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Bande Nere all’Ar.Ma Teatro — 4 ottobre 2026

Domenica 4 ottobre 2026 alle 18:00 l'Ar.Ma Teatro, in via Ruggero di Lauria 22 (00192 Roma), ospita Bande Nere, lo spettacolo con cui la compagnia Sipario7 festeggia dieci anni di attività teatrale. Il testo, scritto e diretto da Francesco Bazzurri, racconta Giovanni de' Medici, detto Giovanni delle Bande Nere, l'ultimo grande condottiero dell'Italia rinascimentale, e il suo rapporto con la madre Caterina Sforza. In scena Gianmarco Cucciolla e Ilaria Mazza. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Cipro, a pochi minuti a piedi. I prezzi e le prenotazioni si chiedono direttamente alla compagnia, al 339 6459653 o scrivendo a info@sipario7.it.

È una replica unica, di domenica pomeriggio, in una sala piccola. Uno spettacolo che la compagnia presenta come intenso e viscerale, epico e umoristico insieme: un condottiero del Cinquecento che ripercorre la propria vita, e una madre che non gli lascia mai l'ultima parola.

Bande Nere all'Ar.Ma Teatro in breve

Bande Nere va in scena una sola volta, domenica 4 ottobre 2026 alle 18:00, all'Ar.Ma Teatro di via Ruggero di Lauria 22, nel quartiere Prati. È una produzione della compagnia romana indipendente Sipario7.

Data e orario

Una data sola, domenica 4 ottobre, con inizio alle 18:00. È un orario comodo per chi ha bambini grandi, per chi lavora il lunedì e per chi vuole cenare dopo lo spettacolo senza fretta. La durata non è stata comunicata.

Prenotazioni

Per informazioni e prenotazioni la compagnia indica il numero 339 6459653 e l'indirizzo info@sipario7.it. È il sistema delle sale indipendenti: si telefona, si lascia il nome, si ritira il biglietto all'ingresso. Il prezzo va chiesto al momento della prenotazione.

Il decennale di Sipario7

La replica del 4 ottobre ha un significato preciso per la compagnia: segna i dieci anni di attività di Sipario7. Bande Nere, già presentato in primavera, è lo spettacolo scelto per la festa.

Bande Nere: lo spettacolo

Bande Nere è una pièce ispirata alla figura storica di Giovanni de' Medici, detto Giovanni delle Bande Nere, che la compagnia descrive come l'ultimo grande condottiero dell'Italia rinascimentale. Il protagonista, noto anche come il Gran Diavolo, ripercorre la propria vita fra conflitti, visioni e subdoli tradimenti.

Un mondo che cambia

La presentazione dello spettacolo insiste su un punto: Giovanni vive in un mondo guerresco in trasformazione, dove l'esito di uno scontro viene ormai deciso dai colpi di cannone più che dalla forza d'urto della cavalleria pesante. È l'ultimo testimone di un'epoca destinata a scomparire, in cui l'onore e il coraggio lasciano il posto all'inganno e alla vigliaccheria. È un tema storico preciso, e insieme un tema di sempre: cosa resta di un uomo quando il suo mestiere diventa inutile.

Dal farsesco al serio

Il racconto procede per alternanza di registri, spaziando dal farsesco al serio, dall'impegnato al faceto. Non è quindi una ricostruzione in costume, e nemmeno una lezione di storia: è una partitura teatrale che usa la biografia di un condottiero per parlare d'altro.

Il cuore: madre e figlio

Il vero cuore dello spettacolo, dice la compagnia, è il rapporto fra Giovanni e la madre, Caterina Sforza, la Tigre di Forlì. Un legame feroce e distorto, che sfocia in un battibecco comico e grottesco capace di generare momenti surreali e insieme profondamente umani. Da questo contrasto nasce un impianto divertente e disturbante, ricco di riflessioni sull'essere umano, sulla guerra e sulla formazione dell'identità.

Due corpi in scena

In scena ci sono due attori, Gianmarco Cucciolla e Ilaria Mazza, che danno vita a una partitura fisica e dinamica in cui il corpo diventa strumento narrativo e campo di battaglia. Due interpreti per raccontare una vita di guerre significa affidare tutto al gesto, al ritmo, alla voce: il teatro povero nel senso migliore.

