Mariotti. Le due Petite Messe al Teatro dell’Opera di Roma — 17 ottobre 2026
Michele Mariotti, direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma, dirige la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini nella seconda versione per soli, coro e orchestra sabato 17 ottobre 2026 alle 20:00 al Teatro Costanzi, in piazza Beniamino Gigli 7 (00184 Roma). Il concerto fa parte della stagione 2025/2026 della fondazione, con il titolo Mariotti. Le due Petite Messe. Sul palco l'Orchestra e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma, maestro del coro Ciro Visco, e quattro solisti: il soprano Emőke Baráth, il controtenore Carlo Vistoli, il tenore Dmitry Korchak e il basso Michele Pertusi. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170) e di via Depretis (70, 71). I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro; i biglietti si comprano lì, alla biglietteria del Costanzi e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Informazioni ai numeri 06 481601 e 06 4817003, prenotazioni telefoniche allo 06 48160255.
Mariotti e la Petite Messe al Costanzi in breve: data, ora, interpreti
La Petite Messe Solennelle diretta da Michele Mariotti va in scena una sola sera al Costanzi, sabato 17 ottobre 2026 alle 20:00, nella versione con orchestra che Rossini completò nel 1867. È un concerto della stagione sinfonica del Teatro dell'Opera, non un'opera in scena: niente regia, niente costumi, il palcoscenico occupato da orchestra e coro.
La locandina
Direttore Michele Mariotti; maestro del coro Ciro Visco; soprano Emőke Baráth; controtenore Carlo Vistoli; tenore Dmitry Korchak; basso Michele Pertusi. Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma. Il teatro avverte che il programma potrebbe subire variazioni.
Il titolo del progetto
Mariotti. Le due Petite Messe: il titolo richiama le due versioni che Rossini lasciò della sua ultima grande composizione, quella da camera del 1863, con due pianoforti e armonium, e quella orchestrale. Al Costanzi si ascolta la seconda. Il teatro indica, sotto lo stesso titolo, un secondo appuntamento il 22 ottobre 2026 nella Basilica di San Vitale, in via Nazionale, a pochi passi dal teatro.
Una nota sulla locandina
Il portale turistico di Roma Capitale indica come soprano Hasmik Torosyan; la pagina ufficiale del Teatro dell'Opera riporta Emőke Baráth. Fa fede il sito del teatro, che resta il riferimento per eventuali cambi dell'ultima ora.
La Petite Messe Solennelle: che cosa si ascolta
La Petite Messe Solennelle è una messa per soli, coro e strumenti che Rossini scrisse nel 1863, a settantun anni, e che chiamò l'ultimo dei suoi peccati di vecchiaia. Dura circa un'ora e mezza ed è considerata, con lo Stabat Mater, il suo capolavoro sacro.
Un compositore che non scriveva più opere
Rossini aveva smesso di comporre per il teatro dopo Guillaume Tell, nel 1829, a trentasette anni. Nei quasi quarant'anni successivi si dedicò alla musica da camera e sacra, senza pubblicare, lasciando pagine che chiamava Peccati di vecchiaia. La Petite Messe è il più grande di questi peccati, scritta nella villeggiatura di Passy, alle porte di Parigi, cinque anni prima della morte.
Le due versioni
La prima versione prevede dodici cantanti, quattro solisti e otto coristi, due pianoforti e un armonium. Rossini la volle anche orchestrare, nel 1867, convinto che se l'avesse fatto qualcun altro dopo la sua morte l'opera avrebbe perso il suo carattere. La versione orchestrale ebbe la prima esecuzione pubblica al Théâtre-Italien di Parigi il 24 febbraio 1869, pochi mesi dopo la morte del compositore, con il contralto Marietta Alboni.
La struttura
La messa si divide in due grandi parti. La prima comprende il Kyrie per coro e il Gloria, articolato in Gloria in excelsis, Gratias per contralto, tenore e basso, Domine Deus per tenore, Qui tollis per soprano e contralto, Quoniam per basso e il Cum Sancto Spiritu per coro. La seconda comprende il Credo, con il Crucifixus per soprano e l'Et resurrexit, il Preludio religioso strumentale, affidato all'organo nella versione orchestrale, il Sanctus, l'O salutaris per soprano e l'Agnus Dei per contralto e coro.
