Nexus Quartet, Appunti di viaggio alla Casa del Jazz — 14 novembre 2026
In breve. Il Nexus Quartet, giovane formazione napoletana di jazz contemporaneo, presenta il suo album d'esordio Appunti di viaggio alla Casa del Jazz di Roma sabato 14 novembre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti "Armando Trovajoli",…
Il Nexus Quartet, giovane formazione napoletana di jazz contemporaneo, presenta il suo album d'esordio Appunti di viaggio alla Casa del Jazz di Roma sabato 14 novembre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti "Armando Trovajoli", nell'ambito del Roma Jazz Festival 2026. In scena Enrico Valanzuolo (tromba e flicorno), Luigi Lombardi (pianoforte), Alessandro Vai (contrabbasso) e Marco Gagliano (batteria). L'indirizzo della sede è Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma, nel parco della ex Villa Osio, a ridosso delle Mura Aureliane. Il prezzo comunicato dalla Casa del Jazz è un biglietto unico da 20 euro. Si acquista online dal collegamento ufficiale della scheda del concerto oppure in cassa: il botteghino lavora solo nei giorni di spettacolo, dalle 19:00 a 40 minuti dopo l'inizio. Per arrivare, la sede suggerisce la stazione Piramide della metro B, la linea 714 con fermata Colombo/Marco Polo o il parcheggio che si trova accanto alla villa, tra via Cristoforo Colombo e Viale di Porta Ardeatina; il calcolatore di viaggio di ATAC aiuta a scegliere il percorso più comodo. Recapiti della Fondazione Musica per Roma: telefono 06 80241281, email info@musicaperroma.it.

Appunti di viaggio: il concerto
Appunti di viaggio è il primo album del Nexus Quartet, annunciato dalla Casa del Jazz come in uscita a settembre 2026. Il concerto romano è quindi una delle prime occasioni per ascoltarlo dal vivo, a poche settimane dalla pubblicazione, in una sala che per dimensioni favorisce un ascolto molto ravvicinato.
La presentazione ufficiale descrive la musica del gruppo come un intreccio tra le suggestioni del jazz europeo e l'energia del linguaggio della scena americana più recente, senza perdere la traccia dell'origine dei musicisti, che si sente nelle composizioni e in una costante attenzione alla melodia. È un equilibrio difficile, che molti giovani gruppi inseguono: tenere insieme la cantabilità della tradizione italiana e la complessità ritmica del jazz di oggi.
Lirismo e groove
Il percorso musicale del quartetto, secondo la scheda della Casa del Jazz, mette in dialogo lirismo e ricerca sul timbro da una parte, groove e improvvisazione dall'altra, lasciando sempre aperto il confronto tra tradizione e contemporaneità. In un quartetto con tromba e pianoforte, il lirismo passa soprattutto dalla voce dello strumento a fiato, mentre il groove nasce dall'intesa tra contrabbasso e batteria.
Un titolo che parla di viaggi
Il titolo del disco richiama il viaggio, e non a caso: la stessa presentazione ricorda che il gruppo ha portato la propria musica anche fuori dall'Italia, con esperienze che ne hanno rafforzato l'identità. Le pagine ufficiali non elencano i titoli dei brani né spiegano a quali viaggi si riferiscano gli "appunti": il dato non è pubblicato, e lo si scoprirà in sala.
Chi è il Nexus Quartet
Il Nexus Quartet è presentato dalla Casa del Jazz come una formazione partenopea molto giovane, che si muove nel solco del jazz contemporaneo. I quattro musicisti sono attivi con regolarità sulla scena italiana e hanno già suonato all'estero.
La residenza in Bahrain
Tra le esperienze internazionali, la scheda ufficiale cita una residenza prolungata in un noto jazz club del Bahrain. È un dettaglio che colpisce: suonare per un periodo continuativo nello stesso locale, sera dopo sera, è il modo in cui molte generazioni di jazzisti hanno costruito il proprio affiatamento. Secondo la presentazione, quell'esperienza ha consolidato l'identità artistica del gruppo e l'intesa tra i musicisti.
