni della zona. Il motto scelto dalla gestione è netto: un piccolo teatro, grande come la sua città. La programmazione punta su teatro d'autore, di regia e d'attori, con l'ambizione di essere colta senza diventare esclusiva.
Fondamenta e la Scuola dell'Attore
La gestione è affidata a Fondamenta Teatro e Teatri, centro di ricerca e produzione riconosciuto dal Ministero della Cultura come impresa di produzione teatrale, che dal 2007 ha anche una Scuola dell'Attore. La direzione artistica è di Giancarlo Sammartano. Accanto alla sala c'è la Sala Marco Aurelio, dedicata all'animazione per bambini e alla formazione di educatori, curata dall'Associazione Culturale Il Flauto Magico.
Una chiesa trasformata in teatro
Secondo la Sovrintendenza Capitolina, nel 1960 e 1961, quando la villa apparteneva alle Suore Francescane Missionarie di Maria, vennero costruiti un orfanotrofio, poi diventato asilo, e una chiesa, oggi trasformata in teatro. I versi di un poeta formato sullo studio di Marx vengono letti, il 3 novembre, in un edificio nato come luogo di culto.
Una cosa che non ti dice nessuno sulle Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht al Teatro di Villa Lazzaroni — 3 novembre 2026
Quello che pochi dicono è che Brecht, negli anni dell'esilio, non smise mai di lavorare per il teatro, anzi: scrisse lontano dalla Germania quasi tutte le opere per cui oggi è ricordato. Madre Coraggio e Vita di Galileo sono legati agli anni svedesi, La resistibile ascesa di Arturo Ui in Finlandia. L'esilio, per lui, fu una condizione durissima e insieme il periodo più fertile. Ascoltare le poesie di quegli anni significa entrare nell'officina da cui uscirono i capolavori.
La seconda cosa riguarda il parco. Villa Lazzaroni è aperta dalle 7 al tramonto, e a inizio novembre, alle 18, fa già buio. Chi entra dall'ingresso di via Appia Nuova 522 attraversa il parco con le ultime luci, ma all'uscita, verso le 20, il giardino è chiuso o al buio. Conviene chiedere al personale del teatro, all'arrivo, quale uscita usare: il parcheggio di via Tommaso Fortifiocca 71 è il percorso pensato per il pubblico serale.
La terza riguarda la prenotazione. L'ingresso gratuito fa pensare che basti presentarsi, ma la sala è piccola e gli appuntamenti della rassegna richiamano un pubblico affezionato. La telefonata al 392 4406597 è il modo più semplice per non restare fuori.
Il consiglio che ti do per visitare le Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht al Teatro di Villa Lazzaroni — 3 novembre 2026
Il consiglio è di arrivare con qualche verso in testa. Non serve conoscere tutta l'opera di Brecht: basta leggere, la sera prima, una manciata di poesie dell'esilio in una qualsiasi antologia italiana, e magari quella rivolta a coloro che verranno, An die Nachgeborenen, che chiude le Poesie di Svendborg. Chi riconosce un verso quando lo sente detto in scena ascolta in un altro modo, e coglie le scelte di interpretazione delle tre voci.
Il secondo consiglio è pratico: prenotare, anche se l'ingresso è libero, e arrivare con venti minuti di anticipo. Chi viene in auto usa l'ingresso di via Tommaso Fortifiocca 71, con il parcheggio gratuito interno; chi viene con i mezzi scende a Furio Camillo, sulla metro A, ed entra da via Appia Nuova 522, seguendo il lato sinistro della villa, oltre la fontana e la scuola, fino alla svolta a sinistra che porta al teatro.
Il terzo riguarda la serata. Una lettura di poesia chiede silenzio, e la sala piccola lo amplifica: il telefono va spento, non soltanto silenziato. Dopo, a nostro giudizio, vale la pena restare nel quartiere per cena, lungo la via Appia Nuova, e parlarne: è il modo migliore per non lasciare evaporare subito le parole ascoltate.
Come arrivare al Teatro di Villa Lazzaroni
Il Teatro di Villa Lazzaroni ha due accessi: via Appia Nuova 522 e via Tommaso Fortifiocca 71. Il primo è il più comodo per chi arriva in metro, il secondo per chi arriva in auto.
In metro
La fermata più vicina è Furio Camillo, sulla linea A; fra le stazioni utili è indicata anche Colli Albani. Dall'ingresso di via Appia Nuova 522 si entra nel parco, si prosegue sul lato sinistro della villa superando la fontana e la scuola, e si svolta a sinistra fino al teatro.