Il controtenore
La partitura prevede quattro solisti: soprano, contralto, tenore e basso. In questa locandina la voce di contralto è affidata a un controtenore, Carlo Vistoli. È una scelta che cambia il colore dei brani del contralto, dal Qui tollis in duetto con il soprano fino all'Agnus Dei conclusivo, e che vale da sola il biglietto per chi conosce la messa.
Le parole di Rossini
In calce all'Agnus Dei il compositore scrisse una breve preghiera, in francese, rivolta a Dio: si chiedeva se avesse appena composto musica sacra o soltanto della sacrée musique, ricordava di essere nato per l'opera buffa e chiedeva in cambio il Paradiso. Con poca scienza e un po' di cuore, diceva. È la chiave migliore per ascoltare la messa: una partitura devota e ironica insieme.
La storia della Petite Messe: dalla cappella dei Pillet-Will ai teatri
La Petite Messe fu eseguita per la prima volta il 14 marzo 1864, in forma privata, nella cappella della contessa Louise Pillet-Will a Parigi, dedicataria dell'opera. Fra gli invitati c'erano Giacomo Meyerbeer, Daniel Auber e Ambroise Thomas.
La prima esecuzione
Rossini seguì personalmente i preparativi. Il coro era formato dai migliori studenti del Conservatorio; al pianoforte suonavano Georges Mathias e Andrea Peruzzi, all'armonium un diciottenne Albert Lavignac. I solisti erano le sorelle Carlotta e Barbara Marchisio, soprano e contralto, il tenore Italo Gardoni e il basso Luigi Agnesi. Il successo fu tale che la messa venne replicata.
In Italia
Nello stesso 1869 la versione orchestrale arrivò in Inghilterra e al Teatro Comunale di Bologna, diretta da Emanuele Muzio, e nel 1878 al Teatro Regio di Parma. Nel Novecento la dirigono, fra gli altri, Vittorio Gui nella basilica di Santa Croce a Firenze nel 1942, con Maria Caniglia, Ebe Stignani e Tancredi Pasero, e Romano Gandolfi a Parma e alla Piccola Scala. Nel 1992 viene eseguita a Roma nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
Il manoscritto ritrovato
La versione originale da camera ha avuto una seconda vita grazie al musicologo americano Philip Gossett, che rintracciò a Parigi gli eredi Pillet-Will e la copia del manoscritto donata da Rossini al conte. La versione originale è tornata in esecuzione moderna al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 1997.
Le incisioni
Fra le incisioni storiche della messa ce n'è una del 1971 con Mirella Freni, Lucia Valentini Terrani, Luciano Pavarotti e Ruggero Raimondi, diretta da Romano Gandolfi, e una del 1995 con l'Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna diretti da Riccardo Chailly. In quest'ultima il basso era Michele Pertusi, lo stesso che canta al Costanzi il 17 ottobre.
Michele Mariotti: la biografia del direttore
Michele Mariotti è nato a Pesaro il 9 maggio 1979 ed è direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma dal 2022. Ha ricevuto il 36° Premio Abbiati come miglior direttore.
Pesaro e Rossini
Nato nella città di Rossini, si è diplomato in composizione al Conservatorio Gioachino Rossini di Pesaro, dove ha studiato anche direzione d'orchestra con Manlio Benzi, e ha conseguito il diploma in direzione anche all'Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti. Il debutto è del settembre 2005, al Teatro Verdi di Salerno, con Il barbiere di Siviglia: Rossini fin dal primo giorno.
Gli anni di Bologna
Dal 2008 al 2018 è stato prima direttore principale e poi direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna, dove ha diretto decine di produzioni. Fra queste, La bohème con la regia di Graham Vick, Premio Abbiati 2018 come miglior spettacolo. Con l'orchestra e il coro bolognesi ha portato le produzioni del teatro a Tokyo, Mosca e Parigi.
