AccediIl mio viaggio

Crazy Quilt Little Orchestra all’Alexanderplatz Jazz Club — 5 ottobre 2026

Evento concluso · si è chiuso il 5 Ottobre 2026. Guarda gli eventi in programma a Roma →

In breve. Lunedì 5 ottobre 2026 la Crazy Quilt Little Orchestra suona all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati: la pagina ufficiale del club indica la serata dalle 20:00 a mezzanotte.

Lunedì 5 ottobre 2026 la Crazy Quilt Little Orchestra suona all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati: la pagina ufficiale del club indica la serata dalle 20:00 a mezzanotte. Il club si raggiunge con la metro A, fermate Ottaviano o Cipro, a pochi minuti a piedi. Si prenota direttamente con l'Alexanderplatz: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 oppure la casella email delle prenotazioni indicata sul sito ufficiale del club, dove la pagina dell'evento ha anche il pulsante per confermare la presenza. Il prezzo della serata non è pubblicato: si chiede prenotando, insieme alla disponibilità dei tavoli per la cena.

Un lunedì sera di inizio autunno, in un jazz club storico, con un sestetto che suona il jazz degli anni Venti. La Crazy Quilt Little Orchestra è una formazione romana che ha scelto un terreno preciso e poco battuto: il jazz di Chicago e New York prima dello swing, raccontato attraverso la figura di Frankie Trumbauer e del suo strumento, il sassofono in Do, il C melody sax. È musica da ascoltare seduti e da ballare in piedi, e in una sala come quella di via Ostia funziona in tutti e due i modi. Per chi conosce il jazz soprattutto dal bebop in avanti, è l'occasione di sentire da vicino le radici.

Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz: la serata del 5 ottobre

Il calendario ufficiale dell'Alexanderplatz fissa la Crazy Quilt Little Orchestra a lunedì 5 ottobre 2026, con un arco di serata dalle 20:00 alle 24:00. La sede è quella di via Ostia 9, a Prati, a poche centinaia di metri dalle mura vaticane.

Orari e struttura della serata

Nel linguaggio del club l'orario pubblicato è quello dell'intera serata: la sala apre per la cena e la musica occupa la parte centrale e finale. La homepage del club indica in generale il jazz dal vivo dalle 21:30, ed è un buon riferimento anche per questa sera; l'orario preciso del primo brano, però, non è stampato sulla pagina del concerto e va chiesto prenotando. Il consiglio resta quello di arrivare all'apertura.

Come si prenota

All'Alexanderplatz si prenota con il club, senza intermediari. I canali sono il telefono fisso 06 86781296, il numero WhatsApp +39 349 977 0309 e l'indirizzo email delle prenotazioni riportato in calce a ogni pagina del sito ufficiale. Nella pagina della serata c'è anche il pulsante RSVP per confermare la presenza. Il lunedì è una sera più tranquilla del fine settimana, ma i tavoli vicino al palco vanno a chi chiama per primo.

Prezzi

La pagina della serata non riporta il costo dell'ingresso né quello della formula con cena. Le condizioni si chiedono direttamente all'Alexanderplatz al momento della prenotazione. Non indico cifre che non sono pubblicate dal club.

Chi è la Crazy Quilt Little Orchestra

La Crazy Quilt Little Orchestra è un sestetto romano dedicato al jazz degli anni Venti, nato con l'idea di riportare al pubblico la grinta dei Ruggenti Anni Venti e il jazz delle origini. Nella presentazione pubblicata dalla band sul portale Musiqua si legge che il gruppo si esibisce abitualmente nei jazz club romani e collabora con associazioni culturali per far conoscere il jazz delle origini.

Uno stile preciso: Chicago

Il repertorio è dominato dallo stile Chicago, quello nato quando i musicisti di New Orleans risalirono il Mississippi e incontrarono i giovani bianchi del Midwest. Rispetto al jazz di New Orleans è più nervoso, con assoli più lunghi e un ritmo in quattro più marcato. Tutti i brani, spiega la band, sono proposti con arrangiamenti originali, alla ricerca di un suono antico che resta attualissimo.

