Forvm Sport Center
Forvm Sport Center è un centro sportivo polifunzionale di Roma, situato in via Cornelia 493, nel quadrante nord-ovest della città, fra i quartieri Boccea e Aurelio, a poche centinaia di metri dalla fermata Cornelia della metropolitana linea A e dall’incrocio fra via Boccea e la Circonvallazione Cornelia. Il complesso occupa una superficie di circa centodiecimila metri quadrati e mette insieme, sotto un unico marchio scritto con la V latina al posto della U, piscine, campi da tennis in terra rossa, campi da padel, palestre per il fitness, un settore di calcio a cinque e un’area relax con percorso benessere. La struttura opera dal 1994 ed è oggi uno dei riferimenti storici del settore sportivo privato romano, con una scuola tennis fra le più premiate della città e un vivaio di atletica affiliato alla Federazione Italiana di Atletica Leggera. Per chi organizza un soggiorno nella zona ovest della capitale, fra il Vaticano, Monte Mario e Villa Doria Pamphilj, conviene anche leggere le pagine dedicate alla Città del Vaticano, a Villa Doria Pamphilj e alla Riserva di Monte Mario.
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Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
Dove si trova Forvm Sport Center e come arrivarci
Il centro si trova in via Cornelia 493, codice postale 00166, in una parte di Roma che i romani conoscono bene ma che i visitatori occasionali tendono a saltare, presi fra il richiamo del centro storico e quello del litorale. È un errore, perché questo quadrante, fra Boccea, Aurelio e Primavalle, è denso di verde pubblico, di collegamenti rapidi con il centro e di un tessuto residenziale che negli ultimi trent’anni ha trovato in strutture come questa un punto di riferimento quotidiano più che turistico.
In metro: la fermata Cornelia della linea A
Il modo più semplice per raggiungere la zona senza pensare al traffico è la metropolitana linea A, che collega Anagnina a Battistini passando per il centro storico e per la stazione Termini. La fermata Cornelia dista pochi minuti a piedi o una brevissima corsa in autobus dall’ingresso del centro, ed è comoda per chi alloggia vicino a una qualsiasi delle stazioni della linea, da Ottaviano a San Giovanni. Da Termini il tempo di percorrenza in metro, cambi esclusi, si aggira sulla ventina di minuti. Per chi soggiorna vicino a una fermata della linea A, questo resta il modo più prevedibile di arrivare, perché elimina la variabile del traffico che nelle ore di punta condiziona pesantemente i tempi su strada in questo quadrante.
In auto: Aurelia, Boccea e la Circonvallazione Cornelia
Chi arriva in auto ha due strade principali a disposizione: la Via Aurelia, che corre poco più a sud, e la Via di Boccea, che taglia il quadrante da est a ovest verso la periferia e il Grande Raccordo Anulare. La Circonvallazione Cornelia collega direttamente le due arterie e porta in pochi minuti all’ingresso di via Cornelia. Dal Grande Raccordo Anulare, uscita Aurelia o uscita Boccea, il tempo di percorrenza in condizioni normali resta sotto i venti minuti; nelle ore di punta del mattino e del tardo pomeriggio, quando la zona si riempie di traffico pendolare verso il centro, conviene mettere in conto qualche minuto in più.
Parcheggio e distanze utili
Il centro dispone di un’area di sosta riservata a soci e visitatori, la cui capienza e le cui regole d’accesso vanno verificate con la segreteria nei periodi di maggiore affluenza, tipicamente nei fine settimana estivi quando la piscina scoperta è aperta. Le distanze utili da tenere a mente: circa 20 chilometri dall’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, poco più di 10 chilometri dal centro storico e da piazza San Pietro, e una manciata di chilometri da Villa Doria Pamphilj, il più grande parco pubblico di Roma, che si raggiunge in pochi minuti scendendo verso l’Aurelia o la Trionfale.
Il nome della via: dall’antica Via Cornelia al quartiere di oggi
L’indirizzo del centro non è un dettaglio neutro. Via Cornelia riprende il nome di una delle strade consolari meno note ma più antiche di Roma, un tracciato che secondo le fonti storiche usciva dalle mura attraverso la cosiddetta Porta Cornelia, presso il Ponte Elio, e correva verso ovest lungo il muro settentrionale del circo di Nerone, in un percorso che oggi corrisponde in buona parte a Via della Conciliazione, attraversava il colle Vaticano e proseguiva, seguendo grosso modo l’attuale Via di Boccea, verso il territorio dell’antica Caere, l’odierna Cerveteri. Alcuni studiosi fanno risalire il nome a un magistrato della gens Cornelia, altri lo ritengono una variante del nome della Via Aurelia, con cui la Cornelia condivideva in parte il tracciato iniziale e la stessa porta d’uscita dalle mura, tanto che le fonti antiche chiamano la Porta Cornelia anche Porta Aurelia, generando nei secoli non poca confusione fra le due strade.
Con la costruzione della basilica di San Pietro il tratto iniziale della via fu in parte inglobato nell’area vaticana, e il nome sopravvisse nel tempo applicandosi al quadrante che si sviluppò più a ovest, lungo la direttrice che oggi porta verso Boccea e la periferia nord-occidentale della città. La strada moderna che dà il nome al centro sportivo, e la stazione della metropolitana che porta lo stesso nome, sono dunque l’eredità toponomastica di un asse stradale che duemila anni fa collegava Roma al mondo etrusco, molto prima che il quadrante diventasse uno dei quartieri residenziali della Roma del Novecento.
