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Kay McCarthy, La voce dell’Irlanda all’Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

In breve. Kay McCarthy porta La voce dell'Irlanda all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna, viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma).

Kay McCarthy porta La voce dell'Irlanda all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna, viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). È un concerto di musica tradizionale irlandese, fra ballate antiche, canti popolari e danze, con la cantante dublinese affiancata da sei musicisti. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, oppure con l'autobus 910 da Termini; il complesso ha un parcheggio a pagamento. I biglietti partono da 20 euro secondo la pagina ufficiale dell'Auditorium e si comprano dal sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Kay McCarthy canta nel Teatro Studio Borgna
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Kay McCarthy canta nel Teatro Studio Borgna Foto: Foto: World Travel & Tourism Council, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

La pagina dell'Auditorium la presenta come la più autorevole interprete della musica tradizionale irlandese in Italia, e da oltre quarant'anni Kay McCarthy porta sui palcoscenici europei la cultura gaelica dell'isola. Il Teatro Studio, la sala più raccolta del complesso, è la dimensione giusta per una voce che racconta prima ancora di cantare.

La voce dell'Irlanda: il concerto di Kay McCarthy

La voce dell'Irlanda è un viaggio nella tradizione musicale irlandese costruito da Kay McCarthy come un racconto: antiche ballate, canti popolari e danze, eseguiti con musicisti di lunga esperienza.

Ballate, canti e danze

La presentazione ufficiale descrive un repertorio che attraversa la storia dell'isola, le sue emozioni e le sue tradizioni. Le ballate lente, spesso in gaelico, si alternano a brani più veloci in cui entrano in gioco il violino, i flauti e le percussioni: il ritmo delle danze irlandesi, con il bodhrán in evidenza, è la parte che trascina anche chi arriva senza conoscere il genere.

Una voce cantante e narrante

Nella scheda dei musicisti Kay McCarthy compare come voce cantante e narrante. È il segno distintivo dei suoi concerti: fra un brano e l'altro racconta gli irlandesi e la loro storia plurisecolare, con commenti informati e spesso ironici. Il concerto diventa così anche una piccola lezione di storia, senza il tono della lezione.

La scaletta

La scaletta della serata non è pubblicata. Il repertorio di Kay McCarthy, a giudicare dalla sua discografia, va dalle ballate notturne ai brani tradizionali più noti fino alle canzoni in italiano del suo ultimo disco.

L'ensemble: sei musicisti per Kay McCarthy

Con Kay McCarthy suonano, secondo la pagina dell'Auditorium, Susanna Valloni ai flauti dolce e traverso, ai whistle irlandesi e all'ottavino, Cristiano Brunella al violino, Fabio De Portu alle chitarre, Stefano Diotallevi a pianoforte e tastiera, Piero Ricciardi al bodhrán e alle cnámha, Christopher O'Rourke al bodhrán e al rullante.

Gli strumenti della tradizione

Il bodhrán è il tamburo a cornice irlandese, suonato con una bacchetta; le cnámha sono le ossa usate come strumento a percussione, un suono secco e antico che raramente si ascolta dal vivo in Italia. I whistle, piccoli flauti diritti, danno alle melodie il colore acuto tipico delle danze.

Due percussionisti

La presenza di due percussionisti, Piero Ricciardi e Christopher O'Rourke, dice molto sul peso delle danze nel programma. Piero Ricciardi è anche il marito della cantante e il suo partner storico nei recital in duo.

Pianoforte e chitarre

Il pianoforte di Stefano Diotallevi e le chitarre di Fabio De Portu costruiscono l'armonia su cui voce, violino e flauti disegnano le melodie. È una formazione ampia per il folk irlandese, pensata per un teatro più che per un pub.

Data, orario e biglietti del concerto

Il concerto è uno solo: sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna, con biglietti a partire da 20 euro.

Dove si comprano

I biglietti si acquistano dal pulsante della pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino del complesso, aperto secondo il sito dalle 11 alle 20 nei mesi invernali, domenica e festivi compresi.

Una sala piccola

Il Teatro Studio ha circa trecento posti. Per un concerto con un pubblico affezionato come quello di Kay McCarthy, i posti migliori possono esaurirsi con settimane di anticipo.