Il jazz club come palestra
La residenza in un club, con serate ripetute davanti a un pubblico che cambia, è una situazione molto diversa dal concerto singolo in un festival. Obbliga a variare il repertorio, a reagire alla sala, a trovare ogni sera un modo nuovo di suonare gli stessi brani. Per un gruppo all'esordio discografico, aver vissuto questa esperienza significa arrivare in studio e sul palco con un'intesa già collaudata.
Il nome
Le fonti ufficiali non spiegano la scelta del nome. In latino nexus indica un legame, un vincolo, un intreccio: un significato che si adatta bene a una formazione che si descrive come punto d'incontro tra jazz europeo e americano, ma che resta un'osservazione linguistica e non una dichiarazione del gruppo.
La formazione
Il quartetto ha l'organico classico del jazz moderno: uno strumento a fiato solista e una sezione ritmica completa di pianoforte, contrabbasso e batteria.
Enrico Valanzuolo, tromba e flicorno
Valanzuolo alterna la tromba e il flicorno. I due strumenti hanno la stessa estensione ma timbri diversi: la tromba è più brillante e penetrante, il flicorno più morbido e scuro. Il passaggio dall'uno all'altro è spesso una scelta espressiva legata al carattere dei brani, e in un concerto dedicato a un disco attento alla melodia sarà interessante seguirlo.
Luigi Lombardi, pianoforte
Al pianoforte siede Luigi Lombardi. Nel quartetto con tromba, il pianoforte è insieme accompagnatore armonico e secondo solista, e il suo dialogo con il fiato definisce gran parte del colore del gruppo.
Alessandro Vai e Marco Gagliano
Alessandro Vai al contrabbasso e Marco Gagliano alla batteria completano la sezione ritmica. È su di loro che poggia il groove di cui parla la presentazione ufficiale: nel jazz contemporaneo la sezione ritmica non si limita a tenere il tempo, ma interviene sulla forma dei brani e sul loro sviluppo.
Come si ascolta un quartetto con tromba
Il quartetto con tromba, pianoforte, contrabbasso e batteria è una delle formazioni più frequentate nella storia del jazz, e proprio per questo offre all'ascoltatore molti punti di riferimento. La struttura tipica di un brano prevede un tema esposto dalla tromba, una serie di assoli e il ritorno finale del tema; dentro questo schema, ogni gruppo trova il proprio modo di sorprendere.
Seguire il tema
Per un gruppo che dichiara una forte attenzione alla melodia, il tema è il momento in cui l'identità si mostra con più chiarezza. Vale la pena ascoltare con attenzione l'apertura dei brani: è lì che si sente se una composizione nasce da una melodia cantabile o da un'idea ritmica.
Il dialogo tra tromba e pianoforte
Durante gli assoli della tromba, il pianoforte accompagna con accordi che possono sostenere, commentare o provocare il solista. Quando poi è il pianoforte a improvvisare, la tromba tace e la sezione ritmica si stringe attorno al nuovo protagonista. Seguire questi passaggi di ruolo è uno dei piaceri del jazz dal vivo.
La sezione ritmica
Il groove citato dalla presentazione ufficiale nasce dall'incastro tra contrabbasso e batteria. In una sala piccola come la Trovajoli si sentono bene anche i dettagli più sottili: il suono legnoso del contrabbasso, i piatti, le spazzole. È un ascolto molto diverso da quello di un grande auditorium.
Una tromba nel festival di Miles
Il Roma Jazz Festival 2026 ha scelto come tema "Rileggere Miles, ripensare il jazz". In un'edizione costruita attorno al trombettista più celebre della storia del jazz, un quartetto guidato da una tromba ha una posizione naturale. Le pagine ufficiali non indicano se il Nexus Quartet abbia inserito in programma omaggi espliciti a Davis: il dato non è pubblicato, e il concerto resta dedicato al repertorio del nuovo disco.
