Blade Runner Cine-Concert all’Auditorium Parco della Musica — 8 novembre 2026
Blade Runner Cine-Concert è in programma domenica 8 novembre 2026 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, con due proiezioni: alle 17:00 e alle 21:00, secondo il calendario del Romaeuropa Festival che presenta la serata in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il film di Ridley Scott scorre su un grande schermo in alta definizione mentre The Avex Ensemble esegue dal vivo la colonna sonora di Vangelis, in sincrono con le immagini. Durata 138 minuti con intervallo, film in lingua inglese con sottotitoli in italiano, visione consigliata dai 14 anni in su. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 (fermate Flaminia/Reni o Apollodoro), oppure con l'autobus 910 da Termini. Sui prezzi le fonti non concordano: il Romaeuropa Festival indica biglietti da 50 a 60 euro, il sito dell'Auditorium li presenta a partire da 40 euro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival, su quello dell'Auditorium Parco della Musica e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.

Blade Runner Cine-Concert a Roma: la serata in breve
Blade Runner Cine-Concert porta a Roma, in prima nazionale, lo spettacolo in cui la partitura elettronica scritta da Vangelis per il film del 1982 viene suonata dal vivo mentre il film scorre sullo schermo. È uno degli appuntamenti musicali del Romaeuropa Festival 2026, ospitato nella sala più grande dell'Auditorium.
Due proiezioni nello stesso giorno
Il calendario del festival indica due orari, domenica 8 novembre alle 17:00 e alle 21:00. La pagina dell'Auditorium riporta la replica serale delle 21:00: chi compra conviene che controlli l'orario stampato sul biglietto, perché le due proiezioni sono spettacoli distinti con posti distinti. La doppia data è la notizia delle ultime settimane: il festival ha aggiunto la replica pomeridiana dopo le prime vendite.
Durata, lingua ed età
Lo spettacolo dura 138 minuti con un intervallo. Il film è proiettato in versione originale inglese con sottotitoli italiani, quindi senza il doppiaggio storico: le voci sono quelle di Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young. Il festival consiglia la visione dai 14 anni in su, per la violenza di alcune scene e per il tono cupo del racconto.
Chi produce lo spettacolo
Blade Runner LIVE, questo il titolo internazionale, è una produzione di Avex Classics International, realizzata in accordo con Warner Bros. La versione del film scelta per il cine-concerto è The Final Cut del 2007, l'edizione restaurata e rimontata che Ridley Scott considera definitiva. A Roma lo spettacolo è presentato dal Romaeuropa Festival in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Cosa si vede e si ascolta al Blade Runner Cine-Concert
Al Blade Runner Cine-Concert il pubblico vede il film intero e ascolta la colonna sonora eseguita dal vivo da The Avex Ensemble, sincronizzata con le immagini per la prima volta, come sottolineano sia il festival sia la produzione.
Una partitura nata per il sintetizzatore
La difficoltà, e il fascino, risiedono nella natura della musica. La colonna sonora di Blade Runner non è scritta per un'orchestra sinfonica: è costruita su sintetizzatori, tappeti elettronici, suoni sospesi, e alterna melodie di impianto classico a timbri futuristici, al servizio dello stile noir e rétro voluto da Scott. Portarla sul palco significa ricostruire dal vivo suoni che per decenni sono esistiti solo in registrazione. È la ragione per cui questo cine-concerto è diverso dalle proiezioni con orchestra che il pubblico romano conosce: qui l'ensemble lavora con tastiere e strumenti elettronici, oltre agli strumenti acustici.
I brani che il pubblico riconosce
Il film contiene alcune delle pagine più note di Vangelis. C'è il Love Theme, con l'assolo di sassofono che nella registrazione originale era di Dick Morrissey, storico collaboratore del compositore. C'è Tales of the Future, cantato nella colonna sonora originale da Demis Roussos, l'amico degli Aphrodite's Child. C'è One More Kiss, Dear, affidato nel film alla voce di Don Percival. E ci sono i titoli di apertura, con il paesaggio industriale di Los Angeles attraversato dalle fiammate delle ciminiere.
