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Le Paganalia erano la festa dei pagi, i villaggi rurali, e si tenevano in gennaio dopo la semina. Una ricorrenza mobile, di campagna, in cui la comunità del villaggio pregava la Terra e Cerere per il grano appena seminato.
- Data: gennaio, mobile (festa «concettiva»)
- Chi la celebrava: gli abitanti dei pagi
- Divinità: Tellus e Cerere
- Fonte principale: Ovidio, Fasti I 657-704

Che cos’è un pagus
Il pagus era un distretto rurale con un santuario comune. I suoi abitanti, i pagani, si ritrovavano per sacrifici collettivi. Dal termine deriva anche la parola «pagano», usata più tardi in senso religioso.
Il rito di gennaio
Ovidio inserisce le Paganalia nelle feriae sementivae, le feste della semina, e le descrive come una preghiera a Tellus e Cerere perché il grano seminato cresca bene. Il gesto richiama il bisogno di accompagnare con il rito il lavoro dei campi.

Una festa dal valore sociale
Gli studiosi sottolineano che i pagi erano anche unità di contribuzione e di coesione sociale: la festa teneva insieme famiglie e contadini. Le informazioni sul rito concreto sono però limitate, e per i dettagli le fonti si fermano a poche righe.
Il calendario agricolo
Le Paganalia aprono il ciclo di gennaio: poco dopo cadono i Compitalia, la festa dei crocicchi, e a febbraio le Terminalia. Leggi anche Terminalia.
Domande frequenti
Che cosa erano le Paganalia?
Una festa mobile di gennaio celebrata dai villaggi rurali dopo la semina.
A chi erano dedicate?
A Tellus e Cerere, divinità della terra e del grano.
Che legame c’è con la parola «pagano»?
Pagano deriva da pagus, il villaggio rurale: i pagani erano gli abitanti della campagna.
Questa festa fa parte del calendario delle feste dell’antica Roma e del mos maiorum, dove trovi tutte le altre ricorrenze.
Fonti
- Ovidio, Fasti I 657-704
- Varrone, De lingua latina VI 24
- Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane IV 15
Le illustrazioni sono generate con intelligenza artificiale a scopo evocativo.