La stessa sera, nella sala accanto

Il 16 gennaio alle 20:00 in Sala Petrassi suona Eugenio Bennato. Due concerti di musica popolare nello stesso complesso, alla stessa ora: la tradizione irlandese e quella del Sud Italia a poche decine di metri di distanza.

Kay McCarthy: la biografia

Catherine McCarthy, detta Kay, è nata a Dublino il 24 gennaio 1947: cantante, musicista e scrittrice, è considerata l'ambasciatrice del folk irlandese in Italia.

Da Dublino a Roma

Nata e cresciuta a Dublino, si è trasferita a Roma, dove ha sposato il musicista Piero Ricciardi. Si è laureata in storia moderna e in lingua e letteratura italiana in Irlanda e in lingue e letterature moderne in Italia: una formazione da studiosa che si sente nel modo in cui racconta la storia del suo paese fra una canzone e l'altra.

Il Folkstudio

Negli anni Settanta comincia a presentare la sua Irlanda in musica e la cultura gaelica al pubblico del Folkstudio di Roma. Da lì passa ai palcoscenici di ogni regione italiana. Il primo 33 giri, Roisin Dubh, esce nel 1978 per Folkstudio e Fonit Cetra.

Con i Chieftains

Nel 1982 pubblica il secondo album, Stormy Lullaby, per la RCA Italiana, e va in tour come supporto dei Chieftains, una delle formazioni più celebri della musica tradizionale irlandese.

I premi in Irlanda

Prima della carriera italiana, Kay McCarthy aveva vinto in patria il primo premio come cantante solista all'Oireachtas, il festival della cultura gaelica, e un primo premio per il controcanto come contralto; al Feis Cheoil, il concorso musicale di Dublino, una medaglia di bronzo.

Oggi

Vive a Montefiascone, nel Viterbese, e continua a girare con The Kay McCarthy Ensemble e con i recital in duo con Piero Ricciardi.

La discografia di Kay McCarthy

La discografia di Kay McCarthy conta due 33 giri e sette CD fra il 1978 e il 2013, più una raccolta: dal debutto con Roisin Dubh al primo disco in italiano, L'amore tace.

Gli anni del vinile

Roisin Dubh (1978) e Stormy Lullaby (1982) sono i due album in vinile. Il primo porta il titolo di un canto della tradizione irlandese, il secondo quello di una ninna nanna in tempesta: due immagini che dicono già il tono del repertorio.

Il successo di Níl Sé 'na Lá

Dopo Arís (1995), il quarto album, Níl Sé 'na Lá, Ballate notturne (1996), fu allegato al settimanale Avvenimenti e superò le centomila copie vendute: un risultato rarissimo per un disco di musica tradizionale in Italia. Seguono Fadò fadò (1999) e Am (2000), per Helikonia.

Gli anni Duemila

Con il passaggio all'etichetta Storie di note arrivano Rianta (2004) e il primo live, Kay McCarthy live in Rome, Villa Ada (2005), registrato in uno dei festival estivi romani. Nel 2006 Helikonia pubblica la raccolta Quintessence.

L'amore tace

Nel 2013, per la prima volta, Kay McCarthy canta in italiano: L'amore tace è il disco di un'artista che, dopo quarant'anni in Italia, sceglie di raccontarsi anche nella lingua del paese che l'ha accolta.

Cosa ascoltare prima del concerto di Kay McCarthy

Per arrivare preparati basta un disco: la discografia di Kay McCarthy offre tre porte d'ingresso diverse, a seconda di che cosa si cerca nella serata del 16 gennaio.

Per le ballate

Níl Sé 'na Lá, Ballate notturne (1996) è il disco che ha fatto conoscere la cantante al grande pubblico italiano, con oltre centomila copie vendute in allegato ad Avvenimenti. È la scelta giusta per chi ama la parte lenta e malinconica della tradizione, quella che in un teatro raccolto si ascolta in silenzio.

Per il dal vivo

Kay McCarthy live in Rome, Villa Ada (2005) restituisce l'atmosfera dei concerti: le danze, il dialogo con il pubblico, i racconti fra un brano e l'altro. È il disco più vicino a ciò che si vedrà al Teatro Studio, anche se la formazione di oggi è diversa.

Per la voce in italiano

L'amore tace (2013) è il primo album cantato in italiano. Chi vuole capire il rapporto fra la cantante e il paese in cui vive da decenni troverà qui la chiave: l'Irlanda raccontata con le parole di chi ascolta.