Boccea, Aurelio e la crescita del quartiere nel Novecento
Il tessuto urbano che oggi circonda via Cornelia si è formato soprattutto nella seconda metà del Novecento, con un’espansione edilizia che ha trasformato un’area in gran parte agricola in uno dei quadranti residenziali più popolosi della Roma nord-occidentale. È in questo contesto, negli anni novanta, che si inserisce la scelta di costruire un grande centro sportivo privato su un’area libera lungo la via: una scommessa imprenditoriale coerente con la crescita demografica della zona, che nel giro di pochi anni ha trasformato Forvm Sport Center in uno dei punti di riferimento sportivi del quadrante, al pari di quanto accaduto in altri settori della periferia romana con altri grandi centri privati nati nello stesso periodo.
Che cos’è Forvm Sport Center: un impianto di oltre centomila metri quadrati
Qui serve una premessa, perché il nome può trarre in inganno: Forvm Sport Center non è una singola palestra di quartiere, ma un impianto sportivo polivalente costruito su un’area di circa centodiecimila metri quadrati, con più corpi di fabbrica dedicati a discipline diverse e un’offerta che tiene insieme sport agonistico, fitness quotidiano e attività per bambini. La logica è quella dei grandi centri privati romani nati fra gli anni ottanta e novanta: un unico cancello, una tessera unica, decine di impianti diversi sotto lo stesso tetto societario.
I campi da tennis e la scuola tennis
Il settore tennis è probabilmente quello più riconoscibile all’esterno: una batteria di campi in terra rossa, in parte coperti per l’uso invernale, più un campo con fondo sintetico dedicato alle discipline più moderne del gioco. Attorno ai campi ruota una scuola tennis strutturata su più livelli, dai corsi per bambini a partire dai sei anni fino al settore agonistico, con gruppi di lavoro limitati per garantire un rapporto ravvicinato fra maestro e allievo e con istruttori di livello nazionale per i gruppi più avanzati. Il centro organizza inoltre tornei interni, campionati a squadre, incontri amichevoli con altri circoli della zona e centri estivi dedicati al tennis, oltre a clinic tecniche per chi vuole lavorare su aspetti specifici del gioco.
Le piscine
L’offerta acquatica comprende più vasche, fra impianti coperti utilizzabili tutto l’anno e una piscina scoperta che apre nei mesi caldi e che rappresenta, per molti romani della zona, il modo più semplice per fare una giornata di sole senza uscire dalla città. Il nuoto libero convive con corsi di fitness in acqua e con l’attività scuola nuoto per i più piccoli. La piscina estiva, in particolare, ha una tradizione di apertura al pubblico anche non associato, con un accesso a giornata che negli anni ha avuto un listino a parte rispetto all’abbonamento annuale: gli orari indicativi vanno dalla mattina fino a sera, con l’accesso nei fine settimana più regolamentato rispetto ai giorni feriali. Chi vuole i dettagli aggiornati su tariffe, orari stagionali e regole per i non soci deve rivolgersi direttamente alla segreteria del centro, perché questo tipo di informazioni cambia con la stagione e non è materia da dare per scontata leggendo una pagina web.
Palestre, sale fitness e corsi
Il settore fitness è organizzato su più sale, fra area cardio e pesi, sale corsi collettivi e spazi dedicati a discipline specifiche. Il palinsesto settimanale copre un ampio ventaglio di attività, dai classici corsi cardiovascolari alle discipline funzionali, con un numero di ore di lezione che nell’arco della settimana raggiunge cifre da club di grandi dimensioni. È il tipo di offerta pensata per chi cerca continuità tutto l’anno, non per una visita turistica isolata: la tessera, gli abbonamenti e l’accesso giornaliero per gli ospiti seguono regole che la segreteria comunica caso per caso.
I numeri di Forvm Sport Center
Per dare un’idea concreta della scala dell’impianto, vale la pena mettere in fila alcuni numeri diffusi dallo stesso centro: circa centodiecimila metri quadrati di superficie complessiva, una quindicina di sale dedicate al fitness fra cardio, pesi e corsi collettivi, una batteria di campi da tennis che supera la decina di unità fra scoperti e coperti, più campi da padel e diverse vasche fra piscine coperte e scoperta estiva, per un totale settimanale di ore di lezione fitness che raggiunge le due centinaia. Sono cifre da grande club sportivo più che da palestra di quartiere, e spiegano perché l’offerta didattica riesca a coprire in parallelo discipline molto diverse fra loro, dal nuoto neonatale fino al tennis agonistico per adolescenti.
Va detto, con la cautela che meritano tutti i numeri diffusi da una struttura privata a scopo promozionale, che le cifre esatte di campi, vasche e sale possono variare leggermente negli anni per effetto di ristrutturazioni, ampliamenti o riorganizzazioni degli spazi: chi ha bisogno di un dato preciso, per esempio per capire quanti campi da tennis coperti sono disponibili in un determinato periodo dell’anno, fa bene a chiederlo direttamente alla segreteria.
Un confronto utile, per chi non ha familiarità con le dimensioni tipiche di questi impianti, è quello con un piccolo villaggio sportivo: un centro con oltre centomila metri quadrati di superficie e questo numero di campi, vasche e sale è più vicino, per scala, a un resort sportivo che a una palestra cittadina, anche se il modello di frequentazione resta quello del club di quartiere, con soci che tornano ogni settimana per anni invece di visitatori occasionali di passaggio.
La zona relax e il percorso benessere
Accanto agli impianti sportivi veri e propri, il centro dispone di un’area pensata per il recupero e il relax, con vasche idromassaggio e un percorso benessere che completa l’attività fisica principale. Non si tratta di una spa autonoma nel senso in cui si intende oggi il termine nel settore del wellness urbano, con un catalogo di trattamenti estetici e massaggi prenotabili separatamente, ma di un servizio complementare pensato per chi frequenta già il centro per lo sport. Chi cerca specificamente un pacchetto benessere con trattamenti dedicati fa bene a chiedere alla segreteria quale sia l’offerta attuale, perché questo tipo di servizi accessori tende a essere quello più soggetto a modifiche nel tempo.
