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Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria — dal 23 settembre al 9 ottobre 2026

Oltre ogni confine è la mostra personale di Renata Solimini a cura di Tiziano M. Todi, aperta alla Galleria Vittoria di Via Margutta 103 dal 23 settembre al 9 ottobre 2026, realizzata in collaborazione con la Collana d'arte dell'Archivio Storico Tono Zancanaro di Padova curata da Manlio Gaddi. L'inaugurazione si è tenuta mercoledì 23 settembre alle 18. La galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19; fuori orario si visita su appuntamento, esclusi i festivi, mentre la domenica è chiusa. Via Margutta si raggiunge con la metro A, fermate Flaminio e Spagna, e con il tram 2 fino a Flaminio. Per informazioni: +39 06 3600 1878, info@galleriavittoria.com, sito ufficiale galleriavittoria.com.

La locandina di Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria
La locandina di Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria Foto: Galleria Vittoria, locandina ufficiale (opera di Renata Solimini)

Oltre ogni confine: che cosa si vede

Oltre ogni confine riunisce dipinti, opere su carta e sculture che costruiscono un percorso in cui il cosmo diventa insieme spazio fisico, territorio esistenziale e dimensione metafisica. La galleria lo dice con chiarezza: non è un'illustrazione scientifica dell'universo, ma una geografia interiore attraversata da glifi, campiture di colore, segnali e figure sospese.

Il titolo indica un passaggio: fra finito e infinito, visibile e invisibile, realtà e immaginazione. L'artista definisce le sue opere dispositivi di attraversamento, soglie visive e concettuali che invitano a superare il limite. È una dichiarazione ambiziosa, e la mostra la sostiene con coerenza.

La navetta G.R.A.S.P.

Al centro dell'universo narrativo della mostra compare una navetta immaginaria, G.R.A.S.P., sigla di Glyph Reading and Astral Signals Processor: un dispositivo ideato per interpretare simboli antichi e captare messaggi non fisici. È il personaggio chiave del racconto, la macchina che legge i segni e li traduce in viaggio.

Vestigia aliene e alberi cosmici

Intorno alla navetta si dispongono vestigia aliene, alberi trasformati in assi fra terra e cosmo, opere dedicate al Día de los Muertos messicano. Ogni nucleo è un modo diverso di mettere in relazione ciò che sta sotto con ciò che sta sopra, il mondo dei vivi con quello dei morti, la radice con la stella.

Shakespeare e Urano

Il nucleo più sorprendente è dedicato al Sogno di una notte di mezza estate. Titania, Oberon, Puck e Bottom entrano in relazione con Urano, le cui lune portano i nomi dei personaggi shakespeariani: un ponte fra mito, letteratura e astronomia che dà alla mostra la sua pagina più giocosa.

Il giudizio sulla mostra

A nostro giudizio è una mostra da guardare con lo spirito con cui si legge un libro di fantascienza scritto da un calligrafo. Chi cerca la pittura d'avanguardia più severa troverà altrove quello che cerca; chi accetta il patto narrativo di Solimini trova un mondo compiuto, coloratissimo, costruito con pazienza e con una formazione rara alle spalle.

La scrittura asemica di Renata Solimini

La scrittura asemica è una scrittura senza significato alfabetico: segni che hanno l'aspetto della scrittura ma non si lasciano leggere. Nell'opera di Renata Solimini nasce anche dall'incontro con la calligrafia e la pittura tradizionale cinese.

Il punto diventa pianeta

In Oltre ogni confine, spiega la galleria, la scrittura asemica cambia scala: il punto diventa pianeta, il tratto traiettoria, la superficie una mappa attraversabile. Il curatore, nel testo per il nuovo catalogo, scrive che tratti e pennellate sono «lettere di una seconda lingua». È la definizione più esatta del lavoro dell'artista.

Da Energon a oggi

Già nel 2022 la Galleria Vittoria aveva dedicato a Solimini la personale Energon, visitabile dall'8 al 18 giugno, costruita proprio sulla scrittura asemica. Il titolo veniva dal greco e alludeva alla forza, al vigore del segno. In quell'occasione Arianna Agudo avvicinava il ductus di Solimini a quello di Cy Twombly letto da Roland Barthes, e ricordava i precedenti di André Masson.