La trama in poche righe
Los Angeles, 2019. Il detective Rick Deckard, interpretato da Harrison Ford, viene richiamato in servizio come cacciatore di replicanti: quattro androidi fuggiti dalle colonie extramondo sono tornati sulla Terra. La missione si complica quando Deckard si innamora di Rachael, interpretata da Sean Young, una replicante creata dalla Tyrell Corporation. È la sintesi che lo stesso festival pubblica, e basta per entrare in sala anche senza aver mai visto il film.
Blade Runner, il film di Ridley Scott
Blade Runner è un film del 1982 diretto da Ridley Scott, tratto dal romanzo Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick e sceneggiato da Hampton Fancher e David Webb Peoples. È considerato uno dei massimi esempi del neo-noir e uno dei film di fantascienza più apprezzati.
Dal romanzo al set
Il romanzo di Dick, uscito nel 1968 con il titolo originale Do Androids Dream of Electric Sheep?, attirò presto l'interesse del cinema. La prima sceneggiatura di Fancher prevedeva un film a basso costo, quasi tutto in interni. Ridley Scott aderì al progetto il 21 febbraio 1980, allora intitolato Dangerous Days, e lo trasformò in un noir urbano. Scelse la parola replicante perché androide, a inizio anni Ottanta, gli sembrava consumata. Il titolo Blade Runner venne da un romanzo di Alan E. Nourse del 1974.
Le riprese
Le riprese cominciarono il 9 marzo 1981 e durarono quattro mesi, negli studi di Burbank, dove furono ricostruite le strade di una Los Angeles futura. Come location vennero usati il Bradbury Building per l'appartamento di J. F. Sebastian e la Union Station di Los Angeles per l'interno del palazzo di polizia; l'appartamento di Deckard si ispira alla Ennis House di Frank Lloyd Wright. Si girò spesso di notte, sotto pioggia artificiale.
Lo stile visivo
Scott indicò come fonti la rivista francese di fumetti Métal Hurlant e il dipinto Nighthawks di Edward Hopper, e si ispirò al panorama di Hong Kong e al paesaggio industriale della sua città natale, South Shields. Il concept artist fu Syd Mead; gli effetti speciali furono supervisionati da Douglas Trumbull e Richard Yuricich. Blade Runner è uno degli ultimi grandi film di fantascienza senza effetti creati al computer: la panoramica iniziale della città è un modellino a prospettiva forzata profondo circa quattro metri e mezzo.
Il cast
Accanto a Harrison Ford e Sean Young recitano Rutger Hauer nel ruolo del replicante Roy Batty, Daryl Hannah come Pris, Edward James Olmos come Gaff, M. Emmet Walsh come Bryant, William Sanderson come J. F. Sebastian, Brion James come Leon, Joe Turkel come Eldon Tyrell e Joanna Cassidy come Zhora. Olmos inventò il Cityspeak, la lingua mescolata parlata nelle strade del film.
The Final Cut, la versione proiettata
La versione proiettata al Blade Runner Cine-Concert è The Final Cut, pubblicata da Warner Bros. nel 2007 per il venticinquesimo anniversario del film: è l'unica sulla quale Ridley Scott ha avuto pieno controllo artistico.
Sette versioni di uno stesso film
Del film esistono sette versioni diverse. Nel 1982 uscì la versione cinematografica con una voce narrante fuori campo e un lieto fine aggiunti dopo anteprime deludenti. Nel 1992 arrivò la director's cut, senza voce narrante e con la sequenza del sogno dell'unicorno. Nel 2007 The Final Cut aggiunse ritocchi di immagine, sfondi migliorati, voci risincronizzate e un restauro digitale completo di immagine e suono.
Perché conta per il concerto
La scelta della Final Cut ha un effetto pratico: niente voce narrante, e quindi più spazio alla musica. Nelle scene in cui Deckard cammina per le strade o osserva le fotografie, a parlare sono le immagini e la partitura. È il montaggio che valorizza di più il lavoro di Vangelis, ed è una buona notizia per chi viene soprattutto ad ascoltare.