La formazione

Il gruppo suona in sestetto. Tra i nomi che ricorrono in tutte le presentazioni pubblicate ci sono Marco Curti al C melody sax e al clarinetto, Amira D'Apote alla tromba e agli arrangiamenti, Diego Cataldo al trombone. La sezione ritmica cambia da una presentazione all'altra: in quella della band sul portale Musiqua compaiono Giuseppe Calì alla chitarra, Leonardo Crescimbeni al sax basso e Riccardo Colasante alla batteria; nell'annuncio di un concerto del 2025 al Pentalfa Club figurano Luca Schettini alla chitarra, Anna Bagorda al contrabbasso e Marco Somigli alla batteria. La formazione esatta del 5 ottobre non è pubblicata dal club.

Il sax basso: un dettaglio che dice molto

La presenza del sax basso in una delle formazioni non è un vezzo. Negli anni Venti il basso delle piccole orchestre era affidato spesso al basso tuba o, appunto, al sax basso, prima che il contrabbasso diventasse la norma. Adrian Rollini, con cui Trumbauer e Beiderbecke suonarono brevemente nella band dei New Yorkers, era il grande specialista dello strumento. Chi lo sente dal vivo per la prima volta scopre un colore che nei dischi d'epoca si perde.

Il lavoro sugli arrangiamenti

Nella band gli arrangiamenti sono firmati da Amira D'Apote, trombettista. È un lavoro delicato: il jazz degli anni Venti nasce in gran parte da arrangiamenti di testa, fissati in sala d'incisione, e ricostruirne il senso per sei strumenti senza copiare i dischi nota per nota richiede orecchio e studio. Il risultato, per chi ascolta, è un suono d'insieme compatto, con i fiati che si rispondono come in una conversazione.

Dai club alle feste

La band si presenta anche per eventi privati, dai matrimoni alle serate danzanti, e dichiara di non avere bisogno di amplificazione nelle sale al chiuso. È un dettaglio tecnico che in un club conta: il suono dei fiati arriva al tavolo così com'è, come nelle sale da ballo di cento anni fa.

Frankie Trumbauer, il filo conduttore della Crazy Quilt Little Orchestra

Il progetto della Crazy Quilt Little Orchestra ruota attorno a Frankie Trumbauer, sassofonista americano nato a Carbondale, in Illinois, il 30 maggio 1901 e morto a Kansas City l'11 giugno 1956. L'annuncio del concerto al Pentalfa Club lo definisce musicista importantissimo per gli anni Venti e ispiratore di grandi jazzisti come Lester Young e Charlie Parker.

Il C melody sax

Lo strumento principale di Trumbauer era il sassofono in Do, il C melody, che per dimensioni e registro si colloca tra il contralto e il tenore. Oggi è raro: dopo gli anni Trenta quasi nessuno lo suonava più. Per la Crazy Quilt Little Orchestra è il vero protagonista della ricerca musicale, e sentirlo dal vivo in un club è già di per sé un motivo per andare.

Singin' the Blues, 1927

Il disco che ha reso Trumbauer immortale è Singin' the Blues, inciso a New York il 4 febbraio 1927 per la Okeh con Bix Beiderbecke alla cornetta ed Eddie Lang alla chitarra. È entrato nella Grammy Hall of Fame nel 1977 e nel 2005 nel National Recording Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. L'assolo di Trumbauer è analizzato anche nel documentario Jazz di Ken Burns del 2001, che usa una sua fotografia con il C melody sax come immagine simbolo del jazz.

Il sodalizio con Bix Beiderbecke

Fu Trumbauer a portare Beiderbecke nell'orchestra di Jean Goldkette, di cui era direttore musicale. Poi i due passarono per la band di Adrian Rollini e nel 1927 entrarono nell'orchestra di Paul Whiteman, la più famosa d'America. Tra il 1927 e il 1929 incisero per la Okeh una serie di dischi in piccola formazione che restano tra i più belli del periodo: For No Reason at All in C, Riverboat Shuffle, Ostrich Walk, I'm Coming, Virginia.

Lester Young e l'eredità

Lester Young, il sassofonista che ha cambiato il suono del tenore nel jazz, indicò Trumbauer come la sua influenza principale. Chi conosce il suono leggero e morbido di Young lo ritrova, in germe, nel fraseggio di Trumbauer. È una delle linee sotterranee della storia del jazz, e un concerto come questo la rende udibile.