Dal segno al di-Segno

Il progetto attuale prosegue e amplia la ricerca presentata nel volume Dal segno al di-Segno del 2025. Il gioco di parole del titolo dice molto: il segno grafico, ripetuto e organizzato, diventa disegno, cioè progetto e immagine.

Il colore come energia

Il colore è il protagonista dell'espansione cosmica di Oltre ogni confine: rosso, blu, giallo, viola e arancio non descrivono il dato naturale, ma agiscono come energia, luce e ritmo.

Campiture sature

Le campiture sono piene, le note e le didascalie asemiche si stendono sopra come costellazioni. L'immagine guida della mostra, un tondo con un cielo arancione, montagne attraversate da linee di scrittura e una fascia viola in basso, ne dà un'idea precisa: il paesaggio è un pretesto per far vibrare il colore.

La lettura di Manlio Gaddi

Nel testo Cose di un altro mondo, Manlio Gaddi definisce la pittura di Solimini una «magia restitutiva di impressioni», in cui il dato reale si fonde con quello emozionale e fantastico, e individua nel colore lo strumento privilegiato dell'artista.

Leggere e sentire

La galleria invita il visitatore ad attraversare il codice più che a decifrarlo: il segno diventa possibilità, il colore orientamento emotivo, il cosmo una forma di libertà.

Chi è Renata Solimini: la biografia

Renata Solimini è un'artista romana che ha studiato calligrafia e pittura tradizionale cinese alla Nanjing Normal University nel 1992 e 1993 e si è laureata nel 1995 in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo Estremo Oriente.

Le scritture antiche

Le ricerche sulle antiche scritture cinese, geroglifica egiziana e cuneiforme sumerica hanno inciso profondamente sulla sua formazione e hanno orientato un linguaggio in cui segno, colore e scrittura asemica si incontrano.

Tecniche e materiali

Lavora con acrilico, inchiostro, marker e collage su tela, legno e carta, e affianca alla pittura la scultura. Nella mostra Energon del 2022 la galleria segnalava anche la sperimentazione con l'argilla, una maschera apotropaica, e un immaginario popolato di donne, creature magiche e sciamaniche, situazioni fiabesche e mondo della moda.

Mostre e premi

Ha esposto in Italia, Polonia, Cina, Russia e Stati Uniti. Nel 2023 ha vinto ex aequo il Premio Centro, dedicato alla memoria di Giorgio Di Genova.

Tiziano M. Todi, Manlio Gaddi e l'Archivio Zancanaro

La mostra è curata da Tiziano M. Todi, che dirige la Galleria Vittoria, ed è realizzata con la Collana d'arte dell'Archivio Storico Tono Zancanaro di Padova, curata da Manlio Gaddi.

Il curatore di casa

Tiziano M. Todi, il cui nome firma anche il sito della galleria fondata da Enrico e Tiziana Todi, cura gran parte del programma espositivo: sono a sua cura, fra le altre, Energon di Solimini nel 2022, Interim di Guglielmo Mattei nel 2025 e Trame di Daniella Castellani nel 2026. Il rapporto fra gallerista e artista, scrive la galleria, vuole essere una collaborazione attiva e non formale, fondata sulla fiducia reciproca. Il ritorno di Solimini a quattro anni da Energon ne è una conseguenza diretta: la galleria segue i suoi artisti nel tempo, mostra dopo mostra.

Il catalogo

Accompagna la mostra un catalogo bilingue, italiano e inglese, con testi di Renata Solimini, Tiziano M. Todi e Manlio Gaddi. Il titolo inglese della mostra è Beyond all boundaries.

Chi era Tono Zancanaro

Antonio Zancanaro, detto Tono, nato e morto a Padova (1906 e 1985), fu pittore e incisore. Cominciò a dipingere da autodidatta nel 1932, si formò a Firenze a contatto con Ottone Rosai e a Milano, dove frequentò Ernesto Treccani e Renato Guttuso; la sua produzione si mosse soprattutto nel realismo, ed è nota la serie del Gibbo, personaggio caricaturale ispirato a Mussolini. Da giovane era stato anche hockeista su pista nel Patavium.