Chi era Giovanni delle Bande Nere

Ludovico di Giovanni de' Medici, detto Giovanni delle Bande Nere, nacque a Forlì il 6 aprile 1498 e morì a Mantova il 30 novembre 1526, a ventotto anni. Fu un condottiero del Rinascimento, esponente del ramo cadetto dei Medici detto Popolano, e l'ultimo importante capitano delle compagnie di ventura.

Un figlio di Caterina Sforza

Era figlio del fiorentino Giovanni de' Medici, detto il Popolano, e di Caterina Sforza, signora di Forlì e Imola, che si era difesa strenuamente da Cesare Borgia nella sua rocca. Fu battezzato Ludovico in onore dello zio Ludovico il Moro, duca di Milano; ma alla morte del padre, quando aveva pochi mesi, la madre gli cambiò il nome in Giovanni. Passò l'infanzia in un convento, mentre Caterina era prigioniera di Cesare Borgia.

Una giovinezza turbolenta

Morta la madre nel 1509, la tutela del ragazzo passò al canonico Francesco Fortunati e al ricchissimo fiorentino Jacopo Salviati, marito di Lucrezia de' Medici, figlia di Lorenzo il Magnifico. Salviati dovette rimediare spesso alle sue intemperanze, ma nel 1511 non riuscì a evitargli il bando da Firenze per l'uccisione di un coetaneo in una lite fra bande di ragazzi.

Il soldato del papa

Il battesimo del fuoco arrivò il 5 marzo 1516 nella guerra di Urbino, al seguito di Lorenzo de' Medici. Giovanni capì prima di altri che le armi da fuoco segnavano il tramonto della cavalleria pesante: per la sua compagnia scelse cavalli piccoli e leggeri, turchi o berberi, adatti a schermaglie e imboscate, e fece della mobilità l'arma decisiva. Impose disciplina e spirito di corpo a uomini che ne avevano pochissimo.

Perché Bande Nere

Il 1º dicembre 1521 morì papa Leone X, suo parente. Per manifestare il lutto Giovanni fece annerire le insegne della sua compagnia, che fino ad allora erano a righe bianche e viola. Da quel momento fu Giovanni delle Bande Nere, e le sue bande diventarono una formazione d'élite, l'ultimo e più importante esempio delle compagnie di ventura italiane.

Cambiare campo

Fra il 1521 e il 1526 Giovanni e le sue bande cambiarono più volte schieramento, dagli imperiali di Carlo V ai francesi di Francesco I e ritorno. Combatté a Vaprio d'Adda, alla Bicocca, sotto Pavia; nel gennaio 1524 attaccò di notte il campo del cavaliere Baiardo facendo oltre trecento prigionieri, e sconfisse gli svizzeri a Caprino Bergamasco. Nel febbraio 1525 fu ferito a una gamba da un colpo di archibugio in una scaramuccia prima della battaglia di Pavia.

Governolo e la morte

Nel 1526, con la lega di Cognac, papa Clemente VII gli affidò il comando delle truppe pontificie. Mentre altri si ritiravano, Giovanni attaccò a Governolo, alla confluenza del Mincio con il Po, i lanzichenecchi di Georg von Frundsberg scesi in Italia per punire il papa. La sera del 25 novembre un colpo di falconetto gli spezzò la gamba destra. Portato a Mantova nel palazzo di Aloisio Gonzaga, fu operato dal chirurgo Abramo Arié, che gli amputò la gamba; morì il 30 novembre. Fu sepolto in armatura nella chiesa di San Francesco a Mantova, e nel 1685 il corpo fu trasferito nelle Cappelle Medicee di Firenze.

Il padre di un granduca

Nel 1516 aveva sposato Maria Salviati, nipote di Lorenzo il Magnifico. Il loro figlio, Cosimo, sarebbe diventato granduca di Toscana. Con quel matrimonio Giovanni unì idealmente i due rami principali dei Medici, e attraverso Maria de' Medici fu antenato dei re di Francia a partire da Luigi XIII. Il condottiero morto a ventotto anni è all'origine di una dinastia che governò la Toscana per due secoli.