Ripensare, non imitare
Il tema dell'edizione invita a ripensare il jazz più che a ricostruirlo. Un gruppo giovane che presenta composizioni originali, intrecciando tradizione europea e linguaggi americani attuali, risponde a questo invito nel modo più diretto: suonando musica nuova.
Il concerto nel festival dei cinquant'anni
Il concerto è parte del Roma Jazz Festival 2026, edizione numero 50 detta Anniversary, che occupa le serate romane fino al 24 novembre ed è costruita attorno all'idea di rileggere Miles Davis per ripensare il jazz. La presenza di un quartetto guidato da una tromba è particolarmente coerente con il tema: proprio la tromba fu lo strumento di Davis.
L'ultima data del festival alla Casa del Jazz
Nel calendario della Casa del Jazz, il Nexus Quartet chiude la serie di concerti del festival in Sala Trovajoli, dopo il duo Gatto e Salis del 1 novembre, Zoe Pia del 7, Domenico Rizzuto dell'8 ed Eleonora Strino del 13. Il festival prosegue in altre sedi della città fino al 24 novembre.
Il giorno dopo nel parco
Domenica 15 novembre, alle 18:00, il parco della Casa del Jazz ospita Elective Lines con Andrea Colella e il progetto Unveil. Chi resta a Roma per il fine settimana può dunque tornare nella stessa sede a distanza di ventiquattro ore.
Il jazz che arriva da Napoli
La presentazione della Casa del Jazz sottolinea come l'origine partenopea del gruppo si riconosca nelle composizioni e nella ricerca melodica. Per il pubblico romano è un'occasione per ascoltare una delle voci nuove della scena campana.
Melodia come identità
Quando un gruppo dichiara la propria origine nella ricerca melodica, indica una scelta precisa: non rinunciare al canto, anche dentro strutture armoniche e ritmiche complesse. È una qualità che si apprezza soprattutto nei temi, cioè nelle parti scritte che aprono e chiudono i brani, prima e dopo gli assoli.
Un esordio discografico
Un primo disco è sempre un biglietto da visita. Ascoltare una formazione giovane nel momento in cui presenta il proprio esordio permette di vederla nella fase più fresca del suo percorso, quando i brani sono ancora nuovi anche per chi li suona.
Le date del festival alla Casa del Jazz
Il Nexus Quartet chiude la sequenza del festival in Sala Trovajoli, che conviene ripercorrere per capire il disegno della programmazione.
Due weekend di festival
La serie si è aperta domenica 1 novembre, alle 18:00, con il duo formato da Roberto Gatto e Antonello Salis. Il weekend del 7 e 8 novembre ha portato in sala Atlantidei di Zoe Pia, tra launeddas ed elettronica, e il trio elettrico di Domenico Rizzuto. Il weekend del 13 e 14 novembre è dedicato a Eleonora Strino, con Lumithia, e al Nexus Quartet.
Dopo il festival
Il calendario della sede prosegue con Elective Lines nel parco il 15 novembre e, a fine mese, con la CDJO diretta da Mario Corvini, che il 27 e 28 novembre affronta la musica di Bob Brookmeyer. Il festival nel suo insieme continua in altre sedi fino al 24 novembre.
A chi consigliamo la serata
Il concerto è indicato per chi ama il jazz acustico contemporaneo, quello che conserva la forma del quartetto classico ma la riempie di composizioni originali. Chi segue la scena italiana troverà un gruppo all'esordio discografico; chi si avvicina al jazz per la prima volta troverà un linguaggio comprensibile, grazie all'attenzione per la melodia.
Per gli studenti di musica
Per chi studia tromba, pianoforte, contrabbasso o batteria, ascoltare da vicino un gruppo di musicisti giovani è un'occasione preziosa: si vedono le dinamiche del lavoro d'insieme, il modo in cui ci si passa la parola, le scelte di accompagnamento.