Un ponte fra Padova e Roma

Che un archivio intitolato a un maestro del realismo sostenga una pittrice di segni cosmici può sorprendere. La collaborazione dice qualcosa della Galleria Vittoria: una rete di rapporti costruita in decenni, che mette in dialogo mondi lontani.

Orari e visita di Oltre ogni confine

Oltre ogni confine si visita dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 fino al 9 ottobre 2026; fuori orario la galleria riceve su appuntamento, esclusi i festivi.

Il sabato

La galleria indica che il sabato e la mattina si apre soltanto su appuntamento, e che la domenica è chiusa. Chi passa in Via Margutta nel fine settimana deve telefonare prima allo 06 3600 1878 o scrivere a info@galleriavittoria.com.

L'ultimo giorno

La mostra chiude venerdì 9 ottobre: è una personale breve, di poco più di due settimane, e non conviene rimandare.

Ingresso

La galleria non indica un biglietto per la mostra; per qualunque dettaglio sulla visita di gruppo conviene contattarla.

La Galleria Vittoria in Via Margutta

La Galleria Vittoria è una galleria d'arte contemporanea fondata nel 1974 da Enrico Todi con la figlia Tiziana, trasferita nel 1976 al civico 103 di Via Margutta.

Dalla bottega al cenacolo

La storia comincia negli anni Cinquanta, quando Enrico Todi frequentava la bottega dello zio Guglielmo Magnani, prima battitore di rame e poi doratore, e ne fece la base della sua attività di collezionista, mercante e promotore d'arte. Negli anni Settanta creò in Via Vittoria un cenacolo, un punto d'incontro fra amici, artisti e collezionisti, che nel 1974 divenne galleria: da quella strada viene il nome.

La prima mostra

La prima mostra fu dedicata a Pericle Fazzini, autore della grande scultura in bronzo della Resurrezione del Cristo del 1977, nella Sala Nervi in Vaticano.

Il ritorno nella bottega

Nel 1976 Enrico e Tiziana Todi rilevarono la bottega dello zio Guglielmo e si trasferirono in Via Margutta 103. Nel 2006, secondo la galleria, l'antica bottega ha festeggiato cento anni di attività.

Il programma di oggi

La galleria alterna la promozione di giovani artisti e di ex allievi dell'Accademia di Belle Arti con mostre di maestri storici. Negli ultimi anni ha ospitato fra gli altri Guglielmo Mattei con Interim nel febbraio 2025 e Daniella Castellani con Trame nella primavera 2026, sempre a cura di Tiziano M. Todi.

La Galleria Vittoria fuori da Via Margutta

La Galleria Vittoria ha sempre affiancato alla sede romana un'attività di promozione all'estero e iniziative culturali con enti pubblici e privati.

I viaggi

Nel 1989 Enrico e Tiziana Todi accompagnarono Umberto Mastroianni a Tokyo per ritirare il Premio Imperiale. La galleria ricorda poi mostre e progetti a New York, Shanghai, Parigi, Londra e Strasburgo: un raggio d'azione largo per una galleria nata in una bottega di doratore.

La Shopping-Bag-Arte

Fra le iniziative più curiose c'è la Shopping-Bag-Arte, che trasforma le buste della spesa in supporti per nuove opere d'arte, recuperando un oggetto quotidiano e cambiandone l'uso.

Le associazioni della strada

La galleria collabora con altre associazioni culturali, in particolare quelle di Via Margutta, per progetti di divulgazione dell'arte. È un tratto tipico della strada, dove dal 1970 l'associazione Cento Pittori via Margutta organizza esposizioni in autunno e in primavera.

Le edizioni

I cataloghi della galleria, come quello della mostra Interim di Guglielmo Mattei nel 2025, sono pubblicati da Officina Vittoria, con testi critici del curatore e di altri autori.

