La signorina Else di Federico Olivetti allo Spazio Culturale Nous — 3 e 4 ottobre 2026
La signorina Else di Arthur Schnitzler, con Cecilia Cinardi e l'adattamento e la regia di Federico Olivetti, va in scena allo Spazio Culturale Nous sabato 3 ottobre 2026 alle 20 e domenica 4 ottobre 2026 alle 18, in via Lucrino 15, nel quartiere Trieste, nel Municipio II di Roma. Il contributo di partecipazione indicato dallo spazio è di 12 euro intero e 8 euro ridotto per gli under 25, a cui si aggiunge la tessera associativa annuale da 5 euro, perché il Nous è un'associazione culturale. Le stazioni più vicine sono Libia e Sant'Agnese/Annibaliano della metro B, a circa 300 metri dalla sede secondo lo spazio stesso; servono la zona anche gli autobus 310, 80, 83, 92 e 38 e le linee ferroviarie FL1, FL3, FL5 e FC3. Informazioni e prenotazioni si chiedono all'indirizzo info@spazioculturalenous.it o al numero 340 406 4825, indicati sul sito ufficiale dello Spazio Culturale Nous.

Lo spettacolo porta in scena una delle novelle più radicali del Novecento viennese, scritta come un unico monologo interiore: una ragazza in vacanza in montagna, una lettera della madre, un debito del padre da coprire, un uomo ricco nello stesso albergo che pretende un prezzo. Seguono le date e i prezzi, la trama e la scelta registica, la biografia di Schnitzler e degli artisti in scena, la storia dello spazio di via Lucrino e i consigli per organizzare la serata.
La signorina Else al Nous: date, orari e prezzi
Le recite di La signorina Else allo Spazio Culturale Nous sono due, sabato 3 ottobre alle 20 e domenica 4 ottobre alle 18, nello stesso fine settimana.
Le due recite
Il comunicato diffuso per la tappa romana indica sabato 3 ottobre 2026 alle ore 20 e domenica 4 ottobre 2026 alle ore 18. Il calendario pubblicato dallo spazio riporta lo stesso arco, dalle 20 di sabato alle 18 di domenica. La durata indicata nella presentazione dello spettacolo è di circa un'ora: in quel tempo l'attrice dà voce a tutti i personaggi del testo.
Il contributo di partecipazione
Lo Spazio Culturale Nous indica 12 euro per l'intero e 8 euro per il ridotto riservato agli under 25. A questa cifra si somma la tessera associativa annuale da 5 euro: il Nous è un'associazione e gli spettacoli sono riservati ai soci. La tessera vale un anno e consente di partecipare anche agli altri appuntamenti della programmazione.
Come si prenota
La prenotazione passa per i canali diretti dello spazio: la mail info@spazioculturalenous.it e il numero di telefono 340 406 4825 indicati nella pagina dell'evento. La sala è raccolta e conviene scrivere qualche giorno prima, soprattutto per la recita del sabato sera.
La locandina
Testo di Arthur Schnitzler; con Cecilia Cinardi; adattamento e regia di Federico Olivetti; coreografie di Michela Lucenti; scene e costumi di Emanuela Dall'Aglio; disegno luci di Javier Delle Monache; datrice luci Giulia Bandera; assistente alla regia Fabio Carta. La produzione è di Teatro Out Off e Teatro dei Naufraghi.
La trama della signorina Else: una lettera, un debito, un albergo
La novella di Schnitzler si svolge a San Martino di Castrozza, sulle Alpi, dove Else, figlia di una famiglia borghese viennese, trascorre una vacanza estiva lontana dalla casa dei genitori.
Il ricatto
Il padre di Else è un avvocato con il vizio del gioco e rischia l'arresto per aver sottratto denaro che non era suo. La madre scrive alla figlia e le chiede di domandare il prestito a un ricco conoscente di famiglia che alloggia nello stesso albergo, il signor von Dorsday. Il conoscente accetta, a una condizione: vedere la ragazza nuda. Da quel momento la vacanza elegante diventa una trappola, e la novella segue minuto per minuto il pensiero di Else che cerca una via d'uscita.