I grandi teatri
Nel 2012 ha diretto Carmen al Metropolitan Opera di New York. Nel 2016 è alla Scala con I due Foscari, accanto a Plácido Domingo, e a Berlino con Gli ugonotti, con Juan Diego Flórez; nel 2019 torna alla Scala per I masnadieri, assenti dal cartellone scaligero dal 1978. Ha diretto alla Wiener Staatsoper Il barbiere di Siviglia, Norma e Luisa Miller; al Festival di Aix-en-Provence Moïse et Pharaon; all'Opéra di Parigi La bohème e Aida; alla Scala Guglielmo Tell.
Il rossiniano
Il repertorio rossiniano attraversa tutta la sua carriera: Sigismondo, L'italiana in Algeri, Matilde di Shabran, La donna del lago, Maometto II e Otello al San Carlo di Napoli, Ermione al Rossini Opera Festival, che gli è valsa il 44° Premio Abbiati. Dirigere la Petite Messe al Costanzi è, per lui, tornare a casa.
Mariotti a Roma
Al Teatro dell'Opera ha diretto Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele, Tosca, Il trittico ricomposto, Peter Grimes e Simon Boccanegra, oltre a West Side Story alle Terme di Caracalla e a una tournée in Giappone. Il pubblico romano lo conosce bene, e lo ha visto dirigere quasi ogni genere di repertorio.
Il nuovo incarico alla Rai
Da ottobre 2026, per tre anni, Mariotti è direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, primo italiano a ricevere l'incarico. Nel 2026 ha diretto il Concerto di Capodanno di Venezia; nel 2027 lo attendono Un ballo in maschera a Vienna, Aida alla Royal Opera House di Londra e la Dallas Symphony Orchestra. La Petite Messe del 17 ottobre cade proprio nel mese in cui comincia il nuovo capitolo torinese.
I solisti, il coro e l'orchestra
I quattro solisti della Petite Messe al Costanzi sono il soprano Emőke Baráth, il controtenore Carlo Vistoli, il tenore Dmitry Korchak e il basso Michele Pertusi, con il Coro del Teatro dell'Opera preparato da Ciro Visco.
Michele Pertusi
Il basso Michele Pertusi è il solista con il legame più lungo con questa partitura, almeno a giudicare dalla discografia: era il basso dell'incisione del 1995 diretta da Riccardo Chailly con le forze del Comunale di Bologna. Trent'anni dopo ritrova la messa al Costanzi, sotto la direzione di un altro musicista cresciuto nel repertorio rossiniano.
Il coro
Nella Petite Messe il coro non accompagna: è protagonista. Il Kyrie, il Cum Sancto Spiritu, il Credo, il Sanctus e il finale dell'Agnus Dei gli appartengono. Il Coro del Teatro dell'Opera, preparato da Ciro Visco, ha una tradizione che risale al 1935, quando Tullio Serafin volle un coro stabile per il teatro.
L'orchestra
La versione orchestrale del 1867 porta nella messa i colori dell'orchestra rossiniana, e affida all'organo il Preludio religioso che nella versione da camera era per pianoforte. Per l'Orchestra del Teatro dell'Opera, abituata al repertorio lirico, è un terreno naturale: la scrittura di Rossini, anche quando è sacra, resta teatrale.
Una curiosità su Mariotti. Le due Petite Messe al Teatro dell'Opera di Roma — 17 ottobre 2026
La curiosità più gustosa è nella dedica che Rossini scrisse sulla partitura. Spiegava che dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati, sarebbero bastati per l'esecuzione, otto per il coro e quattro per i soli. E aggiungeva, rivolto a Dio, che dodici erano anche gli apostoli dell'Ultima Cena di Leonardo, promettendo che fra i suoi non ci sarebbe stato nessun Giuda e che avrebbero cantato giusto. Un compositore di settantun anni che scherza con Dio sulla propria messa: è Rossini al suo meglio.