Per chi ama la storia civile
Chi è sensibile alla storia della città e alla lotta alla criminalità organizzata troverà nella data del concerto, trent'anni esatti dopo il sequestro della villa, un motivo in più per esserci.
Le informazioni pratiche, punto per punto
Data e orario
Sabato 14 novembre 2026, ore 19:30. Apertura del botteghino alle 19:00.
Luogo
La sala è la Trovajoli, dentro la villa principale; il civico della Casa del Jazz è il 55 di Viale di Porta Ardeatina, CAP 00154.
Biglietto
Prezzo unico di 20 euro, acquistabile online tramite il collegamento della scheda ufficiale o in cassa il giorno del concerto.
Informazioni
Fondazione Musica per Roma, telefono 06 80241281, email info@musicaperroma.it. Sul sito della Casa del Jazz sono pubblicati il regolamento della biglietteria e le domande frequenti.
La sede: villa, parco e sala
La Casa del Jazz occupa un complesso di tre edifici dentro un parco pubblico, ed è gestita dalla Fondazione Musica per Roma. Nella villa principale si trova la Sala concerti Armando Trovajoli; il secondo edificio riunisce le sale prova, gli spazi per registrare e gli alloggi per gli artisti ospiti; il terzo ospita un ristorante. La nostra pagina sulla Casa del Jazz raccoglie le informazioni generali.
Una sala per l'ascolto
La capienza della sala è di circa 150 posti secondo l'enciclopedia e la descrizione dei luoghi del sito, mentre il testo introduttivo della stessa pagina ufficiale parla di 134 posti. È comunque una sala in cui un quartetto acustico si sente in modo naturale, senza la distanza delle grandi platee.
Un parco di due ettari e mezzo
Il parco che circonda la villa misura 25.240 metri quadrati secondo il sito ufficiale. Fu progettato in origine dal paesaggista Pietro Porcinai, ed è oggi uno spazio verde pubblico tra le mura e la via Cristoforo Colombo.
Una curiosità sulla Casa del Jazz
La data di questo concerto ha un significato particolare. Secondo Wikipedia, la villa che oggi ospita la Casa del Jazz fu sottoposta a sequestro il 14 novembre 1996. Il concerto del Nexus Quartet cade quindi esattamente trent'anni dopo il giorno in cui lo Stato tolse la villa a Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana. È una coincidenza di calendario, non una scelta dichiarata del festival, ma rende la serata un piccolo anniversario civile.
Trent'anni in tre tappe
Dal sequestro alla musica sono passati tre passaggi formali: la confisca definitiva del 20 febbraio 2001, l'assegnazione al Comune di Roma del 26 settembre 2001 e l'apertura della Casa del Jazz nell'aprile 2005. Chi entra in sala il 14 novembre 2026 attraversa, senza accorgersene, il punto d'arrivo di quel percorso.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Casa del Jazz
La storia giudiziaria della villa non si è chiusa con la confisca. Nel novembre 2025, ricorda Wikipedia, la Prefettura di Roma ha disposto sondaggi nel parco della Casa del Jazz, ritenendo fondata la possibilità che vi fossero nascosti i resti di Paolo Adinolfi, magistrato scomparso nel 1994. L'ipotesi è che il corpo possa essere stato occultato dalla banda della Magliana negli anni in cui la villa apparteneva a Nicoletti.
Un parco che è anche memoria
Le fonti consultate non riportano l'esito di quelle ricerche, e non è il caso di aggiungere ipotesi. Resta il fatto che il parco in cui si cammina per andare ai concerti è anche un luogo legato a una delle pagine irrisolte della cronaca romana, e questa consapevolezza dà un peso diverso alla scelta di farne uno spazio pubblico.