Padel e calcio a cinque
Accanto agli sport storici del centro si sono aggiunti negli ultimi anni i campi da padel, disciplina che a Roma come nel resto d’Italia ha conosciuto una crescita molto rapida, e un settore di calcio a cinque per chi organizza partite fra amici o segue corsi giovanili. Entrambe le attività condividono con tennis e piscine la stessa logica di prenotazione tramite segreteria o applicazione dedicata, con orari che si affollano soprattutto nella fascia serale infrasettimanale.
Il calcio a cinque, in particolare, mantiene qui una funzione più ricreativa che agonistica rispetto al tennis o all’atletica: è lo sport delle partite fra colleghi di lavoro, fra gruppi di amici del quartiere, delle piccole leghe interne organizzate dal centro stesso, oltre naturalmente ai corsi per i più giovani inseriti nel palinsesto delle attività per bambini e ragazzi. È un tassello che completa l’offerta più che caratterizzarla, ma che negli ultimi decenni è diventato uno degli sport di squadra più praticati a livello amatoriale in tutta Italia, e un centro di queste dimensioni non poteva restarne privo.
Il listino e l’accesso per chi non è socio
Come in quasi tutti i grandi centri sportivi privati romani, l’architettura commerciale di Forvm Sport Center si regge su due livelli: l’abbonamento annuale o stagionale, riservato a chi frequenta con continuità palestra, corsi e campi, e un accesso giornaliero pensato soprattutto per la piscina estiva, che storicamente è stato lo strumento con cui il centro si è aperto anche a chi non è socio abituale. Le formule di ingresso a giornata, quando disponibili, includono di norma l’uso della vasca scoperta e, a seconda dei periodi, un servizio lettino; l’accesso nei fine settimana è stato in passato più restrittivo, legato alla presenza di un socio che accompagna l’ospite.
Qui vale una regola che conviene ripetere ogni volta che si parla di listini sportivi: i prezzi e gli orari di un centro privato cambiano di stagione in stagione, a volte anche a metà stagione, e riportare online una cifra passata come se fosse quella di oggi è il modo più veloce per creare un equivoco a chi si presenta al cancello. La struttura del listino, con un ingresso giornaliero pensato per la piscina estiva e un abbonamento più ampio per l’uso di tutti gli impianti, è una costante del modello; l’importo esatto, le eventuali riduzioni per bambini e le regole di accesso del fine settimana vanno sempre confermati con la segreteria del centro prima di organizzare la visita.
Un elemento che conviene tenere presente, per chi confronta i costi di un centro come questo con quelli di una piscina comunale o di uno stabilimento balneare, è che l’abbonamento a un centro polivalente di questa scala non compra soltanto l’accesso a un impianto, ma un pacchetto di servizi che comprende, a seconda della formula scelta, l’uso di più discipline sportive, corsi collettivi, spogliatoi attrezzati e, per le famiglie, la possibilità di far frequentare più figli a costi complessivi spesso più contenuti rispetto all’iscrizione separata a più strutture diverse in città. È un calcolo che va fatto caso per caso, con i numeri reali forniti dalla segreteria, ma è il motivo economico di fondo per cui questo tipo di abbonamento resta popolare fra le famiglie romane nonostante il costo iniziale possa sembrare più alto di un singolo corso isolato.
Una curiosità su Forvm Sport Center
Il dettaglio che salta all’occhio prima ancora di varcare il cancello è la grafia del nome: Forvm, con la V al posto della U, secondo l’uso epigrafico latino in cui la U non esisteva come lettera autonoma e il suono veniva reso appunto con la V. È una scelta grafica diffusa nel marketing italiano quando si vuole richiamare la classicità romana senza scrivere un nome in latino corretto, e qui funziona su due livelli: da un lato evoca il foro romano, piazza pubblica per eccellenza e luogo di incontro della città antica, dall’altro trasforma il centro sportivo in una sorta di piazza contemporanea, un posto dove ritrovarsi per lo sport invece che per la politica o il commercio. Chi cerca il centro online, però, deve tenerne conto: digitare Forum anziché Forvm porta comunque ai risultati giusti, perché il sito ufficiale e i canali social usano entrambe le grafie a seconda del contesto, ma il marchio depositato e l’insegna sono scritti con la V.
Una seconda curiosità riguarda le dimensioni: centodiecimila metri quadrati sono una superficie paragonabile a quindici campi da calcio regolamentari messi uno accanto all’altro, tutta occupata da campi, vasche, palestre e verde di servizio in un tratto di città che agli occhi di chi passa in auto sulla Circonvallazione Cornelia sembra un normale isolato residenziale. È uno di quei casi in cui la scala reale di un luogo si coglie solo entrando.
La storia di Forvm Sport Center dal 1994 a oggi
La storia del centro comincia nel 1990, quando due soci, Giampaolo Duregon e Walter Casenghi, condividono l’idea di costruire un centro sportivo che diventi un punto di riferimento per la città, non un semplice impianto di quartiere. Il progetto prende forma con la collaborazione dell’architetto Giovanni Brandizzi, figura legata al CONI e quindi con esperienza diretta nella progettazione di impianti sportivi su scala ampia, e apre ufficialmente nel 1994. Da allora la struttura è rimasta operativa senza interruzioni significative, consolidando nel tempo l’offerta iniziale con l’aggiunta di discipline che trent’anni fa non esistevano ancora nel panorama sportivo di massa, come il padel. Non è un dettaglio da poco, in un settore, quello dei centri sportivi privati italiani, in cui la mortalità imprenditoriale nel medio periodo è alta: molte strutture aperte negli stessi anni non hanno retto il cambio di generazione fra i fondatori e i successori, o non hanno saputo aggiornare l’offerta al passo con i gusti sportivi mutati nel tempo.