Georgia on My Mind e la seconda vita

Trumbauer incise nel 1931 la prima versione di successo di Georgia on My Mind. Nel 1939 lasciò la musica per l'aviazione civile: era un pilota esperto, e durante la Seconda guerra mondiale lavorò come collaudatore e istruttore sui bombardieri B-25. Continuò a suonare, ma da allora guadagnò soprattutto volando. Una biografia che sembra un romanzo, e che spiega perché il suo nome sia meno noto di quanto meriti.

Cosa si ascolta alla serata della Crazy Quilt Little Orchestra

La scaletta del 5 ottobre non è pubblicata. La band dichiara un repertorio di jazz degli anni Venti con arrangiamenti originali e cita tra i musicisti di riferimento, tutti amici e colleghi di Trumbauer, Bix Beiderbecke, Jack Teagarden, Hoagy Carmichael e Benny Goodman.

Beiderbecke e Carmichael

Bix Beiderbecke, cornettista, fu la prima grande stella bianca del jazz; Hoagy Carmichael, pianista e compositore, era un suo amico e ammiratore, e scrisse alcuni degli standard più amati del Novecento. Jack Teagarden, trombonista e cantante, suonò con Trumbauer nelle incisioni degli anni Trenta e nel trio The Three T's. Benny Goodman, prima di diventare il re dello swing, cominciò proprio nell'ambiente di Chicago di quegli anni.

Un'ora e mezza di musica e più

La band dichiara di poter garantire fino a due ore di musica con repertorio arrangiato. In un club questo si traduce di solito in due set con una pausa. È il ritmo giusto per una serata con cena: si ascolta, si parla nella pausa, si torna ad ascoltare.

Ascoltare o ballare

Il jazz degli anni Venti era musica da ballo prima che da concerto. All'Alexanderplatz la sala è organizzata a tavoli, e il ballo non è previsto; ma chi conosce il lindy hop o il charleston riconoscerà subito i tempi. Il piede sotto il tavolo, in una serata così, si muove da solo.

L'Alexanderplatz Jazz Club di via Ostia

L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, a Prati, ed è gestito dall'Associazione Culturale Sound&Image: fondatore Giampiero Rubei, direzione artistica di Eugenio Rubei, che presiede anche l'associazione. Sul proprio sito il club si definisce il più prestigioso e antico jazz club d'Italia. La scheda completa del luogo è sulla nostra pagina dell'Alexanderplatz Jazz Club.

Una sala da club

L'Alexanderplatz è un club nel senso classico: tavoli per la cena, palco raccolto, pubblico a pochi metri dai musicisti. Per un sestetto acustico di fiati è la misura giusta. In una sala grande la tromba e il trombone arriverebbero lontani; qui si sentono il fiato, le chiavi del sassofono, lo schiocco della sordina.

Sound&Image e l'Estate Romana

L'associazione che gestisce il club, costituita nel marzo 2003, ha organizzato dal 1995 al 2015 il festival estivo Sound&Image, presentato dal sito ufficiale come uno dei biglietti da visita dell'Estate Romana. Tra il 2011 e il 2015 ha diretto la Casa del Jazz e porta avanti il festival Jazz&Wine di Montalcino, arrivato alla ventitreesima edizione con Castello Banfi.

Il nome

Il nome richiama la grande piazza di Berlino. Il club non spiega sul sito l'origine dell'insegna: per chi frequenta il jazz romano, ormai, quel nome indica soltanto via Ostia.

Prati e le mura vaticane intorno all'Alexanderplatz

Via Ostia si trova nella parte di Prati più vicina al Vaticano, tra viale Giulio Cesare e le mura leonine. È il quartiere costruito dopo il 1870, a isolati regolari e strade dritte, pensato come la città moderna di fronte alla città dei papi.

A pochi minuti dai Musei Vaticani

L'ingresso dei Musei Vaticani si raggiunge a piedi in pochi minuti. Il lunedì i Musei sono aperti, e una giornata tra la Cappella Sistina e il jazz della sera è un programma completo per chi è a Roma pochi giorni.

Prati di sera

Per una passeggiata ordinata nel quartiere la guida Prati e Borgo: cosa vedere segnala i punti fermi, dal Palazzo di Giustizia ai vicoli del Borgo. Il lunedì sera il quartiere è quieto, e il club diventa uno dei pochi punti accesi della zona.