Il consiglio che ti do per visitare la Casa del Jazz
Il mio consiglio, trattandosi di un sabato, è di dedicare il pomeriggio alla zona. A breve distanza dalla sede si trovano le Terme di Caracalla e, più a sud lungo l'Appia, le catacombe di San Sebastiano: con gli orari di visita controllati in anticipo, si può chiudere una giornata archeologica con un concerto di jazz, rientrando verso Viale di Porta Ardeatina per le 19:00, quando apre il botteghino.
Mezz'ora di margine
Le regole della sede prevedono che il pubblico entri in sala a partire da circa trenta minuti prima del concerto e fino a cinque minuti prima. Arrivare per le 19:00 permette di ritirare o acquistare il biglietto e di sistemarsi con calma.
Posti accessibili
La Casa del Jazz si dichiara pienamente accessibile. I posti per le persone in sedia a rotelle si prenotano al telefono, allo 06 8024 1281, tutti i giorni tra le 11 e le 18, e sono in numero limitato: per un concerto di sabato conviene chiamare con anticipo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
La lapide all'ingresso della Casa del Jazz è nota a molti frequentatori. Meno noto è il suo contenuto preciso: secondo Wikipedia, la stele realizzata con l'associazione Libera riporta 683 nomi di vittime della mafia, in un arco di tempo che va dal 1893 al 2005. Il sito ufficiale ricorda che l'associazione è guidata da don Luigi Ciotti e che la lapide celebra la restituzione del bene alla città e ai cittadini.
L'anno finale
L'ultimo anno indicato nell'elenco, il 2005, è anche l'anno in cui la Casa del Jazz ha aperto. La stele fotografa quindi la memoria delle vittime fino al momento della restituzione della villa: un dettaglio che si nota solo leggendo con attenzione le date.
La foto giusta da fare alla Casa del Jazz
Una foto che pochi fanno è quella della Porta Ardeatina, il varco delle Mura Aureliane che dà il nome al viale. La voce enciclopedica segnala che, sia all'esterno sia all'interno del muro, si conserva un tratto di strada lastricata di epoca romana con i solchi lasciati dalle ruote dei carri. Fotografare quei solchi prima di entrare a un concerto significa mettere nello stesso rullino duemila anni di traffico romano e una serata di jazz.
Con la luce giusta
A metà novembre il sole tramonta prima delle 17: per vedere bene la pavimentazione antica bisogna passare nel pomeriggio. Dopo il tramonto, la foto migliore resta quella della villa con le finestre accese, dal viale del parco.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Tra il 401 e il 403
Secondo una testimonianza di Poggio Bracciolini, anche sulla vicina Porta Ardeatina era affissa la lapide che ricordava il restauro delle mura voluto dall'imperatore Onorio.
Anni Trenta del Novecento
Su un casale seicentesco in rovina, Arturo Osio fa costruire tra il 1936 e il 1939 la villa progettata da Cesare Pascoletti, con il parco disegnato da Pietro Porcinai.
Anni Ottanta
Enrico Nicoletti compra la villa dal Vicariato di Roma; gli interventi abusivi della nuova proprietà cambiano interni e facciate.
14 novembre 1996
Il sequestro della villa, esattamente trent'anni prima del concerto del Nexus Quartet.
2001
Confisca definitiva il 20 febbraio; assegnazione al Comune il 26 settembre, ai sensi della legge 109 del 1996.
Aprile 2005
Inaugurazione della Casa del Jazz, con la stele dei nomi delle vittime della mafia all'ingresso.
Novembre 2025
La Prefettura dispone le ricerche dei resti del magistrato Paolo Adinolfi nel parco.
Chi è passato dalla Casa del Jazz
Sul piano della progettazione, la villa porta la firma di Cesare Pascoletti, ingegnere della scuola di Marcello Piacentini, e il parco quella di Pietro Porcinai, paesaggista che nella sua carriera ha lavorato a Lecce, Tirana, Torino, Firenze, Siena, Berlino, Portofino e Cernobbio. Dentro, nell'antica sala da pranzo, ha lasciato il segno il pittore Amerigo Bartoli, con un affresco che mostra piazza Navona.