In autobus e in treno
Le linee di autobus indicate sono 85, 87, 590, 628, 664 e 671. In treno si scende alla stazione Tuscolana, servita dalle linee FL1, FL3, FL5 e dai regionali.
In auto
Dall'ingresso di via Tommaso Fortifiocca 71 si accede al parcheggio gratuito interno: si sale al centro del parcheggio e si prosegue fino all'ingresso del teatro, sulla destra. In un quartiere denso come l'Appio Latino, un parcheggio gratuito a pochi metri dalla sala semplifica molto la serata.
Per l'uscita
Il parco chiude al tramonto. Per l'uscita dopo la lettura conviene seguire le indicazioni del teatro e chiedere all'arrivo quale accesso resta aperto la sera.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È noto che Brecht dovette lasciare gli Stati Uniti dopo essere stato interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane. Meno spesso si ricorda la coincidenza teatrale di quella partenza. L'interrogatorio avvenne il 30 ottobre 1947; il giorno successivo, mentre a New York andava in scena la prima di Vita di Galileo, il suo autore partiva per Zurigo. Il dramma sullo scienziato costretto a rinnegare le proprie scoperte davanti a un tribunale debuttava nella città da cui il drammaturgo si allontanava dopo un interrogatorio sulle proprie idee.
Il secondo fatto poco citato riguarda la cittadinanza. Privato di quella tedesca nel 1935, per il discorso contro il nazismo pronunciato a Parigi, Brecht, tornato in Europa dagli Stati Uniti, non poté entrare subito in Germania e restò un anno a Zurigo. Ottenne poi la cittadinanza austriaca. L'autore che la lettura del 3 novembre racconta come esule in patria fu, per un lungo tratto della vita, un esule a cui la patria aveva tolto perfino il passaporto.
Il terzo riguarda la sepoltura. Brecht chiese di essere sepolto senza cerimonie nel cimitero di Dorotheenstadt, che si vedeva dalle finestre della sua casa berlinese. La pietra porta incise soltanto le lettere del suo nome, ed è di fronte alle tombe di Hegel e di Fichte. Accanto a lui riposano Helene Weigel, Elisabeth Hauptmann, Ruth Berlau e Caspar Neher.
La foto giusta da fare alle Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht al Teatro di Villa Lazzaroni — 3 novembre 2026
La foto giusta si fa prima della lettura, con l'ultima luce del pomeriggio, e conviene arrivare un po' prima per farla. Entrando da via Appia Nuova 522 si vede bene il prospetto della villa padronale, oggi sede del Municipio VII: è l'edificio che i Lazzaroni ampliarono a fine Ottocento, aggiungendo sul lato occidentale un salone per balli e ricevimenti.
Il secondo soggetto sono le fontane rustiche a scogliera di tufo, quattro in tutto, gli elementi più riconoscibili del giardino originario. Il terzo sono gli alberi: il mandorlo di circa 130 anni, i vecchi ulivi che ricordano la vigna, e le specie esotiche scelte, secondo la Sovrintendenza, dal barone Michele, appassionato di giardinaggio.
Durante la lettura, invece, niente foto. In una serata di poesia conta la voce, e in una sala così piccola anche lo scatto di un telefono si sente. Il ricordo migliore è un appunto: il titolo della poesia che ha colpito di più, da cercare a casa e rileggere.
Villa Lazzaroni: la storia del parco
Villa Lazzaroni è un parco di circa 54.000 metri quadrati nell'Appio Latino, nella zona dell'Alberone, aperto dalle 7 al tramonto. La Sovrintendenza Capitolina la indica come esempio della trasformazione, a fine Ottocento, di un insediamento agricolo del suburbio in residenza padronale.
La famiglia Lazzaroni
I Lazzaroni erano una famiglia di nuove fortune, titolata di baronia con motu proprio di Umberto I nell'aprile 1879. Possedevano il Palazzo Grimaldi a largo dei Lucchesi e le tenute di Tor di Quinto e Leprignana nell'Agro romano. La villa fuori porta completava l'immagine di una famiglia in cerca di legami con la grande nobiltà romana.
Il parco eclettico
I lavori sulla vigna della via Appia Nuova ampliarono il casale rustico preesistente, ne decorarono il prospetto nord e aggiunsero il salone. Il giardino fu invece una creazione originale, nel gusto eclettico di fine Ottocento, con allori, pini da pinoli e di Aleppo, abeti, tassi, e specie esotiche come la paulownia, l'araucaria, l'albero di Giuda e il ginkgo.