Dettagli che cambiano da una fonte all'altra
Le fonti non concordano su alcuni particolari. La pagina dello spettacolo descrive Else come una ragazza austriaca di sedici anni e parla di una lettera della madre; il comunicato della tappa romana parla di un telegramma e di trentamila fiorini necessari al padre per evitare la galera; la scheda enciclopedica della novella indica una diciannovenne viennese e una somma che da trentamila sale a cinquantamila fiorini. La sostanza resta la stessa: una figlia usata come moneta di scambio da una famiglia borghese sull'orlo dello scandalo.
Il finale
La novella si chiude in modo tragico. Else, schiacciata fra la richiesta dei genitori e la propria dignità, compie un gesto pubblico e scandaloso nella hall dell'albergo e poi sceglie di togliersi la vita. Schnitzler non concede consolazioni: la società che la circonda si preoccupa più dello scandalo che della ragazza.
La regia di Federico Olivetti: dieci secondi lunghi un'ora
La messa in scena di Federico Olivetti è costruita sull'idea che tutto accada in dieci secondi, il tempo dell'ultimo gesto di Else, dilatato sulla scena per circa un'ora.
Joyce, Woolf, Faulkner
Secondo la presentazione dello spazio, lo spettacolo nasce da uno studio sul flusso di coscienza nella letteratura del Novecento, a partire da Joyce, Virginia Woolf e Faulkner. È una scelta coerente con il testo: Schnitzler fu tra i primi scrittori di lingua tedesca a usare il monologo interiore, già nel 1900 con Il sottotenente Gustl. In scena si susseguono frammenti disordinati della memoria della ragazza, brevi fughe felici dalla disperazione e il ritorno all'immagine chiara del suo destino.
La scatola rossa
L'impianto visivo, firmato da Emanuela Dall'Aglio, è ispirato alla pittura espressionista viennese. Una scatola rossa si apre e rivela il mondo di Else: un lago ghiacciato, una panchina di marmo, un lampione. Le luci di Javier Delle Monache disegnano i passaggi fra ricordo e presente, mentre le coreografie di Michela Lucenti trasformano il corpo dell'attrice in uno strumento del racconto.
Un'attrice per tutti i personaggi
Cecilia Cinardi interpreta Else e insieme tutte le altre figure del testo: la madre che scrive, il signor von Dorsday, gli ospiti dell'albergo. È la soluzione più vicina alla pagina di Schnitzler, dove ogni voce passa attraverso la testa della protagonista.
Le parole del regista
Nel presentare il lavoro, Olivetti definisce la novella «lo studio di una ferita mortale» e il ritratto di un'anima malinconica, profondamente sola. Per Else, spiega, uscire dall'invisibilità significa scegliere uno scandalo, un gesto teatrale e rivoltoso contro il ruolo che le è stato assegnato.
Arthur Schnitzler, il medico che scriveva di amore e morte
Arthur Schnitzler nacque a Vienna il 15 maggio 1862 e morì a Vienna il 21 ottobre 1931: fu medico, scrittore e drammaturgo, uno dei nomi principali del modernismo viennese.
La formazione medica
Figlio del laringoiatra Johann Schnitzler, si laureò in medicina all'Università di Vienna nel 1885 e lavorò all'ospedale generale della città, occupandosi di medicina interna, psichiatria e dermatologia. Scrisse articoli scientifici e un solo libro di medicina, dedicato all'afonia funzionale e al suo trattamento con ipnosi e suggestione, pubblicato nel 1889. Dopo la morte del padre, nel 1893, aprì uno studio privato.