I fondatori e l’architetto del CONI
La scelta di affidare la progettazione a un architetto legato al CONI non è un dettaglio marginale: significa che fin dall’inizio l’impianto è stato pensato con criteri tecnici da struttura sportiva certificata, non come un adattamento di spazi già esistenti. È una differenza che si vede ancora oggi nella distribuzione degli spazi, con corpi di fabbrica distinti per ogni disciplina e una viabilità interna pensata per far convivere migliaia di persone nei giorni di massima affluenza senza che i flussi delle diverse attività si intralcino a vicenda.
Il riconoscimento del 2008 e gli anni successivi
Nel 2008 il centro riceve un riconoscimento del CONI come uno dei migliori impianti sportivi italiani, un premio che nel settore ha lo stesso peso simbolico che una guida gastronomica ha per un ristorante: certifica agli occhi degli addetti ai lavori una qualità di gestione che il pubblico generico percepisce più difficilmente. Negli anni successivi il centro ha continuato ad ampliare l’offerta, aggiungendo il padel quando la disciplina ha cominciato a diffondersi su scala nazionale e rafforzando il settore agonistico del tennis, che oggi viene descritto dalla stessa società come una delle scuole più titolate della città. Nel 2019 il centro ha festeggiato i suoi primi venticinque anni di attività, un traguardo che per un impianto sportivo privato romano, in un mercato dove molte strutture nascono e chiudono nel giro di una decina d’anni, non è affatto scontato.
L’espansione recente: dal tennis al padel
Nei primi anni della sua storia il centro fondava la propria identità soprattutto su tennis, nuoto e fitness, con l’atletica leggera che si è affiancata come settore agonistico strutturato negli anni successivi grazie all’affiliazione federale. Il padel è l’innesto più recente: una disciplina che in Italia è rimasta di nicchia fino ai primi anni duemiladieci per poi esplodere in pochissimi anni, spingendo circoli tennistici e centri polivalenti di tutta la penisola a convertire spazi o a costruire nuovi campi pur di stare al passo con la domanda. L’aggiunta del padel a un’offerta già consolidata da tre decenni racconta bene la capacità del centro di aggiornarsi senza rinnegare la propria storia, un equilibrio non scontato per una struttura di queste dimensioni, dove ogni ampliamento richiede spazi, investimenti e una riorganizzazione della logistica interna.
Una cosa che non ti dice nessuno su Forvm Sport Center
Quello che raramente viene raccontato è che un centro di questa scala non è pensato per una visita isolata: è pensato per la frequentazione abituale, e questo cambia completamente l’esperienza di chi ci arriva senza essere socio. Chi si presenta un pomeriggio qualsiasi sperando di prenotare un campo da tennis o un’ora di padel all’ultimo minuto rischia di trovare tutto occupato, perché la fascia serale infrasettimanale, fra le diciotto e le ventuno, è quella su cui converge la domanda di chi lavora e si allena dopo l’orario d’ufficio; i campi prenotati con giorni di anticipo dai soci abituali lasciano pochissimo spazio libero a chi telefona la mattina stessa.
La seconda cosa che pochi mettono in conto riguarda la piscina scoperta: essendo un impianto stagionale legato ai mesi caldi, la sua apertura e le sue regole di accesso per i non soci sono decise anno per anno dalla direzione, e non è raro che negli anni le condizioni cambino, con periodi in cui l’ingresso giornaliero è aperto a chiunque e periodi in cui è vincolato alla presenza di un socio che accompagna l’ospite. Chi organizza una giornata di piscina pensando al centro come a una piscina pubblica qualsiasi rischia una delusione: qui la logica resta quella del club privato, anche quando il cancello si apre a chi non ha la tessera.
Terzo punto, più pratico: essendo un impianto rivolto soprattutto ai residenti della zona, i parcheggi liberi nelle strade circostanti si riempiono rapidamente nelle fasce di maggiore afflusso, in particolare nel tardo pomeriggio dei giorni feriali e nei weekend estivi con la piscina aperta. Arrivare con un buon margine di anticipo, più che una raccomandazione generica, è qui un consiglio molto concreto.
Un ultimo aspetto poco raccontato riguarda la stagionalità dell’offerta corsi: come in tutti i grandi centri sportivi italiani, la programmazione segue l’anno scolastico, con i corsi per bambini e ragazzi che partono a settembre e proseguono fino a giugno, mentre l’estate è dedicata soprattutto alla piscina scoperta e a formule più leggere come i centri estivi. Chi si presenta a luglio sperando di iscrivere un figlio a un corso strutturato di ginnastica artistica o di judo, aspettandosi la stessa offerta di un martedì di novembre, rischia di trovare un calendario molto diverso da quello immaginato: informarsi sulla stagionalità specifica, prima ancora che sui prezzi, evita la delusione più comune fra chi si avvicina per la prima volta a un centro di queste dimensioni.
Il consiglio che ti do per visitare Forvm Sport Center
Il consiglio più utile che si può dare a chi non conosce ancora il centro è di trattarlo come quello che è, un club sportivo strutturato, non un’attrazione da vedere una volta sola: prima di muoversi, conviene telefonare o scrivere alla segreteria per capire quale sia, nel periodo in cui si vuole andare, la formula di accesso più adatta, che si tratti di una prova per un corso, di un ingresso a giornata per la piscina estiva o della prenotazione di un campo da tennis o da padel. Presentarsi senza aver prima verificato orari e disponibilità è il modo più semplice per restare fuori dal cancello o per trovare l’impianto che interessa già tutto occupato.