Come organizzare la visita a Oltre ogni confine

La visita a Oltre ogni confine richiede mezz'ora o poco più, e si combina facilmente con una passeggiata fra piazza del Popolo e piazza di Spagna.

Un pomeriggio nel Tridente

Si può arrivare in metro a Flaminio, attraversare piazza del Popolo, entrare in galleria verso le 16 e poi salire al Pincio per il tramonto. Oppure fare il percorso inverso: una mattina fra Villa Borghese e il Pincio, pranzo nel Tridente e galleria all'apertura delle 15.

Un giro delle gallerie

Via Margutta e via del Babuino ospitano numerose gallerie d'arte: con la mostra di Solimini come punto di partenza si costruisce un percorso a piedi entrando dove la porta è aperta, senza obbligo di acquisto.

Parlare con la galleria

Nelle gallerie storiche il gallerista è spesso in sala. Chiedere della navetta G.R.A.S.P. o del legame con l'Archivio Zancanaro è il modo migliore per ascoltare il racconto della mostra dalla voce di chi l'ha costruita.

Via Margutta, la strada degli artisti

Via Margutta è una strada del rione Campo Marzio, alle pendici del Pincio e parallela a via del Babuino, abitata da artisti fin dal Seicento.

Scuderie e botteghe

In origine era un viottolo sul retro dei palazzi di via del Babuino, con magazzini, stalle e case di artigiani. Nel Cinquecento papa Paolo III favorì l'espansione della zona con esenzioni fiscali per i nuovi proprietari e per chi vi esercitava arti e mestieri: fu l'inizio della sua vocazione.

Un nome incerto

L'etimologia non è sicura. Si è proposto «maris gutta», goccia di mare, oppure il soprannome Margutte: un «Margutto Barbiere» è attestato in un atto del 1575. Il toponimo compare già nel 1536.

Gli atelier dell'Ottocento

Verso il 1850 monsignor de Mérode lottizzò i terreni; nel 1887 fu costruito Palazzo Patrizi Naro Montoro, il primo complesso di studi d'artista. Dal 1953 la strada ospita fiere d'arte, e nel 1970 nacque l'associazione Cento Pittori via Margutta.

La Fontana delle Arti

A metà strada si trova la Fontana delle Arti, del 1927, progettata da Pietro Lombardi: cavalletti, pennelli e due maschere, una triste e una lieta.

Come arrivare alla Galleria Vittoria

Via Margutta si raggiunge con la metro A, fermate Flaminio e Spagna, e con il tram 2 fino a Flaminio.

Da piazza del Popolo

Da Flaminio si entra in piazza del Popolo e si imbocca via del Babuino: Via Margutta è una delle traverse a sinistra.

Da piazza di Spagna

Da Spagna si risale via del Babuino verso piazza del Popolo e si svolta a destra in Via Margutta. Per percorsi e tempi aggiornati conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.

In auto

La zona è nel centro storico, con accessi limitati: la metro resta la soluzione più semplice.

Cosa vedere intorno a Via Margutta

La Galleria Vittoria è nel Tridente, fra piazza del Popolo e piazza di Spagna: una delle zone più ricche di arte a piedi.

Il Pincio e Villa Borghese

Alle spalle di Via Margutta sale il Pincio, con la terrazza sulla città, porta d'ingresso a Villa Borghese. Dopo una mostra di cieli e costellazioni, un tramonto dal Pincio è la conclusione naturale.

Piazza di Spagna

Piazza di Spagna, la Barcaccia e la scalinata di Trinità dei Monti sono a dieci minuti. Lungo la scalinata si trova la Keats-Shelley House, casa di poeti inglesi: un bel seguito per chi ha amato il nucleo shakespeariano della mostra.

Case di artisti

La Casa di Goethe, nel Tridente, completa un percorso fra le case e gli studi di artisti che a Roma hanno cercato ispirazione.

Dove mangiare vicino a Via Margutta

Il Tridente offre bar storici, trattorie e ristoranti di ogni livello, con prezzi in media più alti che in altri quartieri.