Il teatro
Il primo grande successo teatrale fu Amoretto (Liebelei), rappresentato il 9 ottobre 1895 al Burgtheater di Vienna. Nel 1903 il suo Girotondo provocò uno scandalo a Monaco di Baviera per la rappresentazione dei rapporti fra cinque uomini e cinque donne; il testo venne pubblicato pochi mesi dopo con grande successo di vendite. Con la commedia Intermezzo ottenne il Premio Grillparzer. Al ciclo di atti unici di Anatol si aggiungono drammi come Professor Bernhardi e Terra sconosciuta.
Le novelle e lo scandalo del Gustl
Con Il sottotenente Gustl, uscito sul giornale nel Natale del 1900, Schnitzler firmò il primo testo letterario in lingua tedesca scritto interamente con il monologo interiore. Il ritratto di un ufficiale vile scandalizzò l'ambiente militare: il 14 giugno 1901 lo scrittore fu privato del grado di ufficiale medico della riserva. Seguirono, fra le altre, Il ritorno di Casanova (1918), La signorina Else (1924) e Doppio sogno, uscito a puntate su una rivista fra il 1925 e il 1926.
Freud e il doppio
Sigmund Freud considerava Schnitzler una specie di suo doppio. I due vissero nella stessa città ma si frequentarono poco; restano le lettere. In una di queste Freud si domanda come lo scrittore avesse raggiunto per intuizione conoscenze che a lui erano costate anni di studio.
Il rogo dei libri
Le opere di Schnitzler furono proibite dal nazismo in Austria e in Germania e nel 1933 vennero bruciate nei roghi di libri insieme a quelle di altri autori ebrei. Il suo nome è tornato al grande pubblico anche attraverso il cinema: Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999) è tratto da Doppio sogno.
La signorina Else, la novella del 1924
La signorina Else uscì nel 1924 e arrivò in Italia nel 1929, con il titolo La signorina Elsa, nella traduzione di Mario Benzi.
Un racconto in prima persona
La novella è interamente costruita come flusso di pensiero della protagonista. Ricorda per tecnica e temi Il sottotenente Gustl, ma il punto di vista è quello di una ragazza alla quale nessuno ha insegnato a essere autonoma, destinata a dipendere da un matrimonio di convenienza. Attraverso la sua voce Schnitzler critica la famiglia, la condizione femminile e la superficialità della borghesia viennese.
Le edizioni italiane
Fra le traduzioni italiane più diffuse c'è quella di Renata Colorni per Adelphi, del 1988; la novella è uscita anche nei Meridiani Mondadori con la traduzione di Giuseppe Farese e in numerose altre edizioni economiche. Leggerla prima dello spettacolo richiede un paio d'ore ed è il modo migliore per apprezzare le scelte dell'adattamento.
Il cinema
Dalla novella sono stati tratti, fra gli altri, il film muto tedesco Fräulein Else di Paul Czinner (1929), con Elisabeth Bergner, e il film argentino L'angelo nudo del 1946, con Olga Zubarry.
Federico Olivetti, regista e drammaturgo
Federico Olivetti firma adattamento e regia dello spettacolo e viene dal teatro di ricerca: il comunicato lo presenta come allievo di Luca Ronconi e assistente di Robert Wilson.
Una formazione fra grandi maestri
Nel percorso di Olivetti, secondo il comunicato della tappa romana, ci sono il lavoro come drammaturgo per Peter Stein e come attore per Carlo Cecchi e per Anatolij Vassiliev. Sono nomi che rimandano a una scuola di regia attenta al testo, alla parola e al tempo della scena.
La rabbia giovane
Con la compagnia La rabbia giovane Olivetti ha diretto testi di Strindberg, Bergman, Kieslowski, von Kleist e dello stesso Schnitzler. La signorina Else è quindi un ritorno a un autore già frequentato.
Cecilia Cinardi
Cecilia Cinardi dà corpo e voce alla protagonista e, nella scelta registica, a tutto il mondo che le gira intorno. Lo spettacolo è stato annunciato a settembre anche per una tappa a Modena, prima dell'arrivo a Roma.