Caterina Sforza, la Tigre di Forlì

La madre di Giovanni, Caterina Sforza, è il secondo personaggio dello spettacolo, e per la compagnia il vero motore del racconto. Signora di Forlì e Imola, fu una delle donne più celebri del Rinascimento.

La difesa contro Cesare Borgia

Caterina è rimasta nella memoria per la resistenza opposta a Cesare Borgia nella rocca di Forlì. Sconfitta, fu fatta prigioniera: Giovanni passò l'infanzia lontano da lei, e a prendersi cura del bambino fu anche la sorellastra Bianca Riario, nata dal primo matrimonio di Caterina con Girolamo Riario.

Prigioniera a Roma

La prigionia di Caterina ebbe un luogo preciso: Castel Sant'Angelo, dove fu rinchiusa come prigioniera del papa. È un dettaglio che lega la storia di Bande Nere a Roma, e al quartiere del teatro: Castel Sant'Angelo è a una ventina di minuti a piedi dall'Ar.Ma.

Una madre in scena

Bazzurri sceglie di raccontare Giovanni attraverso il conflitto con questa madre ingombrante. La presentazione parla di un legame feroce e distorto, di un battibecco comico e grottesco. È una lettura teatrale, non storica: ma parte da un dato vero, quello di un figlio cresciuto nel mito di una madre guerriera.

Sipario7 e Francesco Bazzurri: la compagnia

Sipario7 è una compagnia teatrale indipendente romana fondata e guidata da Francesco Bazzurri, autore e regista di Bande Nere. Da oltre un decennio porta avanti, secondo le sue stesse parole, un percorso autonomo di ricerca scenica, producendo opere originali sostenute esclusivamente dal lavoro artistico e dal rapporto diretto con il pubblico.

Dieci anni fuori dai grandi circuiti

La compagnia rivendica di lavorare senza alcun tipo di aiuto, in una realtà teatrale lontana dai grandi circuiti. È una scelta che pesa: significa produrre con le proprie forze, trovare le sale, costruire il pubblico replica dopo replica. Arrivare a dieci anni in queste condizioni è un risultato.

Gli spettacoli

Sipario7 ha prodotto negli anni numerosi spettacoli originali, fra cui i monologhi Redpill, Schioppo, Sercio e Bar-Abba, presentati in diversi spazi teatrali della capitale e caratterizzati da una forte impronta autoriale e sociale. Nel 2022 la compagnia ha portato in scena Storie de Roma sparita; nel 2026, oltre a Bande Nere, Bazzurri ha firmato Morituri, andato in scena proprio all'Ar.Ma.

Bande Nere in primavera, alla Sala Lysistrata

Bande Nere è stato presentato nella primavera 2026: dal 17 al 19 aprile la compagnia lo ha presentato alla Sala Lysistrata di Roma. La replica di ottobre all'Ar.Ma è quindi il ritorno di uno spettacolo già rodato davanti al pubblico.

Il documentario

Nel marzo 2026 è stato pubblicato online il documentario Sipario7, il teatro che non chiede permesso, realizzato nell'ambito delle attività formative di Officina Pasolini, il laboratorio di alta formazione artistica della Regione Lazio. Cinque minuti di immagini, testimonianze e frammenti di lavoro scenico che raccontano un teatro nato fuori dai circuiti istituzionali.

L'Ar.Ma Teatro, sala indipendente di Prati

L'Ar.Ma Teatro è una sala off nata nel 2016 per iniziativa di Daria Veronese, autrice, regista e direttrice artistica, e di Massimo Sugoni, light designer e direttore tecnico. Si trova in via Ruggero di Lauria 22, fra Prati e il quartiere Trionfale.

Una sala per il teatro indipendente

La vocazione dichiarata dell'Ar.Ma è dare spazio a spettacoli piccoli e grandi, alla drammaturgia classica e contemporanea, a corsi e laboratori per adulti e bambini, a festival, rassegne, workshop e master class. È il profilo tipico delle sale di quartiere romane: palcoscenico la sera, scuola durante la settimana.