Un caffè

Per un caffè con la storia, l'Antico Caffè Greco è a pochi minuti a piedi, verso piazza di Spagna.

A cena

La galleria chiude alle 19: l'ora giusta per un aperitivo verso piazza del Popolo e una cena nel Tridente. Il venerdì sera conviene prenotare.

Accessibilità e visita con i bambini

La Galleria Vittoria è una galleria su strada in Via Margutta; per informazioni sull'accesso con mobilità ridotta conviene telefonare allo 06 3600 1878 prima della visita.

Con i bambini

Una mostra con navette spaziali, alieni, fate e folletti shakespeariani e colori accesi parla ai bambini più di molte mostre per bambini. Si può giocare a cercare Puck o a inventare il significato dei segni asemici: non esiste una risposta sbagliata.

Con i gruppi

Lo spazio di una galleria è raccolto: i gruppi devono annunciarsi, e fuori orario si può concordare una visita su appuntamento.

Una curiosità su Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria — dal 23 settembre al 9 ottobre 2026

La curiosità è nel cielo, e riguarda Urano. Il pianeta ha ventinove satelliti naturali e, a differenza delle lune degli altri pianeti del sistema solare, che prendono nome dalla mitologia greca, i suoi portano nomi tratti dalle opere di William Shakespeare e di Alexander Pope. Le prime due lune scoperte furono proprio Titania e Oberon, individuate da William Herschel l'11 gennaio 1787, sei anni dopo la scoperta del pianeta; i nomi definitivi li diede nel 1852 il figlio John Herschel. Esiste anche una luna chiamata Puck.

Renata Solimini ha costruito su questa coincidenza uno dei nuclei della mostra: i personaggi del Sogno di una notte di mezza estate, Titania, Oberon, Puck e Bottom, entrano in dialogo con il pianeta che li ospita in orbita. È un'idea che fa sorridere e insieme dice molto del metodo dell'artista: prendere un fatto reale, anche scientifico, e trasformarlo in racconto. Non a tutti capita di uscire da una galleria di Via Margutta sapendo qualcosa in più sul sistema solare.

Una cosa che non ti dice nessuno su Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria — dal 23 settembre al 9 ottobre 2026

Nessuno ti dice che la mostra dura pochissimo. Aperta il 23 settembre, chiude venerdì 9 ottobre: poco più di due settimane, con la galleria aperta solo nei giorni feriali, dalle 15 alle 19. In pratica restano una manciata di pomeriggi. È il ritmo tipico delle gallerie private di Via Margutta, che cambiano mostra spesso, ma chi è abituato ai tempi lunghi dei musei rischia di arrivare a porte già chiuse sull'allestimento successivo.

La seconda cosa riguarda il fine settimana. La galleria apre il sabato e la mattina solo su appuntamento, e la domenica è chiusa. Molti visitatori scoprono Via Margutta proprio il sabato, passeggiando fra piazza del Popolo e piazza di Spagna: se vi capita, telefonate. Le gallerie storiche di questa strada sono abituate a ricevere su richiesta, e spesso a raccontare personalmente le opere a chi entra. E non abbiate timore di varcare la soglia di una galleria privata: nessuno si aspetta che compriate qualcosa.

Il consiglio che ti do per visitare Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria — dal 23 settembre al 9 ottobre 2026

Il consiglio è di non cercare di leggere i segni. La scrittura asemica è fatta apposta per sembrare leggibile e non esserlo: il cervello cerca lettere, parole, frasi, e non le trova. Lasciate cadere questo sforzo dopo pochi secondi e guardate i segni come si guarda una partitura musicale che non si sa leggere: ritmi, densità, pause, direzioni. È lì che si trova la voce dell'artista, e il curatore la chiama giustamente una seconda lingua.