La squadra artistica
Le coreografie sono di Michela Lucenti, le scene e i costumi di Emanuela Dall'Aglio, il disegno luci di Javier Delle Monache. La produzione è firmata da Teatro Out Off e Teatro dei Naufraghi.
Lo Spazio Culturale Nous in via Lucrino
Lo Spazio Culturale Nous si trova in via Lucrino 15, nel quartiere Trieste e nel Municipio II, a circa cinque chilometri dal centro storico secondo lo spazio stesso.
Un cubo del 1936
La sede è una costruzione indipendente a forma di cubo, edificata nel 1936, all'interno del cortile di un grande complesso residenziale; vi si accede con una rampa. Chi arriva per la prima volta deve quindi cercare l'ingresso del cortile, non una facciata sulla strada.
La verticalità e la luce
Lo spazio descrive le proprie caratteristiche con due parole, verticalità e luce. La sala teatro conserva l'intera altezza del volume, più di otto metri; le altre sale sono disposte lungo due lati del perimetro, su due livelli, e si raggiungono con una gradinata che fa anche da ponte. Sono ambienti insonorizzati, con tende e chiusure, che possono ospitare attività in contemporanea pur restando comunicanti.
Il nome
Il nome Nous unisce il «noi» francese e il termine greco che indica la mente, la forza ordinatrice. L'associazione propone corsi, eventi e spettacoli legati alle arti performative, alla musica, allo yoga e alla meditazione, e si descrive come un giardino selvaggio in cui libertà e cura, creatività e disciplina convivono.
Chi lo dirige
Il direttore artistico è David Gallarello, attore, regista e formatore con oltre trent'anni di esperienza, diplomato all'Accademia Silvio D'Amico. Dal 2026 la direzione artistica è affiancata da Elisa Angelelli, attrice e ricercatrice teatrale formata in workshop e masterclass con maestri come Eugenio Barba e Roberta Carreri dell'Odin Teatret.
Come arrivare allo Spazio Culturale Nous per La signorina Else
Lo Spazio Culturale Nous si raggiunge con la metro B, scendendo a Libia o a Sant'Agnese/Annibaliano, due stazioni che lo spazio indica a circa 300 metri dalla sede.
Metro
Le due fermate della linea B più vicine sono Libia e Sant'Agnese/Annibaliano. Per la recita del sabato alle 20 il ritorno in metro è comodo; per quella della domenica alle 18 si esce ancora con la luce del tardo pomeriggio.
Autobus e treno
Lo spazio indica le linee di autobus 310, 80, 83, 92 e 38 e le linee ferroviarie FL1, FL3, FL5 e FC3. Per orari e percorsi aggiornati conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC, che tiene conto delle variazioni del fine settimana.
In auto
Il quartiere è residenziale e il parcheggio va cercato in strada. Lo spazio non indica parcheggi convenzionati: chi arriva in auto deve mettere in conto qualche minuto in più, soprattutto il sabato sera.
Una curiosità su La signorina Else di Federico Olivetti allo Spazio Culturale Nous — 3 e 4 ottobre 2026
Una curiosità riguarda la tecnica stessa che regge lo spettacolo. La signorina Else è un racconto in cui non esiste un narratore esterno: tutto passa dalla testa della protagonista, compresi i dialoghi con gli altri ospiti dell'albergo. Schnitzler aveva sperimentato questa forma ventiquattro anni prima con Il sottotenente Gustl, il primo testo in lingua tedesca scritto interamente con il monologo interiore, e quella sperimentazione gli costò il grado militare: il 14 giugno 1901 fu privato del titolo di ufficiale medico della riserva per aver ridicolizzato l'esercito austro-ungarico. Nel 1924 la stessa tecnica viene messa al servizio di una ragazza, e la critica sociale si sposta dal codice d'onore militare alla famiglia borghese. C'è un secondo dettaglio che sorprende chi conosce la novella solo di fama: fra i personaggi di Schnitzler, Else è una delle poche figure esplicitamente ebree, insieme al protagonista di Professor Bernhardi. La regia di Federico Olivetti dichiara un'altra parentela, quella con Joyce, Virginia Woolf e Faulkner, gli autori che negli stessi anni portarono il flusso di coscienza al centro del romanzo. Il risultato, a nostro giudizio, è un ponte interessante: uno spettacolo di un'ora che mette in fila tre letterature e le fa passare attraverso il corpo di una sola attrice, in una sala alta più di otto metri.