La colonna sonora di Vangelis: storia di un disco atteso
La colonna sonora di Blade Runner fu composta da Vangelis nel 1982, subito dopo l'Oscar vinto per Momenti di gloria, e divenne una delle sue opere più ammirate, pur restando per anni senza un'edizione discografica ufficiale.
Un album annunciato e mai uscito
I titoli di coda del film annunciavano un album della Polydor, che però non arrivò. Nel 1983 la musica ottenne le candidature al BAFTA e al Golden Globe per la migliore colonna sonora. Per colmare il vuoto, nel 1982 la New American Orchestra ne registrò una versione orchestrale; alcuni brani comparvero nel 1989 nella raccolta Themes. L'edizione ufficiale arrivò solo negli anni Novanta: sulla data le fonti non concordano, perché la voce enciclopedica sul film la lega all'uscita della director's cut del 1992, mentre la discografia di Vangelis indica il 1994. Nel frattempo circolarono moltissime registrazioni pirata.
I musicisti della registrazione originale
Per alcuni arrangiamenti Scott si servì del compositore e pianista Peter Skellern. Demis Roussos cantò Tales of the Future, Don Percival One More Kiss, Dear, Dick Morrissey suonò il sassofono nel Love Theme. Un complesso tradizionale giapponese e l'arpista Gail Laughton contribuirono con un brano ciascuno.
Blade Runner Trilogy
Nel 2007, con la Final Cut, uscì il cofanetto di tre CD Blade Runner Trilogy: il primo disco ripropone l'album ufficiale, il secondo raccoglie musica scritta per il film e non usata nel montaggio, il terzo è un album inedito di Vangelis per il venticinquesimo anniversario.
Chi era Vangelis: la biografia
Vangelis, nome d'arte di Evangelos Odysseas Papathanassiou, è nato ad Agria, in Grecia, il 29 marzo 1943 ed è morto a Parigi il 17 maggio 2022. Compositore e polistrumentista, è considerato l'artista greco più conosciuto al mondo e uno dei maggiori autori di musica elettronica per il cinema.
Gli inizi e gli Aphrodite's Child
Cominciò a comporre a quattro anni, in gran parte da autodidatta, e rifiutò le lezioni: per tutta la vita non ebbe una conoscenza di base della scrittura musicale. Nei primi anni Sessanta fondò la band beat The Forminx, di successo in Grecia. Nel 1967 fondò con Demis Roussos e Loukas Sideras gli Aphrodite's Child, band di rock progressivo. Gli fu offerto il posto di tastierista degli Yes, ma lo rifiutò perché temeva di limitare la propria visione.
Londra e i Nemo Studios
La carriera solista partì nel 1973 con le musiche per due film del produttore francese Frédéric Rossif; il primo album solista è Earth, dello stesso anno. Trasferitosi a Londra, firmò con la RCA e lavorò nel suo studio privato, i Nemo Studios, dove nacquero Heaven and Hell (1975), Spiral (1977) e China (1979). Le musiche di Heaven and Hell furono usate nella serie televisiva Cosmo di Carl Sagan.
L'Oscar e il cinema
Nel 1982 vinse l'Oscar per la colonna sonora di Momenti di gloria di Hugh Hudson. Lo stesso anno iniziò la collaborazione con Ridley Scott, per il quale scrisse Blade Runner e, nel 1992, 1492 La conquista del paradiso. Fra le sue colonne sonore anche Missing di Costa-Gavras, Antarctica, Il Bounty, Luna di fiele di Roman Polanski, Alexander di Oliver Stone.
Jon e Vangelis, la NASA, lo spazio
Dal 1979 formò con Jon Anderson, voce degli Yes, il duo Jon and Vangelis, con diversi successi negli anni Ottanta. Nel 2001 registrò Mythodea, usata dalla NASA per la missione 2001 Mars Odyssey, e la eseguì in uno dei rarissimi concerti della sua carriera, al tempio di Zeus Olimpio di Atene. Nel 2016 pubblicò Rosetta, ispirato alla missione spaziale dell'ESA; nel 2021 Juno to Jupiter. Tra i riconoscimenti, la Legion d'Onore, il titolo di cavaliere delle Arti e delle Lettere, la Public Service Medal della NASA nel 2003 e l'asteroide 6354 Vangelis.