Seconda curiosità: il nome. Petite, piccola, e Solennelle, solenne, sono due aggettivi che si contraddicono. La messa è piccola per l'organico della prima versione, dodici voci e tre strumenti, e solenne per la durata e l'ambizione, quella di una messa completa. Rossini amava questi giochi.
Terza curiosità: la sede. Il Teatro Costanzi fu inaugurato il 27 novembre 1880 proprio con un'opera di Rossini, Semiramide, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita. Centoquarantasei anni dopo, il teatro torna a Rossini con la sua ultima grande partitura, diretta da un musicista nato a Pesaro. Dalla prima all'ultima opera del compositore nella storia della sala, il cerchio si chiude.
Il Teatro Costanzi, la sala del concerto
Il Teatro Costanzi ha oggi 1.560 posti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata da Annibale Brugnoli, e alla nascita, nel 1880, arrivava a 2.212 spettatori. Per una messa con orchestra, coro e quattro solisti è una sala costruita apposta per far arrivare le voci ovunque.
Una sala pensata per il suono
Domenico Costanzi, costruttore, affidò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che disegnò una sala a ferro di cavallo concepita come una cassa armonica. Il cantiere durò diciotto mesi. In un concerto sinfonico corale, con l'orchestra sul palcoscenico, la scelta ottocentesca si sente: il suono del coro riempie la sala fino alla galleria.
Il lampadario e la cupola
Il grande lampadario di cristallo si accese per la prima volta il 27 febbraio 1928, la sera della seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito, dopo la ristrutturazione affidata a Marcello Piacentini. Arrivare con qualche minuto di anticipo e guardare la sala a luci piene è parte della serata.
La scheda del teatro
La storia completa della sala e i consigli per la visita sono nella nostra scheda sul Teatro dell'Opera di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno su Mariotti. Le due Petite Messe al Teatro dell'Opera di Roma — 17 ottobre 2026
Per un concerto al Costanzi i posti migliori non sono sempre quelli della platea. Con l'orchestra e il coro schierati sul palcoscenico, il suono si fonde meglio salendo di qualche livello: i palchi centrali dei primi ordini e la balconata offrono spesso un ascolto più equilibrato delle prime file, dove le voci dei solisti possono arrivare coperte dagli strumenti.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda i tempi. La Petite Messe dura circa un'ora e mezza. Con l'inizio alle 20, si esce verso le 21.45 se non c'è intervallo, un po' più tardi se c'è: il teatro lo indica nel programma di sala. È una durata che lascia spazio a una cena dopo, anche di sabato.
Terza nota: al Costanzi valgono le regole di sala del teatro, a cominciare dal guardaroba obbligatorio per ombrelli, borse ingombranti e caschi e dal divieto di entrare a esecuzione iniziata. In una messa senza pause naturali fra i numeri, un ritardo può costare molto: chi arriva tardi aspetta la fine di una sezione, e non sempre la prima.
Ultima cosa: il pubblico dei concerti sacri è più silenzioso di quello dell'opera. Niente applausi fra un brano e l'altro, di solito, anche se la tentazione dopo il Domine Deus del tenore sarà forte. Aspettate la fine, e sarà un applauso più lungo.
Biglietti per la Petite Messe al Costanzi
I biglietti per Mariotti. Le due Petite Messe si comprano sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma, alla biglietteria del Costanzi in piazza Beniamino Gigli e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
Online
Sul sito ufficiale del teatro, alla pagina del concerto, il pulsante Acquista sotto la data porta alla vendita. I prezzi dei diversi settori sono pubblicati lì.
Al telefono e in biglietteria
Il portale turistico di Roma Capitale indica per il teatro i numeri 06 481601 e 06 4817003, e lo 06 48160255 per le prenotazioni telefoniche. La biglietteria del Costanzi è in piazza Beniamino Gigli: per chi abita in centro è la soluzione più semplice per scegliere il posto guardando la pianta della sala.
Il consiglio sul posto
Per un concerto con coro e orchestra chiedete un palco centrale o la balconata, se il listino lo prevede: si vede tutta la compagine e si sente meglio.