Per chi viaggia con bambini, la mia indicazione pratica è di informarsi con calma sui corsi stagionali, perché la programmazione dello sport per l’infanzia in un centro di queste dimensioni è ricca ma anche articolata su più discipline in parallelo, e conviene capire in anticipo quali orari sono compatibili con gli altri impegni della giornata. Per chi invece cerca solo una giornata di sole in piscina, il consiglio è arrivare in mattinata, quando l’affluenza è più bassa e la disponibilità di lettini, dove prevista, è maggiore: il primo pomeriggio dei giorni di punta è il momento in cui la struttura, come qualunque grande impianto estivo romano, si riempie di più.
Il modello dei grandi centri sportivi privati nella Roma di fine Novecento
Per capire davvero che cos’è Forvm Sport Center conviene allargare lo sguardo al contesto in cui è nato. Fra la fine degli anni ottanta e la metà degli anni novanta, mentre i quartieri della periferia romana crescevano più in fretta della rete degli impianti sportivi comunali, una generazione di imprenditori privati ha scommesso sulla costruzione di grandi strutture polivalenti capaci di offrire, in un unico luogo, tutto quello che prima si trovava disperso fra piccole palestre di quartiere, circoli tennistici storici del centro e piscine comunali spesso sovraffollate. Il modello, mutuato in parte dai country club anglosassoni e in parte dalla tradizione sportiva dei dopolavoro aziendali italiani, prevedeva un impianto unico, una tessera annuale e un ventaglio di discipline capace di accompagnare una famiglia dalla prima infanzia all’età adulta.
Forvm Sport Center, aperto nel 1994, si inserisce esattamente in questa stagione, ed è uno dei pochi esempi romani di quel modello ad aver attraversato tre decenni senza interruzioni di rilievo. Molti impianti coetanei, costruiti nello stesso periodo in altre zone della città, hanno avuto una vita più breve: chiusure, cambi di gestione, riconversioni parziali degli spazi verso attività meno sportive. La continuità di questo centro, unita al riconoscimento ricevuto dal CONI nel 2008, ne fa un caso di studio non banale per chi si interessa di come lo sport privato abbia accompagnato, e in parte sostituito, la crescita degli impianti pubblici nella Roma degli ultimi trent’anni.
I corsi per bambini e ragazzi a Forvm Sport Center
Uno dei tratti distintivi del centro, rispetto a molte palestre urbane pensate esclusivamente per un pubblico adulto, è l’ampiezza dell’offerta dedicata ai più piccoli. Il palinsesto comprende, a seconda delle stagioni sportive, corsi di ginnastica artistica, karate, judo, atletica leggera, danza e naturalmente scuola tennis e scuola calcio, oltre alla scuola nuoto nelle vasche coperte. È un modello che ricalca quello dei grandi centri polisportivi italiani nati fra gli anni ottanta e novanta: una sola struttura in grado di coprire, nell’arco di una settimana, la maggior parte delle attività motorie che un bambino può voler provare prima di scegliere uno sport su cui specializzarsi.
Il settore atletica, in particolare, è organizzato attraverso una società sportiva dilettantistica affiliata alla Federazione Italiana di Atletica Leggera, il che significa che i ragazzi più motivati possono passare dal semplice corso ricreativo alla partecipazione a gare ufficiali all’interno del circuito federale laziale. Lo stesso vale, con percorsi propri, per il settore agonistico del tennis, che il centro presenta come uno dei più titolati della città: una squadra di istruttori di livello nazionale segue gli atleti più avanzati con un programma di lavoro tecnico, strategico e mentale pensato per la competizione, non solo per l’attività amatoriale.
Per le famiglie che vivono nel quadrante Boccea, Aurelio, Primavalle, la possibilità di concentrare in un unico luogo più discipline per figli di età diverse è probabilmente il motivo pratico più forte per cui un centro come questo, nato oltre trent’anni fa, continua ad attrarre nuovi iscritti ogni stagione, in un mercato dello sport romano in cui la concorrenza fra centri privati è molto alta.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Roma abbia una lunga tradizione di grandi centri sportivi privati lo sanno tutti quelli che vivono in città da qualche anno: sono decine gli impianti nati fra gli anni sessanta e i primi anni duemila che hanno accompagnato la crescita dei quartieri residenziali della capitale, offrendo palestre, piscine e campi da tennis a una popolazione in forte espansione demografica. Quello che si tende a dimenticare è il ruolo urbanistico che questi centri hanno avuto, e continuano ad avere, nei quartieri periferici o semiperiferici come quello che ospita Forvm Sport Center: in zone dove il verde pubblico attrezzato è limitato e gli impianti sportivi comunali sono spesso sovraffollati o carenti di manutenzione, un grande centro privato finisce per svolgere una funzione quasi pubblica, diventando il principale luogo di socialità sportiva del quartiere, soprattutto per bambini e adolescenti.
Un secondo elemento poco raccontato riguarda il modello di gestione: strutture come questa, nate da un’iniziativa imprenditoriale privata negli anni novanta e sopravvissute per oltre tre decenni senza cambi di destinazione d’uso né chiusure prolungate, sono l’eccezione più che la regola nel panorama sportivo romano, dove molti impianti privati aperti nello stesso periodo hanno chiuso, cambiato proprietà più volte o sono finiti in stato di abbandono. La continuità gestionale, più che le dimensioni in sé, è probabilmente il dato più interessante quando si guarda alla storia recente del centro sportivo privato a Roma.
La foto giusta da fare a Forvm Sport Center
Non è un luogo pensato per il turismo fotografico, e proprio per questo l’immagine che racconta meglio il posto non è uno scatto da cartolina ma un’inquadratura che mostra la varietà degli impianti: la fila dei campi da tennis in terra rossa, con le reti allineate e le linee bianche appena tracciate, vista dall’alto di una tribuna o da un punto rialzato, è il tipo di immagine che rende bene l’idea della scala del centro meglio di qualunque descrizione. Il momento migliore per questo scatto è la mattina presto, quando il campo è appena stato preparato e la luce radente esalta il colore rosso della terra battuta senza le ombre dure di mezzogiorno.