Una cosa che non ti dice nessuno su La signorina Else di Federico Olivetti allo Spazio Culturale Nous — 3 e 4 ottobre 2026
Quello che raramente viene detto è che allo Spazio Culturale Nous non si compra un biglietto nel senso consueto: si versa un contributo di partecipazione e si sottoscrive la tessera associativa annuale da 5 euro. Il Nous è un'associazione culturale e gli spettacoli sono pensati per i soci; la tessera, una volta fatta, vale per tutta la stagione e apre anche corsi e altri appuntamenti. Per chi arriva per la prima volta significa due cose pratiche: conviene prenotare scrivendo alla mail dello spazio o chiamando il numero indicato, e conviene arrivare qualche minuto prima per sbrigare il tesseramento senza fretta. Il secondo dettaglio riguarda l'ingresso. La sede non è una sala affacciata sulla strada: è un cubo costruito nel 1936 dentro il cortile di un grande complesso residenziale di via Lucrino, e vi si arriva percorrendo una rampa. Il terzo riguarda gli orari. Le due recite non sono alla stessa ora: il sabato si comincia alle 20, la domenica alle 18. Con una durata di circa un'ora, la recita domenicale lascia tutta la sera libera, ed è a nostro giudizio la scelta migliore per chi viene da fuori quartiere o vuole fermarsi a cena dopo lo spettacolo.
Il consiglio che ti do per visitare La signorina Else di Federico Olivetti allo Spazio Culturale Nous — 3 e 4 ottobre 2026
Il consiglio è di leggere la novella prima di entrare in sala. È breve, si legge in un paio d'ore, ed esiste in diverse traduzioni italiane, da quella di Renata Colorni per Adelphi a quella di Giuseppe Farese per Mondadori. Conoscere la trama non toglie nulla allo spettacolo: Schnitzler non costruisce un giallo, costruisce una mente sotto pressione, e la regia di Federico Olivetti lavora proprio sui frammenti di memoria, sulle fughe e sui ritorni. Chi conosce già la lettera della madre, il nome del signor von Dorsday e la hall dell'albergo di San Martino di Castrozza può concentrarsi su come Cecilia Cinardi passa da un personaggio all'altro e su come la scatola rossa disegnata da Emanuela Dall'Aglio si apre sul lago ghiacciato, sulla panchina di marmo e sul lampione. Il secondo consiglio riguarda il tempo. La recita dura circa un'ora: conviene arrivare con un quarto d'ora di anticipo per il tesseramento e per trovare l'ingresso nel cortile. Il terzo consiglio riguarda il pubblico più giovane. Il ridotto da 8 euro è riservato agli under 25, e la novella è spesso letta a scuola: per uno studente può essere l'occasione di vedere in scena un classico del Novecento in uno spazio piccolo, dove l'attrice è a pochi metri. Il tema è duro, e conviene saperlo prima.
Il quartiere Trieste intorno a via Lucrino
Via Lucrino si trova nel quartiere Trieste, nella parte che le carte stradali chiamano anche quartiere Africano, nel Municipio II di Roma.