Il luogo giusto per Sipario7

Una compagnia che rivendica la propria indipendenza trova in una sala come questa l'interlocutore naturale. Non è un caso isolato: nel 2026 l'Ar.Ma ha già ospitato Morituri dello stesso Bazzurri, e il decennale si celebra quindi in una casa conosciuta.

Contatti della sala

Il teatro risponde allo 06 51964061 e all'indirizzo infoarmateatro@gmail.com. Per Bande Nere però le prenotazioni passano dalla compagnia, ai recapiti indicati nella presentazione dello spettacolo.

Come arrivare all'Ar.Ma Teatro per Bande Nere

L'Ar.Ma Teatro si raggiunge con la metro A, fermata Cipro, da cui si arriva a piedi in pochi minuti. La presentazione dello spettacolo indica proprio la fermata Cipro come riferimento.

In metropolitana

Da Termini la linea A in direzione Battistini porta a Cipro in circa venti minuti. La fermata Ottaviano è un'alternativa per chi arriva dalla zona di piazza del Risorgimento o da San Pietro.

In tram e autobus

Il quadrante fra viale Giulio Cesare, via Candia e piazza del Risorgimento è servito da molte linee di superficie, e il tram 19 ha il capolinea a piazza del Risorgimento. Di domenica le frequenze sono ridotte: conviene controllare il percorso sul calcolatore di ATAC prima di uscire.

In auto

La zona è fuori dalla ZTL del centro storico. La domenica pomeriggio il parcheggio è più facile che nei giorni feriali, ma resta un quartiere denso: meglio mettere in conto qualche minuto in più.

A piedi

Da piazza San Pietro si arriva costeggiando le mura vaticane in una ventina di minuti. Da Castel Sant'Angelo, con una passeggiata lungo via Crescenzio o attraverso Borgo, il tempo è simile.

Cosa vedere intorno all'Ar.Ma Teatro

La zona dell'Ar.Ma è una base comoda per una domenica fra il Vaticano e Prati, con uno spettacolo alle 18 a chiudere la giornata.

Il Vaticano

I Musei Vaticani e la Cappella Sistina sono a pochi minuti a piedi. Piazza San Pietro e la basilica sono a una ventina di minuti. La domenica i Musei hanno orari particolari, da controllare in anticipo.

Castel Sant'Angelo e il ponte

Per chi va a vedere Bande Nere, Castel Sant'Angelo e Ponte Sant'Angelo sono i luoghi romani della storia di Giovanni e di sua madre: la prigione di Caterina e il ponte della rissa che rese celebre il ragazzo. Una passeggiata lì prima dello spettacolo dà un'altra profondità alla serata.

Prati e Borgo

Per un giro con un filo conduttore c'è la guida Prati e Borgo: cosa vedere, che collega il quartiere al Tevere, e il Passetto di Borgo, il corridoio che unisce il Vaticano a Castel Sant'Angelo.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Con uno spettacolo alle 18, la domenica, le possibilità sono due: un pranzo lungo prima, o una cena con calma dopo.

Prima

Nella zona di Cipro e di via Candia si trovano pizzerie al taglio, forni e bar dove fare una merenda o un aperitivo leggero prima dello spettacolo.

Dopo

All'uscita, verso le 19:30 o poco dopo, le trattorie di Prati e le strade intorno a via Cola di Rienzo cominciano il servizio serale. È l'orario giusto per sedersi senza fretta. La domenica sera molti locali sono pieni di famiglie romane: prenotare è prudente.

Accessibilità e informazioni pratiche

La scheda pubblica dell'Ar.Ma Teatro non riporta dati sull'accessibilità della sala. Chi ha esigenze specifiche deve segnalarle al momento della prenotazione, al 339 6459653 o a info@sipario7.it, oppure chiedere direttamente al teatro allo 06 51964061.

Con i ragazzi

Bande Nere racconta una storia di guerre, tradimenti e morte, con momenti comici e grotteschi. Un ragazzo delle superiori che studia il Rinascimento può trovarlo un modo vivo per incontrare Machiavelli e i Medici fuori dal libro. Per i bambini piccoli non è lo spettacolo adatto.

Puntualità

Nelle sale piccole si entra e si prende posto nell'ordine di arrivo. Presentarsi un quarto d'ora prima delle 18 permette di ritirare i biglietti prenotati e di scegliere il posto.