Secondo consiglio: cercate i personaggi. Prima di entrare, ricordate i nomi di Titania, Oberon, Puck e Bottom, e provate a riconoscerli nelle opere. Poi cercate la navetta G.R.A.S.P., il filo conduttore di tutto il racconto. Terzo: uscendo, non tornate subito verso il Corso. Risalite Via Margutta fino alla Fontana delle Arti, con i suoi pennelli di pietra, e poi salite al Pincio. Dopo un'ora passata fra costellazioni dipinte, il cielo di Roma al tramonto vi sembrerà l'ultima sala della mostra.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Via Margutta sia la strada degli artisti è risaputo. Meno citato è quanto sia lunga la lista di chi ci ha abitato o lavorato: già nel Seicento vissero qui o nelle vicinanze Pieter Paul Rubens, Nicolas Poussin, Jusepe de Ribera e Pieter van Laer; più tardi Gaspar van Wittel, Pier Leone Ghezzi, i fratelli van Bloemen e, fra Settecento e Ottocento, Antonio Canova. Nel Novecento arrivarono Augusto Mussini, Gregorio Maltzeff e Pablo Picasso.

Ancora meno citato è il ruolo del cinema. Dopo Vacanze romane, girato nel 1953 al civico 33, la strada divenne un mito: al suo nome si legarono Federico Fellini e Giulietta Masina, Anna Magnani, Giorgio de Chirico, Renato Guttuso e Alberto Burri. Mario Camerini le dedicò nel 1960 il film Via Margutta, e Luca Barbarossa una canzone presentata a Sanremo nel 1986. La Galleria Vittoria, arrivata qui nel 1976, è un tassello di questa storia lunga quattro secoli.

La foto giusta da fare a Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria — dal 23 settembre al 9 ottobre 2026

La foto giusta è un dettaglio di colore. Le opere di Solimini vivono di campiture sature, rosso, blu, giallo, viola e arancio, attraversate da linee sottili di scrittura: avvicinatevi a un'opera fino a riempire l'inquadratura con un solo colore e un filo di segni che lo attraversa. Ne uscirà un'immagine quasi astratta, più fedele allo spirito della mostra di una riproduzione intera. Chiedete comunque in galleria se si possono scattare fotografie, e senza flash.

Fuori, la foto è quella di Via Margutta stessa: la strada stretta, i portoni, le vetrine delle gallerie e la Fontana delle Arti con i cavalletti e le maschere. Nel tardo pomeriggio, quando la luce si fa calda sulle facciate, è uno degli scorci più fotogenici del Tridente. Un'inquadratura in verticale, con la strada che si allontana verso il Pincio, racconta più di qualsiasi didascalia che cosa significhi esporre in questa via.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di Via Margutta si misura in secoli. Il toponimo compare nel 1536; nel Cinquecento papa Paolo III concede esenzioni fiscali che attirano artisti e artigiani stranieri. Verso il 1850 monsignor de Mérode trasforma il vicolo in una strada lottizzata, e nel 1887 sorge Palazzo Patrizi Naro Montoro, il primo complesso di studi d'artista. Nel 1927 viene realizzata la Fontana delle Arti di Pietro Lombardi.

Negli anni della guerra lo studio dello scultore Giordano Bruno Ferrari divenne un centro della Resistenza: una lapide ricorda la sua condanna nel 1944. Nel 1953 cominciano le fiere d'arte all'aperto, e lo stesso anno il civico 33 entra nella storia del cinema con Vacanze romane. Il 22 giugno 1970 nasce l'associazione Cento Pittori via Margutta, che da allora organizza mostre in autunno e in primavera.

La Galleria Vittoria aggiunge le sue date: 1974, la fondazione in via Vittoria con la mostra di Pericle Fazzini; 1976, il trasferimento nella bottega di Via Margutta 103; 1989, il viaggio a Tokyo con Umberto Mastroianni per il Premio Imperiale; 2006, i cento anni di attività della bottega. Il 23 settembre 2026 vi si è inaugurata Oltre ogni confine.