Il consiglio che ti do per visitare Mariotti. Le due Petite Messe al Teatro dell'Opera di Roma — 17 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare in piazza Beniamino Gigli alle 19.30, prendere posto con calma e leggere il testo della messa prima che si abbassino le luci. Il latino dell'Ordinario è breve e noto, ma sapere dove si trova ogni sezione aiuta a seguire le scelte di Rossini: il duetto del Qui tollis, l'aria del basso nel Quoniam, il Crucifixus del soprano.
Il secondo consiglio riguarda l'ascolto. Prima del concerto, ascoltate l'inizio della versione da camera, con i due pianoforti e l'armonium. Al Costanzi sentirete la stessa musica rivestita d'orchestra: capirete meglio che cosa Rossini volle aggiungere nel 1867, e perché teneva a farlo lui.
Terzo consiglio: se avete tempo, completate il progetto con il secondo appuntamento del 22 ottobre nella Basilica di San Vitale, indicato dal teatro sotto lo stesso titolo. Ascoltare la stessa musica in un teatro e in una chiesa, a cinque giorni di distanza, è un'esperienza rara.
E infine: fermatevi, dopo l'Agnus Dei, a pensare alle parole che Rossini scrisse proprio lì, in calce alla partitura. Poca scienza, un po' di cuore. È tutta la sua estetica in cinque parole, e vale anche per chi ascolta.
Come arrivare al Teatro dell'Opera
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È il modo più semplice per una serata di sabato.
In metropolitana
La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica: dalla piazza al teatro si cammina pochi minuti. Da Termini si prende la stessa linea A per una fermata, oppure si va a piedi.
In autobus
Le linee indicate dal teatro sono queste:
- Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
- Via Depretis: 70, 71.
- Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
- Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.
In taxi
All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico con il Radio Taxi 6645, e il teatro indica anche il numero 06 6696 per le prenotazioni. Per l'uscita di un sabato sera è la soluzione più comoda.
In auto
La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori Roma lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e prosegua in metro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Rossini smise di scrivere opere dopo Guillaume Tell, nel 1829, a trentasette anni; meno spesso si ricorda che non smise affatto di comporre. Per quasi quarant'anni continuò a scrivere, senza pubblicare, centinaia di pagine per pianoforte, per voce, per piccoli gruppi, che raccolse sotto il nome ironico di Peccati di vecchiaia.
La Petite Messe è l'ultimo e il più ambizioso di quei peccati. Chi la ascolta aspettandosi il Rossini del Barbiere trova un'altra cosa: armonie ardite, un contrappunto severo nelle fughe corali, momenti di raccoglimento che guardano già al secondo Ottocento. Accanto allo Stabat Mater, composto fra il 1831 e il 1841, è l'opera che mostra un compositore molto diverso da quello che il pubblico dei teatri conosceva.
Il secondo fatto poco citato riguarda Roma e il Costanzi. Il teatro fu inaugurato nel 1880 con Semiramide, e per quasi mezzo secolo restò un teatro privato, portato avanti prima da Domenico Costanzi, poi dal figlio Enrico, poi dall'impresario Walter Mocchi e dal soprano Emma Carelli. Solo nel 1926 il Comune lo acquistò. Qui debuttarono Cavalleria rusticana nel 1890 e Tosca nel 1900. Il legame con Rossini, dalla serata inaugurale a questa Petite Messe, attraversa tutta la sua storia.
La foto giusta da fare a Mariotti. Le due Petite Messe al Teatro dell'Opera di Roma — 17 ottobre 2026
Al Costanzi non si fotografa durante l'esecuzione: la foto giusta si fa prima, con la sala illuminata, oppure fuori, in piazza Beniamino Gigli, con la facciata accesa alle spalle.
Il momento migliore è poco prima delle 20, quando l'orchestra accorda e il coro prende posto sul palcoscenico sotto la cupola di Brugnoli e il grande lampadario. Dalla balconata o da un palco si ha la vista d'insieme: la compagine schierata, la sala a ferro di cavallo, il pubblico che si siede. Spegnete il telefono subito dopo.