Il nome sulla porta della sala
La sala in cui suona il quartetto porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano scomparso nel 2013, che prima di diventare un autore celebre di colonne sonore e di commedie musicali come Rugantino era stato un jazzista, in Italia e al Paris Jazz Festival del 1949. Il suo nome accompagna ogni concerto della sede.
Chi l'ha restituita
La Casa del Jazz esiste anche grazie al sostegno dell'allora sindaco Walter Veltroni, ricordato dal sito ufficiale, e all'impegno di Libera. Il primo direttore, nel 2005, fu Luciano Linzi.
Chi la abita oggi
Oggi la villa accoglie musicisti di ogni generazione: dalle orchestre residenti, la CDJO di Mario Corvini e la Jazz Campus Orchestra di Massimo Nunzi, ai giovani gruppi come il Nexus Quartet, che il 14 novembre porta qui il suo primo disco.
Le mura in questo tratto
La Casa del Jazz si trova lungo il tratto meridionale delle Mura Aureliane, la cinta costruita dall'imperatore Aureliano e restaurata da Onorio all'inizio del V secolo. In questo punto le mura conservano uno dei loro varchi meno conosciuti, la Porta Ardeatina, collocata a metà strada fra le porte di San Sebastiano e di San Paolo, a due passi dalle aperture moderne con cui la Colombo attraversa la cinta.
Una porta minore
La Porta Ardeatina, spiega l'enciclopedia, è oggi poco più di una posterula, cioè un passaggio secondario incorniciato in travertino. Fu chiusa probabilmente molto presto: già nell'VIII secolo le fonti smettono di citarla. Non aveva torri, e per difenderla si costruì una sporgenza del muro che faceva da piccolo bastione.
Una tomba nel muro
Accanto alla porta, sul lato interno, si vedono le tracce di un sepolcro inglobato nella cinta. Era una pratica diffusa durante la costruzione delle mura: per accelerare i lavori e risparmiare, Aureliano fece inserire nel tracciato edifici che esistevano già. Passarci accanto prima di un concerto è un modo per ricordare quanti strati di storia si sovrappongono in questo angolo di città.
Servizi e comodità
La Casa del Jazz offre alcuni servizi che rendono più semplice organizzare la serata. Il ristorante del complesso si trova nel terzo edificio, secondo il sito ufficiale; Wikipedia segnala anche una caffetteria nella villa. Orari e prenotazioni di questi servizi non sono indicati nelle pagine consultate e vanno chiesti alla sede.
Biblioteca e mediateca
Nella villa, ricorda ancora l'enciclopedia, si trovano una biblioteca e una mediateca aperte al pubblico e una libreria. Sono spazi pensati per chi vuole approfondire la storia del jazz oltre il concerto.
Il parcheggio
L'area di sosta segnalata dalla sede è quella adiacente alla villa, nel punto in cui la Colombo incrocia il viale. Le pagine ufficiali non ne indicano tariffe e capienza: il dato non è pubblicato.
Il jazz a Roma dopo il concerto
Per chi dopo il concerto ha ancora voglia di musica, Roma ha diversi club dedicati al jazz. Tra quelli che raccontiamo su ER ci sono l'Alexanderplatz Jazz Club e il Gregory's Jazz Club; la programmazione di ciascuno va verificata sui canali ufficiali dei locali.
Un sabato da costruire
Il concerto delle 19:30 lascia libera la seconda parte della serata. La scheda ufficiale non indica la durata, quindi l'ora di uscita non si conosce con precisione; in ogni caso c'è tempo per una cena o per proseguire la serata altrove.
Rientrare
Per il rientro con i mezzi pubblici, gli orari serali della metro B e delle linee di superficie si controllano sul servizio di ATAC. Il sabato sera, specie in autunno, è una buona idea verificarli prima di entrare in sala.