Vangelis e l'Italia
Il pubblico italiano conosce la sua musica anche senza saperlo. Il brano Hymne, dall'album Opéra Sauvage del 1979, fu riarrangiato nel 1985 e usato per decenni dalla Barilla; sue musiche sono state sigle e sottofondi di programmi come Linea verde e Geo e Geo. Come arrangiatore lavorò con Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Milva, Patty Pravo e i Krisma.
The Avex Ensemble e la produzione Blade Runner LIVE
The Avex Ensemble è la formazione che esegue la partitura di Vangelis nello spettacolo Blade Runner LIVE, prodotto da Avex Classics International e distribuito nei teatri e nelle sale da concerto di Europa e Nord America.
Uno spettacolo in tournée
La produzione è in circolazione da alcune stagioni: nel 2026 è in cartellone anche negli Stati Uniti, fra la fine di ottobre e novembre, pochi giorni prima della data romana. Il pubblico internazionale la conosce con lo stesso formato: film su grande schermo, musicisti sul palco, sincronizzazione al fotogramma.
Che cosa pubblicano gli organizzatori
Né il festival né l'Auditorium pubblicano l'organico dell'ensemble o il nome di chi dirige la serata romana. Il dato non è pubblicato: chi vuole sapere quanti musicisti saranno sul palco lo scoprirà entrando in sala. Resta il punto centrale della produzione, ripetuto da tutte le fonti ufficiali: è la prima volta che la partitura di Blade Runner viene eseguita dal vivo in sincrono con il film.
Biglietti per Blade Runner Cine-Concert
I biglietti per Blade Runner Cine-Concert sono in vendita sul sito del Romaeuropa Festival, che indica prezzi da 50 a 60 euro, e sul sito dell'Auditorium, che li presenta a partire da 40 euro.
Prezzi: due fonti, due cifre
Le fonti non concordano. Il Romaeuropa Festival riporta biglietti da 50 a 60 euro; l'Auditorium indica un prezzo a partire da 40 euro. La differenza dipende probabilmente dai settori della sala e dalle riduzioni, ma nessuna delle due pagine lo spiega. Il consiglio è verificare il prezzo effettivo al momento dell'acquisto, sul sito ufficiale.
Quale replica scegliere
La replica delle 17:00 finisce intorno alle 19:20, lasciando la serata libera per la cena. Quella delle 21:00 termina verso le 23:20: chi torna con i mezzi deve tenere conto degli orari festivi della domenica.
La Sala Santa Cecilia, dove si proietta Blade Runner
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale dell'Auditorium Parco della Musica: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per il repertorio sinfonico e inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung.
Com'è fatta
Il soffitto è composto da ventisei gusci di ciliegio americano, che disegnano l'acustica della sala. Il pubblico siede tutto intorno al palcoscenico, anche alle spalle dell'orchestra. Per un cine-concerto la disposizione cambia: lo schermo occupa la parte alta del palco, e i posti migliori sono quelli frontali, dove immagini e musicisti si vedono insieme.
Sopra una villa romana
La sala è costruita su un piano rialzato rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana e non è stato possibile scavare. Per le gallerie ci sono due soli ascensori: chi ha difficoltà a salire le scale arrivi con anticipo.
Il complesso
Per la storia completa del complesso di Renzo Piano, delle sue sale e della cavea, rimandiamo alla nostra scheda sull'Auditorium Parco della Musica.
Una curiosità su Blade Runner Cine-Concert all'Auditorium Parco della Musica — 8 novembre 2026
La curiosità più bella riguarda la battuta più famosa del film, e quindi il momento in cui, domenica 8 novembre, la sala farà silenzio. Il monologo finale di Roy Batty, quello che si chiude con i momenti perduti nel tempo come lacrime nella pioggia, fu l'ultima scena girata. In origine era più lungo e non conteneva le ultime due frasi. Fu Rutger Hauer a convincere Ridley Scott a tagliare la parte iniziale, osservando che un personaggio in punto di morte non avrebbe avuto il tempo di un lungo discorso, e fu lui a improvvisare il finale. Le parole più citate della fantascienza al cinema sono dunque, in buona parte, un'invenzione dell'attore sul set.