Fuori, la piazza è quella su cui Marcello Piacentini, con la ristrutturazione seguita all'acquisto del 1926, spostò l'ingresso del teatro. A metà ottobre alle 19.30 è già buio e l'ingresso rende al meglio, con la locandina della stagione accanto al portone.
Conviene fotografare le persone, non l'edificio: il gruppo di amici venuto per Rossini, la coppia che si concede la serata, gli studenti di canto con lo spartito della messa in borsa. L'edificio è in ogni archivio; la vostra serata no.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Costanzi fu inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, ospitò le prime assolute di Cavalleria rusticana nel 1890 e di Tosca nel 1900, e dal 1946 si chiama Teatro dell'Opera di Roma. La cronologia essenziale:
- 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto ad Achille Sfondrini.
- 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita.
- 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
- 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
- 1907: la gestione passa a Walter Mocchi; dal 1912 la guida il soprano Emma Carelli.
- 1926: il Comune acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
- 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Boito e accensione del lampadario.
- 1935: nasce il Coro stabile per volontà di Tullio Serafin.
- 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
- 1958: nuovo intervento di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
- 2022: Michele Mariotti diventa direttore musicale del teatro.
Il 17 ottobre 2026 si aggiunge una riga che lega l'inizio e il presente della sala: Rossini, con cui il teatro nacque, torna nella stagione del direttore pesarese con la sua ultima grande partitura.
Chi è passato da Mariotti. Le due Petite Messe al Teatro dell'Opera di Roma — 17 ottobre 2026
Dal Teatro Costanzi sono passati re Umberto I e la regina Margherita all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, i musicisti che il teatro indica come quelli che ne hanno segnato il destino.
C'è Emma Carelli, soprano, che dal 1912 guidò l'Impresa Costanzi per quattordici anni e portò a Roma La fanciulla del West, Turandot, Il trittico, Parsifal e i Ballets Russes di Djagilev. C'è Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio nel 1926 e nel 1958. C'è Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile, lo stesso che il 17 ottobre canta la messa di Rossini.
E ci sono i direttori che il teatro ricorda nella storia della sua orchestra: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Georg Solti, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti, Daniele Gatti. A questo elenco appartiene ormai Michele Mariotti, che dal 2022 ne guida le stagioni.
Il 17 ottobre arrivano Emőke Baráth, Carlo Vistoli, Dmitry Korchak e Michele Pertusi, con Ciro Visco alla guida del coro. E arriva, idealmente, Rossini: il compositore che inaugurò la sala con Semiramide e che vi ritorna con la sua ultima parola.
Intorno al Costanzi: Repubblica, Viminale e Monti
Il Teatro Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con un'ora di anticipo ha a portata di mano un pezzo di Roma antica e umbertina.
Piazza della Repubblica e le Terme
Dalla fermata della metro si esce in piazza della Repubblica, con la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano.
Via Nazionale e San Vitale
Scendendo per via Nazionale si incontrano la Basilica di San Vitale, sede del secondo appuntamento del progetto, e poi il Palazzo delle Esposizioni. Più in basso si entra nel rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale.
Santa Maria Maggiore
Dalla parte opposta, oltre via Cavour, si raggiunge a piedi Santa Maria Maggiore. Per chi viene a sentire una messa, il sabato pomeriggio in una delle quattro basiliche papali è una preparazione coerente.
Dove mangiare prima e dopo il concerto
Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta per mangiare si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e il rione Monti. Il teatro ammette consumazioni solo nei suoi locali bar.
Prima delle 20
Con un inizio alle 20 la soluzione più sensata è un aperitivo leggero e la cena dopo. Il teatro è a pochi minuti a piedi da Monti e si arriva senza correre.
Dopo il concerto
Una messa di un'ora e mezza fa uscire a un'ora in cui a Monti le cucine sono ancora aperte. Scendete a piedi da via Nazionale e troverete osterie, enoteche e pizzerie. Il sabato sera il rione è affollato: prenotate.