Il Teatro Studio Borgna

Il Teatro Studio Gianni Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica: circa trecento posti, nessun sipario e il palco a livello della platea.

Una sala senza distanze

Senza palcoscenico rialzato, le prime file sono a pochi passi dai musicisti. Per un concerto in cui la cantante parla al pubblico, racconta, scherza, è la situazione ideale: si ascolta quasi come in un salotto, o in una sala di un pub di Dublino con l'acustica di un teatro.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, progettato da Renzo Piano, è aperto dal 2002 al Flaminio: tre grandi sale, il Teatro Studio e la cavea all'aperto.

Le sale

La Sala Santa Cecilia, la più grande, è la casa dell'orchestra sinfonica dell'Accademia; la Sala Sinopoli ha 1.133 posti, la Petrassi 673, il Teatro Studio circa 300. Intorno ci sono la cavea intitolata a Luciano Berio, i giardini pensili dedicati a Claudio Abbado e il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia.

Musica di ogni genere

La Fondazione Musica per Roma programma accanto alla classica il jazz, la canzone d'autore e la world music. Il concerto di Kay McCarthy è inserito nella sezione world della programmazione, insieme a quello di Eugenio Bennato della stessa sera.

Come arrivare al Teatro Studio

L'Auditorium è in viale Pietro de Coubertin 30: dal centro si prende la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro.

In autobus

Da Termini l'autobus 910 arriva senza cambi. Passano vicino anche il 53, il 168 e il 982. Per gli orari aggiornati del sabato sera conviene consultare il calcolatore di ATAC.

In auto

Il complesso ha parcheggi a pagamento, a raso e multipiano, con posti per persone con disabilità. Il sabato sera, con due concerti in contemporanea, conviene arrivare presto.

Il ritorno

A fine concerto il tram 2 riporta a piazzale Flaminio e alla metro A. In alternativa, un taxi prenotato in anticipo evita l'attesa nell'ora in cui escono insieme due sale.

I dintorni dell'Auditorium

Intorno all'Auditorium ci sono il Villaggio Olimpico, Villa Glori e, a pochi minuti, il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, che porta al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, il ritrovo serale di Roma nord.

Il Teatro Olimpico

A poca distanza c'è anche il Teatro Olimpico, sala storica del quartiere Flaminio.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

Dentro l'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada; fuori, fra via Flaminia, il Villaggio Olimpico e piazza Mancini, trattorie, pizzerie e bar.

Prima delle 20

Per cenare prima del concerto bisogna sedersi verso le 18:30 e prenotare: il sabato sera i locali vicini sono pieni.

Dopo il concerto

Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio, dove il sabato i locali restano aperti fino a tardi. Una birra scura, per restare in tema, non è difficile da trovare.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Per le esigenze di accessibilità al Teatro Studio conviene contattare in anticipo la Fondazione Musica per Roma all'indirizzo info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.

Con i bambini

Il concerto di Kay McCarthy è adatto anche alle famiglie: le danze irlandesi coinvolgono i più piccoli, e vedere da vicino strumenti come il bodhrán, i whistle e le ossa è una scoperta. Le regole d'accesso per i minori sono quelle indicate dall'Auditorium al momento dell'acquisto.

Arrivare in tempo

Il Teatro Studio si raggiunge attraversando il complesso: conviene arrivare almeno venti minuti prima delle 20.

Metà gennaio a Roma

Il 16 gennaio le feste sono finite, la città torna alla sua vita normale e i musei sono meno affollati: è un buon momento per un fine settimana romano.

Il clima

A gennaio le sere sono fredde e spesso umide. Un cappotto, da lasciare al guardaroba, e un ombrello pieghevole bastano.

Un sabato completo

La mattina al MAXXI, il pomeriggio a Villa Borghese e a piazza del Popolo, la sera il tram 2 fino all'Auditorium: un sabato tutto a nord del centro, senza mai prendere l'auto.

Il 16 gennaio all'Auditorium: Irlanda e Sud Italia nella stessa sera

Sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00 l'Auditorium programma due concerti di musica popolare in contemporanea: Kay McCarthy nel Teatro Studio Borgna, Eugenio Bennato nella Sala Petrassi.