Le mete vicine
Calcolando le distanze in linea d'aria sulle mappe di OpenStreetMap, la basilica di Sant'Agnese fuori le mura è a circa 700 metri dalla via, Villa Ada a circa un chilometro, piazza Mincio, al centro del quartiere Coppedè, a circa un chilometro e mezzo e Villa Torlonia a poco più di un chilometro e mezzo.
Un pomeriggio prima della recita
Per la recita della domenica alle 18 si può immaginare un pomeriggio nel verde di Villa Ada o una passeggiata fra le architetture del Coppedè, per poi arrivare in metro o a piedi a via Lucrino. Il sabato sera, con l'inizio alle 20, conviene invece arrivare direttamente.
Il mausoleo di Santa Costanza
Fra le mete di questo quadrante della città c'è anche il mausoleo di Santa Costanza: chi ha tempo nel fine settimana può dedicarvi una visita, controllando prima gli orari di apertura sul sito ufficiale.
Dove mangiare prima o dopo La signorina Else
Lo Spazio Culturale Nous non ha un servizio di ristorazione indicato nella pagina dell'evento: per mangiare conviene cercare un locale nelle strade intorno alle fermate Libia e Sant'Agnese/Annibaliano della metro B.
Prima della recita del sabato
Con l'inizio alle 20 conviene mangiare qualcosa di leggero prima, oppure prenotare una cena dopo le 21, quando lo spettacolo è finito. Un'ora di recita lascia tutto il tempo.
Dopo la recita della domenica
La domenica lo spettacolo comincia alle 18 e finisce intorno alle 19: è l'orario ideale per una cena di quartiere senza fretta, magari parlando della novella e delle scelte della regia.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Schnitzler fosse medico; è citato meno spesso che la sua medicina avesse un indirizzo preciso, la psiche. Dopo la laurea, conseguita a Vienna il 30 maggio 1885, lavorò all'ospedale generale della città occupandosi anche di psichiatria, e l'unico libro scientifico che firmò, nel 1889, era dedicato all'afonia funzionale e al suo trattamento con l'ipnosi e la suggestione. Fu questo interesse comune a creare il legame, a distanza, con Sigmund Freud, che considerava lo scrittore una specie di suo doppio. I due vivevano nella stessa città ma si incontrarono raramente; resta la corrispondenza, e in una delle lettere Freud si chiede come Schnitzler fosse arrivato per intuizione a ciò che a lui era costato anni di lavoro. Un secondo fatto poco citato riguarda la vita privata. Dall'età di diciassette anni fino a due giorni prima della morte Schnitzler tenne un diario, che conta quasi ottomila pagine e oggi è pubblicato in dieci volumi dall'Accademia austriaca delle scienze. Per chi assiste a La signorina Else questi dettagli contano: la precisione con cui la novella registra il pensiero di una ragazza sotto ricatto viene da uno scrittore che per tutta la vita ha osservato e annotato la mente, la propria e quella degli altri, con l'occhio del clinico.
La foto giusta da fare a La signorina Else di Federico Olivetti allo Spazio Culturale Nous — 3 e 4 ottobre 2026
Durante la recita non si fotografa: la sala è piccola, il lavoro è tutto sulla concentrazione dell'attrice e la luce è parte del racconto. La foto giusta si fa prima o dopo. Lo Spazio Culturale Nous ha un volume singolare, un cubo del 1936 dentro un cortile, con una sala teatro alta più di otto metri e le salette disposte su due livelli lungo i lati, collegate da una gradinata che fa da ponte. Se lo spazio lo consente, l'inquadratura migliore è dal basso verso l'alto, per restituire la verticalità che i fondatori indicano come carattere dell'edificio insieme alla luce. All'esterno, la rampa d'accesso e il cortile del complesso residenziale raccontano bene il carattere del luogo: un teatro nascosto, che si scopre solo entrando. La seconda foto riguarda la locandina dello spettacolo, quella diffusa dallo spazio per le due date di ottobre: un ricordo semplice da affiancare, magari, alla copertina dell'edizione della novella letta prima di entrare. Per chi ama il dettaglio, il nome dello spazio offre un gioco di parole da fotografare: Nous è il «noi» francese ed è anche il termine greco per la mente. Per uno spettacolo che si svolge tutto nella testa della protagonista, è una coincidenza che vale uno scatto.