Il criterio
Non faccio nomi di locali, che cambiano gestione più spesso dei cartelloni. Il criterio è semplice: evitate i menu tradotti in cinque lingue affissi sulla porta nelle vie di Termini e spingetevi di qualche strada verso Monti. E, in omaggio a Rossini, che fu un celebre buongustaio, concedetevi un piatto in più.
Accessibilità, giovani e bambini
Per il Costanzi il teatro indica un percorso accessibile a persone con difficoltà di deambulazione, con l'eccezione di alcuni punti come il Palco Reale e la galleria; per esigenze specifiche conviene contattare la biglietteria prima dell'acquisto.
Accessibilità della sala
Chi ha difficoltà motorie scelga la platea e lo segnali al momento dell'acquisto, ai numeri del teatro indicati sopra.
Con i ragazzi
Il teatro non indica limiti di età per il concerto. A nostro giudizio un'ora e mezza di musica sacra senza azione scenica è impegnativa per un bambino, ma funziona con ragazzi dai dodici anni in su che cantino in un coro o studino uno strumento. Per loro sentire un coro d'opera in una fuga di Rossini è una lezione di musica.
Cosa portare
Una giacca per il rientro e, se volete, il testo latino della messa. Il guardaroba è obbligatorio per borse ingombranti e ombrelli.
Domande frequenti sulla Petite Messe di Mariotti
Quando si esegue la Petite Messe di Mariotti al Teatro dell'Opera?
La Petite Messe Solennelle diretta da Michele Mariotti si esegue al Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma, sabato 17 ottobre 2026 alle 20:00. È un'unica serata della stagione 2025/2026. Il teatro indica un secondo appuntamento dello stesso progetto il 22 ottobre nella Basilica di San Vitale.
Chi canta nella Petite Messe al Costanzi?
Nella Petite Messe al Teatro dell'Opera cantano il soprano Emőke Baráth, il controtenore Carlo Vistoli, il tenore Dmitry Korchak e il basso Michele Pertusi, con l'Orchestra e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma. Il maestro del coro è Ciro Visco, il direttore Michele Mariotti.
Quale versione della Petite Messe si ascolta?
Al Teatro dell'Opera si ascolta la seconda versione della Petite Messe Solennelle, per soli, coro e orchestra, che Rossini completò nel 1867. La prima versione, del 1863, prevedeva due pianoforti e un armonium. La versione orchestrale fu eseguita in pubblico per la prima volta a Parigi nel 1869.
Quanto dura la Petite Messe Solennelle?
La Petite Messe Solennelle di Rossini dura in media un'ora e mezza. Con l'inizio alle 20 al Teatro Costanzi, si esce intorno alle 21.45, un po' più tardi se il teatro prevede un intervallo, che viene indicato nel programma di sala.
Quanto costano i biglietti per Mariotti. Le due Petite Messe?
I prezzi dei biglietti per Mariotti. Le due Petite Messe sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma, alla pagina del concerto. Si comprano online, alla biglietteria del Costanzi in piazza Beniamino Gigli e sul circuito di prevendita autorizzato; prenotazioni telefoniche allo 06 48160255.
Come si arriva al Teatro dell'Opera di Roma?
Il Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A alla fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170) e di via Depretis (70, 71). Da Termini si arriva a piedi in pochi minuti.
Chi è Michele Mariotti?
Michele Mariotti è il direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma dal 2022. Nato a Pesaro nel 1979, città di Rossini, ha guidato il Comunale di Bologna dal 2008 al 2018, ha diretto alla Scala, al Metropolitan e a Vienna e da ottobre 2026 è direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
Il consiglio finale
Se avete sentito la Petite Messe solo nella versione con i pianoforti, andate al Costanzi per scoprire che cosa Rossini volle aggiungere con l'orchestra. Se non l'avete mai sentita, questa è l'occasione giusta: un direttore pesarese, un coro con novant'anni di storia, un controtenore dove di solito canta un contralto, nel teatro che nacque con Rossini. Prenotate un palco centrale, arrivate alle 19.30 e lasciate che l'Agnus Dei faccia il resto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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