Come arrivare all'Alexanderplatz per la Crazy Quilt Little Orchestra

L'Alexanderplatz si raggiunge con la metro A: le fermate Ottaviano e Cipro sono entrambe a pochi minuti a piedi da via Ostia 9. È la soluzione più semplice da Termini e dal centro.

In metropolitana

Da Termini la linea A in direzione Battistini porta a Ottaviano in circa un quarto d'ora. Da Ottaviano si cammina verso le mura vaticane fino a via Ostia; da Cipro il percorso è simile, dal lato opposto. La serata si chiude a mezzanotte: prima di uscire controlla sul sito di ATAC l'orario dell'ultima corsa del lunedì.

In autobus e tram

Viale Giulio Cesare e piazza del Risorgimento sono snodi di molte linee di superficie, compreso il tram 19, che ha il capolinea a piazza del Risorgimento. Per il percorso preciso dal proprio punto di partenza il calcolatore di ATAC resta lo strumento più affidabile.

In auto e taxi

Prati è fuori dalla ZTL del centro storico. La sera il parcheggio nelle strade intorno è meno difficile che di giorno, ma non garantito. Per il ritorno dopo mezzanotte il taxi resta la scelta più tranquilla.

A piedi dal centro

Da piazza Navona si arriva in via Ostia in una quarantina di minuti, attraversando il Tevere su ponte Sant'Angelo e passando davanti a Castel Sant'Angelo. Al tramonto è la strada più bella per arrivare a un concerto.

Come organizzare la serata della Crazy Quilt Little Orchestra

La serata della Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz comincia alle 20:00 con l'apertura della sala. Il modo migliore per viverla è arrivare presto, cenare con calma e lasciare che la musica cominci con il servizio già avviato.

Prima del club

Il lunedì a Roma molti musei civici sono chiusi, ma i Musei Vaticani e la basilica di San Pietro no. Un pomeriggio in Vaticano, un aperitivo a Prati e il jazz dopo cena: la giornata si costruisce tutta a piedi.

L'arrivo al club

Arriva per le 20:00. Chiedi un tavolo con vista sul palco: con sei musicisti, vedere chi suona cosa, e come i fiati si passano la melodia, fa metà del piacere.

Cena o solo ascolto

La formula abituale del club prevede la cena. Chi vuole solo ascoltare può chiedere se esiste un ingresso senza cena e a quali condizioni. Conviene cenare lì: il tavolo diventa la tua postazione per tutta la serata.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

La soluzione più semplice è la cena al club stesso, prenotando il tavolo insieme alla serata. Chi preferisce mangiare altrove trova a Prati un'offerta ampia.

Via Cola di Rienzo e dintorni

Via Cola di Rienzo e le strade intorno hanno trattorie, pizzerie e ristoranti di ogni fascia di prezzo. Il lunedì alcuni locali di quartiere osservano il turno di chiusura: conviene controllare prima o scegliere le strade più commerciali.

Verso il Vaticano

Più vicino al club, la zona tra viale Giulio Cesare e via Candia offre locali frequentati soprattutto da romani. Verso Borgo e San Pietro l'offerta diventa più turistica: si mangia, ma si sceglie con più attenzione.

Accessibilità e informazioni pratiche all'Alexanderplatz

Il sito dell'Alexanderplatz non pubblica informazioni sull'accessibilità della sala: chi ha esigenze di mobilità ridotta deve chiedere al momento della prenotazione come si entra e quali tavoli sono raggiungibili senza scale.

Con i ragazzi

Una serata in club fino a mezzanotte, di lunedì, non è pensata per bambini piccoli. Un ragazzo che studia tromba, clarinetto o sassofono, invece, può trarne moltissimo: il jazz degli anni Venti è quello in cui i fiati si sentono meglio, uno per uno.

Cosa portare

La prenotazione confermata e nient'altro di speciale. L'abbigliamento è libero; chi vuole può concedersi un tocco anni Venti, e in una serata così nessuno lo troverà fuori luogo. A inizio ottobre la sala può essere fresca all'ingresso e calda a serata avanzata: meglio un capo da togliere e rimettere.

Inizio ottobre a Roma: il jazz torna al chiuso

I primi giorni di ottobre segnano il passaggio dalla stagione dei festival all'aperto a quella delle sale. Le serate sono ancora miti, ma la musica rientra nei club.