La signorina Else con i ragazzi e gli studenti
La signorina Else è un testo spesso letto a scuola e lo Spazio Culturale Nous applica un ridotto da 8 euro per gli under 25.
Un tema da preparare
La novella parla di un ricatto sessuale e si chiude con la morte della protagonista. Per un pubblico di adolescenti conviene preparare la visione, leggendo il testo o almeno una sintesi della trama, e parlarne dopo.
Uno spettacolo da discutere
Il monologo interiore, la critica della famiglia borghese, la condizione femminile del primo Novecento: sono temi che si prestano a una discussione in classe o in famiglia, e un'ora di spettacolo è un formato adatto anche a chi non frequenta abitualmente il teatro.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Lo Spazio Culturale Nous ha una storia recente, ma l'edificio che lo ospita no: è un cubo costruito nel 1936 all'interno del cortile di un complesso residenziale del quartiere Trieste, e la sua trasformazione in spazio culturale ne ha conservato l'altezza, oltre otto metri, per farne una sala teatro. L'associazione racconta la propria origine come una storia di amicizia, l'incontro di due persone su un cammino comune, e si definisce un gruppo di ricercatori con esperienze diverse che abitano lo stesso spazio. Nel 2026 la direzione artistica di David Gallarello è stata affiancata da Elisa Angelelli. Per la storia dello spettacolo, gli avvenimenti da ricordare sono altri e riguardano il testo. Nel 1924 Schnitzler pubblica La signorina Else; nel 1929 la novella arriva in Italia con il titolo La signorina Elsa e nello stesso anno Paul Czinner ne trae un film muto con Elisabeth Bergner. Nel 1933 i libri di Schnitzler vengono bruciati nei roghi nazisti. Nel 1946 il cinema argentino ne fa L'angelo nudo. Nel 1988 Adelphi pubblica la traduzione di Renata Colorni. Nel settembre 2026 la produzione di Teatro Out Off e Teatro dei Naufraghi annuncia le tappe di Modena e di Roma, e il 3 ottobre la novella arriva in via Lucrino.
Accessibilità e informazioni pratiche
L'accesso allo Spazio Culturale Nous avviene attraverso una rampa che dal cortile del complesso residenziale porta alla sede.
Spazi e livelli
Le sale secondarie sono distribuite su due livelli e si raggiungono con una gradinata. Chi ha esigenze di mobilità o di posizionamento in sala conviene che lo segnali al momento della prenotazione, scrivendo all'indirizzo dello spazio.
Puntualità
Lo spettacolo dura circa un'ora e si regge sulla concentrazione: entrare a recita iniziata, in una sala raccolta, disturba l'attrice e il pubblico. Conviene arrivare almeno quindici minuti prima.
Dopo lo spettacolo
La recita della domenica finisce intorno alle 19 e quella del sabato intorno alle 21: in entrambi i casi la metro B è ancora in servizio per il rientro.