Sotto quel monologo scorre la musica di Vangelis, ed è qui che il cine-concerto cambia l'esperienza. In una proiezione normale la colonna sonora arriva dagli altoparlanti, fissata nella registrazione; in sala, domenica, sarà suonata da musicisti a pochi metri dal pubblico, con la precisione del fotogramma. È la differenza fra guardare una scena e sentirla accadere.
Una seconda curiosità riguarda la data del racconto. Il film è ambientato a Los Angeles nel novembre del 2019: un futuro che per il pubblico del 1982 era lontano, e che oggi è già passato da sette anni. Vedere Blade Runner a novembre, sette anni dopo il novembre immaginato da Scott, ha un sapore strano: il futuro del film è diventato il nostro passato recente, e la domanda sull'umanità delle intelligenze artificiali è diventata cronaca.
Blade Runner per chi non l'ha mai visto
Chi non ha mai visto Blade Runner non deve preoccuparsi: il cine-concerto è anche il modo migliore per scoprirlo, sul grande schermo e con la musica dal vivo.
Cosa sapere prima
I replicanti del film sono androidi organici creati dalla Tyrell Corporation, serie Nexus 6, più forti e intelligenti degli esseri umani ma con una vita limitata a circa quattro anni. Per riconoscerli si usa il test Voight-Kampff, un interrogatorio con un oculare puntato sull'occhio che misura le reazioni emotive. I blade runner sono gli agenti incaricati di ritirarli, cioè eliminarli.
La domanda che il film lascia aperta
Nelle versioni del 1992 e del 2007 alcuni indizi suggeriscono che lo stesso Deckard possa essere un replicante: il sogno dell'unicorno e l'origami a forma di unicorno lasciato dal collega Gaff. Scott, nel 2000, dichiarò di considerare Deckard un replicante. Il film non lo dice mai apertamente, e la discussione fra gli appassionati è ancora viva.
Una cosa che non ti dice nessuno su Blade Runner Cine-Concert all'Auditorium Parco della Musica — 8 novembre 2026
La cosa che pochi dicono è che la colonna sonora di Blade Runner, oggi considerata una delle più importanti della storia del cinema, per oltre dieci anni non è esistita come disco. Il pubblico del 1982 la ascoltava solo al cinema. Chi voleva riascoltarla a casa doveva accontentarsi della versione orchestrale registrata dalla New American Orchestra, che di Vangelis conservava le melodie ma non i suoni, oppure delle cassette pirata che circolavano fra gli appassionati. È anche per questo che la musica di Blade Runner ha avuto una vita quasi clandestina, fatta di copie e ricerche, prima di diventare un classico.
La seconda cosa riguarda la sala. Il cine-concerto non è un concerto con un film sullo sfondo, né un film con musica di sottofondo: è un equilibrio delicato, in cui i dialoghi originali restano e la musica dal vivo deve inserirsi senza coprirli. In una sala grande come la Santa Cecilia, con 2.756 posti disposti tutto intorno al palco, la posizione conta. Dai posti laterali e dalle gallerie alle spalle del palco lo schermo si vede male o non si vede, e i sottotitoli diventano faticosi. Chi sceglie il posto lo faccia guardando la pianta: frontale e non troppo vicino, per avere schermo e musicisti nello stesso colpo d'occhio.
Il consiglio che ti do per visitare Blade Runner Cine-Concert all'Auditorium Parco della Musica — 8 novembre 2026
Il consiglio è scegliere la replica in base a come si vuole vivere la giornata, e poi arrivare presto. Con la proiezione delle 17:00 si può arrivare all'Auditorium in pieno giorno, attraversare il Villaggio Olimpico con la luce, prendere un caffè nel foyer e uscire alle sette e mezza per cenare con calma. Con quella delle 21:00 si entra nella notte come il film, con la città già buia e le luci dell'Auditorium accese: la cornice più giusta per un noir, a nostro giudizio, ma con il ritorno dopo le 23 di una domenica.