Il clima

Le serate di inizio ottobre sono in genere miti, adatte a camminare. La pioggia d'autunno a Roma può essere improvvisa: un ombrello in borsa non è mai sprecato.

Il jazz dopo il 5 ottobre

A novembre il Roma Jazz Festival occupa Auditorium e Casa del Jazz. Chi ama i club può alternare l'Alexanderplatz con il Gregory's Jazz Club, vicino a Trinità dei Monti.

Una curiosità su Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz Jazz Club — 5 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda lo strumento al centro del progetto. Il C melody sax, il sassofono in Do suonato da Frankie Trumbauer, negli anni Venti era diffusissimo per una ragione molto pratica: essendo intonato in Do, poteva leggere la stessa parte del pianoforte e del violino senza trasporre. Per un dilettante che suonava in casa sugli spartiti delle canzoni era un vantaggio enorme. Dopo gli anni Trenta lo strumento uscì di scena, e oggi pochissimi musicisti lo suonano in pubblico.

La seconda curiosità è la fotografia. Ken Burns, nel suo documentario Jazz del 2001, scelse come immagine simbolo del jazz proprio una foto di Trumbauer con il suo C melody sax Holton: la si vede nelle sigle di apertura e di chiusura di tutti gli episodi. Un musicista che il grande pubblico conosce poco è diventato, senza che quasi nessuno lo sappia, il volto del jazz in televisione.

La terza riguarda il cinema. Nel 2008 due incisioni di Trumbauer con Beiderbecke, Ostrich Walk e There'll Come a Time, sono finite nella colonna sonora del film Il curioso caso di Benjamin Button, tratto da un racconto di Francis Scott Fitzgerald, lo scrittore che all'età del jazz diede il nome.

Una cosa che non ti dice nessuno su Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz Jazz Club — 5 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che il jazz degli anni Venti è il più difficile da suonare bene, proprio perché sembra facile. Le melodie sono cantabili, gli accordi semplici, i tempi ballabili. Ma il suono d'insieme di una piccola orchestra di Chicago vive di dettagli: la pronuncia dei fiati, il modo di attaccare le note, l'equilibrio fra tromba, clarinetto e trombone che si intrecciano senza pestarsi i piedi. Chi lo suona male fa un'imitazione da film; chi lo suona bene fa musica viva.

La seconda cosa riguarda gli orari dei club. L'arco indicato dal calendario ufficiale, dalle 20:00 a mezzanotte, non coincide con la durata del concerto. È la serata del club: apertura, cena, musica. Chi arriva alle 20:00 aspettandosi il primo brano resta un po' con il menu in mano; chi arriva alle 22:00 pensando di trovare posto rischia di sedersi in fondo. La soluzione è quella dei frequentatori abituali: prenotare, arrivare all'apertura, cenare con calma.

La terza è che il lunedì è la sera migliore per i club. Il pubblico è più raccolto, fatto di appassionati e di musicisti che nel fine settimana suonano altrove e il lunedì vengono ad ascoltare. È la sera in cui un jazz club somiglia di più a quello che dovrebbe essere.

Il consiglio che ti do per visitare Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz Jazz Club — 5 ottobre 2026

Il consiglio è di prepararsi con un solo ascolto: Singin' the Blues, il disco del 1927 di Frankie Trumbauer con Bix Beiderbecke ed Eddie Lang. Sono tre minuti. Ascoltalo il pomeriggio, due volte: la prima per la melodia, la seconda per l'assolo del sassofono. Poi, la sera, sentirai il C melody sax dal vivo e capirai subito di che cosa parla il progetto della band.

Prenota con qualche giorno di anticipo e chiedi tre cose: il prezzo della formula con cena e quello del solo ascolto, se esiste; l'orario del primo set; un tavolo con vista sul palco. Con sei musicisti sul palco la vista conta: vedere il trombone rispondere alla tromba, il clarinetto infilarsi tra i due, è la lezione di jazz più chiara che si possa avere.