Due tradizioni a confronto

Da una parte le ballate e le danze irlandesi, con il bodhrán e i whistle; dall'altra la tarantella e i ritmi del Mediterraneo, con la chitarra battente e la tammorra. Due mondi lontani che hanno in comune la stessa idea: la musica popolare come memoria di un popolo, trasmessa di voce in voce, e rimessa in circolo da interpreti che l'hanno studiata.

Chi è Eugenio Bennato

Eugenio Bennato, nato a Napoli nel 1948, è stato fra i fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare nel 1967 e dei Musicanova; nel 1998 ha dato vita al movimento Taranta Power. La pagina dell'Auditorium lo presenta come il grande maestro della musica popolare italiana, giunto a quasi cinquant'anni di carriera.

Come scegliere

Chi ama le voci intime e i racconti sceglierà il Teatro Studio; chi cerca il ritmo e la festa, la Petrassi. I due concerti partono alla stessa ora: non si possono vedere entrambi, ma si può arrivare insieme, cenare insieme e ritrovarsi nella cavea all'uscita per confrontare le impressioni.

Come organizzare la serata

Un concerto alle 20 di sabato si presta a una serata completa al Flaminio: aperitivo nel quartiere, concerto, cena o bicchiere dopo a Ponte Milvio.

Con chi viene da fuori

Per chi arriva in giornata da fuori Roma, la soluzione più comoda è lasciare l'auto nel parcheggio dell'Auditorium e non spostarla fino al rientro. Chi arriva in treno a Termini ha il 910, che parte dalla stazione e arriva al complesso senza cambi.

Con chi resta in città

Chi alloggia in centro può tornare con il tram 2 fino a piazzale Flaminio e poi a piedi verso il Tridente. Chi dorme a nord della città ha Ponte Milvio a pochi minuti: il sabato sera è il posto giusto per chiudere la serata.

Quando comprare

Un concerto con un pubblico fedele, in una sala di trecento posti, di sabato sera: a nostro giudizio conviene comprare appena si decide. Rimandare significa rischiare le file laterali o il tutto esaurito.

Una curiosità su Kay McCarthy, La voce dell'Irlanda all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

La curiosità più bella riguarda un disco allegato a un giornale. Nel 1996 Níl Sé 'na Lá, Ballate notturne, il quarto album di Kay McCarthy, uscì in allegato al settimanale Avvenimenti e superò le centomila copie vendute. Un disco di ballate irlandesi, in gran parte in gaelico, entrato in centomila case italiane attraverso l'edicola: è la prova di quanto questa cantante abbia costruito, in Italia, un pubblico che va ben oltre gli appassionati di folk.

La seconda curiosità riguarda la sua storia romana. Kay McCarthy ha cominciato negli anni Settanta al Folkstudio di Roma, e il suo primo disco, Roisin Dubh, è uscito nel 1978 proprio con il marchio Folkstudio. Quasi cinquant'anni dopo, la stessa artista suona in un auditorium progettato da Renzo Piano: la distanza fra la cantina e la sala da concerto misura bene la strada fatta.

La terza è un dettaglio di formazione: prima di diventare interprete, Kay McCarthy ha studiato storia moderna e letteratura italiana. I suoi commenti fra un brano e l'altro vengono da lì: laureata in Irlanda in storia moderna e in lingua e letteratura italiana, poi in lingue e letterature moderne in Italia, conosce la storia che canta e la lingua in cui la spiega al pubblico romano.

Una cosa che non ti dice nessuno su Kay McCarthy, La voce dell'Irlanda all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Quello che non si dice è che un concerto di Kay McCarthy è anche uno spettacolo di parola. La locandina parla di ballate e danze, ma nella scheda dei musicisti la cantante è indicata come voce cantante e narrante, e la sua biografia ricorda che correda i concerti di commenti sagaci, informati e spesso ironici sugli irlandesi e sulla loro controversa storia plurisecolare. Chi arriva aspettandosi solo musica scoprirà di aver ascoltato anche una storia d'Irlanda, raccontata da chi la conosce da studiosa.

La seconda cosa riguarda la lingua. Molte ballate sono in gaelico, e il pubblico italiano non le capisce parola per parola. Non è un limite: la cantante spiega prima il senso di ogni canzone, e la melodia fa il resto. Anzi, a nostro giudizio, ascoltare una lingua che non si conosce concentra l'attenzione sul suono della voce, che è il vero strumento di questo concerto.