Una curiosità su Bande Nere all'Ar.Ma Teatro — 4 ottobre 2026

La curiosità più bella è nel nome stesso dello spettacolo. Le bande di Giovanni non sono sempre state nere. Fino al dicembre 1521 le insegne della sua compagnia erano a righe bianche e viola. Quando il 1º dicembre di quell'anno morì papa Leone X, un Medici e suo protettore, Giovanni le fece annerire in segno di lutto. Il colore che lo ha reso immortale nasce quindi da un funerale, a Roma, e da un gesto di fedeltà verso il papa che lo aveva arruolato nelle milizie pontificie.

C'è anche una curiosità sul nome di battesimo. Il condottiero nacque Ludovico, in onore dello zio Ludovico il Moro. Fu la madre, Caterina Sforza, a ribattezzarlo Giovanni dopo la morte del marito, per portare avanti il nome del padre. Il figlio che lo spettacolo mette in scena in perenne conflitto con la madre porta, letteralmente, un nome scelto da lei.

E un'ultima curiosità, di cronaca scientifica. Nel 2012 i resti di Giovanni e della moglie Maria Salviati sono stati riesumati nelle Cappelle Medicee e studiati dalla divisione di paleopatologia dell'Università di Pisa. Le analisi hanno stabilito che la morte fu causata dalla setticemia seguita alla ferita di Governolo, scagionando il chirurgo che gli aveva amputato la gamba.

Una cosa che non ti dice nessuno su Bande Nere all'Ar.Ma Teatro — 4 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è quanto Giovanni delle Bande Nere sia legato a Roma. Lo si pensa come un personaggio toscano e lombardo, fra Firenze, Pavia e Mantova. Ma nel 1513 il giovane Giovanni seguì a Roma il tutore Jacopo Salviati, nominato ambasciatore, e qui fu iscritto nelle milizie pontificie grazie all'intercessione di Salviati presso Leone X.

E a Roma si guadagnò la prima fama. Sul ponte di Castel Sant'Angelo, con alcuni amici romani, affrontò un gruppo più numeroso di armati di Camillo Orsini, si scagliò contro il loro comandante, detto Brancaccio, e lo uccise. Non aveva ancora diciassette anni. La notizia fece scalpore, e il tutore dovette allontanarlo dalla città, prima a Napoli e poi di nuovo a Firenze.

La seconda cosa che non si dice è che i due papi della sua vita erano entrambi Medici: Leone X, per cui annerì le insegne, e Clemente VII, cugino di suo padre, che gli pagò i debiti e poi gli affidò le truppe pontificie. La storia di Giovanni è anche una storia di Roma papale, raccontata oggi a pochi passi dalle mura vaticane.

Il consiglio che ti do per visitare Bande Nere all'Ar.Ma Teatro — 4 ottobre 2026

Il consiglio è di trasformare lo spettacolo in un pomeriggio a tema. Parti alle 15:30 da Ponte Sant'Angelo, il luogo della rissa che rese famoso Giovanni. Guarda Castel Sant'Angelo, dove Caterina Sforza fu tenuta prigioniera. Poi cammina verso Prati e l'Ar.Ma, attraverso Borgo o lungo via Crescenzio: in una ventina di minuti sei a teatro, e alle 18 vedrai in scena la madre e il figlio di cui hai appena attraversato i luoghi.

Secondo consiglio: prenota, e fallo presto. È una replica unica, di domenica, in una sala piccola, per il decennale di una compagnia che ha un pubblico affezionato. Una telefonata al 339 6459653 risolve il problema.

Terzo: arriva sapendo poco. Non serve ripassare le guerre d'Italia per godersi lo spettacolo, che alterna registri e gioca con il grottesco. Basta sapere chi erano Giovanni e Caterina; il resto lo fanno i due attori. Dopo, a cena, si può discutere di quanto il teatro abbia preso dalla storia e quanto abbia inventato.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Lo sanno tutti che Machiavelli scrisse dei capitani di ventura con grande severità. Si cita meno spesso che proprio Giovanni delle Bande Nere fu ritenuto da Niccolò Machiavelli l'unico capace di difendere gli Stati italiani dalla discesa di Carlo V. Il condottiero più famoso dell'ultima stagione delle compagnie di ventura era, per il teorico delle milizie proprie, un'eccezione.