Chi frequenta la piscina scoperta nei mesi estivi può invece cercare l’inquadratura più classica del genere, con l’acqua in primo piano e i lettini allineati sullo sfondo, magari nelle prime ore della mattina quando l’affluenza è ancora bassa e la superficie dell’acqua è ferma. Per chi porta i bambini ai corsi, la foto più autentica resta però quella meno cercata: il momento dell’uscita da una lezione di gruppo, con i piccoli allievi ancora in tenuta sportiva, è l’immagine che restituisce meglio la funzione reale di questo posto, un luogo pensato per la vita quotidiana di un quartiere più che per l’occhio del visitatore occasionale.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il primo avvenimento che segna la storia del centro è naturalmente l’apertura, nel 1994, dopo circa quattro anni di progettazione seguiti all’idea maturata nel 1990 dai due fondatori Giampaolo Duregon e Walter Casenghi insieme all’architetto Giovanni Brandizzi. È il momento in cui un progetto imprenditoriale privato si trasforma in un impianto fisico su un’area di oltre centomila metri quadrati, in un quadrante di Roma che negli anni novanta era ancora in fase di consolidamento urbanistico.
Il secondo momento rilevante è il 2008, anno in cui il centro riceve un riconoscimento del CONI come uno dei migliori impianti sportivi italiani: un premio che segna il passaggio della struttura da realtà privata di quartiere a punto di riferimento riconosciuto anche a livello federale, con ricadute dirette sulla credibilità del settore agonistico, in particolare quello del tennis.
Il terzo avvenimento, più recente e più simbolico che tecnico, è la ricorrenza del 2019, quando il centro ha celebrato i primi venticinque anni di attività: un traguardo che, per un impianto sportivo privato nato negli anni novanta e ancora pienamente operativo dopo tre decenni, segna la tenuta di un modello imprenditoriale che in molti altri casi romani non è sopravvissuto al cambio di generazione o alle difficoltà del mercato immobiliare sportivo.
Un quarto elemento, meno databile con precisione ma comunque rilevante, è la progressiva introduzione del padel fra le discipline offerte: un ampliamento che segue di pari passo la crescita nazionale di questo sport, nato come attività di nicchia e diventato in pochi anni uno dei più praticati in Italia, e che testimonia la capacità della struttura di aggiornare l’offerta senza intaccare l’impostazione storica basata su tennis, piscine e palestre.
Chi è passato da Forvm Sport Center
Va detto con la massima onestà: il centro non pubblica un elenco ufficiale di ospiti illustri, e a differenza di altri luoghi della capitale legati a eventi documentati e a personaggi storici precisi, qui la frequentazione rilevante è soprattutto quella, meno spettacolare ma più concreta, di generazioni di romani del quadrante Boccea, Aurelio e Primavalle che hanno imparato a nuotare, a giocare a tennis o a fare atletica dentro questi cancelli dal 1994 a oggi. È una storia fatta di continuità più che di aneddoti singoli, ed è probabilmente il tratto più autentico di un centro sportivo privato che non ha mai puntato sulla notorietà mediatica quanto sulla fedeltà dei propri soci.
Sul fronte sportivo, il settore agonistico del tennis ha formato nel tempo giocatori che hanno proseguito il percorso nel circuito giovanile e in quello dei circoli federali laziali, mentre la società di atletica leggera affiliata alla Federazione porta regolarmente i propri atleti a gareggiare nelle competizioni giovanili e assolute della regione. Non ci sono, allo stato delle fonti pubbliche disponibili, nomi di campioni internazionali da associare in modo certo a questo impianto: chi cerca un pedigree fatto di record e di medaglie internazionali dovrebbe guardare altrove, mentre chi cerca un luogo dove lo sport è stato, per tre decenni, un fatto quotidiano più che un evento, trova qui la sua storia più coerente.
Va aggiunta un’ultima annotazione, utile per chi cerca informazioni precise su presenze specifiche: come per molti centri sportivi privati italiani, le fonti pubbliche disponibili online non riportano un archivio storico dettagliato di tutti gli ospiti, gli atleti in visita o gli eventi promozionali ospitati nel corso dei decenni. Chi ha un interesse specifico, per esempio uno storico dello sport locale o un ex socio che voglia ricostruire un episodio preciso, fa bene a rivolgersi direttamente alla direzione del centro, che dispone di un archivio interno più ricco di quanto emerga dalla semplice ricerca online.
Quando andare e come organizzare la visita
Per chi non è socio e vuole soprattutto la piscina scoperta, il periodo utile è per forza di cose limitato ai mesi caldi, indicativamente da giugno a settembre, con il weekend di luglio e la prima metà di agosto come momenti di massima affluenza e quindi meno adatti a chi cerca tranquillità. Per chi invece è interessato a un corso, a una prova di tennis o di padel, o all’iscrizione di un figlio a uno degli sport per bambini, il momento migliore per contattare la segreteria è l’inizio della stagione sportiva, fra settembre e ottobre, quando i gruppi si formano e ci sono più posti disponibili rispetto a quando l’anno è già iniziato.
C’è poi una terza categoria di visitatori, meno frequente ma non rara: chi soggiorna a Roma per lavoro o per una vacanza prolungata e cerca un luogo dove mantenere un minimo di allenamento regolare senza dover affittare attrezzatura o cercare una palestra generica. Per questo profilo di ospite, il consiglio è chiedere in anticipo alla segreteria se esistono formule di accesso temporaneo pensate per soggiorni brevi, perché un centro nato per una clientela di residenti stabili non sempre struttura la propria offerta pensando al visitatore di passaggio, e conoscere in anticipo i limiti reali della formula evita di organizzare una settimana di allenamenti che poi si rivela impossibile da realizzare.