Dalle suore al Comune
Dopo la guerra la villa passò alle Suore Francescane Missionarie di Maria. Una permuta cedette al Comune due ettari a nord, separati da un muro. Nel 1979 il Comune acquisì l'intera area, abbatté il muro e fece dell'edificio padronale la sede della IX Circoscrizione, oggi Municipio VII.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di Villa Lazzaroni, ricostruita dalla Sovrintendenza Capitolina, attraversa più di un secolo di Roma. Negli ultimi decenni dell'Ottocento i Lazzaroni, baroni dal 1879, trasformano una vigna lungo la via Appia Nuova in villa padronale, ampliando il casale e creando il parco con le fontane di tufo e le essenze scelte dal barone Michele.
Nel 1908 la villa diventa ricovero per gli orfani del terremoto di Messina. Nel 1930 viene scongiurata una lottizzazione che avrebbe cancellato il parco. Dopo la seconda guerra mondiale la proprietà passa alle Suore Francescane Missionarie di Maria, che ampliano l'edificio e, nel 1960 e 1961, costruiscono un orfanotrofio e la chiesa che oggi è il teatro.
Nel 1979 il Comune acquisisce tutta l'area e ne fa un parco pubblico, con la sede della IX Circoscrizione nell'edificio padronale. Più di recente il teatro, a lungo chiuso, è stato restaurato e riaperto grazie a una concessione del Municipio VII. Nel 2026 ospita la rassegna dedicata a Brecht nel settantesimo anniversario della morte. Una villa che per decenni ha accolto bambini senza famiglia, sfollati e orfani, ospita una serata dedicata a chi ha perso la propria terra: la coerenza fra il luogo e il tema è difficile da ignorare.
Chi è passato dalle Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht al Teatro di Villa Lazzaroni — 3 novembre 2026
Il 3 novembre salgono sul palco Maria Letizia Gorga, Francesco Patanè e Carolina Sisto, le tre voci della lettura. Dietro di loro c'è la squadra della rassegna: Giancarlo Sammartano, regista dal 1973, dal 1984 al 1997 direttore della Scuola di Teatro Classico dell'INDA di Siracusa e già autore di messe in scena brechtiane con la compagnia La Bottega del Pane, e poi Andrea Collavino, Ulderico Pesce, Giuseppe Manfridi, Paola Maffioletti, Valentino Orfeo, Alessia Oteri e Alessandro De Feo.
E passano, attraverso i versi, le persone che hanno condiviso l'esilio di Brecht: Helene Weigel, attrice e moglie, con cui tornò a Berlino Est e fondò il Berliner Ensemble; Margarete Steffin, collaboratrice, morta a Mosca nel 1941; Ruth Berlau, attrice danese; Karin Michaëlis, che offrì rifugio a Svendborg; Hanns Eisler, che mise in musica quelle poesie; Wieland Herzfelde, l'editore.
Nella storia del luogo passano i baroni Lazzaroni, gli orfani del terremoto di Messina, le suore francescane, gli amministratori della IX Circoscrizione. E, nella stessa rassegna, il critico Francesco Crispino, che a ottobre ha parlato di lavoro e cinema nella stessa sala.
L'Alberone e i dintorni di Villa Lazzaroni
Villa Lazzaroni si trova nella zona dell'Alberone, fra l'Appio Latino e il Tuscolano, lungo il tratto urbano della via Appia Nuova. È un quartiere residenziale e vivace, con mercati rionali, negozi e alcune aree verdi.
Il verde a sud
Scendendo verso sud si incontrano il Parco della Caffarella e il Parco dell'Appia Antica; più lontano, lungo la metro A, il Parco degli Acquedotti. A inizio novembre sono passeggiate da fare in mattinata o nel primo pomeriggio.
Verso San Giovanni
Poche fermate di metro verso il centro portano a San Giovanni, con la basilica di San Giovanni in Laterano: una visita possibile prima di spostarsi verso Furio Camillo per la lettura.
Dove mangiare dopo la lettura
L'Appio Latino e il Tuscolano sono quartieri di residenti, con un'offerta pensata per chi ci vive: pizzerie, trattorie, bar e forni, a prezzi lontani da quelli delle zone turistiche. Il tratto di via Appia Nuova fra Furio Camillo e Re di Roma è pieno di locali per ogni tasca, e all'uscita dalla lettura, verso le 20, è l'ora giusta per sedersi a tavola. Il martedì sera è una serata tranquilla: prenotare è raramente necessario, ma una telefonata non guasta. Chi preferisce spostarsi può prendere la metro A verso San Giovanni, dove l'offerta si allarga.