Un altro fatto risaputo e poco citato riguarda Pietro Aretino. Il poeta, fuggito da Roma, conobbe Giovanni e lo seguì fino alla morte. Fu testimone oculare delle sue ultime ore a Mantova e le raccontò in una lettera celebre, con l'immagine del condottiero che durante l'amputazione tiene da sé la candela per far luce al chirurgo. È grazie ad Aretino che la morte di Giovanni è diventata un pezzo di letteratura.

Infine il cinema: Giovanni delle Bande Nere ha ispirato diversi film, dal muto di Mario Caserini del 1911 a Condottieri di Luis Trenker del 1937, fino a Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi del 2001. Quasi un secolo di cinema intorno a un uomo morto a ventotto anni.

La foto giusta da fare a Bande Nere all'Ar.Ma Teatro — 4 ottobre 2026

Durante lo spettacolo non si fotografa: in una sala piccola la luce di uno schermo si vede da ogni punto e disturba due attori che lavorano sul corpo e sul ritmo. La foto giusta si fa prima e dopo.

Prima, la foto da fare è a Ponte Sant'Angelo, con Castel Sant'Angelo sullo sfondo: è il luogo in cui un Giovanni sedicenne si fece conoscere a Roma con la spada in mano. Nel tardo pomeriggio di inizio ottobre la luce sul Tevere è calda e laterale, la migliore della giornata.

All'Ar.Ma, la locandina di Bande Nere all'ingresso è il ricordo più onesto della serata, soprattutto per un decennale. Dopo lo spettacolo, se gli attori escono nel foyer come accade spesso nelle sale indipendenti, una foto con Gianmarco Cucciolla e Ilaria Mazza vale più di qualsiasi scatto rubato durante la replica.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'Ar.Ma Teatro ha una storia giovane: nasce nel 2016 da Daria Veronese e Massimo Sugoni, e da allora ospita spettacoli, corsi, laboratori e rassegne. Nel 2026 la sala ha accolto anche Morituri di Francesco Bazzurri, prima del decennale di ottobre.

La storia che conta, per questa serata, è quella che si svolse a poca distanza. Castel Sant'Angelo, a una ventina di minuti a piedi, fu la prigione di Caterina Sforza, quando la signora di Forlì fu catturata dopo la resistenza a Cesare Borgia. Sul ponte davanti al Castello, negli anni romani e prima dei diciassette anni, il giovane Giovanni uccise in una rissa il capo di un gruppo di armati degli Orsini. Nei palazzi vaticani, a pochi passi dal teatro, regnarono i due papi Medici che segnarono la sua carriera, Leone X e Clemente VII.

E fu proprio contro Clemente VII che si mossero i lanzichenecchi di Frundsberg, gli stessi che Giovanni affrontò a Governolo nel novembre 1526. Pochi mesi dopo la sua morte, nel maggio 1527, Roma subì il Sacco. Il condottiero che molti consideravano l'unico capace di fermare quella discesa era morto da sei mesi.

Il quartiere intorno al teatro, invece, è più recente: la zona fra le mura vaticane e Monte Mario era campagna fino all'Ottocento e si è urbanizzata dopo il 1870, con Roma capitale.

Chi è passato da Bande Nere all'Ar.Ma Teatro — 4 ottobre 2026

Sul palco dell'Ar.Ma, in questa serata, passano due attori, Gianmarco Cucciolla e Ilaria Mazza, e un autore e regista, Francesco Bazzurri, che con Sipario7 ha costruito in dieci anni un repertorio di monologhi e spettacoli originali. Dalla stessa sala, nel 2026, era già passato il suo Morituri.

Attraverso lo spettacolo passano i personaggi di una delle stagioni più feroci della storia italiana. Caterina Sforza, la Tigre di Forlì. Giovanni delle Bande Nere, il Gran Diavolo. E sullo sfondo Leone X e Clemente VII, Jacopo Salviati, il poeta Pietro Aretino che accompagnò Giovanni fino alla fine, Niccolò Machiavelli che lo stimava, Francesco Guicciardini che ne raccontò la morte nella Storia d'Italia, Carlo V e Francesco I che se ne contesero i servigi.