Se vieni con qualcuno che il jazz lo ascolta poco, portalo senza esitare. Il jazz degli anni Venti è il più accessibile di tutti: melodie che si ricordano, ritmo che si sente nel corpo, nessuna astrazione. Molti appassionati sono entrati nel jazz proprio da questa porta.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Lo sanno gli appassionati, ma lo si ricorda poco: il jazz di Chicago degli anni Venti fu in gran parte opera di ragazzi. Bix Beiderbecke aveva ventitré anni quando incise Singin' the Blues, Trumbauer venticinque. Il jazz che oggi ci suona antico era, allora, la musica più giovane e scandalosa d'America, quella che i genitori non volevano sentire in casa.

La Crazy Quilt Little Orchestra si presenta come un giovane sestetto di appassionati, e in questo c'è una fedeltà allo spirito dell'epoca più profonda di qualsiasi ricostruzione filologica. Musicisti giovani che suonano la musica di musicisti giovani di cent'anni fa: il cerchio si chiude.

L'altro fatto risaputo e poco citato riguarda l'Alexanderplatz. DownBeat, la rivista di jazz più nota al mondo, lo ha inserito tra i cento jazz club più importanti del pianeta, unico in Italia secondo quanto riporta il club stesso. A questo si aggiunge la menzione del Django d'Or, il premio francese dedicato al jazz. Un sestetto romano che suona Trumbauer in una sala con questo curriculum ha il contesto giusto.

La foto giusta da fare a Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz Jazz Club — 5 ottobre 2026

La foto giusta è quella della fila dei fiati. In un sestetto di jazz anni Venti tromba, clarinetto o sassofono e trombone si dispongono spesso uno accanto all'altro, e quando attaccano insieme un ritornello la scena è quella delle vecchie fotografie delle orchestre di Chicago. Scatta senza flash, dal tavolo, in un momento di insieme e non durante un assolo.

La seconda foto da cercare è il C melody sax da vicino. È uno strumento che molti non hanno mai visto: somiglia a un contralto un po' cresciuto, con il collo leggermente curvo. Nella pausa tra i due set, se il musicista è disponibile, chiedere di vederlo è un gesto che nei club è ben accolto.

All'esterno, l'insegna dell'Alexanderplatz illuminata in via Ostia, con la strada quieta di Prati intorno, è l'inquadratura da portare a casa. Chi arriva dalla fermata Cipro ha lungo il percorso le mura vaticane illuminate, con i torrioni che la sera prendono una luce calda: una veduta monumentale di Roma dove quasi nessuno si ferma a fotografare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di un club si misura nei riconoscimenti e nelle attività che lo attraversano. L'associazione Sound&Image, che gestisce l'Alexanderplatz, ha organizzato per vent'anni, dal 1995 al 2015, il festival estivo Sound&Image, e tra il 2011 e il 2015 ha diretto la Casa del Jazz. Nell'estate del 2021, all'uscita dalla pandemia, ha organizzato il festival Jazz&Image al Parco del Celio, dal 12 agosto al 28 settembre, e a fine agosto la rassegna Paestum in Jazz nel parco archeologico campano.

Il club rivendica di essere stato un punto di riferimento nella riapertura della musica dal vivo dopo la pandemia. Negli stessi anni il marchio Alexanderplatz è entrato nel Festival Jazz dell'Aquila con la formula Jazz is Back, sostenuta dalla rete I-Jazz, che ha dedicato al club un palco.

La storia più ampia del quartiere è un'altra. Prati nasce dopo il 1870 sulle terre agricole che separavano il Vaticano dal Tevere, e le sue strade dritte furono disegnate per la nuova capitale del Regno.

Chi è passato da Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz Jazz Club — 5 ottobre 2026

Il club non pubblica un elenco completo dei musicisti ospitati nella sua storia, e non ne ricostruisco uno a memoria. Posso dire con certezza chi passa da qui in questa stagione: il calendario ufficiale mostra una programmazione quasi quotidiana di jazz, blues e soul, con formazioni romane e ospiti, dalla Fulvio Tomaino Band al piano solo di Domenico Sanna nei primi giorni di ottobre.

Chi passa da questa serata, in un certo senso, è anche una generazione intera di musicisti americani. Attraverso il repertorio della Crazy Quilt Little Orchestra arrivano in via Ostia Frankie Trumbauer e Bix Beiderbecke, Eddie Lang e Jack Teagarden, Hoagy Carmichael e il giovane Benny Goodman, Paul Whiteman e Jean Goldkette con le loro orchestre. E dietro Trumbauer, come un'ombra, Lester Young, che lo indicò come il suo modello.