Accessibilità, ragazzi e informazioni pratiche
Le fonti ufficiali non pubblicano informazioni dettagliate sull'accessibilità della sala. Il parcheggio interno di via Tommaso Fortifiocca riduce il tratto a piedi; per esigenze specifiche conviene telefonare al 392 4406597 prima di andare.
Con i ragazzi
La lettura è pensata per un pubblico adulto, ma gli studenti delle superiori che affrontano il Novecento tedesco, la storia del nazismo o la poesia civile possono trarne molto. Brecht si studia a scuola, e sentirlo detto da tre attori è un buon complemento alle pagine del manuale.
Il parco per i più piccoli
Il parco di Villa Lazzaroni ha giochi per bambini e spazi attrezzati, ma a novembre, con l'inizio alle 18, la luce è poca: meglio arrivare nel primo pomeriggio se si vuole approfittarne.
Una lettura a inizio novembre
Il 3 novembre è un martedì d'autunno, con le sere ormai corte. È un periodo adatto a una lettura di poesia al chiuso, in una sala piccola, con un tema che parla di perdita e di distanza. La rassegna prosegue fino al 3 dicembre, e chi scopre il Teatro di Villa Lazzaroni con questa serata ha ancora un mese di appuntamenti per tornare.
Domande frequenti su Poesie dell'esilio di Brecht
Quando si tiene Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht a Villa Lazzaroni?
Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht. Per chi è esule in Patria si tiene martedì 3 novembre 2026 alle 18:00 al Teatro di Villa Lazzaroni. È una lettura drammatizzata a più voci, inserita nella rassegna Quando anche il lavoro è guerra, che prosegue fino al 3 dicembre.
Quanto costa l'ingresso alla lettura su Brecht?
L'ingresso a Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht è libero, secondo il portale culturale di Roma Capitale. La sala del Teatro di Villa Lazzaroni è piccola, e conviene prenotare al 392 4406597 o scrivendo a info@teatrovillalazzaroni.com.
Chi legge le poesie di Brecht a Villa Lazzaroni?
Le voci di Poesie dell'esilio a Villa Lazzaroni sono Maria Letizia Gorga, attrice romana diplomata alla scuola di Alessandro Fersen, e due interpreti under 35, Francesco Patanè e Carolina Sisto. La lettura è a cura di Fondamenta Srl.
Dove si trova il Teatro di Villa Lazzaroni?
Il Teatro di Villa Lazzaroni si trova dentro il parco di Villa Lazzaroni, nell'Appio Latino, Municipio VII. Gli ingressi sono in via Appia Nuova 522, vicino alla metro A Furio Camillo, e in via Tommaso Fortifiocca 71, con parcheggio gratuito interno.
Come si arriva a Villa Lazzaroni con i mezzi pubblici?
Per il Teatro di Villa Lazzaroni la fermata più comoda è Furio Camillo, metro A; è indicata anche Colli Albani. Passano gli autobus 85, 87, 590, 628, 664 e 671, e la stazione Tuscolana è servita dalle linee FL1, FL3, FL5 e dai regionali.
Di che cosa parlano le poesie dell'esilio di Brecht?
Le poesie dell'esilio di Bertolt Brecht seguono la fuga del poeta dalla Germania nazista nel 1933: la Danimarca, la Svezia, la Finlandia, Mosca, gli Stati Uniti e il ritorno a Berlino Est nel 1948. Parlano di migrazione, di perdita della lingua e degli affetti, di guerra e di resistenza.
Che cos'è la rassegna Quando anche il lavoro è guerra?
Quando anche il lavoro è guerra. Una scena aperta per gli ultimi è la rassegna del Teatro di Villa Lazzaroni dal 14 settembre al 3 dicembre 2026, ispirata a Brecht nel settantesimo della morte. Comprende spettacoli, letture, conversazioni e laboratori sul lavoro e sulla guerra.
Il consiglio finale su Poesie dell'esilio di Bertolt Brecht
Un poeta in fuga per quindici anni, tre voci, una chiesa degli anni Sessanta diventata teatro in una villa di baroni diventata parco pubblico, un martedì sera d'autunno a ingresso libero: a nostro giudizio è una delle occasioni più sensate della settimana per chi vuole ascoltare Brecht senza la distanza dei grandi teatri. Conviene prenotare con una telefonata, leggere qualche verso la sera prima, arrivare con la luce e restare nel quartiere per cena. Settant'anni dopo la morte del suo autore, quella poesia sugli esuli non ha bisogno di essere attualizzata.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