Domande frequenti sul Nexus Quartet alla Casa del Jazz
Quando suona il Nexus Quartet?
Sabato 14 novembre 2026 alle 19:30, nella Sala Trovajoli della Casa del Jazz. È l'ultimo dei concerti del Roma Jazz Festival 2026 in programma in quella sala, dopo quelli del 1, 7, 8 e 13 novembre. Il botteghino apre alle 19:00 e l'accesso in sala comincia di regola mezz'ora prima.
Quanto costa il biglietto?
Venti euro, prezzo unico per tutti i posti secondo la Casa del Jazz. Per le persone con disabilità il regolamento della sede prevede sconti, da richiedere con la relativa documentazione alla biglietteria centrale dell'Auditorium Parco della Musica, che fa capo alla stessa Fondazione Musica per Roma che gestisce la Casa del Jazz.
Dove si comprano i biglietti?
Online, seguendo il collegamento di vendita indicato sulla scheda ufficiale del concerto, oppure in cassa alla Casa del Jazz nel giorno del concerto, dalle 19:00. Per un sabato sera di festival in una sala con circa 150 posti, il consiglio è di non aspettare l'ultimo momento.
Che musica suona il Nexus Quartet?
Jazz contemporaneo che, secondo la presentazione ufficiale, intreccia suggestioni europee ed energia della scena americana attuale, con una forte attenzione alla melodia legata all'origine napoletana dei musicisti. Lirismo, ricerca sul timbro, groove e improvvisazione convivono in un dialogo costante tra tradizione e linguaggi di oggi.
Chi fa parte del gruppo?
Enrico Valanzuolo alla tromba e al flicorno, Luigi Lombardi al pianoforte, Alessandro Vai al contrabbasso e Marco Gagliano alla batteria. È l'organico classico del quartetto jazz moderno con un solo strumento a fiato, che lascia ampio spazio al dialogo tra tromba e pianoforte.
Che cos'è Appunti di viaggio?
È l'album d'esordio del quartetto, annunciato in uscita a settembre 2026 secondo la scheda della Casa del Jazz. Il concerto romano ne è una delle prime presentazioni dal vivo. Le pagine ufficiali non riportano la tracklist, che si potrà conoscere in sala o attraverso i canali del gruppo.
Come si arriva alla Casa del Jazz?
La stazione della metropolitana più vicina indicata dalla sede è Piramide, sulla linea B; in alternativa c'è l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo. Chi arriva in auto può usare il parcheggio accanto alla villa, all'angolo con via Cristoforo Colombo. Il percorso esatto si calcola con il pianificatore di ATAC.
Perché la data del 14 novembre è particolare?
Perché il 14 novembre 1996, secondo Wikipedia, la villa che ospita la Casa del Jazz fu sottoposta a sequestro, primo passo verso la confisca a Enrico Nicoletti e l'assegnazione al Comune di Roma. Il concerto cade quindi nel trentesimo anniversario di quel giorno, per semplice coincidenza di calendario.
Il consiglio finale sul Nexus Quartet
Il concerto del 14 novembre unisce due ragioni di interesse: l'esordio discografico di un quartetto napoletano che ha già affinato il proprio suono anche all'estero, e una data che coincide con i trent'anni dal sequestro della villa che oggi ospita la musica. Comprate il biglietto online, approfittate del sabato per una passeggiata tra Caracalla e le mura, arrivate alle 19:00 e, prima di entrare, fermatevi davanti alla stele all'ingresso: ascoltare un gruppo di giovani musicisti in quel luogo, in quel giorno, ha un significato che va oltre il concerto.
Un'ultima nota per chi ama collezionare dischi: un concerto di presentazione è il momento ideale per ascoltare un album prima di averlo in casa, o per riascoltarlo con orecchie nuove dopo averlo scoperto. Con Appunti di viaggio uscito da poche settimane, la serata del 14 novembre è il primo capitolo pubblico di un percorso che, per il Nexus Quartet, è appena cominciato.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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