Secondo punto: ripassare il film. Non è necessario, ma aiuta. Chi l'ha visto anni fa, magari in televisione in una delle versioni con la voce narrante, troverà nella Final Cut un film diverso, più lento e più ipnotico. Rivedere su un piccolo schermo i primi dieci minuti, la sera prima, prepara l'orecchio alla musica.
Terzo: leggere i sottotitoli senza farsene prigionieri. Il film è in inglese, e chi segue ogni riga rischia di perdersi la musica. I dialoghi di Blade Runner sono pochi e asciutti, le lunghe sequenze senza parole sono il cuore dello spettacolo. Lì conviene alzare gli occhi dal testo e ascoltare.
Infine, l'intervallo. Con 138 minuti e una pausa, conviene usarla per uscire dalla sala, prendere aria sulla piazza interna e rientrare per tempo: la seconda parte contiene il finale sul tetto e il monologo di Roy Batty, il momento per cui molti comprano il biglietto.
Come arrivare all'Auditorium per Blade Runner
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si trova in viale Pietro de Coubertin 30 e si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 53, 982 e 168; la metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si attraversa a piedi il Villaggio Olimpico fino all'ingresso. Dal centro storico è la soluzione più semplice.
Il 910 da Termini
L'autobus 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e ferma davanti all'Auditorium senza cambi. Di domenica valgono gli orari festivi: conviene controllare le partenze sul sito dell'azienda di trasporto prima di uscire.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso alle auto. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati; con la Sala Santa Cecilia piena due volte nello stesso giorno, le strade del quartiere si riempiono presto.
Il ritorno
Dopo la replica serale il tram 2 riporta a piazzale Flaminio. In alternativa, un taxi prenotato qualche minuto prima della fine: all'uscita di una sala da quasi tremila posti i taxi liberi spariscono rapidamente.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Philip K. Dick è l'autore del romanzo da cui nasce Blade Runner. Meno spesso si ricorda che Dick non vide mai il film finito. Lo scrittore aveva criticato una prima versione della sceneggiatura di Fancher, poi lesse la riscrittura di Peoples e ne fu soddisfatto; invitato negli studi, vide una ventina di minuti di prove degli effetti speciali e disse a Scott, entusiasta, che il mondo creato per il film era esattamente quello che aveva immaginato. Morì il 2 marzo 1982, poco dopo la fine della lavorazione e qualche mese prima dell'uscita americana del 25 giugno. Il film è dedicato a lui.
Un altro fatto noto e poco raccontato riguarda il successo. Oggi Blade Runner è un film di culto, ma all'uscita in Nord America incassò poco: 6,15 milioni di dollari nel primo fine settimana e circa 27,5 milioni in totale, a fronte di un budget stimato intorno ai 28 milioni. Nelle stesse settimane il pubblico preferiva E.T. l'extra-terrestre, una fantascienza rassicurante, opposta alla distopia di Scott. Furono le riprese nei cinema di tutto il mondo, e poi le edizioni successive, a costruire il mito. Nel 1993 la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti lo ha scelto per la conservazione nel National Film Registry, come opera culturalmente, storicamente o esteticamente significativa.
La foto giusta da fare a Blade Runner Cine-Concert all'Auditorium Parco della Musica — 8 novembre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa: lo schermo e l'ensemble sono il cuore della serata, e il bagliore di un telefono in una sala buia disturba chiunque sia seduto dietro. La foto giusta si fa prima o dopo, all'esterno. Il soggetto è l'Auditorium di Renzo Piano, con i tre grandi gusci delle sale rivestiti di piombo che, visti di sera, sembrano scafi o carapaci appoggiati sul prato. È un'architettura che al buio, illuminata, ha davvero qualcosa della città futura di Blade Runner: volumi scuri, luci calde, riflessi sul bagnato se piove.