Forvm Sport Center con i bambini
Per le famiglie il centro è pensato quasi su misura: l’offerta di corsi copre un ventaglio di età molto ampio, dai primi approcci in acqua fino al settore agonistico del tennis e dell’atletica per gli adolescenti più motivati, e la presenza contemporanea di più discipline nello stesso complesso permette di far provare sport diversi allo stesso figlio senza cambiare struttura. Il limite, se così si può chiamare, è che non si tratta di un parco giochi o di un luogo di intrattenimento nel senso comune del termine: è un centro sportivo strutturato, con orari e regole di frequenza che vanno concordati con la segreteria, non un posto dove capitare senza programma nella speranza di trovare qualcosa da fare per i più piccoli.
Accessibilità
Le informazioni specifiche su percorsi privi di barriere, spogliatoi attrezzati e servizi dedicati a persone con disabilità non sono elencate in modo sistematico nelle fonti pubbliche consultabili online: chi ha esigenze particolari di accessibilità fa bene a contattare direttamente la segreteria del centro prima di organizzare la visita, per avere indicazioni precise su percorsi interni, spogliatoi e assistenza in vasca.
Cosa c’è intorno a Forvm Sport Center
Il quadrante in cui si trova il centro è uno dei più verdi della Roma nord-ovest. A pochi minuti d’auto o di mezzi pubblici si raggiunge Villa Doria Pamphilj, il più esteso parco pubblico della capitale, perfetto per una passeggiata o una corsa dopo l’allenamento. Salendo verso nord si incontra la Riserva Naturale di Monte Mario, con il suo bosco e i belvedere sulla città, e poco distante l’Osservatorio astronomico di Monte Mario, una delle mete meno note ma più interessanti per chi viaggia con ragazzi curiosi di scienza.
Verso il centro storico, scendendo lungo l’Aurelia o la Trionfale, si arriva in pochi minuti alla Città del Vaticano e a San Pietro, mentre chi cerca grandi eventi sportivi o musicali trova poco distante lo Stadio Olimpico, raggiungibile aggirando Monte Mario lungo la Val Melaina o scendendo verso il Foro Italico. È un quadrante che si presta bene a una giornata mista, fra sport al mattino nel centro e cultura o verde nel pomeriggio, senza dover attraversare tutta la città.
Chi ha tempo per allargare il raggio può scendere verso il centro storico e i quartieri di Trastevere e del Vaticano, dove musei, basiliche e il tessuto urbano medievale offrono un contrappunto culturale alla giornata sportiva, oppure risalire lungo la Via Aurelia verso la campagna romana, dove i primi tratti di verde agricolo cominciano già a poca distanza dal Grande Raccordo Anulare. Per chi soggiorna diversi giorni nella capitale e vuole alternare sport, cultura e relax senza spostarsi troppo, il quadrante attorno a Forvm Sport Center offre esattamente questo tipo di equilibrio, raro da trovare in altre zone di Roma dove il turismo di massa rende più complicata la vita quotidiana.
Domande veloci su Forvm Sport Center
Dove si trova Forvm Sport Center?
In via Cornelia 493, a Roma, codice postale 00166, nel quadrante fra i quartieri Boccea e Aurelio, a breve distanza dalla fermata Cornelia della metropolitana linea A.
Che cosa offre Forvm Sport Center?
Campi da tennis in terra rossa, più piscine coperte e scoperte, palestre e sale fitness, campi da padel, un settore di calcio a cinque e un’area relax con percorso benessere, oltre a corsi per bambini in diverse discipline.
Quando è stato fondato?
Il centro è operativo dal 1994, dopo un progetto maturato a partire dal 1990 fra i fondatori Giampaolo Duregon e Walter Casenghi e l’architetto del CONI Giovanni Brandizzi.
Si può accedere senza essere soci?
Storicamente sì, soprattutto per la piscina scoperta nei mesi estivi, con un ingresso a giornata distinto dall’abbonamento; le regole precise di accesso per i non soci, comprese eventuali limitazioni nel weekend, vanno però verificate con la segreteria, perché cambiano di stagione in stagione.
Quanto costa l’ingresso giornaliero?
Il listino cambia periodicamente e non va dato per acquisito da fonti non aggiornate: la cifra esatta, le eventuali riduzioni e i servizi inclusi si chiedono direttamente alla segreteria del centro.
Come si arriva in metro?
Con la linea A, fermata Cornelia, a pochi minuti a piedi o con un breve tratto di autobus dall’ingresso del centro.
Come si arriva in auto?
Dal Grande Raccordo Anulare, uscite Aurelia o Boccea, seguendo poi la Circonvallazione Cornelia fino a via Cornelia; in condizioni di traffico normale il tragitto richiede meno di venti minuti.
Ci sono corsi per bambini?
Sì, un’offerta ampia che comprende, a seconda delle stagioni, ginnastica artistica, karate, judo, atletica leggera, danza, scuola calcio, scuola tennis e scuola nuoto.
Il centro fa attività agonistica?
Sì, in particolare nel tennis, con un settore giovanile e agonistico che la società definisce fra i più titolati della città, e nell’atletica leggera, tramite una società sportiva dilettantistica affiliata alla Federazione Italiana di Atletica Leggera.
C’è il padel?
Sì, il centro dispone di campi da padel, disciplina aggiunta all’offerta storica negli anni della sua rapida diffusione in Italia.
Perché il nome si scrive Forvm e non Forum?
È una scelta grafica che richiama l’uso epigrafico latino, in cui il suono della U veniva reso con la lettera V; nell’uso corrente e nei canali digitali compaiono comunque entrambe le grafie, Forvm e Forum.
C’è parcheggio?