La terza cosa è pratica: la stessa sera, alla stessa ora, nella Sala Petrassi suona Eugenio Bennato. Due pubblici escono quasi insieme: chi può, eviti di avere fretta all'uscita e non prenoti il taxi al minuto.

Il consiglio che ti do per visitare Kay McCarthy, La voce dell'Irlanda all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Il consiglio è di comprare presto e di scegliere le prime file del Teatro Studio. In una sala senza palco rialzato la vicinanza fa la differenza: si vedono le mani sul bodhrán, il colpo delle ossa, i whistle che passano da un musicista all'altro. Sono strumenti che si capiscono guardandoli, e dalle ultime file se ne perde la meccanica.

Secondo consiglio: ascoltate prima Níl Sé 'na Lá o L'amore tace. Il primo vi darà il suono delle ballate notturne, il secondo la voce di Kay McCarthy in italiano. Arriverete con qualche melodia già in testa e il concerto vi sembrerà un ritorno più che una scoperta.

Terzo: non abbiate timore di battere il tempo. Le danze irlandesi sono fatte per essere seguite con il piede e con le mani, e in una sala raccolta il pubblico diventa parte del ritmo. Un teatro non è un pub, ma nemmeno una chiesa.

Infine, se amate la musica popolare, valutate di prendere i biglietti anche per Eugenio Bennato in un'altra data romana: la stessa sera non si possono vedere entrambi, ma il confronto fra le due tradizioni, a nostro giudizio, vale un secondo concerto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la musica irlandese ha un pubblico enorme in tutta Europa, e che i Chieftains ne sono stati per decenni gli ambasciatori nel mondo. Si ricorda meno spesso che, nel 1982, Kay McCarthy fu scelta per aprire i loro concerti in tour: la cantante che in Italia rappresentava la tradizione irlandese davanti al pubblico della formazione più celebre di quella tradizione. Un riconoscimento che pesa più di molti premi.

Un secondo fatto noto agli appassionati ma poco citato riguarda i concorsi. Prima di trasferirsi in Italia, Kay McCarthy aveva vinto il primo premio come cantante solista all'Oireachtas, la grande manifestazione della cultura gaelica, e un primo premio per il controcanto come contralto; al Feis Cheoil di Dublino aveva ottenuto una medaglia di bronzo. La sua voce, insomma, è stata formata e giudicata dentro la tradizione, prima di diventarne interprete all'estero.

Il terzo fatto riguarda la sua casa: oggi Kay McCarthy vive a Montefiascone, nel Viterbese. Un'irlandese nella Tuscia, che da lì continua a girare l'Italia con il suo ensemble e con i recital in duo con Piero Ricciardi, il percussionista che la affianca da sempre e che il 16 gennaio sarà sul palco al bodhrán e alle ossa.

La foto giusta da fare a Kay McCarthy, La voce dell'Irlanda all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Durante il concerto non si fotografa: in una sala di trecento posti, con il palco a livello della platea, un telefono alzato è nel campo visivo di tutti e disturba i musicisti. Le foto si fanno prima e dopo.

La più bella si scatta dalla cavea, prima di entrare. Alle 19:30 di metà gennaio è buio pieno: le tre grandi sale di Renzo Piano sono illuminate dal basso, le vetrate del foyer si accendono e la gradinata vuota della cavea diventa un grande spazio di pietra e luce. Mettetevi in alto sulla gradinata e inquadrate le sale con il cielo scuro: è la foto che racconta l'Auditorium d'inverno.

Una seconda foto si può fare nel foyer del Teatro Studio, davanti al manifesto del concerto, per chi vuole un ricordo della serata.

All'uscita, con due concerti che finiscono insieme, la cavea si riempie di gente per qualche minuto: è il momento in cui l'Auditorium somiglia di più alla piazza che Piano voleva costruire. Una foto larga, dal bordo della gradinata, cattura il pubblico di due tradizioni musicali che si mescola prima di tornare a casa.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nel 1936 fu demolito l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium pensato per la musica. La scelta dell'area del Villaggio Olimpico arrivò nel 1992, il concorso vinto da Renzo Piano nel 1993. Durante gli scavi emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita su una fattoria arcaica del VI secolo: il progetto fu modificato e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, aprirono la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia. Dal 2003 l'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone.