Chi è passato da Oltre ogni confine di Renata Solimini alla Galleria Vittoria — dal 23 settembre al 9 ottobre 2026

Nella storia della Galleria Vittoria si leggono molti nomi. La galleria ricorda di aver organizzato mostre dedicate ad artisti italiani e stranieri, dalle avanguardie storiche alle esperienze degli anni Cinquanta, Sessanta e Novanta: Marcello Avenali, Niki Berlinguer, Enzo Brunori, Corrado Cagli, Mario Ceroli, Man Ray, Umberto Mastroianni, Mirko, Luigi Montanarini, Primo Conti, Salvador Dalí, Giorgio de Chirico, Mauro Reggiani, Sandro Trotti, Valeriano Trubbiani, Andy Warhol, Cesare Zavattini, Enrico Baj, Salvatore Fiume, Giulio Turcato. La prima mostra, nel 1974, fu quella di Pericle Fazzini.

Accanto ai maestri, la galleria ha sostenuto artisti emergenti come Antonio Fiore, Claudio Spada, Lino Casadei, Fabio Piscopo, Anna Saegesser-Pavone, Enzo Fabbiano e Massimo Baistrocchi, e negli anni più recenti Guglielmo Mattei, Valentina Sisto, Alessandro Cignetti, Tommaso Pensa, Daniela Poduti Riganelli, Fabio Borg, Fabio Santoro, Adriana Pignataro e Daniella Castellani. Renata Solimini torna qui dopo Energon, la personale del giugno 2022. E nella stessa strada, fuori dalla galleria, sono passati Fellini, Anna Magnani, Picasso e Canova: pochi indirizzi a Roma possono vantare vicini simili.

Domande frequenti su Oltre ogni confine

Fino a quando è aperta la mostra Oltre ogni confine di Renata Solimini?

Oltre ogni confine è aperta alla Galleria Vittoria dal 23 settembre al 9 ottobre 2026. Venerdì 9 ottobre è l'ultimo giorno; l'inaugurazione si è tenuta mercoledì 23 settembre alle 18.

Quali sono gli orari della Galleria Vittoria?

La Galleria Vittoria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19. Il sabato e la mattina si entra solo su appuntamento, la domenica è chiusa. Per appuntamenti: 06 3600 1878 o info@galleriavittoria.com.

Dove si trova la Galleria Vittoria a Roma?

La Galleria Vittoria si trova in Via Margutta 103, nel rione Campo Marzio, fra piazza del Popolo e piazza di Spagna. Si raggiunge con la metro A, fermate Flaminio e Spagna, o con il tram 2 fino a Flaminio.

Che cosa si vede nella mostra di Renata Solimini?

Nella mostra Oltre ogni confine si vedono dipinti, opere su carta e sculture di Renata Solimini dedicati a un immaginario cosmico: la navetta G.R.A.S.P., vestigia aliene, alberi cosmici, opere sul Día de los Muertos e i personaggi del Sogno di una notte di mezza estate.

Che cos'è la scrittura asemica?

La scrittura asemica, centrale nell'opera di Renata Solimini, è fatta di segni che hanno l'aspetto della scrittura ma non un significato alfabetico. Nell'artista nasce anche dallo studio della calligrafia cinese e delle scritture antiche.

Chi è Renata Solimini?

Renata Solimini è un'artista romana che ha studiato calligrafia e pittura cinese alla Nanjing Normal University e si è laureata in Lingue orientali nel 1995. Ha esposto in Italia, Polonia, Cina, Russia e Stati Uniti e nel 2023 ha vinto ex aequo il Premio Centro.

C'è un catalogo della mostra Oltre ogni confine?

Per Oltre ogni confine è previsto un catalogo bilingue, italiano e inglese, con testi di Renata Solimini, del curatore Tiziano M. Todi e di Manlio Gaddi, nella Collana d'arte dell'Archivio Storico Tono Zancanaro.

Il consiglio finale su Oltre ogni confine

Il consiglio è di andarci in un pomeriggio feriale entro il 9 ottobre, con mezz'ora a disposizione e nessuna pretesa di capire tutto. Oltre ogni confine è una mostra da attraversare, come dice l'artista: conviene lasciare che i colori facciano il loro lavoro, poi salire al Pincio a guardare il cielo vero.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento23 Settembre 2026 15:00 — 9 Ottobre 2026
IndirizzoGalleria Vittoria, Via Margutta 103, 00187 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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