Il punto migliore è la cavea, la piazza a gradoni al centro del complesso, da cui si vedono le sale una accanto all'altra. Con la replica delle 17:00, all'uscita il cielo è già blu scuro, l'ora migliore per fotografare le sale con le luci accese e un po' di chiarore residuo. Con quella delle 21:00 la foto si fa all'arrivo, verso le 20:30, con il complesso già illuminato.
Chi ama le citazioni può cercare un'inquadratura dal basso, con i gusci che occupano il cielo e le persone piccole in basso: è la stessa grammatica visiva di Scott, che mette gli esseri umani sotto architetture enormi. E se la sera di novembre regala un po' di pioggia, meglio ancora: l'asfalto bagnato del Villaggio Olimpico sotto i lampioni è il set più vicino a Los Angeles 2019 che Roma possa offrire.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in una parte di Roma costruita nel Novecento.
Il Villaggio Olimpico
È il quartiere che si attraversa a piedi scendendo dal tram, costruito per le Olimpiadi e oggi residenziale. Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il museo MAXXI; poco lontano, il Teatro Olimpico, che in queste settimane ospita altri spettacoli del festival come Le Pas du Monde del Collectif XY.
Verso il Tevere e Ponte Milvio
Scendendo verso il fiume si arriva al Ponte della Musica e al Foro Italico; più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio, uno dei punti d'incontro serali di Roma nord.
Altre musiche per lo schermo all'Auditorium
Chi ama le colonne sonore elettroniche può segnare anche il concerto di Kyle Dixon e Michael Stein con le musiche di Stranger Things, all'Auditorium il 19 novembre 2026: due compositori che dichiarano apertamente il debito verso i sintetizzatori degli anni Ottanta.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
L'area dell'Auditorium ha una storia molto più antica del complesso. Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo. Renzo Piano dovette modificare il progetto: due delle tre sale furono spostate verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia, e la Sala Santa Cecilia fu costruita su un piano rialzato, senza scavare.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti.
Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, furono inaugurate la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma. Nel 2020 il consiglio comunale ha deciso di intitolarlo a Ennio Morricone, il compositore che più di ogni altro ha legato il nome di Roma alla musica per il cinema.
Blade Runner Cine-Concert si inserisce proprio in questa doppia vocazione, musica e cinema, che il complesso coltiva da oltre vent'anni: una sala sinfonica che per una domenica diventa sala cinematografica, nel nome di un compositore di colonne sonore.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
La Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato e per le gallerie ci sono due soli ascensori: chi ha esigenze di accessibilità deve contattare la Fondazione Musica per Roma, all'indirizzo info@musicaperroma.it, prima dell'acquisto.
Con i ragazzi
Il festival consiglia la visione dai 14 anni in su. Per un ragazzo appassionato di fantascienza, di videogiochi o di musica elettronica è un'occasione rara: vedere come nasce dal vivo un suono che conosce solo dalle cuffie. Per i più piccoli il film è troppo cupo e troppo lungo.
Arrivare puntuali
Con un film in sincrono con la musica, lo spettacolo parte all'ora indicata e non si ferma. Entrare in ritardo significa perdere i titoli di apertura, una delle pagine musicali più belle della serata.
Dove mangiare
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Nel quartiere, fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini, ci sono pizzerie e trattorie frequentate soprattutto dai residenti; a Ponte Milvio l'offerta è più ampia e i locali restano aperti fino a tardi.
Chi è passato da Blade Runner Cine-Concert all'Auditorium Parco della Musica — 8 novembre 2026
Sul palco della Sala Santa Cecilia, domenica 8 novembre, sale The Avex Ensemble; sullo schermo, sopra di loro, passano Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Daryl Hannah, Edward James Olmos, Joanna Cassidy, M. Emmet Walsh, William Sanderson, Brion James, Joe Turkel. E con loro, invisibili ma presenti, Ridley Scott, Philip K. Dick, Syd Mead, Douglas Trumbull, e naturalmente Vangelis, con i musicisti della registrazione originale: Demis Roussos, Dick Morrissey, Peter Skellern, Don Percival.