Sul palco, poi, ci sono i musicisti romani della band, da Marco Curti al C melody sax ad Amira D'Apote alla tromba e Diego Cataldo al trombone, con la sezione ritmica della serata. Sono loro a tenere vivo un repertorio che altrimenti resterebbe nei dischi a 78 giri.

Cosa vedere intorno all'Alexanderplatz il giorno del concerto

Il club è una buona base per una giornata tra Prati e il Vaticano, tutta percorribile a piedi.

San Pietro al tramonto

Piazza San Pietro e la basilica di San Pietro sono a una ventina di minuti a piedi da via Ostia. Al tramonto la piazza si svuota e la luce sul colonnato del Bernini è la migliore della giornata.

Castel Sant'Angelo e il Tevere

Castel Sant'Angelo e il ponte degli angeli sono sulla strada per chi arriva dal centro. La passeggiata sul lungotevere, al calar della sera, è il modo più romano per arrivare a un concerto.

Domande frequenti sulla Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz

Quando suona la Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz?

La Crazy Quilt Little Orchestra suona all'Alexanderplatz Jazz Club lunedì 5 ottobre 2026. La pagina ufficiale del club indica la serata dalle 20:00 a mezzanotte, con la sala che apre per la cena e la musica nella parte centrale e finale. L'orario del primo set si chiede al club prenotando.

Che musica suona la Crazy Quilt Little Orchestra?

La Crazy Quilt Little Orchestra suona jazz degli anni Venti in stile Chicago, con arrangiamenti originali. Il filo conduttore è il sassofonista Frankie Trumbauer e il suo C melody sax; tra i riferimenti la band cita Bix Beiderbecke, Jack Teagarden, Hoagy Carmichael e Benny Goodman. La scaletta del 5 ottobre non è pubblicata.

Dove si trova l'Alexanderplatz Jazz Club?

L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, 00192 Roma, nel quartiere Prati, a pochi minuti a piedi dalle mura vaticane. Le fermate più comode sono Ottaviano e Cipro della metro A.

Quanto costa la serata della Crazy Quilt Little Orchestra?

La pagina ufficiale della serata della Crazy Quilt Little Orchestra all'Alexanderplatz non pubblica il prezzo. Il costo, con o senza cena, si chiede al club al momento della prenotazione, per telefono al numero 06 86781296, su WhatsApp o per email all'indirizzo indicato sul sito.

Chi era Frankie Trumbauer?

Frankie Trumbauer era un sassofonista americano, nato nel 1901 e morto nel 1956, maestro del C melody sax. La sua incisione di Singin' the Blues del 1927 con Bix Beiderbecke è nella Grammy Hall of Fame, e Lester Young lo indicò come la sua influenza principale.

Cos'è il C melody sax?

Il C melody sax è il sassofono intonato in Do, di taglia intermedia tra contralto e tenore, molto diffuso negli anni Venti e oggi raro. Nella Crazy Quilt Little Orchestra lo suona Marco Curti, ed è lo strumento protagonista del progetto dedicato a Frankie Trumbauer.

Si può cenare all'Alexanderplatz durante il concerto?

Sì, all'Alexanderplatz la serata comincia con la cena e prosegue con la musica dal vivo: è la formula abituale del club. Il tavolo prenotato resta la propria postazione per tutto il concerto. Menu e prezzi si chiedono al club prenotando.

In chiusura

Consiglio questa serata a due tipi di persone: a chi ama il jazz e non ha mai sentito dal vivo il suono degli anni Venti, e a chi il jazz lo teme perché lo immagina difficile. Agli uni e agli altri la Crazy Quilt Little Orchestra offre la stessa cosa: la musica da cui tutto è cominciato, suonata con cura in una sala nata per ascoltarla. Prenota, arriva alle otto, ascolta Singin' the Blues nel pomeriggio e lascia il telefono in tasca.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più. Come funzionano

Tagsautunnoche fare a Romaconcertodi seraeventi romajazzmusica classicamusica dal vivoostiaRomaspettacoli dal vivovita notturna

Contact Information

Data Evento5 Ottobre 2026 20:00
IndirizzoAlexanderplatz Jazz Club, Via Ostia 9, 00192 Roma Prati, Roma, Roma Città