In questa storia la world music ha sempre avuto un posto. La Fondazione Musica per Roma ha affiancato alla classica il jazz, la canzone d'autore e le tradizioni popolari del mondo, e il Teatro Studio è diventato la sala dei concerti acustici e raccolti. La serata del 16 gennaio 2027, con l'Irlanda in una sala e il Sud Italia in quella accanto, è un piccolo riassunto di questa vocazione.

Chi è passato da Kay McCarthy, La voce dell'Irlanda all'Auditorium Parco della Musica — 16 gennaio 2027

Dalle sale dell'Auditorium sono passati in oltre vent'anni i grandi direttori della stagione di Santa Cecilia, i jazzisti del Roma Jazz Festival, i cantautori italiani e le star internazionali della cavea estiva. Il Teatro Studio, in particolare, è la sala dei concerti in cui l'artista è a pochi metri dal pubblico: in autunno vi sono passati, fra gli altri, Carlo Molinari con la sua band, Davide Boosta Dileo con Pianorama, Gaia Banfi in piano e voce, Giovanni Tommaso con l'Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti.

Nella lunga carriera di Kay McCarthy ci sono passaggi che spiegano la sua presenza qui: il Folkstudio di Roma negli anni Settanta, il tour con i Chieftains nel 1982, il concerto dal vivo a Villa Ada pubblicato nel 2005, un luogo dell'estate romana in cui il suo pubblico è cresciuto per anni.

Il 16 gennaio 2027 passano dal Teatro Studio Kay McCarthy, Susanna Valloni, Cristiano Brunella, Fabio De Portu, Stefano Diotallevi, Piero Ricciardi e Christopher O'Rourke. Nella sala accanto, alla stessa ora, Eugenio Bennato. E, nelle ballate, tutta la storia di un'isola raccontata da chi l'ha lasciata per Roma più di cinquant'anni fa.

Domande frequenti su Kay McCarthy all'Auditorium

Quando suona Kay McCarthy a Roma nel 2027?

Kay McCarthy suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 16 gennaio 2027 alle 20:00, nel Teatro Studio Borgna, con il concerto La voce dell'Irlanda. È una data unica a Roma.

Quanto costano i biglietti per Kay McCarthy all'Auditorium?

I biglietti per il concerto di Kay McCarthy all'Auditorium partono da 20 euro secondo la pagina ufficiale dell'evento. Si comprano online dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino del complesso.

Chi suona con Kay McCarthy?

Con Kay McCarthy suonano Susanna Valloni ai flauti e ai whistle, Cristiano Brunella al violino, Fabio De Portu alle chitarre, Stefano Diotallevi a pianoforte e tastiera, Piero Ricciardi al bodhrán e alle cnámha e Christopher O'Rourke al bodhrán e al rullante.

Chi è Kay McCarthy?

Kay McCarthy è una cantante, musicista e scrittrice nata a Dublino nel 1947 e trasferita a Roma, considerata l'ambasciatrice del folk irlandese in Italia. Ha cominciato al Folkstudio negli anni Settanta e ha pubblicato dischi dal 1978 al 2013.

Quanti posti ha il Teatro Studio Borgna?

Il Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica ha circa trecento posti, senza sipario e con il palco a livello della platea. È la sala più piccola del complesso e la più adatta a concerti acustici.

Come si arriva al Teatro Studio dell'Auditorium?

Il Teatro Studio è dentro l'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2, oppure con l'autobus 910 da Termini. C'è anche un parcheggio a pagamento.

Il concerto è adatto ai bambini?

Il concerto di Kay McCarthy è adatto alle famiglie: le danze irlandesi e gli strumenti tradizionali visti da vicino incuriosiscono i bambini. Le regole d'accesso per i minori sono indicate dall'Auditorium al momento dell'acquisto.

Il consiglio finale su Kay McCarthy all'Auditorium

La voce dell'Irlanda è la serata giusta per chi vuole un concerto caldo in pieno inverno: ballate e danze, una cantante che racconta, sei musicisti in una sala piccola. A nostro giudizio conviene comprare presto un posto nelle prime file del Teatro Studio, ascoltare prima un disco come Níl Sé 'na Lá, arrivare con la cavea già illuminata e, all'uscita, cercare una birra scura a Ponte Milvio. E chi ama la musica popolare tenga d'occhio anche Eugenio Bennato, nella sala accanto la stessa sera.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento16 Gennaio 2027 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città