Chi è passato da La signorina Else di Federico Olivetti allo Spazio Culturale Nous — 3 e 4 ottobre 2026
Chi è passato da La signorina Else prima di questa produzione? Il testo ha attraversato il Novecento portando con sé nomi importanti. Nel 1929 Elisabeth Bergner fu Else nel film muto di Paul Czinner; nel 1946 Olga Zubarry la interpretò in L'angelo nudo, la versione argentina. In Italia la novella è passata per le mani di traduttori come Mario Benzi, Enrico Groppali, Renata Colorni e Giuseppe Farese. Sul versante di questa produzione, i nomi sono quelli di una lunga storia teatrale. Federico Olivetti si è formato con Luca Ronconi, è stato assistente di Robert Wilson, drammaturgo per Peter Stein e attore per Carlo Cecchi e Anatolij Vassiliev. Michela Lucenti firma le coreografie, Emanuela Dall'Aglio scene e costumi, Javier Delle Monache le luci. Dallo Spazio Culturale Nous passano a loro volta artisti con percorsi solidi: il direttore artistico David Gallarello, diplomato all'Accademia Silvio D'Amico, ha lavorato fra gli altri con Klaus Michael Gruber, Mario Scaccia, Giancarlo Sepe, Giorgio Albertazzi, Luca De Fusco e Luciano Melchionna. Nella squadra dello spazio c'è anche chi ha curato l'apertura del Teatro Biblioteca Quarticciolo, dove oggi la stagione comprende spettacoli come Asterione. A nostro giudizio è proprio questa somma di esperienze a rendere interessante una sala così piccola.
Domande frequenti su La signorina Else allo Spazio Culturale Nous
Quando va in scena La signorina Else allo Spazio Culturale Nous?
La signorina Else va in scena allo Spazio Culturale Nous sabato 3 ottobre 2026 alle 20 e domenica 4 ottobre 2026 alle 18. Le recite sono due, nello stesso fine settimana, e lo spettacolo dura circa un'ora.
Quanto costa vedere La signorina Else al Nous?
Lo Spazio Culturale Nous indica per La signorina Else un contributo di 12 euro intero e 8 euro ridotto per gli under 25. Si aggiunge la tessera associativa annuale da 5 euro, necessaria perché il Nous è un'associazione culturale.
Dove si trova lo Spazio Culturale Nous?
Lo Spazio Culturale Nous si trova in via Lucrino 15, nel quartiere Trieste, Municipio II. La sede è un cubo del 1936 nel cortile di un complesso residenziale, con accesso da una rampa; le fermate Libia e Sant'Agnese/Annibaliano della metro B sono a circa 300 metri.
Come si prenota La signorina Else?
Per La signorina Else si prenota direttamente con lo Spazio Culturale Nous, scrivendo a info@spazioculturalenous.it o chiamando il 340 406 4825. Conviene farlo qualche giorno prima, perché la sala è raccolta.
Chi recita in La signorina Else?
In La signorina Else recita Cecilia Cinardi, che interpreta la protagonista e tutti gli altri personaggi del testo. Adattamento e regia sono di Federico Olivetti, le coreografie di Michela Lucenti, scene e costumi di Emanuela Dall'Aglio.
Di cosa parla La signorina Else di Schnitzler?
La signorina Else di Arthur Schnitzler, pubblicata nel 1924, racconta una ragazza in vacanza a San Martino di Castrozza a cui la famiglia chiede di procurare il denaro per salvare il padre da arresto e scandalo. Il prezzo imposto dal finanziatore è un ricatto; la novella si chiude in modo tragico.
La signorina Else è adatto ai ragazzi?
La signorina Else è un classico spesso letto a scuola e il Nous prevede un ridotto per gli under 25. Il tema è duro, un ricatto sessuale e la morte della protagonista: per gli adolescenti conviene preparare la visione e parlarne dopo.
Il consiglio finale su La signorina Else
A nostro giudizio La signorina Else allo Spazio Culturale Nous è uno di quei piccoli appuntamenti che valgono più del loro formato: un classico del Novecento viennese, un'attrice sola in scena, una regia che viene dalla scuola di Ronconi e Wilson, una sala alta otto metri nascosta in un cortile del quartiere Trieste. Il consiglio è di leggere la novella prima, scegliere la recita della domenica alle 18 se si vuole tenere libera la sera, prenotare per tempo scrivendo allo spazio e mettere in conto la tessera associativa. Chi esce dalla sala con la voglia di discutere troverà nel testo di Schnitzler tutto il materiale per farlo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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