Quanto alla sala, l'Ar.Ma è gestita dai fondatori, Daria Veronese e Massimo Sugoni, e negli anni ha ospitato compagnie indipendenti, allievi dei corsi, rassegne e master class. È il tipo di teatro dove il pubblico conosce gli attori per nome, e dove un decennale si festeggia davvero.

Roma a inizio ottobre: il periodo dello spettacolo

La prima domenica di ottobre è il momento in cui le stagioni teatrali romane ripartono, dai grandi teatri alle sale indipendenti. Chi vuole confrontare questa serata con le grandi sale può guardare al Teatro Olimpico o al Brancaccio.

Il clima

Le giornate di inizio ottobre a Roma sono in genere miti, ma la pioggia autunnale arriva spesso all'improvviso. Per la passeggiata fra Castel Sant'Angelo e Prati un ombrello pieghevole è una buona idea.

Un altro palco vicino

A circa trecento metri dall'Ar.Ma, in via Ostia, c'è l'Alexanderplatz Jazz Club, storico locale di musica dal vivo. Chi vuole allungare la serata dopo lo spettacolo ha un'alternativa a due passi.

Domande frequenti su Bande Nere all'Ar.Ma Teatro

Quando va in scena Bande Nere all'Ar.Ma Teatro?

Bande Nere va in scena all'Ar.Ma Teatro domenica 4 ottobre 2026 alle 18:00, in una sola replica. È lo spettacolo con cui la compagnia romana Sipario7 festeggia i dieci anni di attività. Conviene arrivare un quarto d'ora prima per ritirare i biglietti.

Dove si trova l'Ar.Ma Teatro?

L'Ar.Ma Teatro si trova in via Ruggero di Lauria 22, 00192 Roma, fra Prati e il quartiere Trionfale. È a pochi minuti a piedi dalla fermata Cipro della metro A e a breve distanza dai Musei Vaticani.

Come si prenota Bande Nere?

Bande Nere si prenota direttamente con la compagnia Sipario7, al numero 339 6459653 o scrivendo a info@sipario7.it. Il prezzo del biglietto si chiede al momento della prenotazione. Con una replica unica in una sala piccola, meglio prenotare qualche giorno prima.

Di cosa parla Bande Nere?

Bande Nere racconta la vita di Giovanni de' Medici, detto Giovanni delle Bande Nere, l'ultimo grande condottiero del Rinascimento italiano, e soprattutto il suo rapporto feroce e comico con la madre Caterina Sforza. Lo spettacolo alterna registri, dal farsesco al serio.

Chi recita in Bande Nere?

In Bande Nere recitano Gianmarco Cucciolla e Ilaria Mazza, che costruiscono una partitura fisica e dinamica in cui il corpo è strumento narrativo e campo di battaglia. Testo e regia sono di Francesco Bazzurri, fondatore della compagnia Sipario7.

Perché si chiama Bande Nere?

Il nome Bande Nere viene dalle insegne della compagnia di Giovanni de' Medici, che il condottiero fece annerire in segno di lutto dopo la morte di papa Leone X, il 1º dicembre 1521. Prima erano a righe bianche e viola.

Bande Nere è adatto ai ragazzi?

Bande Nere può interessare i ragazzi delle superiori che studiano il Rinascimento, perché racconta Medici, papi e compagnie di ventura in modo vivo e anche comico. I temi di guerra e morte lo rendono poco adatto ai bambini piccoli.

In chiusura

Consiglio Bande Nere a chi ama la storia raccontata senza polvere e a chi vuole sostenere il teatro indipendente romano nel giorno di una festa vera. Fai la passeggiata da Ponte Sant'Angelo, prenota con una telefonata, siediti vicino alla scena. Il Gran Diavolo e la Tigre di Forlì, in una sala di Prati a due passi dal Vaticano dei papi Medici, sono un buon modo di cominciare la stagione.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento4 Ottobre 2026 18:00
IndirizzoAr.Ma Teatro, Via Ruggero di Lauria 22, 00192 Roma Prati, Roma, Roma Città

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