La sala che li accoglie ha una storia di grandi presenze. È stata inaugurata il 21 dicembre 2002 dall'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Myung-whun Chung, e da allora è la casa della stagione sinfonica dell'Accademia. Nella stagione 2026/2027 la stessa sala ospita direttori e solisti come Kirill Petrenko, Martha Argerich e Charles Dutoit, Joe Hisaishi, il compositore delle colonne sonore di Miyazaki, che porta a Roma un altro modo di intendere la musica per lo schermo.
Il complesso intero porta il nome di Ennio Morricone, e le sale quelli di Goffredo Petrassi, Giuseppe Sinopoli e Santa Cecilia; la cavea quello di Luciano Berio. Vangelis, che non amava i concerti e ne fece pochissimi nella sua vita, entra in questo pantheon in un modo che gli somiglia: attraverso la sua musica suonata da altri, sotto le immagini del film che l'ha reso immortale. Per il Romaeuropa Festival, che ogni autunno porta a Roma artisti da tutto il mondo, è una delle serate che uniscono il pubblico del cinema e quello della musica, come la vicina Chara Kotsali al Mattatoio univa danza e arti visive.
Domande frequenti su Blade Runner Cine-Concert
Quando è Blade Runner Cine-Concert a Roma?
Blade Runner Cine-Concert è in programma domenica 8 novembre 2026 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Sala Santa Cecilia. Il Romaeuropa Festival indica due proiezioni, alle 17:00 e alle 21:00; la pagina dell'Auditorium riporta la replica delle 21:00. L'orario valido è quello stampato sul biglietto.
Quanto costano i biglietti del cine-concerto di Blade Runner?
I biglietti di Blade Runner Cine-Concert costano da 50 a 60 euro secondo il sito del Romaeuropa Festival, mentre il sito dell'Auditorium indica un prezzo a partire da 40 euro. Le due fonti non concordano: il prezzo effettivo va verificato al momento dell'acquisto sul sito ufficiale.
Quanto dura Blade Runner Cine-Concert?
Blade Runner Cine-Concert dura 138 minuti con un intervallo. La replica delle 17:00 finisce quindi intorno alle 19:20, quella delle 21:00 intorno alle 23:20. Il film proiettato è The Final Cut del 2007.
Il film è doppiato in italiano?
No, al Blade Runner Cine-Concert il film è proiettato in lingua inglese con sottotitoli in italiano. Si ascoltano quindi le voci originali di Harrison Ford, Rutger Hauer e Sean Young, mentre la colonna sonora di Vangelis è eseguita dal vivo da The Avex Ensemble.
Si può portare un ragazzo al cine-concerto di Blade Runner?
Il Romaeuropa Festival consiglia la visione di Blade Runner Cine-Concert dai 14 anni in su. Il film contiene scene violente e un'atmosfera cupa, e dura oltre due ore: per i ragazzi più grandi, appassionati di fantascienza o di musica elettronica, è un'esperienza rara.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini. Di domenica valgono gli orari festivi.
Chi suona la colonna sonora di Blade Runner dal vivo?
La colonna sonora di Blade Runner è eseguita da The Avex Ensemble, nella produzione Blade Runner LIVE di Avex Classics International, in accordo con Warner Bros. L'organico dell'ensemble per la serata romana non è pubblicato dagli organizzatori.
Il consiglio finale su Blade Runner Cine-Concert
Blade Runner Cine-Concert è, a nostro giudizio, una delle serate più riuscite del Romaeuropa Festival per chi ama il cinema: un film che ha cambiato l'immaginario del futuro, una musica che per anni si è potuta ascoltare solo in sala, e una sala da quasi tremila posti progettata per il suono. Il consiglio è scegliere un posto frontale, arrivare con largo anticipo e, se possibile, la replica delle 21:00, per entrare nel noir di Scott con la città già buia. Chi ha visto il film solo in televisione scoprirà quanto della sua forza stava nella musica; chi lo conosce a memoria lo sentirà respirare in un modo nuovo, con le note che nascono sul palco nello stesso istante in cui la pioggia cade sullo schermo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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