Il centro dispone di un’area di sosta per soci e visitatori; nelle fasce di massima affluenza, in particolare nel tardo pomeriggio infrasettimanale e nei weekend estivi con la piscina aperta, conviene arrivare con anticipo.
Qual è il periodo migliore per usare la piscina scoperta?
I mesi caldi, indicativamente da giugno a settembre, evitando se possibile i weekend di luglio e la prima metà di agosto, quando l’affluenza è più alta.
Forvm Sport Center è adatto a chi cerca un centro estetico o una spa vera e propria?
Il centro include un’area relax con percorso benessere pensata come completamento dell’attività sportiva, non come spa autonoma: chi cerca trattamenti specifici deve chiedere alla segreteria quale sia l’offerta effettivamente disponibile nel periodo di interesse.
Perché il centro si trova proprio in via Cornelia?
Il nome ripercorre quello di un’antica strada consolare romana che collegava Roma a Caere, l’odierna Cerveteri, passando per l’area del Vaticano; il quadrante moderno lungo l’attuale via Cornelia si è sviluppato soprattutto nella seconda metà del Novecento, e il centro sportivo vi si è inserito nel 1994.
Qual è la disciplina più forte del centro?
La scuola tennis è quella con il profilo agonistico più definito, descritta dalla stessa società come una delle più titolate della città; anche il settore di atletica leggera, affiliato alla Federazione Italiana di Atletica Leggera, ha un percorso competitivo strutturato.
Si possono prenotare campi da tennis o padel senza essere soci?
Le modalità di prenotazione per i non soci, quando disponibili, dipendono dalla disponibilità del momento e dalle politiche in vigore in quel periodo: la segreteria è il riferimento corretto per sapere se e come è possibile prenotare un campo senza tessera.
Il centro organizza centri estivi per bambini?
Nell’offerta stagionale rientrano attività estive legate in particolare al tennis, oltre ai consueti corsi di nuoto in piscina nei mesi caldi; il calendario specifico dei centri estivi va richiesto di anno in anno alla segreteria, perché la programmazione cambia in base alle iscrizioni e alla disponibilità degli istruttori.
Che differenza c’è fra Forvm Sport Center e un circolo tennis tradizionale?
Un circolo tennis tradizionale è quasi sempre monodisciplina o poco più, mentre Forvm Sport Center è un impianto polivalente che affianca al tennis piscine, palestre, padel, calcio a cinque e una vasta offerta di corsi per bambini: la scala e la varietà dell’offerta sono la differenza principale.
Il quadro complessivo che emerge da oltre trent’anni di attività è quello di un centro sportivo nato con un progetto tecnico solido, cresciuto senza stravolgere la propria identità e rimasto un riferimento stabile per chi vive nel quadrante Boccea, Aurelio e Primavalle. Non è un luogo pensato per il turista di passaggio, ma per chi cerca una struttura in cui portare i figli a crescere fra tennis, nuoto e atletica, o per chi vuole una giornata di piscina senza uscire dalla città: in entrambi i casi, il modo migliore per non restare delusi resta lo stesso, chiedere prima alla segreteria orari, disponibilità e regole di accesso, perché su questi dettagli un centro privato di queste dimensioni cambia impostazione di stagione in stagione.
Domande frequenti su Forvm Sport Center
Dove si trova esattamente Forvm Sport Center?
Forvm Sport Center si trova in via Cornelia 493, a Roma, codice postale 00166, nel quadrante fra i quartieri Boccea e Aurelio, a breve distanza dalla fermata Cornelia della metropolitana linea A. È una zona che i romani conoscono bene ma che i visitatori occasionali tendono a saltare, presi fra centro storico e litorale.
Che cosa offre Forvm Sport Center?
Forvm Sport Center offre campi da tennis in terra rossa, più piscine coperte e scoperte, palestre e sale fitness, campi da padel, un settore di calcio a cinque e un'area relax con percorso benessere. È un impianto sportivo polivalente costruito su un'area di circa centodiecimila metri quadrati, non una singola palestra di quartiere.
Forvm Sport Center fa corsi per bambini?
Sì, Forvm Sport Center dedica un'ampia offerta ai più piccoli, a differenza di molte palestre urbane pensate solo per un pubblico adulto: il palinsesto comprende, a seconda delle stagioni, corsi di ginnastica artistica, karate, judo, atletica leggera, danza e naturalmente scuola tennis, scuola calcio e scuola nuoto nelle vasche coperte.
Forvm Sport Center ha la piscina?
Sì, Forvm Sport Center dispone di più piscine coperte e scoperte. Per chi non è socio e vuole soprattutto la piscina scoperta, il periodo utile è per forza di cose limitato ai mesi caldi, indicativamente da giugno a settembre, con il weekend di luglio e la prima metà di agosto come momenti di massima affluenza.
Come si accede a Forvm Sport Center senza essere soci?
L'architettura commerciale di Forvm Sport Center si regge su due livelli: l'abbonamento annuale o stagionale, riservato a chi frequenta con continuità palestra, corsi e campi, e un accesso giornaliero pensato soprattutto per la piscina estiva, storicamente lo strumento con cui il centro si è aperto anche a chi non è socio abituale.
Da quando esiste Forvm Sport Center?
Forvm Sport Center nasce da un'idea del 1990 di due soci, Giampaolo Duregon e Walter Casenghi, con la collaborazione dell'architetto Giovanni Brandizzi, figura legata al CONI. Il progetto è diventato impianto fisico dopo circa quattro anni di progettazione, con l'apertura nel 1994.
Come si raggiunge Forvm Sport Center?
Forvm Sport Center si raggiunge facilmente con la metropolitana, grazie alla vicinanza con la fermata Cornelia della linea A, nel quadrante fra i quartieri Boccea, Aurelio e Primavalle a Roma nord ovest. La zona è densa di verde pubblico e ben collegata con il centro città.
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